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		<title>Sul corpo della poesia di ricerca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2015 17:00:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Antonio Loreto La prima edizione del Premio Pagliarani è stata vinta per la sezione della poesia edita da Soffiati via di Vito M. Bonito: un bel libro di un autore importante, niente da dire. Rifletterei però sull’indirizzo del Premio, che il nome di Elio Pagliarani e alcune indicazioni abbastanza chiare mostravano vòlto a valorizzare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">di <strong>Antonio Loreto</strong></p>
<p>La prima edizione del Premio Pagliarani è stata vinta per la sezione della poesia edita da <em>Soffiati via</em> di Vito M. Bonito: un bel libro di un autore importante, niente da dire.<br />
Rifletterei però sull’indirizzo del Premio, che il nome di Elio Pagliarani e alcune indicazioni abbastanza chiare mostravano vòlto a valorizzare opere di ricerca, mentre <em>Soffiati via</em> non sembrerebbe essere tale. Perché? Che cosa si deve intendere per “ricerca”?<br />
Due anni fa, in occasione di <em>Poesia13 – Cantiere aperto di ricerca letteraria</em> (a cura di ESCargot), ci ritrovammo a Rieti in diversi e vari, critici e poeti (ogni poeta presentato da un critico), a leggere, ascoltare, commentare e infine, quasi a margine, a tentare della ricerca una definizione, senza che ­– assortiti come eravamo – un’idea concorde riuscisse a scaturire. Il discorso rimase sospeso, lasciando l’impressione che la parola “ricerca” fosse nella disponibilità di qualunque esperienza che aggirasse le scritture poetiche non sperimentali.<br />
A mio avviso non si trattava allora né si tratta in generale di negoziare una definizione, di stabilire democraticamente qualità essenziali, magari un’ontologia. Il punto è che la poesia di ricerca nominalisticamente esiste, ed esiste da tempo, saturando il dominio semantico – nel contesto della letteratura poetica – della parola che la specifica. Esiste nel corpo delle opere e delle attività molteplici – il sito <a href="http://gammm.org/" target="_blank">gammm.org</a>, l’antologia <a href="http://www.lelettere.it/site/e_Product.asp?IdCategoria=&amp;TS02_ID=1502" target="_blank">Prosa in prosa</a>, i convegni <a href="https://www.nazioneindiana.com/2014/10/09/ex-it/" target="_blank">Ex.it</a>, il progetto editoriale <a href="https://benwayseries.wordpress.com/category/libri-books/" target="_blank">Benway Series</a>, il dialogo costante con la ricerca anglofona e francofona attraverso la collana <a href="http://gammm.org/index.php/chap/" target="_blank">Chapbook</a> dell’editore Arcipelago, per esempio – di un gruppo di autori aperto, come lo è stato, ancora per esempio, quello della neoavanguardia cinquant’anni addietro. Non omogeneo, certo (così stavano felicemente insieme Balestrini e Pagliarani, per dire, con Manganelli e Arbasino), e come dicevo aperto, ma riconoscibile.<br />
Si capisce, mi auguro, che non coltivo follie monopolistiche né puristiche e conservatrici: la poesia di ricerca la faccia chi vuole (e smetta chi vuole di farla) e senza porsi in maniera epigonale, se possibile. Solo vorrei suggerire, ripetendomi, che l’espressione “di ricerca” non può riferirsi alla proprietà di essere non tradizionale, in qualunque modo purché sia: non può più a questa altezza cronologica, perché essa ha storicamente (per una storia breve, ma questo non rileva troppo), ha storicamente preso a indicare un corpo. Il suo corpo storico è lì, e come tutti i corpi consiste in un processo, che accoglie qualcosa come propria fase e rifiuta qualcos’altro come qualcosa d’altro; non secondo una famiglia di dogmi (Corrado Costa ne ha disfatti almeno due, di dogmi avanguardistici – quello del montaggio e quello dell’antireferenzialità – pur rimanendo nella sensibilità condivisa un avanguardista) bensì secondo criteri di riconoscibilità.<br />
La riconoscibilità è una questione di scopi, e dunque pragmatica: se il mio scopo è lavare l’automobile, posso riconoscere come acqua il contenuto del secchio che ho riempito anche se vi finisce dentro un corpo estraneo, che magari la renda non potabile ma che non impedisca l’operazione e non rovini la carrozzeria; se il mio scopo è bere, il contenuto del bicchiere verrà da me riconosciuto come acqua qualunque sia l’azienda imbottigliatrice (e qualunque la composizione organolettica), a patto che non si verifichi un fatto come il discioglimento di qualche piccolo granello di arsenico, nel qual caso dovrei riconoscerlo come Acqua Tofana – anche se solo dopo aver constatato l’effetto. Sia chiaro che gli scopi, in letteratura, non hanno a che vedere con l’<em>intentio auctoris</em>; vanno rintracciati specularmente proprio negli effetti, che sempre eccedono eterogeneticamente gli scopi che li creano (l’autore si dia pace, non gli chiederemo niente: può anche morire se gli piace).<br />
A questo punto dovrei forse dire qual è l’effetto, quali sono gli effetti della scrittura di ricerca, e quali i diversi, incompatibili effetti di una scrittura come quella di <em>Soffiati via</em>. Ma non credo serva: lo hanno detto in questi anni, certo parzialmente e non sempre lucidamente, i discorsi critici di una teoria di lettori (e autolettori – forse soprattutto loro: questo certamente complica le cose).<br />
Rimarrei piuttosto al discorso principale, perché essere riconoscibile non significa necessariamente essere riconosciuto, né nel senso della distinzione né nel senso dell’ammissione. Poesia13 e Premio Pagliarani – considerato il novero e le inclinazioni dei lettori giurati (di cui ho fatto parte) e il novero e le inclinazioni dei poeti candidati, per una porzione non irrilevante (legittimamente) restii alla più sporadica frequentazione della poesia di ricerca – rendono in effetti palmare il fatto che la nostra comunità letteraria, perlomeno quella in tali sedi rappresentata, nel complesso non la riconosce. Riconosce tuttavia l’appeal dell’etichetta nei galleggiamenti discorsivi: ciò che espone una parte della comunità in parola a una tentazione che provo a esemplificare politicamente (ovvio: senza voler istituire alcun parallelo di ordine assiologico).<br />
Quello della sinistra è un corpo culturale riconoscibile: coloro che lo riconoscono ma non vi si riconoscono posizionano sé stessi altrove, in formazioni culturali già date o da darsi, configurando uno schieramento tradizionalmente diversificato. Coloro che non lo riconoscono possono dar luogo a una formazione più o meno eterogenea che tenti di appropriarsi, risemantizzandola, della sua insegna in certo modo percepita come vantaggiosa; che finisca per sovrapporsi con il proprio corpo all&#8217;altrui, nel rischio quando non nell’intenzione di sopraffarlo, neutralizzarlo, estinguerlo – e se va bene assorbirlo. È una dinamica che di questi tempi vediamo chiaramente nelle logiche che governano alcuni partiti, e nelle società che esprimono e negli strumenti (il vecchio giornale gramsciano, per esempio) che utilizzano.<br />
Può essere utile arretrare rispetto al presente, che è tempo sempre fertile di polemiche e militanti (oltre che etimologicamente paradossali) presbiopie, e al contempo ritornare all’ambito letterario. Provo a immaginare <em>Tristano</em> di Balestrini e <em>Tempi memorabili</em> di Cassola in un premio per il romanzo tout court e in un premio per il romanzo sperimentale. La vittoria di Cassola (siamo nel 1966, Balestrini non gode ancora del riconoscimento di cui godrà) non avrebbe lo stesso significato nei due casi: nel primo, saremmo semplicemente al cospetto della consueta minorità degli sperimentalismi (di quelli non storicizzati, perlomeno); nel secondo, se l’esito fosse accettato senza obiezioni, quello della minorità sarebbe il meno indesiderabile dei problemi: con conseguenze di qualche serietà si darebbe una rinegoziazione delle categorie di riferimento. Alcune di queste – in quanto ideologiche, politiche, estetiche e quindi ideologiche e politiche – si collocano nella storia: se le rendiamo troppo fluide, le stiracchiamo troppo (non dico: le rovesciamo), diventano inefficaci o inservibili, mentre sono gli strumenti con cui ci orizzontiamo nel nostro tempo, e lo costruiamo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Verso una letteratura generale? Riflessioni a margine del progetto Ex.it.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2013 06:46:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[Premetto che queste riflessioni nascono da un&#8217;adesione e una partecipazione all&#8217;incontro e al volume di cui si parla.] di Andrea Inglese Queste note non hanno come scopo di definire i contorni di un progetto ampio e ambizioso, come quello ideato da Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Giulio Marzaioli e Michele Zaffarano. Tale progetto ha un nome, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>[Premetto che queste riflessioni nascono da un&#8217;adesione e una partecipazione all&#8217;incontro e al volume di cui si parla.]</em></p>
<p>di <b>Andrea Inglese</b></p>
<p>Queste note non hanno come scopo di definire i contorni di un progetto ampio e ambizioso, come quello ideato da Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Giulio Marzaioli e Michele Zaffarano. Tale progetto ha un nome, <i>Ex.it</i>, e ha già preso consistenza attraverso tre giornate di incontri ad Albinea (12–14 aprile 2013) e un libro di 249 pagine, che raccoglie i “materiali” grafici, fotografici e testuali dei 33 autori coinvolti. <span id="more-46387"></span>Gli incontri e il libro costituiscono, però, un punto di riferimento significativo e concreto, a partire dal quale cominciare a interrogarsi su ciò che siamo usi chiamare “poesia”. Innanzitutto vale la pena di soffermarsi su alcune delle caratteristiche più evidenti di <i>Ex.it</i>. Partiamo dal sottotitolo del libro: <i>Materiali fuori contesto</i>. Il termine “materiali” indica un’indecisione assunta consapevolmente, riguardo alle categorie che si vogliono mettere in campo. Sebbene gli scrittori fossero in maggioranza, alle giornate di Albinea hanno partecipato anche musicisti e artisti che lavorano con l’immagine, grafica o video. Nulla di nuovo o di particolarmente eccentrico. Proprio per questo <i>Ex.it</i> riconosce la necessità di rendere <i>indifferente</i> la questione delle forme, dei generi e dei <i>media</i> utilizzati. Vi è un’aria di famiglia tra queste diverse pratiche artistiche e di scrittura che trascende le partizioni istituzionali. L’indicazione “fuori contesto” ha poi un sapore esplicitamente polemico. Fuori da quale “contesto”? Quello della “poesia”, così come è concepita in Italia? Fuori dall’orizzonte letterario italiano <i>tout-court</i>? Fuori dagli angusti confini generazionali? In effetti, dei 33 autori coinvolti nel progetto <i>Ex.it</i> ben 11 non sono italiani. Tra gli ospiti stranieri, prevalgono quelli provenienti dagli Stati Uniti e dalla Francia. Lo spettro generazionale è ampio, e include autori nati dagli anni Quaranta agli anni Ottanta. Ciò non toglie che gli ideatori del progetto sono dei quarantenni. Fanno parte, quindi, assieme ai trentenni, di quella generazione considerata con ambivalenza: vittimisti, secondo alcuni, prime vittime certe della contro-rivoluzione neo-liberista secondo altri. Innegabile pregio degli ideatori di <i>Ex.it</i> è stato quello di rovesciare entrambe le prospettive. La ricchezza culturale del progetto affonda le sue radici in un preciso atteggiamento politico, quello dell’<i>autonomia</i>. E qui il termine autonomia può essere declinato in vari modi: autonomia, innanzitutto, rispetto ai finanziamenti pubblici e agli attori del mercato editoriale. Autonomia rispetto alle cornici critico-teoriche, che garantiscono generalmente una legittimità istituzionale. C’erano parecchi critici giovani tra il pubblico di Albinea, ma l’attenzione era incentrata esclusivamente sui testi e le opere. Autonomia dai padri e dai nonni, soprattutto quelli italiani. Nessuna volontà di eliminare padri o madri, semmai la voglia di trovarsi zii e zie fuori dai confini nazionali.</p>
<p>Globalmente, si può leggere <i>Ex.it</i> come un progetto di <i>cartografia</i>, che raccogliendo una costellazione di scritture, sia per ciò stesso capace di suscitare un nuovo sguardo su di esse. Uno sguardo, innanzitutto, autoriflessivo, che permette agli autori stessi di percepirsi a partire da un insieme più vasto e denso d’intrecci. Uno sguardo rinnovato, poi, da parte dei critici, come effetto di una verifica di strumenti a fronte di una geografia emergente. E sguardo, infine, inedito da parte dei lettori, che vengono confrontati a qualcosa di più coeso e radicato di una semplice collezione di eccentricità stilistiche.</p>
<p>A partire da un tale progetto, c’è almeno un’indicazione di percorso che si può fin da subito formulare. Vorrei saltare a piè pari la questione assai intricata della soggettività, che ruota intorno alla definizione dell’io lirico. Nonostante sia ancora uno dei nodi dirimenti quando si affronta il panorama della poesia contemporanea, propongo di abbracciare un’altra visuale, apparentemente più ingenua. Guardiamo alla marginalità editoriale della poesia come ad un’occasione per sottrarre la scrittura letteraria <i>tout court</i> agli imperativi di popolarità e di vendibilità, che condizionano il romanzo. Rovesciamo la retorica <i>kitsch</i> e nostalgica della poesia come “resistenza”. La poesia è il nostro lasciapassare verso la <i>letteratura generale</i>. Lo hanno capito per tempo in Francia i curatori della <i>Revue de littérature générale</i>, Pierre Alferi e Olivier Cadiot. A metà degli anni Novanta individuavano il territorio della poesia non come uno spazio residuale da difendere, bensì come una zona di frontiera, capace di combattere il “romanzo pensiero unico”. E s’intenda qui il romanzo nell’accezione normativa, che si è imposta nel mercato editoriale degli ultimi trent’anni.</p>
<p>La letteratura generale non celebra né un’avanguardistica abolizione né una post-moderna obsolescenza dei generi. Essa designa la scrittura come lo spazio in cui i confini tra i generi letterari così come il confine tra la “letteratura” e ciò che non lo è sono costantemente ridisegnati.</p>
<p>*</p>
<p><em>[Questo articolo è apparso su &#8220;l&#8217;immaginazione&#8221;, n° 276, luglio-agosto 2013.]</em></p>
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		<title>Gli incontri-laboratorio di EX.IT e il primo titolo di una nuova collana di poesia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 07:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[EX . IT  _  materiali fuori contesto Biblioteca Comunale “Pablo Neruda” Albinea* (Reggio Emilia), 12–14 aprile 2013 scrittura, video e musica reading, proiezioni audiovideo performance sonore in tre giornate di incontri ideati e curati da Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Giulio Marzaioli, Michele Zaffarano partecipano: Rosaire Appel (usa), Marco Ariano (ita), Daniele Bellomi (ita), Charles Bernstein (usa), Pietro D’Agostino (ita), Rachel Blau DuPlessis (usa), Gherardo Bortolotti (ita), Alessandro Broggi (ita), Roberto Cavallera (ita), Riccardo Cavallo (ita), Fiammetta Cirilli (ita), Elisa Davoglio (ita), Alessandro De Francesco (ita), Florinda Fusco (ita), Marco Giovenale (ita), [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/04/Costa_copertina_Sadisfazione_IT.jpg"><br />
</a><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/04/ANTOLOGIA_EX.IT-2013-Copertina-aperta.jpg"><br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-45273 aligncenter" alt="ANTOLOGIA_EX.IT-2013-Copertina-aperta" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/04/ANTOLOGIA_EX.IT-2013-Copertina-aperta-300x175.jpg" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #666666;font-size: large"><b>EX . IT</b>  _  materiali fuori contesto</span></p>
<p style="text-align: center">Biblioteca Comunale “Pablo Neruda”<br />
Albinea* (Reggio Emilia), <b>12–14 aprile</b> 2013</p>
<p><span id="more-45155"></span></p>
<p style="text-align: center"><i>scrittura, video e musica<br />
</i><i>reading, proiezioni audiovideo<br />
</i><i>performance sonore</i></p>
<p style="text-align: center"><i></i>in tre giornate di incontri<br />
ideati e curati da</p>
<p style="text-align: center">Marco <b>Giovenale</b>, Mariangela <b>Guatteri</b>,<br />
Giulio <b>Marzaioli</b>, Michele <b>Zaffarano</b></p>
<p style="text-align: center"><b></b>partecipano:</p>
<p style="text-align: center">Rosaire <b>Appel </b>(usa), Marco <b>Ariano </b>(ita), Daniele <b>Bellomi </b>(ita),<br />
Charles <b>Bernstein </b>(usa), Pietro <b>D’Agostino </b>(ita), Rachel Blau <b>DuPlessis </b>(usa),<br />
Gherardo <b>Bortolotti </b>(ita), Alessandro <b>Broggi </b>(ita), Roberto <b>Cavallera </b>(ita),<br />
Riccardo <b>Cavallo </b>(ita), Fiammetta <b>Cirilli </b>(ita), Elisa <b>Davoglio </b>(ita),<br />
Alessandro <b>De Francesco</b> (ita), Florinda <b>Fusco </b>(ita), Marco <b>Giovenale </b>(ita),<br />
Jean-Marie <b>Gleize </b>(fra), Mariangela <b>Guatteri </b>(ita), Andrea <b>Inglese </b>(ita),<br />
Giulio <b>Marzaioli </b>(ita), Simona <b>Menicocci </b>(ita), Rosa <b>Menkman </b>(nl),<br />
Manuel <b>Micaletto </b>(ita), Bob <b>Perelman </b>(usa), Nathalie <b>Quintane </b>(fra),<br />
Andrea <b>Raos </b>(ita), Jennifer <b>Scappettone </b>(usa), Luigi <b>Severi </b>(ita),<br />
Ron <b>Silliman</b> (usa), Éric <b>Suchère </b>(fra), Miron <b>Tee </b>(pl),<br />
Fabio <b>Teti </b>(ita), Luca <b>Venitucci </b>(ita), Michele <b>Zaffarano </b>(ita)</p>
<p style="text-align: center">&#8211;</p>
<p style="text-align: center">si dedicherà inoltre una particolare attenzione alla <b>ripubblicazione</b> &#8211; dopo più di 35 anni &#8211; <b>di un testo centrale</b> per una particolare scrittura di ricerca di secondo Novecento (e di oggi):</p>
<div>
<div>
<div></div>
<div style="text-align: center"><span style="color: #cc0000;font-size: large"><b>LA SADISFAZIONE LETTERARIA</b></span></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: large"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/04/Costa_copertina_Sadisfazione_IT.jpg"><img decoding="async" alt="Costa_copertina_Sadisfazione_IT" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/04/Costa_copertina_Sadisfazione_IT-203x300.jpg" width="203" height="300" /></a></span></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><span style="font-size: large">di <b>Corrado Costa</b></span></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center">volume èdito da La Colornese – Tielleci nella nuova collana <b>Benway</b></div>
</div>
<div>
<div style="text-align: center">a cura di Michele Zaffarano</div>
<div style="text-align: center">Mariangela Guatteri e Marco Giovenale</div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><span style="color: #cc0000">con traduzione in inglese</span></div>
<div style="text-align: center">di <b>Paul Vangelisti</b></div>
<div style="text-align: center"><b> </b></div>
<div style="text-align: center"> &#8211;</div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><b>* Albinea</b> è comune decentrato rispetto alle direttrici e ai crocevia canonici del sistema culturale. Il progetto <b>EX . IT</b> sceglie di costituire una propria dimensione di luogo-ambiente ancorata sulla buona qualità dei rapporti tra universo individuale e universo sociale. <b>EX . IT</b> è patrocinato dal Comune di Albinea che supporta l’iniziativa mettendo a disposizione lo spazio eco-sostenibile e le tecnologie della Biblioteca “Pablo Neruda” (Premio Innovazione Amica dell’Ambiente 2012. Legambiente e Confindustria), oltre al proprio ufficio stampa.</div>
</div>
</div>
<p style="text-align: center">l&#8217;evento su facebook:</p>
<div style="text-align: center"><a href="https://www.facebook.com/events/153763721453659/" target="_blank" rel="nofollow">https://www.facebook.com/events/153763721453659/</a></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center">
<p><b>LOCANDINA</b> [460 Kb] :<br />
<b><a href="http://slowforward.files.wordpress.com/2013/03/locandina_albinea_2013.pdf" target="_blank" rel="nofollow">http://slowforward.files.wordpress.com/2013/03/locandina_albinea_2013.pdf</a></b></p>
<p><b>DOSSIER</b><span style="font-family: arial, sans-serif"> [2,83 Mb] :<b><br />
<a href="http://slowforward.files.wordpress.com/2013/03/dossier_albinea_20131.pdf" target="_blank" rel="nofollow">http://slowforward.files.wordpress.com/2013/03/dossier_albinea_20131.pdf</a></b></span></p>
<p><span style="font-family: arial, sans-serif"><b>IMMAGINI </b>[248 Kb]:<br />
<b><a href="http://slowforward.files.wordpress.com/2013/02/foto_ex_it_2013_.jpg" target="_blank" rel="nofollow">http://slowforward.files.wordpress.com/2013/02/foto_ex_it_2013_.jpg</a></b></span></p>
<p><b>mappa</b> ipermediale per raggiungere <b>EX . IT</b> e soggiornare ad Albinea:</p>
</div>
<div>
<div style="text-align: center"><b><a href="http://goo.gl/maps/gu6uD" target="_blank" rel="nofollow">http://goo.gl/maps/gu6uD</a></b></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center"><b></b>§</div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center">un blog:</div>
<div style="text-align: center"><a href="http://eexxiitt.blogspot.it/" target="_blank" rel="nofollow">http://eexxiitt.blogspot.it/</a></div>
<div style="text-align: center"><a href="http://eexxiitt.blogspot.it/p/about.html" target="_blank" rel="nofollow">http://eexxiitt.blogspot.it/p/about.html</a></div>
<div style="text-align: center"></div>
<div style="text-align: center">§</div>
<div style="text-align: center"></div>
<div>
<p style="text-align: center"><b>EX . IT</b></p>
<div style="text-align: center">
<ul>
<li><span style="color: #000000">una serie di incontri e di reading che coinvolgerà diversi autori italiani e stranieri<br />
</span></li>
<li><span style="color: #000000">una sequenza di letture e di installazioni verbovisive, con l’intervento di videoartisti e musicisti<br />
</span></li>
<li><span style="color: #000000">un primo momento di confronto collettivo tra percorsi già in dialogo e la proposta di un panorama di riferimento per lettori e ascoltatori che potranno trovare, per la prima volta all’interno dello stesso tempo e luogo, materiali testuali e artistici non identificati (definibili: di ricerca)</span></li>
</ul>
<p><span style="color: #000000">Un <b>volume antologico</b> – edito dalla Tipografia La Colornese – con testi e immagini inediti – offrirà un percorso di lettura, visione e documentazione dei materiali ospitati dall’evento.<br />
</span></p>
</div>
<p style="text-align: center"><span style="color: #000000">La Biblioteca di Albinea predisporrà inoltre, a partire proprio da questa iniziativa, il </span><b>fondo librario </b><b>EX . IT</b><span style="color: #000000">,</span><span style="color: #000000"> dedicato ad alcune linee della recente scrittura di ricerca, italiane e non.</span></p>
</div>
</div>
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