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	<title>Domenico Lucano &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Un&#8217;iniziativa e un manifesto per Riace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2018 13:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[incisioni]]></category>
		<category><![CDATA[Artisti per Riace]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Lucano]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori della cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Si definiscono lavoratori della cultura. Hanno scritto e firmato un Manifesto e sabato 17 e domenica 18 novembre si troveranno a Riace per vedere, capire e comprendere ciò che sta succedendo. Manifesto: La comunità dell’arte in Italia si schiera con Riace, simbolo di un’esperienza concreta di convivenza tra i popoli e di una comprensione, altrettanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-76746" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/DSC00544-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/DSC00544-2-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/DSC00544-2-768x512.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/DSC00544-2-1024x682.jpg 1024w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/DSC00544-2-250x167.jpg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/DSC00544-2-200x133.jpg 200w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/DSC00544-2-160x107.jpg 160w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/DSC00544-2.jpg 1288w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Si definiscono lavoratori della cultura.<br />
Hanno scritto e firmato un Manifesto e<strong> sabato 17</strong> e domenica <strong>18 novembre</strong> si troveranno a <strong>Riace</strong> per vedere, capire e comprendere ciò che sta succedendo.</p>
<p><strong>Manifesto</strong>:<br />
La comunità dell’arte in Italia si schiera con Riace, simbolo di un’esperienza concreta di convivenza tra i popoli e di una comprensione, altrettanto concreta, della complessità del tempo che viviamo.</p>
<p>Tutti noi ci chiediamo cosa sia accaduto a quella cultura dell’inclusione e della convivenza che dal secondo dopoguerra per decenni abbiamo costruito tra molte difficoltà e contraddizioni, e con stupore scopriamo che alla fine del secondo decennio del nuovo millennio è diventato importante, anzi necessario, dichiararsi contro il razzismo, contro un’idea di nazione che si concentra sulla difesa dei propri confini fisici e culturali, ma anche per la difesa dei lavoratori e delle volontà delle comunità locali sempre più assoggettate alle regole di un’economia finanziaria globale.<span id="more-76740"></span>La risposta che ci diamo è che tutto ciò è il risultato della sottovalutazione colpevole, da parte di tutti noi, di quel processo di semplificazione e d’involuzione che la politica, quella che governa le nostre comunità, ha attuato negli ultimi venticinque, trent’anni.<br />
Un processo che oggi raggiunge il suo compimento con l’attuazione di una strategia della confusione dietro la quale è perpetrato l’inganno.</p>
<p>Il nostro schierarci con Riace è dunque un’opposizione finalmente concreta ad una pratica politica che come intellettuali e artisti non possiamo più accettare. È la dichiarazione di un risveglio collettivo della cultura italiana che pretende una centralità nella vita delle nostre comunità, e che intende impegnarsi in prima persona su questo fronte.</p>
<p>Riace è per noi solo il primo passo, il riconoscimento della forza di un simbolo che non riguarda solo la possibilità di una vera inclusione, ma che pertiene alla possibilità concreta di una crescita delle comunità su valori ed elementi che, prima e dopo il loro essere azione politica, sono consistenza culturale.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>⊗⊗⊗</strong></p>
<p>Hanno firmato finora moltissimi lavoratori della cultura, fra cui:</p>
<p>Ilaria Abbiento, artista; Peppe Allegri, ricercatore indipendente; Mariano Bàino, scrittore; Raffaella Battaglini, scrittrice; Elena Bellantoni, artista visiva; Cecilia Bello Minciacchi; Angelo Bellobono, pittore e sportivo; Maria Bonmassar, ufficio stampa; Alessandro Bosco; Alessandro Bulgini, artista; Buffoni Franco; Maria Grazia Calandrone, poetessa; Christian Caliandro, critico d’arte; Cecilia Canziani, curatrice; Adele Cappelli; Benedetta Carpi De Resmini, curatrice e critica d’arte; Cecilia Casorati; Monica Centanni, grecista; Anna Cestelli Guidi, curatrice; Andrea Cortellessa; Mirta d’Argenzio; Elisa Davoglio, poeta; Giovanni De Angelis, artista; Elio De Capitani; Silvia De Laude, saggista e traduttrice; Iginio De Luca, artista; Fernanda De Maio, architetto e docente universitario; Francesco Demitry; Tommaso Di Francesco; Francesco D’Incecco, artista; Riccardo Donati, docente critico e saggista; Davide Dormino, artista; Flavio Favelli, artista; Luciano Ferrara, fotografo; Umberto Fiori; Michele Arcangelo Firinu; Elena Fossà, docente; Davide Franceschini, fotografo; Gabriele Frasca, scrittore; Giovanna Frene, poeta; Anna Fressola; Lorenza Fruci; Pietro Gaglianò, critico d’arte; Carmen Gallo; Daniele Garritano, ricercatore; Raffaele Gavarro, critico e curatore; Dario Gentili, docente e filosofo; Silvia Giambrone, artista; Marco Giovenale; Viviana Gravano; Giulia Grechi, antropologa; Abel Herrero; Andrea Inglese; Helena Janeczek, Sophie Jankélévitch; Monica Jennifer, artista; Rosa Jijon, artista; Francesco Jodice, artista; Stefano Jossa, saggista e docente; Carlo Laurenti; Laura Leuzzi, ricercatrice e curatrice; Giuliano Lombardo, artista; Lucrezia Longobardi, curatrice e critica; Cecilia Luci, artista; Mauro Magni, artista; Domenico Antonio Mancini, artista; Elisabetta Marangon, fotografa; Nicolas Martino, filosofo; Francesco Martone; Barbara Martusciello, storico e critico d’arte; Giulio Marzaioli, autore; Giorgio Mascitelli, scrittore; Sandro Mele, artista; Costanza Meli, curatrice; Simona Menicocci; Paolo Morelli, scrittore; Muta Imago, compagnia teatrale; Peppe Nanni; Santa Nastro, critico d’arte; Ivan Novelli; Vincenzo Ostuni, poeta e editor; Giuseppe Palmisano, artista; Enrico Parisio, graphic designer; Simona Pavoni, artista; Maria Concetta Petrollo, scrittrice; Claudio Libero Pisano, curatore; Adriana Polveroni; Gioacchino Pontrelli, artista; Floriana Rigo, artista; Filippo Riniolo, artista; Lidia Riviello, poeta e autrice radiotelevisiva; Bruno Roberti, critico e docente; Franca Rovigatti, scrittrice e artista visiva; Carlo Rossetti; Anna Ruchat, traduttrice e scrittrice; Giuseppe A. Samonà; Jennifer Scappettone; Ivan Schiavone; Beppe Sebaste, scrittore; Camilla Seibezzi; Sparajurij, scrittore; Giuseppe Stampone, artista; Carola Susani, scrittrice; Enrico Terrinoni, traduttore e docente; Fabio Teti; Eugenio Tibaldi, artista; Antonello Tolve, teorico e critico; Gian Maria Tosatti, artista; Daniela Trincia, giornalista; Marco Trulli curatore e presidente ARCI Lazio; Viviana Vacca, filosofa; Sabrina Vedovotto; Sara Ventroni, poeta; Michele Zaffarano, scrittore; Gabriel Zagni, artista</p>
<p>Per informazioni e per sottoscrivere il Manifesto: <strong>artistiperriace@gmail.com</strong></p>
<p>*</p>
<p>Foto scattata durante la manifestazione contro il Decreto Sicurezza del 10 novembre a Roma.</p>
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		<title>Non si può arrestare l’umanità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2018 12:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Lucano]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Monina]]></category>
		<category><![CDATA[Riace]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco di Riace]]></category>
		<category><![CDATA[Tesfahun Lemlem]]></category>
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					<description><![CDATA[di Michele Monina “Riace è un messaggio pericoloso perché dimostra che l’accoglienza è possibile”. Questo diceva poche settimane fa Domenico Lucano, sindaco della cittadina calabrese, balzato agli onori delle cronache come modello vincente di integrazione. Da questa mattina Riace non è più pericolosa. Alle prime luci dell’alba, infatti, per Lucano sono scattati gli arresti domiciliari, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-76061" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/10/riace-lucano.jpg" alt="" width="729" height="414" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/10/riace-lucano.jpg 729w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/10/riace-lucano-300x170.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/10/riace-lucano-250x142.jpg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/10/riace-lucano-200x114.jpg 200w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/10/riace-lucano-160x91.jpg 160w" sizes="(max-width: 729px) 100vw, 729px" /></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">di <strong>Michele Monina</strong></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">“</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Riace è un messaggio pericoloso perché dimostra che l’accoglienza è possibile”. Questo diceva poche settimane fa </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Domenico Lucano</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, sindaco della cittadina calabrese, balzato agli onori delle cronache come modello vincente di integrazione.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Da questa mattina </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Riace </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">non è più pericolosa. Alle prime luci dell’alba, infatti, per Lucano sono scattati gli arresti domiciliari, con una accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Cadono invece le più pesanti accuse di concussione, malversazione e truffa ai danni dello Stato.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La notizia è presto rimbalzata sui social, complice l’ennesimo infelice tweet del </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ministro dell’Interno Salvini </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">che nel deridere il sindaco di Riace ha approfittato ancora una volta per attaccare i “buonisti”. L’indagine che ha portato all&#8217;arresto è stata coordinata dalla Procura di Locri e ha per oggetto la gestione dei finanziamenti erogati proprio dal ministero dell’interno, oltre che dal Comune di Riace e dalla Prefettura di Reggio Calabria, finanziamenti destinati ai richiedenti asilo e si rifugiati.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Stando all&#8217;accusa, Lucano e la moglie </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Tesfahun Lemlem</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, cui è stato disposto il divieto di dimora con Lucano, avrebbe messo in piedi un vero e proprio sistema illegale atto a accogliere cittadini clandestini, attraverso espedienti criminosi quali matrimoni di comodo tra cittadini e immigrate.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Negli atti della procura di Locri Lucano viene descritto come “spregiudicato”, anche se lo stesso Gip Luigi D’Alessio sottolinea come la gestione sia stata disordinata, ma in assenza di illeciti e senza che nessuno abbia intascato un euro.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Questi i fatti.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">In sostanza </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">il sindaco di Riace e la moglie vengono accusati </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">di aver organizzato uno o più matrimoni di comodo tra cittadini italiani e ragazze straniere al fine di far prendere loro la cittadinanza italiana e di poter quindi rimanere in Italia. L’indagine era partita in tutt&#8217;altra maniera, e verteva inizialmente sull&#8217;uso non idoneo degli strumenti quali i bonus e le borse lavoro, laddove si ipotizzava che venissero usati per ovviare ai ritardi nell&#8217;erogazione dei fondi, ma questa ipotesi è presto caduta, lasciando però in evidenza alcune incongruenze che hanno portato a un’altra accusa, quella attuale.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Ma questo non è un semplice arresto di un amministratore, come ahinoi negli ultimi decenni se ne sono visti tanti.</span></span> </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Lucano ha dato vita, nel corso degli anni, a un modello di integrazione funzionante, una eccellenza si direbbe, che non a caso prende il nome proprio dal comune che per anni ha guidato, il modello Riace. E il suo tempestivo arresto, con annesso giubilo da parte di Salvini, sembra una sorta di matteottizzazione in chiave non violenta (sempre che arrestare qualcuno non sia di per sé atto violento). A Riace, infatti, cittadina che nel corso degli ultimi anni è rinata anche e soprattutto per una integrazione virtuosa tra la cittadinanza autoctona e i migranti, si è instaurata una filiera funzionante, che dimostra come sia possibile una idea di integrazione, idea decisamente lontana da quella espressa da Salvini e dalla Lega. Qui i migranti hanno in comodato d’uso gratuito le case sfitte dei riacesi. I soldi destinati agli affitti vengono girati a cooperative di cui fanno parte sia i locali che i migranti, dove vengono insegnati lavori a questi ultimi, con la possibilità di avere un piccolo stipendio da rimettere in circolo nella comunità.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">I Bonus vengono invece utilizzati per gli acquisti di prima necessità e le spese inerenti alla gestione quotidiana, il tutto in un circolo virtuoso che evidentemente è stato visto e indicato a lungo come una crepa nel quadro di guerra tra poveri dipinto da chi ci governa.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Questa cosa dell’azzittire l’opposizione, </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">minacciare Saviano di togliergli la scorta</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">, minacciare i giornalisti di chiudere l’albo, più in generale fare la voce grossa, al limite dell’abuso di potere è una china dalla quale sembra sia difficile uscire. Avere per nemici chi in venti anni ha fatto rifiorire una zona morta, dimostrando come la convivenza e l’integrazione non solo sia possibile, ma porti grandi benefici sia agli italiani che ai migranti, dimostra solo come si stia provando, purtroppo con successo, a dividere per comandare, usando metodi non troppo diversi da quelli che un tempo portavano all&#8217;eliminazione fisica dei propri avversari, Giacomo Matteotti evocato poco fa ne è esempio fulgido.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Di fronte a tutto questo, credo, non ci si può limitare a alzare le spalle rassegnati, né a lasciarsi andare a desolanti lamentazioni nei social.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Il modello Riace, studiato e ripreso anche all&#8217;estero come nostra eccellenza, non deve essere lasciato naufragare, Domenico Lucano non può essere lasciato solo. L’umanità, intesa come capacità di empatizzare con l’altro, di accoglierlo, di cercare e trovare una soluzione di convivenza possibile non è arrestabile, fisicamente e metaforicamente.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><br />
(<em>pubblicato ieri su</em> <a href="https://www.notizie.it/arrestato-domenico-lucano-riace-modello-integrazione">Notizie.it</a>)</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
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