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	<title>agorà &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Agorà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[chiara valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 09:00:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Stefano Pisani Tempo di lettura: infinito Dopo i successi di Apri gli occhi, The Others, Mare dentro, il grandissimo regista spagnolo Alejandro Amenabar si presenta con questo colossal sull&#8217;antica Grecia: la storia della morte di Ipazia, o meglio dello sviluppo del cristianesimo ad Alessandria nel 391 d.C. (se vi state chiedendo il perché del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/una-splendida-locandina-per-il-film-agora-di-amenabar-129017.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-36418" title="una-splendida-locandina-per-il-film-agora-di-amenabar-129017" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/una-splendida-locandina-per-il-film-agora-di-amenabar-129017-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/una-splendida-locandina-per-il-film-agora-di-amenabar-129017-211x300.jpg 211w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/una-splendida-locandina-per-il-film-agora-di-amenabar-129017.jpg 565w" sizes="(max-width: 211px) 100vw, 211px" /></a></p>
<p>di <a href="http://randomante.blogspot.com/"><strong>Stefano Pisani</strong></a></p>
<p style="text-align: right;"><em>Tempo di lettura: infinito</em></p>
<p>Dopo i successi di <em>Apri gli occhi</em>, <em>The Others</em>, <em>Mare dentro</em>, il grandissimo regista spagnolo Alejandro Amenabar si presenta con questo colossal sull&#8217;antica Grecia: la storia della morte di Ipazia, o meglio dello sviluppo del cristianesimo ad Alessandria nel 391 d.C. (se vi state chiedendo il perché del  titolo, interrogatevi sul fatto che se Amenabar l&#8217;avesse chiamato &#8220;sviluppo del cristianesimo nell&#8217;Alessandria del quarto secolo dopo Cristo&#8221; avrebbe avuto pochissimi spettatori. Ma d&#8217;altronde sempre più di quelli che ha avuto chiamandolo Agorà).<br />
<span id="more-36408"></span><br />
La storia è questa: Ipazia fa la professoressa di scienze naturali. Si mette lì e insegna a una classe fatta di soli uomini. Chiunque abbia visto un solo film con Pierino sa come andrà a finire la faccenda. Ma aspettate, aspettate, non precipitiamo le cose. Ci sarà tempo anche per quello (non a caso il film dura 127 minuti). Ipazia insegna cose formidabili, tipo: &#8220;quando lasciate cadere un oggetto per terra, questo cade verticalmente, proprio davanti a voi. Guardate, avvicinatevi. Non c&#8217;è trucco, non c&#8217;è inganno&#8221;. Oreste (Oscar Isaac), uno dei discepoli, viene conquistato da questa cosa, e si innamora della bella Ipazia (che è interpretata da quel bel tocco di Rachel Weisz, che non sarà certamente una bellezza clamorosa, ma che per il quarto secolo d.C., e per giunta in Grecia, era una sventola eccezionale). Lui allora fa presente alla &#8220;signora&#8221; che vuole possederla e lei gli consiglia di darsi alla musica. Il tutto si svolge sotto gli occhi di Davo (Max Minghella) un giovane ragazzo, che si rivelerà brillante nelle scienze, che però si trova nello status di schiavo a causa delle sue folte sopracciglia. Davo è di proprietà di Ipazia, ma la ama quando nessuno guarda. Ovviamente viene ignorato dalla donna (è un po&#8217; come se il vostro tritarifiuti fosse segretamente innamorato di voi, non ci fareste molto caso). Davo quindi, quando sente che Ipazia dice a Oreste di darsi allo studio del flauto doppio invece di farsi le segaos (così si chiamavano nell&#8217;antica Grecia) su di lei, si fa una risatina alla Muttley e pensa di avere qualche chances.</p>
<figure id="attachment_36409" aria-describedby="caption-attachment-36409" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora1.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-36409" title="agora1" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora1-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora1-300x220.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora1.jpg 620w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-36409" class="wp-caption-text">Ipazia mentre insegna rubabandiera ai suoi discepoli</figcaption></figure>
<p>Ipazia è la classica aristocratica. Ha una serie di schiavi, tutte le comodità del mondo, una bella piscina riscaldata a cui spesso si affida, uscendo dall&#8217;acqua solfo-iodica tutta nuda e facendosi coprire proprio da Davo. Ogni tanto, poi, il panno che la copre scivola giù, proprio davanti a lui a cui esce il vapore dalle nari. &#8220;Oh, Davo &#8211; comincia Ipazia &#8211; vedi? le cose lasciate cadere vanno giù, proprio a perpendicolo rispetto al suolo. Ma&#8230; mi segui Davo? a cosa stai pensando, ti vedo paonazzo e gli dei mi fulminino se non hai le sopracciglia arricciate&#8221;. Gli dei. L&#8217;argomento centrale del film. In quel periodo si sta affermando il cristianesimo.<br />
Un tale, chiamato Ammonio, è il più sozzo e violento di tutti i cristiani di Alessandria, e quindi fa il predicatore. Questo qui è uno che vede le statue degli dei greci e comincia a mimare di farci pipì sopra e gli tira le pummarole, nonostante il fatto che gli dei greci siano tanti e di granito e il suo dio sia solo uno e invisibile. Ora, in particolare, mentre sta predicando in piazza che il suo dio è meglio degli altri e chi non è d&#8217;accordo deve convertirsi o morire trapassato da spade arrugginite, decide di fare un gioco. Sfida uno dei sacerdoti greci a camminare indenne in mezzo al fuoco invocando il suo dio (Il dio Estintore, in particolare). Anche lui farà lo stesso e quello che alla fine somiglierà di meno a tizzone avrà vinto, e il suo dio sarà il vero dio. Ma mentre Ammonio fa come Giucas Casella e corre velocissimo sui carboni ardenti attento a schivare le fiamme, tenendosi la tunica fra i denti in modo che non prenda fuoco e sfruttando le lunghissime unghie dei piedi a mo&#8217; di trampoli, al sacerdote greco, essendo da sempre attento alle cose del mondo, viene in mente invece che i tessuti e la carne umana sono oggetti infiammabili, e quindi esita. I cristiani, che sono misericordiosi, decidono di aiutarlo a superare questa sua titubanza afferrandolo e gettandolo di peso fra le fiamme. Quasi ci lascia le penne. Tutti i presenti esultano e sono pronti a sottoscrivere questa religione anti-incendio. Sicché il cristianesimo prende piede in Alessandria, mentre continuano le lezioni di Ipazia ai suoi discepoli. Anche in quei momenti però, ci sono contrasti religiosi. Il giovane Sinesio (Rupert Evans) è cristiano, e non è d&#8217;accordo su certe cose (boh, non mi ricordo) che riguardano il posizionamento della Terra nell&#8217;Universo e va in contrasto con Oreste, che intanto non fa che soffiare notte e giorno nel suo flauto doppio. Ipazia cerca di dirimere queste controversie con una sua memorabile frase: &#8220;Come diceva Euclide, se due cose sono simili a una terza cosa, allora sono simili tra loro, voi siete simili a me, discepoli, quindi siete simili tra voi&#8221;. Sinesio e Oreste sembrano convinti della spiegazione. Davo guarda Sinesio con un occhio particolare, pensando al fatto che lui sia simile a Ipazia, e si prefigge di passare un po&#8217; più di tempo con lui in sauna. Intanto, però, viene anche lui conquistato dalla causa cristiana.</p>
<figure id="attachment_36410" aria-describedby="caption-attachment-36410" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora-amenabar-1.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-36410" title="agora-amenabar-1" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora-amenabar-1-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora-amenabar-1-300x184.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora-amenabar-1.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-36410" class="wp-caption-text">Ipazia esamina un&#39;oliva infilzata. Alle sue spalle, Davo la spia nascosto dietro le sue sopracciglia.</figcaption></figure>
<p>Mentre infatti sta recandosi a casa con una sporta di pani belli freschi da consegnare al suo padrone, vede che alcuni poveri storpi puzzolenti e appestati stanno in una specie di catapecchia e sono curati dai cristiani. Ammonio nota il ragazzo e lo convince di quanto sarebbe bello che lui donasse i suoi pani ai poveri. Davo però, sulle prime, gli risponde &#8220;Eh, ma il pane non è mio. Poi dovrò ripagarlo al mio padrone con i miei soldi&#8221;. &#8220;Ma cosa vuoi che siano dei soldi rispetto all&#8217;amore per una creatura di dio. I soldi non sono niente. Dalli pure a me, non temere&#8221; gli risponde Ammonio, istituendo storicamente il mille per mille (poi, nei secoli, una serie di trattative con lo Spirito Santo hanno abbassato questa quota, arrivando al moderno 8 per mille). Davo è indubbiamente uno sveglio. Di giorno studia e fa lo schiavo e di notte, oltre a passare molte ore a titillare l&#8217;alluce di Ipazia mentre lei dorme, costruisce il modello tolemaico di rivoluzione dell&#8217;Universo con tanto di epicicli. Ipazia è molto colpita da questo modello, addirittura lo porta davanti a tutta la classe chiedendo a gran voce un applausone. Oreste è così stupito che quasi stacca le labbra dal suo doppio flauto mentre Sinesio, guardando quel pregevole manufatto, pensa a come sarebbe bello imporre il cristianesimo anche sulle stelle fisse e financo sul Sole (tanto i cristiani sono ignifughi). Davo nel frattempo è diventato pure lui cristiano, come si diceva, e non è il solo. Il cristianesimo si diffonde proprio di brutto, i cristiani fanno marameo alle statue degli dei greci, gli fanno il solletico (&#8220;Vedete, non ridono!&#8221; &#8220;Prova con una barzelletta delle tue!&#8221;), sottolineano che invece il loro dio è vivo e vegeto, è attivissimo, solo che, purtroppo, è invisibile sennò ve la farebbe vedere lui. I saggi greci, uomini di veneranda età, decidono che la misura è colma e quindi bisogna passare a fil di spada tutti i cristiani. Danno l&#8217;ordine, ma non si rendono conto che sono in minoranza (i cristiani sono ormai tipo un miliardo &#8211; pare che Ammonio abbia anche fatto il miracolo di moltiplicare pani, pesci e cristiani), e quindi dopo un primo successo dovuto all&#8217;effetto sorpresa, le scarne milizie pagane greche (a cui appartiene anche Oreste) devono battere in ritirata e rifugiarsi nella Biblioteca di Alessandria. Oreste, intanto, è furiosissimo, perché ha fatto la dichiarazione pubblica a Ipazia ma lei gli ha risposto dandogli un fazzoletto intriso di sangue. &#8220;Vedi, Oreste, questo è il sangue del mio ciclo. Non sono perfetta come tu pensi&#8221; gli dice Ipazia, sdegnosa. &#8220;Ehi Ipazia, te lo faccio passare io il mestruo&#8221; risponde Oreste, solo che la risposta non si sente perché è costantemente impegnato a zufolare. Insomma, dopo tanto corteggiamento, Oreste si ritrova con in mano un pugno di mosche, un assorbente usato e una fottuta abilità da pifferaio di cui non sa che farsi. E&#8217; proprio il caso di andare a tagliare in due qualche cristiano, donne e bambini soprattutto. Però, come si diceva, finisce maluccio, e i cristiani, dopo un assedio, riescono a penetrare nella Biblioteca e fanno razzia. Alessandria si deve arrendere al cristianesimo. Ah, in tutto quel casino, Davo tenta di violentare Ipazia ma non impenna, e lei lo libera dalla schiavitù per andare a farsi curare.</p>
<figure id="attachment_36411" aria-describedby="caption-attachment-36411" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/Agora-Foto-Dal-Film-16_mid-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-36411" title="Agora-Foto-Dal-Film-16_mid-1" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/Agora-Foto-Dal-Film-16_mid-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/Agora-Foto-Dal-Film-16_mid-1-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/Agora-Foto-Dal-Film-16_mid-1.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-36411" class="wp-caption-text">Il vescovo Cirillo, che a questo punto del film non è ancora comparso</figcaption></figure>
<p>Finisce il primo tempo. Dato che ho visto questo film su una gradinata all&#8217;aperto, mi sgranchisco le chiappe con gioia osservando gli insetti che, nel momento in cui accendono la luce, cadono in picchiata su noi spettatori organizzati come la Luftwaffe, e da cui mi difendo dichiarandomi non ebreo. Sono però sinceramente preoccupato per la sorte di Ipazia che è l&#8217;unica donna che prende la parola per tutto il film (se naturalmente escludiamo quella, fastidiosissima, accanto a me) e che quindi mi sa che sarà duramente ridotta al silenzio. Ripresa. Sono passati molti anni. Oreste è diventato prefetto di Alessandria ed è cristiano, Ipazia è invecchiata di 15 minuti, il padre di Ipazia è morto (era stato preso a bastonate da un suo schiavo che si era giustificato con lui dicendo &#8220;Ehi, niente di personale, ma io sono cristiano&#8221; ed era poi stato annientato dalla setticemia), Sinesio è diventato Vescovo di Cirene, Davo fa parte dei parabolani (cristiani molto zelanti che si danno da fare portando Cristo a suon di mazziatoni, e che non a caso sono particolarmente animati dall&#8217;irriducibile Ammonio) e fa la sua comparsa Cirillo, il vescovo di non mi ricordo dove (però è un vescovo importante). Le cose ad Alessandria ora vanno tutto sommato bene. Ipazia trova anche il tempo di condurre i suoi esperimenti sulla caduta dei corpi sulle barche a vela, in mezzo al mare, mentre prende il sole con Oreste, facendo però bene attenzione a non dargliela mai. E&#8217; diventata una delle donne più influenti di Alessandria, ed è gran consigliera del prefetto Oreste, che infatti nel frattempo ha imparato a suonare il clavicembalo, il basso tuba, la zampogna e la coda dei mufloni (quando non sono in calore). Praticamente tutta Alessandria è cristiana, quindi non ci sono problemi, direte voi. Illusi. E gli ebrei, allora? I cristiani, finite le statue degli dei greci da insozzare, hanno preso a insultare e perseguitare i pochi ebrei della città. &#8220;Avete ucciso Cristo!&#8221; &#8220;Sì, ma Cristo era ebreo! Lo sapeva che alla fine quello che le prende è sempre l&#8217;ebreo!&#8221;, erano discussioni che spesso si sentivano in giro, nell&#8217;Agorà (in piazza). A un certo punto, però, a qualche ebreo viene in mente un&#8217;idea brillante per porre fine a tutte quelle angherie. Attirano con una scusa i parabolani in una trappola (gridano: &#8220;Al fuoco al fuoco!&#8221;, i parabolani escono fuori ansiosi di gettarsi fra le fiamme per dimostrare che non bruciano, e finiscono in un cul de sac in cui restano malamente imprigionati) e ne lapidano una gran parte dall&#8217;alto. Ipazia accoglie la notizia con immenso dolore. &#8220;Però questa è la riprova della mia teoria degli oggetti che cascano verticalmente quando vengono lanciati, voglio farvelo notare&#8221; dice in pieno consiglio greco, presieduto da Oreste. Il Vescovo Cirillo la prende un po&#8217; peggio. &#8220;Non piangete per i nostri morti. Piangete per come adesso ridurremo gli assassini, battezzando le nostre spade nel loro sangue&#8221;.</p>
<figure id="attachment_36414" aria-describedby="caption-attachment-36414" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora_17.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-36414" title="agora_17" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora_17-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora_17-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora_17.jpg 720w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-36414" class="wp-caption-text">Oreste cerca di convincere Ipazia a concedersi prima di firmare tutti quei rotoli</figcaption></figure>
<p>Ipazia suggerisce a Oreste di far internare Cirillo che, a suo giudizio, è completamente fuori di melone. Oreste, che sta imparando il clarinetto, è distratto e non comprende appieno la reale pericolosità di Cirillo, ma ci pensa quest&#8217;ultimo a chiarire le cose. In una riunione davanti a tutti, accusa Ipazia di non essere sottoposta all&#8217;uomo, secondo quanto scrive San Paolo: &#8220;La donna in assemblea si taccia. Non comandi, non insegni, si vesta condegnamente. In pubblico e in privato sia così, perché fu Eva che fece peccare Adamo e quindi ora, per Cristo, chiuda il becco!&#8221;. Oreste, però, vuol bene a quella donna da cui non l&#8217;ha ancora avuta, e non intende onorare le parole di quel sant&#8217;uomo di Paolo, e quindi Ammonio &#8211; che è sempre pronto a riportare il peccatore sulla retta via &#8211; gli scaglia in fronte un masso che lo fa svenire sanguinolento.<br />
Davo, intanto, assiste a tutto questo esterrefatto. Il gesto viene però punito, e Ammonio è condannato a morte. Lo buttano da una rupe, ma lui non muore. Lo chiudono con tre gatti in un sacco tagliandogli il naso per pietà (si sa che puzzano incredibilmente, quelle bestiacce) ma lui si mangia i gatti e ne esce trionfante, lo mettono con la testa ripetutamente nel water (non pensano nemmeno, a bruciarlo), alla fine gli piantano un paletto di frassino nel cuore e lo decapitano e lui muore. Lo seppelliscono (ndr.: la testa di Ammonio, durante il funerale, cerca invano di riattaccarsi al corpo) e Cirillo, con raro buongusto, lo dichiara santo per aver cercato di accoppare Oreste. Per non consumare una frattura nella cristianità, Sinesio dice a Oreste di dire a Ipazia che deve stare più zitta e deve obbedire a qualunque cosa gli dica un uomo (la cosa solletica le fantasie di Oreste), cioè deve diventare cristiana. I due si precipitano di corsa da Ipazia per dirgli questa cosa, ma lei dice di avere fede nella scienza, e non in Dio &#8220;un essere che non so nemmeno che traiettoria segue, quando cade&#8221;. Oreste, dalla rabbia, spacca il suo clarinetto e Sinesio fa l&#8217;ultimo tentativo ricordando a Ipazia che &#8220;se lei è simile a due cose, allora le tre cose sono simili. O meglio, essendo simile a una delle due cose, allora le cose sono tre, e sono simili a qualcosa. Insomma, mi hai capito&#8221;. &#8220;Sinesio, discepolo mio, hai la nebbia, in quel tuo cranio ottuso. Ti boccio&#8221; è la risposta definitiva di Ipazia.</p>
<figure id="attachment_36416" aria-describedby="caption-attachment-36416" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-36416" title="agora" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora-300x132.jpg" alt="" width="300" height="132" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora-300x132.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/agora.jpg 613w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-36416" class="wp-caption-text">Rachel Weisz: &quot;Posso dire una cosa?&quot; - Alejandro amenabar: &quot;No&quot;</figcaption></figure>
<p>Mentre se ne ritorna a casa pensando a quale forma possa avere l&#8217;orbita terrestre, viene catturata dai parabolani che vogliono trucidarla. La portano in una specie di tempio e lì, prima di ucciderla, la spogliano nuda (parabolano sì, ma fesso no). A quel punto, attirato dalle natiche di Ipazia, si materializza Davo, che con un gioco di sopracciglia riesce a convincere i parabolani con i coltelli frementi in mano che è il caso di non ammazzarla così. Meglio andare a prendere delle pietre e lapidarla. Gli altri vanno allora a raccogliere sassi aguzzi e lui resta da solo con lei. Si guardano un secondo, e Ipazia capisce il suo destino. Ma prima di morire, vuole dire a Davo che la terra si muove su un&#8217;orbita ellittica. Mentre sta per pronunciare la parola ELLISSE, Davo le mette una mano sulla bocca per soffocarla. Lei allora si dimena, fa per liberarsi, ma Davo, con le lacrime agli occhi, tiene la presa ben salda. &#8220;Non voglio liberarmi, idiota! Voglio solo dirti che la terra si muove su un&#8217;ellisse e poi morire! Fesso!&#8221; pensa Ipazia, mentre Davo serra la bocca con forza sempre maggiore, mentre l&#8217;altra mano&#8230;<br />
Ed è così che muore Ipazia. Ed è questa la fine che fanno tutte le donne a cui è impedito di parlare.</p>
<p><em>Giudizio critico</em>: ottima fotografia, riprese degne di Google Earth, ma scarsini i dialoghi. Finale affrettato, forse Amenabar si era reso conto di essere arrivato a 2 ore e passa, e a un certo punto ha deciso di tagliar corto. Proprio come farò io ora..</p>
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