<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>decentramento energetico &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/decentramento-energetico/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 Mar 2011 09:19:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>DISUMANIZZAZIONE</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/16/disumanizzazione/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/16/disumanizzazione/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 11:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Sparzani]]></category>
		<category><![CDATA[centrali nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[danni da radiazioni]]></category>
		<category><![CDATA[decentramento energetico]]></category>
		<category><![CDATA[disumanizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[hiroshima]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto 11 marzo 2011]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38439</guid>

					<description><![CDATA[di Antonio Sparzani Quando nei lontani anni sessanta mi laureai in fisica, la famiglia e il parentado e anche alcuni amici erano tutti stupiti e ammirati e chiedevano, sbarrando gli occhioni, fisica nucleare? E io ad affannarmi a rispondere che no, che io mi ero laureato in fisica teorica, e anche specializzato così e che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Antonio Sparzani</strong><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/03/sopravvissuto-a-Hiroshima.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-38440" title="sopravvissuto a Hiroshima" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/03/sopravvissuto-a-Hiroshima.jpg" alt="" width="283" height="227" /></a></p>
<p>Quando nei lontani anni sessanta mi laureai in fisica, la famiglia e il parentado e anche alcuni amici erano tutti stupiti e ammirati e chiedevano, sbarrando gli occhioni, fisica nucleare? E io ad affannarmi a rispondere che no, che io mi ero laureato in fisica teorica, e anche specializzato così e che no, fisica nucleare no, e tutti vagamente delusi a dire ah ecco, già, io credevo, ma cos’è, insomma, ecc.</p>
<p>La fisica teorica ha un suono meno importante e meno mediaticamente interessante, mentre la fisica nucleare, quella sì che si sa cosa possa servire. Appunto. Non è mai stata la mia passione, non ho mai neppure dato l’esame di “fisica nucleare” o “istituzioni di fisica nucleare” fondamentali per un altro indirizzo. Ma anche se così fosse, se avessi seguito un indirizzo “più nucleare”, dovrei confessare qui che chi davvero è in grado di mettere le mani nella costruzione di una centrale è un ingegnere nucleare cioè uno di quelli che ha una formazione che gli permette di progettare un complesso di apparecchiature in grado di far funzionare davvero un impianto nucleare.</p>
<p>Perché, sapete, cosa sia una centrale nucleare è facile a dirsi a grandi linee: <em>è un impianto che produce acqua calda</em>, <span id="more-38439"></span>il cui vapore fa girare delle turbine che attraverso macchinari del tutto convenzionali producono elettricità. Solo che l’acqua viene scaldata con un sistema di produzione di calore derivante da un processo che viene chiamato di fissione nucleare, perché nella parola fissione è racchiusa l’idea di spezzare una cosa grossa in varie cose piccole.<br />
<figure id="attachment_38442" aria-describedby="caption-attachment-38442" style="width: 450px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/03/schema-di-fissione.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/03/schema-di-fissione.jpg" alt="" title="schema di fissione" width="450" height="346" class="size-full wp-image-38442" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/03/schema-di-fissione.jpg 450w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/03/schema-di-fissione-300x230.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><figcaption id="caption-attachment-38442" class="wp-caption-text">Uno dei possibili processi di fissione dell'uranio 235</figcaption></figure><br />
[figura presa da <a href="http://www.la-mente.ch/atomo/energia.html">qui</a>.]<br />
Si spezza un nucleo grosso in pezzetti piccoli. Questo è quello che accade, e che accade in natura, anche. La fissione è utile per il semplice motivo che la reazione nella quale l’uranio decade, cioè si spezza in frammenti più leggeri, è fortemente esotermica, ovvero produce molto calore, perché nella reazione si perde un po’ di massa e ormai lo sanno anche i sassi, da quando l’ha detto Einstein, che la massa e l’energia sono equivalenti secondo una formuletta che vuole che se sparisce la massa <em>m</em> deve apparire al suo posto un’energia pari a <em>mc^2</em>; qui la lettera <em>c</em> sta per la velocità della luce che vale approssimatamente 300.000 <em>Km/s</em>; dal che si desume, facendo un paio di equivalenze, che se sparisse una quantità di massa pari a un grammo, si produrrebbe una quantità di energia pari a 25000 <em>megawattora</em>, capace cioè di far funzionare a pieno ritmo una centrale elettrica da 25 <em>Megawatt</em> per mille ore. Tanto per fare qualche paragone di ordini di grandezza, un terremoto come quello che ha colpito ora il Giappone ha liberato un’energia complessiva dell’ordine dei cento milioni di volte quella corrispondente a un grammo di massa.</p>
<p>Un evento come quello che è ancora sotto i nostri occhi, e che ci tiene comunque in apprensione per la sorte e per la storia di quel paese così lontano ma ormai così vicino &#8212; in questo momento non sono cessati esplosioni e incendi nella centrale di Fukushima 1 &#8212;  fa capire almeno una cosa, che le nostre capacità di previsione sono sempre e sistematicamente insufficienti; nessuno può pensare a tutte le eventualità, il terremoto, per dirne una, ha interrotto l’alimentazione del gasolio alle pompe che mandavano l’acqua di raffreddamento, una banalità, ma il punto vero è che è una banalità di questo genere che può avere conseguenze totalmente sproporzionate, ovvero catastrofiche.</p>
<p>Non intendo minimamente imbarcarmi ‒ e non ne avrei la sufficiente competenza tecnica ‒ in una minuziosa disamina delle argomentazioni a favore o contro lo sfruttamento dell’energia nucleare per usi pacifici (su quelli non pacifici non c’è discussione, a mio parere, l’energia nucleare va abolita e basta); e non dimentico mai quello che diceva <strong>Sesto Empirico</strong> (II° secolo d.C.), illustre esponente dello scetticismo ellenistico: che per ogni tesi è facile trovare almeno un&#8217;argomentazione a favore e una contraria; e su questo tema so bene che argomentazioni ve ne sono a bizzeffe in un senso e nell’altro, che ci vengono ormai fornite dai dibattiti televisivi e dalle interviste giornalistiche a personaggi di vario tipo. Io mi farò forza delle argomentazioni che più convincono me, per ragioni non tutte razionali, ma che per me sono molto rilevanti. E anzi spiegherò bene solo la prima di queste, che è la seguente, e che non compare nei dibattiti ufficiali, ma che per me ha un peso psicologico molto forte:</p>
<p style="padding-left: 60px;"><em>i danni prodotti da un incidente nucleare sulla popolazione sono di una qualità diversa dai danni prodotti, che pure esistono e possono essere tremendi, da un incidente a una centrale convenzionale. Il danno da radioattività, di cui purtroppo il Giappone è l’unica autorità mondiale, fin da quel maledetto agosto del 1945, altera la qualità della vita in un modo più radicale che per gli altri casi, non concede speranza di cura riabilitante, rimane solo, per chi ne è severamente colpito, un residuo misero di vita da trascinare senza speranza di miglioramento. Il danno da radioattività non si vede arrivare, non c’è il lampo della bomba, l’urto sul corpo, c’è un subdolo mutare delle cellule del tuo corpo che a un certo punto non sembrano più tue, una disumanizzazione più grave e definitiva di ogni altra.</em></p>
<p>Io penso dunque che danni di questo tipo vadano tassativamente evitati, a qualunque costo: e per evitarli occorrerebbero quindi centrali sicure: ma si capisce facilmente che questo aggettivo è insensato: nulla è mai sicuro in questo campo, né le centrali nucleari né quelle convenzionali, prima di tutto a causa dell’errore umano, fonte prima e ineliminabile di ogni errore; e poi a causa degli errori costruttivi, i cedimenti strutturali nei materiali, che esistono per quanto sia alta l’attenzione messa nei procedimenti costruttivi, e a causa degli imprevisti, come un terremoto di intensità altissima, ma non eccezionale, come questo dell’undici marzo. In un paese perfettamente organizzato e preparato come il Giappone i risultati sono quelli che abbiamo sotto gli occhi e che di ora in ora rischiano di peggiorare.</p>
<p>E in Italia? Non fatemi aprire una dolorosa parentesi: io non voglio neppure immaginare cosa potrebbe succedere agli appalti per costruire le centrali. Farebbero gli involucri di cemento con la sabbia del mare? E i controlli sarebbero sufficienti? Io non ho, e sono molto lontano dall’avere, la fiducia sufficiente per dire di sì.</p>
<p>Non starò a parlare dei problemi enormi e ancora irrisolti costituiti dallo stoccaggio ‒ millenario ‒ delle scorie radioattive, dei costi di smantellamento di una centrale alla fine della sua vita, dei crescenti costi di costruzione e dei tempi relativi, perché so che a tutte queste argomentazioni si può opporre tanta buona volontà e tanta ottimistica fiducia nella capacità innovativa e inventiva degli ingegneri e dei fisici. Ma è proprio la mia formazione di fisico che mi induce a essere altamente diffidente rispetto a queste possibili controargomentazioni. Chiamatelo un feeling da fisico, se volete, ma è così.</p>
<p>Lo so che paghiamo fior di quattrini a Francia e Svizzera per comperare energia elettrica e ai paesi arabi e non solo per comperare petrolio e gas naturale, lo so che il carbone inquina, che il gasolio inquina, che anche le centrali idroelettriche hanno i loro problemi, lo so. Ma so più fortemente che non voglio correre quell’altro rischio, e so anche, per altro verso, che una politica diversa da questa che tra le altre delizie ha appena bloccato i fondi per le energie rinnovabili, potrebbe porre riparo a questa situazione, da un lato investendo una adeguata dose di risorse nella ricerca volta a perfezionare e rendere sempre meno inquinanti le centrali tradizionali e dall’altro attraverso lo strumento a mio parere cruciale non solo del risparmio ma del <strong>decentramento energetico</strong>, ovvero: sempre più filiera corta anche per l’energia, e sempre meno costosi trasporti di energia su lunghe distanze.</p>
<p>Ma questo naturalmente è da solo un tema per un intero post.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2011/03/16/disumanizzazione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>71</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">38439</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 20:49:18 by W3 Total Cache
-->