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	Commenti a: La cultura delle élite vista da un disadattato	</title>
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		Di: sandro bovassi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sandro bovassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 21:02:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nazione Indiana
La cultura delle élite vista da un disadattato
by Giorgio Mascitelli • 16 Febbraio 2019 • 
di Giorgio Mascitelli


rapporto di fiducia tra èlite e gente comune

cultura delle élite è stata meno lontana da quella del popolo

cultura di massa abbia uniformato gusti, consumi culturali, mode e stili di vita

diminuzione del peso di una cultura generale a vantaggio di una 
specialistica

tendenziale democratizzazione

eliminazione progressiva di ogni fattore  che non sia direttamente funzionale alla mera accumulazione di denaro. E’ insomma tutto ciò un esito del dispiegamento del disegno neoliberista in cui tutti gli ostacoli, ivi compressi quelli culturali, all’imporsi del gioco del mercato devono essere rimossi

capitale culturale diventa sempre meno spendibile e sempre meno importante

diminuiscono invece le libertà individuali effettive e la partecipazione democratica

assenza di contenuti valoriali

anche la gente comune, il popolo, sperimenta un’analoga assenza di valori




19-02-18 lunedì 21:35ca

Quale è la mia cultura?
Sono parte del popolo?

Se le elite sono prive di cultura, dando per scontato che quella funzionale non lo è, che il popolo non ne possiede, come se ne viene fuori, ovvero come se ne può portare dentro?
Sembra che più passi il tempo e più distante siano i tempi della cultura, che quello che si è perso non sia più recuperabile, che nessuno, individui o classi, siano in possesso e/o in grado di produrne: quindi...
Sono ormai al termine della vita su queto pianeta e non mi illudo di vedere cambiamenti epocali nei prossimi giorni, ma, ma, possibile che non ci siano tentativi di soluzioni?
Apostrofo le folle, che non si fermano ad ascoltare, mi rivolgo alle reti sociali, ma non mi sembra di restare impigliato o di riuscire ad impigliare, quindi resto abbandonato ai miei piccoli e pochi pensieri.
Non potendo essere con nuovissimi ideali culturali provo a rifarmi ad alcune cosette del passato, più o meno recente: la Costituzione, sia la nostra che quella di altri Stati, a volte ha cercato di dare indirizzi, spesso non attuati; certe ideologie, vituperate, si rifacevano a pensatori che avevano avuto degli sprazzi culturali a volte interessanti; le religioni hanno affascinato e/o convinto individui a diventare fedeli, proponendo anche cose che vanno al di là dei misteri, seppure nei tempi macchiati da orribili crimini, ma qualcosa forse se ne potrebbe trarre; i libri continuano ad affascinarmi con le loro magie, potrei anche non capirli, ma qualcuno dentro potrebbe avere qualche suggerimento.
Insomma ho fame di cultura non da panineria, c&#039;è chi può indicare qualche locale appetitoso con cucina non inquinata, non dico addirittura salutare?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nazione Indiana<br />
La cultura delle élite vista da un disadattato<br />
by Giorgio Mascitelli • 16 Febbraio 2019 • <br />
di Giorgio Mascitelli</p>
<p>rapporto di fiducia tra èlite e gente comune</p>
<p>cultura delle élite è stata meno lontana da quella del popolo</p>
<p>cultura di massa abbia uniformato gusti, consumi culturali, mode e stili di vita</p>
<p>diminuzione del peso di una cultura generale a vantaggio di una<br />
specialistica</p>
<p>tendenziale democratizzazione</p>
<p>eliminazione progressiva di ogni fattore  che non sia direttamente funzionale alla mera accumulazione di denaro. E’ insomma tutto ciò un esito del dispiegamento del disegno neoliberista in cui tutti gli ostacoli, ivi compressi quelli culturali, all’imporsi del gioco del mercato devono essere rimossi</p>
<p>capitale culturale diventa sempre meno spendibile e sempre meno importante</p>
<p>diminuiscono invece le libertà individuali effettive e la partecipazione democratica</p>
<p>assenza di contenuti valoriali</p>
<p>anche la gente comune, il popolo, sperimenta un’analoga assenza di valori</p>
<p>19-02-18 lunedì 21:35ca</p>
<p>Quale è la mia cultura?<br />
Sono parte del popolo?</p>
<p>Se le elite sono prive di cultura, dando per scontato che quella funzionale non lo è, che il popolo non ne possiede, come se ne viene fuori, ovvero come se ne può portare dentro?<br />
Sembra che più passi il tempo e più distante siano i tempi della cultura, che quello che si è perso non sia più recuperabile, che nessuno, individui o classi, siano in possesso e/o in grado di produrne: quindi&#8230;<br />
Sono ormai al termine della vita su queto pianeta e non mi illudo di vedere cambiamenti epocali nei prossimi giorni, ma, ma, possibile che non ci siano tentativi di soluzioni?<br />
Apostrofo le folle, che non si fermano ad ascoltare, mi rivolgo alle reti sociali, ma non mi sembra di restare impigliato o di riuscire ad impigliare, quindi resto abbandonato ai miei piccoli e pochi pensieri.<br />
Non potendo essere con nuovissimi ideali culturali provo a rifarmi ad alcune cosette del passato, più o meno recente: la Costituzione, sia la nostra che quella di altri Stati, a volte ha cercato di dare indirizzi, spesso non attuati; certe ideologie, vituperate, si rifacevano a pensatori che avevano avuto degli sprazzi culturali a volte interessanti; le religioni hanno affascinato e/o convinto individui a diventare fedeli, proponendo anche cose che vanno al di là dei misteri, seppure nei tempi macchiati da orribili crimini, ma qualcosa forse se ne potrebbe trarre; i libri continuano ad affascinarmi con le loro magie, potrei anche non capirli, ma qualcuno dentro potrebbe avere qualche suggerimento.<br />
Insomma ho fame di cultura non da panineria, c&#8217;è chi può indicare qualche locale appetitoso con cucina non inquinata, non dico addirittura salutare?</p>
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