Danzeranno gli insetti

di Sonia Lambertini*

Nel giorno del mio giudizio
quando il corpo sarà in scadenza
la bocca sarà colma di terra
danzeranno gli insetti
il ritmo assordante non mi farà dormire
e come nei banchetti degni di rispetto
trionferanno gli avanzi
le formiche ne faranno scorta
sottomano la mappa
cenni di anatomia
viaggio di sola andata.

* * *

Il cucù sopra la testa canta bastardo
con quel verso che dio mio
fatelo tacere. La sua tana
è accanto alla mia,
si guarda alle spalle
sorveglia
l’andirivieni degli sfollati.

* * *

Vorrei dire
a tutti gli umani
con l’aria importante,
il luccichio nell’occhio
e nei denti in fila, bianchissimi,
con la 24 ore full optional
compreso il pulsante per l’autodistruzione
in caso di occhiata prolungata

che

l’aria sotto terra non c’è
tantomeno gli aggettivi
i denti si sa, si perdono
e mal che vada la protesi
viene smarrita dalle pompe funebri
e per quel che riguarda l’autodistruzione
è già cominciata e dura in eterno,
bussa silenziosa a tutte le porte.

* * *
Frammenti per Strauch

1
Respingimento della natura
dice Strauch, anche il canto
del pettirosso fuori stagione
diventa solitudine.

2
La solitudine
è crudele,
ogni luogo è straniero
come il cerchio
delle braccia del padre.

3
L’intreccio del padre
e della madre,
quello che chiami
amore, per Strauch
è atto criminale.

4
Allo Steinhof
curano la fantasia,
il disordine che vive
al di là del corpo;
forse la cura
è nascosta nel bosco.

5
Spero nella pioggia
nel senso geometrico
che porta in grembo
nel suo cadere senza paura
e sparire, nessuna traccia.

6
La geometria dei corpi solidi
mi spieghi il peso del cuore vuoto
la misura della mancanza
l’invisibile che opprime.

7
L’ombra dell’inverno
e il nero delle tue finestre.
Troppo veloce il buio,
una corsa da fermi.
Il gelo non è per tutti.
Mi hai detto – Se lo vedi, lo capisci.

* * *

Quando nulla ti è dovuto e non sai come
conosci il cerchio nero che ti assedia chiedi
quale strano progetto ha preso i tuoi occhi
per riempirli di colore giallo ocra e rosso

senti il passo della libella lo sfregare delle antenne
la resa in volo desiderio del maschio sul filo d’erba
e l’aria che sposta la curva il segmento che unisce
trovarsi dal nulla negli occhi del nostro calvo inverno.

* * *

Ascolta padre gli occhi negli occhi del padre
non puoi sbagliare le parole verranno semplici
i piedi bianchi e nudi leggeri alla tua bocca
con petali parola bianchi che usciranno
dalla tua bocca padre, si poseranno sui miei occhi
rosso stanco, sporcali di giallo ocra e il verde
della libella sul filo d’erba si guarda nell’acqua
gioca nei cerchi scolorano i tuoi occhi.

_________________

*Da Danzeranno gli insetti, Marco Saya Editore. Milano, 2016

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Daniele Ventre (Napoli, 19 maggio 1974) insegna lingue classiche nei licei ed è autore di una traduzione isometra dell'Iliade, pubblicata nel 2010 per i tipi della casa editrice Mesogea (Messina).