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	<title>ana &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Ana, dea della morte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[ana]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
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					<description><![CDATA[[Ci sono libri come questo che non ha importanza che siano belli o brutti, ma che facciano male. Questo libro mi ha fatto soffrire. L&#8217;autore ha deciso di rimanere anonimo perché non cerca una gloria personale, semmai uno sguardo verso un mondo a noi vicino eppure sconosciuto. Ho chiesto a lui e al suo editore, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[<em>Ci sono libri come <a href="http://www.noreply.it/pag/velvet/beautiful.html">questo</a> che non ha importanza che siano belli o brutti, ma che facciano male. Questo libro mi ha fatto soffrire. L&#8217;autore ha deciso di rimanere anonimo perché non cerca una gloria personale, semmai uno sguardo verso un mondo a noi vicino eppure sconosciuto. Ho chiesto a lui e al suo editore, Leonardo Pelo di <a href="http://www.noreply.it">Noreply</a>, di scrivere due note attorno a questo libro. Ve le porgo. G.B.</em>]<br />
<img src='https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/02/beautiful_2.JPG' alt='beautiful_2.JPG' /><br />
di <strong>Andrea</strong> e <strong>Leonardo Pelo</strong> </p>
<p>Andrea: “E ora? “<br />
Leonardo: “Lo pubblichiamo.”</p>
<p>::::::</p>
<p>Un problema lo riconosci quando ti smuove dentro un insieme di sensazioni talmente aggrovigliate e brucianti da non poter essere digerite a freddo. I problemi sono nervi scoperti, richiedono pazienza, attenzione, riflessione, tempo. Dolore. Dovevo scrivere quanto avevo vissuto e visto.</p>
<p>::::::<span id="more-5371"></span></p>
<p>20 mesi di ricerche. Scritto in un mese. Rielaborato in quattro.<br />
E quasi altrettanto per decidermi se mandarlo in stampa. A convincermi credo siano state le parole di &#8220;Fatina dei Muffin&#8221; (una ex anoressica di 14 anni la cui testimonianza fa da prefazione al libro).<br />
“Tutti ci guardano nessuno ci vede. Siamo in tante urliamo urliamo e anche se spuntano le ossa non capiscono.”</p>
<p>Per la prima volta in 10 anni che uso parola “pubblichiamo” capisco il significato: rendere pubblico.<br />
Mostrare e capire un mondo. E per capire bisogna ascoltare.</p>
<p><em>La testa di chi vive in un mondo parallelo in cui si cerca la perfezione fino a scomparire è una strada contorta e piena di svincoli e bivi in cui è facile perdersi e difficile capire dove si è. </em></p>
<p>:::::::::</p>
<p>Sempre meno si ascolta. La gente sembra innamorata delle proprie parole dimenticando, non solo in confronto, ma anche l&#8217;ascolto. Il processo che porta a comprendere gli altri.<br />
Non a giustificare, ma capire.<br />
Persino qui, dentro Nazione Indiana, alcuni commenti sono di persone che parlano sopra, litigano.<br />
Un vociare sopra, inutile. Asincrono dal contesto.</p>
<p><em>Il mondo di Ana è strano, sai? è un mondo che ti distrugge&#8230; ma chi l&#8217;ha vissuto sulla sua pelle difficilmente lo accetta. Ana è come un&#8217;amica&#8230; è l&#8217;amica!!!</em></p>
<p>L&#8217;anoressia tutti dicono sapere che cos&#8217;è. Ma quanti conoscono Ana?<br />
Ana è la personificazione dell’anoressia. È una dea potente. Ci sono ragazze che la invocano e ci fanno i riti. Ci sono i blog con i dieci comandamenti.<br />
Perdere peso è bene. Fai di tutto per essere magra.<br />
Essere magri è più importante che essere sani.<br />
Quod me nutrit me destruit. </p>
<p>Sono pazze? Sono vittime? Sono ribelli?<br />
Ma tu che adesso ci stai leggendo sai quanto è diffuso questo inferno?</p>
<p><em>Mi pesa dirlo, ma penso che tu possa capirmi un bel po’&#8230; A certi problemi non è dedicata la giusta attenzione&#8230; non è una questione di quantità ma di qualità&#8230; se ne parla tanto, ma a vuoto&#8230;</em></p>
<p>Ci sono oltre 300.000 indirizzi internet pro Ana, dicono le ricerche. Oltre ai siti, i blog, in Italia, anche qualche forum, più o meno nascosto. Il più famoso è stato censurato da poco. Di certo ci sono 9.000 nuovi casi d’anoressia l’anno. E per ogni ragazza che cade nella patologia, tantissime altre sono a un passo dal diventarlo e non puoi mai sapere dove dal disagio si passa alla malattia.<br />
Il dolore è profondo e per esplorarne i confini bisogna anche mettere in conto di sentirlo, farcelo entrare dentro. Fare da tramite. Siamo ancora in grado di concedercelo? </p>
<p><em>Quegli stralci qua e là che ho trovato mi hanno interessata… e perché no, anche pugnalata, ma in senso assolutamente positivo e liberatorio&#8230; finalmente qualcuno che parla di noi e di Lei.</em></p>
<p>Così ti trovi per l’ennesima volta a chattare su MSN alle tre di notte, con gli occhi che bruciano.<br />
Chi hai virtualmente davanti dice che vuole vivere, quindi essere perfetta, quindi sparire.</p>
<p>Come si fa a raccontare l’anoressia e chi la sua malattia la difende, la rivendica?<br />
Abbiamo scelto le parole da dentro, le centinaia di pagine di blog, le chat, gli incontri in carne e ossa. Il reale e il virtuale mischiati. Ecco perché queste tre storie, queste tre ragazze che non esistono singolarmente, ma vivono dietro al volto insospettabile di migliaia di coetanee.<br />
Non ci possono lasciare indifferenti, perché, come cantava Fabrizio De André: “Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti.”</p>
<p><em>Per me le ragazze anoressiche dovrebbero solo essere ascoltate. Lo so perché per qualche mese nella mia vita mi sono comportata esattamente così… e ne vedo le conseguenze.</em></p>
<p>“Sul forum le altre non ci volevano credere che i miei genitori hanno scambiato il fatto che sono collassata sul banco per non mangiavo con un attacco da stress da troppo studio. E che hanno pensato bene di offrirmi <em>una cena</em> per farmi rilassare.”<br />
Questo lo dice Kiara in <em>Beautiful</em>. È invenzione letteraria.<br />
È la realtà. Figli anoressici. Genitori anoressici emotivi.</p>
<p>Abbiamo in questo momento una speranza. Anzi una ambizione. Folle.<br />
Che questo libro aiuti ad ascoltare e a capire chi soffre di anoressia.<br />
Se è così, allora è un libro utile.</p>
<p><em>Questo libro mi ha permesso di ripercorrere quei momenti difficili, di riviverli quasi, tanto che temevo di ricascarci un&#8217;altra volta, sono stati giorni duri.<br />
Ma poi è passata, sono riuscita in qualche modo a metabolizzare tutta quella realtà e a superarla più o meno illesa, forse questa volta per sempre.<br />
È un documento importante, grazie per esserti messo da parte e non aver giudicato, per essere stato fedele alle realtà con cui sei venuto a contatto.</em></p>
<p>Il 9 febbraio <a href="http://esserenulla.splinder.com/">una ragazza</a> dopo aver letto <em>Beautiful</em> ha detto addio all&#8217;anoressia.<br />
Del resto davvero oggi non ci importa. </p>
<p><em>Le parti in corsivo sono estratti dei commenti e dei messaggi ricevuti <a href="http://www.myspace.com/librobeautiful">qui</a></em><br />
<a href='https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/02/beautiful_copertina.jpg' title='beautiful_copertina.jpg'><img src='https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/02/beautiful_copertina.thumbnail.jpg' alt='beautiful_copertina.jpg' /></a><br />
<em>giovedì 6 marzo ore 18.00 a MILANO<br />
Libreria Porta Romana (corso Porta Romana, 51)<br />
Presentazione del libro con Pierluigi Panza. Moderano Alessandro Beretta e Gaia Giordani</em></p>
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