<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: L’ombra del padrino: un’intervista impossibile.	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2016/09/23/lombra-del-padrino-ricerche-un-film/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/09/23/lombra-del-padrino-ricerche-un-film/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Sep 2016 14:44:49 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Gianluca Cangemi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/09/23/lombra-del-padrino-ricerche-un-film/#comment-288317</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Cangemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 14:44:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=64463#comment-288317</guid>

					<description><![CDATA[Berlino/Palermo, ventinove dicembre duemilaquindici.
&quot;L&#039;ombra del Padrino&quot;: il puparo e la marionetta
--
Ho sentito l&#039;esigenza di andare via dalla Sicilia, da Palermo, per poter comporre le musiche per &quot;L&#039;ombra del Padrino&quot;, il nuovo film, pre-testo &quot;la Sicilia e la Mafia&quot;, che segna un&#039;altra tappa della collaborazione tra il mio gruppo di musici e artigiani del suono a Palermo, Almendra Music, e Giuseppe Schillaci, scrittore e regista siciliano a Parigi. Sono dovuto andare via, nel Nord Europa, in Germania, un luogo di impianto culturale Protestante, con una lingua, suoni, colori, velocità e tradizioni diverse e complementari a quella cultura mediterranea siciliana, cattolica e con echi orientali, invadente e invasa, di cui sono minuscola parte. Sono andato via non per avere uno sguardo distaccato e lucido sul &quot;tema&quot;: la freddezza razionale non è mai buon servitore di chi compone per condividere umanità e non per agglomerare suoni funzionali a un mercato (o almeno non lo è, buon servitore, se hai alle spalle una qualche cognizione di causa, decentemente interiorizzata, di tecniche e storie delle tue tradizioni musicali. Ma questo è un altro discorso...). Sono andato via dalla Sicilia per poter fare davvero i conti con l&#039;ombra del Padrino; perché le ombre dei troppi Zii, l&#039;ombra del sangue di famiglia e della Roba, l&#039;ombra che il Capitale proietta sulle province a &quot;distanza di sicurezza&quot; dai luccicanti centri delle sue capitali, le ombre dei morti, santi e beati, sono tutte dentro ogni siciliano, e animano il puparo interiore dei siciliani indegni e la marionetta dolorosa danzante in tondo nell&#039;intimo dei siciliani degni, spesso assumendo in uno stesso individuo entrambi i ruoli in diverse dosi letali: il puparo e la marionetta.
Un distacco anche geografico, il disagio virtuoso di non essere più &quot;protetto&quot; dai tuoi cari, e &quot;confortato&quot; dal bel clima e dai sapori della cucina familiare; queste cose, e uno scarto di velocità, erano necessari, affinché l&#039;ombra del Padrino, le implacabili ombre siciliane familiari, mi inseguissero e potessi quindi vederle e riconoscerle fuori di me: per stabilire infine una distanza tra me, uomo e musicista siciliano tra quelli che provano a rifiutare la logica delle maschere, e loro, le ombre &quot;siciliane&quot;. Distanza che ora, conclusa la prima parte dei lavori in corso, è fatta di suoni, di melodie oppresse dalla stasi, carillon infantili salvati all&#039;ultimo minuto sull&#039;orlo di rompersi, e tarantelle cattive, fiabe sommerse, elegie, malinconie.
Berlino, Germania, 29 dicembre 2015: ho appena finito la prima stesura di queste musiche. Palermo, Sicilia, 29 dicembre 2015: speriamo bene, avanti, oltre.

[Gi.]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Berlino/Palermo, ventinove dicembre duemilaquindici.<br />
&#8220;L&#8217;ombra del Padrino&#8221;: il puparo e la marionetta<br />
&#8212;<br />
Ho sentito l&#8217;esigenza di andare via dalla Sicilia, da Palermo, per poter comporre le musiche per &#8220;L&#8217;ombra del Padrino&#8221;, il nuovo film, pre-testo &#8220;la Sicilia e la Mafia&#8221;, che segna un&#8217;altra tappa della collaborazione tra il mio gruppo di musici e artigiani del suono a Palermo, Almendra Music, e Giuseppe Schillaci, scrittore e regista siciliano a Parigi. Sono dovuto andare via, nel Nord Europa, in Germania, un luogo di impianto culturale Protestante, con una lingua, suoni, colori, velocità e tradizioni diverse e complementari a quella cultura mediterranea siciliana, cattolica e con echi orientali, invadente e invasa, di cui sono minuscola parte. Sono andato via non per avere uno sguardo distaccato e lucido sul &#8220;tema&#8221;: la freddezza razionale non è mai buon servitore di chi compone per condividere umanità e non per agglomerare suoni funzionali a un mercato (o almeno non lo è, buon servitore, se hai alle spalle una qualche cognizione di causa, decentemente interiorizzata, di tecniche e storie delle tue tradizioni musicali. Ma questo è un altro discorso&#8230;). Sono andato via dalla Sicilia per poter fare davvero i conti con l&#8217;ombra del Padrino; perché le ombre dei troppi Zii, l&#8217;ombra del sangue di famiglia e della Roba, l&#8217;ombra che il Capitale proietta sulle province a &#8220;distanza di sicurezza&#8221; dai luccicanti centri delle sue capitali, le ombre dei morti, santi e beati, sono tutte dentro ogni siciliano, e animano il puparo interiore dei siciliani indegni e la marionetta dolorosa danzante in tondo nell&#8217;intimo dei siciliani degni, spesso assumendo in uno stesso individuo entrambi i ruoli in diverse dosi letali: il puparo e la marionetta.<br />
Un distacco anche geografico, il disagio virtuoso di non essere più &#8220;protetto&#8221; dai tuoi cari, e &#8220;confortato&#8221; dal bel clima e dai sapori della cucina familiare; queste cose, e uno scarto di velocità, erano necessari, affinché l&#8217;ombra del Padrino, le implacabili ombre siciliane familiari, mi inseguissero e potessi quindi vederle e riconoscerle fuori di me: per stabilire infine una distanza tra me, uomo e musicista siciliano tra quelli che provano a rifiutare la logica delle maschere, e loro, le ombre &#8220;siciliane&#8221;. Distanza che ora, conclusa la prima parte dei lavori in corso, è fatta di suoni, di melodie oppresse dalla stasi, carillon infantili salvati all&#8217;ultimo minuto sull&#8217;orlo di rompersi, e tarantelle cattive, fiabe sommerse, elegie, malinconie.<br />
Berlino, Germania, 29 dicembre 2015: ho appena finito la prima stesura di queste musiche. Palermo, Sicilia, 29 dicembre 2015: speriamo bene, avanti, oltre.</p>
<p>[Gi.]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-06-19 13:48:43 by W3 Total Cache
-->