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	<title>aprile 2013 &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>La miniera di fango</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 06:00:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Questo articolo è stato scritto quando ancora si disponeva soltanto del papa dimissionario, ma neppure l&#8217;aitante Francesco potrà più dormire sonni tranquilli. È di queste settimane, ad esempio, il lancio pubblicitario di Mea maxima culpa: silenzio nella casa di Dio di Alex Gibeny per la collana Real Video di Feltrinelli&#8230;) Di Andrea Inglese I credenti, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>(Questo articolo è stato scritto quando ancora si disponeva soltanto del papa dimissionario, ma neppure l&#8217;aitante Francesco potrà più dormire sonni tranquilli. È di queste settimane, ad esempio, il lancio pubblicitario di</em> Mea maxima culpa: silenzio nella casa di Dio<em> di Alex Gibeny per la collana Real Video di Feltrinelli&#8230;)</em></p>
<p>Di <strong>Andrea Inglese</strong></p>
<p>I credenti, quelli di verace fede cattolica, che ancora io presumo esistano anche nella miscredente Europa, dovrebbero avere mente soprattutto intesa ai misteri della fede, che sono un po’ come i mattoncini su cui si edifica tutta la dottrina loro, e anche la pratica, e di questi misteri poi, come la trinità divina e il ciclo incarnazione-ressurezione del Cristo, è proprio il re del Vaticano ad esserne sommo custode, e anche per ciò stesso infallibile, come già ratificava il previdente Pio IX nel 1870, con il primo Concilio. <span id="more-45466"></span>Ma è pur vero che questi stessi veraci credenti sono poi sottoposti alle brutture del nostro mondo, sempre più informatico e informato, un mondo in cui a sera, dopo la spesso lugubre giornata lavorativa, hanno voglia pure loro di distrazione, e di scandalo, e di godibile rimestamento dei fanghi. E di questo rimestamento, c’è una sfrenata golosità: sarà per vocazione di alcuni alla trasparenza democratica, sarà per tornaconto di altri, che sulla pagina stampata, o sul filmato audiovisivo, ci devono campare, e possibilmente bene, c’è comunque una grande fame di misteri. Perché un conto è una notizia data, un conto è un mistero violato, e rivelato. È questa una merce più rara, nel notorio profluvio d’informazioni in cui viviamo. È noto, perché spesso ribadito dai paesaggisti del contemporaneo, che il paradigma ermeneutico, costruito sul sospetto, sul disvelamento, sull’interpretazione di ciò che sfugge a una prima, serena, lettura, pare oggigiorno morto e sepolto, per via di Facebook, dove ogni frase o immagine dicono solo se stesse, in un’ilare danza della superficie cangiante. Nello stesso tempo, però, vi è questa diabolica convergenza tra apprendisti detective e venditori di fanghi: tra WikiLeaks e Vatileaks. E nulla sollecita maggiormente questa industria, profana e profanatrice, che il mistero: di Stato, bancario, sessuale. Questa epocale circostanza ha reso il Vaticano, e il suo monarca, insuperabili protagonisti dell’esposizione mediatica in questi ultimi anni. Essi, per questo loro stile medievaleggiante, fatto di opacità bancaria, barbariche e occulte pratiche sessuali, canagliesche faide istituzionali, hanno riscosso una straordinaria attenzione: una miniera di fango pare nascondersi sotto le tonache e le mitre. Il giornalismo anglosassone, che è più schiettamente secolarizzato del nostro, inaugura il filone, capendo che la domanda di scandalo incontra in Vaticano un’offerta (purtroppo) inesauribile. Un primo compendio di successo e ben documentato sui misteri tutti terreni e relativi alla violazione del quinto, settimo e decimo comandamento da parte delle gerarchie vaticane apparve nel 2003 a firma dello statunitense Paul Williams, <i style="mso-bidi-font-style: normal;">The exposed</i> <i style="mso-bidi-font-style: normal;">Vatican. Money, Murder, and the Mafia</i>. In quello stesso anno usciva anche <i style="mso-bidi-font-style: normal;">The Da Vinci Code</i>, che pur essendo assai meno documentato, divenne però un best seller mondiale. Del 2006, è invece il documentario prodotto dalla BBC <i>Sex crimes and the Vatican</i><span style="mso-bidi-font-style: italic;"> di Colm O’Gorman, sul sistema omertoso della Chiesa nei confronti dei casi di preti pedofili. Con lieve ritardo, ma non senza efficacia, anche il giornalismo italiano ha cominciato a seguire il filone: il best seller di Gianluigi Nuzzi, <i>Vaticano S. P. A.</i>, è del 2009. Ormai la via è aperta, e i libri-inchiesta si moltiplicano. Un titolo per tutti: <i>101 misteri e segreti del Vaticano</i>, del 2011. A peggiorare le cose, infine, ci si mettono pure gli scienziati sociali. L’ultimo numero (gennaio 2013) dell’eminente rivista del Québec, <i>Sciences religieuses</i>, contiene uno studio intitolato <i>I lati oscuri di Madre Teresa</i>, realizzato da un’équipe di studiosi diretti da Serge Larivée, psicologo ed epistemologo, specialista per altro di pseudoscienza e frodi scientifiche. Nemmeno la neobeata è al riparo dal disincanto. Ma se il papa, infallibile nei misteri della fede, è poi fallito per i malcelati misteri del suo regno secolare, neppure il peso politico dei cattolici italiani è potuto essergli di sostegno: essi si sono misteriosamente dispersi ai quattro venti, lasciando a Casini un modestissimo 1,75%. Ritorno del sacro, forse. Ma probabilmente non a Città del Vaticano.<br />
*<br />
<em>[Questo articolo è apparso sul n° 28 di &#8220;<a href="http://www.alfabeta2.it/2013/04/03/sommario-del-n28-aprile-2013/" target="_blank">alfabeta2</a>&#8220;]</em></span></p>
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