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	Commenti a: L’era dell’autopromozione permanente	</title>
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		Di: Onan, le Alpi e Pirandello - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2017/12/04/lera-dellautopromozione-permanente/#comment-291502</link>

		<dc:creator><![CDATA[Onan, le Alpi e Pirandello - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Dec 2017 13:00:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] testo fa parte di un dossier curato dal Cartello (Forlani, Inglese, Schillaci e il sottoscritto) uscito nella rivista francese “La Revue Littéraire” e più [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] testo fa parte di un dossier curato dal Cartello (Forlani, Inglese, Schillaci e il sottoscritto) uscito nella rivista francese “La Revue Littéraire” e più [&#8230;]</p>
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		Di: Rosaria Lo Russo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2017/12/04/lera-dellautopromozione-permanente/#comment-291463</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rosaria Lo Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2017 06:16:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;articolo fotografa esattamente la situazione lavorativa (?) attuale di chi fa e cerca di continuare a fare il poeta e anche il performer e anche magari a chi trasmette la propria esperienza ai più giovani. Ma allora se uno/una fa da tutta la vita il poeta il performer e insegna ai più giovani a farlo a me sembra che effettivamente sto povero sta povera cristo stia lavorando nella sua vita, anche se sottopagato/a, anche se per farlo gli/le serve di autopromuoversi, come tutti del resto ora sono costretti a fare (si chiama sciagurato neoliberismo). A questi poveri cristi che studiano da una vita che scrivono da una vita che insegnano da mezza vita vogliamo dargli la dignità di lavoratori? Perché a me pare che gli/le allieve, i lettori e gli ascoltatori traggano beneficio intellettuale dal &quot;non lavoro&quot; di questi poveri cristi sciagurati e narcisisti marci. A me pare che siano talvolta molto generosi e disponibili verso gli altri, molto oltre rispetto alla entità in moneta sonante percepita per questo loro non lavoro. Che se lavoro è prima di tutto fatica e impegno magari il non lavoro dei poeti performer, per altro richiesto da un buon numero di giovani aspiranti artisti. Gli attori vivono da sempre autopromuovendosi. Così pittori scultori eccetera. Autopromozione è la faccia antipatica del proporsi. Certo in Italia il meccanismo assume aspetti per lo più patetici e che tutti/e vorremmo evitare, se fosse possibile. Ma se il suddetto/a povero cristo/a non ha una cattedra (o simili) universitaria quale scelta ha, a parte il silenzio e l&#039;inattività?
Trovo di una straordinaria intelligenza e capacità radiografica gli articoli del Cartello, che leggo molto volentieri anche se non mi dicono nulla che già non sappia perfettamente, soprattutto i sensi di colpa per avere, come molti, du lire di famiglia che danno fastidio a  molti molti. Triste davvero triste questo panorama. Meno male che da questo triste panorama nessuno è escluso. Mal comune mezzo guadio!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo fotografa esattamente la situazione lavorativa (?) attuale di chi fa e cerca di continuare a fare il poeta e anche il performer e anche magari a chi trasmette la propria esperienza ai più giovani. Ma allora se uno/una fa da tutta la vita il poeta il performer e insegna ai più giovani a farlo a me sembra che effettivamente sto povero sta povera cristo stia lavorando nella sua vita, anche se sottopagato/a, anche se per farlo gli/le serve di autopromuoversi, come tutti del resto ora sono costretti a fare (si chiama sciagurato neoliberismo). A questi poveri cristi che studiano da una vita che scrivono da una vita che insegnano da mezza vita vogliamo dargli la dignità di lavoratori? Perché a me pare che gli/le allieve, i lettori e gli ascoltatori traggano beneficio intellettuale dal &#8220;non lavoro&#8221; di questi poveri cristi sciagurati e narcisisti marci. A me pare che siano talvolta molto generosi e disponibili verso gli altri, molto oltre rispetto alla entità in moneta sonante percepita per questo loro non lavoro. Che se lavoro è prima di tutto fatica e impegno magari il non lavoro dei poeti performer, per altro richiesto da un buon numero di giovani aspiranti artisti. Gli attori vivono da sempre autopromuovendosi. Così pittori scultori eccetera. Autopromozione è la faccia antipatica del proporsi. Certo in Italia il meccanismo assume aspetti per lo più patetici e che tutti/e vorremmo evitare, se fosse possibile. Ma se il suddetto/a povero cristo/a non ha una cattedra (o simili) universitaria quale scelta ha, a parte il silenzio e l&#8217;inattività?<br />
Trovo di una straordinaria intelligenza e capacità radiografica gli articoli del Cartello, che leggo molto volentieri anche se non mi dicono nulla che già non sappia perfettamente, soprattutto i sensi di colpa per avere, come molti, du lire di famiglia che danno fastidio a  molti molti. Triste davvero triste questo panorama. Meno male che da questo triste panorama nessuno è escluso. Mal comune mezzo guadio!</p>
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		Di: ignaro contemplo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2017/12/04/lera-dellautopromozione-permanente/#comment-291460</link>

		<dc:creator><![CDATA[ignaro contemplo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2017 23:25:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un mio amico ebbe una brillante idea (forse non fu l&#039;unico a partorirla): per risolvere l&#039;angusto problema della disoccupazione giovanile e degli squilibri dei sistemi pensionistici basterebbe invertire l&#039;età lavorativa con quella pensionistica: da quando si ritiene più opportuno uno non inizia a lavorare ma inizia la pensione per un tot (e 99 centesimi) di anni, godendosi la vita quando ancora la vita glielo consente, godendosela soprattutto in quanto vita inoccupata; alla scadenza di questa prima età subentra quella lavorativa, di gran lunga più cosciente di quella attuale avendo realmente vissuto tutto ciò a cui si rinuncerà, fino al decesso.
si potrebbe, dunque, estendere questa proposta al tema riportato da Andrea Inglese e cioè: la società assegna a tutti quelli che lo richiedono, ma che rigorosamente devono dimostrare di non aver scritto nulla, lo status di scrittori (poeti, artisti, ecc...) da cui scaturisce un salario altoborghese che gli possa consentire di fare la famigerata vita da intellettuali (viaggi, conferenze (in cui si parla di nulla, perché nulla si è scritto), incontri con il pubblico (nei quali nessuno dei lettori intervenuti ha letto qualcosa dell&#039;autore), ecc...), status che spietatamente decade nell&#039;istante in cui l&#039;autorità competente verifica arbitrariamente che lo scrittore ha iniziato a scrivere. naturalmente, al contrario della notorietà post mortem, la morte biologica dello scrittore ne determinerà anche quella definitivamente letteraria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un mio amico ebbe una brillante idea (forse non fu l&#8217;unico a partorirla): per risolvere l&#8217;angusto problema della disoccupazione giovanile e degli squilibri dei sistemi pensionistici basterebbe invertire l&#8217;età lavorativa con quella pensionistica: da quando si ritiene più opportuno uno non inizia a lavorare ma inizia la pensione per un tot (e 99 centesimi) di anni, godendosi la vita quando ancora la vita glielo consente, godendosela soprattutto in quanto vita inoccupata; alla scadenza di questa prima età subentra quella lavorativa, di gran lunga più cosciente di quella attuale avendo realmente vissuto tutto ciò a cui si rinuncerà, fino al decesso.<br />
si potrebbe, dunque, estendere questa proposta al tema riportato da Andrea Inglese e cioè: la società assegna a tutti quelli che lo richiedono, ma che rigorosamente devono dimostrare di non aver scritto nulla, lo status di scrittori (poeti, artisti, ecc&#8230;) da cui scaturisce un salario altoborghese che gli possa consentire di fare la famigerata vita da intellettuali (viaggi, conferenze (in cui si parla di nulla, perché nulla si è scritto), incontri con il pubblico (nei quali nessuno dei lettori intervenuti ha letto qualcosa dell&#8217;autore), ecc&#8230;), status che spietatamente decade nell&#8217;istante in cui l&#8217;autorità competente verifica arbitrariamente che lo scrittore ha iniziato a scrivere. naturalmente, al contrario della notorietà post mortem, la morte biologica dello scrittore ne determinerà anche quella definitivamente letteraria.</p>
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		Di: Guido Mura		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2017/12/04/lera-dellautopromozione-permanente/#comment-291448</link>

		<dc:creator><![CDATA[Guido Mura]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 14:58:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ottimo articolo che racconta con ironia cose che penso da un bel pezzo. Si potrebbe aggiungere che, se si offrissero serie prospettive professionali a tanti giovani intellettuali, il numero degli aspiranti scrittori, che sperano di guadagnare duecento o trecento euro all&#039;anno con i loro libri, probabilmente subirebbe una forte riduzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo articolo che racconta con ironia cose che penso da un bel pezzo. Si potrebbe aggiungere che, se si offrissero serie prospettive professionali a tanti giovani intellettuali, il numero degli aspiranti scrittori, che sperano di guadagnare duecento o trecento euro all&#8217;anno con i loro libri, probabilmente subirebbe una forte riduzione.</p>
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		Di: GLI SCRITTORI PREPOSTUMI - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2017/12/04/lera-dellautopromozione-permanente/#comment-291435</link>

		<dc:creator><![CDATA[GLI SCRITTORI PREPOSTUMI - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2017 06:00:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] testo fa parte di un dossier curato dal Cartello (Forlani, Inglese, Schillaci e il sottoscritto) uscito nella rivista francese “La Revue Littéraire” e ora nel [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] testo fa parte di un dossier curato dal Cartello (Forlani, Inglese, Schillaci e il sottoscritto) uscito nella rivista francese “La Revue Littéraire” e ora nel [&#8230;]</p>
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		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2017/12/04/lera-dellautopromozione-permanente/#comment-291428</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 23:23:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://staging.nazioneindiana.com/2017/12/04/lera-dellautopromozione-permanente/#comment-291423&quot;&gt;Francesca Genti&lt;/a&gt;.

grazie franci, bacioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://staging.nazioneindiana.com/2017/12/04/lera-dellautopromozione-permanente/#comment-291423">Francesca Genti</a>.</p>
<p>grazie franci, bacioni</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2017/12/04/lera-dellautopromozione-permanente/#comment-291425</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 18:34:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Valeria, stanotte non dormiro&#039;!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Valeria, stanotte non dormiro&#8217;!!!</p>
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		<title>
		Di: Valeria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 15:19:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;unica domanda che, per limiti miei propri, mi viene da porre dopo questo articolo è: ne avrebbe guadagnato l&#039;opera di Andrea Inglese se fosse rimasto solo poeta e non prosatore, non critico, non romanziere?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;unica domanda che, per limiti miei propri, mi viene da porre dopo questo articolo è: ne avrebbe guadagnato l&#8217;opera di Andrea Inglese se fosse rimasto solo poeta e non prosatore, non critico, non romanziere?</p>
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		Di: Francesca Genti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2017/12/04/lera-dellautopromozione-permanente/#comment-291423</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca Genti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 09:48:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[aahhhahhha, un incubo permanente! bell&#039;articolo Andrea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>aahhhahhha, un incubo permanente! bell&#8217;articolo Andrea.</p>
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		<title>
		Di: Quadrofenìa dello scrittore: L&#8217;era dell&#8217;autopromozione permanente secondo Andrea Inglese. &#124; Roberto R. Corsi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2017/12/04/lera-dellautopromozione-permanente/#comment-291412</link>

		<dc:creator><![CDATA[Quadrofenìa dello scrittore: L&#8217;era dell&#8217;autopromozione permanente secondo Andrea Inglese. &#124; Roberto R. Corsi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2017 17:58:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] di fronte a un&#8217;analisi, quella di Andrea Inglese, di rara completezza ed efficacia. Il pezzo è uscito ieri su Nazione Indiana e fa parte di un dossier a più mani presente sul numero 68 di Nuova prosa. Inglese, poeta saggista [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] di fronte a un&#8217;analisi, quella di Andrea Inglese, di rara completezza ed efficacia. Il pezzo è uscito ieri su Nazione Indiana e fa parte di un dossier a più mani presente sul numero 68 di Nuova prosa. Inglese, poeta saggista [&#8230;]</p>
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