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		<title>Azione Kappa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 02:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[casa editrice zona]]></category>
		<category><![CDATA[effekappa]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[Franz Kafka]]></category>
		<category><![CDATA[franz krauspenhaar]]></category>
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					<description><![CDATA[Effe Kappa. Nuove poesie di Franz Krauspenhaar Editrice ZONA, Una nota di effeffe &#8220;Sporco sono, Milena, infinitamente sporco, perciò faccio tanto chiasso per la purezza. Nessuno canta con maggiore purezza di coloro che stanno nell&#8217;inferno più profondo: ciò che chiamiamo il canto degli angeli è il loro canto&#8221;. Franz Kafka Quando ho cominciato a leggere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-41346" title="effekappa1" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/01/effekappa1.jpeg" alt="" width="221" height="299" /></p>
<p><strong>Effe Kappa</strong>. <em>Nuove poesie</em><br />
di <strong>Franz Krauspenhaar</strong><br />
<a href="http://www.editricezona.it/">Editrice ZONA</a>,<br />
Una nota di <strong>effeffe</strong></p>
<p style="text-align: right;">&#8220;Sporco sono, Milena, infinitamente sporco,<br />
perciò faccio tanto chiasso per la purezza.</p>
<p style="text-align: right;">Nessuno canta con maggiore purezza<br />
di coloro che stanno nell&#8217;inferno più profondo:<br />
ciò che chiamiamo il canto degli angeli è il loro canto&#8221;.<br />
<strong>Franz Kafka</strong></p>
<p>Quando ho cominciato a leggere il nuovo libro di poesie di Franz, dai primi componimenti fino alla fine, risuonava in me questo passaggio della corrispondenza di Kafka con Milena. Lo avevo  trascritto per la mia tesi di laurea in filosofia dall&#8217;altisonante titolo &#8220;La questione della colpa in Karl Jaspers&#8221;, tesi discussa più di vent&#8217;anni fa e che, ora, leggendo <strong>effekappa</strong>, mi sono andato a riprendere in fondo a un cassetto per ritrovare la citazione, precisa e calzante. Ci sono degli autori in Italia, non tanti in verità, la cui opera non è carriera, ovvero successione di tappe che aspirano a un traguardo, ma  chiasso, <em>vacarme, bruit</em>, rumore. Frequento le pagine di FK da qualche anno ormai e so due cose, almeno. La prima, è che &#8220;tanto rumore&#8221; non è mai per nulla,  come non è <em>per nulla</em> nessuna rivolta per quanto destinata al fallimento, alla sconfitta. Perché uno scrittore che abbia a cuore la letteratura non può che sposare cause perdute, sedurle, desiderare di scoparsele e amarle al punto di farsi detestare per tanto amore, privarsene con un moto d&#8217;odio, certo, ma sempre per quello stesso amore. La seconda è che l&#8217;opera di <strong>effekappa,</strong>  dai romanzi ai racconti, dalle poesie fino alle esternazioni  nei social network sono come una infinitamente aperta <em>correspondance</em> . Franz  scrive a suo padre, al fratello, alla donna amata, ma soprattutto al lettore, ogni volta, facendolo sentire interlocutore imprescindibile. Le sue sono corrispondenze dal carcere, dal baratro, dal buio, perché in letteratura non si può prescindere dall&#8217;inferno, nemmeno quando le pagine più premiate bruciano ai fuochi fatui delle classifiche e  della <em>notorietà </em>a botte di televisione o di illuminati critici, al neon, néant. Delle lettere poetiche che compongono il libro ho scelto quella al suo Alter Ego, Ego Alter, in omaggio all&#8217;amico che sento, di tanto in tanto, Franz e a quello che mi porto dentro dalla più crudele infanzia, Kafka.</p>
<p><strong>Kafka</strong><br />
Franz, quanta disperazione in quell’insetto<br />
che ronzava sulla mia testa, una specie<br />
di mosca viola, la metamorfosi di un sogno<br />
all’apertura di un libro, giovinetto come<br />
l’angoscia di chi non sa, di chi dietro<br />
le curve dell’incanto spegne fuochi<br />
polverizzati, senza un significato.<br />
<span id="more-41345"></span></p>
<p>Franz, da un castello silenzioso,<br />
guardava se stesso girare, là sotto,<br />
cercare l’entrata al labirinto, taglio<br />
netto nella gola; il suono d’urlo<br />
non si emette, il silenzio è fuoco<br />
di maglie strette, di prigione,<br />
l’uomo è vinto al suo secolo<br />
perenne, lento, giunto fin qui.<br />
Franz, in quell’America di fossili<br />
pulsanti e circhi folli e navi nere<br />
e trionfanti come le piattaforme<br />
di un vampiro. Nosferatu nel bianco<br />
del sogno, ottuso, compagno<br />
d’aliti nel viaggio continentale.<br />
Franz al processo, milioni di anime<br />
e danni e colpe scorse come pieghe<br />
dagli anni, la colpa d’un’esistenza<br />
fallita, grigia; sinfonica accettazione<br />
del nulla, della perdita di un senso.</p>
<p>Tornando al cambiamento surreale,<br />
di ritorno da un viaggio sopra pagine<br />
che prima di morire lui voleva nere,<br />
illeggibili nella sparizione; e appare<br />
il mondo – un cupo, lungo risveglio,<br />
un tenebroso abbandono alla calma<br />
irreale. Franz ci abbandona al niente,<br />
a questo dolente interrogarci.<br />
Le iniziali mi fecero spavento, le mie stesse,<br />
F e K e la Boemia terra d’origine<br />
e il padre della lettera, così a trovare<br />
ossa, piantate nelle terre uguali.<br />
Non saprei chi sono se non ci fosse<br />
Franz, a dimostrarmi che fui altro,<br />
prima di poterlo sapere. Franz è il dono<br />
d’un rampicante invincibile,<br />
d’un verbo immenso che tiene ogni frase,<br />
concetto, salto, discesa e origine.<br />
Nei miei quindici anni leggevo i racconti<br />
come resoconti di un fantasma. Cercavo<br />
nelle note il diagramma, la spiegazione<br />
di ciò che era inspiegabile. Leggevo<br />
parole incomprensibili di filosofi attenti,<br />
maniacali, votati per la vita all’esegesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Max Brod lo vedevo pesante, un macigno<br />
sopra di lui e dentro di sé, grasso compresso<br />
dal voto d’infedeltà. Non volle buttare<br />
al vento le nervature del genio, volle invece<br />
trasportare quell’opera già nata postuma<br />
per i lunghi raccordi di pietra della storia.<br />
Di fronte a quelle pagine erette e pulite,<br />
distoniche, assurde, l’esistenza si spiega,<br />
come nessun filosofo può ardire.<br />
Nessuna sentenza certa, ma la fantasia<br />
di ciò che ci è vicino, dentro, tra occhi<br />
e lingua e tatto, di cui tutto ha l’impregno.<br />
Franz tracciò le note oceaniche del moderno<br />
sentire e del procedere senza ore,<br />
bussole, né porti di qualunque attracco salvo.</p>
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		<title>All&#8217; Involata pagina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 08:41:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Auroralia]]></category>
		<category><![CDATA[casa editrice zona]]></category>
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					<description><![CDATA[Da sabato 5 a martedì 8 dicembre 2009 &#8211; ROMA Eur &#8211; Palazzo dei Congressi PIù LIBRI PIù LIBERI &#8211; 8a FIERA DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA Oggi allo stand D-03 della casa Editrice Zona, dagli antichissimi amici ( ormai abbiamo un&#8217;età) Piero e Silvia, si accoglie e festeggia un&#8217;opera collettiva che vede tra gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da sabato 5 a martedì 8 dicembre 2009 &#8211; ROMA Eur &#8211; Palazzo dei Congressi<br />
<a href="http://www.piulibripiuliberi.it">PIù LIBRI PIù LIBERI</a> &#8211; 8a FIERA DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA<br />
Oggi allo stand D-03 della casa Editrice Zona, dagli antichissimi amici ( ormai abbiamo un&#8217;età) Piero e Silvia, si accoglie e festeggia un&#8217;opera collettiva che vede tra gli autori tante persone che avrei voluto salutare. Li abbraccio così, allora, alla Furlen!<br />
effeffe<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/12/13544_1247654680834_1513446438_664260_4824788_n.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/12/13544_1247654680834_1513446438_664260_4824788_n-209x300.jpg" alt="13544_1247654680834_1513446438_664260_4824788_n" title="13544_1247654680834_1513446438_664260_4824788_n" width="209" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-27159" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/12/13544_1247654680834_1513446438_664260_4824788_n-209x300.jpg 209w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/12/13544_1247654680834_1513446438_664260_4824788_n.jpg 422w" sizes="(max-width: 209px) 100vw, 209px" /></a></p>
<p>In copertina Untitled 1987 di Jerry Uelsmann<br />
Con testi di Silvia Ancordi, Maria Gabriella Bartocci, Mario Bianco, Isabella Borghese, Mario Borghi, Cristina Bove, Andrea Bruni, Elisabetta Bucciarelli, Carlo Cannella, Alex Cartoni, Melania Ceccarelli, Gaja Cenciarelli, Enzo Ciampi, Fabio Ciriachi, Giulia Colavolpe Severi, Gaia Conventi, Anna Costalonga, Laura Costantini, Lina Dettori, Pasquale Esposito, Loredana Falcone, Cristiana Danila Formetta, Gemma Gaetani, Giovanna Giordani, Enrico Gregori, Franz Krauspenhaar, Silvia Leonardi, Fiamma Lolli, Andreina Lombardi Bom, Domenica Luise, Anna Mallamo, Sabrina Manfredi, Carmine Mangone, Nina Maroccolo, Rossana Massa, Massimo Maugeri, Stefano Mazzoni, Isabella Moroni, Paola Pioppi, Massimo Rainaldi, Giuseppe Selo, Francesca Serafini, Marco Simonelli, Carlo Sirotti, Simone Tempia, Lucia Tosi, Giusto Traina, Chiara Valerio, Monica Viola, Alessandro Zannoni, Giovanna Zunica.</p>
<p>&#8220;Chi mi conosce sa bene &#8211; scrive Gaja Cenciarelli nell&#8217;introduzione &#8211; quanto io ami l&#8217;arte di Jerry Uelsmann. Ho scelto una foto dal suo archivio (Untitled 1987, ribattezzata in corso d&#8217;opera La donna volante) e ho invitato un gruppo di amici – scrittori, editor, giornalisti, traduttori, poeti, o anche semplicemente amanti dei buoni libri – a scrivere circa tremila battute, in prosa o in poesia, ispirate alla figura femminile sospesa in aria, che si riflette su uno specchio d&#8217;acqua. Ho ricevuto cinquanta pezzi, che ho iniziato a pubblicare in coppia sul mio blog www.sinestetica.net&#8221;. </p>
<p>Così è nata Auroralia, insieme agli auroralici e alle auroraliche. Un fenomeno, un movimento solidale in continua evoluzione&#8221;. </p>
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