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	<title>Arrabal &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Anteprima Sud n°10: la Cosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 06:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Arrabal]]></category>
		<category><![CDATA[Kral]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[rivista Sud]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; uscito il numero 10 di Sud. E&#8217; possibile consultare l&#8217;archivio qui. effeffe LA FIGA Petr Král traduzione di Massimo Rizzante a John et Jitka Bok Malgrado la sua volgarità apparente, non esiste un’espressione mi- gliore; contrariamente a “sesso”, troppo clinico, o a “pelliccia”, trop- po lusinghiero, “figa” indica con fermezza intrigante la cosa in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href='https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/01/passera.jpg' title='passera.jpg'><img src='https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/01/passera.jpg' alt='passera.jpg' /></a></p>
<p><em>E&#8217; uscito il numero 10 di Sud. E&#8217; possibile consultare l&#8217;archivio </em><a href="http://www.lavieri.it/sud/sud_archivio.htm">qui.</a><br />
<strong>effeffe</strong></p>
<p><strong>LA FIGA </strong><br />
<em>Petr Král </em><br />
<strong>traduzione di Massimo Rizzante</strong> </p>
<p> <em>a John et Jitka Bok </em><br />
Malgrado la sua volgarità apparente, non esiste un’espressione mi-<br />
gliore; contrariamente a “sesso”, troppo clinico, o a “pelliccia”, trop-<br />
po lusinghiero, “figa” indica con fermezza intrigante la cosa in sé –<br />
compreso il suo osso nascosto, entrando allo stesso tempo in comu-<br />
nione con la sua sostanza: l’inattesa tensione che introduce nel mon-<br />
do. </p>
<p><strong>CLITORIDE </strong><br />
<em>Fernando Arrabal </em><br />
<strong>traduzione di Massimo Rizzante </strong></p>
<p>Finestra del mare per la tempesta e le sue onde.<br />
Sole di mandorla per il dardo e le sue trombe.<br />
Luna crepuscolare per l’oscenità e le sue voglie.<br />
Carne indecente per il desiderio e i suoi turbamenti.<br />
Concubina pubica per il maschio e le sue sofferenze.<br />
<span id="more-5198"></span></p>
<p><strong>LA FIGA </strong><br />
<em>Petr Král </em><br />
<strong>traduzione di Massimo Rizzante</strong> </p>
<p><em> a John et Jitka Bok</em><br />
Malgrado la sua volgarità apparente, non esiste un’espressione mi-<br />
gliore; contrariamente a “sesso”, troppo clinico, o a “pelliccia”, trop-<br />
po lusinghiero, “figa” indica con fermezza intrigante la cosa in sé –<br />
compreso il suo osso nascosto, entrando allo stesso tempo in comu-<br />
nione con la sua sostanza: l’inattesa tensione che introduce nel mon-<br />
do.<br />
L’espressione ha una tale capacità di evocazione che perfino sotto<br />
l’austerità rivoltante di un vestito femminile ermeticamente chiuso, ci<br />
spinge a insudiciare rozzamente la cosa da essa indicata, così come la<br />
durezza di ciò che risorge dietro il più tenero dei desideri: la voglia<br />
brutale di sbattersi quella donna, di scoparla in quel preciso momento,<br />
contro una palizzata, in piedi, a sangue, nel pieno della notte o di una<br />
giornata senza pioggia. La parola, allo stesso tempo, sembra esitare tra<br />
il concreto e l’astratto, ora tastando il volume e i contorni della cosa,<br />
ora rivolgendosi verso la sua chimera lontana. E tutto ciò è ancora<br />
ragionevole. La cosa, per anni, non è nient’altro che una previsione<br />
vaga, uno spazio bianco, un punto interrogativo fra due cosce fuori<br />
portata; solo più tardi, all’improvviso, essa diventa un solido promon-<br />
torio solleticato dalle pieghe di una gonna, allorché in primavera un<br />
corpo sconosciuto ci viene incontro su una strada. La gonna e, sotto,<br />
la biancheria intima, che sfioriamo, sfiliamo, anche infarcita com’è<br />
di peli; e poi palpiamo quella cosa, la sentiamo inumidirsi, ci apria-<br />
mo un varco, cominciamo a esaminarla, ci addentriamo, seguiamo le<br />
sue tracce, cerchiamo il fondo. La figa è una ricerca infinita, qualcosa<br />
sempre e soltanto da trovare, da scoprire, da conquistare, qualcosa che<br />
è sempre là, davanti a noi, nel nostro profondo e nella notte, nel più<br />
segreto del bosco e della poesia.                  </p>
<p><strong>CLITORIDE </strong><br />
<em>Fernando Arrabal </em><br />
<strong>traduzione di Massimo Rizzante </strong></p>
<p>Finestra del mare per la tempesta e le sue onde.<br />
Sole di mandorla per il dardo e le sue trombe.<br />
Luna crepuscolare per l’oscenità e le sue voglie.<br />
Carne indecente per il desiderio e i suoi turbamenti.<br />
Concubina pubica per il maschio e le sue sofferenze.<br />
Pepiera della fusione per l’alcova e le sue tigri.<br />
Armonia verticale per il carnivoro e le sue suzioni.<br />
Bollo di sborra per il creatore e le sue allucinazioni.<br />
Gioiello dell’orgasmo per il flauto e le sue dita.<br />
Zenith dell’esistenza per l’intimità e i suoi riti.<br />
Atelier dell’amore per il martire e le sue braci.<br />
Cuore di spasmi per l’eiaculazione e le sue fauci.<br />
Fiore del furore per il sadico e i suoi morsi.<br />
Mulino di godimenti per la pistola e i suoi fuochi.<br />
Margherita erotica per il lascivo e i suoi ardori.<br />
Nicchia enigmatica per il tuono e le sue folgori.<br />
Cipriera venerata per la canna e i suoi tripudi.<br />
Bocciolo di affetto per il satiro e i suoi entusiasmi.<br />
Rosa di baci per l’adoratore e i suoi sigari.<br />
Scrigno di follia per l’inafferrabile e i suoi amori.<br />
Conchiglia di seduzione per lo snob e i suoi imeni.<br />
Scudo di delirio per l’usignolo e i suoi capricci.<br />
Nappa di ardore per l’estro e i suoi nodi.<br />
Mandolino di calore per la saetta e i suoi intrighi.<br />
Fragola del diluvio per il delirio e i suoi tremori.<br />
Nido di culto per il marchese e le sue relazioni.<br />
Teca dell’erezione per la spinetta e le sue passioni.<br />
Ciuffo di seduzione per la daga e i suoi fendenti.<br />
Tesoro di febbre per il fallo e le sue ustioni.<br />
Scettro infiammato per la cerimonia e le sue esaltazioni.          </p>
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