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	<title>disertori &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Esecuzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 23:01:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[disertori]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni d'if]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Nava]]></category>
		<category><![CDATA[in pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Mazzacurati-Russo]]></category>
		<category><![CDATA[Prima guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[renata morresi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Giuseppe Nava &#160; in una trincea da poco occupata di fronte alle posizioni nemiche nascosto dietro sacchetti di terra colpito allo scoppio di una granata da un sasso sulla spalla o neanche si allontanava senza permesso il soldato c.f. da volterra usando il fucile in suo possesso si sparò così durante il percorso all’indice [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right">di <strong>Giuseppe Nava</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>in una trincea da poco occupata<br />
di fronte alle posizioni nemiche<br />
nascosto dietro sacchetti di terra<br />
colpito allo scoppio di una granata<br />
da un sasso sulla spalla o neanche<br />
si allontanava senza permesso<br />
il soldato c.f. da volterra<br />
usando il fucile in suo possesso<br />
si sparò così durante il percorso<br />
all’indice della mano sinistra<br />
essendo consapevole egli stesso<br />
non essere bastante al soccorso<br />
la scusa del dolore alla spalla<br />
non presentando contusioni questa<br />
è chiaro che con dolo egli volle<br />
così pensatamente e consciamente<br />
lesionarsi per lasciare il posto<br />
abbandonare sottrarsi a quelle<br />
operazioni di guerra imminenti<br />
e considerando la sua condotta<br />
di cattivo e codardo sottoposto<br />
da spingere a colpi di moschetto<br />
al combattimento all’avanzata<br />
non sia usata alcuna clemenza<br />
ma anzi che di esempio perfetto<br />
della disciplina necessitata<br />
sia la pena per il reato commesso<br />
la morte con fucilazione al petto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[<em>l’aspirante d. così riferisce</em>]</p>
<p>stanotte sette giugno io sottoscritto<br />
ufficiale di coda al mio reparto<br />
comandato dal tenente al trasporto<br />
di reticolati alla prima linea<br />
giunto a un tratto alla nostra terza linea<br />
trovai il collegamento interrotto</p>
<p>gli uomini di testa erano fermi<br />
era corsa la voce di zittire<br />
di mettere a terra i reticolati<br />
per un ordine giunto dal comando</p>
<p>corsi dunque avanti per controllare<br />
quanto anzidetto era del tutto falso<br />
invitai gli uomini in tutti i modi<br />
feci ogni sforzo per far proseguire<br />
la marcia eppure nonostante ciò<br />
il soldato g. così replicava<br />
non vado avanti aspirante del cazzo<br />
gli intimai più volte di proseguire<br />
ma si rifiutava di andare avanti<br />
perciò lo minacciai con la pistola<br />
ma le minacce non ebbero effetto<br />
così tirai due colpi di pistola<br />
lui cadde riverso a terra morto<br />
questo bastò che tutti i rimanenti<br />
prendessero i reticolati in spalla<br />
e proseguissero la marcia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>nei momenti in cui l’anima rozza<br />
la mente ignorante dei compagni<br />
sono più facili alla suggestione<br />
con la forza cavillosa di assurdi<br />
ragionamenti con l’esaltazione<br />
della stessa opera delittuosa<br />
con discussioni contrarie alla guerra<br />
discorsi e frasi e grida sediziose<br />
il prevenuto ha qui perpetrato<br />
l’atto velenoso di istigazione<br />
raffigurato nell’articolo tre<br />
come reato di subornazione<br />
ha poi messo in atto i suoi propositi<br />
opponendosi a ordini formali<br />
rispondendo io da qui non mi muovo<br />
denigrando l’opera dei comandi<br />
disprezzando l’autorità militare<br />
su di lui ricada quindi la legge<br />
nella sua massima severità<br />
nei suoi confronti sia emessa sentenza<br />
di condanna alla pena di morte<br />
per la sua pervicace volontà<br />
criminosa d’indurre alla rivolta</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[<em>l’ispettore generale del movimento di sgombero</em>]</p>
<p>occorre imporsi con qualunque mezzo<br />
imporsi con mezzi straordinari<br />
avere ragione di quelle cause<br />
che hanno pervertito gli sciagurati<br />
una lotta d’aggressione morale<br />
una lotta d’aggressione fisica<br />
lottare contro le orde di sbandati<br />
ricondurre subito all’obbedienza<br />
far serrare riordinare i reparti<br />
chiamare a rapporto gli ufficiali<br />
i graduati tutti i capi plotone<br />
sfilare in formazione regolare<br />
dinanzi alla mia persona in silenzio<br />
come quel pomeriggio sulla piazza<br />
di noventa di piave il tre novembre<br />
stavo in piedi sull’automobile<br />
rispondevo salutando al comando<br />
attenti a sinistra quando m’accorsi<br />
un sigaro piantato nella bocca<br />
la faccia atteggiata a riso di scherno<br />
mi fissava con aria di sfida<br />
un soldato con aria di sfida<br />
valutai secondo la mia coscienza<br />
dare subito un esempio terribile<br />
piegare gli sbandati all’obbedienza<br />
affermare una forza superiore<br />
fermato pertanto lo sfilamento<br />
saltato giù dall’automobile<br />
di corsa penetrato entro le file<br />
ho bastonato nella schiena quel soldato<br />
e legato dai carabinieri<br />
l’ho fatto prontamente fucilare<br />
contro il muro della casa vicina</p>
<p>ho operato con la sola visione<br />
del bene della patria in pericolo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[<em>loop</em>]</p>
<p>sedici militari ammutinati<br />
presi con l’arma ancora scottante<br />
furono senz’altro fucilati</p>
<p>logicamente e immediatamente<br />
si sarebbe dovuto fucilare<br />
tutti gli indiziati (centoventi)<br />
del reparto tutti i militari<br />
veri e propri rei di rivolta armata<br />
verso i propri diretti superiori</p>
<p>il comandante della brigata<br />
impose che venisse sorteggiata<br />
la decima parte del battaglione<br />
e questi furono immediatamente<br />
fucilati senza esitazione</p>
<p>non si ebbe alcun inconveniente<br />
durante l’esecuzione –</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[<em>la relazione del generale</em>]</p>
<p>un mezzo idiota cattivo d’animo<br />
nell’insieme un pessimo soldato<br />
l’S. ha ripetutamente tentato<br />
di raggiungere la trincea nemica</p>
<p>e cadde più volte al fuoco preciso<br />
a cui fu sempre fatto segno<br />
l’ultima volta a men di mezzo metro<br />
da una feritoia di mitragliatrice<br />
lì rimase immobile un braccio teso<br />
e non dette più alcun segno di vita</p>
<p>i tiratori spararono ancora<br />
sul corpo immobile</p>
<p>quindi b.d.<br />
tenente comandante la sezione<br />
mitragliatrici leggere del fronte<br />
fece portare nei pressi del varco<br />
una mitragliatrice pistola<br />
che in ottime condizioni di tiro<br />
poté sparare altri caricatori<br />
sul corpo immobile</p>
<p>poi con la nebbia<br />
l’aspirante c.s. con altri quattro<br />
dei suoi arditi seguì il percorso fatto<br />
dal disertore verso il nemico<br />
coperti dal fuoco delle vedette<br />
riuscirono a portarsi quasi sotto<br />
le postazioni avanzate del nemico</p>
<p>non essendo più recuperabile<br />
il corpo del codardo disertore<br />
appostati fra le rocce gli arditi<br />
spararono parecchi caricatori<br />
e lanciarono cinque bombe SIPE<br />
sul corpo immobile</p>
<p>dimostrandosi<br />
fieri della gloria della brigata<br />
gelosi delle belle tradizioni<br />
eroiche del reggimento orgogliosi<br />
di essere militari che combattono<br />
e non tradiscono la sacra patria<br />
i suoi compagni non hanno esitato<br />
a fulminarlo ai piedi della linea<br />
nemica prima che mettesse in atto<br />
il bieco proposito di tradire</p>
<p>la giusta vendetta dei compagni<br />
raggiunge sempre come questa volta<br />
i vili senza onore traditori</p>
<p>sul corpo immobile</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[<em>lettera intercettata dalla censura</em>]</p>
<p>lina la mia ultima ora è già suonata</p>
<p>quando sarai in possesso di questa mia lettera<br />
il mio corpo sarà già freddo e cadavere</p>
<p>tu già sai il mio debole senso<br />
già tu sai che fui accaduto<br />
due volte sotto le granate<br />
del barbaro nemicho</p>
<p>io fanciullo troppo debole<br />
non conoscendo il grande pericolo<br />
mi venne il pensiero<br />
di scavalcare la frontiera<br />
e farmi prigioniero</p>
<p>ma echo mentre scavalcai<br />
io fui perseguitato<br />
da persone vile i quali<br />
dopo daver praticato tutto<br />
mi fu dato la tremenda sentenza<br />
della fucilazione alla schiena<br />
dunque questa gente incosciente<br />
in chuesto mondo esiste</p>
<p>mi anno dato venti minuti<br />
di scrivere per ammunicando<br />
ai miei cari la tremenda sciagura<br />
sopra di me piantata</p>
<p>mia cara<br />
si maledisca il nostro destino<br />
che sensa fondo e sensa confino<br />
nero esterno e nesurabile<br />
a voluto essere oroso<br />
preparandomi a un abisso spaventoso</p>
<p>in mezzo ha chuesto trovo forza di dire<br />
non imprecare o cara se dio con lui<br />
mi vuole è perché lui mi vuole bene<br />
e che mi ama e che non vuole che le mie<br />
sofferenze siano delugate</p>
<p>rasegnati alla mia brutta sorte<br />
consola i miei cari genitori<br />
se un altro ideale per te è preparato<br />
vogliale bene al pare del mio ma<br />
ricordami sempre nelle tue preghiere</p>
<p>ora mia cara non posso derempermi<br />
e guardo la didietro la sentenza<br />
mi aspetta con gelido sudore<br />
che sono circondato</p>
<p>ricordami sempre nelle tue preghiere</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[<em>sarà reo di tradimento e punito di morte il militare che avrà esposto con un fatto od omissione l’esercito od una parte di esso a qualche pericolo</em>]</p>
<p>egli faceva da borghese<br />
l’assistente cameriere<br />
sui piroscafi della società<br />
amburgo-america</p>
<p>allo scoppiare delle ostilità<br />
aveva ritenuto suo dovere<br />
ritornare in patria pure se<br />
nato e residente in terra nemica</p>
<p>già nominato aspirante ufficiale<br />
disse con toni poco deferenti<br />
che il nostro esercito si trova<br />
in assoluta inferiorità<br />
e che ogni nostro sforzo sarà vano<br />
e che la nostra guerra è ingiusta<br />
e che il suo desiderio è il nemico<br />
alle porte di milano</p>
<p>il fatto fu subito denunciato</p>
<p>nel suo operato si ravvisa il reato<br />
di cui all’articolo settantadue<br />
per la sottile e iniqua propaganda<br />
intesa ad indebolire il coraggio<br />
e la fede nel successo<br />
delle nostre armi</p>
<p>il suo freddo e sistematico<br />
svalorizzare l’esercito patrio<br />
ha dato sostanza concreta<br />
all’intenzione di tradire<br />
insita nelle sue parole</p>
<p>non potendo in alcun modo<br />
sotto alcun profilo<br />
indulgere verso di lui<br />
il collegio deve condannarlo<br />
alla pena stabilita<br />
dal predetto articolo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>**</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Tra le fonti</em>:</p>
<p>Archivio Centrale dello Stato, Roma – sezione “Tribunali militari di guerra: Prima guerra mondiale”.<br />
«Corriere della Sera», 6 agosto 1919.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>***</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi testi sono apparsi su «in pensiero», n. 6, luglio/dicembre 2011, pp. 44-57, e fanno parte di una raccolta inedita che ha vinto la settima edizione del Premio Mazzacurati-Russo delle edizioni d&#8217;if, con prossima pubblicazione nella collana <em>miosotìs</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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