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	Commenti a: Augusto Agabiti: un intellettuale del primo novecento	</title>
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		<title>
		Di: Federico La Sala		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico La Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2018 07:47:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[P. S.  LA MORTE  APPARENTE E MOSE&#039; SUL SINAI  ...

***** &quot;Tra le carte kafkiane sequestrate dalla Gestapo a Berlino, c’è anche un frammento, ritrovato in Germania, sulla morte apparente, che chiude il volume mondadoriano di *confessioni e diari* curato da Pocar. All’esperienza del morto apparente, che riprende a vivere, Kafka accosta quella di Mosè sul Sinai: il morto e Mosè ritornano da qualche cosa di cui non possono dire niente. Ma tra la morte mistica e la morte apparente c’è una voragine. In Teresa di Avila, che ha sperimentato l’una e l’altra, sono rigorosamente distinte&quot; (Guido Ceronetti). *****


Kafka, Della morte apparente  *

Chi ha subìto una volta la morte apparente può raccontare le cose più terribili, ma non può dirvi che cosa c’è dopo la morte, in realtà non si è nemmeno avvicinato alla morte più di un altro, in fondo ha soltanto «vissuto» un’esperienza particolare che gli è servita a rendergli più preziosa la vita non particolare, quella comune.

Più o meno lo stesso accade a tutti coloro che hanno vissuto un’esperienza particolare. Mosè, ad esempio, sul monte Sinai ha certo vissuto un’«esperienza particolare», ma invece di abbandonarvisi, come potrebbe fare un morto apparente, che non dà segni di vita e resta disteso nella cassa, egli è scappato giù di corsa dalla montagna e aveva certo da raccontare cose inestimabili e amava gli uomini, presso i quali si era rifugiato, ancora molto più di prima, e in seguito ha loro sacrificato la sua vita, si potrebbe quasi dire per ringraziamento.

Da entrambi, però, dal morto apparente che torna come da Mosè che torna, si può imparare molto, ma non la cosa decisiva, perché non ci sono arrivati nemmeno loro. Se ci fossero arrivati, infatti, non sarebbero più tornati.

Del resto non vogliamo arrivarci neanche noi. E ce lo prova il fatto che, ad esempio, potrebbe anche venirci il desiderio di vivere l’esperienza del morto apparente o quella di Mosè (avendo però il ritorno assicurato, quasi un «salvacondotto»), che ci avviene perfino di desiderare la morte: ma neppure col pensiero vorremmo restar vivi dentro la bara senza alcuna possibilità di ritorno, oppure sul Sinai ... 

(Questo non ha niente a che vedere, in fondo, col terrore della morte ...)

* Franz Kafka, &quot;Paralipomeni&quot;, *Confessioni e Diari*)


Federico La Sala]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>P. S.  LA MORTE  APPARENTE E MOSE&#8217; SUL SINAI  &#8230;</p>
<p>***** &#8220;Tra le carte kafkiane sequestrate dalla Gestapo a Berlino, c’è anche un frammento, ritrovato in Germania, sulla morte apparente, che chiude il volume mondadoriano di *confessioni e diari* curato da Pocar. All’esperienza del morto apparente, che riprende a vivere, Kafka accosta quella di Mosè sul Sinai: il morto e Mosè ritornano da qualche cosa di cui non possono dire niente. Ma tra la morte mistica e la morte apparente c’è una voragine. In Teresa di Avila, che ha sperimentato l’una e l’altra, sono rigorosamente distinte&#8221; (Guido Ceronetti). *****</p>
<p>Kafka, Della morte apparente  *</p>
<p>Chi ha subìto una volta la morte apparente può raccontare le cose più terribili, ma non può dirvi che cosa c’è dopo la morte, in realtà non si è nemmeno avvicinato alla morte più di un altro, in fondo ha soltanto «vissuto» un’esperienza particolare che gli è servita a rendergli più preziosa la vita non particolare, quella comune.</p>
<p>Più o meno lo stesso accade a tutti coloro che hanno vissuto un’esperienza particolare. Mosè, ad esempio, sul monte Sinai ha certo vissuto un’«esperienza particolare», ma invece di abbandonarvisi, come potrebbe fare un morto apparente, che non dà segni di vita e resta disteso nella cassa, egli è scappato giù di corsa dalla montagna e aveva certo da raccontare cose inestimabili e amava gli uomini, presso i quali si era rifugiato, ancora molto più di prima, e in seguito ha loro sacrificato la sua vita, si potrebbe quasi dire per ringraziamento.</p>
<p>Da entrambi, però, dal morto apparente che torna come da Mosè che torna, si può imparare molto, ma non la cosa decisiva, perché non ci sono arrivati nemmeno loro. Se ci fossero arrivati, infatti, non sarebbero più tornati.</p>
<p>Del resto non vogliamo arrivarci neanche noi. E ce lo prova il fatto che, ad esempio, potrebbe anche venirci il desiderio di vivere l’esperienza del morto apparente o quella di Mosè (avendo però il ritorno assicurato, quasi un «salvacondotto»), che ci avviene perfino di desiderare la morte: ma neppure col pensiero vorremmo restar vivi dentro la bara senza alcuna possibilità di ritorno, oppure sul Sinai &#8230; </p>
<p>(Questo non ha niente a che vedere, in fondo, col terrore della morte &#8230;)</p>
<p>* Franz Kafka, &#8220;Paralipomeni&#8221;, *Confessioni e Diari*)</p>
<p>Federico La Sala</p>
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		Di: Federico La Sala		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico La Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2018 13:34:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[MAHLER, KAFKA, E  &quot;LA TORTURA SEPOLCRALE&quot; ....


[...] Nei diari di Kafka, tra le annotazioni del suo viaggio per l’Europa in compagnia di Max Brod (agosto-settembre
1911), il ricordo di una conversazione a un tavolino di caffè in piazza del Duomo a Milano, sulla morte apparente e la puntura al cuore: «Anche Mahler ha chiesto la puntura al cuore». Mahler era morto il 18 maggio di quell’anno; forse
il pensiero della verifica medica sul suo corpo prima dell’inumazione gli avrà reso meno amari i sudori della morte. Sempre aveva sofferto di terrori della morte, riempito d’immagini funebri la sua musica.

Quell’*anche* di Kafka è significativo. Un nero velo di orrore per la morte apparente copriva l’Europa da quando la medicina si era data a divulgarne con grande allarme i fenomeni, e l’iniezione intracardiaca (di efedrina, di adrenalina) era frequente nella classe colta di quegli anni, per chi rifiutava la cremazione. [...] 

A Roma, nel 1913, uscì *La tortura sepolcrale* (sottotitolo eccitante: *Il nostro pericolo più spaventoso*) di Augusto Agabiti, con prefazione del conte Michele di Karnice - Karnicky,  Ciambellano dell’Imperatore di Russia, inventore di un apparecchio di salvataggio per gli inumati vivi (cfr. Guido Ceronetti, &quot;La morte apparente&quot;, in - &quot;La carta è  stanca&quot;, Milano, Adelphi, 2000).

Federico La Sala]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MAHLER, KAFKA, E  &#8220;LA TORTURA SEPOLCRALE&#8221; &#8230;.</p>
<p>[&#8230;] Nei diari di Kafka, tra le annotazioni del suo viaggio per l’Europa in compagnia di Max Brod (agosto-settembre<br />
1911), il ricordo di una conversazione a un tavolino di caffè in piazza del Duomo a Milano, sulla morte apparente e la puntura al cuore: «Anche Mahler ha chiesto la puntura al cuore». Mahler era morto il 18 maggio di quell’anno; forse<br />
il pensiero della verifica medica sul suo corpo prima dell’inumazione gli avrà reso meno amari i sudori della morte. Sempre aveva sofferto di terrori della morte, riempito d’immagini funebri la sua musica.</p>
<p>Quell’*anche* di Kafka è significativo. Un nero velo di orrore per la morte apparente copriva l’Europa da quando la medicina si era data a divulgarne con grande allarme i fenomeni, e l’iniezione intracardiaca (di efedrina, di adrenalina) era frequente nella classe colta di quegli anni, per chi rifiutava la cremazione. [&#8230;] </p>
<p>A Roma, nel 1913, uscì *La tortura sepolcrale* (sottotitolo eccitante: *Il nostro pericolo più spaventoso*) di Augusto Agabiti, con prefazione del conte Michele di Karnice &#8211; Karnicky,  Ciambellano dell’Imperatore di Russia, inventore di un apparecchio di salvataggio per gli inumati vivi (cfr. Guido Ceronetti, &#8220;La morte apparente&#8221;, in &#8211; &#8220;La carta è  stanca&#8221;, Milano, Adelphi, 2000).</p>
<p>Federico La Sala</p>
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		<title>
		Di: federicolasala		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[federicolasala]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2018 08:05:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUSTO AGABITI E  GLI SCENARI  ESOTERICI DELLA CULTURA DEL PRIMO NOVECENTO ...

CONSIDERATO CHE l&#039;intellettuale pesarese  &quot;fu animatore e poi direttore dal 1907 al 1918&quot; di « ULTRA, rivista teosofica, occultismo, religioni, telepatia, medianità», e,  &quot;tra il 1880 e il 1925 l’interesse per l’esoterismo e le dottrine ermetiche riemerge con prepotenza in Europa, avvolgendo con il suo alone di mistero le arti figurative, la letteratura e l’architettura&quot; (cfr. &quot;Arte e Magia. Il fascino dell&#039;esoterismo in Europa&quot;, Palazzo Roverella&quot;/Rovigo - dal 29 settembre 2018 al 27 gennaio 2019:  http://www.palazzoroverella.com/mostra/arte-e-magia/), la &quot;memoria&quot; di Nicola Fanizza e l&#039;attenzione di &quot;Nazione Indiana&quot;  offrono  una singolare opportunità (da verificare - anche e inoltre - la &quot;presenza&quot; della rivista &quot;ULTRA&quot;  e della figura di Agabiti  nell&#039;orizzonte della Mostra di Rovigo)  per meglio illuminare gli scenari della cultura esoterica ed essoterica del primo Novecento....


Federico La Sala]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AUGUSTO AGABITI E  GLI SCENARI  ESOTERICI DELLA CULTURA DEL PRIMO NOVECENTO &#8230;</p>
<p>CONSIDERATO CHE l&#8217;intellettuale pesarese  &#8220;fu animatore e poi direttore dal 1907 al 1918&#8221; di « ULTRA, rivista teosofica, occultismo, religioni, telepatia, medianità», e,  &#8220;tra il 1880 e il 1925 l’interesse per l’esoterismo e le dottrine ermetiche riemerge con prepotenza in Europa, avvolgendo con il suo alone di mistero le arti figurative, la letteratura e l’architettura&#8221; (cfr. &#8220;Arte e Magia. Il fascino dell&#8217;esoterismo in Europa&#8221;, Palazzo Roverella&#8221;/Rovigo &#8211; dal 29 settembre 2018 al 27 gennaio 2019:  <a href="http://www.palazzoroverella.com/mostra/arte-e-magia/" rel="nofollow ugc">http://www.palazzoroverella.com/mostra/arte-e-magia/</a>), la &#8220;memoria&#8221; di Nicola Fanizza e l&#8217;attenzione di &#8220;Nazione Indiana&#8221;  offrono  una singolare opportunità (da verificare &#8211; anche e inoltre &#8211; la &#8220;presenza&#8221; della rivista &#8220;ULTRA&#8221;  e della figura di Agabiti  nell&#8217;orizzonte della Mostra di Rovigo)  per meglio illuminare gli scenari della cultura esoterica ed essoterica del primo Novecento&#8230;.</p>
<p>Federico La Sala</p>
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		Di: federicolasala		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[federicolasala]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2018 07:55:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AUGUATO AGABITI E  GLI SCENARI  ESOTERICI DELLA CULTURA DEL PRIMO NOVECENTO ...

CONSIDERATO CHE l&#039;intellettuale pesarese  &quot;fu animatore e poi direttore dal 1907 al 1918&quot; di « ULTRA, rivista teosofica, occultismo, religioni, telepatia, medianità», e,  &quot;tra il 1880 e il 1925 l’interesse per l’esoterismo e le dottrine ermetiche riemerge con prepotenza in Europa, avvolgendo con il suo alone di mistero le arti figurative, la letteratura e l’architettura&quot; (cfr. &quot;Arte e Magia. Il fascino dell&#039;esoterismo&quot;, Palazzo Roverella&quot;/Rovigo - dal 29 settembre 2018 al 27 gennaio 2019:  http://www.palazzoroverella.com/mostra/arte-e-magia/), la &quot;memoria&quot; di Nicola Fanizza e l&#039;attenzione di &quot;Nazione Indiana&quot;  offrono  una singolare opportunità (da verificare anche e inoltre la &quot;presenza&quot; della rivista &quot;ULTRA&quot;  e della figura di Agabiti  alla Mostra di Rovigo)  per meglio illuminare gli scenari della cultura esoterica ed essoterica del primo Novecento....


Federico La Sala]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AUGUATO AGABITI E  GLI SCENARI  ESOTERICI DELLA CULTURA DEL PRIMO NOVECENTO &#8230;</p>
<p>CONSIDERATO CHE l&#8217;intellettuale pesarese  &#8220;fu animatore e poi direttore dal 1907 al 1918&#8221; di « ULTRA, rivista teosofica, occultismo, religioni, telepatia, medianità», e,  &#8220;tra il 1880 e il 1925 l’interesse per l’esoterismo e le dottrine ermetiche riemerge con prepotenza in Europa, avvolgendo con il suo alone di mistero le arti figurative, la letteratura e l’architettura&#8221; (cfr. &#8220;Arte e Magia. Il fascino dell&#8217;esoterismo&#8221;, Palazzo Roverella&#8221;/Rovigo &#8211; dal 29 settembre 2018 al 27 gennaio 2019:  <a href="http://www.palazzoroverella.com/mostra/arte-e-magia/" rel="nofollow ugc">http://www.palazzoroverella.com/mostra/arte-e-magia/</a>), la &#8220;memoria&#8221; di Nicola Fanizza e l&#8217;attenzione di &#8220;Nazione Indiana&#8221;  offrono  una singolare opportunità (da verificare anche e inoltre la &#8220;presenza&#8221; della rivista &#8220;ULTRA&#8221;  e della figura di Agabiti  alla Mostra di Rovigo)  per meglio illuminare gli scenari della cultura esoterica ed essoterica del primo Novecento&#8230;.</p>
<p>Federico La Sala</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2018/10/05/augusto-agabiti-un-intellettuale-del-primo-novecento/#comment-292868</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2018 05:58:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, molto interessante. Nato due mesi prima di Einstein, 1879, un anno fortunato. Forse un refuso nella nota 6: pescarese invece di pesarese?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, molto interessante. Nato due mesi prima di Einstein, 1879, un anno fortunato. Forse un refuso nella nota 6: pescarese invece di pesarese?</p>
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