<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Damiano Sinfonico &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/damiano-sinfonico/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Aug 2017 12:55:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>José Carlos Rosales, Se volessi potresti alzarti e volare</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2017/09/09/jose-carlos-rosales-volessi-potresti-alzarti-volare/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2017/09/09/jose-carlos-rosales-volessi-potresti-alzarti-volare/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca fiorletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Sep 2017 05:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Bartleby Editores]]></category>
		<category><![CDATA[Damiano Sinfonico]]></category>
		<category><![CDATA[José Carlos Rosales]]></category>
		<category><![CDATA[madrid]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Se volessi potresti alzarti e volare]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=69584</guid>

					<description><![CDATA[José Carlos Rosales (Granada, 1952) ha pubblicato otto libri di poesie, di cui l’ultimo intitolato Si quisieras podrías levantarte y volar (Madrid, Bartleby Editores, 2017; in italiano: Se volessi potresti alzarti e volare). Il libro è composto da venticinque sequenze che raccontano la storia di un uomo in fuga. Presentiamo la prima, la quarta e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i>José Carlos Rosales (Granada, 1952) ha pubblicato otto libri di poesie, di cui l’ultimo intitolato </i>Si quisieras podrías levantarte y volar <i>(Madrid, Bartleby Editores, 2017; in italiano: </i>Se volessi potresti alzarti e volare<i>). Il libro è composto da venticinque sequenze che raccontano la storia di un uomo in fuga. Presentiamo la prima, la quarta e la quinta, a cura di Damiano Sinfonico.</p>
<p></i>*</p>
<p><strong>I (Le ali)</strong></p>
<p>Sarai così stanco che ti sentirai leggero,</p>
<p>così leggero</p>
<p>che anche ora potresti alzarti e volare:<span id="more-69584"></span></p>
<p>non pesi più, non peserai più come prima,</p>
<p>pesi davvero così poco</p>
<p>che il mondo ti sembra lontano,</p>
<p>anche la stanchezza ti sembra lontana,</p>
<p>è evaporata all’improvviso,</p>
<p>ciò che pesa a volte evapora</p>
<p>e anche ora potresti alzarti e volare:</p>
<p>non lo fai, non lo fai, e non sono</p>
<p>il peso del tuo corpo o la tua volontà</p>
<p>a impedirlo,</p>
<p>non lo fai</p>
<p>perché non c’è nessun posto</p>
<p>al quale vorresti tornare,</p>
<p>un luogo perduto o ignorato,</p>
<p>il posto dove potresti entrare e dissolverti,</p>
<p>sdraiarti con le ali piegate,</p>
<p>quelle ali giganti che ti impediscono di vivere,</p>
<p>ali immaginarie o finte,</p>
<p>le ali che non hai,</p>
<p>invisibili o bianche,</p>
<p>ma sei molto stanco e non lo fai,</p>
<p>non lo faresti, non vuoi farlo,</p>
<p>se volessi potresti alzarti e volare</p>
<p>e allontanarti dal mondo, e morire lontano,</p>
<p>se resti dove sei</p>
<p>sarai sempre come ora,</p>
<p>così stanco e così vivo,</p>
<p>così leggero e lontano,</p>
<p>così pesante,</p>
<p>così solo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IV (L’autostrada)</strong></p>
<p>Sei in autostrada e la macchina ti obbedisce,</p>
<p>non vai da nessuna parte,</p>
<p>tutti i posti passano e ti scivolano affianco,</p>
<p>tutti i posti sono uguali,</p>
<p>vedi le indicazioni, le insegne,</p>
<p>gli edifici in restauro con le gru,</p>
<p>cumuli di mattoni,</p>
<p>una stazione di servizio, annunci pubblicitari:</p>
<p>sei sceso in strada senza toccar terra,</p>
<p>l’ascensore ti porta</p>
<p>fino alla tua macchina,</p>
<p>ti porta al tuo garage,</p>
<p>non devi salutare nessuno,</p>
<p>da casa alla macchina,</p>
<p>dalla macchina alla strada,</p>
<p>da una strada a un’altra strada,</p>
<p>ti ritrovi in autostrada senza aver salutato nessuno,</p>
<p>e senti che la macchina ti obbedisce,</p>
<p>le ruote girano, il motore gira,</p>
<p>i motori si muovono, non si stancano,</p>
<p>sono macchine che girano di continuo:</p>
<p>il mondo è pieno di motori,</p>
<p>le cose sono piene di motori,</p>
<p>ci sono motori in ogni</p>
<p>angolo del mondo,</p>
<p>ce n’è uno nel frigorifero,</p>
<p>anche la lavatrice ha un motore,</p>
<p>e i ventilatori, la caldaia,</p>
<p>il microonde, gli orologi,</p>
<p>il tuo rasoio elettrico,</p>
<p>lo stereo,</p>
<p>la caffettiera, il forno,</p>
<p>il phon,</p>
<p>gli spremiagrumi, i frullatori,</p>
<p>tutto è pieno di motori,</p>
<p>il mondo è un motore,</p>
<p>è più facile trovare un motore</p>
<p>che un amico,</p>
<p>anche la porta del garage ha un motore,</p>
<p>e ti obbedisce sempre,</p>
<p>farà quello che vuoi,</p>
<p>si apre e si chiude,</p>
<p>se si rompe qualcuno viene</p>
<p>subito a ripararla,</p>
<p>tutto è in movimento,</p>
<p>tutto gira e si muove,</p>
<p>tutto è in movimento tranne te,</p>
<p>che ora fili in autostrada</p>
<p>verso un posto qualunque.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>V (Il cioccolatino)</strong></p>
<p>Ora stai aspettando il tuo turno</p>
<p>alla stazione di servizio,</p>
<p>in fila alla stazione di servizio,</p>
<p>aspetti il tuo turno davanti alla cassa,</p>
<p>ti annoi, ti annoiavi prima,</p>
<p>ti annoi sempre,</p>
<p>vai da una parte all’altra,</p>
<p>ti alzi dal letto per andare in cucina,</p>
<p>vai sul balcone per guardare i monti,</p>
<p>torni in cucina, entri in bagno,</p>
<p>passi dal tuo cuore alle tue cure</p>
<p>e ti sei fermato nella stazione di servizio</p>
<p>per fare una sosta,</p>
<p>hai in mano un giornale</p>
<p>e ora guardi la scatola di cioccolatini:</p>
<p>sono brillanti e rossi,</p>
<p>ci sono sempre cioccolatini</p>
<p>vicino alle casse,</p>
<p>anche alle casse dei supermercati</p>
<p>ci sono cioccolatini,</p>
<p>anche nelle farmacie ci saranno cioccolatini,</p>
<p>cicles, caramelle</p>
<p>alla menta, rinfrescanti</p>
<p>caramelle alla menta,</p>
<p>rasoi monouso,</p>
<p>dappertutto ci sono cioccolatini,</p>
<p>tutto è pieno di cioccolatini e di offerte,</p>
<p>ci sono solo offerte, nessuno ti chiede niente,</p>
<p>ti offrono di tutto,</p>
<p>non vogliono niente da te,</p>
<p>da te nessuno vuole niente,</p>
<p>vogliono solo che compri qualcosa,</p>
<p>e la coda è ferma, non si muove,</p>
<p><i>abbiamo un problema</i>,</p>
<p>dice il cassiere,</p>
<p><i>dobbiamo chiamare il responsabile</i>,</p>
<p>insiste con la sua faccia da elefante malato,</p>
<p>una faccia da eretico o da giudice,</p>
<p>pochi amici, un brutto carattere,</p>
<p>un muso da cane bastonato,</p>
<p>guardi il responsabile che arriva,</p>
<p>c’è sempre un responsabile,</p>
<p>dappertutto ci sono responsabili,</p>
<p>occulti o nascosti,</p>
<p>in agguato,</p>
<p>guardi i cioccolatini e il giornale,</p>
<p>davanti a te c’è una signora bionda,</p>
<p>anche lei in attesa,</p>
<p>si innervosisce,</p>
<p>e abbandoni la fila,</p>
<p>per mano tiene un bimbo piccolo,</p>
<p>lasci il giornale,</p>
<p>e il bimbo ti osserva immobile,</p>
<p>ti avvicini alla porta,</p>
<p>il bimbo parlotta con la bionda</p>
<p>che può essere sua madre,</p>
<p>una sorella maggiore, forse la nonna,</p>
<p>e il bimbo ti accusa o fa la spia,</p>
<p>tu torni alla macchina,</p>
<p>metti in moto e parti, non hai niente con te</p>
<p>finché non estrai dall’interno della giacca</p>
<p>un cioccolatino rosso,</p>
<p>e lentamente inizi a mangiarlo,</p>
<p>cerchi di tenere le mani sul volante,</p>
<p>non vuoi ancora</p>
<p>interrompere</p>
<p>la rotta.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2017/09/09/jose-carlos-rosales-volessi-potresti-alzarti-volare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">69584</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Non voglio annoiare il mondo con i miei aforismi</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/11/02/non-voglio-annoiare-mondo-miei-aforismi/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2016/11/02/non-voglio-annoiare-mondo-miei-aforismi/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca fiorletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 06:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Damiano Sinfonico]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=65071</guid>

					<description><![CDATA[di Damiano Sinfonico Buoni propositi Fare di tutto per non scrivere un libro. Fascino e repulsione Gli autori estremamente prolifici, come quelli estremamente parchi, affascinano e respingono: nei primi si sospetta il poco nel molto e nei secondi il molto nel poco. Ma dei primi basta leggere poco per indovinare molto e dei secondi bisogna [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <strong>Damiano Sinfonico</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Buoni propositi<br />
Fare di tutto per non scrivere un libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Fascino e repulsione<br />
Gli autori estremamente prolifici, come quelli estremamente parchi, affascinano e respingono: nei primi si sospetta il poco nel molto e nei secondi il molto nel poco. Ma dei primi basta leggere poco per indovinare molto e dei secondi bisogna leggere tutto per indovinare quello che manca.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mistero della scrittura<br />
Quando si scrive è necessario sentirsi unici, quando si legge è bello sentirsi affini.<span id="more-65071"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Eccentricità<br />
L’eccentricità di uno scrittore è direttamente proporzionale alla normalità dei suoi personaggi. E viceversa, uno scrittore inventa dei personaggi eccentrici per nascondere la propria normalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Differenza dogmatica tra critici e scrittori<br />
La differenza tra il critico e lo scrittore è che il primo ha il dovere di spiegare le cose che non capisce e il secondo ha il diritto di tacere le cose che sa.</p>
<p style="text-align: justify;">Opera e autore<br />
Mentre le opere sono chiare e facili e classificabili, i loro autori sono dei misteri.</p>
<p style="text-align: justify;">Maestri<br />
È inevitabile avere maestri ed è inevitabile che abbiano un difetto: si incollano su chi li sceglie e tutti li additano.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo ha detto Cortázar<br />
Alcuni (nel caso specifico i sudamericani) scrivono testi brevi per pigrizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Lettera d’amore<br />
Per te avrei abiurato l’ortografia.</p>
<p style="text-align: justify;">Originalità<br />
Il bello di una scrittura è che prima non c’era.</p>
<p style="text-align: justify;">Riconoscimenti<br />
Capita di stimare qualcuno più come critico che come scrittore, e più come persona che come critico.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiocciole<br />
Un aforisma è la bellezza del pensiero unita al pensiero della bellezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Classici<br />
I classici sono come vampiri: una volta letti non è possibile concepire la letteratura diversamente da loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Rovine<br />
Scriviamo sulle rovine di ciò che abbiamo scartato.</p>
<p style="text-align: justify;">Obblighi<br />
Chi scrive ha il compito di non ripetere luoghi comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, appunto<br />
Non voglio annoiare il mondo con i miei aforismi.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2016/11/02/non-voglio-annoiare-mondo-miei-aforismi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">65071</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Altre notizie su Nuvola</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/07/03/altre-notizie-su-nuvola/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2016/07/03/altre-notizie-su-nuvola/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca fiorletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jul 2016 05:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[aforismi e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Damiano Sinfonico]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=62896</guid>

					<description><![CDATA[di Damiano Sinfonico [inediti, aforismi e dintorni] Una volta Nuvola andò a Cuneo a cercare dei poeti. Gli dissero che non ce n’erano, si erano trasferiti a Milano. Però in provincia ne era rimasto uno, un mezzo poeta, perché scriveva prose. Allora andò in cerca di lui e lo trovò. Aveva la testa rasata e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Damiano Sinfonico</strong></p>
<p style="text-align: right;">[<em>inediti, aforismi e dintorni</em>]</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta Nuvola andò a Cuneo a cercare dei poeti. Gli dissero che non ce n’erano, si erano trasferiti a Milano. Però in provincia ne era rimasto uno, un mezzo poeta, perché scriveva prose. Allora andò in cerca di lui e lo trovò. Aveva la testa rasata e con accento piemontese gli disse: “Io scrivo prose brevi”. E Nuvola gli disse: “Io ho bisogno di alcuni versi, per favore, scrivine qualcuno solo per me”. Allora il mezzo poeta si chiuse tutta la notte nel suo studio e quando uscì brandiva un foglio con una prosa breve. E Nuvola gli chiese: “E i miei versi?”. “Ci sono, ma non si vedono, come le stelle durante il giorno”. <span id="more-62896"></span></p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta i tubi sono saltati, la sua casa si è allagata. Anche la scarpiera era piena d’acqua. Le chiavi d’argento, la maggiorana, il pesce rosso, tutto inondato. I manoscritti se li è portati via l’acqua. I vestiti col tempo si sono asciugati, ma le ossa sgocciolavano. Lo raccontava in modo stralunato, e intanto starnutiva.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">La casa di Nuvola era uno spazio aperto all’immaginazione. Il suo letto era lungo come una spiaggia, ombreggiato da piante tropicali. Diceva che la cucina era grande come il mondo e tutta la casa grande come un aeroporto.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Incarnava il suo tempo come un futurista in un mondo di arcadi. Sbigottì i suoi colleghi affermando che le poesie sono come la pubblicità, perché nascondono in un punto la loro forza di persuasione. E non tutte le poesie ce l’hanno.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Gli incipit lo ossessionavano. Una volta iniziò così: “Mi chiamo Nuvola, come tutti”, ma non si sentì originale e lo cancellò. Poi attaccò così: “Questo libro è un giallo sulla mia educazione”, e lo abbandonò.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Non era un grande sognatore, ma con le sue opere viaggiava verso la malinconia. Una volta descrisse i lampioni come dei pesci ubriachi di luce.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">La retorica era un suo cruccio. Certe figure lo incantavano (“Le mani affondano nei lavori domestici, risalgono, ci restano in mano”), ma ripeteva che chi non legge i contemporanei è condannato alla retorica.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Non era tormentato dall’esigenza di scrivere, ma ne fece il suo dovere per sottrarsi alla leggerezza. Tuttavia era soverchiato dalla pigrizia e prendeva di rado in mano la penna. Compose dei libri brevissimi convinto che le sue pagine fossero grandi come il mare.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Non aveva le idee chiare sulla morte. Una volta disse che gli sarebbe piaciuto reincarnarsi in una riga di Paul Valéry. Un’altra volta affermò in un mappamondo. Poi una stella. Un fiore. Un abbraccio. Una tazza di lacrime. Una nuvola. Un aeroplano. Una navicella spaziale. Un quaderno. Una matita. Un banco di scuola. Un cromosoma. Un babilonese. Una finestra. Un arcobaleno. Uno sguardo sul mondo. Il mondo. Uno sguardo.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2016/07/03/altre-notizie-su-nuvola/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">62896</post-id>	</item>
		<item>
		<title>aforismi e dintorni/2</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/04/19/modesti-tentativi-tramandare-un-ricordo-nuvola-scrittore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca fiorletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 12:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[aforismi e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Damiano Sinfonico]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[prose brevi]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura contemporanea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=61160</guid>

					<description><![CDATA[Modesti tentativi per tramandare un ricordo di Nuvola scrittore di Damiano Sinfonico (inediti) Attese una lettera tutta la vita; quando arrivò, diceva soltanto: “Qui piove”. Ossequiava i suoi interlocutori con un silenzio fragoroso. In giro chiedeva se qualcuno fosse stato in Nepal, per caso o per errore. La sua ombra era più corta delle altre. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Modesti tentativi per tramandare un ricordo di Nuvola scrittore</em></p>
<p>di <strong>Damiano Sinfonico</strong></p>
<p style="text-align: right;">(inediti)</p>
<p style="text-align: justify;">Attese una lettera tutta la vita; quando arrivò, diceva soltanto: “Qui piove”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ossequiava i suoi interlocutori con un silenzio fragoroso.</p>
<p style="text-align: justify;">In giro chiedeva se qualcuno fosse stato in Nepal, per caso o per errore.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua ombra era più corta delle altre.<span id="more-61160"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nell’unica lettera d’amore che scrisse, si limitò a un laconico: “Il tuo cuore è troppo grande per la felicità”; e fu respinto.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua vita pareva dimenticata da Dio, come un’arancia al polo Nord.</p>
<p style="text-align: justify;">Divideva l’arte in due categorie: le opere d’arte e i passatempi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fallimento della sua opera non lo turbò: poté spiegarselo sostenendo che era proiettata verso il futuro ma, malauguratamente, solo i critici vissuti in un secolo precedente possedevano la chiave per comprenderla.</p>
<p style="text-align: justify;">Resta celebre una sua battuta. Durante gli studi gli ripetevano che sarebbe finito disoccupato, ma lui rilanciava: “questo no, io voglio diventare un classico”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non era certo che Carver avesse letto Boccaccio, ma era convinto che Boccaccio aveva letto Carver.</p>
<p style="text-align: justify;">Diceva che la realtà è una colonia del giornalismo, per questo c’è bisogno di letteratura. Con il corollario che i libri sono un telescopio per scrutare la galassia della finzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non aveva dubbi sul fatto che la patria della letteratura fosse l’Uruguay, per aver dato i natali a Horacio Quiroga, da cui sarebbero discese la letteratura moderna e l’antica.</p>
<p style="text-align: justify;">Da piccolo sognava di aprire un negozio di oggetti desueti e rotti, come il bordo di un bicchiere o l’asticella di un ventaglio. Da grande dedicò a questi dettagli alcune delle sue invenzioni migliori, seppur incomprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo quadro preferito stava nel palmo di una mano: La spiaggia a Palavas di Courbet, così piccolo e perfetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando non aveva i piedi per terra, si appoggiava con la punta dell’ombrello.</p>
<p style="text-align: justify;">Si sentiva a casa ovunque andasse, all’ombra del solito ritornello che la sua cucina era ampia come il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo questa galleria di ricordi e aneddoti della vita di Nuvola scrittore, immaginando che ora vaghi in cielo sognando di rimettere piede a terra.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">61160</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Cinque poesie inedite</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/03/07/60310/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2016/03/07/60310/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca fiorletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 06:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Damiano Sinfonico]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=60310</guid>

					<description><![CDATA[di Damiano Sinfonico Ho percorso tante case. Una diversa dall’altra. E una uguale all’altra. Non saprei dire che cos’è una casa. È più grande di poche stanze. E più piccola di un’idea. Ci è noto ogni particolare. Le casse da cui soffia la musica. Il colore della spugna per i piatti. Da dove salgono i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Damiano Sinfonico</strong></p>
<p>Ho percorso tante case.<br />
Una diversa dall’altra.<br />
E una uguale all’altra.<br />
Non saprei dire che cos’è una casa.<br />
È più grande di poche stanze.<br />
E più piccola di un’idea.<br />
Ci è noto ogni particolare.<br />
Le casse da cui soffia la musica.<br />
Il colore della spugna per i piatti.<br />
Da dove salgono i rumori del mattino.<br />
Casa è dove abbiamo le ciabatte.<span id="more-60310"></span></p>
<p>*</p>
<p>“Il mio regno per una tazza di tè”.<br />
Annego in un racconto di Cechov.<br />
Supero i capitoletti uno dopo l’altro.<br />
Sto in agguato della parola decisiva.<br />
Piomberà accendendo una sola luce.<br />
Il finale come una raggiante tortura.</p>
<p>*</p>
<p>Le persone hanno la vecchiaia.<br />
Non traspare sempre.<br />
In rare occasioni.<br />
Lo riconosco dai gesti stanchi.<br />
Dalle guance tremebonde.<br />
Da un attimo di esitazione.<br />
Allora le accompagno.<br />
Vorrei che per loro fosse come una passeggiata.<br />
Di quelle che facevano in passato.<br />
Nei loro anni migliori.</p>
<p>*</p>
<p>La tua foto ritrovata.<br />
Calorosa nel tuo cappotto verde.<br />
Paffuta come un’oca di Walt Disney.<br />
Non ci rivedremo.<br />
Ora che ti esprimi nella tua lingua.<br />
Con il tuo accento inconfondibile.<br />
Impresso nel mio orecchio.</p>
<p>*</p>
<p>Il rumore di posate alle finestre.<br />
Gli autobus in giro per l’ultima corsa.<br />
I lampioni accesi da poco.<br />
I cassoni colmi di sacchetti.<br />
La sera non è un idillio.<br />
In cucina irrompono i rumori dei vicini.<br />
La radio rimescola le notizie.<br />
Impercettibilmente la luce si ritira.<br />
Come lo splendore da una civiltà.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2016/03/07/60310/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">60310</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Aforismi e dintorni</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/01/18/aforismi-e-dintorni/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2016/01/18/aforismi-e-dintorni/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca fiorletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2016 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Damiano Sinfonico]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[scritture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=59309</guid>

					<description><![CDATA[di Damiano Sinfonico La cosa più snob è vivere a Parigi per poter dire “io non ci vivrei”. Una casa è più grande di poche stanze e più piccola di un’idea. Una tesi è un’opera di finzione ben documentata. I poeti hanno un bel ritratto. Le sensazioni più minute (la tazzina che tocca le labbra, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Damiano Sinfonico</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La cosa più snob è vivere a Parigi per poter dire “io non ci vivrei”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una casa è più grande di poche stanze e più piccola di un’idea.</p>
<p style="text-align: justify;">Una tesi è un’opera di finzione ben documentata.</p>
<p style="text-align: justify;">I poeti hanno un bel ritratto.<span id="more-59309"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le sensazioni più minute (la tazzina che tocca le labbra, il tappo che si stacca dalla penna, il fruscio del giornale) allietano la giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli ieri è sbagliato, che peccato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le posate in fondo al cassetto dimostrano che la cucina vive di vita propria.</p>
<p style="text-align: justify;">Partenza con cinismo: sei nella rete dei miei affetti, uno snodo di provincia, un paese lontano, al limite dello sconosciuto.</p>
<p style="text-align: justify;">La poesia è un genere che non smette di morire.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando piove le giornate si trasformano in una vasca di acqua stagnante.</p>
<p style="text-align: justify;">I paesaggi non danno tregua.</p>
<p style="text-align: justify;">Non incontrare nessuno per giorni è come trascinare un carro.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli epitaffi sono anarchici.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle due di notte i ladri si sono introdotti nel palazzo e hanno rubato l’ascensore – panico tra i condomini, che ora dovranno fare le scale a piedi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le telefonate inutili sono dei punti neri nella giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">La lenta, pacata osservazione delle cose è uno sport noioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Fare bene qualcosa, solo qualcosa, al resto ci pensano gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Incontrare un conoscente, e chiedersi come va, per gentilezza.</p>
<p style="text-align: justify;">L’atelier del pittore è un bozzolo da cui escono quadri.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli occhi sono quieti come il letto di un fiume.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi tutti hanno un amore alle spalle, e uno nella testa.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi non sa stare in silenzio trattiene il respiro e dice: “ho un segreto”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che manca nel deserto sono gli orologiai.</p>
<p style="text-align: justify;">Una casa è un luogo dove abbiamo le ciabatte.</p>
<p style="text-align: justify;">Le spiagge d’inverno sono tristi.</p>
<p style="text-align: justify;">I <i>clochards </i>portano le loro case a passeggio come cani, si salutano nei giardini la mattina e la sera.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2016/01/18/aforismi-e-dintorni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">59309</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Storie (quattro inediti)</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/04/30/storie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca fiorletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 05:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Damiano Sinfonico]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=53505</guid>

					<description><![CDATA[di Damiano Sinfonico &#160; &#160; Mi telefona nei momenti sbagliati. Sempre, chiunque. Non rispondo più. Lo faccio apposta. Appare il numero sul display, e mi secca. Lascio correre gli squilli, me ne infischio. Richiamerà più tardi, nel pomeriggio, o alla sera. Chiamerà quando ci sarà qualcuno in casa, non io. La casa diventa una conchiglia. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Damiano Sinfonico</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi telefona nei momenti sbagliati.</p>
<p>Sempre, chiunque.</p>
<p>Non rispondo più. Lo faccio apposta.</p>
<p>Appare il numero sul display, e mi secca.</p>
<p>Lascio correre gli squilli, me ne infischio.</p>
<p>Richiamerà più tardi, nel pomeriggio, o alla sera.</p>
<p>Chiamerà quando ci sarà qualcuno in casa, non io.</p>
<p>La casa diventa una conchiglia.</p>
<p>Squilla, squilla, come fosse disabitata.</p>
<p>Io mi avvolgo nelle sue pareti bianche, e resto in ascolto.</p>
<p>A volte ho la tentazione di staccare la corrente.</p>
<p>*</p>
<p>Ci tocca questa trafila di vetrine, di manichini spogliati.</p>
<p>Allungano la mano, con borse e foulard sgargianti.</p>
<p>Dal magazzino scendono e salgono come fiocchi di neve.</p>
<p>Sorridono, scintillano, oscillano, bevendo la luce del mattino.</p>
<p>*</p>
<p>In libreria, si presentano due poeti.</p>
<p>Hanno l&#8217;aria tranquilla.</p>
<p>Parlano di dolore, impudicamente.</p>
<p>Resto perplesso.</p>
<p>Il cielo è grigio, si sta bene fuori.</p>
<p>Lascerò questa grotta sanguinante.</p>
<p>Il brillio di una postuma adolescenza.</p>
<p>*</p>
<p><i>alla P.</i></p>
<p>Che stupida !</p>
<p>Sì sì proprio stupida !</p>
<p>Ah ah mi dicevo.</p>
<p>Ma poi la tua insipienza si trasformava.</p>
<p>E usciva la farfalla della perspicacia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53505</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-06-19 19:22:05 by W3 Total Cache
-->