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	<title>circolo dei lettori Torino &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Un libro vi trasporterà: Giorgio Vasta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 12:36:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuova puntata di &#8221; Un libro vi trasporterà &#8221; per gli amici di Torno Giovedì , dedicata a &#8220;Spaesamento&#8221; (ed. Laterza) , di Giorgio Vasta. Con lui, Tommaso Cerasuolo, cantante dei Perturbazione, band con cui Giorgio ha realizzato alcuni reading. La cornice è quella del Circolo dei lettori di Torino, e poi, poi c&#8217;è la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="460" height="288" src="http://www.youtube.com/embed/2xMOgO_zifo" frameborder="0" allowFullScreen></iframe></p>
<p>Nuova puntata di &#8221; Un libro vi trasporterà &#8221; per gli amici di <a href="http://www.tornogiovedi.it/">Torno Gioved</a>ì , dedicata a &#8220;Spaesamento&#8221; (ed. Laterza) , di Giorgio Vasta. Con lui, Tommaso Cerasuolo, cantante dei Perturbazione, band con cui Giorgio ha realizzato alcuni reading. La cornice è quella del Circolo dei lettori di Torino, e poi, poi c&#8217;è la furia autistica dei dittatori soft e il coraggio dei maratoneti. effeffe</p>
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		<title>A gamba tesa/ prima parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 09:20:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[circolo dei lettori Torino]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
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					<description><![CDATA[Né con le BR né con lo stato, delle cose. di Francesco Forlani Colpirne uno per educarne mille, dicevano sinistri gli assassini dei movimenti, della poesia gaia e rivoluzionaria, autenticamente sovversiva degli anni settanta e dei metropolitani, indiani. L’ideatore di Striscia la notizia, in un’intervista riportava come per lui, parafrasando il braccio armato della stella, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href='https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/05/gamba.gif' title='gamba.gif'><img src='https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/05/gamba.gif' alt='gamba.gif' /></a><br />
<strong>Né con le BR né con lo stato, delle cose.</strong><br />
di<br />
<strong>Francesco Forlani</strong></p>
<p><em>Colpirne uno per educarne mille,</em> dicevano sinistri gli assassini dei movimenti, della poesia gaia e rivoluzionaria, autenticamente sovversiva degli anni settanta e dei metropolitani, indiani. L’ideatore di <strong>Striscia la notizia</strong>, in un’intervista riportava come per lui, parafrasando il braccio armato della stella, a cinque punte, si trattava, con la televisione di <em>colpirne mille per educarne uno</em>.<br />
<span id="more-3909"></span><br />
 In letteratura ci troviamo spesso con <strong>ostinati avanguardisti</strong> , presi tra covi e nicchie, a confortare la propria solitudine con un’idea, una certa idea, d’avanguardia amata. Dall’altra i <strong>Baricchiani</strong>, i salonisti, i fieri, i festaioli intrattenitori, massacrano ogni riflessione che sia seria sulla letteratura sciorinando cifre e “approcci” quantitativi da logica maschilista e macha del “ chi ce l’ha più lungo, il codazzo al botteghino”. E poi ci siamo noi che non vogliamo colpire nessuno  né tanto meno educare. Cercare di capire anche se ai limiti dell’incazzatura. </p>
<p>Come se per “sdoganare”il fallimento di una cultura, quella degli ultimi vent’anni quanto più antiletteraria e anti romanesque si possa immaginare, bastasse spostare di qui per mettere lì, cambiare le voci, del capitolato, per continuare a portare in processione la salma della letteratura facendo finta e fingendo davanti “al grosso pubblico” che la mummia respiri. E che non sia mai esistita Caporetto.</p>
<p>Nel mio ultimo viaggio, perché ogni volta che ci ritorno col passare del tempo andare a Caserta non è una gita, ma una trasumananza, ho scoperto che gli unici ed ultimi bastioni di resistenza della piccolissima via principale, via Mazzini, il negozio di dischi del mio amico Giampaolo e la libreria anarchica, chiudevano bottega, appendevano le chiavi al chiodo. Al posto loro sorgeranno molto probabilmente altri due negozi di scarpe o di abbigliamento, il che non mi sorprende per un casertano che se di una cosa ha un terrore “farouche” è la propria nudità.</p>
<p>E se è vero quel che credo di sapere, ovvero che tantissime librerie chiudono per lasciare il posto a negozi di “prodotti” mi chiedo cosa possa mai farmene io delle cifre sbattute nelle terze pagine di oggi (ieri) del post coitum della fiera del libro, sugli ingressi record al salone. Come in un racconto assurdo partorito da Cortazar, il numero degli ingressi paganti   non corrisponde a quello dei lettori appagati. Ma allora se uno non legge cosa ci fa là dentro? Va a vedersi gli scrittori. Ed ecco che ormai si parla di flop o di successo di un incontro attribuendo a una visione più che  a un’altra il valore salvifico per un popolo sempre più ignorante. Guai a dire allora che il pubblico, il lettore, non capisce una cippa anche se in cuor proprio, tutti, gli editori in primis e in seconda battuta gli autori, sanno che ormai un libro si vende con la  fotografia primo piano in quarta, cui il libro fa da accessorio. Perché il pubblico, l’acquirente non è automaticamente un lettore. Magari ce ne fossero lettori, e magari fossero tanti. </p>
<p>Ora tutto questo si sa, lo si sapeva, anche noi lo sappiamo  quando ci passiamo tra le mani le carte di millantato credito messe sul tavolo insieme a quella maledetta caraffa d’acqua, ormai ingiallita e stantia, che è la stessa che gira da vent’anni sui tavoli dei dibattiti faticosi e fatiguantes per onorare l’oscuro assessore alla cultura di un buco del culo del mondo o il finto neo liberal signorotto di una nuova impresa umanista. Ah gli umanisti, terroristi dell’umano e poetically stravaccati, ma correttamente, col sedere sulle poltrone dei micropoteri e le mani sul culo di una semi idea.<br />
<em>Ma sì, ma no, ma chi l’ha detto che tutto va bene, qui va malissimo,</em> dicono gli uni. E gli altri ma no, <em>ma sì, ma no, ma chi l’ha detto che tutto va male, qui va benissimo</em>. E quando tutto va bene si festeggia n’est ce pas? </p>
<p>Tanti SMS con, <em>Franzo, ci vediamo alla festa Minimum</em>, <em>Francesco ci becchiamo verso mezzanotte al caffè Liber</em> (festa minimum fax). <em>Ehi Furlen, mi dice un’amica carissima, ho voglia di vederti, dai, vieni alla festa, quella sulla Dora</em> (ndr Caffè Liber, festa Minimum fax.) Allez on y va! Si va. E si arriva salvo poi volersene andare quasi subito e restare perché non appena la musica si impossessa di te e balli, (di me e ballo) non pensi più alla tua estraneità, ma abiti uno spazio infinito, in una bolla d’aria senza rete.<br />
Eppure, appena giunto al liber, alla festa minimum fax, al locale sulla Dora, il benvenuto non era tardato ad arrivare e non parlo di qualche mezza tacca di critico letterario o scriba incontrato &#8211; ad uno gli ho perfino detto che avremmo potuto essere amici- ma di un amico vero talento della scrittura accompagnato da una blondasse, che si presentava più o meno così:</p>
<p><em>sono critica d’arte<br />
sono una romanziera<br />
sono una cubista.<br />
</em></p>
<p>In verità non so se abbia detto “faccio” la cubista, definizione che  in mezzo a quanti che facevano gli scrittori, non mi avrebbe sconvolto più di tanto. Le ho anche detto che quindici anni fa avevo conosciuto una ragazza che si presentava con lo stesso CV, ma in più fotografa e sempre in più non te le diceva tutte insieme, ma un po’ alla volta, anno dopo anno. Ornela Vorpsi. </p>
<p>In verità il dramma dell’umile balzacchiano che abita in me era altrove, c’est à dire nel fatto che nonostante alla  ragazza sulla Dora, dorata, le accordassi  con il beneficio del dubbio e del possibile, lo statuto di scrittrice, e lo stesso come critica d’arte, quel che mi riusciva difficile credere era che facesse la cubista. Non c’aveva il fisico. Come del resto il fatto che nonostante ci fosse della buona musica gli invitati non ballassero. Questi si che sono segni. Nonostante ci siano bellissimi libri nessuno li legge e per legge post brigatista il fatto che non siano venduti significa che non esistono.</p>
<p>Del resto gli autori non dicono, <em>sai diecimila lettori hanno letto il mio romanzo, </em>no, per carità, essi dicono, <em>il mio libro ha venduto diecimila copie.</em><br />
<em> Lo hanno letto?</em> Chiedi e l’altro ti risponde: <em>come cazzo posso saperlo!</em> Ma poi la cosa è davvero importante? Certo che ci sono degli scrittori che amano i lettori come per esempio i fumettari, che al proprio lettore dedicano, in una fiera del libro con i controcoglioni come Angoulême, anche mezzora, dietro al banchetto per fare un disegno dedica al “benefattore”. </p>
<p>E non parlo di giovanissimi talenti (per me è un genio) come Paolo Cossi, che lo fa, ma di Mattotti o José  Muñoz  che ho visto coi miei occhi rispettare il proprio “pubblico”. Altro che quelle ridicole, inutili dedicazze “con amicizia”, con affetto, e poi giù con l’illeggibile firma. </p>
<p>E quando si fanno degli incontri letterari tra uno e diecimila esiste la cifra cinquanta. Cifra tonda e perfetta come quella, per difetto, dei presenti alla lettura alla Casa della Poesia, a Milano, qualche settimana fa, o  per eccesso nella lettura, a mio parere magicamente “intima” dei Persecutori, all’Hiroshima mon amour, con un immenso Paolo degli Yo Yo Mundi, che  in un’atmosfera da cave parigina anni cinquanta, ha omaggiato Boris Vian e non ha disertato l’incontro.</p>
<p>Perché poi chiunque abbia varcato la soglia di una storica cave di st Germain de Pres, quella di Vian, Greco, Sartre, Camus , sa che oggettivamente più di quaranta cinquanta persone non c’entrano. Provate anche coi locali storici del jazz parigino, <strong>il duc des lombards</strong>, per esempio, quello di Coltrane, Miles Davis, Chet Baker. Arrivati a cinquanta non si respira più. Perché i templi del jazz, del teatro o della cultura sono piccolissimi, quasi dei monolocali, come la <strong>Camera verde </strong>a Roma, o <strong>Lo spazio libero</strong> a Napoli.(Esiste ancora?)e tantissimi altri. Per fortuna!!</p>
<p> Qui termina la prima parte. Adesso mi fermo, sono le due, non ho sonno ma devo dormire. La seconda parte di questa mia nota balzacchiana la vorrei dedicare al Circolo dei lettori di Torino, perché Valeria aveva ragione, quando diceva che è un luogo che può vivere e respirare, ed è quello che ho visto in occasione del bellissimo , bellissimo perché semplice, l<strong>itcamp </strong> torinese lo scorso sabato. Cosa di cui sarò per sempre grato a effe, del blog herzog, organizzatore con altri due eroi della giornata, dunque effeffeeffe. Buonanotte.</p>
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		<title>Letture Indiane/Post</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 09:38:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[circolo dei lettori Torino]]></category>
		<category><![CDATA[letture indiane]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Nazione Indiana “Post” è il nome che viene dato, nei blog, agli articoli pubblicati (e “postare” è l’azione del pubblicare un articolo). Ma non solo. Perché “post” è una sequenza di lettere che compare in una serie di parole che identificano ognuna un’esperienza. “Post” è parte della parola “postura” così come della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>a cura di <strong>Nazione Indiana</strong></p>
<p>“Post” è il nome che viene dato, nei blog, agli articoli pubblicati (e “postare” è l’azione del pubblicare un articolo). Ma non solo. Perché “post” è una sequenza di lettere che compare in una serie di parole che identificano ognuna un’esperienza. “Post” è parte della parola “postura” così come della parola “posto”, di “postumo” e di “postmodernismo”. E di tante altre.</p>
<p><span id="more-3319"></span></p>
<p>Nazione Indiana esce dalla rete e inaugura una serie di tre reading presso il <strong>Circolo dei Lettori di Torino</strong>. Si comincia il <strong>19 febbraio</strong> alle <strong>21,00</strong>. Con il tema “<strong>Post</strong>” si confronteranno <strong>Gianni Biondillo, Francesco Forlani, Sergio Garufi, Andrea Inglese</strong> e <strong>Franz Krauspenhaar</strong>, presentati da <strong>Giorgio Vasta</strong>. Si parlerà di wrestling e di lavoro, di Federico Zeri e della Madonna di Medjugorie, dei video scaricati dagli adolescenti su You tube e delle circostanze della frase, e si racconterà la storia di un ghost writer che decide di uccidere il suo alter ego pubblico e di una sbronza post crollo del Muro di Berlino.</p>
<p>Un viaggio intorno alla parola “post” per scoprire che senza rendercene conto viviamo tutti, più o meno serenamente, al centro di un “post”.<br />
Per informazioni: <a href="https://www.nazioneindiana.com/">www.nazioneindiana.com</a><br />
Il Circolo dei Lettori (<a href="http://www.circololettori.it/">www.circololettori.it</a>) è a Torino in via Bogino 9, presso Palazzo Graneri della Roccia. Info: 011.4326820 – 011.4326821<br />
<a href="mailto:info@circololettori.it">info@circololettori.it</a></p>
<p><strong>Aggiornamento 20 febbraio 2007:</strong><br />
Ecco alcune foto di ieri sera<br />
<img decoding="async" id="image3342" alt="sala al circolo dei lettori a torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post1.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" id="image3343" alt="altra sala al circolo dei lettori a torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post2.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" id="image3344" alt="divanetti retro al circolo dei lettori a torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post3.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" id="image3345" alt="il ristorante al circolo dei lettori di torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post4.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" id="image3346" alt="francesco forlani in preparazione al circolo dei lettori di torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post5.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" id="image3347" alt="giorgio vasta al circolo dei lettori di torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post6.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" id="image3348" alt="ancora giorgio vasta al circolo dei lettori di torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post7.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" id="image3349" alt="franz krauspenhaar al circolo dei lettori di torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post8.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" id="image3350" alt="ancora franz krauspenhaar al circolo dei lettori di torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post9.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" id="image3351" alt="gianni biondillo al circolo dei lettori di torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post10.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" id="image3352" alt="francesco forlani al circolo dei lettori di torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post11.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" id="image3353" alt="francesco forlani al circolo dei lettori di torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post12.jpg" /></p>
<p> </p>
<p><img decoding="async" id="image3355" alt="sergio garufi al circolo dei lettori di torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post14.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" id="image3356" alt="andrea inglese al circolo dei lettori di torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post15.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" id="image3357" alt="andrea inglese al circolo dei lettori di torino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/02/post16.jpg" /></p>
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