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	Commenti a: Calumet Voltaire della Festa Indiana: Afrodite e Immanuel	</title>
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		Di: Corrado Aiello		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Aiello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2017 16:05:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vi sono alcune criticità nell&#039;espressione afrodisiaca (che, pur dovendo perorare la sua causa, comunque è costretta a ricorrere ad argomentazioni logiche) quando ad esempio parla delle parole come razionalizzazioni delle emozioni. Ecco, certi passaggi sono un po&#039; rozzi e semplicistici se messi in bocca a una dea, che certo dovrebbe attingere a una dimensione altra e più possibilista, sin dalle premesse, e ciò non perché ella non sia persuasa delle sue ragioni (cuore) o non sia  salda nei suoi propositi, tutt&#039;altro, ma perché è nell&#039;intenzione di un dio anelare sin dal principio a una sintesi spirituale con l&#039;altro da sé (laddove ciò sia possibile e credibile, diciamo, almeno nella finzione dialogico-narrativa lo è), senza tuttavia negare la propria quiddità. Ciò che infatti avverrà nell&#039;ottimo explicit, quale sincresi filosofica e spirituale, danza cosmica e cosmogonica.
Bisogna tener presente che la confidenza della mente superiore con la parola non è la confidenza della mente superiore nella parola.]]></description>
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Bisogna tener presente che la confidenza della mente superiore con la parola non è la confidenza della mente superiore nella parola.</p>
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