<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cannibale &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/cannibale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 23 Oct 2013 12:05:17 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>Piccola cucina cannibale</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/10/15/piccola-cucina-cannibale/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2008/10/15/piccola-cucina-cannibale/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[max rizzante]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Cannibale]]></category>
		<category><![CDATA[comune]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[passato]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[respiro]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[voce]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=9558</guid>

					<description><![CDATA[di Lello Voce Piccola cucina cannibale a J. ho bisogno di una scorciatoia lenta e di una vita che mi menta dove si senta il suono spento d´ogni sentimento io ho bisogno di un sogno lasciato indietro di trovare un metro alla menzogna di sfuggire alla gogna bisogno di silenzio di assenzio e mugugno ho [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8860871476/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8860871476&amp;linkCode=as2&amp;tag=bamaulion-21"><img decoding="async" class="size-full wp-image-9567 alignright" title="cucinacannibale1" alt="" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/10/cucinacannibale1.jpg" width="189" height="186" /></a><strong>di Lello Voce</strong></p>
<p><strong>Piccola cucina cannibale</strong></p>
<p>a J.</p>
<p>ho bisogno di una scorciatoia lenta e di una vita che mi menta<br />
dove si senta il suono spento d´ogni sentimento io ho bisogno<br />
di un sogno lasciato indietro di trovare un metro alla menzogna<br />
di sfuggire alla gogna bisogno di silenzio di assenzio e mugugno<br />
ho bisogno di tatto d´olfatto di dare di matto sfuggire allo scacco<br />
bisogno di occhi e polpastrelli di lingua di narici di mitragliatrici<br />
di un gorgo sordo che inghiotta il futuro di una vena delle tue radici<span id="more-9558"></span></p>
<p>) strappami le pupille e masticale con tenerezza assapora il gusto<br />
amaro dello sparo e la polvere che ho sparso sulle emozioni tagliami<br />
la lingua e brucia la punta fino a che il fumo non si fa incenso,<br />
fino trovare un senso)</p>
<p>se ancora esisto è per nutrirti per stupirti per sfuggirti e per tradirti<br />
metterti spalle al muro all´angolo e chiederti di arrenderti al segno<br />
ambiguo che ci separa all´aria rara che sta tra noi e ci unisce in<br />
un soffio al vuoto d´ogni nostro moto se ancora esisto è per dirti<br />
per favore continua a stupirti per dirti bada che amore non fa rima<br />
con cuore ma con il rombo del dolore con i muscoli strappati che<br />
carezzi a sera con l´unica cosa vera sangue versato che fa primavera</p>
<p>) divaricami le gambe e staccale dal tronco smonta le ginocchia<br />
svuotale di liquidi e parole asciugale al fuoco lento del dubbio<br />
affonda l´accetta alle natiche con un colpo secco e netto dividimi<br />
fammi a pezzi divorami)</p>
<p>se ancora esisto è per dirti di non credere una sola parola di affilare<br />
lo sguardo come lama puntata alla gola di continuare a credere che<br />
anche il tacchino vola anche a costo di restare sola anche a costo di<br />
essere tu a dire l´ultima parola se ancora esisto è per l´acrobazia<br />
che mai non sazia per quest´ultima carezza un attimo prima del<br />
respiro affannato che mi spezza è per leccarti le mani con dolcezza<br />
per bere il tuo sale asciugarti il male è per amore o per quel che vale</p>
<p>) tagliami le orecchie con cura e ricucile ai lati delle labbra e le<br />
palpebre i polpastrelli applicali alla lingua con spilli e virgole e<br />
punti là dove batte là dove il dente duole e pulsa in grumi di dignità<br />
il ritmo del dolore l´accento della libertà)</p>
<p>ho bisogno di dimenticare il futuro di immaginare il passato bisogno<br />
di fiato caldo sul collo di minacce di ricatti di violenza di una lenza<br />
avvelenata bisogno di un´unica durata liscia come uno specchio come<br />
il ghiaccio che il filo dei pattini fende come fosse il taglio d´una storia<br />
comune un percorso un morso di vita che stride di lame e uccide io<br />
ho bisogno di pelle e d´olfatto ma tu guardami senza toccarmi e ora<br />
rubami la vita con destrezza amor mio e poi spegnimi con dolcezza</p>
<p><em>Piccola cucina cannibale</em> (5´ 58&#8243;)<br />
(Testi di Lello Voce, musica di Paolo Fresu e Frank Nemola)<br />
Lello Voce &#8211; spoken word<br />
Paolo Fresu &#8211; tromba<br />
Frank Nemola &#8211; elettronica<br />
Registrato e mixato a Bologna &#8211; LittleBird Street Studios &#8211; 2008.</p>
<p><em>Piccola cucina cannibale</em> fa parte de<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8860871476/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8860871476&amp;linkCode=as2&amp;tag=bamaulion-21" target="_blank">L´esercizio della lingua</a> (Poesie 1991-2008)</em>, Le Lettere, Firenze, 2008 (Patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De Andrè &#8211; ONLUS) nella collana Fuori Formato, diretta da Andrea Cortellessa.<br />
Ad accompagnare il libro ci sarà un Dual Disc (CD audio + DVD, riuniti in uno stesso supporto) che, nella sua parte audio, conterrà un nuovo disco di poesia, <em>Piccola cucina Cannibale</em>, con le musiche di Paolo Fresu, Michael Gross e Frank Nemola e una singolare &#8216;cover&#8217; poetica della <em>Canzone del Maggio</em> di Fabrizio De André.<br />
Il lato DVD contiene invece i video originali di Giacomo Verde e Robert Rebotti e una serie di materiali audio-video d´archivio.<br />
L&#8217;immagine di copertina e quelle dei risvolti interni sono di Silvio Merlino</p>
<p><em>L&#8217;esercizio della lingua<br />
(Poesie, 1991-2008)</em><br />
Le Lettere, Firenze, 2008<br />
pp. 150 [con Dual Disc], €. 28,00<br />
Introduzione di Gabriele Frasca<br />
Postfazione di Marianna Marrucci<br />
con un intervento in versi di Wu Ming 1<br />
e un saggio musicologico di Stefano La Via</p>
<p>Per scaricare/ascoltare il file audio MP3 di Piccola cucina cannibale il link è:<br />
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-9558-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="http://www.lellovoce.altervista.org/IMG/mp3/Voce_Fresu_-_Piccola_cucina_cannibale.mp3?_=2" /><a href="http://www.lellovoce.altervista.org/IMG/mp3/Voce_Fresu_-_Piccola_cucina_cannibale.mp3">http://www.lellovoce.altervista.org/IMG/mp3/Voce_Fresu_-_Piccola_cucina_cannibale.mp3</a></audio></p>
<p>Per scaricare/vedere il video originale di Giacomo Verde e Robert Rebotti dedicato al Lai del Ragionare lento il link è:<br />
http://video.google.it/videoplay?docid=4932577447989581223&#038;hl=it</p>
<p>Per acquistare on line il libro/disco sul sito de Le Lettere con lo sconto del 15% il link è:<br />
<a href=" http://www.lelettere.it/site/e_Product.asp?IdCategoria=&amp;TS02_ID=1377" target="_blank"> http://www.lelettere.it/site/e_Product.asp?IdCategoria=&amp;TS02_ID=1377</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2008/10/15/piccola-cucina-cannibale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		<enclosure url="http://www.lellovoce.altervista.org/IMG/mp3/Voce_Fresu_-_Piccola_cucina_cannibale.mp3" length="7181103" type="audio/mpeg" />

		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9558</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Scòzzari e la scozzarizzazione del Mondo</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/14/scozzari-e-la-scozzarizzazione-del-mondo/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/14/scozzari-e-la-scozzarizzazione-del-mondo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 04:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Cannibale]]></category>
		<category><![CDATA[Coniglio Editore]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Scòzzari]]></category>
		<category><![CDATA[Frigidaire]]></category>
		<category><![CDATA[Il Male]]></category>
		<category><![CDATA[linnio accorroni]]></category>
		<category><![CDATA[Linus]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie dell’Arte Bimba]]></category>
		<category><![CDATA[Meneghello]]></category>
		<category><![CDATA[Orsola Puecher]]></category>
		<category><![CDATA[poi Ricordare]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2008/04/14/scozzari-e-la-scozzarizzazione-del-mondo/</guid>

					<description><![CDATA[di Linnio Accorroni  Se lo scrittore è colui che possiede l’immaginazione della realtà (Goethe), FS è sicuramente scrittore di razza purissima. Immaginate la malvagità acida di Franti, l’inquietudine avventurosa di Huck Finn, la stupefazione lirica e tenera del Meneghello-bimbo di Libera Nos a Malo fuse in una dolorosa ed esilarante sarabanda, canzone di un’infanzia spudoratamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Linnio Accorroni </strong></p>
<p ALIGN="center"><img SRC="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/04/scozzari02.jpg" BORDER="1" HSPACE="10" VSPACE="10" WIDTH="410" HEIGHT="305" /></p>
<p>Se lo scrittore è colui che possiede l’immaginazione della realtà (Goethe), FS è sicuramente scrittore di razza purissima. Immaginate la malvagità acida di Franti, l’inquietudine avventurosa di Huck Finn, la stupefazione lirica e tenera del Meneghello-bimbo di<em> Libera Nos a Malo</em> fuse in una dolorosa ed esilarante sarabanda, canzone di un’infanzia spudoratamente realistica in una famiglia della media borghesia bolognese tra gli anni ’50 e ’60, rievocata dalla potenza visionaria di <strong>Filippo Scòzzari</strong>.</p>
<p><span id="more-5664"></span></p>
<p><img ALIGN="left" HEIGHT="347" WIDTH="228" VSPACE="10" HSPACE="15" BORDER="1" SRC="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/04/artebibba.gif" /><em>Memorie dell’Arte Bimba</em> in un qualche modo è il prequel di quel <em>Prima pagare, poi ricordare</em> (1996) in cui il vulcanico artista bolognese (<em>Linus</em>, <em>Il Male</em>, <em>Cannibale</em>, <em>Frigidaire</em> e mille altre avventure ancora), ringhiando e ridendo ricostruiva l’epos tragico e dolente degli anni 70-80.<br />
Tutti quelli (<em>quorum ego</em>) che avevano adorato quel libro, rimarranno di nuovo incantati di fronte al secondo/primo capitolo della personalissima ed originale Recherche scozzariana (o scozzarica?). Una Recherche che è qui tattile e visionaria, esilarante e feroce, piena di lividi, piaghe e cicatrici, sia fisiche che morali, e che si nutre d’inchiostro, carta, china, cacca, pastelli Giotto da Sei, figurine, giornalini, odori, maestri, carta assorbente, banchi di scuola e denti frantumati. Sul povero, ignaro Filippuccio dominano, e fanno i loro giochini, un misterioso U., demiurgo ossessivamente, sottilmente presente, un Padre Antagonista temuto fino all’ultimo, Madre e Fratelli di volta in volta vittime e carnefici. Un’autobiografia-romanzo di (s)formazione, una rivisitazione della vita ribelle e dell’infanzia violata e violatrice, dove la lettura – e la scrittura – dei Fumetti è considerata, a seconda dei personaggi che s’accampano su questa scena delirante e grottesca, come la Pratica per eccellenza, salvifica o abominevole, da estirpare a furia di botte e roghi alla Fahrenheit 451, o da accudire ostinati, in attesa della Gloria Certa.<br />
<img SRC="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/04/scoazzari01.JPG" BORDER="1" HSPACE="15" VSPACE="10" WIDTH="225" HEIGHT="384" ALIGN="right" />A condimento, per evitare tentazioni sentimentali o abbandoni elegiaci, ci sono gli sghignazzi dell’autore, che fanno strame di tutto quanto ha appena apparecchiato. Lo strumento che <strong>Scòzzari</strong> utilizza in questa opera di ripescaggio, esente da ogni melensaggine nostalgica, è una ‘draga-secchio’ che recupera materiali dispersi e vari, accumulati caoticamente in una cantina interiore, abitata,<em> affollata</em> di storie e personaggi stupidi, eroici, luminosi, prepotenti ma tutti innocenti, nel loro inconsapevole esser strumenti di un Disegno Superiore.<br />
Nella seconda parte il libro si trasforma in un vero e proprio manuale dell’Arte Bimba per antonomasia (il Fumetto). Un prontuario di tecniche e consigli che si fa leggere e godere anche dal Profano (<em>quorum ego)</em>, che s’arrende estasiato davanti al vaniloquio affabulatorio e stordente di Scozzari–Scazieri–Scorazzi–Scorzoni, un quadruplice assatanato Sterminatore di Brocchi, che, anche quando s’impegola in derive tecniche e specialistiche, inchioda il lettore alla pagina come nessuno sa fare, perché sono paludi nelle quali  non s’azzarda nessuno… solo lui (o Egli?).<br />
State ancora leggendo questa specie di recensione e non siete usciti a comprare questo “<em>Memorie dell’arte bimba</em>”? Fuori di casa, presto. Per la lettura consigliamo il lettone dei vostri genitori, aranciate e biscotti tutt’attorno, radio spenta, la mamma di là, un’estate come solo voi ricordate…</p>
<p ALIGN="right"><em>[pubblicato su ‘Liberazione’ del 9 aprile 2008]</em></p>
<p><strong>Che cos’ha capito, in esergo, alla mezzanotte del 4 febbraio 2006?</strong><br />
No, farei scoprire in anticipo il reale Colpevole di <em>tutto</em> quel che ho combinato. Sarò pure un emerito rompi, ma non voglio fare anche il dispettoso. Lo rivelo alla fine della prima parte, un’agnizione non programmata verificatasi nel momento stesso in cui ne scrivevo; vorrei restituire a chi leggerà una frazione di quella sorpresa. Impossibile mettere in scaletta benedizioni del genere. In termini briosi: ho capito che il libero arbitrio è una panzana. Questo posso dirlo.</p>
<p><strong>Prima Pagare, poi Ricordare</strong><strong> e <em>Memorie dell&#8217;Arte Bimba</em>: stili differentissimi. Là un&#8217;ossessione stilistica nutrita a ipotassi e frasi nette: concisione, laconicità. Qui la ricerca, profonda e densa di lacerti psicanalitici, presenta una struttura ampia, articolata, un&#8217;affabulazione più raffinata ed ardua.</strong><br />
I lacerti, eh? Non sono i mariti delle lucertole? Comunque, non nutro ossessioni stilistiche. Il portentoso dell’amatissimo PPPR è che mi sbocciò fra le mani in un’estate; ero attento solo a non infangare con memorie fallate l’empito dei ricordi che fiottavano da un cuore imbestialito. La rabbia dell’inculato, presente? Ammaestrato dall’aver creato fumetti per vent’anni, educato a quella concisione, non volli infiorettare di bigiotteria ciò che sentivo di dover <em>vomitare</em>. Acqua di colonia sul rigetto? Naa, sarebbe stato un altro libro italiano. Ai delinquenti che poco o molto avevano accompagnato le mie delinquentate chiedevo conferme e riscontri; non li consultavo certo sulle ipotassi, volevo tenere al minimo il tasso d’errori; tiravo all’ipotasso, ecco. Non avendo mestiere, posso sostenere che <em>Prima Pagare</em> s’è conquistato lo stile da solo, trepestando al computer. Lo stile dell’inculato, presente?<br />
<em>Memorie dell’Arte Bimba</em> é senza dubbio un’altra cosa. Intanto ho sfruttato l’esperienza guadagnata in cantiere con <em>Prima Pagare</em>. Non affresco generazionale, ma puntiforme, ribalda delazione sulle mie ossessioni bimbesche, <em>lucertole</em> da cui non voglio emendarmi; nel suo lentissimo torturarmi, il libro non ha avuto per niente facilità di nascita. Ma, anche qui, ho rifiutato la ricerca di uno stile: accadesse quel che accadesse, mi sono abbandonato alle idiosincrasie, alla scozzarizzazione del mondo come lo interpreto e lo esigo, per la prima volta attento alla chiarezza delle follie che inanellavo, per la seconda volta attento all’esattezza clinica dei ricordi.</p>
<p><strong>Il compiaciuto scialo di malefici aneddoti non è il modo per esorcizzare un horror vacui?</strong><br />
Ma quale compiaciuto. Intanto, come si dice sempre in uno stupro, è tutta roba vera. Mi sono stuprato per Voi. Da vero Stupratore Terminale, ogni tanto mi minacciavo: “<em>Ne vuoi ancora? Ne ho</em>”. Ma lo spazio, il tempo… sa com’è coi limiti. Poi non s’è trattato tanto d’esorcizzare, quanto di replicare <em>bene</em> la struttura a vignette d’un fumetto: era quello il telaio immaginato, che ha dato vita ad una scrittura a flash, a volte brevi e violenti. La sua impressione d’<em>horror vacui</em> deriva dal fatto che le ho tolto il fiato: finita una vignetta c’è subito quella dopo. Fumetti, ricorda? Per facilitarmi la stesura d’un tessuto non tessuto, non ho allestito scalette, schede, soggetti. Accadesse quel ch’ecc.</p>
<p><strong>A dieci anni confezionò il fumetto “<em>I ribelli dell&#8217;Idea</em>”. Vanagloria o profeticità Bimba?</strong><br />
No, vanagloria no. Non ricorda com’era da bambino? Un mostrino totipotente, al quale tutto era dovuto e per il quale ogni cosa era possibile. L’Universo era creato<em> per te</em>, regalato <em>solo a te</em>: un egoismo mostruoso, e magico. Nel mio caso anche cronico e <em>salutare</em>: da allora le so pensare tutte, so fare tutto quello che penso. Peccato che gli altri me lo impediscano. Arf.</p>
<p><strong>Fumettista, fumettaro, Autore di Fumetti. C’è differenza?</strong><br />
Il <em>fumettista</em>, o letterista, mesta figura tecnica, è il morto di fame che ficca le parole di un altro semplicino, lo <em>sceneggiatore</em>, nei <em>baloon</em>, o<em> fumetti</em> propriamente detti, lasciati bianchi apposta dal disegnatore, ulteriore mestissima figura tecnica che nei fumettifici al metro passa la vita a disegnar puttanate pensate da qualcuno che non vede mai.<br />
Il <em>fumettaro</em>, altrimenti detto brocco, è una semplice figura merdosa: agisce all’insegna del “<em>Proviamoci, chi se ne sbatte</em>”, presume di poter calcare le redazioni con le sue povere cose. Paria della mano e dell’intelletto, lo riconosci al volo: si firma con uno pseudonimo ricavato dal nome e stravede per i giappi, o scimmie gialle. Partecipa ai forum. Ha un blog. Se gli spieghi ciò che pensi di lui, s’offende.<br />
L’<em>Autore di Fumetti</em> se la pensa e se la disegna, è un Autore nel senso maturo del termine; non uscirà allo scoperto se prima non sarà assolutamente convinto di essere tecnicamente, moralmente ed intellettualmente un Mostro. Non serve descriverlo, ne senti il profumo appena lo leggi. Lo sente?</p>
<p><strong>Perchè il Fumetto è Maschile?</strong><br />
Ricevemmo severi imprinting durante l’infanzia: matite colorate, soldatini, macchinine e a scapaccioni l’Ordine di conquistare l’Universo, di Portare a Casa. Le donne, bamboline, passeggini e a scapaccioni l’Ordine di essere Appetibili, Entrare Presto in un’Altra Casa.</p>
<p><strong>La genesi del libro. Puro Scòzzari. La racconta?</strong><br />
No, la prego. Anche questo fa parte di una sorta di rivelazioncina finale, italiana. Perché odia tanto le sorprese? A Pasqua la spegnevano a Serenase, scommetto.</p>
<p><strong>No. A proposito, quali sorprese prepara? Leggendola, si ha la sensazione d’un vulcano sempre lì lì per…</strong><br />
Vulcano. Mi <em>piace</em>, quest’immagine. Assai <em>consona</em>. Pure lì lì non è male. Ho appena rinfrescato <em>XXXX! Racconti porni</em>, che la <strong>Coniglio Editore</strong> reimmetterà in libreria entro l’anno, e sto curarizzando “<em>Filippo Scòzzari e l’Insonnia Occidentale</em>”, un’antologia di ciò che mi tien desto la notte. Quante cose da fare, da smontare, smerdare. Non si finisce più, mi creda, e nessuno a darmi una mano.</p>
<p>[<em>Immagini tratta da</em> <a TARGET="_blank" HREF="http://manualedellartebimba.blogspot.com/">Manuale dell&#8217;Arte bimba</a> <em>e da</em> <a TARGET="_blank" HREF="http://www.webalice.it/3cinni/index.html">I DIVERTIMENTI SEGRETI DI BABBOBLU</a>.]</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/14/scozzari-e-la-scozzarizzazione-del-mondo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5664</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-08-05 06:22:08 by W3 Total Cache
-->