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	<title>area ex Enel &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Il difetto di avere ragione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 06:00:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come è andata a finire con l&#8217;Area ExEnel di Gianni Biondillo e Marco Belpoliti Nel gennaio del 2012 su questo blog era apparso questo articolo. Altri in contemporanea ne uscirono su vari blog e quotidiani, a firma di Marco Belpoliti, Luca Molinari, Marco Biraghi, etc. Sollevavano un problema: la costruzione nell’area di fronte al Cimitero Monumentale di Milano di due [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"><b><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-52293" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel1.jpg" alt="enel1" width="368" height="400" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel1.jpg 368w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel1-276x300.jpg 276w" sizes="(max-width: 368px) 100vw, 368px" /></a>Come è andata a finire con l&#8217;Area ExEnel</b></span></span></span></strong></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">di </span></span></span><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Gianni Biondillo</b></span></span></span></strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"> e </span></span></span><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Marco Belpoliti</b></span></span></span></strong></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">Nel gennaio del 2012 su questo blog era apparso <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/01/05/gentilissimo-sindaco-giuliano-pisapia/" target="_blank">questo articolo</a>. Altri in contemporanea ne uscirono su vari blog e quotidiani, a firma di Marco Belpoliti, Luca Molinari, Marco Biraghi, etc.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">S</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">ollevavano un problema: la costruzione nell’area di fronte al Cimitero Monumentale di Milano di due edifici fuori scala, </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">di un albergo inutile e di un parcheggio sotterraneo di 250 posti camuffato da piazza</span></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"> in una zona di rispetto architettonico, con un progetto che lasciava molto a desiderare dal punto di vista estetico e urbanistico. Ne era nato un dibattito (<a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/01/09/chiediamo-coraggio/" target="_blank">vedi ad esempio qui</a>) che aveva coinvolto giornali, architetti, intellettuali, politici. </span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">La questione si era trasferita, dopo varie vicissitudini e discussioni, nelle aule del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, che aveva bocciato il ricorso del gruppo di cittadini che si erano organizzati nella sigla Area Ex Enel con un <a href="http://www.areaexenel.it" target="_blank">suo sito</a>. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">Ora sull’intera materia si è espresso il Consiglio di Stato (<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/Sentenza-Ex-Enel.1.pdf">Sentenza Ex-Enel.1</a></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">), dando ragione ai cittadini che hanno sollevato il tema della legittimità della scelte della giunta Moratti, prima, e Pisapia, poi. Tutto questo è succintamente spiegato nella lettera che segue indirizzata a “il Corriere della Sera” che, unico giornale milanese, ha dato alcuni giorni fa con un ampio articolo notizia della sentenza, intervistando l’assessore all’Urbanistica del Comune di Milano e vice-sindaco, Ada Lucia De Cesaris, sostenitrice della scelta urbanistica e giuridica bocciata dal Consiglio di Stato. Ora che Milano è sotto i riflettori dell’intero paese per l’apertura imminente dell’Expo a maggio, vale la pena di tornare a riflettere su questo caso (60 milioni di euro investiti da privati che ora non potranno proseguire i lavori iniziati) che ripropone le questioni della gestione politica delle nostre città, della partecipazione dei cittadini e della bellezza architettonica.</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">***</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-52294" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel2.jpg" alt="enel2" width="332" height="400" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel2.jpg 332w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel2-249x300.jpg 249w" sizes="(max-width: 332px) 100vw, 332px" /></a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Su queste pagine pochi giorni fa è apparso un lungo articolo dedicato al cantiere dell&#8217;area Ex Enel. Il Consiglio di Stato ha dichiarato l&#8217;intera operazione illegittima bloccando i lavori, dopo il ricorso intentato da alcuni cittadini. Quei cittadini siamo noi. Vorremmo qui spiegare le ragioni del ricorso e di come si sia arrivati a questo punto.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">L&#8217;area di fronte al Cimitero Monumentale, di ex proprietà Enel, e dunque pubblica, molti anni fa fu svenduta a una società privata. Dopo lunghi anni di abbandono, e di occupazione da parte del centro sociale Bulk, durante l&#8217;amministrazione di Letizia Moratti alcuni imprenditori decisero di costruire degli immobili residenziali.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Per fare questo il Consiglio Comunale di allora approvò una delibera che modificava le cubature edificabili, triplicandole. In un colpo solo quel terreno, comprato per 10, valeva 300. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Per trasformarla in area residenziale edificabile, e per aumentare le cubature consentite per legge e concedere le concessioni, l’amministrazione comunale si avvalse dello strumento del &#8220;programma integrato di intervento&#8221;, uno strumento che, nel diritto italiano, è consentito solo ed esclusivamente in casi di evidente interesse pubblico e strategico per la città. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Succeduta alla Moratti, nell’assolato agosto del 2011 la giunta Pisapia riportò in consiglio comunale la delibera e la approvò: senza nessun comunicato stampa, e senza che la notizia venisse riferita da alcun giornale. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Il progetto approvato prevedeva, in tre isolati situati di fronte al Cimitero Monumentale &#8211; il luogo più visitato dai turisti dopo il Duomo &#8211; tre palazzoni alti fino a 10 piani fuori terra, in un quartiere di edifici di 4 piani al massimo: residenze ad alta densità volumetrica e bassa qualità estetica. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Alla notizia di questo scempio, un gruppo di abitanti del quartiere e alcuni intellettuali, scrittori, architetti, hanno provato a intervenire. Abbiamo chiesto di incontrare la proprietà e il Comune, cercando il dialogo, sostenendo che andava bene il profitto economico dei privati, ma che l&#8217;operazione avrebbe potuto essere un po&#8217; meno spregiudicata, contenere qualche spazio pubblico, e concedere qualcosa alla qualità architettonica. Non chiedevamo di scomodare grandi architetti, semplicemente di evitare il ricorso in pieno centro cittadino a un&#8217;edilizia così sfacciata e imbarazzante. In sostanza chiedevamo un&#8217;idea per la città che andasse oltre alla mera speculazione edilizia. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Il Comune di Milano non ci ha voluto dare ascolto. Lo stesso atteggiamento hanno mantenuto i proprietari del terreno. Entrambi ci hanno liquidato dicendo di intentare pure una causa, che tanto l’avrebbero vinta loro. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;">Soltanto l&#8217;impresa costruttrice di una parte degli edifici si è mostrata disponibile, modificando le facciate di loro pertinenza in corso d&#8217;opera e ridisegnando un piccolo parco. Da parte loro si trattava di un impegno che andava oltre il loro immediato interesse e quindi da considerare assolutamente apprezzabile. Furono i nostri unici interlocutori, non si trovò perciò un accordo sull&#8217;intero piano. È che il vero soggetto in grado di imporre un interesse pubblico all’area, vale a dire il Comune</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;">, non si prese carico con sufficiente lungimiranza del suo naturale ruolo di mediatore tra le parti.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Rimanendo convinti che l&#8217;operazione fosse sbagliata sotto il profilo architettonico, politico, urbanistico e legislativo, e non riuscendo a ottenere altri risultati se non quello – comunque importante – di far riprogettare gli spazi aperti, fummo costretti a non ritirare il ricorso. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Oggi il Tribunale di Roma ha dichiarato l&#8217;intera operazione illegittima, in quanto priva del presupposto di un interesse strategico e pubblico. Ci ha dato ragione. Una pessima notizia, a ben vedere. Non soltanto perché ora il progetto è diventato un problema, ma soprattutto perché non eravamo e non dovevamo essere noi i paladini dell&#8217;interesse della città.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Non debbono essere i privati cittadini a vigilare sulla legittimità delle operazioni immobiliari, sulla qualità architettonica e sul rispetto delle norme urbanistiche. È un ruolo che spetta alle istituzioni.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Avere ragione non ci interessa: ci interessa, così come sin dall’inizio, che si costruisca bene, in modo sensato, intelligente, corretto, restituendo alla città vivibilità e bellezza. Ci interessava allora, e ci interessa ancora di più adesso che c&#8217;è un “buco”, una ferita, nel cuore della città. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Diamo a questa zona importante di Milano una nuova occasione, una soluzione degna della nostra città, anche alla luce dei numerosi fallimenti urbanistici di questo ultimo decennio. Ripartiamo da una logica diversa, con un orizzonte progettuale di più ampio respiro. L&#8217;orizzonte legittimamente alto e ambizioso di disegnare e pensare la città per i cittadini.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Si tratta di un compito arduo, che spetta in primo luogo al Comune di Milano. Speriamo che questa volta ci provi.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="line-height: 1.5;">Gianni Biondillo<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Marco Biraghi<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Paola Lenarduzzi<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Roberto Marone<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Luca Molinari<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Alberto Saibene</span></p>
<p>(<em>pubblicato precedentemente su</em> Il Corriere della Sera – Milano,<em> il 22 marzo 2015. Questo post è da oggi on line anche su DoppioZero. Le vignette sono un regalo di Guido Scarabottolo</em>)</p>
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		<title>Come è bella la città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 09:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Boschetti]]></category>
		<category><![CDATA[area ex Enel]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa del territorio]]></category>
		<category><![CDATA[gianni biondillo]]></category>
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		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Settis]]></category>
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					<description><![CDATA[INVITO PER L’INCONTRO Come è bella la città costruire, distruggere, conservare Ancora una volta Milano sa cambiando faccia, cercando di tenersi al passo del mutamento globale, e ancora una volta è un esempio e un modello, sia in positivo che in negativo, per l’intera nazione. Ciò che accade oggi a Milano accadrà domani, inevitabilmente, in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>INVITO PER L’INCONTRO<br />
<strong>Come è bella la città</strong><br />
<em>costruire, distruggere, conservare</em></p>
<p>Ancora una volta Milano sa cambiando faccia, cercando di tenersi al passo del mutamento globale, e ancora una volta è un esempio e un modello, sia in positivo che in negativo, per l’intera nazione. Ciò che accade oggi a Milano accadrà domani, inevitabilmente, in tutta Italia. </p>
<p>Le città vivono nel loro continuo mutare e nella capacità di assorbire il passato, rivitalizzandolo. Così, nella dialettica fra Storia e Contemporaneità, si definisce l’identità di un luogo e il suo destino. È nella metropoli che temi all’apparenza contrastanti, desueti o lontani fra loro – l’economia, l’estetica, la democrazia – si fanno corpo vivo, spazio sia di contraddizione che di partecipazione democratica.</p>
<p>Saper costruire le città, immaginarne il futuro, progettarle come luogo condiviso è il dovere della politica intesa come interesse della collettività, l’inverso di tutto ciò significa sottostare alle leggi di un mero interesse privato, indifferente ai temi della emancipazione collettiva della democrazia partecipata e della bellezza diffusa.</p>
<p>Il comitato <a href="http://areaxenel.com">Area ExEnel</a> &#8211; dopo aver aperto un dibattito sui giornali nazionali e cittadini, e nel web, e dopo l’estensione dell’appello firmato da 100 intellettuali, artisti, scrittori, architetti, imprenditori, ecc. milanesi &#8211; ha organizzato su questi temi assolutamente strategici che interessano l’intera cittadinanza un appuntamento aperto a tutti il prossimo 28 marzo.</p>
<p><em>Parteciperanno all’incontro</em>:<br />
<strong>Andrea Boschetti</strong>, architetto e urbanista, responsabile scientifico del nuovo PGT milanese.<br />
<strong>Luca Molinari</strong>, architetto, curatore del padiglione italiano della Biennale della architettura di Venezia 2010.<br />
<strong>Salvatore Settis</strong>, storico dell’arte, ordinario di Archeologia classica presso la Normale di Pisa.</p>
<p><em>Coordina</em>:<br />
<strong>Gianni Biondillo</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Mercoledì 28 Marzo alle  ore 21,00<br />
c/o Careof<br />
Fabbrica del Vapore<br />
Via Procaccini 4, Milano</strong></p>
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