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	<title>Danilo De Marco &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Danilo De Marco: lo stile della libertà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2018 05:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo De Marco]]></category>
		<category><![CDATA[Forum Editore]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Fulvio Dell'Agnese]]></category>
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					<description><![CDATA[di Fulvio Dell&#8217;Agnese &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; «Che accadrebbe – si chiedeva un artista – se l’universo fosse leggibile? Forse c’è questo, nascosto dietro alla spaventosa bellezza della realtà. Ci accorgiamo che qualcosa parla con noi. Conosciamo quella lingua. Eppure non capiamo una parola»1. È il problema che spesso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Fulvio Dell&#8217;Agnese</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/Copertina-libro.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-73253" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/Copertina-libro-256x300.jpg" alt="" width="256" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/Copertina-libro-256x300.jpg 256w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/Copertina-libro.jpg 480w" sizes="(max-width: 256px) 100vw, 256px" /></a></p>
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<p>«Che accadrebbe – si chiedeva un artista – se l’universo fosse leggibile? Forse c’è questo, nascosto dietro alla spaventosa bellezza della realtà. Ci accorgiamo che qualcosa parla con noi. Conosciamo quella lingua. Eppure non capiamo una parola»1.<span id="more-73199"></span><br />
È il problema che spesso si addensa – come una velatura opaca o una vernice troppo scintillante – anche su una fotografia, limitandone il grado di attendibilità nella lettura del suo tempo. Ma non in Danilo De Marco.<br />
Lui sembra saper capire quel che gli sta intorno, ed è capace di farlo soprattutto con la parte più complessa della realtà: i nostri simili, che ci propone nella loro molteplice, irripetibile individualità.<br />
A Danilo le persone interessano al punto che se le va a cercare (a onor del vero, alcune le evita con attenzione, ma quello è un settore dei suoi rapporti umani che, pur interessante sul piano psicologico, esula da un discorso sulla fotografia). E spesso ne scaturiscono viaggi in realtà lontane – Messico, Ecuador, Brasile; Turchia, Etiopia, Zanzibar&#8230; – alla ricerca di quanto di meno esotico l’obbiettivo possa indagare. Sono storie condivise di esodi e genocidi, di sopravvivenze e isolamenti, che grumi di rullini nello zaino riportano impresse a distanza di mesi, al rientro del fotografo a Udine o a Parigi. Sulla pellicola, occhi che guardano dritto in macchina, occhi in cui qualcuno si è riconosciuto.</p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/001-Campo-di-rifugiati-di-Odek-Uganda-2004.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-73256" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/001-Campo-di-rifugiati-di-Odek-Uganda-2004.jpg" alt="" width="450" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/001-Campo-di-rifugiati-di-Odek-Uganda-2004.jpg 640w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/001-Campo-di-rifugiati-di-Odek-Uganda-2004-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/001-Campo-di-rifugiati-di-Odek-Uganda-2004-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
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<p>Un esempio? Il Bimbo di Haiti dalle vesti stracciate: nella sua minuscola figura c’è la dignità drammatica di un Ecce Homo, capace di precipitarci nel breve abisso di storia che la strada sfuocata apre alle sue spalle.<br />
Perché la composta eleganza delle sue mani raccolte, striate di fango, mi commuove, mentre – dirò una cosa politicamente scorretta – non sopporto gli spot televisivi di associazioni umanitarie che propongono primi piani di sventurati bimbi africani denutriti? Credo che tutto stia nel modo in cui viene gestita l’immagine, in contesti e secondo logiche comunicative che nel secondo caso avverto quale parte del problema più che della soluzione. Nessun accento sul pathos, invece, nelle fotografie di Danilo, che mantengono sempre un sostanziale equilibrio fra chi opera lo scatto e chi, per qualche momento, lo fa partecipe del suo presente e della normalità con cui qualsiasi condizione umana finisce per essere vissuta, quando quotidianamente si ripete: per averne una prova, guardate come si muovono i profughi curdi dietro i teli di plastica, nella tendopoli divenuta proiezione coatta della loro idea di comunità.<br />
In questo senso, il nostro testimone è veramente un artista alla Courbet. Il richiamo alla distaccata obiettività del Realismo può suonare come un paradosso, perché proprio la partecipazione umana è alla base dell’integrazione dello sguardo di Danilo nel contesto. Ma appunto in quanto integrato, lo sguardo non è quello – pur ben intenzionato – dell’occidentale su un mondo altro. La situazione viene vissuta dal di dentro mantenendo distinte le identità, e il fotografo sembra totalmente consapevole che la sua condizione, defilata e provvisoria ma necessaria, è quella di catalizzatore umano di un dialogo – discorso fra uno sguardo e chi lo cattura, per conservarne il riflesso –: «Sono giustificato perché transitorio, io che scorro sotto la costante domanda dei tuoi occhi»2.<br />
Consideriamo il vaglio cui viene sottoposto l’autore dal Carbonaio brasiliano che lo osserva appena in tralice dal suo ordinario inferno, o la complice stilettata visiva che gli riserva il Minatore, definitivo come Efesto alle soglie del suo antro-fucina; o ancora, lasciamo scorrere le tante Maternità (Congo, Haiti, Brasile, Colombia, Uganda, Ecuador), varianti di uno schema iconografico che la nostra cultura conserva fra le radici più profonde e che nella sua versione andina ribalta ogni convenzione rappresentativa, nel momento in cui da sotto il feltro masticato della tesa gli occhi della madre si alzano verso di noi, improvvisamente elevati su uno sfondo terroso profondo quanto l’azzurro screziato di nubi di una pala d’altare.</p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/003-Ecce-Homo-Haiti-2001.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-73258" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/003-Ecce-Homo-Haiti-2001.jpg" alt="" width="450" height="450" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/003-Ecce-Homo-Haiti-2001.jpg 480w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/003-Ecce-Homo-Haiti-2001-150x150.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/003-Ecce-Homo-Haiti-2001-300x300.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/003-Ecce-Homo-Haiti-2001-60x60.jpg 60w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/003-Ecce-Homo-Haiti-2001-144x144.jpg 144w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
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<p>In tutti questi casi si percepisce il lento accostamento del fotografo al soggetto, alle persone e ai luoghi: «Voglio arrivarci a passi lenti, con riverenza»3, sembra dire Danilo. E questo gli vale la fiducia di chi si offre all’obbiettivo nell’incisa immediatezza d’una conclusione di percorso.<br />
Unico livello a cui sancire un discrimine è quello di astrazione estetica, di geometria compositiva in grado di sublimare le situazioni, senza tuttavia abbandonare il terreno della realtà in cui i personaggi sono radicati. Così ad Haiti il Bimbo con le patate regge sulla testa il suo cilindrico, sfilacciato fardello con la medesima eleganza dei putti in bronzo di Ivan Theimer nel loro indossare tube debordanti come cornucopie di mediterranei grappoli d’uva. E i Lavoratori della canna da zucchero, seppur incontrati in India, sono costruiti centralmente, di sottinsù per gradini prospettici, come una pala rinascimentale: non si offenderà d’essere chiamato in causa Lorenzo Lotto con la sua Elemosina di Sant’Antonino, che dal transetto della chiesa di San Giovanni e Paolo genialmente introduceva i fedeli veneziani alla carità di Dio su per un differente traliccio geometrico; iconostasi e tappeti persiani in luogo di lamiera pressata. Le Mondine delle alghe, poi, emergono dalle maree di Zanzibar con una grazia da ninfe che riesce a contenere la consapevolezza di quanto luminosamente faticoso sia il loro mondo di acque cristalline. E anche la Levatrice delle Ande tiene in bocca il filo del suo orizzonte con la forza di una figura del mito, mentre la solennità con cui due donne brasiliane impastano tra le mani sfere di fango pare quella di un rito ctonio.</p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/008-Ivan-Theimer-Scultore-pittore-Monteggiori-Lucca-2013.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-73259" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/008-Ivan-Theimer-Scultore-pittore-Monteggiori-Lucca-2013.jpg" alt="" width="450" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/008-Ivan-Theimer-Scultore-pittore-Monteggiori-Lucca-2013.jpg 640w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/008-Ivan-Theimer-Scultore-pittore-Monteggiori-Lucca-2013-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/008-Ivan-Theimer-Scultore-pittore-Monteggiori-Lucca-2013-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
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<p>Chiamavo prima in causa Gustave Courbet. Nel suo Atelier dell’artista, una celebre tela del 1855, la gente di cui finora si è parlato si collocherebbe nella parte sinistra del quadro, dove il pittore disponeva gli attori della quotidianità, impegnati in una lotta per la sopravvivenza che andava necessariamente testimoniata. Ma sulla destra, alle spalle di Courbet che dipinge, ci sono gli intellettuali.<br />
E per Danilo chi compone la variegata, opinabile categoria? Scrittori e artisti, d’accordo, ma solo quelli che vengono riconosciuti coerenti nel dare un indirizzo al loro percorso etico ed estetico.<br />
«Può dirsi contemporaneo soltanto chi non si lascia accecare dalle luci del secolo e riesce a scorgere in esse la parte dell’ombra, la loro intima oscurità»4. Danilo sembra pretendere una condivisione di questo atteggiamento da parte dei suoi protagonisti. Di quella oscurità, di quel «fascio di tenebra»5 si può eventualmente sorridere, ma bisogna esserne consapevoli; non sono tollerati atteggiamenti superficiali. Altrimenti subentrano delusione e rifiuto – e quante volte non è successo, anche nell’ufficialità delle occasioni importanti, con una radicalità che ai più ragionevoli appariva persino eccessiva? –, si rimane con un gusto amaro in bocca: «E tutto diventa brutto in voi, tutto il bello esce dal mondo come l’aria esce da un pallone rotto»6. Così Danilo si tiene stretti i suoi compagni di cordata, affidabili nonostante la celebrità.<br />
Le fotografie li ritraggono in contesti e atteggiamenti diversi, da cui qualcosa sempre trapela delle circostanze dell’incontro, o del ritmo di una prolungata frequentazione: alcuni sono inquadrati in primissimo piano, altri asserragliati fra i loro libri – come Jacques Le Goff – o immersi nel labirinto del proprio universo creativo (Ivan Theimer).</p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/010-Roberto-Micheli-Giornalista-grafico-pittore-Roma-1998.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-73260" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/010-Roberto-Micheli-Giornalista-grafico-pittore-Roma-1998.jpg" alt="" width="450" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/010-Roberto-Micheli-Giornalista-grafico-pittore-Roma-1998.jpg 640w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/010-Roberto-Micheli-Giornalista-grafico-pittore-Roma-1998-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/010-Roberto-Micheli-Giornalista-grafico-pittore-Roma-1998-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
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<p>Aldo Colò ci guarda dal reticolo pittorico delle sue astrazioni in perenne penombra, mentre lo scheletro di un lucernaio proietta in un geometrico, incombente scenario Miklós Hubay. Armando Pizzinato ha gli occhi dolci di sempre, immerso nel nido vegetale del suo giardino veneziano, mentre di John Banville lui medesimo potrebbe dire, come di un suo personaggio, che «la luce forte che entrava dalla finestra dava al suo viso un’espressione cruda, strofinata»7.<br />
A volte i protagonisti rivolgono al fotografo il sorriso condiscendente che si riserverebbe a un bambino (Guido Davico Bonino, Franco Loi, Álvaro Mutis), sono disponibili allo scherzo (Roberto Micheli, Velasco Vitali). Alcuni (Aldo Colò, Ida Vallerugo, Gian Carlo Venuto) comunicano la volontà di stare al gioco tramite le mani, altri con un pupazzo (Fernando Savater); in altri casi ci impongono una circospetta spontaneità, in domestico profilo contemplativo (Peter Handke) o lasciandoci intendere che ci sia posto anche per noi sul gradino della scala (Novella Cantarutti) e che la porta si chiuda per dare amichevole riservatezza alla visita (John Berger).</p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/002-Serge-Teorico-della-decrescita-Economista-filoso-Latouche-Parigi-2010.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-73257" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/002-Serge-Teorico-della-decrescita-Economista-filoso-Latouche-Parigi-2010.jpg" alt="" width="450" height="450" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/002-Serge-Teorico-della-decrescita-Economista-filoso-Latouche-Parigi-2010.jpg 480w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/002-Serge-Teorico-della-decrescita-Economista-filoso-Latouche-Parigi-2010-150x150.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/002-Serge-Teorico-della-decrescita-Economista-filoso-Latouche-Parigi-2010-300x300.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/002-Serge-Teorico-della-decrescita-Economista-filoso-Latouche-Parigi-2010-60x60.jpg 60w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/002-Serge-Teorico-della-decrescita-Economista-filoso-Latouche-Parigi-2010-144x144.jpg 144w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
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<p>Nella maggior parte dei casi, il fotografo pretende gli occhi del proprio interlocutore, «lince penetrador de lo que piensa»8. E, in tutti i casi, riconosce un’onestà di pensiero che forse, all’inizio del percorso, non avrebbe ritenuto di poter incontrare così spesso9. Invece, per molti come per lui, la resa non è concepibile. Perché Danilo, alla fine, con chi sta? Con gli oppressi o con gli intellettuali? Saltuariamente, con entrambi. Ma è, stabilmente, vicino a un’altra schiera di persone che – intrecciandosi spesso con le altre due – attira i suoi scatti: i combattenti.<br />
Ecco allora i ritratti di anarchici quali Lucio Urtubia e Armand Gatti: uno serafico come il vecchio Renoir nella diagonale estrema delle tovaglie cerate di un bistrot, l’altro esuberante come se fosse agli esordi del suo ‘teatro di agitazione’. È in questi incorreggibili ribelli, e soprattutto nei volti di Partigiani – inseguiti negli anni fino a divenire interminabile serie – che di nuovo «la fotografia si sposa all’occhio, trapianta sul consorte/unilaterali brandelli di verità»10. Di questi anziani artigiani della Resistenza, anni fa scrivevo in termini che mi sentirei ancora di sottoscrivere: «È un discrimine sottile quello che viene messo a fuoco dal fotografo: come in un ritratto fiammingo o di Antonello da Messina, quel che cresce sull’epidermide ci si presenta con evidenza tridimensionale accentuata; quanto rimane appena oltre il piano di contatto fra l’immagine e il nostro spazio, invece, qui perde bruscamente definizione, isolando lo sguardo di chi ci fissa nell’istante dello scatto – e del suo presente –, ma al contempo accompagnando il volume del suo volto in una profondità – allusa e non descritta – che appartiene alla dimensione storica e sentimentale».<br />
Dalla memorabile strizzata d’occhi di Sylvie – che pare condensare l’incredulità nei confronti del mondo che le si para innanzi – fino alle iridi di Rado-Leroux – diafane e ipnotiche come il mare di Zanzibar –, a guardarci è gente che è stata abituata a vivere sul filo del rasoio. Aperti nei confronti del fotografo, sono capaci, come il Cid, di riservare una sorta di piglio inquisitorio a noi, che siamo qui senza meriti o atti di volontà particolari, in qualche modo paragonabili a quelli dell’autore che stanno dietro a ogni scatto.<br />
Alla fine, «ogni atto ha il proprio stile di libertà»11: quello di chi fatica per campare un altro giorno, l’atto creativo del poeta, la ribellione al sistema capitalista del muratore ‘espropriatore’ di Belleville… Del senso di simili azioni, sintetizzate nella loro irregolarità dal volto gorgonico di Federico Tavan, che fa trasalire il suo piccolo vicino di tavolo al bar, nutrono i propri chiaroscuri le fotografie di Danilo. E osservandole, immagine dopo immagine, ci si avverte meno distanti dall’affermare quello che sarebbe bello poter dire della realtà nel suo complesso: che «la libertà ha ceduto il proprio nome allo stile con il quale le cose accadono»12.</p>
<p>1 1. D. Kehlmann, I fratelli Friedland, Milano, Feltrinelli, 2015 [2013], p. 211.<br />
2 H. Crane, Paesaggio [1926], cit. in H. Bloom, Il canone americano, Milano, Rizzoli, 2016 [2015], p. 504.<br />
3 C. Nooteboom, Cerchi infiniti. Viaggi in Giappone, Milano, Iperborea, 2017 [2015], p. 40.<br />
4 G. Agamben, Che cos’è il contemporaneo?, Milano, Nottetempo, 2008, p. 14.<br />
5 Ivi, p. 15.<br />
6 D.F. Wallace, Il pianeta Trillafon e la cosa brutta [1987], in Questa è l’acqua, Torino, Einaudi, 2009, p. 69.<br />
7 J. Banville, La chitarra blu, Milano, Guanda, 2017 [2015], p. 126.<br />
8 L. de Góngora, Favola di Polifemo e Galatea, 37, 5: «Lince che scruta la sua fantasia». Si fa riferimento all’edizione a cura di E. Cancelliere, Torino, Einaudi, Torino, 1991.<br />
9 «Quand’ero giovane, presuntuoso e senza esperienza, ritenevo che il mondo dell’arte fosse corrotto. Oggi so che non è vero. Il mondo dell’arte è pieno di persone amabili […]. È l’arte in sé, come sacro principio, che purtroppo non esiste». (D. Kehlmann, I fratelli Friedland cit., p. 200).<br />
10 D. Thomas, Poesie, Milano, Guanda, 2017, II, pp. 22-23: «The photograph is married to the eye, / Grafts on its bride one-sided skins of truth».<br />
11 L. Cohen, Parassiti del paradiso, Roma, Minimum fax, 2011, pp. 36-37: «Every act has its own style of freedom».<br />
12 Ivi, pp. 36-37: «Freedom lost its name to the style with which things happen».</p>
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<p><em>NdR: questo testo è contenuto nel catalogo &#8220;<a href="http://forumeditrice.it/percorsi/storia-e-societa/varia/i-tuoi-occhi-per-vedermi">Danilo De Marco &#8211; I tuoi occhi per vedermi</a>&#8220;, Forum Editrice Universitaria (2018), della retrospettiva &#8220;Defigurazione&#8221; del fotografo alla Galleria Bertoia di Pordenone (aperta dal 3 marzo al 27 maggio), della quale si parla <a href="https://www.avvenire.it/agora/pagine/de-marco">qui</a> e <a href="http://ilpiccolo.gelocal.it/tempo-libero/2018/03/01/news/danilo-de-marco-inviato-di-se-stesso-in-defigurazione-1.16542058?refresh_ce">qui</a>; l</em>e fotografie che lo accompagnao sono, in ordine:</p>
<ul>
<li><em>Campo-di-rifugiati-di-Odek-Uganda-2004</em></li>
<li><em>Ecce-Homo-Haiti-2001</em></li>
<li><em>Ivan-Theimer-Scultore-pittore-Monteggiori-Lucca-2013</em></li>
<li><em>Roberto-Micheli-Giornalista-grafico-pittore-Roma-1998</em></li>
<li><em>Serge Latouche -Teorico-della-decrescita-Economista-filoso-Latouche-Parigi-2010</em></li>
</ul>
<p><em>La mostra, a cura di Arturo Carlo Quintavalle, sarà aperta  da mercoledì a venerdì, dalle 16 alle 19,30 e sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19,30. Per informazioni Fondazione Zanolin tel. 3890131195.</em></p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/012.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-73261" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/012.jpg" alt="" width="450" height="338" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/012.jpg 640w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/012-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/La-mostra-a-Pordenone-I-volti-partigiani.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-73254" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/La-mostra-a-Pordenone-I-volti-partigiani.jpg" alt="" width="450" height="450" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/La-mostra-a-Pordenone-I-volti-partigiani.jpg 480w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/La-mostra-a-Pordenone-I-volti-partigiani-150x150.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/La-mostra-a-Pordenone-I-volti-partigiani-300x300.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/La-mostra-a-Pordenone-I-volti-partigiani-60x60.jpg 60w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/04/La-mostra-a-Pordenone-I-volti-partigiani-144x144.jpg 144w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
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		<title>Partigiani in mostra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2015 12:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo De Marco]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[partigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; fotografie di Danilo De Marco Puntare l’obiettivo sullo sguardo dei vecchi partigiani vuol dire proporre figure che hanno perso forse tutto della loro immagine originaria, della forza della gioventù, ma non la fissità, l’intensità, la certezza dello sguardo, quello che da ultimo inevitabilmente si appannerà, ma adesso quello sguardo rappresenta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/?attachment_id=57466" rel="attachment wp-att-57466"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-57466" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/Locandina_1_01_rit_rid-300x167.jpg" alt="Locandina_1_01_rit_rid" width="300" height="167" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/Locandina_1_01_rit_rid-300x167.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/Locandina_1_01_rit_rid.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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<p>fotografie di <strong>Danilo De Marco</strong></p>
<p>Puntare l’obiettivo sullo sguardo dei vecchi partigiani vuol dire proporre figure che hanno perso forse tutto della loro immagine originaria, della forza della gioventù, ma non la fissità, l’intensità,<span id="more-56920"></span> la certezza dello sguardo, quello che da ultimo inevitabilmente si appannerà, ma adesso quello sguardo rappresenta ancora una consapevole certezza. Il resto del volto, le rughe, i segni che scavano le ombre, sono messi ai margini, sono contorno, restano dunque solo quegli sguardi. E la scelta di costruire un’immagine per piani sovrapposti per De Marco ha un senso: «Ritrovo nei mille possibili piani dell’immagine e delle diverse esistenze la molteplicità dei ‘centri’ come nelle composizioni di Luigi Nono o nella pittura di Paul Klee». Lo spazio piatto, ritagliato, di tanti acquarelli, di tanti dipinti di Paul Klee, che mette sullo stesso piano decine di elementi che sono simbolo, traccia, indice di un complesso molto più articolato che va oltre il senso di ogni singolo dettaglio dipinto, quello spazio che De Marco intende ricreare va scoperto non in una singola opera ma nel complesso, nell’insieme di questa creazione imponente e terribile, devo dirlo, che sono i ritratti dei partigiani.</p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/?attachment_id=57469" rel="attachment wp-att-57469"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-57469" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/004-Simone-Ducreux-Untitled-2-copia.jpg" alt="004  Simone Ducreux Untitled-2 copia" width="700" height="525" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/004-Simone-Ducreux-Untitled-2-copia.jpg 700w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/004-Simone-Ducreux-Untitled-2-copia-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/?attachment_id=57468" rel="attachment wp-att-57468"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-57468" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/007-Kapun-Alojse-andrej-Untitled-1-copia.jpg" alt="007  Kapun Alojse 'andrej' Untitled-1 copia" width="700" height="525" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/007-Kapun-Alojse-andrej-Untitled-1-copia.jpg 700w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/007-Kapun-Alojse-andrej-Untitled-1-copia-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/?attachment_id=57467" rel="attachment wp-att-57467"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-57467" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/005-Pierette-Rossi-Denise-e-Roland-Untitled-2-copy-copia.jpg" alt="005  Pierette Rossi 'Denise e Roland' Untitled-2 copy copia" width="700" height="525" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/005-Pierette-Rossi-Denise-e-Roland-Untitled-2-copy-copia.jpg 700w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/005-Pierette-Rossi-Denise-e-Roland-Untitled-2-copy-copia-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/?attachment_id=57472" rel="attachment wp-att-57472"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-57472" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/Trieste-010-bis-copia.jpg" alt="Trieste 010" width="415" height="500" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/Trieste-010-bis-copia.jpg 415w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/Trieste-010-bis-copia-249x300.jpg 249w" sizes="auto, (max-width: 415px) 100vw, 415px" /></a>Claude Roland Souchet &#8216;Pinson</p>
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<p><em>(queste fotografie fanno parte di quelle esposte nella mostra a palazzo Gopcevich a Trieste, si veda la locandina sopra; il frammento di testo, di Artuto Quintavalle, è tratto dal volume che la accompagna)</em></p>
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<p>Trieste 010</p>
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		<title>Per Erri De Luca: la nostra solidarietà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2015 05:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[allarmi]]></category>
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		<category><![CDATA[Val di Susa]]></category>
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					<description><![CDATA[di Gigi Richetto &#160; La Valle di Susa che resiste è riconoscente verso Erri De Luca per la lucidità e il coraggio che sa esprimere con la sua parola contraria. Contraria in primo luogo alla devastazione di un territorio e portatrice di speranza per una comunità. Erri appartiene alla comunità, senza frontiere, delle persone libere. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<hr />
<p>di <strong>Gigi Richetto</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/09/15/per-erri/erri-color-copia_rid/" rel="attachment wp-att-56483"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56483" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Erri-color-copia_rid.jpg" alt="Erri color copia_rid" width="640" height="426" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Erri-color-copia_rid.jpg 640w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Erri-color-copia_rid-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Erri-color-copia_rid-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Valle di Susa che resiste è riconoscente verso Erri De Luca per la lucidità e il coraggio che sa esprimere con la sua parola contraria. Contraria in primo luogo alla devastazione <span id="more-56305"></span>di un territorio e portatrice di speranza per una comunità. Erri appartiene alla comunità, senza frontiere, delle persone libere. E perciò, naturalmente, si pronuncia in difesa dei diritti e della resistenza al sopruso.</p>
<p>Da più di vent&#8217;anni i Valsusini, il popolo no tav, le amministrazioni comunali e sovracomunali, pongono all&#8217;ordine del giorno, nel dibattito nazionale, la questione delle priorità: la salute, la tutela dell&#8217;ambiente, gli investimenti in opere utili come la scuola, la sanità, i servizi alla persona.</p>
<p>Non vogliono lo spreco del denaro pubblico perchè il Tav rappresenta proprio soltanto la grande menzogna della corruzione.</p>
<p>Perciò i Valsusini ne ostacolano la realizzazione, in maniera pacifica e determinata, con marce, convegni scientifici, petizioni popolari, sit in e ordini del giorno dei consigli comunali.</p>
<p>Presidiano il loro territorio e difendono la democrazia e lo spirito più autentico della Costituzione.</p>
<p>Per questo la loro resistenza viene colpita in ogni modo, con l&#8217;aggressione mediatica, l&#8217;incendio dei presìdi, la militarizzazione del territorio, l&#8217;impiego di armi chimiche come i lacrimogeni CS vietati dalle convenzioni internazionali sui teatri di guerra, l&#8217;accanimento giudiziario contro tutta una comunità che si ribella.</p>
<p>Chi è intellettualmente libero sa che abbiamo ragione. Dove sta il reato?</p>
<p>Siamo colpevoli di amare la nostra terra e di difenderla, di resistere ostinatamente alla illegalità.</p>
<p>La ferrovia internazionale esiste già ed è utilizzata a meno di un terzo delle sue potenzialità.</p>
<p>Bucare di nuovo le montagne, ricche di uranio e di amianto, disperdere le risorse idriche e compromettere tutto l&#8217;assetto idrogeologico della Valle già estremamente fragile, è compiere un atto dissennato. E&#8217; violare il principio di precauzione e compromettere la qualità della vita per tutti.</p>
<p>Erri, che è persona sensibile e consapevole, non ci fa mancare la sua parola, che diventa un ulteriore ostacolo alla menzogna e alle cattive scelte di una politica che non vuole ascoltare la volontà popolare. Esprimergli solidarietà e gratitudine è insieme segno di amicizia e dovere civico.</p>
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<p><em>la fotografia di Erri De Luca (&#8220;Un papavero rosso all&#8217;occhiello senza coglierne il fiore&#8221;) è di Danilo De Marco</em></p>
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		<title>Giorgio Ferigo (poeti friulani # 6)</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/11/giorgio-ferigo-poeti-friulani-6/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 05:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo De Marco]]></category>
		<category><![CDATA[Forum Editrice]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio ferigo]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[fotografie di Danilo De Marco &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Il timp Timp dai baraçs i mi soi scuviert fuea ai tiei ramaç tu mi sês Norte Timp dai sclopons paràulas sofladas tal segrêt dai cjantons tu mi sês Norte Timp dal muiart il Dean i ai passât par cjatâti, gno mâl fuart [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>fotografie di <strong>Danilo De Marco</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/09/11/giorgio-ferigo-poeti-friulani-6/ferigo-giorgio672-copy/" rel="attachment wp-att-56446"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-56446" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Ferigo-Giorgio672-copy-300x214.jpg" alt="Ferigo Giorgio672 copy" width="300" height="214" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Ferigo-Giorgio672-copy-300x214.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Ferigo-Giorgio672-copy-100x70.jpg 100w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Ferigo-Giorgio672-copy.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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<p><strong>Il timp</strong></p>
<p>Timp dai baraçs</p>
<p>i mi soi scuviert fuea ai tiei ramaç<span id="more-56307"></span></p>
<p>tu mi sês Norte</p>
<p>Timp dai sclopons</p>
<p>paràulas sofladas tal segrêt dai cjantons</p>
<p>tu mi sês Norte</p>
<p>Timp dal muiart</p>
<p>il Dean i ai passât par cjatâti, gno mâl fuart</p>
<p>tu mi sês Norte</p>
<p>Timp das radîs</p>
<p>amȏr malnudrit, fadia di essi vifs</p>
<p>tu mi sês Norte</p>
<p>Timpo da giuligna paràulas fruiadas, bussadas glaçadas</p>
<p>tu mi eras Nort</p>
<p>E alora i lu vent par un franc</p>
<p>il gno cûr di banda che cumò al buta sanc</p>
<p>nol à plui il Nort</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il tempo. </strong>Tempo dei rovi / mi sono scoperto foglia ai tuoi rami / sei il mio Nord // Tempo dei soffioni / parole sussurrate nel segreto degli angoli / sei il mio Nord // Tempo dell&#8217;ultimo fieno / ho attraversato il Decano per trovarti mio male forte / sei il mio Nord // Tempo delle radici / amore malnutrito / fatica di essere vivi / sei il mio Nord // Tempo della brina / parole logore, baci gelati / eri il mio Nord // E allora lo vendo per una lira / il mio cuore di latta / che adesso butta sangue / non ha più il Nord</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/09/11/giorgio-ferigo-poeti-friulani-6/005-giorgio-ferigo-a-tolmezzo-1988f1neg4/" rel="attachment wp-att-56448"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56448" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/005-Giorgio-Ferigo-a-Tolmezzo-1988f1neg4.jpg" alt="005 Giorgio Ferigo a Tolmezzo 1988f1neg4" width="700" height="500" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/005-Giorgio-Ferigo-a-Tolmezzo-1988f1neg4.jpg 700w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/005-Giorgio-Ferigo-a-Tolmezzo-1988f1neg4-300x214.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/005-Giorgio-Ferigo-a-Tolmezzo-1988f1neg4-250x180.jpg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/005-Giorgio-Ferigo-a-Tolmezzo-1988f1neg4-100x70.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un sabida di sera</strong></p>
<p>A riva la coriera, chê das siet, e a discjama i</p>
<p>pendolârs</p>
<p>l&#8217;animazion a impia cjâfs e pląca e po a si studa</p>
<p>denti a un bar</p>
<p>e a si pant il scampanot pal Perdon-dal-Rosari</p>
<p>o par cualchi sant dismenteât</p>
<p>e un berli al clama da lontan a cena un frut</p>
<p>ritardatari</p>
<p>Tal frêt di una zornada ch&#8217;a si scurta già a s&#8217;impìin i lusȏrs</p>
<p>cul sigaret in bocja un al va a i siei lêgris o</p>
<p>malamôrs</p>
<p>cualchidun al è già cjoc, cualchidun a lu sarà</p>
<p>e al cîr coragjo o vojas</p>
<p>denti l&#8217;alcol o confermas a rispuestas c&#8217;al sa</p>
<p>già</p>
<p>Chest al è un sabida di sera un cualuncue al gno</p>
<p>paîs</p>
<p>cuant ch&#8217;al riva atom e al è dificil restâ achì e</p>
<p>restâ vîfs</p>
<p>students e migrants a son lâts e al taca il timp</p>
<p>da pazienza</p>
<p>finida l&#8217;estât e la vita</p>
<p>a taca la soravivenza par chei pȏcs ch&#8217;a son</p>
<p>restâts</p>
<p>E alora m&#8217;invìi cjantuçant viers un taulin di</p>
<p>ostaria i speri ch&#8217;a si fasi encje usnot una precaria</p>
<p>conpania e spietant un ch&#8217;al mi va a</p>
<p>gjenio i torni a lei il Gazetin</p>
<p>i ordeni l&#8217;ultim dai cafès o pȗr il prin di</p>
<p>un&#8217;âta serie di taiuts di vin</p>
<p>Il sitiç dai dîs al passa e al mostra ducj i</p>
<p>nestis îrs</p>
<p>i pos metiju in riga e contâ come s&#8217;i fos un</p>
<p>resonîr</p>
<p>e i m&#8217;incugùi devant il gno ingòs</p>
<p>o devant un televisôr</p>
<p>e cu las mans intai cjavei i mi piert devȗr mitos</p>
<p>leteraris o cjargnei</p>
<p>Bloom al pelandrona pal cumun dal Negro fint in</p>
<p>Tomasin e al cjata Stephen &#8211; ch&#8217;al è Stjefin – coronât</p>
<p>bielgià da cualchi tai di vin</p>
<p>e i tabain di comunismo, di rognas ch&#8217;i gratìn</p>
<p>bessȏi</p>
<p>di rivoluzions ch&#8217;i no vin fatas</p>
<p>di Joyce, di fantatas, dal BMW 1102</p>
<p>E a rivarà doman un&#8217;âta di cu la sô mîl e i siei</p>
<p>colôrs</p>
<p>e l&#8217;ilusion crevada a lascia il puest a una</p>
<p>ilusion miôr</p>
<p>e a rivarà un&#8217;âta sera</p>
<p>cul so fruiât arint</p>
<p>sarìn bessȏi tancu prin in chest pâis ch&#8217;al mȗr</p>
<p>di muart lenta, como la sȏ int</p>
<p>Par vivi achì d&#8217;invier al coventa un coragjo</p>
<p>disperât</p>
<p>no sta muardimi il scus dal gno cȗr par savê s&#8217;i</p>
<p>lu ai cjatât</p>
<p>e a tì ven voja di fuî</p>
<p>di lâ a ceri cuissà ce</p>
<p>ma tu sâs di no vê scampo e che la vita da âtas</p>
<p>bandas diferent a no è</p>
<p>Però di un&#8217;âta banda un vecju al mȗr nomo s&#8217;al</p>
<p>sbeghera un frut</p>
<p>la vita a continua a intramà i siei fì di biel e brut</p>
<p>e se un leamp al si creva</p>
<p>tu lu vais como ch&#8217;a si ȗsa</p>
<p>ma achì a si crevin cent leamps e alora al è un</p>
<p>paîs intîr ch&#8217;al cambia di mûsa</p>
<p>Al è un pâis intîr a niçulâsi inta sȏ rasegnazion</p>
<p>a crodi tal clip e tal sigȗr dal so spolert e dal</p>
<p>so porton</p>
<p>e se tu, fruta foresta</p>
<p>tu leis di un ch&#8217;al si è sbarât</p>
<p>no sta a crodi cuissâ ce &#8211; a è la vita quotidiana</p>
<p>cha lu à copat</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Un sabato di sera. </strong>Arriva la corriera delle sette, scendono i pendolari / l&#8217;animazione accende teste e piazza / e poi si spegne dentro un bar / e si spande lo scampanio per il &#8216;Perdon&#8217; del Rosario / o per qualche santo dimenticato / e un grido chiama a cena da lontano un bambino in ritardo // Nel freddo di una giornata che già si accorcia già si accendono le luci / con la sigaretta fra le labbra qualcuno si avvia verso i suoi allegri o tristi amori / qualcuno è già ubriaco, qualcuno lo sarà / e cerca coraggio o voglie / nell&#8217;alcool, o conferma a risposte che conosce già // Questo è un sabato sera, uno qualunque al mio paese / quando arriva autunno, ed è difficile restare qui e restare vivi / studenti ed emigranti sono partiti e inizia il tempo della pazienza / finita l&#8217;estate e la vita, / comincia la sopravvivenza per i pochi rimasti // E allora mi avvio canticchiando a un tavolo d&#8217;osteria / spero che si riunisca anche stasera una precaria compagnia / e attendo qualcuno che mi va a genio / rileggo il Gazzettino / ordino l&#8217;ultimo caffè oppure il primo di un&#8217;altra serie di bicchieri di vino // La segatura dei giorni passa e mostra tutti i nostri ieri / potrei allinearli e poi contarli come un ragioniere / e mi accoccolo davanti alla mia angoscia / o davanti ad un televisore / e con la testa tra le mani mi perdo in miti letterari o carnici // Bloom bighellona per il comune, dal &#8216;Negro&#8217; fino in &#8216;Tomasin&#8217; / e trova Stephen, che è Stefano, già incoronato da qualche bicchiere di vino / e parliamo di comunismo, di rogne che ci grattiamo da soli / di rivoluzioni che non abbiamo fatto / di Joyce, di ragazze, del BMW 1102 // E domani arriverà un altro giorno, col suo miele e i suoi colori / l&#8217;illusione spezzata lascerà il posto ad una illusione migliore / e arriverà un&#8217;altra sera / col suo gualcito argento / saremo soli come prima in questo paese che muore di morte lenta, come la sua gente // Per vivere qui d&#8217;inverno serve un coraggio disperato / non mordermi la buccia del cuore per sapere se l&#8217;ho trovato / e viene voglia di scappare / di andare in cerca di chissà cos&#8217;altro / ma sai di non avere scampo, e che la vita in altri posti non è diversa // Però in un altro posto un vecchio muore soltanto se vagisce un bambino / la vita continua a tessere la sua trama di bello e brutto / e se un legame si spezza / lo piangi come d&#8217;uso / ma qui si spezzano cento legami, e allora è un paese intero che cambia faccia // È un paese intero a cullarsi nella sua disperazione / a credere nel tepore e nella sicurezza del suo spolert, del suo portone / e se tu / ragazza straniera / leggerai di uno che si è sparato / non cercare chissà quale motivo, è la vita quotidiana che lo ha ucciso</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/09/11/giorgio-ferigo-poeti-friulani-6/giorgio-ferigo-a-tolmezzo-1988f1neg9untitled-1-copy/" rel="attachment wp-att-56450"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56450" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Giorgio-Ferigo-a-Tolmezzo-1988f1neg9Untitled-1-copy.jpg" alt="Giorgio Ferigo a Tolmezzo 1988f1neg9Untitled-1 copy" width="700" height="500" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Giorgio-Ferigo-a-Tolmezzo-1988f1neg9Untitled-1-copy.jpg 700w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Giorgio-Ferigo-a-Tolmezzo-1988f1neg9Untitled-1-copy-300x214.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Giorgio-Ferigo-a-Tolmezzo-1988f1neg9Untitled-1-copy-250x180.jpg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Giorgio-Ferigo-a-Tolmezzo-1988f1neg9Untitled-1-copy-100x70.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&#8230;e la cjasa a è cidina</strong></p>
<p>Cuant ch&#8217;al partis gno pâri</p>
<p>pas Svizeras a fadiâ</p>
<p>ducj i spietìn cidins</p>
<p>ch&#8217;a rîvi ora di lâ</p>
<p>e la cjasa a è cidina</p>
<p>nomo un gloti scjafoiât</p>
<p>a ogni bacon il pan al è plui amâr</p>
<p>e l&#8217;ingòs plui disperât</p>
<p>Mê mâri a lu spia</p>
<p>e a tâs par no vaî</p>
<p>il lunc vâi dopo il ridì curt</p>
<p>e il frut ch&#8217;a àn fat insieme</p>
<p>ma insieme nè spietât nè gjoldȗt</p>
<p>ingomeât di cjocoladas in scambio di un pâri pierdȗt</p>
<p>E a ven ora di coriera</p>
<p>gno pâri al cjapa la valîs</p>
<p>plena di rabia e di pȏra pluì che d&#8217;imprescj e di vistîts</p>
<p>una bussada in prescia</p>
<p>voia di sbatila sul mȗr</p>
<p>gno pâri al va cuasit fuint   cença voltâsi indevȗr</p>
<p>E i vȏi a si cerin, i vȏi a si cjatin</p>
<p>devȗr dal finestrìn</p>
<p>e i vȏi a si cjatin, i vôi a si platin</p>
<p>devȗr dal finestrin</p>
<p>e cussì encje usnot a ponsaràn</p>
<p>ognun intun jet diferent</p>
<p>mê mâri bessola</p>
<p>intun jet massa grant</p>
<p>e gno pari intun</p>
<p>scompartiment</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&#8230;e la casa è muta. </strong>Quando parte mio padre / per la Svizzera a lavorare / tutti aspettiamo in silenzio / che arrivi il momento di andare // e la casa è silenziosa / soltanto un inghiottire soffocato / a ogni boccone il pane è più amaro / e l&#8217;ansia più disperata // Mia madre lo osserva / e tace per non piangere / il lungo piangere dopo il breve ridere / il vivere poco e il tanto morire // e il bambino che hanno fatto assieme / ma che assieme non hanno né aspettato né goduto / rimpinzato di cioccolata / in sostituzione di un padre perso // E giunge l&#8217;ora della corriera / mio padre afferra la valigia / piena di rabbia e di paura / più che di attrezzi e vestiti // un bacio in fretta / voglia di sbatterla contro il muro / mia padre se ne va quasi scappando / senza voltarsi indietro. E gli occhi si cercano e gli occhi si trovano / dietro al finestrino // così anche stasera dormiranno / ognuno in un letto diverso / mia madre da sola / nel loro troppo grande / e mio padre in uno / scompartimento</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/09/11/giorgio-ferigo-poeti-friulani-6/002-giorgio-ferigo-a-tolmezzo-1988f5neg/" rel="attachment wp-att-56449"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56449" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/002-Giorgio-Ferigo-a-Tolmezzo-1988f5neg.jpg" alt="002 Giorgio Ferigo a Tolmezzo 1988f5neg" width="787" height="533" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/002-Giorgio-Ferigo-a-Tolmezzo-1988f5neg.jpg 787w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/002-Giorgio-Ferigo-a-Tolmezzo-1988f5neg-300x203.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/002-Giorgio-Ferigo-a-Tolmezzo-1988f5neg-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 787px) 100vw, 787px" /></a> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A Mis Mia, ta sȏ cjasa a Detroit</strong></p>
<p>Fruta, sot il vȏlt, il cjalin</p>
<p>l&#8217;ȏr da cotula massa voltas slungjât</p>
<p>&#8211; a è encjemȏ massa curta &#8211; e i genȏi</p>
<p>a àn grûsas e segnos di prât</p>
<p>Fruta, a netâ i rams dal seglâr</p>
<p>cul sidol e cul savalon</p>
<p>e il tramont al era sugo di nerants</p>
<p>i m&#8217;impensi l&#8217;ora e la stagjon</p>
<p>e ta lobia las gjambas a erin blancjas</p>
<p>un&#8217;ombrena di nêri nomo in somp</p>
<p>dulà ch&#8217;a finiscin las cjareças</p>
<p>cumò che in tai tiei vȏi i mi riconòs un omp</p>
<p>E cumò in chel Detroit, grîsa periferia</p>
<p>casermons e âti cjalìn in aria</p>
<p>tu t&#8217;incuguiarâs a reguei magari</p>
<p>un bar di tala imagjnaria</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A Miss Mia, nella sua casa a Detroit. </strong>Ragazza sotto l&#8217;androne, la fuliggine, l&#8217;orlo della gonna troppe volte allungato / &#8211; ed è ancora troppo corta &#8211; e le ginocchia / hanno croste e sbaffi di prato // Ragazza a pulire i rami del secchiaio / col sidol e con la sabbia / e il tramonto era sugo di arance / mi ricordo l&#8217;ora e la stagione // E nella legnaia le gambe erano bianche / soltanto un&#8217;ombra di nero lassù in cima / dove finiscono le mie carezze / adesso che nei tuoi occhi mi riconosco un uomo // E ora a Detroit, in quella grigia periferia / grattacieli e una diversa fuliggine in aria / forse ti chini a raccogliere / un cespo di tarassaco immaginario</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/09/11/giorgio-ferigo-poeti-friulani-6/ferigo-giorgio671-copy/" rel="attachment wp-att-56447"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56447" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Ferigo-Giorgio671-copy.jpg" alt="Ferigo Giorgio671 copy" width="700" height="500" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Ferigo-Giorgio671-copy.jpg 700w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Ferigo-Giorgio671-copy-300x214.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Ferigo-Giorgio671-copy-250x180.jpg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Ferigo-Giorgio671-copy-100x70.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><strong>Un soldatin</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>I ai fat cualchi pastiel par lâ soldât</p>
<p>i no vevi l&#8217;etât da mê divisa</p>
<p>gno pâri a mi à molât un manledrôs</p>
<p>mê mâri tal cjôt a à fat una vaida</p>
<p>ma jo i vevi indiment il cjavelon</p>
<p>vistît dut di ros, Gjesù-Crist</p>
<p>sigûr ancje lui interventist</p>
<p>il prin socialist picjât in sezion</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Però la guera a vierç subit i vȏi</p>
<p>il paltan, i pedȏi, la pȏra soradut</p>
<p>la pȏra incuguiada intuna grusa</p>
<p>un muart denti una bûsa, un berli da un murut,</p>
<p>la pȏra ch&#8217; a ti sgarfa sot la piel</p>
<p>la pȏra ch&#8217;a si nea tal butiglion</p>
<p>ch&#8217;al sêti asêt, ch&#8217;al sêti trist o bon</p>
<p>par murî da cojon al juda encje chel</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La luna e jo i erin a Nedâl</p>
<p>di guardia a chel fossâl c&#8217;a clamin trincea</p>
<p>al spiava chê luna, ma da un âti pruc</p>
<p>un caporalut mec encje lui di vea</p>
<p>&#8220;Taliano, hai tu paura di parlare?&#8221;</p>
<p>&#8220;Jo no, ma vosâ massa a nol conven&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;Ti faccio il mio augurio per Nedale&#8221;</p>
<p>&#8220;e po&#8217; di essi in pâs chest Nedâl cu ven&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La patria a è chel amîc cjatât tal scûr</p>
<p>cença mûsa , bon cûr, il so pac di trinciato</p>
<p>la patria a è il lavȏr, la dignitât</p>
<p>a è la libertât dal proletariato</p>
<p>e jo par guadagnâmi un carantan</p>
<p>i ai scuignût fâ mês e mês su pa Gjermana</p>
<p>e cumò i varès di murì in bataglia</p>
<p>par chesta porca Itaglia ch&#8217;a no dà nencje il pan</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A è cuestion nomo dì cjermins e cunfins</p>
<p>copa una di cà: tu sês sassin; copa un di là: tu</p>
<p>sês eroe</p>
<p>ma i parons nestis e lȏr son simpri chei</p>
<p>tal sigûr dai cjastiei a decidin pâs e gueras</p>
<p>e alora a bignarès voltâ sui tacs</p>
<p>sbarâ ai parons di questa becjaria</p>
<p>e di chei che di chesta coparia e àn il monopòli&#8230;</p>
<p>como il sâl e i tabacs</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A sarà &#8220;Conversazione cul nemîc&#8221;</p>
<p>al sarà il vizi antîc ch&#8217;a àn i omps di pensâ</p>
<p>che s&#8217;i rivi a rivâ su pa tresemana</p>
<p>intuna setemana ju ai taconâts</p>
<p>o: &#8220;Diserzione in faccia allo straniero&#8221;</p>
<p>prin di muardi il paltan i ai cjalât</p>
<p>ch&#8217;a i trimava la man a di chel sacramentât</p>
<p>di un carabinîr</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Un soldatino</em>, Ho imbrogliato un po&#8217; le carte per arruolarmi / non avevo l&#8217;età per la divisa / mio padre mi ha schiaffeggiato / mia madre nella stalla ha pianto / ma il mio ideale era quello con i capelli lunghi / vestito tutto a rosso, Gesù-Cristo / certamente anche lui interventista / il primo socialista, che avevamo appeso in sezione // Però la guerra apre subito gli occhi / il fango, i pidocchi, la paura soprattutto / la paura rannicchiata in una ferita / un morto dentro una buca, un grido da un muretto / la paura che ti scava sotto la pelle / la paura che si annega nel bottiglione / sia aceto, sia cattivo o buono / per morire da coglione aiuta anche quello // La luna ed io eravamo a Natale / di guardia a quel fossato che chiamano trincea / guardava quella stessa luna, ma da un altro colle / un caporaluccio austriaco anch&#8217;egli di sentinella / <em>&#8220;Taliano hai tu paura di parlare?&#8221;</em> / &#8220;Io no, ma gridare troppo forte non conviene&#8230;&#8221;/ <em>&#8220;Ti faccio il mio augurio per Nedale&#8230;&#8221;</em> / &#8220;&#8230;e di essere in pace il Natale prossimo&#8221;// La patria è quell&#8217;amico trovato nel buio / senza volto, di buon cuore, il suo pacchetto di trinciato / la patria è il lavoro, la dignità / è la libertà del proletariato / ed io per guadagnare quattro lire / ho fatto stagioni e stagioni in Germania / e adesso sarebbe mio dovere morire in battaglia / per questa porca <em>Itaglia</em> che non ci dà nemmeno il pane? // È questione soltanto di cippi e di confini / ammazzane uno di là: sei un eroe / ma i padroni nostri e loro sono sempre gli stessi / nella sicurezza dei loro palazzi decidono paci e guerre / e allora bisognerebbe fare dietro-front / mettere al muro i padroni di questa macelleria / tutti quelli che di questo massacro / detengono il monopolio&#8230;/ come il sale e i tabacchi // Sarà &#8220;Conversazione col nemico&#8221; / sarà il vizio antico che hanno gli uomini di pensare / se riesco a raggiungere la Pontebbana / in una settimana li ho fregati / oppure &#8220;Diserzione in faccia allo straniero&#8221; / prima di mordere il fango ho notato / che tremava la mano a quel fottuto / carabiniere</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>NOTA 1: Questi testi sono tratti da: Giorgio Ferigo &amp; Povolâr Ensemble, <a href="http://www.forumeditrice.it/percorsi/forum-fvg/cultura-locale/giorgio-ferigo-povolar-ensemble">Forum Editrice</a>, 2012</p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/09/11/giorgio-ferigo-poeti-friulani-6/gillo-dorfles027-copy/" rel="attachment wp-att-56451"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56451" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Gillo-Dorfles027-copy.jpg" alt="Gillo Dorfles027 copy" width="615" height="622" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Gillo-Dorfles027-copy.jpg 615w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Gillo-Dorfles027-copy-297x300.jpg 297w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Gillo-Dorfles027-copy-60x60.jpg 60w" sizes="auto, (max-width: 615px) 100vw, 615px" /></a></p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/09/11/giorgio-ferigo-poeti-friulani-6/giorgio-e-francesco3-copy/" rel="attachment wp-att-56466"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56466" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Giorgio-e-Francesco3-copy.jpg" alt="Giorgio e Francesco3 copy" width="500" height="341" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Giorgio-e-Francesco3-copy.jpg 500w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/09/Giorgio-e-Francesco3-copy-300x205.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
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<p>NOTA 2: Ha scritto Giorgio Ferigo (medico del lavoro) ricordandosi l&#8217;avventura sua e del suo gruppo rimasta talmente incisiva da segnare profondamente la storia della &#8220;cjançonete&#8221; in Friuli e in lingua friulana: &#8220;&#8230;avremmo dovuto chiamarci <em>Povolârer Ensemble</em>, come il <em>Berliner Ensemble</em>; è finita invece che sotto il segno di Brecth, abbiamo adottato l&#8217;etichetta più modesta e diretta di <em>‘Povolâr’</em> anche se nessuno di noi era proprio di quel paese carnico: io il più prossimo per nascita, gli altri tutti meneghelli padovani&#8221;.</p>
<p>Anima del gruppo, Giorgio con la sua raffinata cultura musicale e la sua straordinaria vena di poeta è stato l&#8217;autore di testi indimenticabili, con ironia che <em>spelave la piel </em>a vivo, tra una sigaretta e un bicchiere di vino; parole come non si erano mai sentite e cantate, piene di fuoco e tenerezza, voce di proteste e vibrazioni dei sentimenti più delicati.</p>
<p>Giorgio ha tradotto in carnico <em>&#8216;Storia di un soldato&#8217;</em> di Igor Stravinskij e musicata dalla Camerata Strumentale del Conservatorio Tomadini di Udine</p>
<p>Dal francese ha tradotto in friulano e messe in musica dal Povolâr Ensemble alcune delle canzoni di Georges Brassens</p>
<p>Giorgio Ferigo ci ha lasciati a 58 anni nel 2007</p>
<p><em>Associazione culturale Giorgio Ferigo</em></p>
<p>www.giorgio<strong>ferigo</strong>.net</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Questa è la sesta tappa di un itinerario ideato da Danilo De Marco riguardante alcuni poeti friulani attuali non conosciuti dal grande pubblico, e cominciato con <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/02/11/federico-tavan/">Federico Tavan</a> e continuato con Ida Vallerugo (<a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/05/19/ida-vallerugo-poeti-friulani-2/">prima parte</a>  e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/05/23/ida-vallerugo-poeti-friulani-2-2/">seconda parte</a>), <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/07/16/novella-cantarutti-poeti-friulani-4/#more-55289">Novella Cantarutti,</a> Tito Maniacco (<a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/03/tito-maniacco-poeti-friulani-4-1/">prima parte</a>, <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/08/tito-maniacco-poeti-friulani-4-2/">seconda parte</a> e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/14/tito-maniacco-poeti-friulani-4-3/">terza parte</a>) e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/26/leo-zanier-poeti-friulani-5/">Leo Zanier</a>. Con il suo consueto modo di operare/fotografare, e di concepire la fotografia, De Marco ha ritratto questi autori, non tutti facili da avvicinare, solo dopo averne una conoscenza intima, e con una grande empatia, seppure non priva forse di qualche venatura ironica. GS</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">56307</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Leo Zanier (poeti friulani # 5)</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/08/26/leo-zanier-poeti-friulani-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 06:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo De Marco]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo sartori]]></category>
		<category><![CDATA[Leo Zanier]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[fotografie di Danilo De Marco &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Da ogni famea  via un zovin da quasi ogni famea via in Russia a imparâ a copâ &#160; via a pît ta glaca o tal paltàn &#160; plui no scrivin si vai in ogni cjasa &#160; pôs a tòrnin &#8216;l é dûr sierâ [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>fotografie di <strong>Danilo De Marco</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/26/leo-zanier-poeti-friulani-5/007-leonardo-zanier672/" rel="attachment wp-att-56159"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-56159" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/007-Leonardo-Zanier672-300x200.jpg" alt="007-Leonardo-Zanier672" width="300" height="200" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/007-Leonardo-Zanier672-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/007-Leonardo-Zanier672-120x80.jpg 120w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/007-Leonardo-Zanier672.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Da ogni famea</strong></p>
<p><strong> </strong>via un zovin</p>
<p>da quasi ogni famea</p>
<p><span id="more-55688"></span></p>
<p>via in Russia</p>
<p>a imparâ a copâ</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>via a pît</p>
<p>ta glaca o tal paltàn</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>plui no scrivin</p>
<p>si vai in ogni cjasa</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>pôs a tòrnin</p>
<p>&#8216;l é dûr sierâ a vincj agns</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>chei ch&#8217;a tòrnin</p>
<p>devéntin partigjans</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Da ogni famiglia</em> via un giovane / da quasi ogni famiglia // via in Russia / a imparare a uccidere // via a piedi / nel gelo o nella palta // più non scrivono / si piange in ogni casa // pochi tornano / è dura chiudere a vent&#8217;anni // quelli che tornano / diventano partigiani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/26/leo-zanier-poeti-friulani-5/flora-e-leo-a-zurigo-copy/" rel="attachment wp-att-56160"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56160" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Flora-e-Leo-a-Zurigo-copy.jpg" alt="Flora e Leo a Zurigo  copy" width="500" height="336" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Flora-e-Leo-a-Zurigo-copy.jpg 500w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Flora-e-Leo-a-Zurigo-copy-300x202.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Flora-e-Leo-a-Zurigo-copy-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In tuna not come chesta</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>in tuna not come chesta</p>
<p>sentât tun murut</p>
<p>movevi i dêts dai pîs</p>
<p>denti das scarpas</p>
<p>plen di gust di vivi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>In una notte come questa </em>in una notte come questa / seduto su un muretto / muovendo le dita dei piedi / dentro le scarpe / pieno di gusto di vivere</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> Dulà sono lâts?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>ogni volta ch&#8217;a si torna</p>
<p>tor ator dai paîs</p>
<p>an d&#8217;è simpi un prât in plui</p>
<p>che d&#8217;estât no lu siean</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>e chel spropȏsit di urtias</p>
<p>chês gigudas como sterps</p>
<p>chei mârs di lavaz e di lescjas</p>
<p>chei peçuts fauts rovuluts</p>
<p>no scjafojâts ch&#8217;a ju forìn</p>
<p>o che bielzà son cressuts</p>
<p>a fan pôra</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ca e là cualchidun al siea</p>
<p>e da un dalgò dal mont</p>
<p>al torna a tegnî net</p>
<p>o al fâs sieâ par telefono</p>
<p>ch&#8217;a &#8220;no pâr bon&#8221;</p>
<p>o par via dai turiscj</p>
<p>&#8211; che cumò jur vin fat puest</p>
<p>tas nestas vecjas cjasas vueitas</p>
<p>e in cualchi stâli metûts in sest</p>
<p>da anorums cença vacjas &#8211;</p>
<p>o par via dai madracs</p>
<p>e di ogni sorta di piatulas</p>
<p>dal bosc ch&#8217;al rivares tal ort</p>
<p>e magari ta cort</p>
<p>ma dopo i cavopi dal fen riguet</p>
<p>&#8211; no savìnt inmò di lȏr ce fâ &#8211;</p>
<p>a ju brusan</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Dove sono andati?</em> ogni volta che si ritorna / tutto attorno ai paesi / c&#8217;è sempre un prato in più / che d&#8217;estate non sfalciano / e quelle ortiche enormi / quelle cicute come sterpi / quei mari di rabarbari e di erba inselvatichita / quei piccoli abeti e faggi e querce / non soffocati che li forano / o son già cresciuti / fan paura / certo qua e là qualcuno sfalcia / o da un qualche luogo del mondo / torna per tenere pulito / o fa sfalciare per telefono / ché &#8220;non sta bene&#8221; / o perché ci sono i turisti / &#8211; a cui ora abbiamo fatto posto / nelle nostre vecchie case vuote / e in alcune stalle ristrutturate / da anni e anni senza vacche &#8211; / o per tener lontani i serpenti / e tutte le specie di zecche / per impedire che il bosco arrivi nell&#8217;orto / o addirittura nel cortile / ma dopo i mucchi di fieno raccolto! &#8211; non sapendo ancora che farne &#8211; li bruciano</p>
<p><em>da &#8220;Lôcs&#8221; (Luoghi), Piccola biblioteca di autori friulani, 2008</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/26/leo-zanier-poeti-friulani-5/sans-nom-52-copy/" rel="attachment wp-att-56161"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56161" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Sans-nom-52-copy.jpg" alt="Sans nom-52 copy" width="501" height="335" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Sans-nom-52-copy.jpg 501w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Sans-nom-52-copy-300x201.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Sans-nom-52-copy-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 501px) 100vw, 501px" /></a></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Identitât</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>simpi di plui si zura</p>
<p>si barufa</p>
<p>si spostin cunfins</p>
<p>si si sbugjela</p>
<p>e si fan gueras</p>
<p>pa santissima identitât</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ma l&#8217; identitât ce êse?</p>
<p>a dila in curt e duta:</p>
<p>che s&#8217;i fos su Marte</p>
<p>mi sintarès cjericul</p>
<p>e co soi in Africa</p>
<p>mi sint european</p>
<p>co soi in Portugal talian</p>
<p>co soi a Roma furlan</p>
<p>co soi a Udin cjargnel</p>
<p>co a Tomieç comelianot</p>
<p>e a Comelians maranzanot</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>e s&#8217;i soi a Maranzanas:</p>
<p>no stin a confondi par plasê</p>
<p>la famea Di Pasca</p>
<p>la mê</p>
<p>cun chê di chei Dal Ghet</p>
<p>intaussa pȏc di sest</p>
<p>vegnûts cui sa da dontri</p>
<p>magari da Sighiet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>insomas resons da vendi</p>
<p>ind ài e in varès</p>
<p>e chest lu si capìs subit:</p>
<p>par vê in grant sospiet</p>
<p>par odeâju a muart</p>
<p>e salacor sdrumâ</p>
<p>ducj chescj diviers</p>
<p>prin chei Dal Ghet</p>
<p>e po i comelianots</p>
<p>e i tomiecins</p>
<p>e i udinês</p>
<p>i furlans</p>
<p>par no di i romans</p>
<p>i talians</p>
<p>i portoghês</p>
<p>i europeans</p>
<p>i africans</p>
<p>e ben s&#8217;intint i cjericui</p>
<p>domo ch&#8217;i fos marzian</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Identità &#8211; </em>sempre di più si giura / si litiga / si spostano confini / ci si sbudella / si fanno guerre / per la santissima identità // ma cos&#8217;è l&#8217;identità?/ per dirla in breve e a fondo: / che se fossi su Marte / mi sentirei terrestre / e quando sono in Africa / mi sento europeo / quando sono in Portogallo italiano / quando sono a Roma friulano / quando sono a Udine carnnico / quando a Tolmezzo comeglianese / e a Comeglians maranzanese / e se sono a Maranzanis: / non mettiamoci a confondere per favore / la famiglia Di Pasqua / la mia / con quella Del Ghetto / gentacola poco affidabile / arrivati da chissà da dove / magari da Sigilletto // insomma ragioni da vendere / ne ho e ne avrei / e questo lo si capisce subito / per avere in gran sospetto / per odiarli a morte / per sterminarli se occorre / tutti questi diversi / prima quelli Del Ghetto / e poi i comeglianesi / i tolmezzini / gli udinesi / i friulani / per non dire i romani / gli italiani / i portoghesi / gli europei / gli africani / e ben inteso i terrestri / solo che fossi marziano</p>
<p><em>da “Il câli &#8211; poesie e prose 1981-2012”, KAPPA VU editore, 2012</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/26/leo-zanier-poeti-friulani-5/006-leonardo-zanier671-copy/" rel="attachment wp-att-56158"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56158" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/006-Leonardo-Zanier671-copy.jpg" alt="006-Leonardo-Zanier671-copy" width="750" height="500" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/006-Leonardo-Zanier671-copy.jpg 750w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/006-Leonardo-Zanier671-copy-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/006-Leonardo-Zanier671-copy-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Blut und Boden</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>varessino di fâsi</p>
<p>&#8211; savint bielzà</p>
<p>magari cussìno</p>
<p>i riscjos ch&#8217;a si cor &#8211;</p>
<p>punturas antitetano</p>
<p>in tancj lȏcs</p>
<p>achì e tal mont</p>
<p>a tancj di nȏ</p>
<p>a ducj?</p>
<p>Karl Kraus:</p>
<p>un grant vienês</p>
<p>un grant european</p>
<p>un grant e vonda!</p>
<p>al nus manda a dî:</p>
<p>s&#8217;a vegnin cubiâts</p>
<p><em>&#8220;Blut und Boden&#8221;</em></p>
<p>&#8211; sanc e cjera</p>
<p>in todesc-</p>
<p>il minimo</p>
<p>ch&#8217;a saltà fȏr</p>
<p>&#8216;l è il tetano par ducj!</p>
<p>cui ch&#8217;a vȏi par sintî&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Sangue e terra </em>dovremmo farci /-conoscendo già / purtroppo / i rischi che corriamo-/ punture antitetaniche / in tanti luoghi / qui e nel mondo /a tanti di noi / a tutti? / avete letto / Karl Kraus: / un grande viennese / un grande europeo / insomma un grande!/ ci manda a dire; / se si accoppiano / <em>Blut und Boden</em> / &#8211; sangue e terra / in tedesco &#8211; / il minimo / che ne esce / è il tetano per tutti! / chi ha occhi per intender&#8230;</p>
<p><em>da &#8220;Lôcs&#8221; (Luoghi), Piccola biblioteca di autori friulani, Biblioteca Civica di Pordenone, 2008</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/26/leo-zanier-poeti-friulani-5/004-leonardo-zanier667-copy/" rel="attachment wp-att-56157"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56157" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/004-Leonardo-Zanier667-copy.jpg" alt="004-Leonardo-Zanier667-copy" width="500" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/004-Leonardo-Zanier667-copy.jpg 500w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/004-Leonardo-Zanier667-copy-300x180.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a> </strong></p>
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<p><strong>La cjamêsa</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>tra mûr e gorna</p>
<p>o come ch&#8217;a si dis:</p>
<p>sot la striceada</p>
<p>(forsit imò tancj</p>
<p>encja al dì di vue)</p>
<p>soteravin la mâri</p>
<p>sei di femina</p>
<p>sei di vecja</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>un denti difour</p>
<p>ma simpri un denti</p>
<p>sot tet protet</p>
<p>sei di cjasa</p>
<p>sei di cjȏt</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>butarano dulà</p>
<p>il bocon di marantson</p>
<p>che doman a mi cjuncin?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La placenta &#8211; </em>tra filo di muro e di grondaia : o come si dice: / sotto lo sgrondo / (forse ancora tanti / anche al giorno d&#8217;oggi)/ seppellivano la placenta / sia di donna / che di mucca // un didentro esterno / ma sempre un didentro / sottotetto protetto / sia di casa / sia di stalla // butteranno dove / il pezzo di caecum / che domani mi asportano</p>
<p><em>da “Usmas” (Tracce), Edizioni Casagrande, Bellinzona, 1984</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/26/leo-zanier-poeti-friulani-5/003-leonardo-zanier609-copy/" rel="attachment wp-att-56156"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56156" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/003-Leonardo-Zanier609-copy.jpg" alt="003-Leonardo-Zanier609-copy" width="500" height="298" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/003-Leonardo-Zanier609-copy.jpg 500w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/003-Leonardo-Zanier609-copy-300x179.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><strong>Cartufulas I</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Da picjul d&#8217;atom mi tocjava</p>
<p>sentât su un scagnut</p>
<p>devant al grum das cartufulas</p>
<p>apena sforcjadas e tratas</p>
<p>dai geis su&#8217;na bleòn ta cort</p>
<p>inmȏ plenas di cjera</p>
<p>e umidas di umȏrs</p>
<p>vej di sielgi</p>
<p>chês grandas par sem</p>
<p>e da mangjâ par nȏ</p>
<p>e lassâ chês picjulas</p>
<p>pa&#8217;i purcits</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>gjavadas e metudas tai cos</p>
<p>chês plui grandas</p>
<p>dal puign di gno pari</p>
<p>-no tropas ma a&#8217;ndera-</p>
<p>e po dal gnȏ</p>
<p>e po di un mêl</p>
<p>e po di un ȏf</p>
<p>e po e po e po</p>
<p>mi&#8217;n restavin dȏs o trê</p>
<p>e no savint ce decidi</p>
<p>las cjalavi scuintiât:</p>
<p>una como un bromp picjul</p>
<p>una como un bromp grant</p>
<p>il purcit al sarés</p>
<p>muart di fan</p>
<p>se me mâri ridint</p>
<p>e alcjant una certa cartufula</p>
<p>no mi ves consolât disint:</p>
<p>&#8220;Torna a comencjâ frut</p>
<p>chest ch&#8217;a tu jȏts al é</p>
<p>il cunfin tra picjul e grant&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Patate / </em>da piccolo in autunno mi incombeva / seduto su uno sgabello / davanti al mucchio delle patate /appena raccolte e buttate / dalle gerle su un lenzuolo di iuta nel cortile / ancora piene di terra / e umide di umori / dover scegliere / quelle grandi e belle / da seme e da mangiare per noi / e lasciare quelle piccole / per i maiali // tolte e messe nei cesti / quelle più grandi / del pugno di mio padre /- non troppe ma ce n&#8217;erano &#8211; / e poi del mio / e poi di una mela /e poi di un uovo / e poi e poi e poi / me ne rimanevano due o tre / e non sapendo che decidere / le guardavo mortificato:/ una come una susina piccola / una come una susina grande // il maiale sarebbe morto di fame / se mia madre ridendo / e alzando una certa patata / non mi avesse consolato dicendo:/ &#8220;Ricomincia bambino / questo che vedi è / il confine tra piccolo e grande&#8221;</p>
<p><em>da “Poesia in viaggio”, Edizioni del Menocchio, 2012</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/26/leo-zanier-poeti-friulani-5/sans-nom-61-copy/" rel="attachment wp-att-56162"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56162" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Sans-nom-61-copy.jpg" alt="Sans nom-61 copy" width="700" height="500" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Sans-nom-61-copy.jpg 700w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Sans-nom-61-copy-300x214.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Sans-nom-61-copy-250x180.jpg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Sans-nom-61-copy-100x70.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Licȏf</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>un peçùt tajât di fresc</p>
<p>al trimula inflochetât</p>
<p>braurôs ben che inclaudât</p>
<p>sul colm dal tet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>sot cidin per &#8216;na dì</p>
<p>il catîr bandonât</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>menavuâi muradôrs</p>
<p>capo e paron</p>
<p>mangjin bévin insieme par &#8216;na dì</p>
<p>cjàntin insieme par &#8216;na di</p>
<p>cence sparagn cence cunfins</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>la vôra a é rivada insomp</p>
<p>tra il spiç dal colm e il cîl</p>
<p>il spiç dal peç</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Licôf </em>un piccolo abete tagliato di fresco / tremola infiocchettato / orgoglioso anche se inchiodato / sul colmo del tetto // sotto silenzioso per un giorno / il cantiere abbandonato // manovali muratori / capo e padrone / mangiano bevono assieme per un giorno / cantano assieme per un giorno / senza risparmio senza confini // l&#8217;opera è arrivata all&#8217;apice / tra la punta del colmo e il cielo / la punta dell&#8217;abete</p>
<p>da “Poesia in viaggio”, Edizioni del Menocchio, 2012</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ho provato a leggere e a far rileggere qualche poesia di Zanier ad amici italiani che non conoscono il friulano: prima in lingua originale, poi &#8211; ma solo più tardi &#8211; in traduzione. E devo dire che il fascino del friulano di Zanier è stato subito colto, ricco com&#8217;è di slanci e di impeto, di verve polemica ma anche di pudori, di tenerezze nascoste, di una vena ironica, di qualche tratto umoristico che maschera timidezze così come nella voce imperiosa di Leo c&#8217;è sempre -mascherato (non sempre) e occultato &#8211; un fondo di dolcezza.</em></p>
<p style="padding-left: 210px;">Elvio Guagnini (critico letterario e saggista)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>NB: per giovedì 27 agosto è stato organizzato a Udine (Corte di palazzo Morpurgo,</strong></p>
<p class="dataManifestazione"><strong>h 18:00) un <a href="http://colonos.it/avostanis/?layout=lavoro&amp;id_lavoro=284&amp;id_tipo_lavoro=2">omaggio a Zanier</a>:</strong></p>
<p class="introduzionePagina"><strong>Paolo Venti conversa con l’autore</strong><br />
<strong> e con l’artista Marco Casolo</strong></p>
<p><em> Questa è la quinta tappa di un itinerario ideato da Danilo De Marco riguardante alcuni poeti friulani attuali non conosciuti dal grande pubblico, cominciato con <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/02/11/federico-tavan/">Federico Tavan</a> e continuato con Ida Vallerugo (<a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/05/19/ida-vallerugo-poeti-friulani-2/">prima parte</a> e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/05/23/ida-vallerugo-poeti-friulani-2-2/">seconda parte</a>), <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/07/16/novella-cantarutti-poeti-friulani-4/">Novella Cantarutti</a>, e Tito Maniacco (<a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/03/tito-maniacco-poeti-friulani-4-1/">prima parte</a>, <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/08/tito-maniacco-poeti-friulani-4-2/">seconda parte</a> e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/14/tito-maniacco-poeti-friulani-4-3/">terza parte</a>). Con il suo consueto modo di operare/fotografare, e di concepire la fotografia, De Marco ha ritratto questi autori, non tutti facili da avvicinare, solo dopo averne una conoscenza intima, e con una grande empatia, seppure non priva forse di qualche venatura ironica</em>. GS<!--more--></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tito Maniacco: &#8220;Il guardiano del faro&#8221; (poeti friulani # 4.3)</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/08/14/tito-maniacco-poeti-friulani-4-3/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2015/08/14/tito-maniacco-poeti-friulani-4-3/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2015 10:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo De Marco]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo sartori]]></category>
		<category><![CDATA[Il guardiano del faro]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Tito Maniacco]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; II Oh quanto a me somigli nella tua solida inutilità faro dismesso dalla mutevole catena del moderno quando radar satelliti locali satelliti orbitali segreti satelliti del cupo poliremo militare hanno ri-messo nel bric à brac del magazzino dell&#8217;antiquario de La peau de chagrin questo relitto d&#8217;epoca pre fordista per le perdute navi di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/000-guardiano-089-copy_rid.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/000-guardiano-089-copy_rid-300x203.jpg" alt="000 guardiano 089 copy_rid" width="300" height="203" class="alignnone size-medium wp-image-56020" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/000-guardiano-089-copy_rid-300x203.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/000-guardiano-089-copy_rid-120x80.jpg 120w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/000-guardiano-089-copy_rid.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
&nbsp;<br />
<strong>II </strong></p>
<p style="text-align: left;">Oh quanto a me somigli</p>
<p style="text-align: left;">nella tua solida inutilità</p>
<p style="text-align: left;">faro dismesso dalla mutevole catena del moderno</p>
<p style="text-align: left;">quando radar satelliti locali</p>
<p><span id="more-55672"></span></p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;">satelliti orbitali</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;">segreti satelliti</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;">del cupo poliremo militare</p>
<p style="text-align: left;">hanno ri-messo nel bric à brac</p>
<p style="text-align: left;">del magazzino dell&#8217;antiquario de La peau de chagrin</p>
<p style="text-align: left;">questo relitto d&#8217;epoca pre fordista</p>
<p style="text-align: left;">per le perdute navi di un perduto impero</p>
<p style="text-align: left;">costruito infilando cemento e pietre</p>
<p style="text-align: left;">fra il ruggito nero della bora</p>
<p style="text-align: left;">e il belante groviglio dei giorni immoti</p>
<p style="text-align: left;">chiatte a vapore e marinai di gomena</p>
<p style="text-align: left;">insieme a marinai di malta e cazzuola</p>
<p style="text-align: left;">e argano gabbiano</p>
<p style="text-align: left;">mese dopo mese</p>
<p style="text-align: left;">superando l&#8217;ipotetica misura</p>
<p style="text-align: left;">dell&#8217;ipotetica massima onda</p>
<p style="text-align: left;">che la memoria ricavi</p>
<p style="text-align: left;">sempre più in alto</p>
<p style="text-align: left;">circondato da concentriche scogliere</p>
<p style="text-align: left;">dismosse e accumulate</p>
<p style="text-align: left;">su letti di cemento</p>
<p style="text-align: left;">e punte nere rissose</p>
<p style="text-align: left;">a fendere le compatte onde</p>
<p style="text-align: left;">Fadófadó o tanto tempo fa</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 30px;">se allora fossi stato là</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 30px;">allora non sarei qua<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a></p>
<p style="text-align: left;">a scrivere per niente</p>
<p style="text-align: left;">nel vecchio faro cadente</p>
<p style="text-align: left;">ponendo la mano destra</p>
<p style="text-align: left;">sull&#8217;asimmetrica mano sinistra</p>
<p style="text-align: left;">un destino di pietra morente</p>
<p style="text-align: left;">contro un destino cadente</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/001-carte-per-terra-promessa086-copy_rid.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/001-carte-per-terra-promessa086-copy_rid-300x196.jpg" alt="001 carte per terra promessa086 copy_rid" width="300" height="196" class="alignnone size-medium wp-image-56021" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/001-carte-per-terra-promessa086-copy_rid-300x196.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/001-carte-per-terra-promessa086-copy_rid.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
&nbsp;</p>
<p><strong>intermezzo</strong></p>
<p><em>Gerico</em></p>
<p>Dal tempo in cui i muratori</p>
<p>accatastarono pietre</p>
<p style="padding-left: 120px;">e mattoni</p>
<p>impastati a malta e cemento</p>
<p>da quel tempo non remoto</p>
<p>guardiani del faro</p>
<p style="padding-left: 120px;">pronubo l&#8217;imperativo</p>
<p style="padding-left: 120px;">Tagethoff   Wilhelm von</p>
<p>furono il calco esatto</p>
<p>di Rahab di Gerico<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a></p>
<p>perché la loro luce per le navi</p>
<p>è come la cordicella di color scarlatto</p>
<p>che dondola sulle secche mura di Gerico</p>
<p style="padding-left: 120px;">al vento</p>
<p>che porta i sudori del Mar Morto</p>
<p>e indica la strada</p>
<p>come concordarono i due fumosi spetsnatz<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> di Giosuè</p>
<p>con la maglietta a righe di Kronstadt<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">così</p>
<p>ogni cigolante nave</p>
<p>alla lontana</p>
<p style="padding-left: 30px;">veee de</p>
<p>la finestra di Rahab</p>
<p>e prende le sue misure</p>
<p>dalla cordicella di color scarlatto</p>
<p>per valutare</p>
<p style="padding-left: 30px;">tempo</p>
<p style="padding-left: 30px;">stagione</p>
<p style="padding-left: 30px;">marea</p>
<p>sarà</p>
<p style="padding-left: 30px;">dice la vecchia talpa del Diamat<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a></p>
<p>ma quando la polvere coprì il capo di Giosuè</p>
<p>e le sue trombe spiritual suonarono</p>
<p>cenere e ossa calcinate dai secoli</p>
<p>coprivano le dissolte e morte mura di Gerico<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a></p>
<p>e in quegli anfratti di sterpi e serpi</p>
<p>posero le loro coperte gli habiru<a href="#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><strong>                                    <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/14/tito-maniacco-poeti-friulani-4-3/002-carte-per-terra-promessa087-copy_rid/" rel="attachment wp-att-56022"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56022" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/002-carte-per-terra-promessa087-copy_rid.jpg" alt="002 carte per terra promessa087 copy_rid" width="640" height="465" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/002-carte-per-terra-promessa087-copy_rid.jpg 640w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/002-carte-per-terra-promessa087-copy_rid-300x218.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a>                 </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/14/tito-maniacco-poeti-friulani-4-3/003-sans-nom-1-copy_rid/" rel="attachment wp-att-56023"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56023" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/003-Sans-nom-1-copy_rid.jpg" alt="003 Sans nom-1 copy_rid" width="480" height="480" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/003-Sans-nom-1-copy_rid.jpg 480w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/003-Sans-nom-1-copy_rid-150x150.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/003-Sans-nom-1-copy_rid-300x300.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/003-Sans-nom-1-copy_rid-60x60.jpg 60w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/003-Sans-nom-1-copy_rid-144x144.jpg 144w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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<p><strong>VIII</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ma quel che resta</p>
<p>altro non sono che informi scheletri</p>
<p>incagliati fra i cariati degli scogli</p>
<p>e altro non sovvien che non somigli</p>
<p>a salate alghe and the salt-surf weeds</p>
<p style="padding-left: 30px;">of bitterness di spuma</p>
<p style="padding-left: 30px;">dell&#8217;amarezza<a href="#_ftn8" name="_ftnref8">[8]</a></p>
<p>En escripvant ceste parolle</p>
<p>A peu que le cuer ne me fent<a href="#_ftn9" name="_ftnref9">[9]</a></p>
<p>E Maria Teresa s&#8217;è venuta</p>
<p>e San Marco se ne è ito</p>
<p>lasciando leoni di pietra sulle porte</p>
<p>e il moderato cantabile</p>
<p>delle voci dei pescatori della costa</p>
<p>simile alla scintillante striscia che stria le isole</p>
<p>come usa la lentocalcificata lumaca</p>
<p>segnando di puro argento il suo passaggio</p>
<p style="padding-left: 30px;">e</p>
<p>Grillparzer camminando fra una birra e l&#8217;altra</p>
<p>lungo il Kahlenberg<a href="#_ftn10" name="_ftnref10">[10]</a></p>
<p>ha inventato</p>
<p style="padding-left: 30px;">così come sempre si suole</p>
<p>da chi comanda</p>
<p>la tradizione</p>
<p>tessendo da sé e per sé gli eventi</p>
<p>e soffiando affinché seguendo la rotta prestabilita</p>
<p style="padding-left: 30px;">vadano</p>
<p style="padding-left: 30px;">intanto</p>
<p>le stesse burrasche avvolto</p>
<p style="padding-left: 30px;">ogni vecchio fumando il suo sigaro</p>
<p style="padding-left: 30px;">dice all&#8217;ospite</p>
<p style="padding-left: 30px;">che tutto è cambiato</p>
<p style="padding-left: 30px;">e niente è come prima</p>
<p style="padding-left: 30px;">da secoli rammentando</p>
<p style="padding-left: 30px;">tempi migliori ai tempi antichi</p>
<p style="padding-left: 30px;">eppure</p>
<p>ne dicas non dire non</p>
<p>come mai quid putas causa est</p>
<p>quod come mai i giorni di prima priora tempora</p>
<p>meliora fuere erano migliori di questi</p>
<p>quam nunc sunt?</p>
<p>perché non è una domanda interrogatio</p>
<p>stulta enim est huiuscemodi intelligente<a href="#_ftn11" name="_ftnref11">[11]</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">ma</p>
<p style="padding-left: 30px;">ugualmente</p>
<p style="padding-left: 30px;">fatalmente</p>
<p style="padding-left: 30px;">per la caduta dei gravi</p>
<p style="padding-left: 30px;">tu ovunque sia</p>
<p style="padding-left: 30px;">tu lo dirai</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/14/tito-maniacco-poeti-friulani-4-3/005-sans-nom-2-copy_rid/" rel="attachment wp-att-56024"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-56024" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/005-Sans-nom-2-copy_rid-300x300.jpg" alt="005 Sans nom-2 copy_rid" width="300" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/005-Sans-nom-2-copy_rid-300x300.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/005-Sans-nom-2-copy_rid-150x150.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/005-Sans-nom-2-copy_rid-60x60.jpg 60w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/005-Sans-nom-2-copy_rid-144x144.jpg 144w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/005-Sans-nom-2-copy_rid.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/14/tito-maniacco-poeti-friulani-4-3/005-sans-nom-7-copy_rid/" rel="attachment wp-att-56025"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-56025" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/005-Sans-nom-7-copy_rid-300x225.jpg" alt="005 Sans nom-7 copy_rid" width="300" height="225" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/005-Sans-nom-7-copy_rid-300x225.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/005-Sans-nom-7-copy_rid.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/14/tito-maniacco-poeti-friulani-4-3/006-carte-per-terra-promessa088-copy_rid/" rel="attachment wp-att-56026"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-56026" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/006-carte-per-terra-promessa088-copy_rid-300x300.jpg" alt="006 carte per terra promessa088 copy_rid" width="300" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/006-carte-per-terra-promessa088-copy_rid-300x300.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/006-carte-per-terra-promessa088-copy_rid-150x150.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/006-carte-per-terra-promessa088-copy_rid-60x60.jpg 60w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/006-carte-per-terra-promessa088-copy_rid-144x144.jpg 144w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/006-carte-per-terra-promessa088-copy_rid.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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<p>NOTA: Questi frammenti sono tratti da <em>Il guardiano del faro</em>, poemetto postumo di Tito Maniacco, pubblicato dalla Biblioteca Civica V. Joppi (Udine, 2014)<em>. </em>Scrive Luigi Reitani nell&#8217;introduzione:</p>
<p>&#8220;Fin dai suoi esordi, la produzione in versi di Maniacco s’inscrive nel genere della «poesia di pensiero» che, pur non essendo molto praticata, ha nel Novecento italiano un illustre esempio nelle <em>Ceneri di Gramsci</em> di Pier Paolo Pasolini.</p>
<p>Anche <em>Il guardiano del faro</em> segue questa linea e rimanda più volte proprio al componimento di Pasolini, a partire dalla citazione della celebre <em>Ode sopra un’urna greca </em>di Keats, che costituisce una sorta di trait d’union delle due opere. Tuttavia, nell’ultima parte del proprio poemetto Maniacco sembra passare a un linguaggio più lirico. La riflessione sulla storia lascia posto a una più esistenziale meditazione sul tempo:</p>
<p>e in questa raggelata visione</p>
<p>solo di atomi è</p>
<p style="padding-left: 90px;">l’esis-</p>
<p style="padding-left: 90px;">         tenza</p>
<p>e il resto che sospirava davanti al nulla</p>
<p>è puro vuoto</p>
<p style="padding-left: 90px;">Democrito dixit</p>
<p style="padding-left: 120px;">e allora</p>
<p>                                   di che ti lamenti</p>
<p style="padding-left: 180px;"> tormenti</p>
<p style="padding-left: 240px;">ti?</p>
<p>di che ti attorcigli fra sudore e sudari?</p>
<p>Sì che se d’un tratto spunta l’aurora</p>
<p>la crediamo un’ombra di morte</p>
<p>e così camminiamo nelle tenebre come se fossero luce</p>
<p>Quest’immagine di ascendenza biblica è fra le più amate in Maniacco, che la adopera frequentemente in molteplici variazioni in tutta la sua opera, a partire dagli anni Settanta. La stessa condizione umana, si potrebbe affermare, è per lui sospesa tra le tenebre e la luce. Ma l’attesa messianica del nuovo giorno, che nella fede marxista degli anni Settanta appariva come una promessa di redenzione dalle atrocità della storia e di restituzione di un senso delle cose, si capovolge ora nell’idea che l’alba non potrà che essere la pagina bianca della morte, come accade nella poesia della raccolta in friulano <em>Oltris. </em>Non rimane, dunque, che camminare nella tenebre. Senza false consolazioni, e tuttavia con l’orgoglio di un’irriducibile dignità. E, soprattutto, con quella gentile ironia che rendeva Tito un prezioso maestro di vita.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Tito-Maniacco-accanto-alla-lapide-di-Danil_rid.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Tito-Maniacco-accanto-alla-lapide-di-Danil_rid.jpg" alt="Tito Maniacco  accanto alla lapide di &#039;Danil&#039;_rid" width="591" height="480" class="aligncenter size-full wp-image-56027" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Tito-Maniacco-accanto-alla-lapide-di-Danil_rid.jpg 591w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Tito-Maniacco-accanto-alla-lapide-di-Danil_rid-300x244.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 591px) 100vw, 591px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lapide in memoria di Danjl Verfeolumeevič Avdeev &#8220;Danil&#8221; capitano della cavalleria dell&#8217;Armata Rossa, comandante del battaglione &#8220;Stalin&#8221;, garibaldino, caduto combattendo contro i fascisti a San Francesco Val d&#8217;Arzino, prealpi carniche l&#8217;11 novembre 1944, sepolto all&#8217;esterno del cimitero di Clauzetto il 21 novembre 1944</p>
<pre><span style="font-family: Georgia;font-size: 15px">
 in this neglected spot
qui
negletto giace
oltre lo sgretolato muro di un cimitero di montagna
un forte cavaliere
di un paese perduto nel tempo della storia

indifferente la sua polvere
avvolge la nostra cupa memoria
malinconico retaggio dei viventi



Sta l'uomo dal bianco crine in cima
all'ondoso faro
e contempla con le chiare correnti
il tempo che scorre
dal moto immoto delle stelle
i cui fiori alla finestra dei parsec  
        appassss 
              siscono
                    e
              muo
                    iono
come gli imperi
           come il pettirosso
che
portato da un battello
i suoi morituri colori
       es
            pone 
come la bandiera di un tempo che fu</span></pre>
<p>                                                        </p>
<p align="right">26 luglio 2005 &#8211; 25 aprile 2007</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/000-bis-Maniacco-collage_rid.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/000-bis-Maniacco-collage_rid.jpg" alt="000 bis Maniacco collage_rid" width="640" height="431" class="aligncenter size-full wp-image-56028" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/000-bis-Maniacco-collage_rid.jpg 640w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/000-bis-Maniacco-collage_rid-300x202.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/000-bis-Maniacco-collage_rid-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le immagini che accompagnano i testi sono, in ordine di apparizione:</p>
<p>1) Foto di Danilo De Marco</p>
<p>2) Merre Merre Tekel Ufarsim &#8211;  collage e china su carta 1997 di T. M.</p>
<p>3) L&#8217;occhio di Pasolini &#8211; collage su carta fotocopia e china 1998 di T. M.</p>
<p>4) Senza titolo &#8211; collage fotocopia e china di T. M.</p>
<p>5) Senza titolo collage fotocopia e china di T. M.</p>
<p>6) Per chi? Collage e china su tela 1994 di T. M.</p>
<p>7) Genesi 11: (1) -fotocopia e china&#8230;dettaglio di T. M.</p>
<p>8) Collage fotografico di Danilo De Marco”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Questa è la terza parte della quarta tappa di un itinerario ideato da Danilo De Marco riguardante alcuni poeti friulani attuali non conosciuti dal grande pubblico, e cominciato con Federico Tavan e continuato con Ida Vallerugo (prima parte  e seconda parte) e Novella Cantarutti. Con il suo consueto modo di operare/fotografare, e di concepire la fotografia, De Marco ha ritratto questi autori, non tutti facili da avvicinare, solo dopo averne una conoscenza intima, e con una grande empatia, seppure non priva forse di qualche venatura ironica</em>. GS</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Ritornello celtico</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Giosuè, 2,1-21</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Spetsnatz, J Keats, Ode sopra un&#8217;urna greca, II</p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> Si allude ai marinai della flotta sovietica del Baltico</p>
<p><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> Acronimo in uso nel linguaggio filosofico ideologico sovietico, sta per materialismo storico e dialettico</p>
<p><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a> cfr. M Liverani, <em>Oltre la Bibbia. Storia antica di Israele, </em>II,B,316 Laterza. &#8220;Le risultanze degli scavi archeologici hanno dimostrato che le mura di Gerico erano assai più antiche dell&#8217;epoca di Giosuè, epoca in cui la città era stata abbandonata.&#8221;</p>
<p><a href="#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a> Nome con cui erano noti gli ebrei nel tempo del Medio Bronzo come gente estraniata dal proprio contesto sociale di origine, cfr. Liverani, ct.31-79. Habiru è definizione accadica.</p>
<p><a href="#_ftnref8" name="_ftn8">[8]</a> Byron, Manfred,II,1.</p>
<p><a href="#_ftnref9" name="_ftn9">[9]</a>Villon, <em>Testament, </em>XXVI (e nello scrivere queste parole mi sento il cuore rompersi già).</p>
<p><a href="#_ftnref10" name="_ftn10">[10]</a> Collina da cui i viennesi poterono vedere la sconfitta dell&#8217;armata turca nel 1863</p>
<p><a href="#_ftnref11" name="_ftn11">[11]</a> Il frammento è un incastro fra Qhaélete nella traduzione di cerobt</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Tito Maniacco (poeti friulani # 4.2)</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/08/08/tito-maniacco-poeti-friulani-4-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2015 05:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo De Marco]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo sartori]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Tito Maniacco]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; La torre dei Celti  I Coloro che hanno certi pensieri in un certo composto modo siedono come se le ossa fossero intenzioni o segrete speranze così osservi colui che seduto qui con la penna scrive a questo tavolo e a lui ti rivolgi con amicizia e gli porgi attento lo sguardo &#160; E allora [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/08/tito-maniacco-poeti-friulani-4-2/carte-per-terra-promessa-004-copy/" rel="attachment wp-att-55651"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-55651" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/carte-per-terra-promessa-004-copy.jpg" alt="carte per terra promessa 004  copy" width="336" height="404" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/carte-per-terra-promessa-004-copy.jpg 336w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/carte-per-terra-promessa-004-copy-250x300.jpg 250w" sizes="auto, (max-width: 336px) 100vw, 336px" /></a><br />
&nbsp;<br />
<strong>La torre dei Celti</strong></p>
<p><strong> </strong>I</p>
<p>Coloro che hanno certi pensieri in un certo composto modo siedono</p>
<p>come se le ossa fossero intenzioni o segrete speranze<span id="more-55424"></span></p>
<p>così osservi colui che seduto qui con la penna scrive a questo tavolo</p>
<p>e a lui ti rivolgi con amicizia e gli porgi attento lo sguardo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E allora lasciando cadere la penna sul foglio bianco quadrato</p>
<p>Ti sussurra piano perché il vento che agita gli oscuri fiori è caduto:</p>
<p>così come dicono gli antichi sapienti del Catai</p>
<p>COLUI CHE ASPETTA UN CAVALIERE DEVE FARE ATTENZIONE</p>
<p>A NON SCAMBIARE I BATTITI DEL SUO CUORE</p>
<p>CON IL RUMORE DEGLI ZOCCOLI CHE BATTONO</p>
<p>IL SENTIERO APPENA AL SUO GOMITO INCERTO</p>
<p>DOVE LA MAGNOLIA COSPARGE LA POLVERE</p>
<p>DEL SUO PROFUMO COLOR DELLA NOTTE</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E tu tu che aspetti il cavaliere che farai della tua attesa?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>II</p>
<p>Della mia attesa mi farò una torre nella brughiera</p>
<p>Farò venire gli operai celti dalle scure erbose chiome</p>
<p>dai paesi di fondo valle dove s’indovinano i voli dei falchi</p>
<p>su per i paesi che scorrono in alto fra i gigli rossi di montagna</p>
<p>con i carri e con gli arnesi del lavoro d’arte che li attende</p>
<p>e qualche botte di vino rastrellato fra le viti di collina</p>
<p>accanto agli altipiani che guardano gli altipiani solcati dal vento</p>
<p>e una botte piccola d’acquavite fatta nei boschi</p>
<p>stillanti ruscelli ed erbe e more e fragole avvampanti</p>
<p>con i piccoli mucchi di acide e dure pere</p>
<p>e sceglieremo il posto con la stessa cura con cui l’avrebbe scelto</p>
<p>l’accigliato cantore mio fratello Taliesin</p>
<p>o un bianco vestito e rigorosamente rigoroso druida</p>
<p>con le leggi delle maree di costellazioni e d’aria</p>
<p>e con le oscure vene di ossidiana che percorrono</p>
<p>il corpo della madre terra anche in questo altopiano</p>
<p>dove gli abeti crescono e stormiscono come i fiumi</p>
<p>o bardi notturni gli aceri bianchi e gli aceri rossi</p>
<p>e le a me infinitamente care care argentee betulle</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/08/tito-maniacco-poeti-friulani-4-2/carte-per-terra-promessa-002-copy/" rel="attachment wp-att-55649"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-55649" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/carte-per-terra-promessa-002-copy.jpg" alt="carte per terra promessa 002 copy" width="325" height="448" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/carte-per-terra-promessa-002-copy.jpg 325w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/carte-per-terra-promessa-002-copy-218x300.jpg 218w" sizes="auto, (max-width: 325px) 100vw, 325px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>III</p>
<p>Dunque farò fare una torre nella brughiera là dove sale come un’onda</p>
<p>contro l’azzurro venata d’onice alta crestata montagna</p>
<p>e lavoreremo cantando per tutti i giorni dell’estate</p>
<p>dagli occhi verdi</p>
<p>squadrando pietre e incastrandole le une alle altre</p>
<p>con malta e calcina e grigio polveroso autunnale cemento</p>
<p>su armature fatte di flessibile abete dal forte odore di pece</p>
<p>io e i miei compagni operai celti dall’erba scura in cima al capo</p>
<p>e la sera sdraiati sull’erba che stordisce la notte</p>
<p>intorno al fuoco canteremo qualche buona comprensibile a tutti poesia</p>
<p>bevendo vino o acquavite finché la torre sarà cresciuta</p>
<p>almeno trenta piedi fino al tetto di tegole ruvide e brune per la vecchiaia</p>
<p>che andammo togliendo dalle antiche case morte della brughiera</p>
<p>in tutti questi mesi un sacco qui un sacco là</p>
<p>con un camino di sassi e mattoni la cui gola salisse</p>
<p>fino al piano superiore di grosse tavole di abete profumato</p>
<p>e oltre il tetto per riscaldare i muri larghi un braccio</p>
<p>e in settembre avremo sentito il lamento della piccola stella del Nord</p>
<p>unirsi a quello delle anatre selvatiche in viaggio lento</p>
<p>come frecce uscite dall’arco nervoso cacciatore</p>
<p>e ci saluteremo sul sentiero già intriso di brina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci saluteremo sul sentiero già intriso di brina</p>
<p>io che feci costruire la torre in attesa del cavaliere</p>
<p>e i miei compagni gli operai celti dalla chioma scura come l’erba notturna</p>
<p>bevendo nei grandi bicchieri di latta smaltata di rosso</p>
<p>come il giglio selvatico</p>
<p>l’acquavite dell’addio fra compagni e consanguinei</p>
<p>e saliranno sui carri e li sentirò cantare a lungo</p>
<p>giù nei tornanti che portano a valle</p>
<p>dalle finestre aperte sulle stelle della torre che mi feci costruire</p>
<p>in attesa del cavaliere temendo di confondere sempre</p>
<p>i battiti del mio cuore con il rumore degli zoccoli</p>
<p>che battono sul sentiero oltre il gomito incerto</p>
<p>dove la magnolia cosparge la secca polvere</p>
<p>del suo profumo color dell’umida notte</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>IV</p>
<p>Ora che gli uomini del Nord non scelgono i mari per scendere a Sud</p>
<p>come rondini o falchi pellegrini usi agli spruzzi dei fiordi</p>
<p>ora che i miei compagni celti giacciono nelle tombe scavate nella roccia</p>
<p>e sono polvere sottile giallastra e i loro denti rimbalzano</p>
<p>sui vetri appannati dei sonnolenti inerti musei</p>
<p>ora che le mucche non brucano più l’erba dell’alta brughiera</p>
<p>che farò io nella mia torre alta almeno trenta piedi</p>
<p>seduto accanto al fuoco del camino mentre nella gola urla il vento dell’inverno</p>
<p>e la neve s’accumula oscura sui vetri e oscura le stelle</p>
<p>e copre il sentiero fino ad altezza d’uomo</p>
<p>che farò quando udrò battere il mio cuore</p>
<p>e lo confonderò con il rumore degli zoccoli che battono la neve?</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>da</p>
<p><em>La farfalla notturna</em>, 1976</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/08/tito-maniacco-poeti-friulani-4-2/carte-per-la-terra-promessa-000-copy/" rel="attachment wp-att-55647"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-55647" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Carte-per-la-terra-promessa-000-copy.jpg" alt="Carte per la terra promessa 000 copy" width="301" height="448" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Carte-per-la-terra-promessa-000-copy.jpg 301w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Carte-per-la-terra-promessa-000-copy-202x300.jpg 202w" sizes="auto, (max-width: 301px) 100vw, 301px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un paesaggio lontano friulano</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Vidi una volta albine volare le oche selvatiche</p>
<p>contro un cielo turchino profondo</p>
<p>Era sera e calava il brivido bruciato dei colli</p>
<p>verso l’oscuro fiume che l’attendeva all’ansa</p>
<p>Allora seduto con la pipa accesa e il berretto di pelo sul capo</p>
<p>come un indiano guardingo sonnolento contro la quercia</p>
<p>dissi – AH – così restai con il paesaggio</p>
<p>quando le oche selvatiche – AH – dileguarono</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Venne la sera e si videro le prime stelle accendersi gelide</p>
<p>Allora dissi – AH – mi alzai e scesi fumando le mani in tasca</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da</p>
<p><em>La farfalla notturna</em>, 1976</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Terzo movimento</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Portarono i sogni e li misero sul tavolo</em></p>
<p><em>come materiale sequestrato</em></p>
<p><em>ed un tale seduto ormai inclinato sulle ginocchia</em></p>
<p><em>dietro al tavolo alzò gli occhiali sugli occhi stanchi</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Quale parte di me – se tale parte esiste se –</em></p>
<p><em>quale di me parte</em></p>
<p><em>venne posta su quel tavolo ed esaminata inventariata</em></p>
<p><em>scritte de-scritta</em></p>
<p><em>per l’eternità degli archivi – almeno tre copie? –</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ciò che sogno nelle tenebre nell’azzurro che avvolge le cose</p>
<p>mortali radiazioni dei pensieri</p>
<p>ancora non lo possiedo e dunque sono solo un tetro ospite</p>
<p>nella scura terra</p>
<p>questi averi sul tavolo sono la mia azione e così</p>
<p>è l’eredità o la memoria o l’inventario</p>
<p>a seconda dello specchio in cui guardo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’inchiostro delle spie venne usato per certo</p>
<p>al balenar del sole</p>
<p>è allora che la ragazza si sveglia e cancella i sogni</p>
<p>e mi cancella</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>&#8211; se c’eri se ti cancella se c’eri se &#8211;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>e apre la finestra prima di contemplarsi</p>
<p>dentro una bianca tazza d’oscuro fumo</p>
<p>e riconosce il breve tratto del giardino</p>
<p>la guazza che scintilla in cima ai merli</p>
<p>e il cedro e l’oscuro disegno che traccia l’erba</p>
<p>e guarda oltre il muro oltre il prato ciechi</p>
<p>e ritorna all’erba che in aprile apprende</p>
<p>ad essere verde</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>allora io porto dietro alla maschera una maschera</p>
<p>perché la maschera</p>
<p>sarebbe scandalo alla sua natura</p>
<p>non essere ciò che pretende di essere</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>è ciò che nascondi che ti rivela</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da</p>
<p><em>Le bianche scogliere di Rügen</em>, 1983</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/08/tito-maniacco-poeti-friulani-4-2/carte-per-terra-promessa-003-copy/" rel="attachment wp-att-55650"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-55650" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/carte-per-terra-promessa-003-copy.jpg" alt="carte per terra promessa 003 copy" width="316" height="448" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/carte-per-terra-promessa-003-copy.jpg 316w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/carte-per-terra-promessa-003-copy-212x300.jpg 212w" sizes="auto, (max-width: 316px) 100vw, 316px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Trascorrono le nubi nei cieli puliti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Trascorrono le nubi nei cieli puliti</p>
<p>la Grande Pasqua ha gonfiato le vele</p>
<p>e poche campane d’antico suono battono</p>
<p>fra i boschi neri della S.S. Trinità a Zagorsh</p>
<p>La Rus’ ha dimenticato Dio</p>
<p>ma saprà Egli dimenticare la celeste Rus’?</p>
<p>Come un infinito Venerdì Santo</p>
<p>oscure sono le chiese e scardinati i battenti</p>
<p>mentre acuto si spande il pentagramma dei lillà</p>
<p>e amento violette anemoni fior di spumamelo</p>
<p>e turbinio di piume rosate del sangue del Salvatore</p>
<p>sfarfallano sulle strade accanto all’ultima neve</p>
<p>dove bambini coperti d’ambita stagnola</p>
<p>-stagnodelizia stagnocorazza-</p>
<p>e industriose spade di legno</p>
<p>al lago di ghiaccio di Eisisenstein giocano</p>
<p>strillando <em>dai al tedesco fratelli</em>!</p>
<p>Mentre s’annodano le spirali dei telegrammi</p>
<p>Berlino Mosca Mosca Berlino</p>
<p><em>Addosso compagni</em>!</p>
<p>E nell’alto profumo che incipria le case</p>
<p>Cetrioli conservati e panna acida</p>
<p>E kulič e tremolante alba e oscura notte caviale</p>
<p>E bliny roventi e aringhe e uova</p>
<p>Prendi e mangia e pensa a me</p>
<p>Altoleggera vola la primavera</p>
<p>oltre la griginzaccherata carta dei complotti</p>
<p>e il giorno scrocchia e svapora</p>
<p>nel perlaceo acquore della radura a Jàsnaja Poljàna</p>
<p>dove riposa la nostra corrucciata e screpolata coscienza</p>
<p>che lascia morire gli invitti capitani</p>
<p>nell’indifferente pallore della paura</p>
<p>Dove sono o h dove sono Rus’</p>
<p>Le milleseicento campane dell’antica capitale?</p>
<p>Vanno i fiumi dall’eterno nome materno ai mari</p>
<p>E i ghiacci crepitano</p>
<p style="padding-left: 90px;"><em>Christòs voskrèse!</em></p>
<p style="padding-left: 90px;"><em>Voìstinu voskrèse</em></p>
<p>Ma la družina del vecchio capitano</p>
<p>Nelle prigioni confessa l’incubo inconfessabile</p>
<p>Cos’è allora questa primavera</p>
<p>che aspidi risveglia dal leggero sonno</p>
<p>nel pauroso cavocuore dell’uomo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tornerò un giorno sull’ondulata strada di Tula</p>
<p>al ponte della lenta Okà</p>
<p>e farò fermare e al fuoco del bivacco</p>
<p>col cucchiaio di legno adagio</p>
<p>la zuppa di pesce mangerò</p>
<p>a sera noncurante degli orari</p>
<p>se il mio tempo sarà arrivato</p>
<p>Betulle    betulle     betulle</p>
<p>argento argento argento</p>
<p>oh Rus’ celeste Russia mammina</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da</p>
<p><em>Da una lontananza irrevocabile</em>, 1991</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ogni mattina</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni mattina</p>
<p>cammino nella guazza</p>
<p style="padding-left: 60px;">scintillante</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ogni mattina spicco una mela</p>
<p>da un ruvido melo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ogni mattina la mela</p>
<p>è più dolce</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da</p>
<p><em>Oltris</em>, 2009</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/08/tito-maniacco-poeti-friulani-4-2/carte-per-la-terra-promessa-001-copy/" rel="attachment wp-att-55648"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-55648" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Carte-per-la-terra-promessa-001-copy.jpg" alt="Carte per la terra promessa 001  copy" width="331" height="448" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Carte-per-la-terra-promessa-001-copy.jpg 331w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Carte-per-la-terra-promessa-001-copy-222x300.jpg 222w" sizes="auto, (max-width: 331px) 100vw, 331px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A ponente</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A ponente di dove si pone il tempo</p>
<p>un croceo colore</p>
<p>intona la musica di domani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>che senso ha</p>
<p>essere lieti di un presagio?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da</p>
<p><em>Oltris</em>, 2009</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>le immagini che accompagnano i testi sono collages di Maniacco, e le relative didascalie sono, nell&#8217;ordine di apparizione, queste:</p>
<p>1) Marlon Brando assiste alla lotta di Giacobbe con l&#8217;angelo ( genesi XXXIII 4)</p>
<p>collage fotocopia pais acrilico ecoline luglio 2007</p>
<p>2) En attendant Godot</p>
<p>collage fotocopia pais maggio 2006</p>
<p>3) Mosè consegna le tavole della legge al dottor Karl Mark mentre esce dal pub Red Lion</p>
<p>collage fotocopia china pais tempera maggio 2006</p>
<p>4) Vienna Berggasse 19 marzo 1938 Mentre si dibatte tra eros e thanatos il dott. Freud apprende dai giornali che l&#8217; Anschluss è una realtà e che Thanatos si è insediato in Europa e che il suo fantasma percorre il mondo</p>
<p>collage pais tempera china giugno 2006</p>
<p>5) Malinconia della rivoluzione perduta. Jhon Wajne assiste ad un comizio d i Lenin ai lavoratori della torre di Babele</p>
<p>collage china fotocopia ecoline acrilico maggio 2007</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Questa è la seconda parte della quarta tappa di un itinerario ideato da Danilo De Marco riguardante alcuni poeti friulani attuali non conosciuti dal grande pubblico, e cominciato con <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/02/11/federico-tavan/">Federico Tavan</a> e continuato con Ida Vallerugo (<a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/05/19/ida-vallerugo-poeti-friulani-2/">prima parte</a>  e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/05/23/ida-vallerugo-poeti-friulani-2-2/">seconda parte</a>) e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/07/16/novella-cantarutti-poeti-friulani-4/#more-55289">Novella Cantarutti</a>. Con il suo consueto modo di operare/fotografare, e di concepire la fotografia, De Marco ha ritratto questi autori, non tutti facili da avvicinare, solo dopo averne una conoscenza intima, e con una grande empatia, seppure non priva forse di qualche venatura ironica. GS</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Tito Maniacco (poeti friulani # 4.1)</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/08/03/tito-maniacco-poeti-friulani-4-1/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2015/08/03/tito-maniacco-poeti-friulani-4-1/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2015 05:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo De Marco]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo sartori]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Tito Maniacco]]></category>
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					<description><![CDATA[fotografie di Danilo De Marco &#160; In principio era la parola I Credo che la parola sia perduta, tanta fatica costa pronunciarla. &#160; Credo che noi siamo perduti senza la sua stella. &#160; Allora ognuno, vinto dal panico, getterà le armi e s’arrenderà al dolce clemente nemico. &#160; &#160; II &#160; Vi è nelle cose [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>fotografie di <strong>Danilo De Marco</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/?attachment_id=55663" rel="attachment wp-att-55663"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-55663" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/001-UDINE-04-Tito-SCAN_1_1o.jpg" alt="001-UDINE-04-Tito-SCAN_1_1o" width="700" height="467" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/001-UDINE-04-Tito-SCAN_1_1o.jpg 700w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/001-UDINE-04-Tito-SCAN_1_1o-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/001-UDINE-04-Tito-SCAN_1_1o-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In principio era la parola</strong></p>
<p>I</p>
<p>Credo che la parola sia perduta,</p>
<p>tanta fatica costa pronunciarla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credo che noi siamo perduti</p>
<p>senza la sua stella.<span id="more-55422"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Allora ognuno, vinto dal panico,</p>
<p>getterà le armi e s’arrenderà</p>
<p>al dolce clemente nemico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>II</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi è nelle cose un senso più profondo</p>
<p>che sfugge, come nelle conchiglie il mare.</p>
<p>Arrendersi, ora, è morire</p>
<p>della morte che questo secolo ci può dare,</p>
<p>come il diritto al benessere, alla macchina,</p>
<p>agli strumenti del demonio,</p>
<p>i feticci alienanti della merce,</p>
<p>dove gli idoli di plastica</p>
<p>dominano l’uomo di carne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma non deve e non può perdersi</p>
<p>LA PAROLA.</p>
<p>Essa è il segno significante dell’esistere</p>
<p>nella preistoria, dai favolosi regni</p>
<p>della spinosa necessità agli alti,</p>
<p>umani e solari regni della libertà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>III</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalle vecchie fiabe leva la radice quadrata.</p>
<p>Ricordi le due parole di Alì che aprivano il monte</p>
<p>dentro il quale il migliore dei mondi possibili</p>
<p>esisteva per ogni possibile mercante?</p>
<p>Ricordi i sassolini lucenti e bianchi di Pollicino,</p>
<p>lo splendore d’aurora dell’uccello di fuoco,</p>
<p>l’acciarino del baldo soldato che tornava dalla guerra,</p>
<p>la vecchia lampada polverosa di Aladino?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella stanza cava del tempo</p>
<p>una parola è la chiave per l’ingresso.</p>
<p>Un segno, in apparenza minuto, ridicolo, meschino,</p>
<p>passato di moda, scartato dai consumi,</p>
<p>carico della profonda tensione delle cose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>IV</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa parola non è perduta: è ancora il sasso,</p>
<p>la chiave, lo stivale, l’acciarino, la lampada</p>
<p>della nostra storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PERCHÉ IO NON SIA PIÙ MORTO, PERCHÉ NOI NON SIAMO PIÙ MORTI.</p>
<p>non basta il coraggio, la sapienza, la costanza:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È IL NOME CHE DÀ ALLE COSE LA FORZA DELLE COSE</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da</p>
<p><em>Una sorta di ira</em>, 1968</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/?attachment_id=55664" rel="attachment wp-att-55664"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-55664" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/002-Tito-SCAN_1_3ok-copia-c.jpg" alt="002-Tito-SCAN_1_3ok-copia-c" width="700" height="467" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/002-Tito-SCAN_1_3ok-copia-c.jpg 700w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/002-Tito-SCAN_1_3ok-copia-c-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/002-Tito-SCAN_1_3ok-copia-c-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ecco la mano che sorregge i pensieri</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco la mano che sorregge i pensieri</p>
<p>Ecco la mano che porta ai confini del mondo</p>
<p>i desideri del mondo</p>
<p>Ecco la mano che vola come una colomba</p>
<p>e s’appoggia al ramo che stilla l’umida notte</p>
<p>Ecco la mano che cerca nel buio la mano</p>
<p>Ecco la morte che prende in mano la mano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ecco la commedia è finita ringraziate l’attore</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da</p>
<p><em>Le vette del tempo</em>, 1971 (Premio Cittadella 1972)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> VIII</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>E quando i pesci iniziarono il loro lento volo</p>
<p>si sedette a pensare chiuso in un bozzolo d’argento</p>
<p>avendo paura della sera astuta che calava</p>
<p>lunghe reti di stelle davanti alla finestra</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Egli non aveva che una rigida penna</p>
<p>per difendersi dal ragno</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo aiutasse almeno la memoria che serba</p>
<p>in scatole comuni le ceneri del tempo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da</p>
<p><em>Le vette del tempo</em>, 1971 (Premio Cittadella 1972)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>RICORDI DI UN VECCHIO PIANETA</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ci sono ancora osterie sommerse dagli ontani ricchi di gazze</p>
<p>dove i rami accecano le basse finestre e battono nervosi</p>
<p>sui tegoli sdruciti nelle sere del forte vento che lucida le stelle</p>
<p>che strade infangate ad angoli curvi chiusi dagli umidi gelsi</p>
<p>riconducono per colline e brughiere ai viandanti serali</p>
<p>azzurrati dai filtri delle nubi che volano stridendo</p>
<p>in forma d’oche selvatiche ai loro bei tempi</p>
<p>Osterie dai tavoli vecchi dove gorgheggia ricama flauteggia</p>
<p>contralta tenoreggia baritona nei chiusi cerchi vetrati</p>
<p>il tenero vino friulano che cauto accompagna</p>
<p>la pannocchia al suo finale viaggio e la morte acuta del porco</p>
<p>Osterie lontane allontanate asteroidi d’alberi e vigneti</p>
<p>dove sorge e muore il canto del gallo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono ancora osterie ci sono sommerse dagli ontani?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>da</p>
<p><em>Una luce generale</em>, 1973 (Medaglia d’oro Gabicce mare 1975)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> <a href="https://www.nazioneindiana.com/?attachment_id=55666" rel="attachment wp-att-55666"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-55666" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/04-MARINA-Tito-nella-casa-vecchia374-copia.jpg" alt="04 MARINA Tito nella casa vecchia374 copia" width="500" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/04-MARINA-Tito-nella-casa-vecchia374-copia.jpg 500w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/04-MARINA-Tito-nella-casa-vecchia374-copia-300x180.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SPUNTA L’AURORA SUL PIANETA</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Spunta l’aurora sul pianeta ma la sua ombra inganna gli sfruttatori</p>
<p>che così camminano nella luce come nelle tenebre</p>
<p>I galli sono morti nei campi le uova sono ricordi di cristallo</p>
<p>Le fabbriche gemono nelle campagne e producono acido fumo</p>
<p>e ruscelli scintillanti di plastica vanno da tutto il mondo</p>
<p>alla torre sulle montagne che non teme le lingue</p>
<p>perché parla per nastri perforati</p>
<p>e nessuno di nessuno</p>
<p>verrà più a confondere i costruttori</p>
<p>verrà mai a</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da</p>
<p><em>Una luce generale</em>, 1973 (Medaglia d’oro Gabicce mare 1975)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/?attachment_id=55668" rel="attachment wp-att-55668"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-55668" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Tito-SCAN_1_4ok-copia-copy.jpg" alt="Tito SCAN_1_4ok copia copy" width="500" height="335" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Tito-SCAN_1_4ok-copia-copy.jpg 500w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Tito-SCAN_1_4ok-copia-copy-300x201.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/Tito-SCAN_1_4ok-copia-copy-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>…</strong></p>
<p>Anche dentro le discipline umane</p>
<p style="padding-left: 210px;">la morte</p>
<p>non è<em> la</em> fine ché sempre si ricomincia</p>
<p style="padding-left: 180px;">o si suppone</p>
<p style="padding-left: 240px;">di</p>
<p style="padding-left: 60px;">ma <em>il</em> fine</p>
<p>che compone e intreccia corolle</p>
<p>lungo freddi ruscelli da trote</p>
<p>ed ecco il rosmarino e questo è per la rimembranza</p>
<p>ed ecco delle viole queste per i pensieri</p>
<p>e se i pensieri fossero viole</p>
<p>la morte avrebbe sempre un profumo di primavera</p>
<p>ma i pensieri sono tali perché</p>
<p>così li affila instancabilmente la dura mola della mente</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="padding-left: 90px;">capite signore</p>
<p>li affila e li fa aguzzi</p>
<p style="padding-left: 150px;">e più aguzzi diventano</p>
<p>e più sono taglientemente inutili</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che fare dei pensieri se non girarli e rigirarli</p>
<p>come una frittata esangue sulla fumante e nera padella?</p>
<p>E nel girarli il rovello scorre fino alle dita</p>
<p>che bianche su bianchi polsini</p>
<p>sfogliano e fermano fermano e sfogliano</p>
<p>Ma mentre questo colorato autunno</p>
<p>che chiamiamo vita</p>
<p>ha in sé la natura di <em>appassire</em></p>
<p>nella sua arrendevole comprensione della morte</p>
<p>il pensiero s’adagia sul calar delle foglie</p>
<p>su di esse meditando rovescia la melanconia</p>
<p>nell’affilata considerazione dell’infelicità</p>
<p>sì che pare infelice chi felice non è</p>
<p style="padding-left: 210px;">di esistere</p>
<p>ma tale è nel pensarsi infelice</p>
<p>così la contraddizione nelle sue ricorrenti e violente maree</p>
<p>è la felice constatazione dell’imperfezione</p>
<p>che giunta a quel punto conduce il corpo</p>
<p>all’infelicità del moto fra gli uomini</p>
<p style="padding-left: 150px;">e del parlar con essi</p>
<p>tanto che il pensiero che nello stesso tempo</p>
<p>lo precede e fatalmente lo segue</p>
<p>senza concludere se non per sé e sol per sé</p>
<p>arriva al punto di non ritorno</p>
<p>quando meditando davanti al liquido argento d’uno specchio</p>
<p>dice che se davvero dormire è un bene</p>
<p>e <em>il risvegliarsi un danno</em></p>
<p style="padding-left: 120px;">pure quel danno</p>
<p>è tutto quanto si può portare</p>
<p>fino alle regali porte della morte</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong>dal poemetto</p>
<p><em>Gentiluomo nello studio</em>, 1996</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Kappa n. 52</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>annota diligente Kappa</p>
<p>su carta giallo pallido</p>
<p style="padding-left: 60px;">14 X 17</p>
<p><em>nella lotta fra te e il mondo</em></p>
<p><em>asseconda il mondo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>se così farai sarai perduto</p>
<p>sarai perduto anche se non l’asseconderai</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="padding-left: 60px;">insomma</p>
<p style="padding-left: 60px;">compagno</p>
<p>il gioco è truccato</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da</p>
<p><em>Aforismi di Zürau</em> <em>di Kafka, </em>2006 (inediti)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/?attachment_id=55665" rel="attachment wp-att-55665"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-55665" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/003-Tito-dietro-alla-finestr.jpg" alt="003-Tito-dietro-alla-finestr" width="700" height="467" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/003-Tito-dietro-alla-finestr.jpg 700w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/003-Tito-dietro-alla-finestr-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/003-Tito-dietro-alla-finestr-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il viandante</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il viandante che tutto sa</p>
<p>s’agita alle novità</p>
<p>e come una farfalla</p>
<p>s’immerge nel nettare del fiore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>è inutile</p>
<p>indicare il tramonto con il dito</p>
<p>se non hai il senso</p>
<p>della fine delle cose</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da</p>
<p><em>Oltris</em>, 2009</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Al dondolio del ramo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al dondolio del ramo</p>
<p style="padding-left: 150px;">sog</p>
<p style="padding-left: 150px;">giace</p>
<p>la scintillante rubra mela</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>nessun Newton montanaro</p>
<p>valuterà per gli infiniti giorni</p>
<p>la sua caduta</p>
<p>né un Watson campagnolo</p>
<p>misurerà l’attimo fuggente</p>
<p>in</p>
<p style="padding-left: 30px;">scritto</p>
<p>nel Grande Libro</p>
<p>quando e il peso</p>
<p style="padding-left: 60px;">e il moto</p>
<p style="padding-left: 60px;">e il caso</p>
<p>incideranno sul picciolo</p>
<p>alla terra</p>
<p>tremula nell’arcobaleno di guazza</p>
<p>abbandonerà le spoglie</p>
<p>la rossa mela</p>
<p>o la mia vita</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da</p>
<p><em>Oltris</em>, 2009</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Prima di partire per</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima di partire per il capo del mondo</p>
<p>prima di partire si disse</p>
<p>voglio una sacca piena di moleskine</p>
<p>si disse Chatwin</p>
<p>per graffiare i segni dell’esperienza</p>
<p>prima che combusta</p>
<p>vada nella brezza dell’Ellesponto</p>
<p>come le ceneri di Patroclo</p>
<p>si disse Chatwin</p>
<p style="padding-left: 60px;">attorcigliando il voglio</p>
<p style="padding-left: 60px;">intorno al ferro del fattibil</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="padding-left: 60px;">ma</p>
<p>ma l’anonima madame della cartoleria</p>
<p>in rue de l’Ancienne Comédie</p>
<p>afona</p>
<p style="padding-left: 30px;">indifferente</p>
<p style="padding-left: 120px;">rispose</p>
<p>messié Chatwìn</p>
<p>le vrai moleskine n’est plus</p>
<p style="padding-left: 150px;">n’est</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>da</p>
<p><em>Poesie per il XX secolo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/?attachment_id=55667" rel="attachment wp-att-55667"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-55667" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/SCAN_1_9ok-copia-TITO-copy.jpg" alt="SCAN_1_9ok copia TITO copy" width="500" height="336" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/SCAN_1_9ok-copia-TITO-copy.jpg 500w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/SCAN_1_9ok-copia-TITO-copy-300x202.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/08/SCAN_1_9ok-copia-TITO-copy-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tito Maniacco è nato nel 1932 a Udine, dove ha compiuto gli studi e, presto, ha iniziato la sua intensa vita intellettuale, impegnandosi nella scrittura poetica e nelle arti figurative, senza trascurare l’appassionata attività di insegnante e la militanza politica. Morirà nel 2010.</p>
<p>Ha pubblicato numerosi libri di poesia. L’ultimo, postumo, è stato <em>Il guardiano del faro</em> (2014) [che sarà oggetto della terza parte di questo omaggio a lui dedicato].<strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Questa è la prima parte (di tre) della quarta tappa di un itinerario ideato da Danilo De Marco riguardante alcuni poeti friulani attuali non conosciuti dal grande pubblico, cominciato con <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/02/11/federico-tavan/">Federico Tavan,</a> e continuato con Ida Vallerugo (<a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/05/19/ida-vallerugo-poeti-friulani-2/">prima parte</a>  e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/05/23/ida-vallerugo-poeti-friulani-2-2/">seconda parte</a>) e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/07/16/novella-cantarutti-poeti-friulani-4/#more-55289">Novella Cantarutti</a>. Con il suo consueto modo di operare/fotografare, e di concepire la fotografia, De Marco ha ritratto questi autori, non tutti facili da avvicinare, solo dopo averne una conoscenza intima, e con una grande empatia, seppure non priva forse di qualche venatura ironica. GS</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Novella Cantarutti (poeti friulani # 3)</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/07/16/novella-cantarutti-poeti-friulani-4/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2015 04:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Circolo culturale Menocchio]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo De Marco]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo sartori]]></category>
		<category><![CDATA[I quaderni del Menocchio]]></category>
		<category><![CDATA[novella cantarutti]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poeti friulani]]></category>
		<category><![CDATA[simpri ’a si lèa sempre ci unisce]]></category>
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					<description><![CDATA[fotografie di Danilo De Marco &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Gent da la Grava (Spilumberc) Li’ gravi’ a’ bévin il sarègn da l’aga tal Tilimìnt, e ta li’ pièri strachi’ dal cjscjel al duàr un altri timp. Gent da la Grava ingenoglada in Domo, là che i arcs a’ son ali’ di ànzai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>fotografie di <strong>Danilo De Marco</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/07/16/novella-cantarutti-poeti-friulani-4/001-novella-a-frisanco-1994/" rel="attachment wp-att-55426"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-55426" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/001-Novella-a-Frisanco-1994-300x199.jpg" alt="001-Novella-a-Frisanco-1994" width="300" height="199" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/001-Novella-a-Frisanco-1994-300x199.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/001-Novella-a-Frisanco-1994-120x80.jpg 120w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/001-Novella-a-Frisanco-1994.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gent da la Grava </strong>(Spilumberc)</p>
<p>Li’ gravi’ a’ bévin</p>
<p>il sarègn da l’aga<span id="more-55289"></span></p>
<p>tal Tilimìnt,</p>
<p>e ta li’ pièri strachi’</p>
<p>dal cjscjel</p>
<p>al duàr un altri timp.</p>
<p>Gent da la Grava</p>
<p>ingenoglada in Domo,</p>
<p>là che i arcs</p>
<p>a’ son ali’ di ànzai granc’</p>
<p>e i sans flurîs in coru</p>
<p>intôr l’altâr</p>
<p>a’ vèglin</p>
<p>tuna lûs verda di aga.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Gente della Grava </strong><em>(Spilimbergo). </em>Le ghiaie bevono / il sereno dell’acqua / nel Tagliamento,/ e nelle pietre stanche / del castello / dorme un altro tempo./ Gente della Grava,/ inginocchiata in Duomo,/ dove gli archi / sono ali grandi d’angelo / e i santi fioriti in coro / intorno all’altare, / vegliano / in una luce verde d’acqua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gust da essi viva</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gust da essi viva</p>
<p>ta la di</p>
<p>ch’a discròsa</p>
<p>li’ ali’.</p>
<p>La calìga</p>
<p>’a si distrût</p>
<p>Sblancjada</p>
<p>avuâl dai prâs.</p>
<p>Gust da essi viva</p>
<p>pa la strada</p>
<p>ch’a mèna a Messa,</p>
<p>sot i lens,</p>
<p>pa li’ ombrèni’</p>
<p>bagnàdi’ di lusóur.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Gusto d’essere viva. </strong>Gusto d’essere viva / nel giorno / che scioglie le ali. / La bruma / si dissolve /sbiancata / sul profilo dei prati. / Gusto d’essere viva / sulla strada / che porta a messa, /sotto gli alberi, /fra le ombre / intrise di luce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/07/16/novella-cantarutti-poeti-friulani-4/005-novella-cantarutti330-c/" rel="attachment wp-att-55428"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-55428" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/005-Novella-Cantarutti330-c-300x182.jpg" alt="005-Novella-Cantarutti330-c" width="300" height="182" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/005-Novella-Cantarutti330-c-300x182.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/005-Novella-Cantarutti330-c-80x50.jpg 80w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/005-Novella-Cantarutti330-c.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scunfindi il nuja</strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Polvara nȏ</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Polvara nȏ</p>
<p>ta la spera di clâr</p>
<p>ch&#8217;a s&#8217;impìa</p>
<p>tra il nassi e il murî.</p>
<p>Polvara ch&#8217;a si distùda</p>
<p>o dome ch&#8217;a muda sît?</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Scunfindi il nuja</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Setu lusour inceât</p>
<p>tuna lagrima</p>
<p>ch&#8217;a la glòtin</p>
<p>i voi da la mari</p>
<p>in vegla sun vîs e muars?</p>
<p>Setu pirdût cun jè</p>
<p>tun jessi veir</p>
<p>ch&#8217;al mi scunfindi il nuja?</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>&#8216;Na fissidura</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esel dome un di drenti,</p>
<p>par ch&#8217;j possi tignî</p>
<p>li ombri impiadi?</p>
<p>Lunc via &#8216;na fissidura da inglaviâsi</p>
<p>si brinche</p>
<p>un larc un prât un ceil,</p>
<p>dulà che inmò</p>
<p>la vita &#8216;a bulièi?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scongiurare il nulla. </strong><em>Polvere noi. </em>Polvere noi nel raggio di luce che si accende tra il nascere e il morire: polvere che si disperde o forse muta soltanto sito.</p>
<p><em>Scongiurare il nulla. </em>Sei lume palpitante in una lacrima che trema negli occhi della madre in veglia sui vivi e i morti? Sei perso con lei in un essere vero che scongiuri per me il nulla?</p>
<p><em>Uno spiraglio.</em> Posso appena dentro di me dare vita alle ombre? Al di là di uno spiraglio affaticante, si può carpire uno spazio un prato un cielo, dove ancora palpiti la vita?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/07/16/novella-cantarutti-poeti-friulani-4/003-novella-cantarutti327-c/" rel="attachment wp-att-55427"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-55427" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/003-Novella-Cantarutti327-c.jpg" alt="003-Novella-Cantarutti327-c" width="500" height="333" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/003-Novella-Cantarutti327-c.jpg 500w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/003-Novella-Cantarutti327-c-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/003-Novella-Cantarutti327-c-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Glana e gusela</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Glana e gusela</p>
<p>a&#8217; strapongin la lana bisa</p>
<p>o ch&#8217;a flurissin il vel di seda.</p>
<p>Al é il vivi:</p>
<p>un pont davour chel âtri</p>
<p>grop o recam</p>
<p>o ruda imbastidura.</p>
<p>&#8216;A va e &#8216;a ven</p>
<p>la gusela ch&#8217;a ponta</p>
<p>su la mê tela</p>
<p>pi rara e lisimada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gugliate e ago. </strong>La gugliata e l&#8217;ago trapungono la lana bigia oppure fioriscono il velo di seta. È il vivere un punto dopo l&#8217;altro, nodo o ricamo o semplice imbastitura. Va e viene l&#8217;ago che cuce sulla mia tela più rada e consunta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Strada da li’ Clausini’</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ta sti’ lavini’ il cour al é nassût,</p>
<p>tra il vert avâr e la Miduna sglónfa,</p>
<p>vivi’ li’ éti’ tal siò fons rimìt</p>
<p>come il timp inclapît in ta la cròda.</p>
<p>Strada batuda, lunc via li’ lavini’,</p>
<p>dal pas di un’ava vignuda nuvicia</p>
<p>da un borc secrét in poura sora i fluncs.</p>
<p>J’ vuei il siò ridi e ’na viesta da noci’!</p>
<p>Tra il vert avâr e la Miduna sglónfa.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Strada delle Clausini’.</strong> In queste lavine il cuore è nato, tra il verde avaro e la Meduna gonfia, vive le generazioni nel suo fondo solitario come il tempo impietrito nella croda. Strada percorsa, lungo le lavine, dal passo d’un’ava venuta sposa da un borgo remoto sospeso sulle voragini. Voglio il suo riso e una veste di nozze! tra il verde avaro e la Meduna gonfia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/07/16/novella-cantarutti-poeti-friulani-4/006-novella-cantarutti328-c/" rel="attachment wp-att-55429"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-55429" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/006-Novella-Cantarutti328-c.jpg" alt="006-Novella-Cantarutti328-c" width="500" height="298" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/006-Novella-Cantarutti328-c.jpg 500w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/006-Novella-Cantarutti328-c-300x179.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Novella Cantarutti</strong> appartiene alla generazione che, alla fine della seconda guerra mondiale (1945) si dedicò all&#8217;uso della propria lingua, in poesia e prosa, e allo studio della vita tradizionale friulana, nella varietà e nella complessità dei suoi campi, dall&#8217;oralità al costume, alle consuetudini. Usa sempre la varietà del friulano occidentale che si parla a Navarons in Val Meduna e di quella zona (comprendente le convalli) illustra gli aspetti, senza trascurare contributi parziali riguardanti altre parti del Friuli, soprattutto la Carnia e, in particolare, Illegio (Tolmezzo).</p>
<p>I primi testi poetici della Cantarutti escono raccolti, nel 1952, e sono frutti dell&#8217;esperienza di un&#8217;autrice che condivide le esigenze innovatrici espresse sia da Pier Paolo Pasolini, nell&#8217;<em>Academiuta di lenga furlana,</em> sia da Giuseppe Marchetti, che la accostò al gruppo di poeti di <em>Risultive</em> da cui si tolse presto per il fermo proposito di mantenere la propria indipendenza anche nell&#8217;uso della sua singolare parlata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Della poetessa sono in commercio &#8220;Cencia sensûr&#8221; (Olmis, 2008) e &#8220;Oh, ce gran biela vintura&#8221; (Leonardo, 2001). Il circolo del Menocchio ha edito &#8220;Omaggio a Novella Cantarutti &#8211; simpri ’a si lèa sempre ci unisce&#8221;, Quaderno Aperto, 2008</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Questa è la terza tappa di un itinerario ideato da Danilo De Marco riguardante alcuni poeti friulani attuali non conosciuti dal grande pubblico, e cominciato con <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/02/11/federico-tavan/">Federico Tavan</a> e continuato con Ida Vallerugo (<a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/05/19/ida-vallerugo-poeti-friulani-2/">prima parte</a>  e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/05/23/ida-vallerugo-poeti-friulani-2-2/">seconda parte</a>). Con il suo consueto modo di operare/fotografare, e di concepire la fotografia, De Marco ha ritratto questi autori, non tutti facili da avvicinare, solo dopo averne una conoscenza intima, e con una grande empatia, seppure non priva forse di qualche venatura ironica. GS</em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;i più forti esigono quanto più è possibile, e i più deboli acconsentono&#8221; (Tucidide)</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/06/30/55252/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2015 12:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Atene]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo De Marco]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo sartori]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Melo]]></category>
		<category><![CDATA[resistenti]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sparta]]></category>
		<category><![CDATA[Tucidide]]></category>
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					<description><![CDATA[testo e fotografie di Danilo De Marco &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Scelgo un passo terribile da La guerra del Peloponneso di Tucidide. Nel 416 gli abitanti dell’isola di Melo, alleati di Sparta, si ribellarono agli ateniesi: &#8221; &#8230; e per noi il cedere immediatamente ci priva di ogni speranza, mentre con l&#8217;agire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>testo e fotografie di <strong>Danilo De Marco</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/06/30/55252/016-katina-sifakaki-copy/" rel="attachment wp-att-55258"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-55258" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/016-Katina-Sifakaki-copy-300x214.jpg" alt="016 Katina Sifakaki copy" width="300" height="214" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/016-Katina-Sifakaki-copy-300x214.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/016-Katina-Sifakaki-copy-100x70.jpg 100w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/016-Katina-Sifakaki-copy.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scelgo un passo terribile da <em>La guerra del Peloponneso</em> di Tucidide. Nel 416 gli abitanti dell’isola di Melo, alleati di Sparta, si ribellarono agli ateniesi:<span id="more-55252"></span></p>
<p>&#8221; &#8230; e per noi il cedere immediatamente ci priva di ogni speranza, mentre con l&#8217;agire c&#8217;è ancora qualche speranza di restare ritti in piedi&#8230; e insomma una nostra audacia  non ci sembra del tutto infondata&#8221;.</p>
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<figure id="attachment_55260" aria-describedby="caption-attachment-55260" style="width: 500px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/06/30/55252/006-vagelio-skevofilaka-rammou-amazzone-partigiana-greca-atene-2010-copy/" rel="attachment wp-att-55260"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-55260" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/006-Vagelio-Skevofilaka-Rammou-Amazzone-PARTIGIANA-greca-ATENE-2010-copy.jpg" alt="007" width="500" height="600" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/006-Vagelio-Skevofilaka-Rammou-Amazzone-PARTIGIANA-greca-ATENE-2010-copy.jpg 500w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/006-Vagelio-Skevofilaka-Rammou-Amazzone-PARTIGIANA-greca-ATENE-2010-copy-250x300.jpg 250w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a><figcaption id="caption-attachment-55260" class="wp-caption-text">007</figcaption></figure>
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<p>La risposta fu dura: tutti gli uomini uccisi, le donne e i bambini ridotti in schiavitù. Prima della strage, agli abitanti di Melo che invocavano le ragioni della giustizia, gli ateniesi opposero le ragioni del potere: «La valutazione del diritto si pratica, nel ragionare umano, solo quando si è su una base di parità, mentre se vi è disparità di forze, i più forti esigono quanto più è possibile e i più deboli acconsentono». Uomini e dei devono dunque sottostare alla legge di natura che spinge chi ha il potere ad esercitarlo: «Questa legge non l’abbiamo stabilita noi né siamo stati noi i primi a valercene: l’abbiamo ricevuta che già c’era e a nostra volta la consegneremo a chi verrà dopo, e avrà valore eterno».</p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/06/30/55252/manolis-glezos-copy/" rel="attachment wp-att-55259"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-55259" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/Manolis-Glezos-copy.jpg" alt="Manolis Glezos copy" width="700" height="500" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/Manolis-Glezos-copy.jpg 700w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/Manolis-Glezos-copy-300x214.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/Manolis-Glezos-copy-250x180.jpg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/07/Manolis-Glezos-copy-100x70.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
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<p>Un passo terribile e modernissimo: perché a richiamare il presunto “diritto di natura” dei forti a mangiarsi i deboli non sono i militaristi spartani, ma i democratici ateniesi; sono gli inventori e gli esportatori della democrazia. Ieri come oggi a ricordarci che invece servono nodi al fazzoletto, serve la capacità di individuare i fili portanti, come nelle ragnatele, e serve preservarli.</p>
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<p style="text-align: left; padding-left: 330px;"><em> …</em></p>
<p style="text-align: left; padding-left: 330px;"><em>è la coda di un esercito in fuga</em></p>
<p style="text-align: left; padding-left: 330px;"><em>o la fronte dell’altro che</em></p>
<p style="text-align: left; padding-left: 330px;"><em>incalza<br />
</em></p>
<p style="text-align: left; padding-left: 330px;"><em>qui resistere significa esistere</em></p>
<p style="text-align: left; padding-left: 420px;">Pierluigi Cappello</p>
<p><em>[le tre fotografie di De Marco ritraggono tre ex-resistenti greci, vale a dire, in ordine di apparizione, Katina Sifakaki, Vagelio Skevofilaka Rammou (&#8220;Amazzone&#8221;), e Manolis Glezos]</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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