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	<title>Badalucco &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Una moneta per poesia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 10:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Sparzani]]></category>
		<category><![CDATA[attilio vecchiatto]]></category>
		<category><![CDATA[Badalucco]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico De Vivo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Celati]]></category>
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					<description><![CDATA[di Antonio Sparzani Sono andato a Napoli a sentire la conversazione pubblica organizzata dal Premio Napoli, annunciata qui e illustrata qui, tenuta in una sala del Palazzo Reale, piazza Plebiscito, due passi dal mare. Arrivo con buon anticipo, incontro Piero, indiano napoletano doc, che mi fa da guida e ci sediamo a un bar della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Antonio Sparzani</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/Napoli-Galleria-Umberto.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-32266" title="Napoli Galleria Umberto" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/Napoli-Galleria-Umberto-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/Napoli-Galleria-Umberto-300x195.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/Napoli-Galleria-Umberto.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Sono andato a Napoli a sentire la conversazione pubblica organizzata dal Premio Napoli, annunciata <a href="https://www.nazioneindiana.com/2010/03/18/arrivano-i-mostri-2/">qui</a> e illustrata <a href="https://www.nazioneindiana.com/2010/03/21/il-badalucco-e-altri-fantasmi-si-aggirano-per-napoli/">qui</a>, tenuta in una sala del Palazzo Reale, piazza Plebiscito, due passi dal mare.<br />
Arrivo con buon anticipo, incontro Piero, indiano napoletano doc, che mi fa da guida e ci sediamo a un bar della Galleria Umberto, di fronte al teatro San Carlo, lì a un passo. La chiacchiera al bar con persone amiche è, per quel che mi riguarda, uno dei grandi momenti della vita.</p>
<p>Mentre parliamo si avvicina una signora, con atteggiamento dimesso, vestita modestamente ma non sciatta, che senza giri di parole chiede “una moneta per poesia”; <span id="more-32264"></span>non resisto e metto lì una moneta da un euro, al che lei, seria e senza smancerie, appoggia sul tavolino un foglietto, ripiegato con cura e con una stellina di cartone colorata incollata sull’esterno: per leggere la poesia occorre aprire il foglietto:<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/Ballerina1.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/Ballerina1-218x300.jpg" alt="" title="Ballerina" width="218" height="300" class="alignright size-medium wp-image-32268" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/Ballerina1-218x300.jpg 218w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/Ballerina1-745x1023.jpg 745w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/Ballerina1.jpg 1316w" sizes="(max-width: 218px) 100vw, 218px" /></a><br />
dattiloscritta con una macchina da scrivere di quelle che si usavano quando ero piccolo io, con la “n” vistosamente abbassata sotto la riga e la “m” che non esiste, sostituita dalla mano, come vedete qui a lato (cliccate per ingrandire). Dopo un attimo, ripensandoci, la signora appoggia sul tavolino una seconda poesia, un euro forse ne vale due, o forse vede che siamo in due e pensa una per uno, altro fogliettino, stesso stile.<br />
Ora io avevo una specie di pudore a riscriverla qui, non per la qualità dello scritto, ma perché mi pareva di violare una privatezza non dichiarata ma in qualche modo presente, o perché mi pareva di averla pagata troppo poco per avere il privilegio di pubblicarla. Poi però mi autorizzo, pensando che la signora non sarebbe poi così scontenta se leggesse, cosa improbabile assai (dico io, ma chissà poi …), i suoi versi su Nazione Indiana, tanto più che si firma, chiara e nitida; e poi per un secondo motivo che dirò tra poco. Intanto ve la scrivo qui:</p>
<p style="padding-left: 90px;"><em>Ballerina</em></p>
<p style="padding-left: 90px;">Tante sono le donne che ballano,<br />
ma la ballerina che fa sognare<br />
balla con scarpette di seta,<br />
ed il tulle di Correze …<br />
Alza le braccia in cielo,<br />
muove le sue belle mani sul capo,<br />
e fa un cerchio …<br />
Si muove in punta di piedi,<br />
e con agilità fa tante piruette …<br />
Non c’è nulla di più nobile<br />
di danzare …<br />
Come disse il Foscolo: “e nel mezzo<br />
del velo ardita balli … giovinezza …”<br />
Ora si balla: viene il bello<br />
per noi, eccoci al punto …<br />
La ballerina è anche lo specchio<br />
da toeletta …<br />
La ballerina è la bomba a mano<br />
con l’impennaggio di tela …<br />
L’impennaggio assicura stabilità<br />
comando al missile, al dirigibile,<br />
ed all’aereo …</p>
<p style="padding-left: 90px;">Maria D’Agostino.</p>
<p>testo dal quale intanto ho imparato che il tessuto detto <em>tulle</em> prende il suo nome dalla cittadina di Tulle, in Francia, nella regione di Corrèze, ho imparato cosa si intenda veramente con <em>impennaggio</em> e anche ho scartabellato per trovare la non banale citazione di Foscolo, terzo libro de “Le Grazie”, vv. 153-54, (ad esempio <a href="http://www.liberliber.it/biblioteca/f/foscolo/le_grazie/pdf/le_gra_p.pdf">qui</a>). E poi, la signora ha un nome, Maria D’Agostino. E la poesia, al mio orecchio, ha una sua candida musica, sincera e suggestiva.</p>
<p>La seconda poesia, più convenzionale, è una specie di celebrazione pasquale, più facilmente immaginabile. Non ve la trascrivo.<br />
La conversazione pubblica, nella saletta di Palazzo Reale (primo piano, non un avviso fuori dal palazzo … ma comunque gremita) comincia con <strong>Gianni Celati</strong> che recita, con una piacevolmente svagata introduzione, i sonetti del Badalucco (<a href="https://www.nazioneindiana.com/2009/06/08/sonetti-del-badalucco/">qui</a> su NI) scritti dall’attore, e poeta, <a href="http://www.zibaldoni.it/wsc/SiteImage/Image/Vecchiatto%20POSSIBILE.jpg">Attilio Vecchiatto</a> (1910 &#8211; 1993).<br />
Nel parlare dei sonetti, Celati accenna a qualche episodio della vita di Vecchiatto, narrando quanto ad esempio <a href="http://www.zibaldoni.it/wsc/default.asp?PagePart=page&amp;StrIdPaginatorMenu=38&amp;StrIdPaginatorSezioni=219&amp;StrIdPaginatorNomeSezione=GIANNI+CELATI/+Badalucco+%281%29">qui</a> scrive Enrico De Vivo, uno degli animatori di questa iniziativa: </p>
<p>“Vecchiatto non mi ha mai spiegato perché, al culmine dei suoi successi francesi, un giorno abbia deciso di tornare in Italia in cerca di lavoro assieme alla moglie. Respinti da tutti i teatri italiani dove erano andati a proporre i loro spettacoli, i due vecchi attori avevano pensato di poter sostentarsi vendendo per strada i sonetti scritti da Attilio dopo il ritorno in patria. Ne aveva fatto fotocopiare un centinaio, col titolo <em>Sonetti del Badalucco nell’Italia odierna, composti da Attilio Vecchiat[t]o, attore vagante, dopo il suo ritorno in patria</em>.”</p>
<p>Ecco il secondo motivo: un facile cortocircuito: anche Vecchiatto come prima risorsa per sopravvivere in Italia, dopo i successi francesi, appena tornato inizia a vendere per strada i propri sonetti, ma guarda, come la signora D’Agostino.<br />
Le cose strane non arrivano mai in forma unica, sempre almeno in coppia, è quasi una legge della fisica. Quasi.</p>
<p><em>Postscriptum: l’ultima frase non è una battuta per far bello; è piuttosto un’allusione a qualcosa di cui mi è difficile parlare ora, ma in seguito chissà: sta emergendo, nelle paludi borderline della fisica, quelle nelle quali mi piace assai sguazzare, un filone di ricerca e di riflessione su quelle che Carl Gustav Jung e Wolfgang Pauli nel loro carteggio venticinquennale chiamavano “sincronicità” (Pauli ne accenna ad esempio <a href="http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=17658">qui</a>).</em></p>
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		<title>Il Badalucco e altri fantasmi si aggirano per Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[domenico pinto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 19:45:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[mosse]]></category>
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					<description><![CDATA[di Enrico De Vivo Ritorna a Napoli Gianni Celati, in compagnia degli amici Cavazzoni, Rizzante, Schneider, per interpretare una singolare “Recita”, organizzata dalla Fondazione “Premio Napoli” a Palazzo Reale per il 22 marzo (ore 17,30), incentrata sulla pubblicazione del suo ultimo libro, “I sonetti del Badalucco nell’Italia odierna” (Feltrinelli 2010), in cui lo scrittore emiliano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Enrico De Vivo</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/Pintus.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-32078" title="Pintus" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/Pintus.jpg" alt="" width="250" height="428" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/Pintus.jpg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/Pintus-175x300.jpg 175w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /></a>Ritorna a Napoli <strong>Gianni Celati</strong>, in compagnia degli amici <strong>Cavazzoni</strong>, <strong>Rizzante</strong>, <strong>Schneider</strong>, per interpretare una singolare “Recita”, organizzata dalla Fondazione “Premio Napoli” a Palazzo Reale per il 22 marzo (ore 17,30), incentrata sulla pubblicazione del suo ultimo libro, “I sonetti del Badalucco nell’Italia odierna” (Feltrinelli 2010), in cui lo scrittore emiliano ricostruisce la vita, i pensieri e le opere del grande attore veneziano Attilio Vecchiatto. Celati prende l’avvio da 51 sonetti agili e snelli, molti dei quali scritti da Vecchiatto durante il suo soggiorno napoletano, per evocare la figura misteriosa (eppur familiare…) del Badalucco. Vecchiatto diceva che il Badalucco è una “categoria dello spirito”, che alberga dentro ognuno di noi, e se non stiamo attenti rischia di soffocarci.<span id="more-32061"></span> Il suo scopo è prendere il sopravvento e parlare al nostro posto di tutto ciò che non ci riguarda veramente, ma riguarda solo lui e i suoi affari. In un mondo dove tutto è ridotto a furbizia e stratagemma per ingannare gli altri, Vecchiatto sosteneva un’idea di arte colma di sapienza senza boria, distante mille miglia dall’italica supponenza – un’arte che si realizzava nell’allestimento di opere teatrali originalissime, come ad esempio rivisitazioni di sceneggiate napoletane, che lui studiava e interpretava da un punto di vista “shakspeariano”, se così si può dire, scorgendovi i legami stretti tra amore e morte che sostanziano la vita umana a tutte le latitudini.</p>
<p>Ma la cosa che maggiormente colpisce è che questo libro è stato scritto avendo in mente Napoli, e costituisce, per molti versi, un tributo d’affetto e ammirazione alla cultura partenopea: le sue fonti di ispirazione sono i filosofi Giordano  Bruno e Giambattista Vico, ma non mancano i riferimenti alla tradizione del teatro napoletano e a Giambattista Basile, nonché a personaggi popolari come Totò e Maradona (che Vecchiatto conobbe di persona e frequentò). La stessa presenza nel volume del mio personaggio, in qualità di autore di “testimonianze autentiche” in merito ai giri napoletani di Vecchiatto (io ero amico di Vecchiatto, l’ho ospitato e l’ho presentato a Celati), non è casuale. Come non è casuale che Celati venga oggi proprio a Napoli per la prima presentazione di questo suo lavoro. Del resto, la visione del Badalucco nasce proprio verso la fine degli anni Ottanta, nel corso delle nostre passeggiate e discussioni tra Napoli e provincia.</p>
<p>Si può dire che Vecchiatto di Napoli amasse tutto, e l’ultima volta che io l’ho visto è stato nei pressi di “Villa delle Ginestre”, sul Vesuvio, dove ci eravamo recati insieme a Celati per visitare l’ultima dimora di Leopardi. Quel giorno, mentre Celati declamava sulla pendice del vulcano una sua operina mozartiana ispirata all’incontro tra la Morte e il poeta recanatese, Vecchiatto è scomparso e non l’abbiamo più visto. Abbiamo saputo poi da altri amici che è morto nel 1993, in una locanda di Sandon di Fosso, a una ventina di chilometri da Venezia. Ancora oggi il nome di Vecchiatto risulta escluso dalle enciclopedie e dalle storie del teatro moderno, e questo è semplicemente assurdo, perché, come si potrà leggere nella biografia ricostruita da Celati, Vecchiatto è stato uno dei più grandi e veritieri attori e autori del Novecento. Qualche cenno si trova nei siti internet, anche se è stranissima la pretesa di alcuni giornalisti, secondo i quali Attilio Vecchiatto non sarebbe mai esistito.</p>
<p>*</p>
<p>All’incontro napoletano, presieduto da <strong>Silvio Perrella</strong> e <strong>Giancarlo Alfano</strong>, oltre a <strong>Celati</strong>, che leggerà “I sonetti del Badalucco nell’Italia odierna”, interverranno Ermanno  Cavazzoni, che leggerà dal suo “Limbo delle fantasticazioni” (Quodlibet 2009), Massimo Rizzante, autore di “Non siamo gli ultimi” (Effigie 2009), <strong>Enrico De Vivo</strong>, autore di “Divagazioni stanziali” (Quiedit 2009) e <strong>Marianne Schneider</strong>. Il tutto si svolgerà come una “recita” in tre atti (più una jam session conclusiva), dove i libri saranno occasioni di incontro con il pubblico a partire dalla forza evocativa e immaginativa della lettura ad alta voce. Il 23 marzo, alle ore 17, Gianni Celati sarà, con Ermanno   Cavazzoni e Marianne  Schneider, al “Liceo Classico-Scientifico Don Carlo La Mura” di Angri, per un incontro con gli studenti dal titolo “Scrivere, studiare, sognare”.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Napoli &#8211; Palazzo Reale, ore 17,30</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA FONDAZIONE  PREMIO NAPOLI</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>in collaborazione con</em></p>
<p style="text-align: center;"><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>“Zibaldoni e altre meraviglie”, Quiedit Edizioni e Lavieri Edizioni</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>PRESENTA</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>“IL BADALUCCO, IL LUNATICO </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>E ALTRI FANTASMI”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Tre atti e una jam session</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>I ATTO</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>“Il Badalucco”</strong></p>
<p style="text-align: center;">Gianni  Celati legge</p>
<p style="text-align: center;"><strong>“I sonetti del Badalucco nell’Italia odierna” di Gianni Celati</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>(Edizioni <em>Feltrinelli</em> 2010)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>II ATTO</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>“Il Lunatico”</strong></p>
<p style="text-align: center;">Ermanno  Cavazzoni legge</p>
<p style="text-align: center;"><strong>“Il limbo delle fantasticazioni” di Ermanno Cavazzoni</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>(Edizioni <em>Quodlibet</em> 2009)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>III ATTO</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>“Altri fantasmi”</strong></p>
<p style="text-align: center;">Giancarlo  Alfano, Gianni Celati, Enrico De Vivo,</p>
<p style="text-align: center;">Massimo  Rizzante, Marianne  Schneider parlano della collana</p>
<p style="text-align: center;"><strong>“Questo è quel mondo” diretta da Enrico De Vivo (Edizioni <em>QuiEdit</em>)</strong></p>
<p style="text-align: center;">di <strong>“Non siamo gli ultimi” di Massimo Rizzante (Edizioni <em>Effigie</em> 2009)</strong></p>
<p style="text-align: center;">e della <strong>trilogia di Arno Schmidt</strong> curata da <strong>Domenico Pinto</strong> <strong>(Edizioni</strong> <strong><em>Lavieri</em>)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>JAM SESSION</em></p>
<p style="text-align: center;">Gianni  Celati ed Ermanno Cavazzoni dialogano con il pubblico su</p>
<p style="text-align: center;"><strong>“Letteratura e fantasticazione”</strong></p>
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