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	<title>Crisitano Cavina &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Inutile Tentare Imprigionare Sogni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2014 08:23:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Crisitano Cavina]]></category>
		<category><![CDATA[gianni biondillo]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura italiana contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
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					<description><![CDATA[ di Gianni Biondillo Cristiano Cavina, Inutile Tentare Imprigionare Sogni, Marcos y Marcos, 2013, 215 pag. &#160; Camuffandosi di continuo dietro personaggi molto simili fra loro, per sensibilità e scenari, da circa un decennio Cristiano Cavina stila per noi una personale saga familiare ed esistenziale. Inutile Tentare Imprigionare Sogni è (vedasi l’acronimo) la storia del faticoso superamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/InutileTentareImprigionareSogni.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-48325" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/InutileTentareImprigionareSogni.jpg" alt="InutileTentareImprigionareSogni" width="245" height="391" /></a> di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p><strong>Cristiano Cavina, <em>Inutile Tentare Imprigionare Sogni</em>, </strong>Marcos y Marcos, 2013, 215 pag.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Camuffandosi di continuo dietro personaggi molto simili fra loro, per sensibilità e scenari, da circa un decennio Cristiano Cavina stila per noi una personale saga familiare ed esistenziale. <em>Inutile Tentare Imprigionare Sogni</em> è (vedasi l’acronimo) la storia del faticoso superamento della linea d’ombra di un adolescente imprigionato nella gabbia illogica di un Istituto tecnico. Non ci si muove mai dal piccolo mondo di Cavina &#8211; Casola Valsenio, Romagna collinare &#8211; persino Imola sembra, in questo libro, una terra esotica. Ma non c’è claustrofobia nelle sue pagine. Mai come con questo scrittore per raccontare l’universale occorre passare dalla provincia profonda.</p>
<p>Attorno a Creonti, un Dylan Dog grasso indaffarato a evitare interrogazioni come soldati in trincea evitano proiettili vaganti, vive una pletora di personaggi più che probabili se s’è cresciuti nella provincia contadina: ragazzi sradicati dai campi per un sogno di emancipazione sociale che, agli occhi dei genitori semianalfabeti, passa dal tornio o dall’officina. C’è Maria, fumatore dagli occhi di brace, c’è Oscar, bello e pluriripetente, il Conte Vlad, professore allo sfascio, e tanti altri. Tutti maschi, esclusi per destino classista (le ragazze stanno al liceo o a ragioneria), dal mistero del sesso.</p>
<p>Scrivere degli anni di scuola è terreno limaccioso. Lo dice lo stesso narratore: i racconti delle avventure altrui, così minime, divertono solo chi li racconta. È un errore tipico di ogni scrittore esordiente. Quello che per fortuna Cavina non è: non ostante pagine davvero esilaranti, non ostante una lingua colma di similitudini vertiginose, lo sguardo sul passato è completamente privo di nostalgia. Affiora invece un sentimento di melanconia crudele. Quelli dell’adolescenza sono gli anni dove ci giochiamo tutto, senza saperlo. Impreparati alla vita che verrà. Aperta la gabbia della prigione scolastica, quando saremo finalmente liberi, sapremo davvero spiccare il volo o resteremo con le zampe affondate nel nostro stesso guano?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(<em>pubblicato precedentemente su</em> Cooperazione, <em>n 41 del 8 ottobre 2013</em>)</p>
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