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	<title>Atti impuri &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Photomaton &#038; Vox/2</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/09/26/photomaton-vox2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca fiorletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 05:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Assírio & Alvim]]></category>
		<category><![CDATA[Atti impuri]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Sandron]]></category>
		<category><![CDATA[Herberto Helder]]></category>
		<category><![CDATA[Photomaton & Vox]]></category>
		<category><![CDATA[traduzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Herberto Helder, Photomaton &#38; Vox, Assírio &#38; Alvim, 1979 – 2006 traduzione inedita di Giacomo Sandron [seconda parte] * Una negra californiana, prevedendo la morte imminente del suo cane, volle acquisire una concessione perpetua in un cimitero canino. Il responsabile rifiutò la richiesta con la seguente nota: “I cani i cui proprietari siano negri devono essere inumati in cimiteri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-64425" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/09/22032620-211x300.jpg" alt="22032620" width="211" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/09/22032620-211x300.jpg 211w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/09/22032620.jpg 318w" sizes="(max-width: 211px) 100vw, 211px" />Herberto Helder</strong>, <em>Photomaton &amp; Vox</em>, Assírio &amp; Alvim, 1979 – 2006<br />
traduzione inedita di<strong> Giacomo Sandron<br />
</strong><em>[seconda parte]</em></p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Una negra californiana, prevedendo la morte imminente del suo cane, volle acquisire una concessione perpetua in un cimitero canino. Il responsabile rifiutò la richiesta con la seguente nota: “I cani i cui proprietari siano negri devono essere inumati in cimiteri per cani negri.”</p>
<p style="text-align: justify;">La popolazione della città sta aumentando e il numero dei morti cresce in proporzione. Nei cimiteri non c&#8217;è più spazio per seppellire nuova gente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ingegnere ha avuto un&#8217;idea: seppellire i morti in piedi. E ha precisato: “Ci stanno molti più cadaveri ed è più igienico.”<span id="more-64431"></span></p>
<p style="text-align: justify;">il Consiglio Comunale è entusiasta, mettendo solo in dubbio che il processo sia più igienico. Un funzionario ha dichiarato: “E&#8217; un delirio lirico dell&#8217;ingegnere.”</p>
<p style="text-align: justify;">Una ragazza, accusata di rapina e già condannata cinque volte per furto e altri delitti, ha affermato in tribunale che “a volte si sente così sola che parla soltanto con i vermi nei giardini.”</p>
<p style="text-align: justify;">Per una persona non è sempre facile suicidarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giapponese Morio Suda ha cominciato gettandosi sotto un camion in corsa. Il conducente ha sterzato all&#8217;improvviso, così che un taxi ha tamponato il camion.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre i due autisti discutevano, Suda si è gettato sotto le ruote di un altro camion, il cui conducente è riuscito a frenare senza investirlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Suda pertanto ha deciso di lanciarsi nelle acque del fossato che circonda il palazzo imperiale. Questa volta è stato messo in salvo dai passanti.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguito di ciò che gli è successo, Morio Suda afferma che la vita è completamente infernale.</p>
<p style="text-align: justify;">Impugnando una caffettiera come arma, una contadina di 68 anni ha ucciso il suo ottuagenario marito. La coppia discuteva molto spesso. Un vicino ha visto l&#8217;uomo a terra, con il volto insanguinato. La donna, al suo fianco, beveva caffè.</p>
<p style="text-align: justify;">a) Notando qualcosa scintillare nell&#8217;oscurità della foresta in cui era andato a cacciare di notte, e credendo si trattasse dell&#8217;occhio di un cervo, ha impugnato l&#8217;arma e ha sparato, rendendosi conto in seguito di aver abbattuto il proprio padre.</p>
<p style="text-align: justify;">b) Un individuo a caccia di canguri vestito con una tuta da lavoro, è stato, egli stesso, scambiato per un canguro e abbattuto a colpi d&#8217;arma da fuoco da un altro cacciatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Una donna ha assassinato il figlio mongoloide versandogli veleno nel latte.</p>
<p style="text-align: justify;">La madre temeva che il figlio sarebbe diventato un assassino, per aver letto in un vecchio libro di consigli alle famiglie che il mongolismo inclina al crimine.</p>
<p style="text-align: justify;">La gamba amputata di un passeggero del treno, che si stava suicidando, ha ucciso un altro passeggero.</p>
<p style="text-align: justify;">Il disperato si stava buttando dal finestrino del treno in corsa, quando è stato investito da un altro convoglio procedente nel senso inverso, il quale ha tagliato di netto una delle gambe che è finita violentemente contro il primo treno. La gamba ha sfondato il finestrino della carrozza-ristorante e ha colpito al ventre un passeggero, che è morto all&#8217;istante.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrestato l&#8217;assassino della ragazzina di 12 anni strangolata in un campo vicino alla sua casa. Si tratta di un agricoltore di 22 anni che ha confessato il crimine.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di entrare nel cellulare, l&#8217;assassino ha dichiarato: “Tutto quello che posso fare è presentare le mie condoglianze alla famiglia della vittima.”</p>
<p style="text-align: justify;">Sepolto vivo perché aveva avuto la rivelazione celeste di vivere dieci giorni sotto terra senza bere né mangiare, “per salvare la patria”, un individuo è stato trovato morto quando è stato dissotterrato, una volta localizzata la sepoltura, in un paesino al centro di Java.</p>
<p style="text-align: justify;">Desideri assassinare la tua sposa? Vuoi liberarti dei tuoi figli? O forse soltanto assaltare una banca? Bene, telefona a Washington 232-888.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il numero di “Criminali Anonimi”, la più recente della serie di organizzazioni anonime che comprendono assassini, alcolisti, giocatori d&#8217;azzardo, suicidi in prospettiva e nevrotici.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea è stata lanciata da un giovane delinquente in attesa di giudizio per l&#8217;accusa di stupro.</p>
<p style="text-align: justify;">a) Sono state rinvenute nel Tamigi delle scapole e un collo umani. Tutt&#8217;ora si ignora se appartengono alla donna di cui è stata pescata una parte del tronco tre settimane fa nello stesso fiume, nei pressi di Londra. Più tardi è apparsa l&#8217;altra parte del tronco, e giorni dopo una coscia.</p>
<p style="text-align: justify;">b) La polizia ha trascorso la notte a raccogliere i resti di un corpo di donna ridotto letteralmente in briciole.  L&#8217;allarme è stato dato da un passante che, all&#8217;uscita di un bar, è inciampato in un avambraccio. Poco dopo è apparso l&#8217;altro. Con l&#8217;aiuto dei cani, la polizia ha riunito centinaia di pezzi umani, molti dei quali frammenti grandi appena due centimetri.</p>
<p style="text-align: justify;">c) Un uomo è stato condannato a sette anni di prigione per aver strangolato l&#8217;amante, ed averla in seguito squartata e messa in tre valigie che ha spedito via treno in tre città differenti.</p>
<p style="text-align: justify;">d) Non hanno dato frutto i tentativi di ritrovare la testa della donna il cui tronco è stato scoperto in un borsone. Più tardi sono state rinvenute le gambe della vittima in una cassa che fluttuava in un lago.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre si battevano diverse piste, i giornali e varie donne hanno ricevuto telefonate di presunti assassini che si dicevano decisi a commettere crimini simili.</p>
<p style="text-align: justify;">Un operaio di una industria alimentare è morto pulendo un coltellaccio per la carne grande due metri per due. Il meccanismo si è messo in moto all&#8217;improvviso e l&#8217;ha squartato vivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un uomo ha riesumato il corpo di Luigi Meroni, stella del calcio italiano, gli ha asportato il fegato e l&#8217;ha portato in un sacco di plastica al posto di polizia più vicino.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha detto che “poteri dell&#8217;Oscurità” lo avevano costretto ad asportare il fegato di Meroni, provando così che si trattava realmente di un cadavere in una tomba e non di un fantasma.</p>
<p style="text-align: justify;">“L&#8217;ho sostituito con un pesce” &#8211; ha aggiunto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il proprietario americano di una piantagione, membro di una famiglia aristocratica del Sud, è stato condannato a sei mesi di prigione per aver provocato la morte di una domestica negra, a bastonate, durante un ballo di beneficenza, perché non gli aveva servito il rinfresco con la rapidità desiderata.</p>
<p style="text-align: justify;">La negra, madre di undici figli e già nonna, è morta otto ore dopo le percosse. Il proprietario della piantagione comincerà a scontare la pena il 15 Settembre, per avere il tempo di finire la raccolta del suo tabacco – ha rivelato il giudice.</p>
<p style="text-align: justify;">Stufa di vedere il marito resuscitare continuamente, una india del Perù lo ha ucciso a colpi d&#8217;accetta, dopo aver ottenuto l&#8217;approvazione della famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo, che soffriva di catalessia, era morto quattro volte e quattro volte era tornato in vita. Ogni volta che moriva, la famiglia preparava il funerale, rimandandolo sempre all&#8217;ultimo momento.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;india ha deciso così di aiutare il marito a morire definitivamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Due inquilini di un appartamento di West Side, a New York, hanno disposto un lenzuolo sopra la porta aperta e hanno legato le due estremità – una da ogni lato della porta – ai rispettivi colli. Hanno poi spinto via le sedie sopra le quali si trovavano e sono morti impiccati.</p>
<p style="text-align: justify;">Un calzolaio siciliano è tornato a casa furioso perché un suo amico aveva dubitato della sua capacità di resuscitare i morti. A casa, il fratello si è reso partecipe dello scetticismo dell&#8217;altro, arrivando al punto di affermare che il potere di resuscitare i morti l&#8217;aveva lui e non il calzolaio. A sua volta la madre dei due ha rivendicato per sé, negandolo ai figli, questo supremo potere. Muniti di coltelli si sono azzuffati tutti e tre. Alla fine sono morti tutti l’uno per mano dell&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Una nuova teoria di due medici ha risparmiato i lavori forzati a un padre. L&#8217;uomo era accusato di gravi sevizie su di un figlio di 10 mesi, che aveva brutalmente aggredito  ferendogli le mani e gettandolo a terra con violenza.</p>
<p style="text-align: justify;">In sede di tribunale i due periti hanno affermato che la “soglia del dolore” dei neonati è nettamente inferiore a quella dei ragazzi più grandi e degli adulti, e che essi non sentono le torture fisiche come i bambini dai sei anni in su.</p>
<p style="text-align: justify;">Avvalendosi di questa perizia, il difensore ha ottenuto per il suo assistito la semplice accusa per percosse e ferite e la condanna a tre mesi di reclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver avuto un alterco con il Diavolo, un ragazzo di 18 anni si è tagliato la mano destra con un rasoio da barba e, impugnando la Bibbia con la sinistra, è uscito di casa per annunciare il Vangelo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sanguinando abbondantemente, ha incontrato un poliziotto a cui ha spiegato che se la mano destra ci offende dobbiamo tagliarla e gettarla via.</p>
<p style="text-align: justify;">La mano è stata ritrovata in un bidone della spazzatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Un giovane ha ucciso sei persone in un mese, senza discriminazioni di gruppo sanguigno, sesso o età. Le ha abbattute a pistolettate, ne ha smembrato i corpi e ne ha bevuto il sangue.</p>
<p style="text-align: justify;">Le vittime erano scelte a caso, se così si può dire. Due uomini, una ragazza, una donna incinta, un bambino di 6 anni e un neonato di 10 mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Vicini dell&#8217;assassino hanno dichiarato di averlo visto divorare passeri vivi e che altre volte aveva passeggiato nudo per la strada, il corpo coperto di sangue di animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso della donna incinta, il vampiro ha trascinato la morta in camera e ha passato la notte a berle il sangue. Ha detto di non aver approfittato del feto, perché “già non palpitava.”</p>
<p style="text-align: justify;">Le autorità hanno informato che un individuo, fermato in un cimitero, è stato visto succhiare il sangue di una ragazzina di 8 anni, sepolta poco prima. Interrogato, l&#8217;uomo non ha risposto alle domande, limitandosi a balbettare vagamente qualcosa a riguardo di “tonici naturali”.</p>
<p style="text-align: justify;">In un tribunale africano si è cominciato a discutere un caso di sacrificio umano. Quattro donne hanno dovuto bere il sangue di un&#8217;altra donna pugnalata e in seguito fatta a pezzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Avendo bisogno di “pezzi di carne umana per consolidare la propria posizione”, il capo di una tribù aveva dato ordine di uccidere una certa donna. Attirata in una imboscata, è stata uccisa da uno dei quindici imputati e poi tagliata in pezzi per la preparazione di “rimedi” destinati al capo della tribù. Quanto alle donne presenti al crimine, sono state costrette a bere il sangue, “così poi non avrebbero potuto parlare”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un uomo ha ucciso il padre per mangiarlo. Per rispetto filiale, ha deciso di seppellire ciò che era avanzato dal primo banchetto, ma nello stesso giorno ha dissotterrato il cadavere e ne ha divorato ancora un pezzo. Si è nutrito così per una settimana, alla fine della quale ha ucciso la moglie, di cui si è nutrito per alcuni giorni. La stessa sorte è poi toccata ai suoi tre figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Desiderando liberarsi di questa bizzarra passione per la carne umana, ha cercato un medico che lo curasse. Visto che il medico non ci è riuscito, ha mangiato anche lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando la polizia lo ha trovato, l&#8217;uomo si era amputato il braccio sinistro, che già aveva cominciato a divorare.</p>
<p style="text-align: justify;">Un vecchio contadino ha scoperto il corpo carbonizzato del figlio che pendeva da un albero. Lì vicino c&#8217;era un biglietto: “Non toccate le ceneri. Firmato: Il vostro Dio Onnipotente, Egisto Melis.”</p>
<p style="text-align: justify;">Egisto ha dimostrato un invidiabile sangue freddo, è stata la conclusione a cui si è giunti ricostruendo il suicidio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Dio Onnipotente avrebbe allestito un falò sotto l&#8217;albero per poi arrotolarsi in lenzuola imbevute di benzina. Si pensa che in seguito si sia appeso al tronco dell&#8217;albero utilizzando del fil di ferro passato sotto le braccia. L&#8217;ultima fase dell&#8217;operazione sarebbe stata estremamente semplice: accendere un fiammifero.</p>
<p style="text-align: justify;">Con i piedi e le mani legati, il ventre pieno di bruciature e di vernice dorata, è stato trovato in una credenza il corpo di un ragazzino di 9 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è scoperto il corpo nella casa di una vecchina che, in quel momento, si trovava in chiesa pregando in gran raccoglimento.</p>
<p style="text-align: justify;">La vecchina ha affermato che il piccolo era stato investito da un&#8217;automobile, per cui lo ha portato a casa e curato con acqua bollente. Poiché il ragazzino ha reagito con unghiate e calci, la vecchina gli ha legato le mani e i piedi, lo ha dipinto con vernice dorata, messo nella credenza e adorato come un santo.</p>
<p style="text-align: justify;">**<br />
alcune prose da <em>Photomaton &amp; Vox</em> sono state pubblicate nei numeri 5 e 7 della rivista <em>Atti Impuri</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Photomaton &#038; Vox/1</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/09/19/lumorismo-nero-quotidiano1/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca fiorletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2016 05:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Assírio & Alvim]]></category>
		<category><![CDATA[Atti impuri]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Sandron]]></category>
		<category><![CDATA[Herberto Helder]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Photomaton & Vox]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>
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					<description><![CDATA[Herberto Helder, Photomaton &#38; Vox, Assírio &#38; Alvim, 1979 &#8211; 2006 traduzione inedita di Giacomo Sandron [prima parte] &#160; (l’umorismo nero quotidiano) LLANFAIRPWLLGWYNGYLLGOGERYCHWYRNDROBWLLLLANTYSILIOGOGOGOCH, Paese del Galles. &#8211; Cos’è che sta cercando, signora? – chiese il giovane alla donna indaffarata nella veranda. – Sto cercando un ago che mi è caduto in cucina. – E perché allora lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-64425" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/09/22032620-211x300.jpg" alt="22032620" width="211" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/09/22032620-211x300.jpg 211w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/09/22032620.jpg 318w" sizes="(max-width: 211px) 100vw, 211px" />Herberto Helder</strong>, <em>Photomaton &amp; Vox</em>, Assírio &amp; Alvim, 1979 &#8211; 2006<br />
traduzione inedita di<strong> Giacomo Sandron<br />
</strong><em>[prima parte]</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(l’umorismo nero quotidiano)</p>
<p style="text-align: justify;">LLANFAIRPWLLGWYNGYLLGOGERYCHWYRNDROBWLLLLANTYSILIOGOGOGOCH, Paese del Galles.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Cos’è che sta cercando, signora? – chiese il giovane alla donna indaffarata nella veranda. – Sto cercando un ago che mi è caduto in cucina. – E perché allora lo sta cercando in veranda? – Perché la cucina è molto buia – rispose la donna.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato messo in vendita il primo numero di una rivista di cultura e intervento le cui pagine, trattate con una sostanza chimica speciale, si infiammano e si consumano al contatto con l’aria.<span id="more-64424"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In una cartiera si è verificato un insolito incidente sul lavoro: un operaio è caduto in un miscelatore ed è stato letteralmente trasformato in pasta di cellulosa. Ci si è accorti dell’incidente solo quando i filtri della carta si sono ostruiti. Nel miscelatore restavano soltanto una delle mani della vittima, una rotula, ciocche di capelli e strisce di pelle. Il corpo era perfettamente integrato nei fogli di carta che nel frattempo continuavano a uscire dalle presse.</p>
<p style="text-align: justify;">Il polipo di un acquario pubblico si sta mangiando da solo. Si divora a una velocità di mezzo pollice al giorno.<br />
Il polipo ha cominciato a comportarsi in maniera bizzarra da circa una settimana e due dei suoi tentacoli si trovano già divorati a metà. Finirà per morire mezzo mangiato da sé stesso.<br />
La ragione del comportamento del polipo è sconosciuta.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno scultore ha annunciato che a breve presenterà le sue nuove creazioni – le sue ultime orecchie, orecchie sinistre in alluminio e gesso.<br />
Lo scultore si rifiuta di spiegare questo fascino per le orecchie sinistre o di commentare e interpretare le sue opere. I critici affermano che esprimono un “concetto di solitudine”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nove persone hanno riportato gravi bruciature mentre uno scultore lavorava seguendo un processo di sua invenzione, che consiste nell’incendiare polvere di magnesio in un barile metallico. Il calore scioglie il metallo che, raffreddandosi, crea la scultura.<br />
Si era cominciato con la declamazione di un poema improvvisato, dal titolo Il Calorifero, mentre tre artisti, così ispirati, dipingevano quadri bombardando le tele con le vernici.<br />
Oltre alle bruciature, ventinove vetrate sono rimaste scheggiate e c’è stato un principio d’incendio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un attore si è trasformato in una torcia umana in pubblico, dopo aver ripetutamente offeso la civiltà occidentale. Dopo aver detto che si sarebbe cosparso di profumi del Libano, l’attore si è rovesciato il contenuto infiammabile di una bottiglia e ha acceso un fiammifero. La sua voce, proveniente dalle fiamme, proclamava la superiorità dell’Oriente sull’Occidente, mentre chi assisteva alla scena applaudiva con entusiasmo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cinque ragazzi hanno cosparso di benzina un uomo che dormiva nella stazione degli autobus e gli hanno dato fuoco. Sono rimasti poi a contemplare le fiamme. Più tardi hanno dichiarato che era “bello”, la cosa più bella che avessero mai visto in tutta la loro vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Una nuova legge, redatta in termini troppo espliciti e destinata a contrastare la vendita di letteratura erotica, sta diventando un best-seller.<br />
Alcuni critici dicono che sia talmente specifica nel definire il concetto di oscenità che dovrebbe essere proibita in conformità alle proprie stesse direttive.<br />
Avidi lettori hanno già esaurito la prima edizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Più di cento prostitute sono state messe in libertà da un “centro di riabilitazione”, dopo aver provocato tumulti, essersi denudate come forma di protesta, aver incendiato la struttura e aver affrontato la polizia con pietre e coltelli.<br />
Le donne hanno dichiarato al ministro degli Affari Sociali di essere stufe della “riabilitazione” e che pretendevano di fare tranquillamente la propria vita.</p>
<p style="text-align: justify;">La famosa spiaggia di Brighton, nel sud dell’Inghilterra, è stata di nuovo presa d’assalto da bande di giovani che hanno invaso le strade al grido di “vogliamo sangue”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il settimanale anarchico Freedom (Libertà), raccontando i disordini in cui la polizia è dovuta intervenire, titola la notizia come segue:<br />
“Caos, fino all&#8217;instaurazione dell&#8217;anarchia.”</p>
<p style="text-align: justify;">Una squadra di periti è stata convocata per disinnescare una granata conficcatasi senza esplodere nella coscia di un uomo.<br />
L’uomo è morto in ospedale vittima della difterite.</p>
<p style="text-align: justify;">La città è minacciata da un&#8217;invasione di gatti. L&#8217;Associazione Amici degli Animali stima in 40 mila il numero di gatti che hanno occupato i tetti e i cortili dei palazzi. Si dice che si moltiplichino rapidamente.<br />
L&#8217;Associazione Amici degli Animali ha promosso la somministrazione annuale di iniezioni mortali per circa 5 mila gatti.<br />
I cittadini confidano che l&#8217;Associazione Amici degli Animali riesca a farla finita con tutti i gatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un giovane ha malmenato uno squalo a forza di calci in bocca.<br />
Nonostante il maltrattamento lo squalo è riuscito a dileguarsi</p>
<p style="text-align: justify;">a) Tre ragazzi hanno incontrato un macaco e si sono messi a imitarlo. Il macaco, irritato, ha morso i tre.<br />
b) Un macaco ha voluto imitare un venditore ambulante che, non gradendo lo scherzo, lo ha picchiato selvaggiamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un cane ha abbaiato ad un uomo e questi si è talmente infuriato che ha morso il cane in testa.</p>
<p style="text-align: justify;">a) La Polizia sta indagando sulla denuncia presentata da un ingegnere contro il proprio cognato, il quale è accusato di avergli strappato l’orecchio sinistro con una dentata.<br />
A sua volta l’ingegnere ha denunciato la polizia in quanto, uscito dall’ospedale e recatosi a recuperare l’orecchio che si trovava in commissariato, ha scoperto come questo fosse stato mangiato da un cane poliziotto.<br />
b) Un sergente è stato accusato di aver morso selvaggiamente la futura suocera.<br />
L&#8217;incidente è occorso quando la madre non ha permesso alla figlia di uscire con il sergente.<br />
C&#8217;è da aggiungere che, essendo la figlia accorsa in difesa della madre, il sergente ha morso anche lei, ponendo così fine al fidanzamento.<br />
c) Un individuo è ricoverato in ospedale perché la moglie, secondo testimoni oculari, gli ha “divorato avidamente” una delle orecchie.<br />
d) La polizia ricerca cinque giovani che hanno quasi divorato a morsi un vecchio di 65 anni.<br />
e) Un giovane peruviano è stato colpito da rabbia e ha morso dodici persone.<br />
Si è reso necessario abbatterlo a fucilate.</p>
<p style="text-align: justify;">Una tendenza irresistibile a ingoiare spilli e altri oggetti appuntiti ha causato la morte di un uomo.<br />
Il gentiluomo in questione si dedicava a questa pratica da dieci anni, abbastanza assiduamente.<br />
Dopo l’autopsia, si è accertato che il suo stomaco conteneva una consistente quantità di oggetti di metallo di diversa qualità, dall’acciaio al rame, passando addirittura per l’argento.</p>
<p style="text-align: justify;">Un uomo di 30 anni si trova in stato di coma dopo aver tentato il suicidio mangiando un sandwich farcito con lamette da barba.</p>
<p style="text-align: justify;">Una signora è entrata in un’armeria, ha tirato fuori un revolver e ha dichiarato al commesso: “I proiettili che mi ha venduto ieri non funzionano.”<br />
Desiderando dimostrarlo, si è puntata la canna dell’arma alla testa e ha premuto il grilletto. Si è sentito lo sparo e la donna è caduta a terra morta.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di suicidarsi col gas, un pacato cittadino di una città di provincia ha lasciato sul comodino i soldi per il panettiere e il lattaio. E ha messo sulla porta di casa un grande foglio con su scritto: “Attenti al gas.”</p>
<p style="text-align: justify;">Un individuo aveva una piccola ferita al pollice della mano sinistra. Diceva che gli dava fastidio. Oggi è entrato in un’osteria, ha chiesto un coltello ben affilato e, con due colpi decisi, si è tagliato il dito. Poi, con la più grande naturalezza, ha preso il pollice sanguinante, si è avvicinato alla porta e l’ha gettato fuori.</p>
<p style="text-align: justify;">a) Un uomo si è collocato una carica di dinamite in cima alla testa, ha indossato il cappello, ha acceso la miccia e ha cominciato a camminare tranquillamente.<br />
b) Una donna incinta aveva una voglia così forte di mangiare razioni per cavalli che si è suicidata a pugnalate, perché il marito non le aveva soddisfatto questo capriccio.<br />
c) Un individuo è saltato in aria con un’esplosione di dinamite, di fronte alla madre, a causa del rifiuto di lei di lasciargli bere del vino.<br />
d) Un altro ha confessato che, avendo chiesto del denaro alla madre per andare a bere del vino e poiché lei non glielo dava, si è infuriato e dopo aver tentato di strangolarla con uno spago l&#8217;ha assassinata a colpi di scure, dando in seguito fuoco alla casa. Ha affermato di non essere pentito, “Avevo ben ragione io”.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno studente ha nascosto tutti i risparmi nella fodera di uno dei suoi abiti.<br />
In seguito alla morte del nonno qualcuno, in mancanza di meglio, ha vestito il cadavere con il suddetto abito del nipote.<br />
Interrato il nonno, il ragazzo si è reso conto dell&#8217;impiccio e ha messo la famiglia al corrente. La famiglia si è turbata. Era molto denaro, soprattutto per un cadavere, e si è deciso di riesumare il corpo. Espletate le formalità legali, si è proceduto all&#8217;apertura della tomba. La cassa era vuota.<br />
Una rapida indagine ha condotto la polizia al guardaroba di uno dei becchini. Il guardaroba conteneva tutti gli abiti di tutti i morti che erano passati per le mani del becchino. Nella fodera dell&#8217;abito del nonno, il giovane ha trovato il denaro che aveva nascosto.<br />
Ma rimane un mistero: che fine ha fatto il cadavere?</p>
<p style="text-align: justify;">**<br />
alcune prose da <em>Photomaton &amp; Vox</em> sono state pubblicate nei numeri 5 e 7 della rivista <em>Atti Impuri</em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Prossimità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2014 12:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Atti impuri]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana contemporanea]]></category>
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					<description><![CDATA[[È uscito il n° 8 di &#8220;Atti impuri&#8221;, a cura di Sparajurij, intitolato Un sogno svolto silenziosamente. Ne fa parte una piccola serie di testi. Tre di essi appaiono qui.] di Andrea Inglese Vedrai, potremo scrivere, se smettiamo di parlare, potremo, verranno fuori, sopra fogli o schermi, si faranno materia le parole, rallenteranno gli spasmi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/animale.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-49256" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/animale-300x225.jpg" alt="animale" width="300" height="225" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/animale-300x225.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/animale.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><em>[È uscito il <a href="http://www.attimpuri.it/presentazioni/">n° 8 di &#8220;Atti impuri&#8221;</a>, a cura di Sparajurij, intitolato</em> Un sogno svolto silenziosamente<em>. Ne fa parte una piccola serie di testi. Tre di essi appaiono qui.]</em></p>
<p>di <strong>Andrea Inglese</strong></p>
<p>Vedrai, potremo scrivere, se smettiamo<br />
di parlare, potremo, verranno<br />
fuori, sopra fogli o schermi,<br />
si faranno materia le parole,<br />
rallenteranno gli spasmi<br />
della gola, e fermeranno il mondo,<br />
nella frase, fermeremo paesaggio<br />
e cose, logge e fiori di passiflora,<span id="more-49194"></span></p>
<p>e il mondo muoverà noi, dentro le parole<br />
che ci tengono fermi, scissi, fatti cose,<br />
fatti materia che si legge, per materia<br />
pensante, per pensieri che si muovono<br />
a custodire, nella fragile loro fattezza,<br />
la materia mobile del mondo, la materia<br />
tutta, troppa, che ci disgrega infine, tutti</p>
<p>(e di questo mondo fermo nelle frasi<br />
che muovono pensieri dentro lati<br />
certi, noi godiamo l’unica pace,<br />
camminando su terra che si sgrana,<br />
dentro ossa in divario, molecole<br />
in fuga, sfregio organico crescente)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/gradini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49257" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/gradini.jpg" alt="gradini" width="900" height="675" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/gradini.jpg 900w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/gradini-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p style="text-align: right;">.</p>
<p>Bisogna farlo di nuovo : riempire<br />
una bottiglia d’acqua, prendere paura<br />
per veleni invisibili<br />
nell’aria o nella frutta, ascoltare<br />
come in strada si fabbricano grida,<br />
corse, piccoli schianti, e fingere<br />
ancora un più sofisticato distacco,<br />
non volendo più capire quale<br />
rumore corrisponde a quale ingranaggio,<br />
ma tenerli dentro tutti, in bassa confusione,<br />
col quartiere intero che si muove,<br />
a caso, incontrollato, nel muto<br />
aderire di lumache<br />
alle più levigate superfici,<br />
alle scorticate croste d’asfalto,<br />
alle ruspe, che dentro,<br />
come una sorpresa,<br />
contengono un piccolo uomo<br />
meravigliosamente fragile<br />
e silenzioso.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</span>Oppure, con metodo<br />
solitario, spiare nelle bocche<br />
delle donne più vicine, contando<br />
i tagli delle labbra, la consistenza<br />
sotto i denti, se poi schiumassero<br />
e quando, in un diverso gioco,<br />
presa la testa tutta nelle mani,<br />
se una di loro seguisse, e dire:<br />
“amanti, amore”, e come,<br />
per quale nuova,<br />
solita ragione, per quale<br />
fenditura logica, dove il corpo<br />
passa, e ne incontra un altro, per la gioia<br />
di rovesciarlo, quasi in silenzio,<br />
o soffiando, o suonando la gola<br />
come uno strumento, nel fitto<br />
sfarzo del piacere.</p>
<p> <a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/tombino-ghiaccio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49259" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/tombino-ghiaccio.jpg" alt="tombino ghiaccio" width="900" height="675" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/tombino-ghiaccio.jpg 900w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/tombino-ghiaccio-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p style="text-align: right;">.</p>
<p>È quello che ti dico:<br />
con grandi nuvole, e inquiete,<br />
e qualche breve pioggia,<br />
una colazione, un pranzo e una cena,<br />
(un baccalà molto salato con patate)<br />
e un film violento,<br />
si è conclusa questa giornata,<br />
che sembrava arenarsi, non portare<br />
a niente, lasciarmi<br />
fermo e smarrito<br />
ad agitare un apparecchio radio<br />
che non produce suoni.</p>
<p>Ho immaginato qualche atto risolutore.<br />
Una maggiore coerenza sportiva.<br />
Un viaggio improvviso, con pochi soldi<br />
in tasca. Non ho voluto nemmeno<br />
comprare un giornale.<br />
Questo giorno ho vissuto così poco<br />
che sarà impossibile ricordarsene.<br />
Non ho neppure visto in volo<br />
alzarsi un passero, un corvo.</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/poltrona.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49258" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/poltrona.jpg" alt="poltrona" width="900" height="675" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/poltrona.jpg 900w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/poltrona-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p style="text-align: right;">.</p>
<p>Era evidente che anche tutto questo (terzo) nuovo<br />
discorso<br />
che lui faceva a lei,<br />
lavando anche i piatti del giorno prima<br />
mentre lei disfaceva le valige del giorno prima<br />
come se tutto fosse avvenuto solo il giorno prima<br />
e si dovesse lavorare anni per sgomberare l’ingombro<br />
del giorno passato<br />
lui comunque aveva trovato<br />
degli argomenti nuovi e strani<br />
che introduceva con la medesima esitazione presente<br />
nel secondo movimento del Quintetto con pianoforte di Dvořák<br />
(op. 81 in La maggiore – Dumka, andante con moto)</p>
<p>così lui parlava, come ricalcando l’andante con moto<br />
di Dvořák, l’esitazione struggente del pianoforte,<br />
prima dell’avvento dei violini,<br />
di ben cinque violini<br />
anticipati per poco, fragilmente, dal tema del pianoforte<br />
così, alla Dvořák, lui le parlava, di come avrebbe<br />
messo in ordine la vita, la nuova vita del giorno dopo<br />
perché dopo le valige, i piatti e gli altri<br />
giorni che dovevano passare<br />
– e ce n’erano molti, in continuazione, ancora –<br />
finalmente sarebbero venuti, vaghi,<br />
i restanti loro giorni a venire</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/rosa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49260" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/rosa.jpg" alt="rosa" width="900" height="900" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/rosa.jpg 900w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/rosa-150x150.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/rosa-300x300.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/rosa-60x60.jpg 60w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/rosa-144x144.jpg 144w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p style="text-align: right;">.</p>
<p>Non era a voi che volevo parlare,<br />
ma alcune cose dovevano essere dette, anzi<br />
erano frasi, non so bene, che inizialmente<br />
riguardavano proprio voi, non adesso,<br />
dette allora semmai, e da ripensare dopo,<br />
e ho l’impressione che manchino, sento<br />
dolorosamente ora di non aver parlato<br />
in quel preciso istante, quando c’era bisogno<br />
che qualcuno le dicesse, e avrei potuto<br />
farlo io, di filata, anche nel dubbio<br />
che altri fossero i destinatari, non voi,<br />
(ma chi allora? non altri erano presenti)<br />
perché a pensarci bene, quelle cose,<br />
e non so bene quali, io le avrei forse<br />
anche dette, tra di noi, nelle molte occasioni,<br />
quando ci siamo rivisti, a volte dopo mesi,<br />
o anche il giorno stesso, perché basta<br />
un breve intervallo a provocare quella necessità<br />
di dire, che poi è dimenticata, tradita solo<br />
perché abbiamo detto altro, o quando eravamo<br />
molto vicini, abbiamo invece pensato: basta,<br />
è ora di andar via, qui non c’è più nulla,<br />
ma veramente più nulla da dire, è tardi,<br />
sono stanco, non riesco neppure ad ascoltare,<br />
così è andata sempre, per disgrazia, col tempo<br />
finito, tutto quello rimasto fuori, o indietro,<br />
o altrove, tutto quello, non si sa bene cosa,<br />
che non è stato detto, ma era a voi, ad ognuno,<br />
che volevo dirlo, di così importante, qualcosa</p>
<p>° ° °</p>
<p><em>[Si tratta di poesie di alcuni anni fa, che non sono entrate in nessun libro.]</em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Atti impuri: n° 4 &#038; 5</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/14/atti-impuri-n-4-5/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 16:27:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[aldo nove]]></category>
		<category><![CDATA[Atti impuri]]></category>
		<category><![CDATA[n° 4]]></category>
		<category><![CDATA[n° 5]]></category>
		<category><![CDATA[Sparajurij]]></category>
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					<description><![CDATA[Si parla del numero 5 in uscita e si presenta un&#8217;intervista ad Aldo Nove dal numero 4 già uscito&#8230; Dopo le prime 4 uscite cartacee che hanno preso vita grazie alla collaborazione dei migliori scrittori attivi oggi in Italia (come Nanni Balestrini, Tiziano Scarpa, Giorgio Vasta, Aldo Nove, Raul Montanari, Maurizio De Giovanni, Laura Pugno, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si parla del numero 5 in uscita e si presenta un&#8217;intervista ad Aldo Nove dal numero 4 già uscito&#8230;</em></p>
<p>Dopo le prime 4 uscite cartacee che hanno preso vita grazie alla collaborazione dei migliori scrittori attivi oggi in Italia (come Nanni Balestrini, Tiziano Scarpa, Giorgio Vasta, Aldo Nove, Raul Montanari, Maurizio De Giovanni, Laura Pugno, Giorgio Falco, Antonio Rezza, Ernesto Aloia, Luca Ricci, Tommaso Ottonieri e molti altri), <em>Atti Impuri</em> approda finalmente al numero 5 con la collaborazione di <strong>Miraggi</strong> editore.<span id="more-45615"></span></p>
<p>Il quinto volume inaugura inoltre un nuovo corso della rivista, che a partire da maggio si presenterà in una veste più agile, ma soprattutto diventerà bimestrale.</p>
<p style="text-align: center;">°</p>
<p style="text-align: center;"><strong> BASTA EGO, VIA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>conversazione con Aldo Nove</em></p>
<p><strong>Da qualche parte Carver ha scritto che esiste più affinità tra una poesia e un racconto piuttosto che tra un racconto e un romanzo. Condividi questo punto di vista?</strong></p>
<p>Sì, lo condivido, ma in modo molto personale, nel senso che non credo sia una regola generale. Io come Carver sono sempre stato più legato alla poesia che non alla narrazione lunga, al romanzo. Minore è la quantità di materiale che devi gestire, più è possibile avere un approccio estetico – quindi anche tecnico, sintattico e lessicale – più attento. Se devi gestire sei pagine hai un rapporto diverso rispetto a cinquecento pagine. Mi sembra abbastanza ovvio.</p>
<p><strong>Questo ha anche che vedere con la fruizione del lettore?</strong></p>
<p>No, non penso al lettore. Vale proprio il principio di quanta intensità, concentrazione, tecnica c&#8217;è nei cento metri piuttosto che nella maratona. È proprio un&#8217;altra forma di disciplina, molto più concentrata in ogni suo minimo passaggio. Il lettore deve avere più disponibilità nella fruizione continua. Il romanzo è anche svagante, divertente, rilassante. Si parla di “romanzo d&#8217;evasione”, “racconti d&#8217;evasione”. Il tutto poi si esplica anche nell&#8217;impegno per il testo. La poesia ha proprio un suo valore specifico dato anche dalla sua brevità. Nel romanzo – un bel romanzo – ti perdi, sono talmente tante le cose che ci sono dentro che inevitabilmente diminuisce anche la concentrazione linguistica. Altrimenti diventa un romanzo sperimentale. Tipo Horcynus Orca, una specie di roba di culto, sacra. Io amo il racconto, sono malato di linguaggio. Ho un rapporto talmente intenso che faccio fatica già mentalmente ad affrontare le cinquecento pagine. Adoro la forma breve, riesco a gestirla. Non mi interessa la trama, chi è stato l&#8217;assassino, per capirci. Penso sempre che non sono un avvocato, non sono un pubblico ministero, non mi interessa. Sarà stato qualcuno, qualcuno sarà stato. Oppure si è suicidato. O è caduto.</p>
<p><strong>I tuoi punti di riferimento rispetto alla narrativa breve?</strong></p>
<p>Malerba, per esempio, è uno che è passato dalla forma breve a quella lunga, anche con una ricerca sul linguaggio simile alle cose che scrivevo io. Borges, mi viene in mente, ci sono dei raccontini simili ad aforismi filosofici, no? Però con il gusto per l&#8217;affabulazione. Il racconto breve diventa così anche un escamotage per l&#8217;interazione di forme d&#8217;espressione diverse, e sicuramente dà la possibilità di giocare, di sbagliare. Oppure Charms, Casi, cosa sono quelle robe lì? In realtà a volte sono anche barzellette, no? Barzellette demenziali dada. La forma non poteva che essere il racconto breve. Con un romanzo non ce l&#8217;avrebbe fatta. Quando Breton prova a fare romanzi, con Nadija, o come minchia si dice, non ce la fa, diventa roba per studenti di lettere. Il romanzo sperimentale è una brutta bestia.<br />
<strong><br />
In Italia la forma breve non funziona, soprattutto editorialmente parlando&#8230;</strong></p>
<p>Eh, appunto, perché il romanzo ti prende e ti porta via, per usara il titolo di uno che sa scrivere romanzi. Il fatto di dover ogni volta rifocalizzare l&#8217;attenzione&#8230; come se tu, davanti alla televisione, invece di lasciar scorrere le immagini, un po&#8217; da miope dovessi riconcentrarti in un modo differente. È impegnativo. Per me non lo è assolutamente, perché ho un rapporto perverso con la lingua. Per la fruizione media di massa è importante perdersi in un clima che ti permetta un&#8217;evasione costante. Pensa al fantasy, o al romanzo d&#8217;amore: il motore non deve far niente, appena finisci lo ritrovi lì dov&#8217;era. Invece nel racconto non sei soddisfatto della pagina, è una sega breve, una roba da cinque minuti. Il romanzo dura venti giorni, è una relazione. Almeno questa è la mia interpretazione. Io leggo poesia, saggistica, classici. Il romanzo tradizionale, invece&#8230; A parte in qualche caso, penso a Murakami che è molto lirico, ma tantissimo. Cioè, in sé la forma romanzo non mi interessa. La mia compagna, che legge tantissimo, dice sempre “Leggi questo, leggi quest&#8217;altro romanzo&#8230;”, non la cago mai, non ce la faccio.<br />
<strong><br />
E nel tuo caso, come sei passato dalla poesia al racconto?</strong></p>
<p>Non sono mai passato. Cioè, l&#8217;ho fatto in modo truffaldino, quando Balestrini mi ha detto “Scrivi di seguito”, e io ho iniziato a farlo. Poi dopo subentra nella revisione una certa attenzione alla narratività, nel senso di rendermi conto se è legittimo aspettarmi che uno vada avanti a leggere o no. Lo sviluppi anche un po&#8217; a istinto, cioè te ne accorgi quando gravi troppo il lettore con certi elementi. Tipo con la verosimilità, che è una cosa comunque bizzarra perché ci sono situazioni assolutamente folli che per il contesto sono verosimili. So che non posso stare dentro un certo numero di lettori quando non c&#8217;è una certa alchimia. Però mi rendo conto anche quando non posso averne nessuno. Ci vuole una credibilità del testo nel farsi leggere. Quando fai un libro non sai quanti ti leggeranno, se avrai successo o meno, ma questo dipende da molti fattori. Però ti rendi conto se ci sono delle cose che vanno o che non vanno, proprio nel senso dell&#8217;andare avanti.<br />
<strong><br />
Quindi ti capita di pensare anche al tuo “lettore tipo”?</strong></p>
<p>In ultimissima fase sì, anche perché in qualche modo lo sto scrivendo per loro. Però mentre scrivo non posso pensarci.</p>
<p><strong>Qual è per te il rapporto tra linguaggio e realtà?</strong></p>
<p>Bisogna sgomberare proprio a livello terminologico il rapporto tra linguaggio e sincerità. Moccia funziona perché è sincero, lui ci crede a quelle robe lì. Milo De Angelis crede a quell&#8217;altra roba là. Quindi sicuramente uno scrittore deve innanzitutto essere sincero. Il rapporto con la verità invece è molto molto più difficile. Se uno sinceramente crede in stronzate neocattoliche assurde, quella è la sua verità, e allora qual è la Verità? Anche la realtà è molto difficile perché siamo a vari livelli di realtà, e di realtà nella realtà. Parlo del mondo distorto in cui viviamo, quel mondo che Pasolini avrebbe rinnegato completamente perché non esiste, o parlo della realtà dei contadini eccetera? Se sei un fotografo realista il tuo è pur sempre un punto di vista, no? Quindi sicuramente uno scrittore può essere sincero e può lavorare sulla realtà, ma la verità non lo so, chi si autoproclama profeta che ti propone la verità. Uè, sono serio, mi piacciono le domande, sono serio.</p>
<p><strong>A proposito di questo sovrapporsi e intrecciarsi di realtà, credi che la poesia intervenga per riportare un ordine o per riportarci a quel disordine dove eravamo già stati?</strong></p>
<p>La poesia produce ordine, ma un ordine frattalico, muovendosi all&#8217;interno di una geometria che non è euclidea, ma è assolutamente incasinata. Certo che se tu non hai dei principi d&#8217;ordine con i quali muoverti non ti muovi, inciampi, fai un puttanaio. Devi dare una disciplina anche improvvisata. Perché oggi non va l&#8217;avanguardia? Perché c&#8217;è troppo casino, siamo tutti incasinati, prova a guardare un telegiornale. Generando altro caos si va al rumore bianco. Siccome siamo già in prossimità del rumore bianco&#8230; Poi sembra che sia un giudizio morale, o di scelta, o di gusto, invece no, io amo l&#8217;avanguardia, ma oggi non so se ho voglia di mettermi a leggere un libro che non si capisce niente&#8230;<br />
<strong><br />
Ma in ogni caso una seppur minima attenzione del pubblico alle esperienze di ricerca sul linguaggio resiste comunque&#8230;</strong></p>
<p>Certo, ci mancherebbe altro. Non dimenticherò mai una cosa che scrisse Nanni Balestrini cinque o sei estati fa su Liberazione, proprio un inciso in cui diceva che la poesia, come del resto i coltivatori di orchidee, i collezionisti di pipe, riguarda un&#8217;élite, poi c&#8217;è tutto un livello, molto più diffuso, di uso indiretto e spurio di componenti della poesia che sono popolari. Penso che Jovanotti, a questo livello, sia molto molto alto, proprio a livello mondiale. Però sono elementi della poesia che lui mette nella canzone, che è un&#8217;altra forma d&#8217;espressione. Ma Milo De Angelis lo leggono in due o tremilla. Molte cose iperpop della Merini&#8230; in giro ci sono tante di quelle stronzate&#8230; lei al telefono dettava laqualunque, e purtroppo molte sue cose diventate famose sono delle cazzate totali, poi lei invece era una poetessa davvero tosta.<br />
<strong><br />
Ti sei sempre affidato molto alla contemporaneità, a tic linguistici molto precisi e legati al tempo in cui sono nati e infine morti. Oggi che quel lingaggio è andato oltre&#8230;</strong></p>
<p>Io uso molto come laboratorio facebook. Molte case editrici mi hanno già chiesto se ho voglia di fare un libro tipo con gli “stati”, quindi c&#8217;è anche una specie di riconoscimento degli addetti ai lavori di questo mio&#8230; Il linguaggio è la cosa più viva che ci sia, è come la carne. Cioè la carne è brulicante di robe, muore, arrivano i microorganismi, è una cosa assolutamente vitale e in evoluzione&#8230; adesso stiamo vivendo in un momento particolare in cui si sta andando verso forme molto complesse, tutto in fieri, no? Nel momento in cui tu lo fotografi, domani sarà comunque già un&#8217;altra cosa. È un corpo a corpo del linguaggio, sempre, tutti i giorni, è molto appassionante.</p>
<p><strong>Ma tu come ti rapporti in un tipo di lavoro del genere?</strong></p>
<p>Con la velocità. Come usare un linguaggio veloce in un contesto del genere? Si tratta di adattare ad esempio anche la polisemia che permette diverse risposte. Io vedo molto il lavoro su facebook come una forma rapidissima di ping pong: lì ci sono delle regole, il tavolo è quello, va tutto velicissimo e devi stare molto attento a come calibri i generi. Se tu fai uno status o lasci un messaggio comico, o serio, o altro, non devi essere mai troppo pesante o vincolante perché lì tra l&#8217;altro la velocità implica anche scarsa attenzione. Quindi devi essere molto stringato, come se fossero dei pattern linguistici pa pa pa pa, che ti permettono uno sviluppo. L&#8217;aspetto più interessante comunque è che si tratta di una scrittura dialogica, cioè tu servi a qualcun altro, come nella dialettica appunto, una costruzione insieme, solo che questo qualcun altro non c&#8217;è, ovvero può essere chiunque. Devo solo un po&#8217; sminuire l&#8217;ego, perché se mi metto lì a dire “Adesso ti devo spiegare le robe”, in questo modo va tutto a puttane. Basta ego, via. Stiamo diventando tutti cinesi.</p>
<p><strong>Uno dei principi cardine di facebook è appunto l&#8217;ego&#8230;</strong></p>
<p>Eh, ma è tutto falso, è una finzione. Una finzione sociale ma anche linguistica, un laboratorio linguistico ricchissimo. Poi al momento non saprei come sfruttarlo, questo laboratorio. Cioè, sfruttarlo&#8230; diciamo che lo studio. Non è questione di comunicazione, cosa vuoi comunicare su facebook? Se è uno scambio serio allora passo in privato, via mail. Lì è una vetrina. Mi incuriosisce molto anche twitter, ma tutti e due non ce la faccio, mi salta la testa.<br />
<strong><br />
Simmel: “Tutto ciò che si può provare si può anche contestare”. In qualche modo ti ritovi in questo approccio?</strong></p>
<p>Assolutamente sì. Il tempo ti obbliga a vedere le cose da prospettive diverse. Le cose di cui ti eri innamorato, magari ti disamori&#8230; Ogni volta che ti metti a guardare una cosa, quella cosa cambia. Hegel diceva che il più grande problema della filosofia è tener fermo il morto. A parte perché il morto è vivo, il cadavere è la cosa più viva che ci sia. E poi proprio perché continua a cambiare. È bello anche poter contestare te stesso. Ripeti le cose e le rivaluti.</p>
<p><strong>E rispetto a quest&#8217;idea di riconsiderare le cose fatte, ti capita mai di ripercorrere il tuo passato da scrittore?</strong></p>
<p>Io non mi riguardo indietro, non mi rileggo. Cerco di stare assolutamente qui oggi, nel presente. Non so se è giusto. Delle volte magari qualcuno mi riporta a cose passate, ma tanto sono dentro di me, no? Cerco sempre di stare nell&#8217;oggi.<br />
<em><br />
(estratto da “Atti Impuri”, n. 4)</em></p>
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		<title>&#8220;Atti impuri&#8221; alla Trebisonda di Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 20:55:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Atti impuri]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
		<category><![CDATA[Libreria Trebisonda]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il racconto per testimoniare e ingannare il mondo Martedì 29 novembre, ore 21 Libreria Trebisonda, via Sant’Anselmo 22, Torino Sparajurij e la redazione della rivista &#8220;Atti Impuri&#8221; incontrano Giorgio Falco e Piergianni Curti Giorgio Falco ha pubblicato la raccolta di racconti “Pausa caffè” (Sironi, 2004), il romanzo “L’ubicazione del bene” (Einaudi, 2009) e il recente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Il racconto per testimoniare e ingannare il mondo</em></p>
<p style="text-align: center;">Martedì <strong>29 novembre</strong>, ore 21</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Libreria Trebisonda</strong>, via Sant’Anselmo 22, <strong>Torino</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Sparajurij</strong> e la redazione della rivista &#8220;Atti Impuri&#8221; incontrano</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Giorgio Falco</strong> e <strong>Piergianni Curti</strong></p>
<p><span id="more-40881"></span>Giorgio Falco ha pubblicato la raccolta di racconti “Pausa caffè”<br />
(Sironi, 2004), il romanzo “L’ubicazione del bene” (Einaudi, 2009) e<br />
il recente “La Compagnia del corpo” (:duepunti, 2011). Collabora con<br />
il quotidiano La Repubblica. Su Atti Impuri, vol. 1 si può leggere:<br />
“Box”.</p>
<p>Piergianni Curti è poeta, scrittore, drammaturgo, regista, attore,<br />
matematico, ha insegnato e ha diretto compagnie teatrali e teatri. Ha<br />
pubblicato un libro di poesie, “Qzearas”, per le mitiche edizioni<br />
Pitecantropus. Ha vinto nel 2003 il Gran Giallo di Cattolica con il<br />
racconto “Pink Moon” (Mondadori). E’ uno dei sei autori selezionati<br />
quest’anno dal progetto Roland – Scritture Emergenti. Su Atti Impuri,<br />
vol. 1 si può leggere: “Il cane quotidiano”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Voce e paesaggio. Su Giuliano Mesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 07:30:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Atti impuri]]></category>
		<category><![CDATA[critica letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Mesa]]></category>
		<category><![CDATA[opera poetica]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
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					<description><![CDATA[[Questo testo, seguito da una breve antologia di poesie di Mesa, è apparso sul n° 3 di &#8220;Atti impuri&#8220;] di Andrea Inglese Quali prove ho, che Giuliano Mesa sia uno dei maggiori poeti italiani viventi? Dico questo perché, in poesia, la confusione dei valori è più evidente che altrove. Qualsiasi titolo e trofeo, vanno vagliati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>[Questo testo, seguito da una breve antologia di poesie di Mesa, è apparso sul n° 3 di &#8220;<a href="http://www.attimpuri.it/">Atti impuri</a>&#8220;]</em></p>
<p>di <strong>Andrea Inglese</strong></p>
<p>Quali prove ho, che Giuliano Mesa sia uno dei maggiori poeti italiani viventi?</p>
<p>Dico questo perché, in poesia, la confusione dei valori è più evidente che altrove. Qualsiasi titolo e trofeo, vanno vagliati con cautela. Nella narrativa, almeno, il successo commerciale permette di squadernare evidenze, che possono poi essere confutate da evidenze d’altro genere, quali il giudizio del critico. In poesia tutto si decide tra pochi, endogamicamente, con grande rischio. A volte, persino, non si decide un bel niente: ognuno nutre semplicemente, nel cantuccio proprio, nella chiesuola d’appartenenza, le proprie chimere. L’opera di un poeta può esserci, straordinaria, ma risulta magari invisibile o dispersa dal punto di vista editoriale, mentre altri libri di nessun pregio, per ragioni estrinseche, girano per librerie, biblioteche e premi.<span id="more-39901"></span></p>
<p>Proverò, quindi, nel poco spazio che mi è concesso, a fornire degli argomenti, delle prove, a sostegno del mio giudizio.</p>
<p>1) L’opera di un poeta è importante, quando essa è in grado di manifestare ancora una volta le ragioni estetiche e conoscitive del genere poetico. Detto in altri termini, è importante ogni opera poetica che ci permetta di leggere il destino umano attraverso un’ottica peculiare, non traducibile in forme artistiche e culturali che non siano quelle della poesia stessa. La poesia di Mesa riesce a fare questo, innanzitutto perché si presenta come opera, ossia itinerario complesso, sviluppo di temi e forme, di possibilità sintattiche e di famiglie lessicali, di ritmi e partiture grafiche. Ogni libro appare come un ripensamento, come la crisi o la radicalizzazione del precedente. Nel contempo, però, i rimandi interni sono fitti, a ribadire una coerenza d’insieme, una fedeltà nel tempo alle proprie ossessioni.</p>
<p>2) Quest’opera è oggi accessibile al lettore, grazie al lavoro rigoroso della casa editrice La Camera Verde di Roma, che nel 2010 ha raccolto in volume, a cura del critico Alessandro Baldacci e con la supervisione dell’autore, tutte le poesie fino ad ora pubblicate in volume. <em>Poesie 1973-2008</em> contiene <em>Schedario </em>(1973-1977), <em>Poesie per un romanzo d’avventura</em> (1985-1995), <em>Da recitare nei giorni di festa</em> (1996), <em>Quattro quaderni</em> (1995-1998), <em>chissà</em> (1999), <em>Tiresia</em> (2000-2001), <em>nun</em> (2002-2008). Anche se i volumi della Camera Verde non sono presenti nelle librerie, come non lo sono la maggior parte dei volumi di poesia delle piccole e medie case editrici, l’opera poetica di Mesa è oggi interamente disponibile per chi la voglia conoscere. È sufficiente ordinarla, recandosi sul sito dell’editore (<a href="http://www.lacameraverde.com/">www.lacameraverde.com</a>). Insomma, chi davvero ami la poesia, ha tutte le opportunità per misurarsi con l’opera di questo autore.</p>
<p>3) Proverò a dire, ora, di cosa parla la poesia di Mesa. Ad una prima approssimazione, i motivi che appaiono più costanti sono quelli della <em>voce</em> e del <em>paesaggio</em>. Si tratta non di due figure distinte, ma di un’articolazione fondamentale che assume la scrittura poetica: quest’ultima “chiama”, fa sorgere, una voce al cospetto di un paesaggio. Voce e paesaggio affiorano assieme, si definiscono per esplosione e rimbalzo. La voce permette al paesaggio di apparire, anche se il paesaggio precede silenziosamente la voce. Nell’incontro tra voce e paesaggio è la figura dell’umano che emerge, ma un umano primordiale, oscillante tra preistoria e dopo-storia, privo di ogni sostegno istituzionale, ossia senza funzione sociale, legittimazione ideologica, identità storica. Il tema della voce-paesaggio è un tema ben presente nella poesia novecentesca, basti pensare al caso del “vocativo” zanzottiano. Ma in Mesa il paesaggio non ha una radicamento storico-geografico su cui far leva per sprigionare senso, valore, narrazioni possibili, seppure nella forma aurorale e innocente del balbettio. È un paesaggio di rovine e detriti ai margini di ogni civiltà possibile; un paesaggio sconquassato dai cataclismi storici delle guerre, delle spoliazioni, dei campi di prigionia e di sterminio. Vi è come l’ombra apocalittica di Celan a perturbare in modo sinistro il vocativo di Zanzotto. (Ma bisogna tener conto anche della baldanza tragi-comica di Beckett, che è in grado di rovesciare di continuo la gravità del dettato celaniano in un insolente falsetto, in una voce stridula, da autoparodia.)</p>
<p>vento, che smuove le tegole bisunte, cremose,<br />
di sterco dei piccioni e di fuliggine,<br />
e sfoglia molte epidermidi, dal vero,<br />
crespe come un fritto di mare, un rimasuglio,<br />
stantio e disoliato,<br />
oh l’ora è inclemente,<br />
brillii alogeni, cappi di neon,<br />
e sbraita chi briga per riandare nel buio, nel pesto,<br />
pigiare tutto nel buio, fare un furioso<br />
amplesso di mandibole<br />
oh se ossuti e burrosi,<br />
solvibili, insolventi, dal vento impollinati,<br />
e poi a sgravarsi, tutti quanti,<br />
di altre prede preziose</p>
<p>[da <em>I loro scritti</em></p>
<p>4) Ciò che però davvero conta, non è né il soggetto spettrale che fa da supporto alla voce né le caratteristiche del paesaggio, che questa voce tende, come fatalmente, a rivelare. La voce, che il verso di Mesa “mette in scena”, rompe il silenzio, e ogni volta “vuole dire”, annuncia e insegue un senso, raccoglie – tra il corpo che la lascia vibrare e il mondo in cui si diffonde – dei significati. Ma questi significati, in virtù della regia ritmica e grafica della scrittura, non sedimentano, scorrono in continua permutazione, contraddizione o sviamento, senza mai acquisire <em>l’autorità per permanere</em>.</p>
<p>occorrerà affrettarsi<br />
perché rimanga solo il vero<br />
e dunque nulla, forse –<br />
forse soltanto il movimento,<br />
verso</p>
<p>anche a ritroso:<br />
via, e vai</p>
<p>[da <em>Quattro quaderni</em></p>
<p>L’<em>incipit</em> presenta un verbo di necessità, declinato al futuro, con un soggetto impersonale che ben corrisponde alla “neutralità” della voce. Il “vero” qui evocato, come resto finale e scopo del discorso, funge da paradigma di tutti i possibili “significati”, ossia qualcosa che la mente può definire e di cui può affermare l’esistenza. Solo che questo vero si rovescia in “nulla”, come se ciò fosse un passo logico conseguente. (D’altra parte, la verità, come gli stessi corpi, è soggetta al tempo e all’annichilimento.) L’introduzione dell’avverbio “forse”, seguito da un tratto orizzontale, blocca e svia il proseguimento del discorso. E, dopo questo salto, il “nulla” è ridefinito come “movimento”. Ma il “movimento” è un significato che espone una duplice e problematica natura: è movimento “verso” ma “anche a ritroso”, in definitiva un “via, e vai”, tradimento della formula comune “via vai”. Ed è su questa imprevista esortazione, che chiude il testo, che s’arresta la voce. Siamo agli antipodi dell’amore novecentesco per le chiuse gnomiche che fanno precipitare il senso, concentrandolo e facendolo così risuonare in modo ampio. La maggior parte delle chiuse di Mesa sono della anti-chiuse, mostrano appunto l’impossibilità di chiudere in termini semantici e discorsivi; esibiscono, anzi, l’illusione e l’artificio della chiusura compositiva, dal momento che la vita continua, avulsa, remota, dopo la cristallizzazione della traccia poetica. Ciò che chiude è solo la musica, il battito, l’atomo grammaticale, il segno grafico. Ma si tratta in realtà di un rinvio, di un differimento, di un’ulteriore apertura. Il “vero” è appunto questo: il dover ogni volta dire, senza mai afferrarlo, senza mai esserne padrone, un qualche significato, come se fosse quello buono, quello definitivo, quello <em>vero</em>. E per un carattere profondamente libertario come Mesa, non è causale questa corrispondenza tra biografia ed opera: si può essere padroni <em>del ritmo</em> delle nostre catastrofi di senso, ma non padroni <em>del senso</em>, che ci promette riparo dalle catastrofi.</p>
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		<title>È arrivato il terzo numero di Atti impuri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 12:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Atti impuri]]></category>
		<category><![CDATA[numero 3]]></category>
		<category><![CDATA[Sparajurij]]></category>
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					<description><![CDATA[di sparajurij Come diceva qualcuno, la letteratura passa sulle cose sbadata, non sa più nemmeno scrivere e crede nel futuro. Naturalmente è una citazione colta, di quelle che solitamente si usano per divertire e impressionare, o peggio ancora per aprire con eleganza un editoriale. Ci resta comunque il piacere di appropriarcene, di farla nostra per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/06/Nuova-immagine.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-39462" title="Nuova immagine" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/06/Nuova-immagine-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/06/Nuova-immagine-211x300.jpg 211w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/06/Nuova-immagine-721x1024.jpg 721w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/06/Nuova-immagine.jpg 2026w" sizes="auto, (max-width: 211px) 100vw, 211px" /></a> di<strong> sparajurij<br />
</strong><em><strong></strong></em></p>
<p>Come diceva qualcuno, la letteratura passa sulle cose sbadata, non sa più nemmeno scrivere e crede nel futuro. Naturalmente è una citazione colta, di quelle che solitamente si usano per divertire e impressionare, o peggio ancora per aprire con eleganza un editoriale. Ci resta comunque il piacere di appropriarcene, di farla nostra per un momento fingendo, da mistificatori quali siamo, che sia stata scritta apposta per accogliere questa terza uscita impura.<span id="more-39461"></span></p>
<p>C’è voluto quasi un anno per arrivare fin qui e noi, malgrado tutto, ci ostiniamo a fare i conti con il futuro, o quantomeno con la sua idea, la sua visione sbiadita che ha accompagnato con perfida costanza ogni singolo passo del nostro piccolo sogno. Un sogno che, sia chiaro, per sopravvivere ha dovuto anche fare a pugni con oceani di incognite, rocamboleschi salti mortali, e con il più temibile dei naufragi possibili: il presente. Dal presente, del resto, si può sempre fuggire facendo il morto o il pazzo. E la scrittura ha spesso maneggiato il mondo circumnavigando attorno agli abissi della follia e della morte, sfidando entrambe con lucida incoscienza.</p>
<p><em>Atti Impuri</em> è un luogo immaginato per chi subisce il fascino violento dell’opposto dal presente e da sé, dell’ordine e della deriva. Del viaggio inteso come mappa e sconfinamento. Un’officina per piccole false testimonianze, ugualmente ostile agli spiritosi e ai privi di spirito. Un laboratorio per la costruzione di qualcosa di simile – per dirla alla Volponi – a un pianeta irritabile, inesausto e irriducibile.</p>
<p>Il terzo numero ospita le parole di diversi autori che hanno affidato a questo spazio il loro lavoro sulla scrittura, e in particolare sulla prosa breve, misura instabile e ondivaga per tradizione; un modulo capace di confrontarsi con la narratività come con il lirismo, con l’onirico e con il reale, con la lingua logorata dalla quotidianità e con quella della memoria letteraria. Nella sezione dedicata alla prosa italiana abbiamo dunque provato a combinare tutte le differenti direzioni e i loro incroci più singolari.</p>
<p>Ora, oltre a invitarvi a leggere e a sostenere <em>Atti impuri </em>(per informazioni sulla campagna abbonamenti e su come ricevere i numeri arretrati scrivete a <a href="mailto:maledizioni@gmail.com">maledizioni@gmail.com</a> oppure visitate il sito <a href="http://www.attimpuri.it/">www.attimpuri.it</a>, vogliamo anche azzardare un ulteriore invito. Per tenerci al passo coi tempi, infatti, abbiamo già iniziato a lavorare al quarto numero – che dovrebbe vedere la luce intorno al prossimo gennaio – e saremmo felici, nonché orgogliosi, di ricevere nuovi racconti per alimentare la sezione <em>False testimonianze</em>, dedicata appunto alla narrativa italiana. I limiti che ci siamo imposti variano fra le 6000 e le 12000 battute. Nessun vincolo tematico, l&#8217;unica condizione è ci proponiate qualcosa a cui tenete parecchio. Lo spazio è poco, i tempi stringono, ma noi abbiamo una gran voglia di trovarvi e di farci trovare.</p>
<p>Insomma, fatevi vivi. Noi, per il momento, siamo ancora qui.</p>
<p><strong>INDICE COMPLETO DI QUESTO NUMERO:</strong></p>
<p><strong>Elisa Ruotolo</strong>: <em>Plenilunio</em><br />
<strong>Giuseppe Caliceti</strong>: <em>Storia avventurosa degli abiti che indossa</em><br />
<strong>Giuseppe Schillaci</strong>: <em>Taxi girl</em><br />
<strong>Gianluca Mercadante</strong>: <em>Testimoni dell&#8217;estintore</em><br />
<strong>Demetrio Paolin</strong>: <em>È un bene che la casa diventi nuda </em><br />
<strong>Riccardo Ferrazzi</strong>: <em>Anime gemelle</em> / <em>Occasioni mancate</em><br />
<strong>Tony Ardizzone</strong>: <em>Gli occhi dei bambini / L&#8217;uomo del film</em><strong><br />
Marianna Gejde</strong>: <em>Prose brevi</em><br />
<strong>Guido Seborga</strong>: <em>V</em><em>ietato incontrarsi / Nascita del povero</em><br />
<strong>Elio Lanteri</strong>: <em>Licia pescava a ponente / Gli strusciai</em><br />
<strong>Lorenzo Muratore</strong>: <em>Fanciulli di sabbia</em><br />
<strong>Pierpaolo Vettori</strong>: <em>Le sorelle soffici</em><br />
<strong>Marco Candida</strong>: <em>Forza incendiaria</em><br />
<strong>Gianni Tetti</strong>: <em>Mia madre gialla</em><br />
<strong>Maurizio De Giovanni: </strong><em>Storia di Maria</em><br />
<strong>Marco Giovenale</strong>: <em>Hector in fabbrica</em><br />
<strong>Gabriele Frasca</strong>: <em>Tre vignette da rimi</em><br />
<strong>Giuliano Mesa</strong>: <em>Poesie scelte</em></p>
<p><em>Singolo volume: 12 euro<br />
Abbonamento ordinario: 3 numeri 30 euro<br />
Abbonamento sostenitore: 3 numeri 50 euro</em></p>
<p><em>Modalità di pagamento:</em></p>
<p><em>-potete effettuare un bonifico bancario (Credito Bergamasco, via Cenisio 36, Milano / IBAN IT45I0333601603000000002407, intestato a No Reply s.r.l.) indicando nella causale il numero da cui volete far partire l’abbonamento;<br />
&#8211; potete utilizzare un account PAYPAL e, facendo attenzione di avere registrato il vostro indirizzo postale cui spedire i libri, comunicare a </em><strong>buy@noreply.it</strong><em> la mail con cui siete iscritti al servizio Paypal: vi invieremo la fattura Paypal con l’importo da pagare, senza nessun costo aggiuntivo.<br />
In entrambi i casi potrete ricevere direttamente a casa 3 numeri di Atti impuri a prezzo scontato.</em></p>
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		<title>poesia totale!</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/12/14/poesia-totale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 11:02:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[alfabeta2]]></category>
		<category><![CDATA[Atti impuri]]></category>
		<category><![CDATA[ESC]]></category>
		<category><![CDATA[Il caffè illustrato]]></category>
		<category><![CDATA[il primo amore]]></category>
		<category><![CDATA[l'immaginazione]]></category>
		<category><![CDATA[riviste letterarie]]></category>
		<category><![CDATA[Versodove]]></category>
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					<description><![CDATA[EscArgot / scrivere con lentezza 2010/11 @ Esc Atelier autogestito, via dei Volsci 159 (San Lorenzo) – Roma domenica 19 dicembre 2010 nell’ambito di Critical Book &#38; Wine POESIA TOTALE ! dalle 18:00 (precise) alle 20:00 RIVISTE (RI)VIVONO Ovvero «la recente avventura della carta senza rete (ma anche con)». Si parlerà di nascita o rinascita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">EscArgot / scrivere con lentezza  2010/11<br />
@ <a title="esc" href="http://www.escatelier.net/" target="_blank">Esc Atelier autogestito</a>, via dei Volsci 159 (San Lorenzo) – Roma</p>
<h3 style="text-align: center;">domenica 19 dicembre 2010<br />
nell’ambito di  Critical Book &amp; Wine</h3>
<h2 style="text-align: center;">POESIA TOTALE !</h2>
<div style="text-align: center;"><strong>dalle 18:00 (precise) alle 20:00 </strong><br />
<strong>RIVISTE (RI)VIVONO </strong></div>
<div style="text-align: center;">
<p>Ovvero «la recente avventura della  carta senza rete (ma anche con)». Si  parlerà di nascita o rinascita e  (felice) permanenza delle riviste  cartacee di letteratura e/o di  politica sul mercato, in connessione o in  sconnessione con spazi on  line. Coordina: Maria Teresa Carbone.</p>
<p><span id="more-37486"></span></p>
</div>
<p style="text-align: center;">Intervengono:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>alfabeta2</strong> (Andrea Cortellessa)<br />
<strong>Atti impuri</strong> (Sparajurij)<br />
<strong>Il caffè illustrato</strong> (Gabriele Pedullà)<br />
<strong>Il primo amore</strong> (Sergio Nelli)<br />
<strong>l’immaginazione</strong> (Anna Grazia D’Oria)<br />
<strong>Versodove</strong> (Fabrizio Lombardo, Stefano Semeraro)</p>
<p style="text-align: center;">e a seguire, <strong>dalle 20:30 alle 21:30</strong><br />
<strong>IN VOCE</strong></p>
<p style="text-align: center;">EscArgot propone e presenta quattro voci inedite della nuova poesia italiana contemporanea:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ALESSANDRA CAVA</strong><br />
[introduzione di Vincenzo Ostuni]</p>
<p style="text-align: center;"><strong>SIMONA MENICOCCI</strong><br />
[introduzione di Marco Giovenale]</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ELEONORA PINZUTI</strong><br />
[introduzione di Fiammetta Cirilli]</p>
<p style="text-align: center;"><strong>FABIO TETI</strong><br />
[introduzione di Giulio Marzaioli]</p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=130322043695585" target="_blank">http://www.facebook.com/event.php?eid=130322043695585</a></em></p>
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		<title>Sono tornate le riviste? (23 novembre a Torino)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 18:10:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[alfabeta2]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Atti impuri]]></category>
		<category><![CDATA[il primo amore]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Sparajurij]]></category>
		<category><![CDATA[tiziano scarpa]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[23 novembre, PalazzoNuovo, via san Ottavio 20, Torino ore 18 aula 6 Sono tornate le riviste letterarie. Qual è il loro ruolo oggi, nel panorama culturale e sociale del nostro paese? Quale sguardo o linguaggio proiettano nella e della realtà? Un confronto aperto, una discussione animata e molto attuale con Tiziano Scarpa, Andrea Inglese e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/11/sparajuri-II.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-37269" title="sparajuri II" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/11/sparajuri-II-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/11/sparajuri-II-214x300.jpg 214w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/11/sparajuri-II.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 214px) 100vw, 214px" /></a>23 novembre</strong>, PalazzoNuovo, via san Ottavio 20, Torino</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ore 18</strong> aula 6</p>
<p style="text-align: center;">Sono tornate le riviste letterarie.</p>
<p style="text-align: center;">Qual è il loro ruolo oggi, nel panorama culturale e sociale del nostro paese?<br />
Quale sguardo o linguaggio proiettano nella e della realtà?</p>
<p style="text-align: center;">Un confronto aperto, una discussione animata e molto attuale con <strong>Tiziano Scarpa</strong>, <strong>Andrea Inglese</strong> e <strong>Sparajurij</strong>, redattori de <a href="http://www.ilprimoamore.com/">&#8220;Il Primo Amore&#8221;</a>, <a href="http://www.alfabeta2.it/">&#8220;Alfabeta2&#8221;</a> e <a href="http://www.attimpuri.it/">&#8220;Atti Impuri&#8221;</a>.</p>
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		<title>È arrivato il quadrimestrale &#8220;Atti impuri&#8221; n°1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 05:11:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Atti impuri]]></category>
		<category><![CDATA[no reply]]></category>
		<category><![CDATA[prose e narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Sparajurij]]></category>
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					<description><![CDATA[[in libreria a partire da maggio ma disponibile già da ora per abbonati e pionieri] di sparajurij Forse perché siamo pigri, il miglior segno della meraviglia è l’esagerazione. Un&#8217;esagerazione coltivata a lungo, e che oggi, finalmente, prende corpo. Dopo mesi di pre-esistenza in rete (www.attimpuri.it) Atti impuri approda nella forma cartacea che da tempo avevamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em></em></strong>[in libreria a partire da maggio ma disponibile già da ora per abbonati e pionieri]<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/04/Nuova-immagine.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-32655" title="Nuova immagine" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/04/Nuova-immagine-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/04/Nuova-immagine-212x300.jpg 212w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/04/Nuova-immagine.jpg 482w" sizes="auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px" /></a></p>
<p>di <strong>sparajurij</strong></p>
<p>Forse perché siamo pigri, il miglior segno della meraviglia è l’esagerazione.</p>
<p>Un&#8217;esagerazione coltivata a lungo, e che oggi, finalmente, prende corpo.</p>
<p>Dopo mesi di pre-esistenza in rete (<a href="http://www.attimpuri.it/">www.attimpuri.it)</a> <em>Atti impuri</em> approda nella forma cartacea che da tempo avevamo immaginato come naturale esito di un intenso e marziale lavoro. Inutile dire che siamo molto orgogliosi di esserci riusciti, pronti a scommettere sul fatto che questo traguardo sarà l’inizio di qualcosa destinato ad andare avanti, oltre, mutando e prolificando grazie alla stessa passione investita nel far nascere l’atteso numero uno. Una passione già sperimentata e spartita con i tanti compagni di viaggio che hanno deciso di spendere energie e tempo nel progetto, vale a dire gli scrittori, i poeti, i traduttori, gli amici, i nemici, e ovviamente l’editore <strong>No Reply</strong>, che con il solito folle coraggio ha saputo esserci, ancora una volta, complice.<span id="more-32653"></span></p>
<p>Se ci addentriamo in un ennesimo salto nel buio è perché sappiamo che questa particolare forma di bene non appartiene solo a noi, e perché vorremo condividerla, scambiarla, coltivarla in un preciso punto spaziale, un luogo. Un luogo, un posto, una coordinata geografica la cui più grande presunzione è quella di essere popolata da scrittori e lettori, da voci vive, combattenti, convinte come noi che attraversare (e magari cambiare) il mondo significa soprattutto arabescarne territori di passaggi, segni, tracce, insomma nutrirlo di immaginari. Ed eccolo qui, questo luogo, pronto per essere visitato punto per punto, lato per lato: <strong>128 pagine</strong> di inediti firmati da autori già “navigati”<strong> </strong>(come <strong>Nanni Balestrini</strong>, <strong>Raul Montanari</strong>, <strong>Franco Arminio</strong>, <strong>Laura Pugno, Giorgio Falco</strong>, <strong>Luca Ricci, Alessandro De Roma</strong>)<strong> </strong>a cui<strong> </strong>si affiancano scrittori neo-esordienti come <strong>Emanuele Tonon</strong>, <strong>Elena Mearini</strong>, <strong>Valentina Maran</strong>, narratori ancora tutti da scoprire come <strong>Piergianni Curti </strong>(vincitore del Premio Gran Giallo Città di Cattolica 2003) e <strong>Andrea Nistolini</strong>, e poeti come <strong>Andrea Inglese </strong>e <strong>Tommaso Ottonieri</strong> che qui si cimentano nella prosa con esiti sorprendenti. La sezione straniera è invece occupata da due prose inedite del grande poeta belga <strong>William Cliff</strong>, e da un racconto del francese <strong>Thierry Beinstingel</strong>. A impreziosire il volume, inoltre, un&#8217;esclusiva selezione di testi dell&#8217;<strong>Estridentismo Messicano</strong>, movimento futurista che negli <strong>anni &#8217;20</strong> del secolo scorso occupò un posto di spicco nella letteratura sud americana, e che oggi viene tradotto in italiano <strong>per la prima volta in assoluto</strong>. A chiudere alcune poesie inedite di <strong>Luigi Socci</strong>, uno dei più promettenti versificatori attivi oggi in Italia.</p>
<p>Il tutto in una rivista che, tra l&#8217;altro, può vantare l’ingenua aspirazione a sopravvivere senza aiuti di stato, che sempre somigliano alla condizione penosa e insufficiente di stato in luogo, o a quella intrappolante di stato d’arresto.</p>
<p>Conta di sopravvivere scommettendo sulla volontà di altri che, come noi, desiderano immaginare, inventare, biascicare, e giocare ostinatamente con geometrie mentali di questo e di altri mondi, scegliendo come mezzo per attraversarli l’unico che sentono congeniale: il putiferio delle parole.</p>
<p>A questi altri – voi – chiediamo dunque di aiutarci a traghettare <em>Atti impuri </em>oltre i confini che si è prefissata, e che potrà superare a condizione di non essere sola, per approdare dove, fortunatamente, ancora non sappiamo, o per naufragare allegramente dentro questa ostinata vocazione.</p>
<p>Leggeteci, chiamateci, proponete idee, regalateci ad amici e nemici, soprattutto <strong>abbonatevi</strong>.</p>
<p>È davvero molto semplice: per avere istruzioni precise vi basterà venirci a trovare all&#8217;indirizzo <a href="http://www.attimpuri.it/">www.attimpuri.it</a>, oppure scrivere a <a href="mailto:maledizioni@gmail.com">maledizioni@gmail.com</a>, o effettuare direttamente un <strong>bonifico</strong> (Credito Bergamasco, via Cenisio 36, Milano – IBAN IT45I0333601603000000002407, intestato a No Reply s.r.l.) indicando nella causale il numero da cui volete far partire l&#8217;abbonamento. Riceverete direttamente a casa <strong>3 numeri</strong> di <em>Atti impuri</em> a prezzo scontato.</p>
<p><em>Singolo volume: 12 euro</em></p>
<p><em>Abbonamento ordinario: 3 numeri 30 euro</em></p>
<p><em>Abbonamento sostenitore: 3 numeri 50 euro</em></p>
<p>Buona lettura. Buona avventura.</p>
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