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	<title>Documenta &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Perché l’Italia non si mobilita per Ai Weiwei?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 13:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[allarmi]]></category>
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		<category><![CDATA[APPELLO ITALIANO PER L’ARTISTA CINESE AI WEIWEI]]></category>
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		<category><![CDATA[Sara Giannini]]></category>
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					<description><![CDATA[⇨ APPELLO ITALIANO PER L&#8217;ARTISTA CINESE AI WEIWEI &#160; di ⇨ Giovanna Cosenza Considerato l’artista cinese più famoso e influente al mondo, ⇨ Ai Weiwei è anche architetto, designer, scrittore, intellettuale, blogger e attivista politico. Lo scorso 3 aprile è stato fermato e sequestrato dalla polizia cinese senza alcuna spiegazione. Ai Weiwei è un cittadino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center"> ⇨ <a href="http://www.associazionepulitzer.it/" target="_blank"><u><strong>APPELLO ITALIANO PER L&#8217;ARTISTA CINESE AI WEIWEI</strong></u></a></p>
<p>&nbsp;<br />
di ⇨ <a href="https://www.nazioneindiana.com/tag/giovanna-cosenza/" target="_blank"><strong>Giovanna Cosenza</strong></a></p>
<blockquote><p><strong>Considerato l’artista cinese più famoso e influente al mondo,</strong> ⇨ <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ai_Weiwei" target="_blank"><strong>Ai Weiwei</strong></a> è anche architetto, designer, scrittore, intellettuale, blogger e attivista politico. Lo scorso 3 aprile è stato fermato e sequestrato dalla polizia cinese senza alcuna spiegazione.</p>
<p align="right"><strong><span id="more-38902"></span></strong></p>
<p>Ai Weiwei è un cittadino cinese di 53 anni impastato dalla storia del suo paese e forgiato dalla storia globale più recente. Definito dai media internazionali come <strong>“l’Andy Warhol della Cina”</strong>, Ai ha iniziato a scuotere la pigra armonia dell’arte e della cultura cinesi a partire dal 1993, anno del ritorno in patria dopo un volontario esilio decennale a New York…</p></blockquote>
<p>Comincia così un bell’articolo di ⇨ <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1102352143" target="_blank"><strong>Sara Giannini</strong></a>– ex studentessa della magistrale in Semiotica – su ⇨ <a href="http://www.roarmagazine.it/" target="_blank"><strong>Roar Magazine</strong></a> (continua a leggerlo ⇨ <a href="http://www.roarmagazine.it/fenomeni-da-baraccone-20/politica/265-la-repressione-cinese-colpisce-ancora-ai-weiwei-sequestrato-il-3-aprile-a-pechino-la-stampa-italiana-tace.html#axzz1JXZQRXxt" target="_blank"><strong>QUI</strong></a>).</p>
<p><strong>Dopo di che Sara, che oggi vive in Germania, mi scrive</strong> chiedendomi di aiutarla a diffondere la notizia, a cui aggiunge il suo stupore e la sua indignazione per il fatto che in Italia, a differenza che in molti altri paesi, il caso <strong>Ai Weiwei</strong> è del tutto trascurato dai media.</p>
<p><strong>A parte infatti alcuni brevi interventi su stampa e tv </strong>(l’ultimo due sere fa su Rai News 24), la notizia circola – poco – solo su blog e testate on line: vedi per esempio questi articoli di ⇨ <a href="http://www.lettera43.it/politica/12553/ai-weiwei-sotto-inchiesta-per-crimini-economici.htm" target="_blank"><strong>Lettera 43</strong></a> e ⇨ <a href="http://daily.wired.it/blog/made_in_china/2011/04/09/ancora-su-ai-weiwei-appello-al-mondo-dell-arte-italiana.html" target="_blank"><strong>Daily Wired</strong></a>, in cui<strong> Simone Pieranni</strong> si fa una domanda analoga a quella che mi faccio io: «Perché il mondo dell’arte italiano ancora non ha partorito almeno un comunicato di solidarietà?». Ma nemmeno la rete italiana – di solito pronta a scaldarsi per un nonnulla – fa tanto clamore (l’articolo di Pieranni su <strong>Daily Wired</strong>, per esempio, non ha nessun commento).</p>
<p>Continua <strong>Sara</strong>:</p>
<blockquote><p><strong>Questi sporadici interventi sono del tutto imparagonabili alla copertura giornalistica</strong> di Germania, Francia, Inghilterra, Svizzera e Stati Uniti (purtroppo non me la cavo bene con le lingue scandinave, ma mi sembra di aver capito che anche lì ci sia movimento). I giornali pubblicano quotidianamente articoli sul caso <strong>Ai Weiwei</strong> sia su carta stampata che online (basta digitare “Ai Weiwei” su Google News, può controllare lei stessa).</p>
<p><strong>Oltre all’informazione, anche i governi di questi stati si sono esposti pubblicamente</strong> e hanno richiesto il rilascio immediato. La Germania si è addirittura offerta di pagare un’eventuale cauzione.</p>
<p><strong>Riguardo alle manifestazioni di piazza, ebbene sì, sono arrivate anche quelle.</strong> Attraverso il gruppo ⇨ <a href="http://www.facebook.com/1001Chairs" target="_blank"><strong>Facebook 1001 Chairs for Ai Weiwei</strong></a> la comunità artistica internazionale ha organizzato un sit-in di fronte alle ambasciate cinesi di tutto il mondo tenutosi domenica 17 alle ore 13. Le 1001 sedie sono un riferimento all’opera “1001 Chairs and Chinese visitors” che <strong>Ai Weiwei</strong> ha realizzato per la scorsa edizione di ⇨ <a href="http://d13.documenta.de/" target="_blank"><strong>Documenta</strong></a> nel 2007.<br />
&nbsp;<br />
<strong>Picchi di 200-300 partecipanti a New York, Hong Kong e Berlino</strong>. (Il mio prossimo report per ⇨ <a href="http://www.roarmagazine.it/" target="_blank"><strong>Roar Magazine</strong></a> tratta esattamente di questo.)</p>
<p><strong>Vivendo in Germania, posso soltanto dirle che qui, per una lunga serie di motivi</strong> (i tedeschi sono molto sensibili al tema della libertà di espressione e dei diritti umani) la sparizione di <strong>Ai Weiwei</strong> è molto sentita e non soltanto da chi è impegnato nel mondo dell’arte.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perciò rilancio, chiedo a chi legge di rilanciare e domando a tutti: perché i media italiani – così pronti a indignarsi per la «mancanza di libertà di espressione» se permette di parlar male di Berlusconi – trascurano <strong>Ai Weiwei</strong>?</p>
<p><strong>Troppo lontano? Poco riferito al piccolo mondo della politica nostrana?</strong></p>
<p><strong>Perché in Italia nessuno scende in piazza per Ai Weiwei</strong>? Non ce ne frega nulla dei diritti umani?</p>
<p><strong>E perché gli artisti italiani tacciono?</strong></p>
<p>da ⇨ <a href="http://giovannacosenza.wordpress.com/" target="_blank"><strong>DIS. AMB. IGUANDO</strong></a></p>
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