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	<title>banca centrale europea &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>L&#8217;Unione Europea e la sovranità popolare perduta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2013 21:30:24 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left" align="right"><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/01/08/lunione-europea-e-la-sovranita-popolare-perduta/europa-2/" rel="attachment wp-att-44563"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-44563" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/europa-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/europa-300x212.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/europa-96x68.jpg 96w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/europa-38x26.jpg 38w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/europa-128x90.jpg 128w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/europa-100x70.jpg 100w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/europa.jpg 324w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: right" align="right">di <strong>Giampiero Marano</strong></p>
<p style="text-align: justify" align="right"><strong></strong><span style="text-align: justify">“Voi non potete immaginare quale angoscia e quale rabbia invada l&#8217;animo vostro, quando degli inetti si impadroniscono di una grande idea, che voi da gran tempo venerate, e la danno in pasto ad altri imbecilli uguali a loro, in mezzo a una strada, e voi la ritrovate al mercato della roba vecchia, irriconoscibile, infangata, messa a gambe all&#8217;aria, assurdamente, senza proporzione, senza armonia, ridotta a giocattolo per bambini stupidi!”. Queste parole piene di amarezza che Stepan, nei </span><em>Demoni</em><span style="text-align: justify"> di Dostoevskij, pronuncia tra i sospiri (non sappiamo quanto sinceri) sono, proprio perché così amare, sempre veritiere e attuali. Oggi, per esempio, offrono una descrizione perfetta dell&#8217;Unione Europea. L&#8217;antica e alta aspirazione a unire i popoli d&#8217;Europa superando rivalità secolari ha avuto sostenitori come Dante, Novalis, Mazzini, Hugo; poi però la “grande idea” è finita nelle mani di uomini spiritualmente “inetti” che l&#8217;hanno uccisa e sfigurata: i burocrati e i tecnocrati dell&#8217;UE, vuoti e arroganti come il premier non eletto Mario Monti.</span></p>
<p style="text-align: justify">“L’altissimo merito di quest’ultimo”, chiariva Piergiorgio Odifreddi <span id="more-44561"></span>all&#8217;indomani della nomina a  senatore a vita, “è di essere stato commissario europeo con deleghe economiche, dal 1994 al 1999 per nomina del primo governo Berlusconi, e dal 1999 al 2004 per nomina del primo governo D’Alema. Oltre che di essere stato presidente della famigerata Commissione Trilaterale, una specie di massoneria ultraliberista statunitense, europea e nipponica ispirata da David Rockefeller e Henry Kissinger. Ci voleva un ex sedicente comunista dell’area migliorista, per formalizzare attraverso la persona di Monti il ruolo extraparlamentare dell’economia liberista che sta condizionando l’Europa intera attraverso le politiche della Banca Centrale (oggi presieduta da Mario Draghi, ex collega di Monti come consulente della Goldman Sachs), del Fondo Monetario Internazionale e delle borse. È probabile che la nomina di Monti sia un giochetto da Prima Repubblica, per poter presentare a giorni la sua promozione a primo ministro come &#8216;istituzionale&#8217;”.</p>
<p style="text-align: justify">D&#8217;altro lato, il destino del continente era segnato fin dall&#8217;inizio (anni Cinquanta, Trattati di Parigi e Roma), cioè ben prima di Maastricht, come aveva intuito Pasolini (per <em>La rabbia</em>, 1963): &#8220;Le piccole borghesie fasciste sono pronte all&#8217;unità d&#8217;Europa in nome della comune aridità&#8221;. In nome della comune aridità sono state concepite autentiche mostruosità come l&#8217;euro, “una moneta senza Stato” e senza precedenti nella storia (Sapelli), e come le stesse istituzioni dell&#8217;UE, modelli addirittura smaccati di oligarchia. Si legge in un recente documento di Rifondazione Comunista:</p>
<p style="text-align: justify">“Nell&#8217;Unione Europea decide ormai una vera e propria oligarchia, che risponde ai &#8216;voti&#8217; del mercato finanziario (&#8230;) Il Consiglio Europeo ha confermato e rafforzato la costruzione, ormai in stato di forte avanzamento, di un edificio che, senza precedenti nella storia delle democrazie, ha distrutto le fondamenta dello stesso Stato borghese, quelle costruite sulla base del <em>no</em> <em>taxation</em> <em>without</em> <em>rapresentation</em>. Si sta realizzando un sistema monetario, fiscale e bancario in funzione di un&#8217;economia di mercato che deve essere altamente competitiva sulla scena del capitalismo globalizzato. E se ne affida la direzione ad una struttura tecnocratica del tutto priva di un mandato popolare e sottratta a ogni forma di controllo, anche delle istituzioni rappresentative”.</p>
<p style="text-align: justify">Danilo Zolo commentava in questi termini il varo della Costituzione Europea, in seguito confluita nel Trattato di Lisbona: “Non è ragionevole aspettarsi, io penso, che il varo della Costituzione possa offrire un contributo rilevante a favore dell&#8217;unificazione europea (&#8230;) nel senso (&#8230;) della creazione di un soggetto politico dotato di una forte coesione e identità collettiva, e pertanto capace di una politica estera unitaria, tale da modificare lo scenario internazionale. È illusorio pensare che la nascita di un &#8216;popolo europeo&#8217; possa essere stimolata da più robuste protesi istituzionali e da un surplus di normazione costituzionale. La mia opinione è che sono i popoli a fare le Costituzioni e non, come credono i burocrati di Bruxelles e di Strasburgo, l&#8217;inverso. Ed è abbastanza evidente che oggi non esiste un popolo europeo. Non esiste, neppure all&#8217;interno della <em>old Europe</em>, una &#8216;società civile europea&#8217;: e cioè un&#8217;opinione pubblica, una lingua, una comunicazione multimediale europea. Mancano editori, emittenti radiofoniche e televisive europee, mancano movimenti, associazioni civili, sindacati, partiti politici su scala europea (&#8230;) Ci sono inoltre profondi dissensi su temi cruciali come la politica estera (il rapporto con gli Stati Uniti, in particolare), la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini europei e, <em>last but not least</em>, l&#8217;alternativa fra un modello intergovernativo e un modello federalistico-comunitario del processo di integrazione regionale”.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;UE, in sostanza, altro non è che uno spaventoso laboratorio consacrato alla sperimentazione selvaggia di pratiche di mercato radicalmente incompatibili con il dettato costituzionale della Repubblica Italiana, come spiega il giurista Stefano D&#8217;Andrea: “&#8217;La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni&#8217;, &#8216;aiuta la piccola e media proprietà&#8217;, &#8216;provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato&#8217; (artt. 37, 45), mentre l’Unione Europea impone la deflazione salariale e la precarietà, come unico strumento per aumentare la produttività e reggere la competizione internazionale; spinge verso le liberalizzazioni a vantaggio del grande capitale (&#8230;) schiaccia gli agricoltori (&#8230;) nell’interesse della grande distribuzione e dell’industria agroalimentare; costringe i commercianti a soggiacere al capitale marchio (&#8230;) e penalizza i piccoli esercizi commerciali. &#8216;La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme&#8217; (art. 47, primo comma), mentre l’Unione Europea incoraggia l’indebitamento privato per l’acquisto di beni e servizi di consumo. &#8216;La Repubblica favorisce l’accesso del risparmio popolare… al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del paese&#8217; (art. 47, secondo comma), mentre l’Unione Europea impedisce all’Italia ogni vincolo di destinazione del risparmio degli italiani, sancendo la assoluta libertà di circolazione dei capitali. La Costituzione ammette, in presenza di determinate condizioni, monopoli pubblici o collettivi, sia originari, sia derivanti da espropriazioni con indennizzo (art. 43). L’Unione europea promuove la concorrenza in ogni campo dell’attività economica e impedisce all’Italia di introdurre monopoli anche in alcuni dei casi previsti dalla Costituzione. La Costituzione italiana non vieta e quindi ammette il ricorso al protezionismo e anzi promuove limitazioni della libertà di circolazione dei capitali (art. 47, secondo comma: &#8216;La Repubblica… favorisce l’accesso del risparmio popolare… al diretto ed indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del paese&#8217;). La Costituzione Italiana promuove la piena occupazione (art. 4, primo comma) e quindi salari dignitosi, ammettendo, a tal fine, un’inflazione modesta o relativamente modesta. L’Unione Europea impone un’inflazione bassissima, impedisce la piena occupazione e promuove la deflazione salariale. La Costituzione non pone limiti al debito pubblico e al deficit pubblico e consente allo Stato di prevedere che i titoli invenduti siano acquistati dalla banca d’Italia. L’Unione Europea prevede precisi limiti al debito pubblico e al deficit, impedisce alla BCE e alle banche centrali nazionali di acquistare titoli del debito pubblico e vuole imporci l’introduzione del pareggio di bilancio nella Costituzione. In generale, l’Unione europea abbatte i confini degli stati europei, anche nei confronti dei paesi terzi e crea un mercato aperto nel quale deve vincere la logica del più forte. Al contrario, l’art. 41, terzo comma della Costituzione prevede che &#8216;la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali&#8217;. L’Unione europea sopprime tutti i possibili poteri degli stati e quindi dei popoli di disciplinare l’economia, affidando il sistema economico alla pura concorrenza tra imprese e gestori dei grandi capitali internazionali”.</p>
<p style="text-align: justify">A fronte dell&#8217;inesistenza della politica e del popolo europei, è concreto il pericolo che il malcontento sempre più diffuso (il numero complessivo dei disoccupati e sottoccupati si aggira oggi intorno ai sessanta milioni) presti il fianco a facili strumentalizzazioni in senso sciovinista e razzista, come è avvenuto in Grecia con “Alba dorata”, o in altri casi crei e alimenti aspirazioni secessioniste all&#8217;interno dei singoli Stati, verosimilmente foriere di guerre civili (altro che Nobel per la pace!). In assenza del popolo europeo, in che modo l&#8217;UE potrà mai essere riformata per diventare quello “spazio di civiltà” che auspica Vendola? Quale democrazia senza demos? Il crollo dell&#8217;UE e dell&#8217;euro, inevitabile secondo Latouche, non sarà un evento indolore ma almeno renderà possibile un&#8217;Europa di paesi sovrani e solidali che guardi finalmente al Mediterraneo come al suo centro.</p>
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		<title>carta st[r]ampa[la]ta n. 23</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 08:30:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Fabrizio Tonello Ogni giorno i giornali danno ampio spazio alle analisi economiche di professori universitari, banchieri, ministri del Tesoro e celebri uomini d’affari, previsioni che sono diligentemente riportate, spesso in prima pagina, dal più blasonato quotidiano italiano. Per esempio, il 4 agosto 2007, Francesco Giavazzi scriveva: “La crisi del mercato ipotecario americano è seria, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/07/resizer.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/07/resizer.jpg" alt="" title="resizer" width="475" height="280" class="alignnone size-full wp-image-36099" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/07/resizer.jpg 475w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/07/resizer-300x176.jpg 300w" sizes="(max-width: 475px) 100vw, 475px" /></a></p>
<p>di <strong>Fabrizio Tonello</strong></p>
<p>Ogni giorno i giornali danno ampio spazio alle analisi economiche di professori universitari, banchieri, ministri del Tesoro e celebri uomini d’affari, previsioni che sono diligentemente riportate, spesso in prima pagina, dal più blasonato quotidiano italiano. Per esempio, il 4 agosto 2007, Francesco Giavazzi scriveva: “La crisi del mercato ipotecario americano è seria, da qualche settimana ha colpito anche le Borse, ma difficilmente si trasformerà in una crisi finanziaria generalizzata. Nel mondo l&#8217; economia continua a crescere rapidamente: in Oriente, in Europa e nonostante tutto anche negli Usa (+3,4 per cento nel secondo semestre dell&#8217; anno). La crescita consente agli investitori di assorbire le perdite ed evita che il contagio si diffonda.”<br />
<span id="more-36054"></span><br />
Infatti, pochi giorni prima la banca d’investimenti Bear Sterns aveva ammesso che i suoi fondi d’investimento che operavano sul mercato dei mutui immobiliari valevano all’incirca quanto un lecca-lecca. La Bear Sterns sarebbe poi stata inghiottita da JPMorgan Chase nel marzo 2008, preludio allo tsunami finanziario che sarebbe arrivato in autunno.</p>
<p>Per le previsioni sulla recessione forse dovremmo ignorare gli editorialisti troppo sicuri di sé e rivolgerci a dei guru che hanno dimostrato misteriose quanto reali capacità: per esempio l’ormai celebre folpo Paul, che il 12 giugno scorso prevedeva correttamente la vittoria della Germania sull’Australia (4 a 0). In mancanza della Sibilla Cumana Paul, il simpatico cefalopode dell&#8217; acquario di Oberhausen (il mio Devoto-Oli lo definisce “polpo” ma trovo che il veneziano “folpo” renda meglio l’idea) ha dimostrato delle abilità insospettate, quanto meno nel calcio. Con grande sconcerto dei suoi ammiratori tedeschi,  ha infatti previsto correttamente anche la sconfitta della Germania contro la Serbia del 18 giugno.</p>
<p>Tra gli umani, invece, il celebre businessman americano Warren Buffett, il 23 agosto 2008, dichiarava: “La Borsa? Oggi è più attraente” e così facendo “rincuorava Wall Street”, almeno secondo il nostro quotidiano lombardo che pubblicava con una certa  evidenza la notizia. Infatti, se il Dow Jones quotava quel giorno 11.715 punti, due mesi dopo, il 23 ottobre, era ancora più attraente: 8.691, cioè il 26% in meno. La Borsa americana aveva perso un quarto del suo valore in meno tempo di quanto non ce ne voglia per leggere la trilogia <em>Millennium </em>di Stieg Larsson, ora opportunamente mandata in edicola dallo stesso quotidiano.</p>
<p>E se avessimo chiesto al tentacolare indovino? Lui, almeno, il  22 giugno 2010 ha scelto le cozze contenute nella vaschetta con i colori tedeschi, prevedendo correttamente il risultato di Germania-Ghana: 1 a 0.<br />
Come si sa, il mese di settembre 2008 fu parecchio agitato sul fronte dell’economia. Il 15, per dirne una, scomparve Lehman Brothers, una cassa di risparmio di provincia che era in attività dal 1858 e gestiva 275 miliardi di dollari, poco meno del prodotto interno lordo della Grecia. Pluff, il 14 settembre c’era, il 15 era scomparsa nell’oceano atlantico. </p>
<p>Cinque giorni prima, il 10 settembre, il blasonato quotidiano dal cui archivio attingiamo queste informazioni, commissionava un articolo al direttore dell’Economist Bill Emmott, articolo intitolato: “Dagli USA una buona notizia”. L’autore parlava di “un raggio di sole che viene a squarciare i nuvoloni neri dell&#8217; economia” (p. 36). Infatti, nei 30 giorni successivi il Dow Jones avrebbe perso 2.780 punti, il sistema finanziario americano sarebbe andato sull’orlo del collasso e sarebbe iniziata una rapidissima crescita della disoccupazione che, due anni dopo, non accenna a invertirsi. Un raggio di sole, <em>indeed</em>.</p>
<p>Al contrario, il folpo Paul non si è sbagliato sull’esito finale di Germania-Inghilterra (4-1), né su quello delle altre partite che la Germania doveva giocare, compresi i quarti di finale. E  le pagine sportive del suddetto quotidiano, alla vigilia dei quarti di finale cosa annunciavano? “Argentina e Brasile favorite su Germania e Olanda” (30 giugno, p. 55). Infatti: Germania-Argentina  4 a 0 e Olanda-Brasile 2 a 1.</p>
<p>Ma torniamo alle previsioni economiche: una settimana prima della disintegrazione di Lehman Brothers, il 7 settembre 2008, cosa diceva l’uomo più potente d’Europa, il banchiere da cui dipende la sorte di tutti coloro che hanno un mutuo da pagare tra Lampedusa e capo Nord? “Trichet: toccato il fondo, ripresa graduale dal 2009” (p. 26).</p>
<p>Forse alla Banca Centrale Europea avrebbero dovuto mettere nell’acquario del nostro <em>octopus vulgaris</em>, pescato all’isola d’Elba, un modellino del grattacielo Lehman Brothers e osservare le sue reazioni. L’unico rischio sarebbe stato la morte istantanea: al contrario dei banchieri, i folpi sono animali sensibili.</p>
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		<title>carta st[r]ampa[la]ta n. 15</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 08:30:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Fabrizio Tonello Documenti venuti in possesso di Nazione Indiana, in collaborazione con il Financial Times, rivelano che un nuovo piano di salvataggio della Grecia è stato segretamente concordato fra il cancelliere tedesco Angela Merkel, il direttore del Fondo Monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn, il presidente della Banca Centrale Europea Jean-ClaudeTrichet e il primo ministro greco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/05/partenone1.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/05/partenone1-300x195.jpg" alt="" title="partenone1" width="400" height="265" class="aligncenter size-medium wp-image-33940" /></a></p>
<p>di <strong>Fabrizio Tonello</strong></p>
<p>Documenti venuti in possesso di <em>Nazione Indiana</em>, in collaborazione con il <em>Financial Times</em>, rivelano che un nuovo piano di salvataggio della Grecia è stato segretamente concordato fra il cancelliere tedesco Angela Merkel, il direttore del Fondo Monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn, il presidente della Banca Centrale Europea Jean-ClaudeTrichet e il primo ministro greco George Papandreu. L’incontro decisivo è avvenuto ieri, domenica, a Salonicco, dove era presente anche il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, che però non ha preso parte alla riunione finale in cui si è firmato l’accordo in 12 punti.<br />
<span id="more-33683"></span><br />
1. In cambio di un finanziamenti deliberati dal vertice dei ministri delle Finanze europei sabato, la Grecia uscirà dalla moneta europea e adotterà come valuta la “nuova dracma”; la parità è stata approssimativamente fissata in 1000 nuove dracme per un euro. Le banconote europee attualmente in circolazione in Grecia saranno ritirate dalla Banca centrale ellenica e inviate in Germania come anticipo sul pagamenti dei debiti futuri, che rimarranno denominati in euro.</p>
<p>2. Le riserve in oro di Atene saranno immediatamente consegnate all’ambasciata tedesca, che provvederà al loro trasferimento in Germania via mare: il trasporto sarà probabilmente effettuato dalla corazzata <em>Bismarck</em>.</p>
<p>3. La Olympic Airways viene assorbita dalla Luftwaffe, che aprirà immediatamente collegamenti giornalieri tra Berlino, Francoforte, Monaco di Baviera e le isole di Karpatos, Creta e Rodi, per consentire l’afflusso di turisti tedeschi sulle spiagge greche. Le somme spese in valuta in queste località saranno versate nello speciale “Sinking Fund” a copertura degli interessi del debito accumulato. Le inutili e improduttive linee aeree tra Atene e le isole, o tra Atene e le altre città greche, verranno soppresse. L’aereoporto di Atene sarà diretto da un alto funzionario dell’Unione Europea, il signor Hans-Otto-Karl-Heinz-Georg Heidegger.</p>
<p>4. Salonicco viene dichiarata zona franca e il traffico di merci e persone dalla città sarà regolato da una commissione internazionale presieduta da Meyer Rotschild (il bis-bis-bis-bisnipote del fondatore della storica dinastia bancaria ).</p>
<p>5. La marina militare viene abolita: le navi utilizzabili saranno riadattate a piroscafi da crociera sulla linea Brema-Atene, le altre saranno vendute come rottame di ferro alle acciaierie indiane Tata. La lotta contro i pirati uscocchi nel mar Ionio e nel mare Egeo, che hanno dichiarato ieri ad <em>Al-Jazeera</em> di agire per conto dell’agenzia di rating americana Moody’s, verrà affidata congiuntamente alla marina tedesca e a quella francese.</p>
<p>6. Il museo archeologico di Atene, uno dei tipici enti inutili e clientelari che hanno condotto la Grecia al dissesto finanziario, verrà privatizzato. Ci sarà un’asta internazionale per la sua gestione ma fonti bene informate assicurano che il candidato favorito è l’agenzia artistica internazionale IG-Farben, con sede a Dachau, nei pressi di Monaco di Baviera. La IG-Farben ha già previsto una grande mostra di reperti greci, tra cui la maschera funebre di Agamennone, la statua in bronzo di Poseidone e i piatti d’oro provenienti dal tesoro delle tombe reali di Micene, che dovrebbe aprire nel maggio del 2011 a Berlino, per una durata di 99 anni, quindi fino al maggio 2110.</p>
<p>7. La commissione tripartita Germania-Fondo Monetario-Banca Centrale Europea si insedierà lunedì prossimo ad Atene per decidere sulle nomine del ministro dell’economia, del governatore della banca centrale, del direttore dell’agenzia delle entrate, del capo di stato maggiore dell’esercito, del direttore delle dogane, del conservatore della biblioteca nazionale e del responsabile della raccolta differenziata dei rifiuti, e di altre cariche minori.</p>
<p>8. Il monte Olimpo dovrà trovare una funzione produttiva e, a questo scopo, è stato gemellato con la stazione sciistica di Garmisch-Partenkirchen il cui sindaco George-Heinz-Karl-Otto-Hans Rommel ha lanciato l’idea di una pista da sci di fondo larga 250 metri e lunga 1.900 chilometri che dovrebbe congiungere la cittadina nelle alpi bavaresi con la Grecia passando per l’Austria, la Slovenia, la Croazia, la Bosnia e la Macedonia. L’impresa italiana di costruzioni Anemone ha espresso interesse per il progetto con un comunicato del suo nuovo presidente Guido Bertolaso, attualmente residente in Lichtenstein.</p>
<p>9. L’oracolo di Delfi, notoriamente inaffidabile e propenso a fare previsioni economiche assolutamente incombatibili con le regole della finanza europea, verrà sostituito da uno spettacolo multimediale/multisensoriale curato dai redattori delle pagine finanziarie della <em>Süddeutsche Zeitung</em>.</p>
<p>10. Il grande cavallo di legno con cui il primo ministro Papandreu si era presentato all’incontro di Salonicco per farne dono alla Merkel in segno di buona volontà verrà ospitato nel parco giochi “Schliemann” che nascerà sull’isola artificiale al largo della città.</p>
<p>11. Per rilanciare il turismo e rimpinguare le riserve di valuta, il Partenone (nella foto) profitterà di un’espansione: la costruzione attuale verrà inglobata dentro una cupola di vetro circondata da quattro torri alte 200 metri disegnate dal celebre architetto Norman Foster che, deluso dai risultati delle elezioni inglesi del 6 maggio, ha deciso di prendere la cittadinanza tedesca. Foster ha già annunciato di voler costruir un hotel “ecocompatibile” di 9.000 stanze, tutte dotate di jacuzzi individuale. Il Partenone attuale diventerà la reception dell’Hotel Zeus.</p>
<p>12. Per conquistare quote di mercato sul fronte del turismo cinese e giapponese, la pensione completa all’hotel Zeus inizialmente costerà appena 125.000 nuove dracme (125 euro) a persona al giorno, compresa l’assistenza di 4 iloti spartani messi a disposizione di ogni camera: su indicazione della Banca Centrale Europea la schiavitù è stata ripristinata già ieri sera con un decreto urgente del governo Papandreu.</p>
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