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	<title>Fortress Europe &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Crowdfunding per &#8220;IO STO CON LA SPOSA&#8221;  di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/06/17/crowdfunding-per-io-sto-con-la-sposa-di-antonio-augugliaro-gabriele-del-grande-e-khaled-soliman-al-nassiry/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2014 07:30:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[⇨ Pagina di crowdfunding Questo film è nato dal sogno di tre persone, senza nessun produttore alle spalle. E ora quel sogno, per essere realizzato, ha bisogno del vostro aiuto. Pre-produzione, produzione e post-produzione del film costano 150mila euro. Dobbiamo raccogliere almeno la metà della cifra entro la fine di giugno per chiudere il film [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Io sto con la sposa - Extra #01 - Il dialogo del molo a Copenaghen" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/zBYcGlev4Ug?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe><br />
<center>⇨ <a href="https://www.indiegogo.com/projects/io-sto-con-la-sposa-on-the-bride-s-side--2" target="_blank"><big><strong>Pagina di crowdfunding</strong></big></a></center></p>
<blockquote><p><small>Questo film è nato dal sogno di tre persone, senza nessun produttore alle spalle. E ora quel sogno, per essere realizzato, ha bisogno del vostro aiuto. <span id="more-48310"></span>Pre-produzione, produzione e post-produzione del film costano 150mila euro. Dobbiamo raccogliere almeno la metà della cifra entro la fine di giugno per chiudere il film in tempo per iscriverlo al festival di Venezia a settembre ed essere distribuiti in sala dal prossimo autunno.</small></p></blockquote>
<p>&nbsp;<br />
<iframe title="Io sto con la sposa - Cowdfunding Trailer" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/dv93D83aps4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe><br />
&nbsp;</p>
<blockquote><p>da ⇨ <a href="http://fortresseurope.blogspot.it/2014/05/io-sto-con-la-sposa.html" target="_blank"><strong>FORTRESS EUROPE di Gabriele Del Grande</strong></a></p>
<p>Soggetto e regia di: Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry</p>
<p>&#8220;Quale poliziotto di frontiera chiederebbe mai i documenti a una sposa?&#8221;</p>
<p>La prima volta che lo siamo chiesti, era una sera di fine ottobre del 2013. Da quando la guerra ci era entrata in casa, non parlavamo d&#8217;altro. Delle migliaia di persone in fuga dalla guerra in Siria che ogni giorno arrivavano a Milano dopo essere sbarcate a Lampedusa. Alcuni capitava di ospitarli direttamente a casa nostra, e di ascoltare i loro racconti sulla guerra e sui naufragi. Ripartivano tutti nel giro di pochi giorni, sempre senza documenti, pagando cifre da capogiro ai contrabbandieri che li portavano in Svezia. Ma l&#8217;eco dei loro racconti continuava a risuonare nelle nostre case e nelle nostre teste. Fino a quando abbiamo deciso di fare qualcosa.</p>
<p>L&#8217;idea della sposa, all&#8217;inizio sembrava più una battuta che altro. Ma poi lentamente ha preso forma. E quando abbiamo conosciuto Abdallah, Manar, Alaa, Mona, Ahmed e Tasnim ci è sembrato che non potevamo non fare quel salto nel vuoto. Per il semplice fatto che quando trovi un complice ai tuoi sogni, non puoi più tirarti indietro.<br />
Ora quel sogno, per essere realizzato, ha bisogno del vostro aiuto. Pre-produzione, produzione e post-produzione del film costano 150mila euro. Dobbiamo raccogliere almeno la metà della cifra entro la fine di giugno per chiudere il film in tempo per iscriverlo al festival di Venezia a settembre ed essere distribuiti in sala dal prossimo autunno.</p>
<p>Non preoccupatevi se non avete grandi risorse. Anche una piccola donazione può fare la differenza. A patto che convinciate almeno un amico a fare altrettanto. Basta andare alla pagina del nostro progetto su ⇨ <a href="https://www.indiegogo.com/projects/io-sto-con-la-sposa-on-the-bride-s-side--2" target="_blank"><strong>INDIEGOGO</strong></a>. In cambio vi offriamo il download del film, un DVD, un libro, un biglietto del cinema, una maglietta, o una proiezione pubblica in anteprima con noi registi.</p>
<p>E guardate che in ballo c&#8217;è molto di più del nostro lavoro. C&#8217;è la possibilità di dimostrare che questo amato Mediterraneo non sia soltanto un cimitero, ma che possa ancora essere il mare che ci unisce.</p></blockquote>
<p>&nbsp;<br />
⇨ <a href="http://www.iostoconlasposa.com/" target="_blank"><strong>Sito ufficiale</strong></a><br />
⇨ <a href="https://www.facebook.com/pages/IO-STO-CON-LA-SPOSA/614167855342727" target="_blank"><strong>Pagina facebook</strong></a><br />
⇨ <a href="https://www.facebook.com/notes/gabriele-del-grande/io-sto-con-la-sposa-rassegna-stampa/10154189957660506" target="_blank"><strong>Rassegna stampa internazionale</strong></a><br />
&nbsp;</p>
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		<title>Mappa dei morti arrivando in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 23:01:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pallino blu: Affogamento (per naufragio, traversata di fiume o lago) Pallino viola: Asfissia (su camion o container) Pallino rosso: Ipotermia durante viaggio aereo Pallino verde: Altro (incidente, collasso, ipotermia, campo minato) Pallino giallo: Suicidio Pallino bianco: Mancanza di assistenza, atti di razzismo Pallino nero: Violenze della polizia &#160; La figura in alto a destra mostra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/11/mapFortressEuropeEng.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-46889" alt="mapFortressEuropeEng" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/11/mapFortressEuropeEng-1024x666.png" width="700" height="455" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/11/mapFortressEuropeEng-1024x666.png 1024w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/11/mapFortressEuropeEng-300x195.png 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/11/mapFortressEuropeEng.png 1659w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Pallino blu: Affogamento (per naufragio, traversata di fiume o lago)</p>
<p>Pallino viola: Asfissia (su camion o container)</p>
<p>Pallino rosso: Ipotermia durante viaggio aereo</p>
<p>Pallino verde: Altro (incidente, collasso, ipotermia, campo minato)</p>
<p>Pallino giallo: Suicidio</p>
<p>Pallino bianco: Mancanza di assistenza, atti di razzismo</p>
<p>Pallino nero: Violenze della polizia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La figura in alto a destra mostra il numero dei morti per grandezza del pallino, dai 20 ai 3300.</p>
<p><span id="more-46888"></span></p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il grafico è del 2006, la fonte United for Intercultural Action, io l&#8217;ho tratto da <a href="http://www.abolishforeignness.org/blog/death-at-the-border" target="_blank">abolishforeignness.org</a>. <a href="http://www.unitedagainstracism.org/pdfs/listofdeaths.pdf" target="_blank">Qui</a> una lista delle morti documentate risalente al primo novembre 2012.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Diritto d&#8217;asilo: una proposta politica</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/10/18/diritto-di-asilo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2013 09:15:59 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Invece di investire denaro europeo e nazionale per erigere impossibili muraglie all’interno del Mediterraneo, facciamo funzionare, nei paesi extraeuropei colpiti dalle guerre, le nostre ambasciate,  recepiamo le domande di asilo e organizziamo il trasporto legale e sicuro nei paesi d’accoglienza. Invece di trovarci costantemente non nell’emergenza immigrazione, ma in quella umanitaria, dovendo ripescare annegati e sopravvissuti, strappiamo agli scafisti l&#8217;organizzazione del trasporto dei rifugiati dall&#8217;Africa alle coste europee, rendiamo quel viaggio ammissibile e privo di rischi, sottraiamolo ai commerci abietti.<span id="more-46683"></span></p>
<p>Gli sbarchi a Lampedusa non sono sbarchi di migranti ordinari, non rientrano nell’immigrazione di tipo economico, ma nascono da circostanze eccezionali come le guerre civili o le persecuzioni politiche, etniche e religiose. Non siamo di fronte a persone che cercano semplicemente di migliorare il loro tenore di vita, fuggendo la povertà e la disoccupazione. Sono persone che cercano di sfuggire alla morte, alla schiavitù, alla tortura, alla guerra. Secondo la definizione delle Nazioni Unite il rifugiato è chi è stato costretto a lasciare il proprio paese, chi non è riuscito a tornare a casa, chi ha paura di tornarvi, chi deve scappare sotto la minaccia della persecuzione e della violenza. La continua confusione tra la condizione del migrante e del profugo ha contribuito, nel dibattito politico italiano, a alimentare il fantasma dell’invasione e di una emergenza che andrebbe affrontata in modo repressivo.</p>
<p>Tuttavia, come già accade in Africa, sono i paesi poveri che da decenni, in modo più o meno disastroso, si trovano comunque ad accogliere le grandi masse di profughi, non certo i nostri paesi europei. Dei due milioni di rifugiati siriani solo 7.500 avrebbero scelto la via dell’Europa per chiedere il diritto d’asilo. Una tale situazione non presenta, quindi, i tratti di qualche apocalittica invasione, se si decidesse di regolarla e di strapparla al dominio dei mercanti di esseri umani.</p>
<p>I flussi dei migranti ordinari, invece, nei dati forniti da Gabriele Del Grande, sono illuminanti: “<a href="http://www.rtve.es/noticias/20130422/poblacion-espanola-baja-primera-vez-desde-1996-regreso-inmigrantes-paises/646320.shtml" target="_blank">Duecentoquindicimila</a> emigrati, perlopiù sudamericani, hanno lasciato la Spagna soltanto nel 2012. Dalla Grecia, almeno <a href="http://www.ekathimerini.com/4dcgi/_w_articles_wsite1_1_15/01/2013_478473" target="_blank">duecentomila </a>lavoratori albanesi sono tornati a Tirana negli ultimi cinque anni. E in Italia avviene lo stesso, sebbene le cifre del fenomeno non siano ancora chiarissime”. Il migrante che è partito per migliorare il suo tenore di vita o per sfuggire alla disoccupazione, non ha bisogno di essere riportato alla frontiera con la forza, dal momento che alla frontiera ci va da sé nel momento in cui non è più in grado di inserirsi nel tessuto lavorativo ed economico nel paese di arrivo.</p>
<p>Occorrono informazioni, analisi, riflessioni chiare sulla situazione (Gabriele Del Grande ne fornisce di emblematiche sul sito di Fortress Europe, vedi, per esempio,<a href="http://fortresseurope.blogspot.it/2013/10/il-disastro-siriano-la-rotta-del.html?m=1" target="_blank"> qui</a> o <a href="http://fortresseurope.blogspot.it/2013/10/il-silenzio-dei-vivi-la-fabbrica-dei.html?m=1" target="_blank">qui</a>)</p>
<p>Quel che ormai sembra lampante è la necessità di abrogare la legge Bossi-Fini. Perché la legge Bossi-Fini, trattando i profughi come delinquenti, favorendo i criminosi respingimenti in mare, riducendo il rifugiato a una non-persona, talmente pericoloso da far sì che chi lo salva dalla morte sia incriminato per favoreggiamento, è una legge incivile.</p>
<p>Sosteniamo l&#8217;abolizione della Bossi-Fini. Sosteniamo il <a href="http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=2571&amp;l=it" target="_blank">manifesto</a> dell&#8217;Asgi, l&#8217;Associazione per gli Studi Giuridici sull&#8217;Immigrazione, che chiede, tra le altre cose, che i soccorritori di Lampedusa non siano sottoposti a indagini della magistratura, che il diritto di asilo sia assicurato, che i Centri di identificazione e di espulsione siano chiusi. Siamo per il supporto e l&#8217;assistenza regolari a Lampedusa e ai Lampedusani, che, come ricorda Franca Regina Parizzi (1), assessore ai servizi sociali dell&#8217;isola, da anni ricevono dall&#8217;Italia solo promesse. Siamo, ancora con l&#8217;assessore Parizzi, contro la creazione dei mega-centri, per l&#8217;apertura di piccoli centri diffusi sul territorio, una politica che suddivide gli oneri e favorisce l&#8217;integrazione. Condanniamo l’approccio punitivo paneuropeo del <a href="http://www.meltingpot.org/Frontex-e-le-mani-sporche-dell-Unione-Europea-Il-rapporto.html#.UmDuDdLwnH9" target="_blank">Frontex</a>, l&#8217;agenzia europea per il controllo delle frontiere. Aderiamo all&#8217;appello di <a href="http://www.meltingpot.org/Appello-per-l-apertura-di-un-canale-umanitario-fino-all.html#.UmDuG9LwnH9" target="_blank">Melting Pot</a> per la creazione di un canale umanitario, affinché chi fugge dalla guerra e dalla morte possa trovare non la morte e il rifiuto, ma asilo, vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(1) Qui l&#8217;intervista di Radio Ies all&#8217;assessore Parizzi del 04.10.2013 http://www.youtube.com/watch?v=kDTfNxZTTtw</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>il silenzio dei vivi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2013 07:10:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
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					<description><![CDATA[di <strong>Orsola Puecher</strong><br /><br />
E’ raro in questi giorni ascoltare e leggere parole risparmiate dalla retorica dell’indignazione e dalle sue formule, fra gli "inaccettabile…", "vergognoso…", "che non si ripeta più…" degli "indignati speciali". Una protratta e ripetuta deportazione a pagamento, in un piccolo tratto di mare, facilmente controllabile, dalle rotte prevedibili da anni, di donne uomini e bambini stipati per giorni in barconi fatiscenti, come in vagoni merci piombati di non lontana memoria, diventano un evento fatale, biblici sbarchi di "sventurati", quasi che il fato di Zeus e Poseidone avesse qualcosa a che vedere con ondate migratorie di cui si conoscono benissimo cause ed effetti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><center><iframe loading="lazy" width="350" height="263" src="//www.youtube.com/embed/dr7XUZk3bgU?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
<p align="center"><small><strong>Gabriele Del Grande</strong> da ⇨ <a href="http://fortresseurope.blogspot.it/"><strong>Fortress Europe</strong></a></small></p>
<blockquote><p><small><em>Forse, la verità è che per cambiare il racconto della frontiera non servono altri esperti. Ma servono racconti, servono storie, servono soggetti. Possibile che ancora non abbiamo visto un’intervista ai superstiti?<span id="more-46585"></span> Che ancora non abbiamo sentito le parole dei loro cari che li aspettavano a braccia aperte nelle città di mezza Europa? Possibile che non sappiamo niente del lutto che ha colpito i quartieri di Asmara per i suoi trecento figli ingoiati dal mare?</em></small></p>
<p><small>da ⇨ <a href="http://fortresseurope.blogspot.it/2013/10/il-silenzio-dei-vivi-la-fabbrica-dei.html"><strong>Il silenzio dei vivi, la fabbrica dei luoghi comuni e quelle storie che cambieranno l&#8217;estetica della frontiera</strong></a></small></p></blockquote>
<p style="padding-left: 150px;">da ⇨ <a href="http://www.audiodoc.it/archivio_scheda.php?id_scheda=120" target="_blank"><strong>Audiodoc</strong></a><br />
<strong>Guerra nel Mediterraneo</strong><em><br />
</em><em>Dalla Cap Anamur a Frontex e ai nuovi campi europei</em><br />
Un documentario di ⇨ <a href="http://www.docume.org/page/schedautore.asp?id=238" target="_blank"><strong>Roman Herzog</strong></a><br />
Durata 77&#8217;39 Anno 2008<br />
© Roman Herzog<br />
<small>per informazioni, richieste CD e preseaioni: <strong>roman.herzog@virgilio.it  </strong></small><br />
<img decoding="async" src="http://www.audiodoc.it/images/speaker_silent_16.png"/> <a onclick="window.open(this.href, 'popupwindow', 'width=430,height=350,scrollbars,resizable'); return false;" href="http://www.audiodoc.it/ascolta.php?audio=prev&#038;id_doc=120&#038;type=doc&#038;lang=1" target="_blank"><strong>Ascolta l&#8217;anteprima</strong></a></p>
<p>&nbsp;<br />
E’ raro in questi giorni ascoltare e leggere parole risparmiate dalla retorica dell’indignazione e dalle sue formule, fra gli <em>inaccettabile&#8230;</em>, <em>vergognoso&#8230;</em>, <em>che non si ripeta più&#8230;</em> degli <em>indignati speciali</em>. Una protratta e ripetuta deportazione a pagamento, in un piccolo tratto di mare, facilmente controllabile, dalle rotte prevedibili da anni, di donne uomini e bambini stipati per giorni in barconi fatiscenti, come in vagoni merci piombati di non lontana memoria, diventano un evento fatale, biblici sbarchi di <em>sventurati</em>, quasi che il fato di Zeus e Poseidone avesse qualcosa a che vedere con ondate migratorie di cui si conoscono benissimo cause ed effetti. Che hanno in  leggi repressive, come il reato di clandestinità e in soluzioni militarizzate come i pattugliamenti Frontex e i respingimenti,  non tanto un deterrente, ma un’aggravante delle condizioni disumane e delle conseguenze tragiche dei flussi di profughi, rinfocolati dalle guerre e dai regimi dittatoriali da cui fuggono. E che nell’immaginario collettivo, invece, vengono qui solo per toglierci il lavoro, le case popolari e a riempire le prime elementari di piccoli stranieri che impediscono ai nostri <em>piccoli principi</em> figli di apprendere in purezza razziale l’idioma  natio e le tabelline, mentre per la maggior parte di loro l’Italia sarebbe solo un paese di passaggio verso altre mete.<br />
Abbiamo avuto la saturazione mediatica per giorni, in diretta minuto per minuto dell’evento della nave Costa Concordia che si risollevava in <em>fast motion</em> dal suo naufragio per criminale stupidità, per restituire <em>l’onore alla Marineria Italiana</em>, per ridare lustro alla brutta <em>immagine dell’Italia nel mondo</em>, finalmente salva e ripulita, mentre gli ingegneri con il caschetto giallo si abbracciavano felici e commossi dalla loro costosissima vittoria tecnologica.<br />
Da noi si pensa sempre all’<em>onore perduto della nazione,</em> a rifarsi una verginità esteriore con le giornate di lutto nazionale, i funerali di stato, il Premio Nobel all’isola di Lampedusa, e le  parole vibranti della commozione di qualche giorno. Certo anche un po’ per non turbare, insieme all’onore, l’immagine turistica delle nostre spiagge intatte e della acque cristalline del Mare Nostrum, che invece impiglia nelle reti corpi senza nome, rendendo carne la metafora dei <em>pescatori di uomini</em>.<br />
Ogni addendo del conto totale delle vittime è una storia, il calore di una speranza, ha una ramificazione di dolore che attraversa famiglie lontane, che  lo conserveranno silenziosamente per sempre, spesso solo nei ricordi, in una fotografia sui cui piangere, i tanti corpi nemmeno restituiti alla pietà di una sepoltura. Le storie sono tutte fatte di piccoli fatti, di piccole cose, delle poche piccole cose che si mettono nella piccola borsa leggera della fuga. Di tante domande. Dell’attesa di un ritorno.<br />
&nbsp;<br />
<center><iframe loading="lazy" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/embed/Jm8ZRJFRzDQ?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
<p align="center"><strong>Tesfay Mehari Fihira  <em>Bahri</em></strong></p>
<blockquote><p><em>Mare, dentro di te sta il mio amore.<br />
Hai preso la sua anima e il suo cuore.<br />
Mare, riportala a riva, fammi parlare di nuovo con lei.<br />
Cercala ovunque, trovala, fallo per me.<br />
Mare riportami l’amore della mia anima<br />
Insieme ai suoi compagni pellegrini di questo destino.<br />
Creature del mare, siete voi gli unici testimoni di questa storia<br />
E allora ditemi: quali sono state le sue ultime parole prima di partire<br />
Mare!<br />
Non sei tu il mare? E allora rispondimi!</em></p></blockquote>
<p style="padding-left: 150px;"><small>da ⇨ <a href="http://fortresseurope.blogspot.it/2013/10/non-sei-tu-il-mare-e-allora-rispondimi.html" target="_blank"><strong>Non sei tu il mare? E allora rispondimi! Lampedusa, i suoi morti e le parole per dire la guerra in frontiera</strong></a></small></p>
<p>&nbsp;<br />
Ciò che per il nord del mondo è divenuto un normale spostarsi da un paese all’altro, con navi di linea, voli di linea, treni, come del resto era per i flussi migratori del primo novecento, che in confronto a questi erano un trionfo di civiltà e legalità, è per l’altra parte del mondo l’antica storia dell’esule, che deve trovare un passatore che gli indichi un varco nella frontiera da cui espatriare illegalmente a suo rischio e pericolo.<br />
Nelle poche parole commosse, negli occhi degli <em>italiani brava gente</em> che si prodigano nei soccorsi a disgrazia avvenuta, a dispetto delle inadempienze istituzionali, ci sono immagini di fronte a cui è difficile restare indifferenti. In questi giorni, anniversario delle deportazioni ad Auschwitz degli ebrei romani, le parole della moglie di ⇨ <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shlomo_Venezia" target="_blank"><strong>Schlomo Venezia</strong></a>, che faceva parte dei <em>Sonderkommando</em> che avevano il compito di aprire le camere a gas per estrarne i morti, in cui lei dice, con  le lacrime strozzate in gola, che fra le tante cose che ancora la tormentano e la fanno soffrire intensamente, ⇨ [ <em>al minuto 50:42 </em>] <a href="http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2013-10-13&#038;ch=1&#038;v=278130&#038;vd=2013-10-13&#038;vc=1" target="_blank"><strong>c’è il pensare a lui a soli vent’anni aprire quella porta</strong></a> e districare da quel groviglio di membra i corpi, ci riportano quel dolore da più di sessanta anni di distanza all&#8217;identica visione, in un verde di abissi, il rumore regolare del respiro dei sommozzatori fra le bollicine d’aria, alla luce delle torce subacquee, dell’aprirsi delle cabine del relitto sul fondale fra gorgonie e attinie fluttuanti, per il pietoso compito di riportare in superficie i naufraghi. [ <em>Orsola Puecher</em> ]<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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