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	<title>francesca piccoli bianchi &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Il tuo bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[christian raimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Sep 2007 14:12:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[francesca piccoli bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[di Francesca Piccoli Bianchi a Gemma Gaetani Io sono stata lacerata e poi chirurgicamente infetta. Chi parla di dolore non sa cosa è essere il boccone degli altri. Qualcuno ti vede per strada, proprio nel momento in cui stai imparando a morire senza paura. Allora ti prende di peso e ti riporta sull’orlo. La polvere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Francesca Piccoli Bianchi</strong></p>
<p><em>a Gemma Gaetani</em></p>
<p>Io sono stata lacerata e poi<br />
chirurgicamente infetta.</p>
<p>Chi parla di dolore non sa<br />
cosa è essere il boccone degli altri.</p>
<p>Qualcuno ti vede per strada,<br />
proprio nel momento<br />
in cui stai imparando a morire<br />
senza paura.</p>
<p>Allora ti prende di peso<br />
e ti riporta sull’orlo.<br />
<span id="more-4453"></span></p>
<p>La polvere che stavi per essere<br />
è tornata un corpo di carne<br />
bruciata e non sai cosa farne.</p>
<p>I vangeli, i vangeli! ripeti,<br />
ma come leggerli?<br />
quando non è il male<br />
ciò che fa male<br />
ma l’instabilità degli occhi.<br />
Le mani sono secche<br />
e le parole soltanto se stesse.</p>
<p>Ieri mi hai detto: la terra è ferma,<br />
oggi mi sveglio<br />
e la casa è distrutta.</p>
<p>Perdi sangue. È tuo questo?<br />
Posso stare una vita<br />
a raccogliere il sangue che perdi<br />
senza che tu te ne accorgi?</p>
<p>Fa male. Chi parla di autobombe<br />
con cognizione di causa<br />
lo fa per un gesto di compensazione.<br />
Vorrebbe stare dove io sono.<br />
Nel centro del niente,<br />
nella cavità tumorale<br />
in cui ogni cosa cambia di segno.<br />
La maschera è identica al volto,<br />
la calma è rabbia,<br />
e un giorno un bambino nasce<br />
un giorno un bambino crepa.</p>
<p>Quest’esistenza del mondo allora<br />
diventa un argomento di conversazione<br />
come tanti altri,<br />
il suicidio una tecnica di distrazione,<br />
il tempo un passatempo tra i peggiori.</p>
<p>Tu non migliori, non cerchi la grazia,<br />
non ti vendi una gamba, né rinunci<br />
alle tue ore di sonno e di veglia,<br />
sei l’attore professionista<br />
dell’intero cartellone teatrale.<br />
Hai una coerenza sindacale<br />
e una buona uscita ogni volta<br />
che la mia colonna vertebrale<br />
si schianta.</p>
<p>È questo il mio destino.<br />
Tu non ne hai uno.<br />
Chi è tra noi due il perdente?</p>
<p>Poi ti potrei dire gli occhi,<br />
buona giornata,<br />
una grammatica disastrata<br />
l’unica cosa nostra,<br />
la sola non-eredità che abbiamo.</p>
<p>Tutto quello che invece ti manca<br />
è la mia sentenza di morte,<br />
un boia allenato come un atleta,<br />
rispettato, sterile, magro.<br />
La prima volta che l’ho conosciuto<br />
non mi era neanche antipatico:<br />
uno che fa il suo mestiere.<br />
Il tuo bene.</p>
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