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	<title>Daley D &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>La resistenza agli antibiotici ed il timore della parola &#8220;evoluzione&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 05:10:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Abbate JL]]></category>
		<category><![CDATA[Antonovics J]]></category>
		<category><![CDATA[Baker CH]]></category>
		<category><![CDATA[charles darwin]]></category>
		<category><![CDATA[Daley D]]></category>
		<category><![CDATA[darwin]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Hood ME]]></category>
		<category><![CDATA[vincenzo della mea]]></category>
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					<description><![CDATA[Antonovics J, Abbate JL, Baker CH, Daley D, Hood ME, et al introduzione, adattamento e traduzione di Vincenzo Della Mea Tra le ragioni che i creazionisti portano contro la teoria dell&#8217;evoluzione c&#8217;è la considerazione che non ci sarebbero prove a suo favore, per cui non si tratterebbe di teoria scientifica ma di pura ipotesi, e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Antonovics J, Abbate JL, Baker CH, Daley D, Hood ME, et al</strong></p>
<p>introduzione, adattamento e traduzione di <a href="http://www.dellamea.it/">Vincenzo Della Mea</a></p>
<p><em>Tra le ragioni che i creazionisti portano contro la teoria dell&#8217;evoluzione c&#8217;è la considerazione che non ci sarebbero prove a suo favore, per cui non si tratterebbe di teoria scientifica ma di pura ipotesi, e quindi allo stesso livello del creazionismo.</em></p>
<p><em>Invece prove a favore ce ne sono sotto forma di processi biologici spiegati bene dalla teoria dell&#8217;evoluzione, e tra queste una importante, anche se non l&#8217;unica, è data dall&#8217;evoluzione dei batteri verso forme resistenti agli antibiotici.</em></p>
<p><em>Si tratta di divulgare anche questi fatti, in modo che la discussione non rimanga a livello di scontro politico o religioso, dove più o meno tutto diventa accettabile, ma si porti sul più specifico campo scientifico, con lo scopo di fare comprendere che l&#8217;evoluzione ha conseguenze pratiche importanti esattamente come la altrettanto inspiegabile forza di gravità.<span id="more-16358"></span></em></p>
<p><em>L&#8217;articolo scientifico che segue in traduzione ridotta riporta alcune valutazioni riguardo l&#8217;uso della parola &#8220;evoluzione&#8221; negli articoli scientifici che riguardano la resistenza agli antibiotici: Antonovics e colleghi hanno scoperto che, nell&#8217;ambito biomedico più generale, tale parola viene utilizzata  molto più raramente di quanto succeda sulle riviste di biologia evoluzionistica, anche quando vengono descritti correttamente proprio dei processi evolutivi. Pur non trattandosi propriamente di un&#8217;autocensura, pare vengano preferite espressioni diverse (per esempio, &#8220;emergere&#8221;), sia per abitudine, sia per una malintepretata lentezza del processo sottinteso dalla parola evoluzione (che in determinate nicchie può anche essere molto veloce).</em></p>
<p><em>Il medium attraverso cui la popolazione viene a conoscenza dei nuovi risultati scientifici non è direttamente la letteratura scientifica primaria (l&#8217;articolo scientifico), ma la sua divulgazione tramite quotidiani, riviste, televisione, che selezionano alcuni dei risultati portandoli ad una platea più ampia.</em></p>
<p><em>I ricercatori hanno quindi verificato le conseguenze di tale scelta terminologica su articoli divulgativi comparsi su media popolari, che paiono ricalcare le scelte terminologiche degli articoli scientifici che commentano, sottostimando quindi l&#8217;impatto del processo evolutivo.</em></p>
<p><em>I ricercatori hanno infine valutato se si può scorgere una qualche tendenza nel tempo, dimostrando che in realtà sempre più spesso, in articoli scientifici generici e nei progetti finanziati dalle agenzie nazionali statunitensi, viene utilizzato il termine &#8220;evoluzione&#8221;. Una delle ragioni per questo aumento pare sia il fatto che in passato, onde evitare controversie, le agenzie di finanziamento scoraggiavano l&#8217;uso di terminologia evolutiva nei titoli e nei sommari dei progetti.</em></p>
<p><em>L&#8217;articolo è stato pubblicato su PLOS Biology, rivista scientifica con impact factor pari a 13,5. Invito chi conosce l&#8217;inglese a leggere direttamente l&#8217;originale (disponibile gratuitamente in quanto la rivista segue il paradigma open access), poiché quella che segue è solo una traduzione di servizio, ridotta nelle parti più tecniche relative alla metodologia dell&#8217;indagine. VDM<br />
</em></p>
<h4>Antonovics J, Abbate JL, Baker CH, Daley D, Hood ME, et al. (2007) <em>Evolution by Any Other Name: Antibiotic Resistance and Avoidance of the E-Word.</em> PLoS Biology 5(2): e30 doi:10.1371/journal.pbio.0050030</h4>
<p><a href="http://biology.plosjournals.org/perlserv/?request=get-document&amp;doi=10.1371/journal.pbio.0050030">http://biology.plosjournals.org/perlserv/?request=get-document&amp;doi=10.1371/journal.pbio.0050030</a></p>
<p>L&#8217;incremento della resistenza dei patogeni umani agli antibiotici è attualmente uno degli esempi meglio documentati di evoluzione in azione, e, poiché ha dirette conseguenze di vita e di morte, fornisce la più forte ragione per l&#8217;insegnamento della biologia evoluzionistica come scienza rigorosa nei corsi di biologia delle scuole superiori, università, e facoltà mediche.</p>
<p>Nonostante l&#8217;importanza della resistenza agli antibiotici, si dimostrerà come la specifica parola &#8220;evoluzione&#8221; sia usata di rado negli articoli che descrivono questo tipo di ricerca. Della resistenza agli antibiotici si dice che &#8220;emerge&#8221;, &#8220;compare&#8221;, o &#8220;diffonde&#8221;, piuttosto che &#8220;evolve&#8221;. Inoltre, si mostrerà come lo scarso utilizzo della parola &#8220;evoluzione&#8221; da parte della comunità scientifica può avere un impatto diretto sulla percezione pubblica dell&#8217;importanza della biologia evoluzionistica nelle nostre vite quotidiane.</p>
<p>Per stabilire se la parola &#8220;evoluzione&#8221; è usata con frequenza differente da biologi evoluzionisti e ricercatori in campo medico più generale, è stata effettuata una ricerca tra le pubblicazioni scientifiche dal 2000 in poi per reperire articoli e rassegne relativi alla antibiotico-resistenza. (&#8230;). Sono stati poi confrontati 15 articoli pubblicati su riviste evoluzionistiche con 15 articoli pubblicati su riviste mediche.</p>
<p>Ogni lettore ha letto interamente gli articoli. In ogni articolo sono state esplicitamente annotate e contate le parole o frasi usate per descrivere il processo evolutivo, per ottenere la proporzione di volte che la parola &#8220;evoluzione&#8221; (o i suoi lessemi come &#8220;evolutivo&#8221; o &#8220;evolvere&#8221;) è stata usata quando veniva fatto riferimento al processo evolutivo.  (&#8230;)</p>
<p>I risultati della rassegna hanno mostrato una grande disparità nell&#8217;uso di parole tra la letteratura scientifica negli ambiti della biologia specificamente evoluzionistica e della ricerca biomedica più generale (fig. 1).</p>
<figure id="attachment_16359" aria-describedby="caption-attachment-16359" style="width: 450px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-16359" title="101371_journalpbio0050030g001-m" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/04/101371_journalpbio0050030g001-m.gif" alt="fig. 1" width="450" height="311" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/04/101371_journalpbio0050030g001-m.gif 600w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/04/101371_journalpbio0050030g001-m-300x207.gif 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /><figcaption id="caption-attachment-16359" class="wp-caption-text">fig. 1</figcaption></figure>
<p>Nei rapporti di ricerca su riviste evoluzionistiche o genetiche, la parola &#8220;evoluzione&#8221; è stata usata per descrivere processi evolutivi nel 65,8% delle volte (&#8230;) (su un totale di 632 frasi riferite all&#8217;evoluzione). Invece nella letteratura biomedica la parola &#8220;evoluzione&#8221; è stata usata solo il 2,7% delle volte (su un totale di 292 frasi riferite all&#8217;evoluzione), con una differenza altamente significativa dal punto di vista statistico. Oltretutto, mentre tutti gli articoli su riviste evoluzionistiche/genetiche usavano comunque la parola  &#8220;evoluzione&#8221;, 10 dei 15 articoli biomedici la evitavano totalmente.  Per descrivere la resistenza agli antibiotici erano invece usate nel 60% delle volte espressioni come &#8220;emergere&#8221; &#8220;diffondersi&#8221;, o &#8220;aumentare&#8221;. Al contrario, queste espressioni sono state usate solo nel 7,5% delle volte nella letteratura scientifica evoluzionistica.</p>
<p>Altre espressioni non tecniche usate per descrivere il processo evolutivo includono &#8220;sviluppare&#8221;, &#8220;acquisire&#8221;, &#8220;apparire&#8221;, &#8220;trend&#8221;, &#8220;diventare comune&#8221;, &#8220;migliorare&#8221;, e &#8220;nascere&#8221;. Includendo nell&#8217;analisi altre espressioni tecniche  relative all&#8217;evoluzione (es. &#8220;selezione&#8221;, &#8220;fitness differenziale&#8221;, &#8220;cambiamento genetico&#8221;, &#8220;adattamento&#8221;) l&#8217;esito sostanzialmente non cambia: nelle riviste evoluzionistiche,  le espressioni legate all&#8217;evoluzione sono state usate nel 79,5% delle volte in cui c&#8217;era l&#8217;opportunità di usarle, mentre nelle riviste biomediche sono state usate solo nel 17,8% delle volte.</p>
<p>Nonostante la disparità nell&#8217;uso delle parole, gli articoli biomedici comunque contenevano descrizioni professionali e competenti dei processi evolutivi.</p>
<p>A volte si sono insinuate nel testo espressioni come &#8220;sviluppare&#8221; o &#8220;acquisire&#8221;, ma le frasi possibilmente ingannevoli sono rare. Per esempio, è stata trovata una volta l&#8217;espressione &#8220;I batteri hanno imparato a resistere agli antibiotici&#8221; e in altra occasione &#8220;l&#8217;attività degli agenti antibiotici è diminuita&#8221; (che, se letta letteralmente, implicherebbe gli antibiotici stessi fossero cambiati piuttosto che i patogeni fossero evoluti). Ma queste erano eccezioni.</p>
<p>Leggendo gli articoli, non è stata trovata evidenza di sforzi deliberati da parte dei ricercatori biomedici di negare che i processi evolutivi siano coinvolti nell&#8217;incremento di antibiotico-resistenza. L&#8217;uso frequente del termine &#8220;emergenza&#8221; al posto di &#8220;evoluzione&#8221; sembra più il risultato di una fraseologia semplificata che è emersa e si è diffusa con l&#8217;abitudine e l&#8217;uso ripetuto.</p>
<p>Può anche essere che molti biologi evoluzionisti non specialisti considerino &#8220;evoluzione&#8221; una parola poco specifica che significhi &#8220;cambiamento graduale&#8221;, e che &#8220;emergenza&#8221; incorpori più specificamente gli aspetti che compongono il processo evolutivo, cioè mutazione, ricombinazione, e/o trasferimento orizzontale di resistenza. (&#8230;)</p>
<p>C&#8217;è anche la possibilità che il non utilizzo della parola &#8220;evoluzione&#8221; possa riflettere il senso errato che l&#8217;evoluzione implichi processi passati, lenti ed impercettibili. Ciò è più preoccupante, perché si fallisce nel riconoscere l&#8217;importanza dell&#8217;evoluzione come forza potente con effetto nelle popolazioni correnti di ogni organismo, e non solo nei microorganismi.</p>
<p>Una questione critica è se l&#8217;evitare la parola &#8220;evoluzione&#8221; ha impatto sulla percezione pubblica della scienza. Per investigare ciò, si è esaminato se l&#8217;uso del termine &#8220;evoluzione&#8221; nella letteratura scientifica abbia effetto sull&#8217;uso del termine nella stampa popolare, cioè se c&#8217;è evidenza di &#8220;eredità culturale&#8221; nell&#8217;uso della terminologia. Sono stati quindi cercati articoli sulla resistenza agli antibiotici comparsi su media nazionali come il New York Times, The Washington Post, Fox News e BBC. I risultati mostrano che la proporzione di volte che la parola &#8220;evoluzione&#8221; è stata usata negli articoli divulgativi era fortemente correlata con quanto spesso era usata nell&#8217;articolo scientifico originale cui l&#8217;articolo popolare si riferiva (fig.2).</p>
<figure id="attachment_16360" aria-describedby="caption-attachment-16360" style="width: 450px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-16360" title="101371_journalpbio0050030g002-m" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/04/101371_journalpbio0050030g002-m.gif" alt="fig. 2" width="450" height="430" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/04/101371_journalpbio0050030g002-m.gif 600w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/04/101371_journalpbio0050030g002-m-300x286.gif 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /><figcaption id="caption-attachment-16360" class="wp-caption-text">fig. 2</figcaption></figure>
<p>Questo mostra chiaramente come il pubblico è più esposto all&#8217;idea di evoluzione e delle sue conseguenze pratiche se la parola stessa è usata anche nella letteratura tecnica.</p>
<p>Per verificare se ci fossero cambiamenti d&#8217;uso nel tempo, è stata compiuta un&#8217;analisi per valutare l&#8217;uso della parola &#8220;evoluzione&#8221; dal 1991 al 2005 in 14 riviste scientifiche ma anche nei progetti di ricerca finanziati da NSF (National Science Foundation) e NIH (National Institute of Health).</p>
<p>I risultati hanno dimostrato che l&#8217;uso della parola &#8220;evoluzione&#8221; sta aumentando in ogni campo della biologia, con il maggiore incremento relativo nelle aree di scienze generali e medicina (fig.3). Questo riflette la crescente importanza dei concetti evoluzionistici nel campo biomedico, e evidenzia ancora di più la strana rarità con cui la parola &#8220;evoluzione&#8221; compare nella letteratura biomedica sull&#8217;antibiotico-resistenza.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16361" title="101371_journalpbio0050030g003-m" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/04/101371_journalpbio0050030g003-m.gif" alt="101371_journalpbio0050030g003-m" width="458" height="600" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/04/101371_journalpbio0050030g003-m.gif 458w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/04/101371_journalpbio0050030g003-m-229x300.gif 229w" sizes="(max-width: 458px) 100vw, 458px" /></p>
<p>E&#8217; stato ripetutamente suggerito (e reiterato da uno dei revisori dell&#8217;articolo)  che sia NIH che NSF in passato hanno attivamente scoraggiato l&#8217;uso della parola &#8220;evoluzione&#8221; nei titoli e nei sommari delle proposte per evitare controversie. Effettivamente, un ricercatore ha raccontato che nel titolo di una proposta gli autori sono stati spinti a cambiare l&#8217;espressione &#8220;evoluzione del sesso&#8221; nella più arcanamente eloquente &#8220;vantaggio della ricombinazione genomica bi-parentale&#8221;.</p>
<p>Attualmente, i ricercatori medici stanno sempre più realizzando che i processi evolutivi sono coinvolti in minacce immediate associate non solo con l&#8217;antibiotico-resistenza ma anche con le patologie emergenti. L&#8217;evoluzione della resistenza agli antibiotici ha avuto come risultato un incremento di due-tre volte nella mortalità di pazienti ospedalizzati, ha aumentato la durata del ricovero, e ha drammaticamente aumentato i costi dei trattamenti.</p>
<p>C&#8217;è poco dubbio che la teoria della gravità (una forza che non può essere né vista né toccata, e per la quale i fisici non hanno una spiegazione consensuale) non sarebbe stata accettata così rapidamente dal pubblico se non fosse stato per il fatto che ignorarla può avere risultati letali. Questa breve rassegna mostra che, usando esplicitamente la terminologia evoluzionistica, i ricercatori biomedici possono contribuire a comunicare al pubblico che l&#8217;evoluzione non è un tema che possa essere innocuamente relegato ai confini da tavolino del dibattito politico o religioso. Come la gravità, l&#8217;evoluzione è un processo quotidiano che direttamente influenza la nostra salute ed il nostro benessere, e promuovere invece che oscurare questo fatto deve essere un&#8217;attività essenziale per tutti i ricercatori.</p>
<p align="right"><em>Traduzione di Vincenzo Della Mea</em></p>
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