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	Commenti a: cinéDIMANCHE #26 FRANCESCO DAL BOSCO Amnesia (I morti ritornano)	</title>
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		<title>
		Di: Francesco Dal Bosco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Dal Bosco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 11:34:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per il commento, mi ha fatto molto piacere. Ma ti invito a rileggere l&#039;intervista. Non c&#039;è nulla che, come dici tu, è &quot;legato definitivamente a un determinato periodo storico&quot;. Tutto è sempre presente. Anche ciò che non conosciamo o di cui ignoriamo l&#039;esistenza. Il passato, come giustamente ha detto una volta Faulkner, non esiste. Esiste la dimenticanza, l&#039;amnesia, l&#039;incapacità (spesso indotta) di creare connessioni, di vedere il tempo come uno spazio, come un campo aperto dove tutto continua a vivere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il commento, mi ha fatto molto piacere. Ma ti invito a rileggere l&#8217;intervista. Non c&#8217;è nulla che, come dici tu, è &#8220;legato definitivamente a un determinato periodo storico&#8221;. Tutto è sempre presente. Anche ciò che non conosciamo o di cui ignoriamo l&#8217;esistenza. Il passato, come giustamente ha detto una volta Faulkner, non esiste. Esiste la dimenticanza, l&#8217;amnesia, l&#8217;incapacità (spesso indotta) di creare connessioni, di vedere il tempo come uno spazio, come un campo aperto dove tutto continua a vivere.</p>
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		Di: Pierpaolo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierpaolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2016 11:31:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Approvo quanto dichiarato dall&#039;autore nell&#039;intervista , è innegabile che la sovrainformazione visiva di oggi, soprattutto quella della rete , non faccia  che banalizzare la realtà , svuotare di significato ciò che vediamo , provocare amnesia , indifferenza,  mancanza di spirito critico. Ma siamo sicuri che ritrovare moduli espressivi che appartengono al passato sia il modo migliore per superare questa impasse?  Naturalmente mi è piaciuto il video, ma  perché anch&#039;io appartengo a quella generazione , perché ho amato la letteratura di Burroughs, la musica degli Amon Duul II scelta come eccellente colonna sonora,  l&#039;arte psichedelica, il bianco e nero sfocato delle vecchie televisioni , quelle immagini frammentarie in parte visibilmente  censurate, che per questo maggiormente ci coinvolgono emotivamente. Ma non si diceva allora che già la stessa televisione , rispetto alla radio, provocava acriticità e assuefazione? Non per niente lo stesso autore ha iniziato con un pezzo di solo audio.
Ecco, se mi fossi limitato al video l&#039;avrei giudicato un ottimo prodotto artistico , un riuscito omaggio a quel fervido momento culturale che erano gli anni 60 e 70. Ma avrei colto il messaggio quale si evince dall&#039;intervista ? Ricordare il passato, ricordare come eravamo per risvegliare i morti dell&#039;asservimento globale? Ricoprire tutto di nebbia colorata per invogliarci a riflettere?
Può essere  condivisibile  che dopo gli anni 60- 70 i canali della comunicazione artistica non abbiano più saputo trovare nuove formule efficaci di controcultura (  o più probabilmente  le hanno trovate ma sono  state inevitabilmente inglobate nella spirale del mercato globale oppure rimaste un prodotto di nicchia) , ma la risposta è davvero ripartire da lì , dalla psichedelia di immagini confuse, cercare il nuovo riesumando ciò che ormai è definitivamente legato ad un determinato periodo storico?  La mia non è una critica , solo una perplessità, lo spunto per una discussione. Ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approvo quanto dichiarato dall&#8217;autore nell&#8217;intervista , è innegabile che la sovrainformazione visiva di oggi, soprattutto quella della rete , non faccia  che banalizzare la realtà , svuotare di significato ciò che vediamo , provocare amnesia , indifferenza,  mancanza di spirito critico. Ma siamo sicuri che ritrovare moduli espressivi che appartengono al passato sia il modo migliore per superare questa impasse?  Naturalmente mi è piaciuto il video, ma  perché anch&#8217;io appartengo a quella generazione , perché ho amato la letteratura di Burroughs, la musica degli Amon Duul II scelta come eccellente colonna sonora,  l&#8217;arte psichedelica, il bianco e nero sfocato delle vecchie televisioni , quelle immagini frammentarie in parte visibilmente  censurate, che per questo maggiormente ci coinvolgono emotivamente. Ma non si diceva allora che già la stessa televisione , rispetto alla radio, provocava acriticità e assuefazione? Non per niente lo stesso autore ha iniziato con un pezzo di solo audio.<br />
Ecco, se mi fossi limitato al video l&#8217;avrei giudicato un ottimo prodotto artistico , un riuscito omaggio a quel fervido momento culturale che erano gli anni 60 e 70. Ma avrei colto il messaggio quale si evince dall&#8217;intervista ? Ricordare il passato, ricordare come eravamo per risvegliare i morti dell&#8217;asservimento globale? Ricoprire tutto di nebbia colorata per invogliarci a riflettere?<br />
Può essere  condivisibile  che dopo gli anni 60- 70 i canali della comunicazione artistica non abbiano più saputo trovare nuove formule efficaci di controcultura (  o più probabilmente  le hanno trovate ma sono  state inevitabilmente inglobate nella spirale del mercato globale oppure rimaste un prodotto di nicchia) , ma la risposta è davvero ripartire da lì , dalla psichedelia di immagini confuse, cercare il nuovo riesumando ciò che ormai è definitivamente legato ad un determinato periodo storico?  La mia non è una critica , solo una perplessità, lo spunto per una discussione. Ciao</p>
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