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	<title>buttiglione &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>OMOFOBIA E VIOLENZA OMOFOBICA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 May 2011 19:15:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[incisioni]]></category>
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					<description><![CDATA[di Ivan Scalfarotto Dire a qualcuno che è razzista non è intolleranza: l’intolleranza sta nel razzismo, non in chi lo fa rilevare. Questo vale anche per l’omofobia, che – attenzione! – è cosa diversa e che non va confusa con la violenza omofobica. L’omofobia non è picchiare o accoltellare un gay: quella è violenza causata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Ivan Scalfarotto<br />
Dire a qualcuno che è razzista non è intolleranza: l’intolleranza sta nel razzismo, non in chi lo fa rilevare. Questo vale anche per l’omofobia, che – attenzione! – è cosa diversa e che non va confusa con la violenza omofobica. L’omofobia non è picchiare o accoltellare un gay: quella è violenza causata dall’omofobia. L’omofobia sta anche soltanto in un’opinione, così come il razzismo è tale (ed è punito dalla legge come tale: è la cosiddetta “Legge Mancino” del 25 giugno 1993, n. 205) anche se si basa su una mera opinione. Se qualcuno affermasse che un uomo di colore non può sposare una donna bianca perché storicamente è sempre stato così e perché poi fanno figli di strani colori, questo sarebbe di per sé razzista. Bene, dire che un uomo non può sposare un altro uomo, o una donna un’altra donna è dunque di per sé omofobico.<span id="more-39031"></span></p>
<p>Beppe Severgnini torna sulla pubblicità dell’Ikea con i due ragazzi (maschi) che si tengono per mano e torna sulla sua contrarietà al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Lo fa però con una chiosa davvero spiazzante:<br />
“Un conto è dirsi contrari al matrimonio tra persone dello stesso sesso (per questo sono stato oggetto di intolleranze che non immaginavo). …”.<br />
Dunque l’intollerante è chi ha dato a Severgnini dell’omofobo e non Severgnini quando ha espresso opinioni omofobiche. È il famoso uomo che morde il cane. Era andata così anche quando il Parlamento Europeo aveva mandato a casa Buttiglione per aver espresso opinioni analoghe sui gay e il filosofo era tornato in Italia con le pive nel sacco, urlando alla discriminazione dell’Europa contro i cattolici (e non alla sua aperta ostilità nei confronti dei gay).<br />
Allora, chiariamo. Qui chiunque può pensare che gli omosessuali non debbano avere gli stessi diritti degli altri – matrimonio e adozione inclusi – perché, per esempio, 1. Sono contro natura, la quale, come dice Severgnini, “punta implacabile alla procreazione e alla conservazione della specie” o perché 2. “I-bambini-hanno-bisogno-di-un-padre-e-di-una-madre”, o anche perché 3. Il matrimonio storicamente è cosa tra un uomo e una donna.<br />
Si abbia però almeno il coraggio delle proprie opinioni. Infatti:<br />
1. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimosso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali dal 1990 (il 17 maggio del 1990, per l’esattezza, ed è per questo che il 17 maggio si celebra ufficialmente la Giornata Internazionale contro l’Omofobia e la Transfobia). Le persone omosessuali, inoltre, non sono sterili. Si riproducono – essendo dotati di spermatozoi e di ovuli – con la medesima tecnica degli altri, essendo dunque potenzialmente in grado di procreare e conservare la specie. “Potenzialmente” come gli eterosessuali, che infatti non si riproducono nel 100% dei casi ma, al contrario delle persone omosessuali, non devono condizionare la validità del proprio matrimonio all’effettivo verificarsi di una o più gravidanze.<br />
2. Un famoso studio del 2002 dell’American Academy of Pediatrics stabilisce su base scientifica (ed è reperibile qui: http://aappolicy.aappublications.org/cgi/content/full/pediatrics;109/2/341) che “una crescente quantità di letteratura scientifica dimostra che i bambini che crescono con 1 o 2 genitori gay o lesbiche si dimostrano in linea con i bambini i cui genitori sono eterosessuali dal punto di vista emotivo, cognitivo, sociale e sessuale. Lo sviluppo ottimale del bambino sembra maggiormente influenzato dalla natura della relazione e dall’interazione all’interno della famiglia che dalla struttura della famiglia” (“A growing body of scientific literature demonstrates that children who grow up with 1 or 2 gay and/or lesbian parents fare as well in emotional, cognitive, social, and sexual functioning as do children whose parents are heterosexual. Children’s optimal development seems to be influenced more by the nature of the relationships and interactions within the family unit than by the particular structural form it takes.”)<br />
3. Il matrimonio è storicamente una cosa tra uomini e donne, ma il concetto di parità tra i coniugi che oggi diamo per scontato non esisteva: le donne non avevano la potestà sui figli che partorivano; l’adulterio della donna era reato, quello dell’uomo no; lo stupro (reato contro la morale, non contro la persona) poteva essere sanato dal matrimonio; esisteva il delitto d’onore, per cui le donne venivano abbastanza allegramente ammazzate a pena di pochi mesi di galera. Naturalmente, poi, il matrimonio era indissolubile. Si trattava di quella che agli occhi di noi contemporanei risulta una forma di barbarie, e infatti negli anni ‘70 l’Italia ha rivisto questa barbarie col nuovo diritto di famiglia che ha reso il matrimonio, “storicamente” inteso, del tutto irriconoscibile. Questo a dimostrazione che non tutto ciò che si è sempre fatto in un modo deve continuare ad essere fatto in quel modo.<br />
Detto questo, chiunque sostenga le tesi di cui sopra esprime opinioni oggettivamente omofobiche. Dire a Severgnini che le sue idee sono offensive e omofobiche non è espressione di intolleranza nei suoi confronti, ma, al contrario è mera constatazione della intolleranza che Severgnini esprime con le sue opinioni. Come per esempio quando equipara una coppia a un menage-à-trois senza rendersi conto di quanto sia intrinsecamente omofobico il fatto stesso di ricorrere a questo artificio logico.<br />
Lo si può pensare legittimamente (la “Legge Mancino”, infatti, punisce le opinioni razziste ma non quelle omofobiche), ma sempre omofobico resta e offensivo resta per quei milioni di cittadini e di famiglie che si sentono dire cose così terribili con così tanta disinvoltura da persone stimabili e rispettate come Beppe Severgnini. Così facendo, peraltro, con le sue opinioni il giornalista legittima chissà quanta altra gente a dire le medesime cose: “Se lo ha detto Severgnini e non Borghezio, lo posso dire certamente anch’io in società senza fare una brutta figura”. E l’omofobia, nel frattempo, in Italia dilaga.<br />
In tutti i paesi dell’occidente di tutto questo non c’è bisogno nemmeno più di discutere, per fortuna. Anche per questo, e lo dice uno che ha vissuto a lungo all’estero godendo di un rispetto che il suo Paese si rifiuta ostinatamente di riconoscergli, gli “Italians” si guardano bene dal tornare .<br />
Da Notiziegay.it</p>
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		<title>VIOLENZA OMOFOBA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 19:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Franco Buffoni Lo scorso fine settimana, mentre erano in corso i festeggiamenti per la festa della birra a Pignataro, presso Cassino, due trentenni inglesi sono stati accerchiati da un gruppo di ragazzi e picchiati selvaggiamente. La coppia, regolarmente sposata in Gran Bretagna, era in vacanza nel frusinate perché uno dei due è originario della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Franco Buffoni</p>
<p>Lo scorso fine settimana, mentre erano in corso i festeggiamenti per la festa della birra a Pignataro, presso Cassino, due trentenni inglesi sono stati accerchiati da un gruppo di ragazzi e picchiati selvaggiamente. La coppia, regolarmente sposata in Gran Bretagna, era in vacanza nel frusinate perché uno dei due è originario della zona. I due uomini si stavano baciando su una panchina quando sono stati oggetto prima di invettive e poi di violenza. Gli aggressori, dopo aver rotto il setto nasale ad uno e colpito al capo l’altro, hanno fatto perdere le proprie tracce. I due coniugi, dimessi dall’ospedale, hanno subito fatto rientro in Inghilterra.<span id="more-36694"></span><br />
Questo ennesimo episodio di violenza ci induce nuovamente a richiedere il riconoscimento pubblico, giuridico, per le coppie omosessuali. Mentre il parlamento italiano, nell’ottobre 2009 non si è dimostrato disposto nemmeno a difendere i cittadini fatti oggetto di violenza fisica. Con la bocciatura della proposta di legge Concia contro omofobia e transfobia venne scritta una pagina tristissima della nostra democrazia. Un parlamento sempre più delegittimato e distante dai problemi dei cittadini &#8211; un parlamento di nominati pronti a vendersi &#8211; decise di tapparsi occhi e orecchie di fronte alla crescente violenza contro omosessuali e transessuali, riesumando il vergognoso paragone dell’omosessualità alla pedofilia, all’incesto e alla zoofilia.<br />
Non stupisce che un Parlamento sostanzialmente omofobo, nel discutere tale proposta di legge, abbia parlato di “privilegi” e di legge “contro la libertà di pensiero”: ovviamente dei clericali e dei loro preti, che potrebbero divenire oggetto di sanzione per gli anatemi che pronunciano.<br />
Mi limito al riguardo a ricordare la direttiva approvata dal parlamento europeo il 26 aprile 2007 che &#8211; riprendendo l’art. 13 del trattato di Amsterdam, disatteso dall’Italia &#8211; ribadisce l’invito agli stati membri “a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso”, condanna “i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali”.<br />
Tornando alla bocciatura della proposta di legge Concia, quel che davvero risulta inaccettabile è l’utilizzo dello stratagemma della pregiudiziale di costituzionalità, che spinge sempre più ai margini della cittadinanza il 10% dei cittadini. Il Parlamento italiano si è fatto così sostanzialmente istigatore di violenza e di odio e porta il peso della responsabilità dell’evidente imbarbarimento culturale di cui gli omosessuali sono vittime. Violenza fisica e violenza morale sono strettamente connesse: non si può pensare di condannare l’una e giustificare allo stesso tempo l’altra.<br />
E’ importante anche fare chiarezza su un altro punto della proposta di legge respinta, concernente l’orientamento sessuale. Una legge che preveda aggravanti sulla base di questa motivazione non introdurrebbe elementi di discriminazione in base al soggetto che subisce violenza, ma in base al movente di chi commette il reato. È scandaloso che alcuni parlamentari e giornalisti (tra gli altri Buttiglione, Volontè, Storace, Renato Farina del Giornale) abbiano cercato di fare bieca speculazione su questo punto.<br />
Nessuna discriminazione verrebbe introdotta ma una norma di responsabilità che, come già accade da anni per violenze motivate da odio razziale o religioso (legge Mancino, 1993), riconosca la realtà della violenza motivata da odio omofobo e transofobo. Una norma di civiltà elementare presente ormai nella legislazione di tutti gli stati moderni, avanzati e civili.</p>
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