<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>en abime &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/en-abime/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 Apr 2011 05:46:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>l&#8217;Agnus Dei di Nanni Moretti</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/19/lagnus-dei-di-nanni-moretti/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/19/lagnus-dei-di-nanni-moretti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 09:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[amleto]]></category>
		<category><![CDATA[chiara valerio]]></category>
		<category><![CDATA[en abime]]></category>
		<category><![CDATA[fandango film]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[habemus papam]]></category>
		<category><![CDATA[Nanni Moretti]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[sacher film]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38820</guid>

					<description><![CDATA[di Chiara Valerio Habemus papam di Nanni Moretti racconta la storia di un uomo che, più di ogni altro, deve fare i conti con le proprie debolezze, le proprie incapacità, le proprie passioni. Quelle che gli sono state negate, quelle che lo hanno indebolito, quelle che, pure, gli hanno donato, se non fascino, dolcezza. Quest’uomo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/habemus-papam-locandina-italia_mid.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-38821 aligncenter" style="margin-top: 8px; margin-bottom: 8px;" title="habemus-papam-locandina-italia_mid" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/habemus-papam-locandina-italia_mid-208x300.jpg" alt="" width="277" height="399" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/habemus-papam-locandina-italia_mid-208x300.jpg 208w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/habemus-papam-locandina-italia_mid.jpg 444w" sizes="(max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
<p>di <strong>Chiara Valerio</strong></p>
<p><em>Habemus papam</em> di Nanni Moretti racconta la storia di un uomo che, più di ogni altro, deve fare i conti con le proprie debolezze, le proprie incapacità, le proprie passioni. Quelle che gli sono state negate, quelle che lo hanno indebolito, quelle che, pure, gli hanno donato, se non fascino, dolcezza. Quest’uomo, più di ogni altro, è il ruolo che ricopre. È un Amleto anziano la cui Danimarca è il mondo intero e al quale i ricordi, per il mero fatto di essere il ruolo che gli è stato assegnato, sono stati cancellati. Quest’uomo, senza più ricordi, diventa nessun uomo, quando, per il compito al quale è stato chiamato, per l’esempio che è, dovrebbe essere tutti gli uomini.</p>
<p><span id="more-38820"></span></p>
<p>Il film si apre su un conclave, porporati che camminano recitando una litania e che vengono chiusi nella Cappella Sistina coi loro appunti e le loro penne tutte di plastica argentate per eleggere il nuovo papa. E il papa, dopo qualche fumata nera, che nemmeno pare una indecisione ma solo cerimoniale, viene eletto. È lì, sta, papabile, tra quegli ottanta cardinali ciascuno dei quali spera di non essere il ruolo, l’esempio, colui che indosserà il vestito bianco. Solo che, il novello Pietro, vestito e preparato per la benedizione al balcone, non riesce ad affacciarsi, a guardare la folla. Urla, scappa e va a chiudersi nella Cappella Sistina.</p>
<p>Se il film si fermasse qui, se fosse un corto, sarebbe già un potentissimo loop nel quale chiudersi. Sarebbe il contro esempio, il granello di sabbia che sbiella un ingranaggio dal quale ci si aspetta che ripeta se stesso indefessamente, che rassicura perché ripete se stesso indefessamente, che fa sospettare che il tempo non passi e che dunque nessuno muoia, che l’eternità sia lì a due passi, in Vaticano, dove la benzina costa meno, dove si trovano i medicinali che a Roma non ci sono, dove c’è tutto, anche attrezzi ginnici, anche un cardinale che fa i puzzle, dove ci sarà anche un torneo di pallavolo. Dove sta, come un bambino curioso, uno psicanalista, il più bravo di tutti, a tentare di capire, insieme al papa, e senza parlare di sogni, di sesso, di infanzia, di rimosso, senza chiamarlo per nome, perché l’elezione al soglio di Pietro la ha annichilito.</p>
<p>In un tourbillon di intelligenza, di tenerezza, di umanità, di gesti quotidiani, di piccole follie fresche e spensierate, incredule e incredibili, che tutte scardinano la struttura temporale, facendola diventare spaziale e dunque abitabile (modificabile) e soprattutto attraverso il volto titubante, concentrato e universalmente nonnesco di Michel Piccoli, Nanni Moretti mette in scena una liberazione. L’ineluttabilità sì delle imperfezioni umane, la potenza sì delle nostre debolezze, ma pure la possibilità definitiva, anche al massimo grado dell’esposizione mediatica, di poterle nominare, di condividerle pure.</p>
<p><em>Habemus papam</em> è un film tutto, raffinatamente, spavaldamente, ironicamente <em>en abime</em>. Perché il papa voleva fare l’attore ma non l’hanno preso all’accademia, perché fino a quando puoi recitare una fede? E <em>en abime en abime</em>. Perché il papa è un attore, è Michel Piccoli. Perché Margherita Buy ha quei difetti d’accudimento che tanto ce l’hanno fatta amare sullo schermo ma che qui sono addirittura una teoria psicanalitica. Perché Jerzy Stuhr, attore e regista, con la sua aria polacca, colta e folle, proteggendo l’autocoscienza solitaria del papa appena eletto ne protegge la rappresentazione. Perché Manuela Mandracchia è un’attrice due volte grandissima, nel film e nel teatro di Cechov che ci sta dentro. Perché Nanni Moretti, è sempre sé stesso, ma inedito e più commovente. Perché lo psicanalista che interpreta, il professore, è invero psicanalizzato dai pazienti quando dice Li avverta con urgenza, sono sei anni che non salto una seduta.</p>
<p>Ho amato <em>Illuminata</em> di John Turturro quando, dichiarava <em>Sono nata imperfetta, cresciuta imperfetta, modellata imperfettamente da mani imperfette, se vuoi essere amata da una donna imperfetta, amami, io sono lei</em>, perché siamo tutti imperfetti e tutti innamorati. Ho amato <em>Natura morta</em> di Antonia S. Byatt dove sta scritto <em>Ecco sono io Amleto il danese, e gli manca meno di un atto</em>, perché l’autocoscienza arriva sempre tardi. Ho amato molti altri libri, o cose, in cui ho trovato una declinazione delle imperfezioni, dell’ansia, degli abbrivi comuni alle umane faccende. Alcune di queste cose erano e sono persone, alcune altre non le ricordo nemmeno più. E amo definitivamente <em>Habemus papam</em> di Nanni Moretti che ha trasformato in maniera laica, esatta, delicata, questo “essere comune” in una reale comunione, pure in senso cristiano. Perché non essere, esitare, non resistere, incrinarsi, sorridere improvvisamente e improvvisamente beneficiare della benevolenza o dell’attenzione di uno sconosciuto, e poi perderlo, è qualcosa che tutti conosciamo. E attraverso questo non essere all’altezza, ma più in generale attraverso questo “non essere”, Moretti salva tutto, assolve quasi, e con un passo filosofico, e una narrativa appassionante, con una eco morantiana di <em>Io credo a tutto</em> e con una variazione Pasoliniana su <em>La normalità che ci fece stupendi</em>, trasfonde quel “nessun uomo” in “tutti gli uomini”. E questa è la cosa più liberatoria, più evangelica (quanto sono umani i Vangeli a leggerli da bambini?), che io abbia mai sentito. Ogni uomo ha il destino delle proprie debolezze. Amen.</p>
<p><strong>A latere</strong></p>
<p>1. Senti, ma che tipo di film è, non è che usciti state tutti a parlarne in girotondo, io sto buttato in un angolo, no&#8230; ah no: se poi se ne parla usciti dalla sala non vengo. No, no&#8230; allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto cosí, vicino all’ingresso di profilo in controluce, voi mi fate: “Chiara vieni a discutere con noi dai&#8230;” e io: “andate, andate, vi raggiungo dopo&#8230;” Vengo! Ci vediamo là. No, non mi va, non ne parlo, no. Ciao, arrivederci.</p>
<p>2. Io che ho avuto i genitori comunisti e morettiani ho sempre avuto la tendenza ad apprezzare e a emulare chi vuole educare il popolo. Senza farsi notare. Perciò tornerò ripetutamente a vedere questo film. Traghettandoci amici e passanti. Uno alla volta.</p>
<p>3. Cardinale, sono cinquantanni che non si gioca a palla prigioniera. Vorrei dire a Moretti che io nel 1982 ci giocavo ancora. Grazie per avermi fatto capire che cos’è la provincia.</p>
<p>4. quanto fa due alla meno uno? (Trentuno). E Oceania vs. America Latina quanto stanno? (…)</p>
<p>5. Mi fermo, potrei andare avanti per pagine.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2011/04/19/lagnus-dei-di-nanni-moretti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>34</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">38820</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 20:04:24 by W3 Total Cache
-->