<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>antigone &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/antigone/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Oct 2011 10:47:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>Ippocrate e Antigone</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/10/11/ippocrate-e-antigone/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2011/10/11/ippocrate-e-antigone/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 13:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
		<category><![CDATA[antigone]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Sparzani]]></category>
		<category><![CDATA[Bahrain]]></category>
		<category><![CDATA[Boris Eltsin]]></category>
		<category><![CDATA[governi occidentali]]></category>
		<category><![CDATA[Ippocrate]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=40331</guid>

					<description><![CDATA[di Antonio Sparzani Purtroppo viviamo in un mondo nel quale ormai fa ridere ripetere che non s’ha da sparare sulla Croce Rossa o anche solo ricordare il giuramento d’Ippocrate. Qualcuno però si ostina a non ridere e a denunciare pervicacemente gli orrori, pochi su probabili tanti, di cui viene a conoscenza. L’ultimo in ordine di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Antonio Sparzani</strong><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/10/Bahrain-e-dintorni.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-40332" title="Bahrain e dintorni" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/10/Bahrain-e-dintorni-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/10/Bahrain-e-dintorni-300x227.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/10/Bahrain-e-dintorni.jpg 679w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
Purtroppo viviamo in un mondo nel quale ormai fa ridere ripetere che non s’ha da sparare sulla Croce Rossa o anche solo ricordare il giuramento d’Ippocrate. Qualcuno però si ostina a non ridere e a denunciare pervicacemente gli orrori, pochi su probabili tanti, di cui viene a conoscenza. L’ultimo in ordine di tempo è passato via il più liscio possibile, quello delle dure condanne ai medici del Bahrain, che hanno prestato cure alle persone sbagliate.</p>
<p>La premessa di tutto è che lo stato del Bahrain, sostanzialmente un arcipelago, che esiste formalmente indipendente dal 1971 ‒ prima era protettorato britannico ‒, è la sede della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/United_States_Fifth_Fleet">quinta flotta</a> degli Stati Uniti, e soprattutto in quanto tale non deve essere turbato da alcuna turbolenza, né molestato da alcuna molestia. La cosiddetta primavera araba non deve entrare nei suoi confini,<span id="more-40331"></span> non deve varcare il braccio di mare che lo divide dall’Arabia Saudita e dal Qatar. Riferisce il blog <a href="http://lepersoneeladignita.corriere.it/2011/10/01/bahrein-medici-in-prigione-per-aver-curato-i-manifestanti/">Le Persone E La Dignità</a>, frutto di collaborazione tra Corriere della Sera e Amnesty International:</p>
<p style="padding-left: 30px;">«Venti medici e paramedici di un ospedale di Manama sono stati condannati fino a 15 anni di reclusione da un tribunale militare in Bahrein per avere avuto un ruolo nelle proteste dell’inverno scorso contro la dinastia regnante, represse con un bilancio di almeno 30 morti e conclusesi in marzo quando truppe dell’Arabia Saudita e degli Emirati arabi uniti sono intervenute per dare man forte alla dinastia degli Al Khalifa, sunnita, che regna su un Paese dove la maggioranza è sciita. La loro colpa è di aver cercato di salvare le vite di quelli che arrivavano al Salmaniya Hospital in condizioni disperate. ”Siamo medici – ha detto Nada Dhaif, 36 anni, due figlie, condannata a 15 anni di reclusione -, abbiamo semplicemente trattato i feriti che sono arrivati da noi. Nessuno ha chiesto loro se erano sunniti o sciiti, abbiamo fatto il nostro lavoro. E questo ci rende dei criminali”.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Nada ha raccontato delle torture subite in carcere perché firmasse una confessione:<br />
“Mi hanno dato le scariche elettriche nelle orecchie. Mi hanno picchiato, preso a calci, minacciato di violentarmi. Quando mi hanno portato dei documenti da firmare io non li ho nemmeno guardati, li ho firmati e basta Cos’altro potevo fare?”.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Anche gli altri imputati (a sinistra una protesta davanti all’ospedale) hanno dato testimonianze simili. Fatima Haji, 32 anni, condannata a cinque anni carcere, ha detto di essere stata molestata dalle guardie e di aver perso temporaneamente la vista a causa delle scariche elettriche: “Mi aspettavo la sentenza, qui la legge non esiste. E’ solo un gioco politico, nulla di più“.<br />
L’udienza è durata meno di dieci minuti. Non sono state prodotte prove. Non c’è stato un controinterrogatorio. Gli imputati non erano nemmeno presenti, eppure sono stati riconosciuti colpevoli di avere occupato per protesta il complesso ospedaliero, di avervi nascosto bottiglie incendiarie, di avere confiscato materiale ospedaliero, di avere «diffuso false notizie e menzogne al fine di disturbare l’ordine pubblico e commettere reati con finalità terroristiche». Tredici di loro, tra i quali otto medici, sono stati condannati a 15 anni di reclusione, altri due imputati a cinque anni ciascuno e cinque a cinque anni ciascuno. “Siamo rimasti scioccati dal verdetto &#8211; ha detto l’avvocato della difesa Mohsen al-Alawi – ricorreremo in appello ma siamo pessimisti”. “Quei dottori sono stati riconosciuti colpevoli di aver usato il nosocomio per motivi politici. Nessuno è al di sopra della legge” ha detto, invece, un portavoce del governo.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Alla lettura del verdetto erano presenti diplomatici americani, britannici e francesi. Il ministro degli Esteri inglese William Hague ha giudicato “preoccupante” la sentenza e ha detto che potrebbe “minare i passi del governo del Bahrein verso il dialogo e le riforme”. Da Washington il portavoce del Dipartimento di Stato Mark Toner ha detto che gli Usa sono ”profondamente turbati” dal processo: “Invitiamo il governo del Bahrein a tenere fede al suo impegno per una giustizia trasparente che inclusa processi equi, l’accesso a una difesa e verdetti basati su prove credibili”. Le associazione per la difesa dei diritti umani accusano il governo di mettere in scena falsi processi. Amnesty ha definito la sentenza “un travestimento della giustizia”. “Abbiamo detto mille volte che una corte militare non dovrebbe giudicare i civili“ ha detto Philip Luther, vice direttore del programma di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nord Africa.<br />
“E l’Occidente che fa?” ha chiesto una delle dottoresse condannate a un giornalista straniero subito dopo la sentenza. Finora ha guardato dall’altra parte. Nessuna minaccia di sanzioni, nessuna presa di posizione. Soprattutto dopo che l’Arabia Saudita, grande fornitrice di petrolio dell’Occidente, è corsa in soccorso della dinastia sunnita lo scorso marzo. Ma anche per paura di perdere un’importante base militare americana. Un effetto della sentenza, però, potrebbe essere la definitiva cancellazione della Formula Uno in Bahrein. L’evento era già stato disdetto quest’anno a causa dei disordini e riprogrammato per il prossimo aprile.»</p>
<p>Avete notato che vigorose proteste sono arrivate da USA e Regno Unito, quanta determinazione, quali dure minacce sono state proferite nei confronti del Bahrain? Sono persino &#8220;profondamente turbati&#8221; i nostri compassati diplomatici occidentali, inconsolabili, prenderanno un&#8217;aspirina.</p>
<p>Mi colpisce invece questa frase «Colpevoli di aver usato il nosocomio per motivi politici», con la quale il rappresentante della dittatura giustifica il verdetto della &#8220;corte&#8221;, essa rende già chiaro tutto: è permesso dalla legge soltanto curare i buoni; ricordate quando Boris Eltsin, nell’ottobre del 1993, ordinò ai carri armati di sparare sul parlamento russo, e dei 500 morti ammazzati ordinò di seppellire con tutti gli onori solo quelli della sua parte, e gli altri a marcire all’aria? La storia di Antigone, parallela a quella di Ippocrate, continua a ripetersi.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2011/10/11/ippocrate-e-antigone/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">40331</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il corpo di Antigone e la 194</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 23:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[194]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[antigone]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/</guid>

					<description><![CDATA[di Marco Rovelli  Al tempo del referendum sulla procreazione assistita, Enzo Mazzi scrisse un bell’articolo sulla dialettica insuperabile tra etica e potere. Mostrando, insieme, come nel corpo della chiesa vi fossero differenze che l’unanimismo mediatico in mortem wojtyla tendeva a occultare. Ne risultava che, sui referendum a venire sulla procreazione assistita, era palese come non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">di <strong>Marco Rovelli</strong> </p>
<p align="justify">Al tempo del referendum sulla procreazione assistita, Enzo Mazzi scrisse un bell’articolo sulla dialettica <em>insuperabile</em> tra etica e potere. Mostrando, insieme, come nel corpo della chiesa vi fossero differenze che l’unanimismo mediatico <em>in mortem wojtyla</em> tendeva a occultare. Ne risultava che, sui referendum a venire sulla procreazione assistita, era palese come non fosse <em>scritto</em> da nessuna parte che un cattolico era tenuto a votare in <em>quel</em> certo modo (che era poi, furbescamente, il non voto).</p>
<p>Mazzi affrontava la questione, decisiva, del rapporto tra potere e etica in modo (paradossale, per un prete) foucaultiano: rappresentandola attraverso le figure di Creonte e Antigone. Una messa in figura estremamente fertile, che vale tutt&#8217;oggi, quando ci dobbiamo apprestare ad affrontare una battaglia decisiva, quella per la difesa della 194. Ciò che, ovviamente, Ratzinger/Creonte non può accettare, laddove egli non può far altro che tentare di imporre <em>con forza</em> il diritto (la forza del diritto, il diritto della forza) sopra il corpo fluido di Antigone.<span id="more-5139"></span></p>
<p>La battaglia è decisiva, perchè la questione dell&#8217;aborto non è semplicemente una questione di diritti civili, di laicità, e quant&#8217;altro. E&#8217; una questione che riguarda la natura stessa del potere, e del suo stabilimento. Antigone – l’etica, insomma &#8211; non è che l’indefinizione che oltrepassa ogni <em>stabilimento</em> del potere. Essa è il <em>fuori</em>-legge – ma un fuori che è definito, recintato, conchiuso, dal potere. Antigone è la <em>forma fluens</em> che il potere, come lo sguardo di Medusa, vuole fissare – la <em>chora</em> – la materia informe – su cui il potere si esercita. Esercitandosi, il potere produce verità: verità che potrebbe essere raffigurata come i solchi prodotti dal potere sulla materia. (Ma la materia resiste. E reagisce).</p>
<p><strong>Il potere produce verità – e la produce <em>sul</em> corpo di Antigone. E Antigone è una donna.</strong></p>
<p>Questo conflitto tra potere/verità e corpo/amore, questo irriducibile attrito &#8211; ma anche, per allargare la <em>famiglia</em>, tra Ragione e Violenza, nei termini hegeliani di E. Weil (e di Bataille), o di Sacro e Violenza, in quelli di Girard &#8211; è la sfuggente, dileguante, inafferrabile sostanza ontologica dell’animale umano: e forse, la differenza specifica del suo genere.</p>
<p>E&#8217; a mio parere necessario avere chiara la portata dello scontro che si sta giocando oggi. Se è vero che la questione dell&#8217;aborto è una questione che riguarda la natura stessa del potere, e del suo stabilimento, allora il tentativo dei clericali insieme agli atei devoti è il culmine di un&#8217;offensiva che negli ultimi trent&#8217;anni ha segnato l&#8217;arretramento dei diritti conquistati nel secolo ancora precedente. Il potere che definisce il vero, stavolta, vuole far presa <em>dentro</em> il corpo di Antigone, rastrellare ogni residuo di resistenza, imprimere il suo marchio su ogni resto. Per questo, oggi ancor più di due anni fa, è necessario produrre resistenza. La resistenza del corpo di Antigone alla Parola di Creonte.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2008/01/08/il-corpo-di-antigone-e-la-194-3/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>113</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5139</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-29 18:11:18 by W3 Total Cache
-->