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	Commenti a: Undici. I miei anni allora	</title>
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		<title>
		Di: Ippolita		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/08/05/undici-i-miei-anni-allora/#comment-293995</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ippolita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 18:19:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che bel racconto! Ottima la rappresentazione del mondo ﻿infantile, e intenso il motivo ricorrente del colore rosso, sparso qua e là con sapienza. Il testo scorre in modo limpido e vivace; riesci con abilità a far comprendere al lettore che non esistono due realtà﻿ opposte, la madre &quot;cattiva&quot; e la madre &quot;buona&quot;, ma modi diversi di porsi al mondo. Ciò secondo me si evidenzia nettamente quando scrivi: &quot;Non era l&#039;assenza di bene ﻿a muoverla&quot;. Qui io vedo il ponte che permette﻿ ﻿alle due donne di toccarsi. 
Ti ho letta con grande piacere. Grazie, Federica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che bel racconto! Ottima la rappresentazione del mondo ﻿infantile, e intenso il motivo ricorrente del colore rosso, sparso qua e là con sapienza. Il testo scorre in modo limpido e vivace; riesci con abilità a far comprendere al lettore che non esistono due realtà﻿ opposte, la madre &#8220;cattiva&#8221; e la madre &#8220;buona&#8221;, ma modi diversi di porsi al mondo. Ciò secondo me si evidenzia nettamente quando scrivi: &#8220;Non era l&#8217;assenza di bene ﻿a muoverla&#8221;. Qui io vedo il ponte che permette﻿ ﻿alle due donne di toccarsi.<br />
Ti ho letta con grande piacere. Grazie, Federica.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Anglares		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/08/05/undici-i-miei-anni-allora/#comment-293943</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anglares]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2019 20:10:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una scrittura dai chiaroscuri netti, come sempre. Si avverte un ordine delle cose: le parole hanno un alto e un basso, un bene e un male. Darle forza è ricordare che la bellezza ha un legame con il senso del giusto, che c&#039;è un legame intimo tra ciò che ci indigna e ciò che ci emoziona. E che un&#039;armonia delle cose nasce da lì.
Allora l&#039;esser donna, una tappa decisiva che catapulta ogni ragazza in una dimensione nuova, più matura, più responsabile con il proprio corpo. Racconti la fragilità e il pudore di questo momento, anche in un contrappunto di possibilità diverse di viverlo.
E lo sguardo è sempre sul &quot;come dovrebbe essere&quot;; interrogativo che rinasce in ogni lettore. 
È il tuo modo di parlargli dentro, e che scuote nella tua scrittura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una scrittura dai chiaroscuri netti, come sempre. Si avverte un ordine delle cose: le parole hanno un alto e un basso, un bene e un male. Darle forza è ricordare che la bellezza ha un legame con il senso del giusto, che c&#8217;è un legame intimo tra ciò che ci indigna e ciò che ci emoziona. E che un&#8217;armonia delle cose nasce da lì.<br />
Allora l&#8217;esser donna, una tappa decisiva che catapulta ogni ragazza in una dimensione nuova, più matura, più responsabile con il proprio corpo. Racconti la fragilità e il pudore di questo momento, anche in un contrappunto di possibilità diverse di viverlo.<br />
E lo sguardo è sempre sul &#8220;come dovrebbe essere&#8221;; interrogativo che rinasce in ogni lettore.<br />
È il tuo modo di parlargli dentro, e che scuote nella tua scrittura.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: gecosumuro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/08/05/undici-i-miei-anni-allora/#comment-293942</link>

		<dc:creator><![CDATA[gecosumuro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2019 17:22:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Rica. Credo tu abbia raccontato in modo magistrale un certo tipo di grettezza d’animo che era (e a volte ancora è) di tantissime madri e tantissimi padri. La grettezza di cui parlo si traduce in una specie di impotenza affettiva che consiste nell’incapacità di capire i bisogni emotivi dell’”altro”, nel rifiuto di uscire dalla zona di “confort” delle convenienze, che ci offrono un modo di agire codificato, ritualizzato, per guardare al nostro prossimo spogliandoci del nostro ego, vederlo così com’è, senza veli, senza preconcetti.
A volte, si parla male del ’68, ma la rivoluzione dei costumi che ci ha portato a un “oggi” che, in questo, è drasticamente diverso da quello “ieri”, è cominciata proprio allora. La tua narrazione, il tuo stile quasi “lacerato”, ha il potere di restituire un archetipo icastico di quel modo di concepire i rapporti umani.
Complimenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Rica. Credo tu abbia raccontato in modo magistrale un certo tipo di grettezza d’animo che era (e a volte ancora è) di tantissime madri e tantissimi padri. La grettezza di cui parlo si traduce in una specie di impotenza affettiva che consiste nell’incapacità di capire i bisogni emotivi dell’”altro”, nel rifiuto di uscire dalla zona di “confort” delle convenienze, che ci offrono un modo di agire codificato, ritualizzato, per guardare al nostro prossimo spogliandoci del nostro ego, vederlo così com’è, senza veli, senza preconcetti.<br />
A volte, si parla male del ’68, ma la rivoluzione dei costumi che ci ha portato a un “oggi” che, in questo, è drasticamente diverso da quello “ieri”, è cominciata proprio allora. La tua narrazione, il tuo stile quasi “lacerato”, ha il potere di restituire un archetipo icastico di quel modo di concepire i rapporti umani.<br />
Complimenti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Talia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/08/05/undici-i-miei-anni-allora/#comment-293929</link>

		<dc:creator><![CDATA[Talia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2019 13:15:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I riti di passaggio all&#039;età adulta, nelle culture primitive, erano un momento sacro che tutta la comunità viveva con rispetto. 
Nel mondo moderno non esistono più queste prove, a volte estreme, di coraggio e abilità per gli uomini, ma nella donna la prova di ingresso per l&#039;età adulta è rimasta. Si tratta di quel momento in cui il suo organismo la dichiara fertile a tutti gli effetti. Per una ragazzina, che della vita adulta ha solo una vaga idea, è un momento sacro esattamente come gli antichi rituali primitivi. La madre che viola tale momento con superficiale ciarleria e non sa farsi carico del passaggio di testimone di cui dovrebbe essere maestra, non può che dare un vuoto senso di solitudine e fragilità in una figlia che avrebbe bisogno di lei.
Federica ha saputo dipingere questo difficile momento con grande maestria, facendo sì che il lettore, maschio o femmina che sia, senta dentro la sua pancia tutto lo sconforto della protagonista.
La sua scrittura essenziale ma densa è perfetta per narrare queste storie di donne fragili, donne colpite e distrutte nella loro interiorità ma che hanno la bellissima abilità rigeneratrice (magia tutta al femminile) di rendere forza quella che per gli altri era la debolezza da colpire.

Federica sa sempre toccare delle corde profonde: giunge dritta alla mia anima e mi commuove passandomi emozioni che avevo dimenticato essere dentro di me.
 Bravissima!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I riti di passaggio all&#8217;età adulta, nelle culture primitive, erano un momento sacro che tutta la comunità viveva con rispetto.<br />
Nel mondo moderno non esistono più queste prove, a volte estreme, di coraggio e abilità per gli uomini, ma nella donna la prova di ingresso per l&#8217;età adulta è rimasta. Si tratta di quel momento in cui il suo organismo la dichiara fertile a tutti gli effetti. Per una ragazzina, che della vita adulta ha solo una vaga idea, è un momento sacro esattamente come gli antichi rituali primitivi. La madre che viola tale momento con superficiale ciarleria e non sa farsi carico del passaggio di testimone di cui dovrebbe essere maestra, non può che dare un vuoto senso di solitudine e fragilità in una figlia che avrebbe bisogno di lei.<br />
Federica ha saputo dipingere questo difficile momento con grande maestria, facendo sì che il lettore, maschio o femmina che sia, senta dentro la sua pancia tutto lo sconforto della protagonista.<br />
La sua scrittura essenziale ma densa è perfetta per narrare queste storie di donne fragili, donne colpite e distrutte nella loro interiorità ma che hanno la bellissima abilità rigeneratrice (magia tutta al femminile) di rendere forza quella che per gli altri era la debolezza da colpire.</p>
<p>Federica sa sempre toccare delle corde profonde: giunge dritta alla mia anima e mi commuove passandomi emozioni che avevo dimenticato essere dentro di me.<br />
 Bravissima!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuseppe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/08/05/undici-i-miei-anni-allora/#comment-293927</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2019 06:47:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Racconto molto bello, nella sua delicatezza dice molte cose della bambina che diventa adulta e del rapporto con la madre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Racconto molto bello, nella sua delicatezza dice molte cose della bambina che diventa adulta e del rapporto con la madre.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesca Veraldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/08/05/undici-i-miei-anni-allora/#comment-293922</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca Veraldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2019 00:16:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il rapporto discriminante e privilegiato tra madre e figlio maschio viene rappresentato e filtrato in filigrana, nel racconto di Federica Rigliani, attraverso il comportamento della madre nel momento topico della maturazione fisiologica della figlia che quest&#039;ultima avrebbe voluto rimanesse una comunicazione esclusiva e privata intercorsa tra lei stessa e la madre nel rispetto dell&#039;intimità, della riservatezza  e della condivisione al femminile. 
Al contrario, attraverso il comportamento insensibile e superficiale materno, esso diviene immediatamente evento di dominio pubblico, ponendo la comunicazione tra madre e figlia sullo stesso piano delle altre e quindi  alla stregua di una normale conversazione da salotto.  
Da parte materna, in sostanza, viene rimarcato così come siano differenti per lei e appartenenti a  piani semantici distinti e altri nel loro vissuto emotivo, nella loro riflessione ed elaborazione razionale e nel loro valore intrinseco il rapporto madre-figlio maschio rispetto a quello madre figlia femmina.
E&#039; chiaro altresì come ciò apra una cesura profonda e una ferita irrisarcibile tra la madre e la figlia che nemmeno un trattamento psicologico è capace di risanare.
Per la madre anche il momento delicato e fondamentale nella vita della figlia che ne connota la stessa femminilità va immediatamente reso di pubblico dominio, violando così il nesso dirimente che dovrebbe connotare la relazione unica ed esclusiva tra madre-figlia che comporterebbe  e renderebbe implicito che alcuni eventi fondamentali rimanessero segreti e sconosciuti  a tutti gli altri, costituendo un acme o il punto di maggiore intensità emotiva, psicologica e di appartenenza al genere che può rientrare solo come comunicazione all&#039;interno di un rapporto unico di fiducia, di protezione come di difesa e di intesa quale dovrebbe essere quello di una madre con  la figlia. 
La conclusione del racconto risulta emblematica perché segna e sancisce nettamente la presa di distanza anni luce nell&#039;essere madre tra le due donne e l&#039;agire completamente differente verso la propria rispettiva figlia.  
Accade così che il tradimento umiliante da parte della madre subito e mai superato dalla figlia  non venga ripetuto, bensì a quel fondamentale passaggio che caratterizza la femminilità la figlia divenuta  a sua volta madre attenta, sensibile e consapevole prepara gradualmente la figlia in modo che la stessa possa affrontarlo con equilibrio e serenità e non viverlo come un trauma, paventando una malattia o comunque come qualcosa di pericoloso, strano e che le provoca disagio.  Come, allora, non apprezzare fino in fondo e gratificare Federica Rigliani  del suo indubbio talento narrativo come pure delle sue capacità di scandaglio pur nella brevità intrinseca del racconto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rapporto discriminante e privilegiato tra madre e figlio maschio viene rappresentato e filtrato in filigrana, nel racconto di Federica Rigliani, attraverso il comportamento della madre nel momento topico della maturazione fisiologica della figlia che quest&#8217;ultima avrebbe voluto rimanesse una comunicazione esclusiva e privata intercorsa tra lei stessa e la madre nel rispetto dell&#8217;intimità, della riservatezza  e della condivisione al femminile.<br />
Al contrario, attraverso il comportamento insensibile e superficiale materno, esso diviene immediatamente evento di dominio pubblico, ponendo la comunicazione tra madre e figlia sullo stesso piano delle altre e quindi  alla stregua di una normale conversazione da salotto.<br />
Da parte materna, in sostanza, viene rimarcato così come siano differenti per lei e appartenenti a  piani semantici distinti e altri nel loro vissuto emotivo, nella loro riflessione ed elaborazione razionale e nel loro valore intrinseco il rapporto madre-figlio maschio rispetto a quello madre figlia femmina.<br />
E&#8217; chiaro altresì come ciò apra una cesura profonda e una ferita irrisarcibile tra la madre e la figlia che nemmeno un trattamento psicologico è capace di risanare.<br />
Per la madre anche il momento delicato e fondamentale nella vita della figlia che ne connota la stessa femminilità va immediatamente reso di pubblico dominio, violando così il nesso dirimente che dovrebbe connotare la relazione unica ed esclusiva tra madre-figlia che comporterebbe  e renderebbe implicito che alcuni eventi fondamentali rimanessero segreti e sconosciuti  a tutti gli altri, costituendo un acme o il punto di maggiore intensità emotiva, psicologica e di appartenenza al genere che può rientrare solo come comunicazione all&#8217;interno di un rapporto unico di fiducia, di protezione come di difesa e di intesa quale dovrebbe essere quello di una madre con  la figlia.<br />
La conclusione del racconto risulta emblematica perché segna e sancisce nettamente la presa di distanza anni luce nell&#8217;essere madre tra le due donne e l&#8217;agire completamente differente verso la propria rispettiva figlia.<br />
Accade così che il tradimento umiliante da parte della madre subito e mai superato dalla figlia  non venga ripetuto, bensì a quel fondamentale passaggio che caratterizza la femminilità la figlia divenuta  a sua volta madre attenta, sensibile e consapevole prepara gradualmente la figlia in modo che la stessa possa affrontarlo con equilibrio e serenità e non viverlo come un trauma, paventando una malattia o comunque come qualcosa di pericoloso, strano e che le provoca disagio.  Come, allora, non apprezzare fino in fondo e gratificare Federica Rigliani  del suo indubbio talento narrativo come pure delle sue capacità di scandaglio pur nella brevità intrinseca del racconto?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sira		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/08/05/undici-i-miei-anni-allora/#comment-293921</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sira]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 23:03:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Federica, 

con il tuo racconto metti a confronto due generazioni genitoriali e lo fai sottovoce, con uno stile delicato, ma incisivo.
 
Ci racconti di un trauma con la t minuscola, ma che nella mente di un bambino assume proporzioni enormi.
Non sempre gli adolescenti riescono a elaborare eventi traumatici e quando ciò non avviene, la ferita, apparentemente rimarginata, può riaprirsi. La protagonista lo scopre a sue spese nel tempo: non riesce, infatti, pur avendone la necessità, a confidare alla madre il proprio disagio e innalza un muro che demolisce solo quando diventa madre a sua volta.
Intraprende un percorso per essere aiutata a diventare amica e complice di sua figlia,  ma al contempo vuole capire, sapere, e sviluppa una resilienza importante che le permetterà, infine, di guardare oltre e non voltarsi più.

Davvero un bel racconto. Complimenti!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Federica, </p>
<p>con il tuo racconto metti a confronto due generazioni genitoriali e lo fai sottovoce, con uno stile delicato, ma incisivo.</p>
<p>Ci racconti di un trauma con la t minuscola, ma che nella mente di un bambino assume proporzioni enormi.<br />
Non sempre gli adolescenti riescono a elaborare eventi traumatici e quando ciò non avviene, la ferita, apparentemente rimarginata, può riaprirsi. La protagonista lo scopre a sue spese nel tempo: non riesce, infatti, pur avendone la necessità, a confidare alla madre il proprio disagio e innalza un muro che demolisce solo quando diventa madre a sua volta.<br />
Intraprende un percorso per essere aiutata a diventare amica e complice di sua figlia,  ma al contempo vuole capire, sapere, e sviluppa una resilienza importante che le permetterà, infine, di guardare oltre e non voltarsi più.</p>
<p>Davvero un bel racconto. Complimenti!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Stella		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/08/05/undici-i-miei-anni-allora/#comment-293920</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 23:01:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissimo perché essenziale, malinconico, rarefatto. Sei riuscita benissimo a raccontare il passaggio, la perdita e innocenza come consapevolezza dolorosa. Sento il sapore, L odore, L atmosfera della tua storia. Mi ha commosso soprattutto nella fine e mi ha fatto ricordare le sensazioni della mia prima adolescenza. Grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo perché essenziale, malinconico, rarefatto. Sei riuscita benissimo a raccontare il passaggio, la perdita e innocenza come consapevolezza dolorosa. Sento il sapore, L odore, L atmosfera della tua storia. Mi ha commosso soprattutto nella fine e mi ha fatto ricordare le sensazioni della mia prima adolescenza. Grazie</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annarita		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/08/05/undici-i-miei-anni-allora/#comment-293919</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annarita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 16:08:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La donna di Federica è tante  donne. Ognuna è diversa ma ognuna è uguale. Nessuno si è preso la briga di spiegarle che nascere uomo o donna non è lo stesso. Anche se lei ci crede ancora. Così un giorno è una bambina e il giorno dopo una preda, un giorno una vergine, un giorno una puttana. La donna di Federica non ci pensa proprio a capitolare. Una puttana guida navi spaccaghiacci e salva esseri umani che sprofondano mentre qualcuno  ringrazia la vergine che secondo lui lo sta guidando. Anche a lui non hanno spiegato che quella puttana e quella vergine sono la stessa cosa. Federica si. Lei lo sa. Tutte le sue donne lo sanno. Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La donna di Federica è tante  donne. Ognuna è diversa ma ognuna è uguale. Nessuno si è preso la briga di spiegarle che nascere uomo o donna non è lo stesso. Anche se lei ci crede ancora. Così un giorno è una bambina e il giorno dopo una preda, un giorno una vergine, un giorno una puttana. La donna di Federica non ci pensa proprio a capitolare. Una puttana guida navi spaccaghiacci e salva esseri umani che sprofondano mentre qualcuno  ringrazia la vergine che secondo lui lo sta guidando. Anche a lui non hanno spiegato che quella puttana e quella vergine sono la stessa cosa. Federica si. Lei lo sa. Tutte le sue donne lo sanno. Grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Oscar Rigliani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2019/08/05/undici-i-miei-anni-allora/#comment-293918</link>

		<dc:creator><![CDATA[Oscar Rigliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 16:03:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=80001#comment-293918</guid>

					<description><![CDATA[Bel racconto, lo si legge vogliosi di arrivare alla fine e amareggiati una volta giunti al traguardo per la certezza che è finito........
Per me lettura toccante per tanti motivi ma di questo alla prima occasione ne parleremo insieme magari davanti ad un bicchiere di buon vino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bel racconto, lo si legge vogliosi di arrivare alla fine e amareggiati una volta giunti al traguardo per la certezza che è finito&#8230;&#8230;..<br />
Per me lettura toccante per tanti motivi ma di questo alla prima occasione ne parleremo insieme magari davanti ad un bicchiere di buon vino</p>
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			</item>
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