<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>alfa beta2 &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/alfa-beta2/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Jun 2011 09:15:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>alfazeta per alfabeta: P come Потёмкин</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/01/alfazeta-per-alfabeta-p-come-%d0%bf%d0%be%d1%82%d1%91%d0%bc%d0%ba%d0%b8%d0%bd/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/01/alfazeta-per-alfabeta-p-come-%d0%bf%d0%be%d1%82%d1%91%d0%bc%d0%ba%d0%b8%d0%bd/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 09:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[alfa beta2]]></category>
		<category><![CDATA[alfa zeta]]></category>
		<category><![CDATA[andrea cortellessa]]></category>
		<category><![CDATA[fiera del libro di torino]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[intellettuali e riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Riviello]]></category>
		<category><![CDATA[maria teresa carbone]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Ferraris]]></category>
		<category><![CDATA[photoshoperò]]></category>
		<category><![CDATA[umberto eco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39196</guid>

					<description><![CDATA[Puntata di Alfazeta per Alfabeta, dedicata alla presentazione del 13 maggio al Salone del Libro di Torino del numero 09 di «alfabeta2» e del supplemento «alfabetalibri» con interventi di Umberto Eco, Maurizio Ferraris e i curatori di «alfabetalibri» Andrea Cortellessa e Maria Teresa Carbone. La sala gremita, i temi toccati al centro di numerose questioni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="460" height="292" src="http://www.youtube.com/embed/0HMV8Hm68zc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Puntata di <a href="http://www.alfabeta2.it/tag/francesco-forlani/">Alfazeta</a> per <a href="http://www.alfabeta2.it/">Alfabeta,</a> dedicata alla <a href="http://www.alfabeta2.it/2011/05/12/alfabeta2-al-salone-del-libro-di-torino-venerdi-13-maggio/">presentazione  del 13 maggio al Salone del Libro di Torino</a>  del numero 09 di «alfabeta2» e del supplemento <a href="http://www.alfabeta2.it/alfalibri/">«alfabetalibri»</a>  con interventi di  Umberto Eco, Maurizio Ferraris e i curatori di «alfabetalibri» Andrea Cortellessa e Maria Teresa Carbone. La sala gremita, i temi toccati al centro di numerose questioni sia culturali che politiche cui Alfabeta tenta di dare delle risposte sia culturali che politiche. Intanto lo spettro di Fantozzi si aggira per l&#8217;Europa ma questa volta sembra volerci dire altro, qualcosa del tipo : Fantozzi è una cagata pazzesca!!<br />
La poesia di Lidia Riviello pubblicata sul numero 9, è letta dall&#8217;autrice in controcanto con le parole introduttive di Andrea Cortellessa. L&#8217;enfant rouge si fa un giro sul suo monopattino  come ad aspettare il momento giusto per dare l&#8217;assalto e nei pensieri Brahms.<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2011/06/01/alfazeta-per-alfabeta-p-come-%d0%bf%d0%be%d1%82%d1%91%d0%bc%d0%ba%d0%b8%d0%bd/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">39196</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Un passaggio di testimone: l&#8217;editor</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/08/un-passaggio-di-testimone-leditor/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/08/un-passaggio-di-testimone-leditor/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 10:10:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[alfa beta2]]></category>
		<category><![CDATA[carla benedetti]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di Laurea Specialistica in Editoria e Comunicazione Multimediale - Università degli Studi di Pavia]]></category>
		<category><![CDATA[editor]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[goliarda sapienza]]></category>
		<category><![CDATA[marta perduca]]></category>
		<category><![CDATA[primo amore]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Claudio Perroni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38720</guid>

					<description><![CDATA[Qualche settimana fa, una studentessa di Pavia, Marta Perduca mi ha scritto per un’intervista da utilizzare per la sua tesi. Ho pensato così di condividerla con i lettori di Nazione Indiana e Alfa Beta2 con la speranza che ne possa scaturire un dibattito (tra i lettori di NI ci sono molti editor) in grado di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/editor.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/editor-300x224.jpg" alt="" title="editor" width="300" height="224" class="alignleft size-medium wp-image-38722" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/editor-300x224.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/editor.jpg 478w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><em>Qualche settimana fa, una studentessa di Pavia, Marta Perduca  mi ha scritto per un’intervista da utilizzare per la sua tesi. Ho pensato  così di condividerla con i lettori di Nazione Indiana e Alfa Beta2 con la speranza che ne possa scaturire un dibattito (tra i lettori di NI ci sono molti editor) in grado di offrire altri spunti a studenti impegnati su questo fronte.</em> effeffe</p>
<p><strong>D: La figura dell’editor nell’attuale mondo dell’editoria. Chi è? Come lo si può descrivere?</strong><br />
<span id="more-38720"></span></p>
<p>R: Come direttore editoriale, seppure di una piccola ma interessante realtà, e consulente editoriale, soprattutto per la Francia, pur non lavorando come editor in senso classico, certamente ne condivido alcune abilità tra cui, quella fondamentale del fiuto per le opere e più generalmente per un autore. In Nazione Indiana mi capita abbastanza spesso di confrontarmi poi con gli autori che pubblico alla maniera di un editor, ovvero suggerendo cambiamenti, approfondimenti e soprattutto dei tagli, trattandosi di un formato, quello dei Post che non deve superare le 5000 battute. La figura dell&#8217;editor, è secondo me imprescindibile nel processo di fabbricazione di un&#8217;opera, considerando l&#8217;editing però più come una maieutica. Non credo infatti all&#8217;editor come un demiurgo, ovvero al di là dell&#8217;opera, e che dall&#8217;aldilà crei veramente qualcosa dal nulla. Il solo che crea è l&#8217;autore, questo è poco ma sicuro. Faccio questa precisazione perché viviamo in un&#8217;epoca di grande confusione sotto al cielo e può capitare che un editor, magari pure blasonato, Sergio Claudio Perroni per esempio, si monti la testa e scriva nel risvolto di copertina del proprio romanzo di esordio: &#8220;editor di alcuni fra i romanzi di maggior successo degli ultimi anni, Caos calmo, Le uova del drago&#8221;. La cosa è molto più inquietante di quanto non appaia a prima vista, infatti Carla Benedetti su <a href="http://www.ilprimoamore.com/testo_398.html">&#8220;Il primo amore</a>&#8221; ne ha scritto una riflessione assai importante,  perché è come se si fosse passati dal <em>&#8220;Madame Bovary c&#8217;est moi,</em>&#8221; di Flaubert, al <em>&#8220;Flaubert c&#8217;est moi&#8221;</em>, riferito da un eventuale editor tutto contemporaneo del romanziere francese. Si assiste a un&#8217;appropriazione indebita, a una violazione di domicilio, a un esproprio dell&#8217;opera che tradisce il patto di ferro che deve esserci tra un autore e un editor. Nel momento in cui l&#8217;autore decide di far entrare nel proprio atelier un editor, e lo fa perché ha fiducia nelle sue abilità ma anche nella sua persona, non può un bel giorno rientrare a casa e trovare le serrature cambiate. Eppure è un atteggiamento diffuso nell&#8217;ambiente- odio questa parola- e capita non raramente che ti si presenti qualcuno dicendo, lui\lei è l&#8217;editor di questa opera, magari di successo, facendo scivolare tra le righe, con un sorriso beffardo, che ne è il vero autore, il ghost writer. Per fortuna nella maggioranza dei casi non è così anche se il triste e nuovo fenomeno a cui stiamo assistendo, degli autori non più riconoscibili un tempo in un solo progetto editoriale, per esempio Pavese e Calvino in Einaudi, Eco in Bompiani e via dicendo, comporta il cambio di editor ogni volta, e non so fino a che punto sia una buona cosa.<br />
Un bravo editor deve cogliere in un&#8217;opera, quasi istintivamente le due cose che fanno di un libro qualcosa che si può definire letteratura ovvero, necessità della storia che viene raccontata ma soprattutto il fatto che a raccontarla sia proprio quell&#8217;autore, in quello stile e non in un altro. Scriveva il filosofo Gilles Deleuze che la letteratura dovrebbe consistere, nella capacità dello scrittore di far delirare la lingua, trasformarla in una sorta di lingua straniera, e di conseguenza mi viene da pensare che un buon editor debba rapportarsi a un&#8217;opera, qualsiasi opera, come scritta da uno straniero che si cimenti con una letteratura a lui straniera, e che debba, intervenendo, riuscirne a conservare l’accento originario e straniero dell’autore. Se fossi al suo posto, per una tesi come la sua andrei ad intervistare, per esempio, autori come Ornela Vorpsi, Igiaba Scega, Azra Nuhefendic per capire come si sia lavorato in concreto nel caso di autori di libri in italiano ma non madrelingua. Se poi dovessimo fare un passo indietro nel tempo, come non pensare a Ionesco, Beckett, Nabokov, o più recentemente Milan Kundera&#8230; Diventa per questo interessante vedere come per esempio si lavori in Italia con le letterature straniere. Nel caso delle lingue latine mi è capitato di sentire delle assurdità come ad esempio il fatto che per essere un buon traduttore sia più importante l&#8217;abilità nella lingua di arrivo che non in quella di partenza, in cui a pagare il prezzo più alto è l&#8217;opera, l&#8217;autore cornuto e mazziato, e infatti si dicono, quelle traduzioni, le belle e infedeli. Ecco, io penso che invece si possa rimanere belli nonostante, anzi grazie alla fedeltà. Per quanto riguarda poi l&#8217;aspetto politico della faccenda ovvero se un editor abbia un vero potere editoriale, decisionale sulle opere che saranno pubblicate, mah, direi che spesso e volentieri è confrontato con una frustrazione di base, cresciuta a suon di rifiuti da parte dei direttori di collana che gli agitano davanti al naso il peggiore dei verdetti che si possano dare a un&#8217;opera, ovvero, bella, certamente ma che ha poco mercato. Ecco, questa secondo me è la cosa più idiota che possa accadere ai nostri giorni. Idiota, perchè se fosse vero tutte le opere pubblicate dovrebbero essere dei piccoli successi e invece no. Allora piuttosto che pubblicare un&#8217;opera di mediocre valore letterario, rivelatasi poi di scarso successo commerciale, non era meglio pubblicare un libro dall&#8217;alto valore letterario?<br />
Comunque, per tornare alla figura dell&#8217;editor, direi che la fortuna per un autore sia quella di incontrare un vero editor e in Italia ce ne sono. Se dovessi citarne una, direi Helena Janeczek.</p>
<p><strong>D: È possibile pensare ad una proiezione futura di questa professione?</strong></p>
<p>R: Beh si, tutto dipende da come si narrativizza l’esperienza, un tempo si diceva &#8220;elaborare&#8221; i fatti della vita. Stiamo assistendo a un processo in evoluzione, per quanto non necessariamente nuovo, dove più l’esperienza si narrativizza e più l’editor, o una figura equivalente, diventa necessario, per aiutare a guardare meglio le cose, a vedere giusto. Tutti hanno una storia importante da dire, secondo me, ma non tutti il talento per poterla veramente raccontare. </p>
<p><strong>D: Pensando al suo lavoro di editor e al modo di operare che ha adottato o cui tende, riesce ad individuare un modello cui si è ispirato?</strong></p>
<p>R: Ritengo che oggi non si possa parlare di modelli proprio per come si struttura l’editoria. Non è possibile prendere come riferimenti un Calvino o un Pavese, che rimangono i grandi nella storia di questa professione e nessuno lo discute, però oggi non si lavora come negli anni in cui operavano questi personaggi, non ci sono linee editoriali definite che consentono di lavorare su un&#8217;idea di letteratura. A parte alcuni casi, penso all&#8217;Adelphi di Calasso, ci si muove in un ambiente molto confuso e con le idee non molto chiare. Alcuni anni fa ho fatto un incontro, un incontro che inizialmente avevo considerato del tutto casuale, con una persona come tante. Ero al mare, ospite da mia sorella a Gaeta, e ho conosciuto una signora con la quale al mattino si conversava  di letteratura, per un paio di settimane. Qualche tempo dopo <em>la ritrovo</em> in Francia, dove vivevo, nella vetrina di una libreria. Quella signora era Goliarda Sapienza.<br />
Nelle nostre chiacchierate aveva fatto più di una volta accenno alle difficoltà incontrate nel mondo letterario italiano. Per capirlo basti andare a a vedere la storia del suo capolavoro,<em> l&#8217;Arte della Gioia</em>, che non vide mai la luce con lei ancora in vita. Rifiutato da tutte le case editrici, da editori perfino amici, per oltre trentanni, fu pubblicato due volte postumo. Una prima, con una piccola tiratura, con Stampa Alternativa (1998), e una seconda con Einaudi (2008). E sai quale fu la sua fortuna? essere pubblicata in Francia (trad. française L&#8217;Art de la joie, Viviane Hamy, Paris) nel 2005. Un successo editoriale che spinse i nostri a pubblicarla tre anni dopo in Italia. Da scrittrice straniera, tanto per tornare al Deleuze citato all&#8217;inizio. L&#8217;affaire Goliarda Sapienza ha una doppia morale. La prima è che in Italia siamo davvero messi male. la seconda è che nonostante tutto la nostra è una terra dove possono ancora accadere miracoli.</p>
<p><strong><br />
D: La figura dell’editor ha assunto grande rilievo soprattutto per aver permesso ad alcuni autori di ottenere un enorme risultato. Mettendo da parte esempi di editing ben riuscito, è possibile individuare situazioni in cui si è assistito ad un cattivo editing?</strong></p>
<p>R: Senza dubbio il caso di Raymond Carver. Penso ai suoi &#8220;Principianti&#8221; pubblicati nella versione originale da Einaudi. La prima edizione, Di cosa parliamo quando parliamo d&#8217;amore, pubblicata nel 1981. (pubblicata in Italia da Minimum Fax) fu curata dall&#8217;editor Gordon Lish che peggio di un Casalese aveva tagliato più del cinquanta per cento del testo, stravolgendo impianto e composizione al punto di intervenire perfino trasformando in alcuni racconti il finale.<br />
Una violenza subita dal povero Carver  che  però gli permise di essere sdoganato dalla Cultura Ufficiale. Senza quella violenza, che ne decretò il successo, dubito che Einaudi ne avrebbe pubblicato la straordinaria versione originale.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/08/un-passaggio-di-testimone-leditor/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>18</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">38720</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-06-19 17:52:08 by W3 Total Cache
-->