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	Commenti a: Galateo per un abisso	</title>
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		<title>
		Di: Stelvio Di Spigno		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/05/27/galateo-per-un-abisso/#comment-293663</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stelvio Di Spigno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2019 09:56:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi versi si è come di fronte a una metaforizzazione distintiva di un collasso, il collasso dei dati reali e della logica cognitiva che per tradizione o prassi li sostiene. Il linguaggio si distacca da chi lo ha scritto e galleggia come sul nulla del silenzio e dell&#039;onirico. C&#039;è qualcosa di abissale che sostiene questo processo, a priori dello spazio poetico, della stessa espressione poetica, e questo abisso è il linguaggio stesso, chiamato a sostenere se stesso sull&#039;orlo del buio della ragione, in perenne minacciata. Complimenti a Mario per questo estratto del suo nuovo lavoro che seguo con interesse da sempre, e una volta in più ora, dato che il processo che ho descritto sembra essere arrivato al massimo della complessità e - lasciatemelo dire - del coraggio di emetterlo e dargli forma e luce.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi versi si è come di fronte a una metaforizzazione distintiva di un collasso, il collasso dei dati reali e della logica cognitiva che per tradizione o prassi li sostiene. Il linguaggio si distacca da chi lo ha scritto e galleggia come sul nulla del silenzio e dell&#8217;onirico. C&#8217;è qualcosa di abissale che sostiene questo processo, a priori dello spazio poetico, della stessa espressione poetica, e questo abisso è il linguaggio stesso, chiamato a sostenere se stesso sull&#8217;orlo del buio della ragione, in perenne minacciata. Complimenti a Mario per questo estratto del suo nuovo lavoro che seguo con interesse da sempre, e una volta in più ora, dato che il processo che ho descritto sembra essere arrivato al massimo della complessità e &#8211; lasciatemelo dire &#8211; del coraggio di emetterlo e dargli forma e luce.</p>
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		<title>
		Di: Salvatore Violante		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/05/27/galateo-per-un-abisso/#comment-293651</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Violante]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2019 08:43:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La poesia relazionale di Mario Fresa
 

La poesia di Fresa nasce da una spinta relazionale. Mi spiego: parte dall’intenzione lucida dell’autore e si realizza nell’invenzione di cui sempre il lettore ha bisogno per leggerla. Perché, mi sembra, che il Nostro, cerchi scientemente di sottrarsi alla lettura agevole ponendo come punto focale la distonia tra il lemma e la sua designazione, tra il verso ed il suo movimento compiuto.  

 In “Svenimenti a distanza”  ad esempio, Mario Fresa presenta le sue storie in un ambiente che in fisica si chiama  “sistema di forze isolato”: un non luogo, dove queste galleggiano in assenza di gravità. Per misurare questi non luoghi, Fresa ha da inventarsi  uno stato di vivibilità, perciò gli svenimenti. Questo delirio indotto rende vivi quei luoghi nel vaneggiamento ad occhi aperti tipico dell’ubriaco e ne misura il senso e ne distanzia le storie e ne figura lo stato di precarietà. Il dentro e il fuori vive su due piani sovrapposti : l’equilibrio è instabile e si struttura sempre nella spasticità del verso e nella cantabilità strozzata.  Anche in questi inediti Mario Fresa percorre la stessa via. Hanno per titolo “Galateo per un abisso”. La sola vera chiave di lettura. 

Il poeta Fresa fa l’atleta, che dico, la farfalla, posandosi e spostandosi sull’orlo dell’abisso, in empatia con i suoi versi. Li mette di diritto e di rovescio per tentarne la misura, e , così, stemperarne la delirante drammaticità.  Cos’altro può essere un galateo se non un piccolo libriccino con poche regole di bon ton? Qui il galateo deve però essere per un abisso.  Cos’è l’abisso per Mario Fresa? Prendiamo il primo testo, ma a sceglierne un altro non cambia molto, vediamo:

Salta la corda; a volte ha il corpo
fulminato da un sottile 
colpo di grazia.

   Il primo verso ha per soggetto la corda (l’indeterminativo dei determinativi); questa si presenta, direbbero i francesi con nonchalance; solo alla fine del verso compare  e, dopo  a volte, il corpo. È chiaramente una storia di impiccagione, per suicidio o esecuzione poco  importa.  Il tragico non traspare, o almeno è dietro il sipario se a saltare è il soggetto corda. Il corpo, come già detto, appare solo alla fine del verso, anch’esso indeterminato, senza  indicazioni precise, può essere qualsiasi cosa; si sa solo che a volte è fulminato. Anche nel verbo fulminare c’è un’azione di breve durata, minimale ma anche la grazia e la sottigliezza del colpo.  
    Ed allora? Sono solo piccole tracce che invitano il lettore ad immaginare il tumulto, ma in lontananza, a distanza siderale, l’abisso sia pure profondo come deve essere un abisso. Questo è il  Galateo e permette di sopravvivere! 

Ho accennato  solo ai primi tre versi, ma si può andare avanti così,  lungo tutti questi inediti. 
 
Salvatore Violante]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La poesia relazionale di Mario Fresa</p>
<p>La poesia di Fresa nasce da una spinta relazionale. Mi spiego: parte dall’intenzione lucida dell’autore e si realizza nell’invenzione di cui sempre il lettore ha bisogno per leggerla. Perché, mi sembra, che il Nostro, cerchi scientemente di sottrarsi alla lettura agevole ponendo come punto focale la distonia tra il lemma e la sua designazione, tra il verso ed il suo movimento compiuto.  </p>
<p> In “Svenimenti a distanza”  ad esempio, Mario Fresa presenta le sue storie in un ambiente che in fisica si chiama  “sistema di forze isolato”: un non luogo, dove queste galleggiano in assenza di gravità. Per misurare questi non luoghi, Fresa ha da inventarsi  uno stato di vivibilità, perciò gli svenimenti. Questo delirio indotto rende vivi quei luoghi nel vaneggiamento ad occhi aperti tipico dell’ubriaco e ne misura il senso e ne distanzia le storie e ne figura lo stato di precarietà. Il dentro e il fuori vive su due piani sovrapposti : l’equilibrio è instabile e si struttura sempre nella spasticità del verso e nella cantabilità strozzata.  Anche in questi inediti Mario Fresa percorre la stessa via. Hanno per titolo “Galateo per un abisso”. La sola vera chiave di lettura. </p>
<p>Il poeta Fresa fa l’atleta, che dico, la farfalla, posandosi e spostandosi sull’orlo dell’abisso, in empatia con i suoi versi. Li mette di diritto e di rovescio per tentarne la misura, e , così, stemperarne la delirante drammaticità.  Cos’altro può essere un galateo se non un piccolo libriccino con poche regole di bon ton? Qui il galateo deve però essere per un abisso.  Cos’è l’abisso per Mario Fresa? Prendiamo il primo testo, ma a sceglierne un altro non cambia molto, vediamo:</p>
<p>Salta la corda; a volte ha il corpo<br />
fulminato da un sottile<br />
colpo di grazia.</p>
<p>   Il primo verso ha per soggetto la corda (l’indeterminativo dei determinativi); questa si presenta, direbbero i francesi con nonchalance; solo alla fine del verso compare  e, dopo  a volte, il corpo. È chiaramente una storia di impiccagione, per suicidio o esecuzione poco  importa.  Il tragico non traspare, o almeno è dietro il sipario se a saltare è il soggetto corda. Il corpo, come già detto, appare solo alla fine del verso, anch’esso indeterminato, senza  indicazioni precise, può essere qualsiasi cosa; si sa solo che a volte è fulminato. Anche nel verbo fulminare c’è un’azione di breve durata, minimale ma anche la grazia e la sottigliezza del colpo.<br />
    Ed allora? Sono solo piccole tracce che invitano il lettore ad immaginare il tumulto, ma in lontananza, a distanza siderale, l’abisso sia pure profondo come deve essere un abisso. Questo è il  Galateo e permette di sopravvivere! </p>
<p>Ho accennato  solo ai primi tre versi, ma si può andare avanti così,  lungo tutti questi inediti. </p>
<p>Salvatore Violante</p>
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		Di: Marco Furia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/05/27/galateo-per-un-abisso/#comment-293644</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Furia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2019 15:45:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Esiste un netto confine tra il linguaggio e chi lo usa?
Il poeta sceglie le parole e tuttavia, in qualche modo, è anche a sua volta scelto?
Questi chiari, intensi, versi mi pare richiamino, in maniera artistica e feconda, simili quesiti.
Complimenti!
Marco Furia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste un netto confine tra il linguaggio e chi lo usa?<br />
Il poeta sceglie le parole e tuttavia, in qualche modo, è anche a sua volta scelto?<br />
Questi chiari, intensi, versi mi pare richiamino, in maniera artistica e feconda, simili quesiti.<br />
Complimenti!<br />
Marco Furia</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Antonio Spagnuolo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/05/27/galateo-per-un-abisso/#comment-293643</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Spagnuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2019 13:38:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La frenesia delle significazioni e della parola, che scorre rapidamente tra i  versi e che bisogna  rincorrere per determinarne le metafore o le vertigini, è per Mario Fresa il pabulum   della pagina poetica.   La voce diventa estrema contaminazione della trasparenza del pensiero, in alcuni abbrivi emotivi che sono evidente desiderio di confessare una cromatica pienezza di azzardi. Quindi una poesia educata all&#039;iperbolico, che raggiunge punte di sonorità personali, che riesce a dare volume all&#039;immaginazione e al sogno. Antonio Spagnuolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La frenesia delle significazioni e della parola, che scorre rapidamente tra i  versi e che bisogna  rincorrere per determinarne le metafore o le vertigini, è per Mario Fresa il pabulum   della pagina poetica.   La voce diventa estrema contaminazione della trasparenza del pensiero, in alcuni abbrivi emotivi che sono evidente desiderio di confessare una cromatica pienezza di azzardi. Quindi una poesia educata all&#8217;iperbolico, che raggiunge punte di sonorità personali, che riesce a dare volume all&#8217;immaginazione e al sogno. Antonio Spagnuolo</p>
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		<title>
		Di: Federica Giordano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/05/27/galateo-per-un-abisso/#comment-293642</link>

		<dc:creator><![CDATA[Federica Giordano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2019 12:15:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Azzurro esortativo&quot; il colore di questi  versi che attingono da una realtà frammentata fatta di scosse e interferenze, gesti e parole che appaiono &quot;spogli di superficialità&quot;, andando a fondo mortalmente. Avverto in questi versi una lotta contro il Logos, come se esso fosse considerato finito. Il risultato è un&#039;atmosfera da post-deflagrazione, uno scenario postumo, dove l&#039;umano riesce ad esprimersi soltanto in una dimensione onirica o comunque immaginaria. Gli stessi personaggi sembrano esprimersi &quot;mentre non sono&quot;. Forse non sono neanche stati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Azzurro esortativo&#8221; il colore di questi  versi che attingono da una realtà frammentata fatta di scosse e interferenze, gesti e parole che appaiono &#8220;spogli di superficialità&#8221;, andando a fondo mortalmente. Avverto in questi versi una lotta contro il Logos, come se esso fosse considerato finito. Il risultato è un&#8217;atmosfera da post-deflagrazione, uno scenario postumo, dove l&#8217;umano riesce ad esprimersi soltanto in una dimensione onirica o comunque immaginaria. Gli stessi personaggi sembrano esprimersi &#8220;mentre non sono&#8221;. Forse non sono neanche stati.</p>
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		<title>
		Di: Galateo per un abisso &#124; Nazione Indiana &#8211; La città del sole		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/05/27/galateo-per-un-abisso/#comment-293641</link>

		<dc:creator><![CDATA[Galateo per un abisso &#124; Nazione Indiana &#8211; La città del sole]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2019 11:22:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] https://www.nazioneindiana.com/2019/05/27/galateo-per-un-abisso/ [&#8230;]]]></description>
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