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	<title>Arianna Pavone &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>AAA cercasi edizioni per un&#8217;espressione idiomatica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 09:45:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Arianna Pavone]]></category>
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					<description><![CDATA[di Arianna Pavone Con coraggio si combattono tutte le battaglie: con pazienza e intelligenza si combatte la battaglia più grande. Quella per la libertà d’espressione. Le case editrici fanno uso (ed abusano) del loro potere per demolire e annientare ciò che invece dovrebbero cercare come un cieco cerca la luce: il talento. Questa è una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di<br />
<strong>Arianna Pavone</strong>  </p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/07/cercasi-copy.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/07/cercasi-copy-300x226.jpg" alt="" title="cercasi copy" width="300" height="226" class="aligncenter size-medium wp-image-39519" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/07/cercasi-copy-300x226.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/07/cercasi-copy.jpg 374w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Con coraggio si combattono tutte le battaglie: con pazienza e intelligenza si combatte la battaglia più grande. Quella per la libertà d’espressione. Le case editrici fanno uso (ed abusano) del loro potere per demolire e annientare ciò che invece dovrebbero cercare come un cieco cerca la luce: il talento.<br />
Questa è una certezza, nonché dato di fatto. Continuamente, nel nostro Paese, si proclama a gran voce l’esistenza della libertà di espressione: “… Siamo in un Paese democratico in cui il popolo è libero di esprimere le proprie idee ed opinioni…”. Queste affermazioni che vengono accettate come dogmi dal popolo assetato e affamato di qualcosa di diverso, diventano ridondanti e risultano sempre più inutili e “di forma”, ci illudiamo di vivere nella libertà di stampa e accettiamo tutto ciò che ne deriva come verità che appartengono al senso comune.<br />
<span id="more-39518"></span><br />
Ed è questa tanto famigerata e proclamata autonomia che fa si che le case editrici, diventate negli ultimi anni alla stessa stregua di fabbriche di produzione stagionale e seriale come quelle dei panettoni per Natale ( delle colombe per Pasqua) offrano esattamente ciò che ci si può aspettare dalle fabbriche di panettoni: prodotti stereotipati, fatti in serie e che rispondono a certi standard (non tanto qualitativi ma piuttosto quantitativi). Libri o panettoni, che escono esattamente dalla stessa fabbrica e mediante gli stessi processi di produzione. Libri e libretti che invece di arricchire e rinnovare la cultura la congelano in uno stato di ibernazione permanente, cosicché le “fabbriche” smerciano per letteratura ciò che in realtà ne è una patetica imitazione.<br />
Com’è risaputo, tutte le fabbriche sono fatte di persone, esseri umani come tutti: Carne, ossa, sangue e una sfilza di organi interni più o meno funzionanti. Non ho mai visto né sentito dire di fabbriche gestite da “dei” o “semi dei”, soltanto uomini. Questi “opifici moderni” invece, alla luce preferiscono la cecità, facendo tutto quello che è nelle loro possibilità (ed è abbastanza) per far sprofondare molti talenti nel buio di un anonimo e desolante silenzio, assorbiti nell’abbagliante luce di numerosi fuochi di paglia che durano giusto il tempo di mangiare la colomba di Pasqua o di uno starnuto allergico (in base alle preferenze del pubblico).</p>
<p>Come faranno questi scrittori volutamente dimenticati ad uscire dal recinto nel quale sono stati confinati? E non sono neanche scrittori maledetti, chissà se qualcuno di loro lo fosse stato… Per gli scrittori, si sa, i loro lavori sono sempre i migliori, proprio per questo dobbiamo conservare intatta la nostra capacità di giudizio, perchè gli scrittori emarginati non sono gli amanuensi dell’elenco del telefono e nemmeno i fiorellini che nascono all’ombra di qualcuno, sono quelli che hanno avuto il coraggio di esprimere sé stessi: quelli che hanno sfidato la produzione seriale cercando di spezzare la catena, cercando di proporre novità in un contesto nel quale novità significa sempre imitazione (di qualcuno o di qualcosa), di inserirsi in questa serie di “anelli” pregiati come il prodotto fuori serie, di tingersi di blu quando tutti sono bianchi o al massimo grigi, rosa spento, o celeste pallido, di gridare dal buio cercando di arrivare alle coscienze di questi “responsabili” che noi chiamiamo direttori editoriali, un nome che dà tanta risonanza e abbaglio d’importanza ma che in fondo non ha moltissimo senso.<br />
Libertà di espressione? Certo, dentro le recinzioni troviamo tutta quella di un mondo intero… Fuori? Tutto il resto e ancora tanti, troppi, sovrabbondanti, eccessivi libretti.</p>
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