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	Commenti a: La parte maledetta di Georges Bataille	</title>
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		Di: Davide Gatto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Gatto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 10:54:43 +0000</pubDate>
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Sì, davvero molte considerazioni possibili. Penso tra le tante anche alle parole e alla letteratura, sempre sospese sul crinale tra le cose - sono materiali di cui l&#039;uomo si serve per dire il mondo ma che, una volta detto, lo invischiano - e l&#039;ambizione costante al superamento, all&#039;oltranza, alla libera &quot;sovranità&quot;. Chi scrive dovrebbe allora raggiungere e esprimere questa coscienza di sé, attraverso le cose-parole lasciare trapelare l&#039;oltre. Blanchot. che di mestiere faceva il critico, sosteneva che questa era appunto la qualità della scrittura di Bataille. Il quale quindi andrebbe anche frequentato dal punto di vista dello stile... Ma il discorso investe chiunque ami collocarsi tra gli scrittori e tra i lettori. Grazie del tuo apprezzamento, Corrado.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2017/04/01/la-parte-maledetta-georges-bataille/#comment-289988">Corrado Aiello</a>.</p>
<p>Sì, davvero molte considerazioni possibili. Penso tra le tante anche alle parole e alla letteratura, sempre sospese sul crinale tra le cose &#8211; sono materiali di cui l&#8217;uomo si serve per dire il mondo ma che, una volta detto, lo invischiano &#8211; e l&#8217;ambizione costante al superamento, all&#8217;oltranza, alla libera &#8220;sovranità&#8221;. Chi scrive dovrebbe allora raggiungere e esprimere questa coscienza di sé, attraverso le cose-parole lasciare trapelare l&#8217;oltre. Blanchot. che di mestiere faceva il critico, sosteneva che questa era appunto la qualità della scrittura di Bataille. Il quale quindi andrebbe anche frequentato dal punto di vista dello stile&#8230; Ma il discorso investe chiunque ami collocarsi tra gli scrittori e tra i lettori. Grazie del tuo apprezzamento, Corrado.</p>
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		Di: Corrado Aiello		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Aiello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 16:02:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Dietro lo schermo dell’economia generale, degli usi molteplici e complessi che nell’accezione di Bataille le diverse società fanno dell’energia sempre eccedente, la posta in gioco è più alta: si tratta della necessità che l’uomo prenda atto del suo irrisolvibile bifrontismo, della maledizione che lo anima da una parte a farsi cosa tra le cose producendo e accumulando quante più ricchezze possibile, dall’altra a sottrarsi all’ordine delle cose per riappropriarsi della sua originaria, libera e sovrana interiorità, a prezzo però di dilapidazioni che possono essere disastrose se non governate da chi ha acquisito – appunto – la necessaria coscienza di sé.&quot; Una riflessione critica quanto mai attuale, un autore imprescindibile. In fondo, si pone pregiudiziale ancora una volta la questione morale; la necessità di modulare e mediare tra la filosofia della formica e quella della cicala. Ma le considerazioni da fare sarebbero davvero tante. Ottimo saggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dietro lo schermo dell’economia generale, degli usi molteplici e complessi che nell’accezione di Bataille le diverse società fanno dell’energia sempre eccedente, la posta in gioco è più alta: si tratta della necessità che l’uomo prenda atto del suo irrisolvibile bifrontismo, della maledizione che lo anima da una parte a farsi cosa tra le cose producendo e accumulando quante più ricchezze possibile, dall’altra a sottrarsi all’ordine delle cose per riappropriarsi della sua originaria, libera e sovrana interiorità, a prezzo però di dilapidazioni che possono essere disastrose se non governate da chi ha acquisito – appunto – la necessaria coscienza di sé.&#8221; Una riflessione critica quanto mai attuale, un autore imprescindibile. In fondo, si pone pregiudiziale ancora una volta la questione morale; la necessità di modulare e mediare tra la filosofia della formica e quella della cicala. Ma le considerazioni da fare sarebbero davvero tante. Ottimo saggio.</p>
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