<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>gilda policastro &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/gilda-policastro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 09 May 2018 21:33:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.7</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>Prove d&#8217;ascolto</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2017/05/28/prove-dascolto/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2017/05/28/prove-dascolto/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 May 2017 05:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Cava]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Greco]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro de francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Leonessa]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Raos]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Bellomi]]></category>
		<category><![CDATA[elisa davoglio]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Teti]]></category>
		<category><![CDATA[fiammetta cirilli]]></category>
		<category><![CDATA[Gherardo Bortolotti]]></category>
		<category><![CDATA[gilda policastro]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia romagnoli]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Marzaioli]]></category>
		<category><![CDATA[Guido Mazzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Severi]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Micaletto]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Giovenale]]></category>
		<category><![CDATA[Mariangela Guàtteri]]></category>
		<category><![CDATA[mariasole ariot]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Corticelli]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Manganelli]]></category>
		<category><![CDATA[michele zaffarano]]></category>
		<category><![CDATA[Niccolò Furri]]></category>
		<category><![CDATA[nicola ponzio]]></category>
		<category><![CDATA[renata morresi]]></category>
		<category><![CDATA[silvia tripodi]]></category>
		<category><![CDATA[simona menicocci]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Ostuni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=68133</guid>

					<description><![CDATA[Dal giugno 2015 al maggio 2016 si è svolto un laboratorio di scritture dal titolo «prove d&#8217;ascolto» presso la sede della galleria WSP photography di Roma (http://www.collettivowsp.org/), che ha visto coinvolti 23 autori [1]. Da oggi Nazione Indiana pubblica testi e tracce di quegli incontri. Di seguito una breve presentazione del progetto a firma dei due [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal giugno 2015 al maggio 2016 si è svolto un laboratorio di scritture dal titolo </em><em>«</em><em>prove d&#8217;ascolto</em><em>» presso la sede della galleria WSP photography di Roma (</em><a href="http://www.collettivowsp.org/"><em>http://www.collettivowsp.org/</em></a><em>), che ha visto coinvolti 23 autori </em><em>[1]. Da oggi Nazione Indiana pubblica testi e tracce di quegli incontri.</em><strong><em> </em></strong><em>Di seguito una breve presentazione del progetto a firma dei due curatori, <strong>Simona Menicocci </strong>e<strong> Fabio Teti</strong>.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;esperienza laboratoriale «prove d&#8217;ascolto» nasce dall&#8217;insoddisfazione, e nell&#8217;insoddisfazione – è importante: anche e soprattutto rispetto a se stessa, alle articolazioni ed energie, alle pratiche e relazioni che ha saputo o mancato di generare, al tempo che ha potuto o mancato di donarsi – consegna oggi, profittando dell&#8217;ospitalità di Nazione Indiana, ad una socializzazione ulteriore ed espansa quegli &#8216;atti&#8217; di scrittura attorno cui e generando i quali si è configurata, dal giugno 2015 al maggio 2016, in tre appuntamenti romani presso la sede della <em>WSP photography</em>, (ne approfittiamo per ringraziare Lucia Perrotta per l&#8217;ospitalità concessaci).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;idea del laboratorio, basilare e intimamente ispirata alle motivazioni che condussero Giuliano Mesa a dar vita al progetto <em>Ákusma </em>(sono ormai quasi vent&#8217;anni), si è fatta strada a partire da Albinea (RE), seconda edizione della rassegna <a href="http://eexxiitt.blogspot.it/search/label/EX.IT%202014">EX.IT</a>, nell&#8217;ottobre del 2014, durante la tavola rotonda coordinata da Antonio Loreto e Massimiliano Manganelli. In quell&#8217;occasione, una schiera di critici letterari, studiosi, traduttori e autori, fu invitata a intervenire intorno alle scritture, e al panorama autoriale da esse illustrato, raccolte nel catalogo-antologia<em> ex.it 2013 &#8211; Materiali fuori contesto</em> (Tielleci, Colorno 2013). In quella sede, al netto delle possibili dispercezioni di chi scrive, poche, pochissime delle molte parole che potemmo ascoltare (gli atti dell&#8217;incontro sono oggi raccolti e leggibili nel volume <em>ex.it 2014 &#8211; Materiali fuori contesto</em>, Tielleci, Colorno 2016) ci sembrarono fattivamente interessate a ricavare <em>dai testi</em> in questione, considerati nella loro singolarità e varietà (di materiali, procedure, modalità della messa in comune e suoi oggetti) quegli strumenti critici e quei criteri analitici rinnovati di cui probabilmente l&#8217;intero campo letterario italiano necessita da tempo. Un&#8217;occasione parzialmente sprecata, dunque – e forse fatalmente, stante la difficoltà obiettiva di maneggiare un così ampio spettro di scritture e posture autoriali, rispetto alle quali sembrò più agevole ripiegare sulle consuete strategie operative, quelle cioè tendenti alla categorizzazione definitoria, all&#8217;individuazione delle autorialità più emblematiche, alla sinossi delle questioni, quali che fossero le anomalie letterarie in discorso e il ventaglio di problemi da esse spalancato: ripiegare sul tentativo di maneggiare, crediamo, come reti a strascico, categorie critiche pre-testuali, in quanto prodotte per dar conto di testualità altre, precedenti, o ancora pseudo-categorie o puntatori desunti dalle auto-descrizioni e riflessioni dei più attivi, sul fronte teorico, o metapoetico, degli scrittori in questione; ponendosi, al limite, il problema della prensilità generale delle stesse, ma in ogni caso, al netto delle cautele e delle perplessità espresse, assecondando il rischio già presente di una loro surrettizia mutazione da connotati probabili ad epitomi sicure, e ancora da strumenti descrittivi di <em>alcune</em> testualità esistenti a criteri discriminanti circa il valore di quelle contemporanee o a venire. Nulla che non pertenga al mestiere del critico, naturalmente; né avremmo potuto pretendere delle vere e proprie analisi testuali, in quella sede e in una fase, ancora, di vera e propria lotta per l&#8217;esistenza di tutta una serie di scritture spericolate e sganciate dalle anche recenti acquisizioni canoniche in materia. Ciò nonostante, la percezione acuta di una scarsa considerazione dei testi, della loro inaggirabilità e differenza, così come della produzione delle autorialità più appartate o in ombra del &#8216;catalogo&#8217;, fu la sola amara acquisizione con la quale lasciammo l&#8217;incontro e, su questo fronte almeno, Albinea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da qui, precisamente, l&#8217;idea di un laboratorio, mossi dalla necessità di riservare un più ampio spazio-tempo alle testualità degli autori coinvolti, uno spazio e un tempo in cui poter porre maggiore attenzione e accordare un ascolto qualitativamente più esposto al farsi stesso della scrittura. Con «prove d’ascolto» abbiamo infatti proposto ai 23 autori coinvolti di condividere i propri testi in lavorazione, le proprie “ricerche” in atto, e di affrontare collettivamente i nodi estetici, concettuali, pragmatici attorno cui stesse ruotando il proprio lavoro; ogni presente è stato dunque invitato tanto a leggere i propri testi, quanto a intervenire e a fomentare a una discussione, il più possibile spregiudicata, sullo specifico di ogni brano in questione e delle problematiche di lì emergenti. L&#8217;auspicio, o obiettivo, al di là di certe ‘somiglianze di famiglia’ e delle convivenze più o meno ireniche sotto l’inverificata copertura di una tendenza comune, era che potessero emergere e porsi in esponente le differenze empiriche e le distanze concrete tra le pratiche autoriali; che si riuscisse a provocare, sulla base di queste, e discutendo, una crisi ulteriore: radicalizzando, in termini di profondità e fertilità, quella spinta emancipativa comunque già implicita in ogni necessità o accidentalità di ricerca, quindi fornendo uno stimolo ulteriore tanto al movimento quanto al processo di auto-consapevolezza artistica. Allo stesso modo, ci aspettavamo di ricavare, sebbene in forma grezza,  provvisoria, qualche nuovo arnese ermeneutico, qualche strumento critico ulteriore, necessitato dalle e aderente alle scritture in questione (un implicito delle discussioni era infatti quello di prescindere da tutti quei dispositivi nominali o lassamente teorici dei quali auspicavamo invece una messa in crisi, se non un superamento: da “scrittura non assertiva” a “scrittura di ricerca”, appunto, dalla contrapposizione tra lirica e sperimentalismo a quella tra verso e prosa). Anche per questo motivo, oltre agli autori, abbiamo provato a coinvolgere nel laboratorio gli stessi critici e studiosi intervenuti ad Albinea nel 2014, nonché molti altri potenzialmente interessati a questo tipo di lavoro comune, di comunità operosa, ottenendo, naturalmente, nient&#8217;altro che una sfilza di mail inevase, di silenzi eloquentissimi o giustificazioni pasticciate, e potendo contare, nel concreto, su appena tre presenze discontinue, quelle di Gilda Policastro, di Guido Mazzoni, e di Massimiliano Manganelli, che ringraziamo. Poco male, ad ogni modo: si è fatto senza, giocoforza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Naturalmente, da cotanta ambizione, non poteva che derivare un altrettanto grande, e comunque fertile, fallimento. Tolti pochi casi, e sempre in conseguenza della quota di generosità ed energia messa in campo dai coinvolti, si è rivelato più che problematico dar vita a discussioni proficue, più che faticoso stimolare una partecipazione che avrebbe invece dovuto esserne precondizione. Lo stesso può dirsi per la seconda fase del laboratorio, alla prima legata proprio dalla volontà di fissare qualche risultato più stabile, di concretarlo. Dopo i tre incontri romani, infatti, dopo le parole in presenza e gli impacci, anche, dell&#8217;oralità, della soggezione, delle psicologie, abbiamo invitato ogni autore – secondo un esoterico sistema di incroci volto a garantire la copertura integrale dei testi condivisi, e fallito anche questo, a causa di varie defezioni – a rilanciare per iscritto le tracce del proprio ascolto, del proprio incontro con l&#8217;altrui scrittura, a produrre un testo breve, insomma, critico eppure libero, affrancato da ogni ansia mimetica e competitiva rispetto ai canoni formali della critica ufficiale. Anche qui, i risultati non son stati sempre all&#8217;altezza delle aspettative, ma ogni autore è responsabile delle proprie parole, le dette e le taciute, del proprio impegno e della propria disponibilità all&#8217;incontro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel momento della condivisione dei materiali, in una rubrica su Nazione Indiana che raccoglierà l&#8217;intera compagine dei testi presentati durante il laboratorio (giova ricordarlo: testi in quel momento incompiuti o in lavorazione, ed oggi magari diversissimi, o già pubblicati, o completamente cassati dagli autori stessi) accompagnati dalle rispettive <em>tracce d&#8217;ascolto</em> generate, ci preme forse maggiormente, stilando la parte positiva del bilancio, ringraziare uno per uno i nostri autori per ciò che hanno voluto o potuto fare e condividere; per essersi sobbarcati le spese di viaggi anche internazionali; per la loro disinvoltura o più silenziosa attenzione; per aver mostrato di poter leggere un testo (o <em>fare</em> <em>qualcosa</em> di un testo, maneggiarlo) senza dover ricorrere necessariamente a quegli approcci categorizzanti e a quelle parole d&#8217;ordine che tanto ci avevano infastidito a monte di questa esperienza. Per aver fatto emergere, infine, dalle loro letture, talvolta pigre talvolta sorprendenti, talvolta centrate talvolta felicemente divergenti, anche una serie di problemi forse nuovi e certamente urgenti, come quello, statisticamente più ricorrente, che riguarda l&#8217;uso, l&#8217;usabilità, la dimensione pragmatica tanto della scrittura quanto della sua inserzione e ricezione nel mondo, e che speriamo qualcuno voglia accogliere e approfondire, in sede critica e in relazione al funzionamento di un testo letterario contemporaneo. Li ringraziamo, ancora, per averci sopportati prima, e poi lungamente attesi, nella conduzione del laboratorio e in quella dell&#8217;approdo in rete dei suoi atti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una conduzione, quella del laboratorio, così come del suo dopo, sicuramente affannosa, strattonata, ciascuno di noi dovendo volta a volta emancipare spazi e tempi letteralmente <em>impropri</em> dalla trama di esistenze materiali e lavorative votate a una furiosa avversione rispetto alle facoltà e pratiche dell&#8217;incontro, della condivisione, della lettura, del dissenso o dell&#8217;accordo argomentati – e argomentati poiché posteriori, appunto, all&#8217;incontro, agli oggetti di condivisione e analisi, all&#8217;ascolto di questi e alla domanda sul senso della loro messa in comune. Che si tratti poi di oggetti di scrittura non dovrebbe, crediamo, minare la seriosa generalità di quanto appena affermato: se le scritture sono nel mondo e il mondo riguardano, la proiezione nel mondo delle etiche e prassi che queste informano è problematica ma inevitabile, problematico ma inevitabile il loro fare mondo, riproporsi su altra scala all&#8217;altezza delle nostre forme di vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[1] Questi i partecipanti alle tre date: Daniele Bellomi, Alessandra Cava, Fiammetta Cirilli, Mario Corticelli, Elisa Davoglio, Alessandro De Francesco, Marco Giovenale, Alessandra Greco, Mariangela Guatteri, Niccolò Furri, Andrea Inglese, Andrea Leonessa, Giulio Marzaioli, Simona Menicocci, Manuel Micaletto, Renata Morresi, Vincenzo Ostuni, Nicola Ponzio, Giorgia Romagnoli, Luigi Severi, Fabio Teti, Silvia Tripodi, Michele Zaffarano. Il novero degli invitati avrebbe compreso anche Mariasole Ariot, Gherardo Bortolotti, e Andrea Raos, che non hanno potuto prendere parte ai lavori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #1 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/05/28/prove-dascolto-1-daniele-bellomi/">Daniele Bellomi</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #2 &#8211; <a href="http://www.nazioneindiana.com/2017/06/01/prove-dascolto-2/">Alessandra Cava</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #3 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/06/04/prove-dascolto-3-fiammetta-cirilli/">Fiammetta Cirilli </a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #4 &#8211; <a href="http://www.nazioneindiana.com/2017/06/08/prove-dascolto-4-elisa-davoglio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Elisa Davoglio</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #5 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/06/11/prove-dascolto-5-mario-corticelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mario Corticelli </a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #6 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/06/15/prove-dascolto-6-alessandro-di-francesco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alessandro De Francesco</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #7 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/06/22/prove-dascolto-7-niccolo-furri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Niccolò Furri</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #8 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/06/25/prove-dascolto-8-marco-giovenale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Marco Giovenale</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #9 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/06/29/prove-dascolto-10-alessandra-greco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alessandra Greco</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #10 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/09/10/prove-dascolto-10/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mariangela Guatteri</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #11 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/09/17/prove-dascolto-11-andrea-inglese/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Andrea Inglese</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #12 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/09/24/prove-dascolto-12-andrea-leonessa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Andrea Leonessa</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #13 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/10/01/prove-dascolto-13-giulio-marzaioli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giulio Marzaioli</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #14 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/10/08/prove-dascolto-14-simona-menicocci/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Simona Menicocci</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #15 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/10/15/prove-dascolto-15-manuel-micaletto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Manuel Micaletto</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #17 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/10/29/prove-dascolto-17-vincenzo-ostuni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vincenzo Ostuni </a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #18 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/01/07/prove-dascolto-18-nicola-ponzio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nicola Ponzio</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #19 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/01/14/prove-dascolto-19-giorgia-romagnoli/" target="_blank" rel="noopener">Giorgia Romagnoli</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #20 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/01/21/prove-dascolto-20-luigi-severi/" target="_blank" rel="noopener">Luigi Severi</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #21 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/01/28/prove-dascolto-21-fabio-teti/" target="_blank" rel="noopener">Fabio Teti</a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #22 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/02/04/prove-dascolto-22-silvia-tripodi/" target="_blank" rel="noopener">Silvia Tripodi </a></p>
<p>Prove d&#8217;ascolto #23 &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/03/04/prove-dascolto-23-michele-zaffarano/" target="_blank" rel="noopener">Michele Zaffarano</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2017/05/28/prove-dascolto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>13</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">68133</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Inattuali</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/04/22/inattuali/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2016/04/22/inattuali/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2016 05:04:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[gilda policastro]]></category>
		<category><![CDATA[inattuali poesia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=60951</guid>

					<description><![CDATA[di Gilda Policastro n.13 Nel dolorificio tu non tormenti gli amici con le ubbie matrimoniali non spieghi la metafora a tua figlia con sei bella come il sole (nella fase dei perché apocalittici e mamma come nascono) o se, per un caso sui miliardi possibili, la incontri dove non dovrebbe stare non accorri a documentarla, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Gilda Policastro</strong></p>
<p>n.13</p>
<pre><span style="font-family: Georgia; font-size: 15px;">Nel dolorificio tu non tormenti gli amici con le ubbie matrimoniali
non spieghi la metafora a tua figlia con sei bella come il sole
(nella fase dei perché apocalittici e mamma come nascono)
o se, per un caso sui miliardi possibili, la incontri dove non dovrebbe stare
non accorri a documentarla, perché no, non ha alcun interesse per me,
nel dolorificio, di quanti private message sfilaccino
la tramatura dei se e dei perché non –

Nel dolorificio ci sono i pescecani o anche i cani soli,
io so e darò le prove: testimone
del non so dov’era né com’è andata,
ma se c’erano dei sorveglianti l’hanno calata
nel dolorificio e la madre spera (non pratica l’ellissi,
ogni minuto particolare)
nell’altrovevita se non altro per fotterli, fuor di metafora

Nel dolorificio mancano loro, e ne parlavi subito
ma adesso mai, perché quando era presto riavvolgeva da capo
il filo della pesca à rebours e adesso l’intervallo-ἐποχή alterna lo sconcio
del caro rimembrare con l’ombra secca dei cumuli lapidari:
sei, nel dolorificio: stecco
			     chiuso
			     giallo

Quando esci dal dolorificio ti aspettano di sotto, oppure: no,
non sanno di preciso come muoversi dentrintorno      Tutti lo fingono,
ma nessuno veramente lo apprende      tu, tu solo, nel dolorificio hai capito
la morte e la spalmi sulle nostre diatribe quotidiane come burro ontologico:
grasso che cola se non ce ne andiamo tutti come in Giovanni 
										le cose di prima non saranno
nel dolorificio a vestircene la bocca e foderarci il teschio
travisato dal make-up secolare
Quando ci siamo noi, che ne parliamo, ne parliamo sempre e non ne
profittiamo
se ci spianano la strada: un’idea nuova e l’agone dei perché nei social epitaffi
e le squadre di chi lo sa e chi no
						tu, per esempio,
l’incalzare delle fiamme di cui parlava
la depressa nel romanzo, e dall’altra parte falling man che pareva
											il sollievo ed era,
rispetto alla cosa (specie quando non erano le effettivamente fiamme
nel dolorificio, a braccarti), un modo soltanto, malgrado i differenti squilibri
e per qualcuno hobby quello che ad altri è patto
Quanto più sei giovane sarai divertito se no buh, fuori
									nel dolorificio
PG non guarisce le ossa spolpate dall’a tutti i costi dieta
con la Ferrari: ha 27 anni,
e in tre soli rapidi mesi la risolve PZ, a 41, da cirrosi in morte subitanea
LP ne ha 63 quando l’ospedale la studia da cavia degli endoscopici i più invasivi:
un successo l’intervento con tutte le metastasi
tranne quando non si evidenziavano, che poi difatti muori
nel dolorificio, d’incidente o di cancro
e se trascolori nelle giornate vuote finisce che balli
e se traballi che resta, che resta di te
fino a domani, fino a tutti i domani in cui la terra vive come opaco –
e mamma, allora, che cos’è la metafora, che cos’è
una cosa che dici con altre parole e una vita che vivi come fosse ogni giorno
morte da illeso morte e nient’altro, fin quando puoi,
e per il resto
			passo:
non sono brava, con i finali</span></pre>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">NOTA</span><em>: Il testo originale ha una distribuzione nello spazio e nei versi leggermente diversa, che qui si perde a causa della formattazione. [23.4.2016: formattazione sistemata. N.d.I.]</em></p>
<p>Tratto da <a href="http://www.transeuropaedizioni.it/dettaglio_libro.php?id_libro=242"><strong>Gilda Policastro, <em>Inattuali</em>, Transeuropa 2016</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2016/04/22/inattuali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">60951</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Un autore in cerca di personaggi &#8211; Di avanguardia, di ricerca e di altro &#8211; Gilda Policastro e la cella dei nostri anni</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/12/16/un-autore-in-cerca-di-personaggi-di-avanguardia-di-ricerca-e-di-altro-gilda-policastro-e-la-cella-dei-nostri-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2015 06:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[annotazioni]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[gilda policastro]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana contemporanea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=58806</guid>

					<description><![CDATA[di Cetta Petrollo A pochi mesi di distanza escono, fra maggio e settembre 2015, due libri di Gilda Policastro, una raccolta poetica, Inattuali (Transeuropa) e un romanzo, Cella ( Marsilio), per i tipi, dunque, di una minimale casa editrice, quasi del tutto fuori dal circuito della distribuzione libraria e della commercializzazione, e di una casa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Cetta Petrollo</strong></p>
<p>A pochi mesi di distanza escono, fra maggio e settembre 2015, due libri di Gilda Policastro, una raccolta poetica, <em>Inattuali</em> (Transeuropa) e un romanzo, <em>Cella</em> ( Marsilio), per i tipi, dunque, di una minimale casa editrice, quasi del tutto fuori dal circuito della  distribuzione libraria e della commercializzazione, e di una casa editrice affermatasi, negli ultimi anni, nella traduzione e diffusione di narrativa  di successo, basti pensare alla fortunata trilogia <em>Millennium</em>  (Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta ) di Stieg Larsson.</p>
<p>Gilda Policastro, studiosa di classici – Dante e Leopardi – e di scritture novecentesche, da Pirandello a  Pasolini e a Sanguineti, fa parte della generazione di intellettuali, nati negli anni Settanta, che  cerca   collocazione nel nuovo contesto scaturito dall’ economia digitale.<br />
Dell’economia digitale, del mescolamento e del superamento degli ambiti, si subisce l’immediata fascinazione con la possibilità di mettersi in gioco continuamente, nella scia dialogica stimolata dal web, piazza di incontro e di confronto illimitata dove disagio e agio formano e definiscono il personaggio autore. Frequenti, quindi, le presenze e le interviste di Policastro   nel web, da quelle nei siti più visitati, fra cui <em>Nazione indiana, Doppiozero, Le parole e le cose, Vibrisse, Pordenonelegge</em>, agli interventi e ai dibattiti sui social network.</p>
<p>Di questo gioco di specchi che supera i meccanismi autore – pubblico, opera – editoria, autore – personaggio, io – scrittura, praticati prima della fisica dei vasi comunicanti indotta dalla rete, Policastro, sembra del tutto consapevole: “Che si rassegni, perciò, chi oggi vorrebbe il campo letterario suddiviso in microaree territoriali, corrispondenti ad uno ed uno solo degli ambiti culturali. Credo che lavorare attorno a certi temi in modo ossessivo, come i critici e gli scrittori fanno da sempre, non possa che portare a slittamenti, contaminazioni, sconfinamenti” (intervista in Anfiosso.wordpress.com) come – traspare dalla sua ricerca &#8211; dell’estrema difficoltà del perseguire una personale scommessa che si liberi delle regole dell’epigonismo letterario del secolo scorso, forse anche per “volontà di accostarsi all’essenza, a ciò che riguarda il senso ultimo delle cose”. </p>
<p>Tesa nella difficile ricerca di una collocazione fra i mostri sacri della letteratura d’avanguardia del secondo novecento italiano e l’incombere  della letteratura d’evasione e opinionista del nuovo secolo, con le sue nuove erudizioni e frammentazioni linguistiche,  la narrazione sembrerebbe così muoversi entro alcuni canoni del romanzo erotico-sentimentale di cui percorre i temi , dal dolore, alla morte, alla malattia, alla costrizione, alla coazione sessuale, all’amore, fino alla citazione dell’impegno politico eversivo, in una micro – storia di corruzione e violenza vista con gli occhi  di chi quella storia non l’ha vissuta ma solo fortemente immaginata.</p>
<p>La trama possiede, ad una prima lettura, tutte le attrattive necessarie a condurci verso la conclusione del romanzo – una torbida relazione, il mistero della storia che non giunge a sciogliersi del tutto, le descrizioni  dei rapporti sessuali , il rapporto vittima-carnefice ma l’esplosione sotterranea del narrare , quella che ci cattura, avviene quando si aprono le piegature delle voci narranti e dei personaggi : la voce parlante della donna è quella vista da un uomo ma dietro il personaggio uomo c’è a sua volta una donna, l’autrice, cioè una donna, l’autrice, crea un personaggio uomo che narra con voce di donna un personaggio donna.<br />
Tutto ciò accade per inserti narrativi e giustapposizioni in un andirivieni temporale fra i vari capitoli della storia, spesso anche all’interno dello stesso capitolo come in “Al chiuso” e in “Doppio legame” nella creazione di ibridi narranti per i quali non sembrano applicabili le categorie di genere.<br />
Può tutto ciò rientrare nella storica categoria di sperimentale?<br />
O, piuttosto, siamo di fronte ad una narrazione attratta dalla ricerca di una possibile descrizione oggettiva della contemporaneità fuori dalle diversità di genere? Che Gilda Policastro interpreta con gli strumenti del narrare, la costruzione del protagonista bisessuato (asessuato?) e la storicizzazione “politica” (il privato è politico!) del nostro più recente passato?</p>
<p>“Il senso ultimo delle cose” si potrebbe completamente manifestare continuando a guardare verso i nuovi scenari che si propongono ed abbandonando ogni nostalgia e mitizzazione del passato?<br />
Spogliandosi delle seduzioni narrative e spostando il segno verso la nuova umanità che si delinea purché si abbia il coraggio di guardarla senza paura?<br />
Umanità che potrebbe essere “inattuale” se paragonata al peso delle eredità novecentesche e marginale se misurata in termini di scrittura poetica ma del tutto attuale e centrale se a narrarla fosse il nuovo punto di vista di una generazione che affermasse la sua capacità di dire e di narrare il suo tempo.<br />
E qui siamo già dentro al territorio di “Inattuali”.</p>
<p>“Inattuali&#8221; è nella contemporaneità e la guarda e la afferma con autentica passione politica che è poi quella del dire le proprie ferite e il proprio scarto ponendosi al centro del disagio e interpretandolo per tutti : “ parlate piano / non vi seguo/ dovete dire delle cose/ e dovete farlo piano./ quando parlate non vi capisco/ parlate piano, andate più piano,/ non correte, indugiate sui nessi, sciogliete le elissi,/ contraete l’ipotassi, non vi seguo,/ andate piano, aspettatemi,/ provate ad ascoltare anche me, datemi il tempo, sono più lenta, non vi seguo,/ mi sentite, non vi capisco, / fermi, insistete sul concetto, soffermatevi sui nessi, / insisto, i nessi vanno meglio definiti,/ chiariti, ripresi,/ meno/ gossip […].</p>
<p>“Inattuali” narra, metricamente, le storie di oggi in cui si accampa la protagonista che non intende<br />
essere personaggio di se stessa ed è voce asessuata come chi veicola emozione con brandelli di lingua frantumati e connessi e disconnessi in struttura poematica: “le cose che succedono, se te ne vai/ sono nell’ordine: 1.uscire / 2. La messa in piega/3.uscire di nuovo, sempre, con una scusa, / con gli sconosciuti, per la spesa, per nessun motivo al mondo/ passare dal punto A al punto B del pavimento/ o dal divano al fornelletto per la camomilla […]</p>
<p>Sono le cose a presentarsi incollate al vivere in esternazione quotidiana, outing che non ha bisogno di trama essendo intreccio bastevole quello delle parole del vissuto quotidiano: “la poetica dell’oggetto/ non ti persuade / più: il rubinetto/ perde occasioni di continuità/ nella goccia transeunte (dei morti, /le unghie, crescono due millimetri ancora, / per notte).</p>
<p>Il dolore è tema carnale che colpisce violento chi legge e lo aggancia al centro con l’evidenza di una rappresentazione senza simboli come in Refresc : “ Gli puoi far dire fare / quel che ti pare ( sono anni)/ ai morti: rovesciano l’ideologia delle unghie (GM),/ restando al riparo/ quando li convochi/ e se li chiami, oppure,/ dirimpettai nel granitico essiccare/ delle violaciocche, più spesso/ sminuzzano il gelo, lo smembrano/ in parti piccole e diseguali, poi nel silenzio/ domandandosi se tu, per fame,/ ti nutriresti[…]<br />
Policastro non ha bisogno di “cercare” né di trovare uno spazio quando scrive in versi: lei c’è tutta &#8211; e al di sopra di ogni definizione poetica &#8211; in quella potente e vincente marginalità dove l’ibrido asessuato del verso la pone grandiosamente fuori da ogni cella contemporanea.</p>
<p>Gilda Policastro, Inattuali, Transeuropa, 2015<br />
Gilda Policastro, Cella, Marsilio, 2015</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">58806</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Dalla distanza</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/10/23/dalla-distanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2015 05:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Cella]]></category>
		<category><![CDATA[gilda policastro]]></category>
		<category><![CDATA[helena janeczek]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura italiana comtemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Louise Bourgeois]]></category>
		<category><![CDATA[mario de santis]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=57387</guid>

					<description><![CDATA[Mario de Santis intervista Gilda Policastro a proposito del suo romanzo Cella Partiamo dalla scelta della voce. Come è nata la scelta della  prima persona, diversamente dagli altri due romanzi di quella che consideri una trilogia narrativa ( “Farmaco-Sotto-Cella “) concentrandosi molto su un unico personaggio (anche se nel libro ce ne sono ovviamente altri)? Dopo due libri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mario de Santis</strong> intervista <strong>Gilda Policastro</strong> a proposito del suo romanzo <em>Cella</em></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/tumblr_mrvtsaCJe81qfjvoko1_1280.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/tumblr_mrvtsaCJe81qfjvoko1_1280-300x244.jpg" alt="tumblr_mrvtsaCJe81qfjvoko1_1280" width="300" height="244" class="alignnone size-medium wp-image-57388" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/tumblr_mrvtsaCJe81qfjvoko1_1280-300x244.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/tumblr_mrvtsaCJe81qfjvoko1_1280-1024x833.jpg 1024w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/tumblr_mrvtsaCJe81qfjvoko1_1280-900x732.jpg 900w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/10/tumblr_mrvtsaCJe81qfjvoko1_1280.jpg 1181w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><em>Partiamo dalla scelta della voce. Come è nata la scelta della  prima persona, diversamente dagli altri due romanzi di quella che consideri una trilogia narrativa ( “Farmaco-Sotto-Cella “)  concentrandosi molto su un unico personaggio (anche se nel libro ce ne sono ovviamente altri)?<br />
</em><br />
Dopo due libri in terza persona e però, al contempo, dei libri in versi con un io lirico molto marcato, anche ove fosse dissolto nelle voci comuni e nell’<em>erlebte Rede</em>, ho deciso di assumermi la responsabilità dell’io in prosa. <span id="more-57387"></span><br />
L’ho fatto con un personaggio molto distante da me, forse il più distante, tra quelli ideati in questi anni, e ciò ha consentito una libertà di sguardo che non sospettavo. È come se nella terza persona fosse insita la trappola dell’affezione: a questi personaggi che chiamiamo Giovanni o Mario finiamo per rapportarci con una cautela narrativa che non si dà se assumiamo la prima persona come specola. Nessuna premura verso chi dice io: è padrone della sua voce, può accettarne le conseguenze anche spiacevoli o drammatiche. L’unica preclusione narrativa è, a quel punto, la narrazione della morte, come notava Benjamin. Ma non ho nessuna voglia, al momento, di raccontare la morte: non dopo aver letto nei <em>Buddenbrook</em> le pagine insuperate e insuperabili su quella di Hanno, probabilmente tra le migliori morti letterarie mai raccontate. O non raccontate. </p>
<p> <br />
<em>Ciò che la distingue prima nella relazione giovanissima con Giovanni, poi nella scelta di autorecludersi, in casa, come conseguenza o forse causa della sua depressione, la protagonista vive una particolare forma di “abbandono”  alle cose, all’accadere delle cose, all’eros. Si abbandona e al tempo stesso ha paura di essere abbandonata.. Puoi definire questo concetto di “abbandono”  – di cui la stessa protagonista prova a dare definizione nel libro.</em></p>
<p>L’abbandono di cui parlo nel libro è un traslato. Quando ho scritto Il farmaco pensavo con fastidio all’idea che di una separazione amorosa si dicesse che era un lutto, e che questo lutto comportasse un’elaborazione. Chi ha attraversato il lutto sa che non c’è niente di paragonabile, nell’abbandono amoroso. Però è altrettanto vero che nella ritualità legata al lutto sopravvive un’idea di socialità che la separazione amorosa tronca invece del tutto: si rompe un’unità, qualcosa che prevedeva un lessico, delle consuetudini. Questa separazione non è quasi mai bilaterale, e dunque ho pensato che in qualche modo poteva fungere da travestimento del vero abbandono, che è nella fattispecie quello del padre, della figura maschile intesa come complice, riferimento ideale. Il padre che leggeva il giornale e con cui la protagonista parlava di politica non è meno importante del suo compagno, alla fine. C’è un lutto, in questa storia, ma è nascosto dall’abbandono, al contrario di ciò che avveniva nel <em>Farmaco</em>, all’altezza del quale il lutto poteva fungere da specimen di una qualunque separazione. Almeno come obiettivo polemico, ecco.  </p>
<p> <br />
<em>Centrale in questo abbandono è il rapporto con il sesso: lo vive con una partecipazione ma pure con indolenza, è animalesca e distaccata al tempo stesso. Che cosa è per “Cella” il sesso?</em></p>
<p>Mi verrebbe da dire niente di particolare. Ma non è così, a quanto pare, soprattutto per i lettori, che mi stupisco sempre di trovare stupiti rispetto al fatto che in un romanzo, a un certo punto, i protagonisti possano per così dire “interpretare” delle scene sessuali. Le mie sono piuttosto tipiche, io ritengo. Nel primo libro, a quanto mi si dice, prevaleva la fellatio, qui il sesso anale. Ma a me sembra che al di là del repertorio il sesso possa funzionare da pattern fisso, setting di un travestirsi che è proprio, alle volte, letterale. Il ridicolo e l’ossessività sono gli aspetti che attraversano le vite delle mie protagoniste, anche al di fuori di una sfera erotica o per così dire basso-materiale.<br />
 <br />
 <br />
<em>Obbedire al proprio corpo, rendere onore dice ad un certo punto a quel corpo desiderato è l’unica forma per sottrarsi ad un potere?</em><br />
 <br />
Guido Mazzoni l’ha detto in modo molto preciso, nel presentare il libro: la percezione del corpo, di quello proprio come altrui, da parte della protagonista è sempre legata all’invecchiamento, e alla perdita di potere che ne consegue. C’è un nesso molto forte tra giovinezza, fascino e seduzione, che è poi la coazione al desiderio della società merceologica.<br />
 <br />
 <br />
<em>Il rapporto con gli uomini è un rapporto col potere( medico, professore….) e il potere che descrivi qui come ne “Il Farmaco” si declina in un settore molto preciso, quello medico. Da dove nasce la scelta dell’ambiente medico come metafora dei rapporti di potere?</em><br />
 <br />
 Questa è una domanda molto opportuna, perché la prima volta che ho visto il potere incarnato in un essere umano non è stata in un ambiente di lavoro o ancor prima in famiglia, ma in un ospedale. Più che il medico è la malattia che ha il potere di cambiarti la vita, di determinarla lungo un corso diverso, talvolta opposto a quello che stavi percorrendo. Il medico, e il camice, su cui tanto insisto nella rappresentazione della vita mortale, per dirla alla Leopardi, è ancora una volta un travestimento: della beffa che è la vita, una cosa che va avanti in un certo modo fino a un certo punto e poi zac, in tutt’altra maniera. Sei vestito, dicevo nel <em>Farmaco</em>, e all’improvviso devi stare tutto il giorno in pigiama, non più padrone nemmeno dell’ora in cui vuoi andare a dormire. È metafora della vita stessa, evidentemente, di quanto sia intrinsecamente viziata al fondo da questa insospettabile (finché non la si esperisce in qualche modo) infermità, pronta a irrompere.<br />
 <br />
<em>La stessa domanda che si fa Cella : la malattia ha senso? Che senso ha? È una metafora?</em><br />
 <br />
Sì, una metafora della condizione di precarietà ma anche di irripetibilità di ciascuna vita: non esistono corpi uguali, modi identici di funzionare, ciascun individuo è mondo a sé. E questo lo dice in modo drammatico l’inesistenza delle cure per le patologie che si somigliano, ma non coincidono, fisiche come psichiche. La scrittura stessa per alcuni è cura, per altri è patologia, come ho tentato di rappresentare nel Farmaco, a partire dall’ambivalenza del titolo.<br />
 <br />
<em>Distante un padre, citazione da Milo De Angelis che emerge più volte.  Cella insegue in Giovanni un padre distante, come fa Dario alla  fine e come fa Elena,la figlia della protagonista e di Giovanni, che si attacca a Dario; come fa la stessa “Cella” con il Professore o con il medesimo Dario per somiglianza. Questa sarebbe la spiegazione psicologica della natura della  tensione    erotica e di relazione tra le varie monadi del libro. Tutto accade per questa centralità a distanza del padre?</em></p>
<p>Il padre fantasma, in generale il maschile fantasma, senza voler fare il verso a Recalcati, è certamente uno dei temi non solo del libro, ma di questi anni. Tema politico, direi proprio. I padri hanno disertato il dialogo e il conflitto con la generazione di cui faccio parte, noi stessi non abbiamo particolarmente cercato né l’alleanza né la frattura, quindi quel che predomina è un senso di smarrimento e di perdita di qualcosa che non si saprebbe nemmeno ben definire. Forse l’autorevolezza che coincideva con l’autorità, comunque una visione ideale che orientasse la prospettiva. La prigionia del proprio ego è stata un effetto di questa mutazione: il padre è stato cancellato nel momento in cui ha rifiutato di assumersi il compito dell’educazione ed è diventato un compagno di playstation.<br />
 <br />
 <br />
<em>Dario e Giovanni hanno una forma di somiglianza e adesione. Elena e Cella no.<br />
Che senso ha questa discontinuità della linea materna, se è tale? C’è quasi un senso di estraneità tra loro…</em><br />
 <br />
Ancora una volta c’entra il dominio maschile (come tratto ideale, non di gender) e l’idea che al padre si voglia somigliare attraverso la carriera o almeno ereditandone le certezze materiali, i soldi e gli agi. La donna avverte di meno questa dinamica rivalitaria, la donna è dentro e dunque la partita è sulla seduzione, sul potere del corpo che si ridimensiona con gli anni. Ad avvertire questa spinta competitiva può essere la protagonista, non sua figlia che è già in un mondo a-ideologico e tutto sommato non trova nemmeno interessante indagare sul passato di una terrorista o farsi qualche domanda in più su sua madre. Nella scena del libro che qualche critico ha definito dell’incesto io vedo piuttosto l’identificazione, la fusione di Dario ed Elena nell’unità di ambizione e rivalsa, esattamente a imitazione del padre. In fondo “Cella” cos’altro ha chiesto se non di essere amata per sempre (è ironico).<br />
 <br />
<em>Ho letto una recensione in cui veniva definito, come elogio, un romanzo “antifemmiile”: che ne pensi?</em></p>
<p>In generale sono ostile al femminile come categoria ancillare, sembra che accanto a una donna, piccola o grande che sia, debba comunque esserci un uomo.  Nella vita politica, culturale, nelle università, nelle aziende, nelle redazioni dei giornali le donne restano figure o maschilizzate o decorative. Ecco, in Cella a parlare è una donna che anche senza voler svelare il rovesciamento finale, assume comunque un punto di vista che è considerato maschile sul mondo, sul corpo, sulle relazioni. Lo smascheramento muove proprio dall’esigenza di confondere i piani, di metterli in discussione una volta di più. Insomma, Simone de Beauvoir resta la donna di Sartre, per chi non l’abbia mai letta. Ma se poi la leggi, è vero che la propensione alla memoria e all’autoanalisi ti fanno comunque pensare alla scrittura di una donna. Si può arrivare a scrivere un libro di cui non si possa dire che è scritto da una donna? L’ambizione era questa, o quanto meno il gioco.<br />
 <br />
<em>Certo è sottomessa   – aspetta Giovanni, che la mantiene economicamente,  si deprime del suo abbandono, si sottomette anche fisicamente a giochi erotici del professore –  ma la sua sottomissione appare per il lettore parte del suo tentativo di trovare un’autonomia, fino a tentare anche una catalogazione psicoanalitica degli uomini che ha conosciuto. Però non esce dal paradosso della passività, per fare questo: come nella relazione Servo padrone di Hegel: il servo sa tutto del padrone, ma il padrone può tutto sul servo.<br />
</em></p>
<p>L’unico vero potere che le donne abbiano mai avuto nei confronti del dominio maschile è la differenza e la bellezza del loro corpo: purtroppo la resistenza passiva delle donne di Aristofane è, per contraltare, l’unica vera moneta di scambio. Bisognerebbe arrivare a essere temute, per essere realmente emancipate: ma non è facile perché le donne viaggiano spesso da sole, e gli uomini con tutta la scorta.<br />
 <br />
<em>Spesso, in punti strategici, appare il verbo pensare: “tu pensi troppo” le dice ad un certo punto sua madre : rimugina come una romanziera, le dice la figlia – o forse come una filosofa? Lo possiamo prendere come un romanzo di formazione della coscienza  di un soggetto?   Almeno fino alla terzultima pagina….<br />
</em></p>
<p>Cito ancora una volta un intervento da una presentazione recente di Cella. In questo caso si trattava di Clotilde Bertoni, che da esperta di romanzo qual è, individuava nel mio ultimo due caratteristiche riconducibili a una tradizione di lunga durata: quella del monologo interiore e quella del lamento dell’eroina abbandonata. In entrambi i casi la focalizzazione interna porta a galla un momento di crisi, diceva opportunamente Bertoni, mentre in Cella a dominare è una condizione di stasi, di stagnazione. Dovuta, ipotizzava, al paese, alla realtà costrittiva in cui vive la protagonista, all’impossibilità, forse, di formarsi una coscienza se non attraverso il contatto fisico con persone colte, il compagno medico e politico, il professore e prima di tutti il dentista, figura archetipica di un’intrusione, un’invasione patente dello spazio attraverso cui ci si esprime. Quel “pensi troppo” è invece uno dei rarissimi momenti autobiografici del libro, e in generale della mia scrittura. Mia madre si è sempre espressa così, essendo strenua paladina di un’etica del fare che non prevedeva deroghe o intermittenze. Un tratto molto maschile, per tornare agli stereotipi e ai loro sovvertimenti. Non a caso la figura autoritaria della mia famiglia era lei. Mio padre era quello che “pensava troppo”, insieme alla sottoscritta. Insomma, forse quella prima persona a cui facevamo riferimento ha effettivamente comportato qualche sconfinamento nel privato delle memorie, cui mi autorizza peraltro la dialettica ininterrotta con gli scomparsi, che ha evidentemente una ricca tradizione letteraria alle spalle. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">57387</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Poetitaly al sud</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/27/poetitaly-al-sud/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/27/poetitaly-al-sud/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2015 12:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[annotazioni]]></category>
		<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[andrea cortellessa]]></category>
		<category><![CDATA[gilda policastro]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Riviello]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia contemporanea italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Poetitaly]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Carella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=56730</guid>

					<description><![CDATA[Il progetto Poetitaly è un progetto culturale che indaga il panorama poetico contemporaneo nazionale in rapporto ai luoghi eccentrici, estranei alle logiche della rappresentatività ufficiale. L’esperienza è partita nel 2014 a Corviale, luogo simbolo delle periferie romane in via di riqualificazione, in una manifestazione di tre serate con poeti di varie generazioni: da Nanni Balestrini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><strong><a href="http://us10.campaign-archive1.com/?u=0e55f63f126cd42f0c9b0f188&amp;id=e81f61f195">Il progetto</a></strong></h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://s534509712.sito-web-online.it">Poetitaly</a> è un progetto culturale che indaga il panorama poetico contemporaneo nazionale in rapporto ai luoghi eccentrici, estranei alle logiche della rappresentatività ufficiale.</p>
<p style="text-align: center;">L’esperienza è partita nel 2014 a Corviale, luogo simbolo delle periferie romane in via di riqualificazione, in una manifestazione di tre serate con poeti di varie generazioni: da Nanni Balestrini e Giulia Niccolai ai giovanissimi <em>rapper</em> di Corviale.</p>
<p style="text-align: center;">Il confronto tra Poetitaly e il territorio è proseguito con <a href="http://s534509712.sito-web-online.it/video-poetitaly-al-palladium/">Poetitaly al Palladium</a>, nel quartiere Garbatella, altra periferia storica di Roma: ideata in collaborazione con l’Università di Roma Tre e articolata in cinque appuntamenti, la rassegna ha visto la partecipazione di poeti italiani e stranieri, tra cui Mariella Mehr, Durs Grünbein e Tony Harrison.</p>
<p style="text-align: center;">Poetitaly intende, a questo punto, uscire dalla realtà locale romana, in cui è nato, per incontrare tre importanti luoghi periferici del sud Italia: Scampia a Napoli, San Pio a Bari e Zen a Palermo.</p>
<p style="text-align: center;">Il progetto <a href="https://bando.che-fare.com/progetti-approvati/poetitaly-al-sud/">Poetitaly al sud </a>attiverà una rete di collaborazioni con gli operatori e le realtà culturali locali: verrà creato un network territoriale attivo su progetti poetici dal vivo, laboratori e approfondimenti.</p>
<p style="text-align: center;">Altro obiettivo è creare un nuovo pubblico per la poesia, con eventi di serate singole e rassegne di poeti già noti o proposti al pubblico per la prima volta. Una delle caratteristiche del progetto è lo streaming audio-video di tutte le serate che vengono rese accessibili attraverso una piattaforma aperta agli interventi dalle altre realtà poetiche coinvolte.</p>
<p style="text-align: center;">Si ambisce dunque a fungere da archivio <em>in progress</em> della poesia contemporanea, nel nome di una cultura poetica intesa come bene comune e partecipato, privilegiando forme che garantiscano la verità del desiderio e del giudizio personale e pubblico.</p>
<p style="text-align: center;">Poetitaly crede infatti nella poesia come forma di risposta a un bisogno non materiale e non finalizzato dell’animo umano e la promuove in quanto baluardo di una cultura che ambisce a salvaguardare un pensiero e dei linguaggi svincolati dall’utile e dal convenzionale.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Il soggetto proponente</strong></h2>
<p style="text-align: center;">Poetitaly nasce su iniziativa di Simone Carella, storico ideatore di eventi poetici tra cui il primo Festival Internazionale dei Poeti di Castelporziano nel giugno del ’79. Grazie a quella fortunata esperienza e alle successive, nel 2015 propone una tre giorni di poesia italiana contemporanea nella cavea di Corviale, con la collaborazione di Andrea Cortellessa, Gilda Policastro, Lidia Riviello e l’apporto organizzativo di Teatro in Scatola. Poetitaly diventa dunque un format, che per concretizzare le proprie idee si costituisce in Associazione culturale, proponendo e realizzando ulteriori appuntamenti.</p>
<p style="text-align: center;">________________</p>
<p style="text-align: center;">Ricordatevi di votare <a href="https://bando.che-fare.com/progetti-approvati/poetitaly-al-sud/">qui</a> per esprimervi a favore della realizzazione del <a href="https://bando.che-fare.com/progetti-approvati/poetitaly-al-sud/">progetto</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/27/poetitaly-al-sud/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">56730</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Esce L&#8217;Ulisse n.18. Poetiche per il XXI secolo.</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/05/05/esce-lulisse-n-18-poetiche-per-il-xxi-secolo/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2015/05/05/esce-lulisse-n-18-poetiche-per-il-xxi-secolo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2015 16:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Cava]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro broggi]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Raos]]></category>
		<category><![CDATA[Attilio Bertolucci]]></category>
		<category><![CDATA[Óskar Árni Óskarsson]]></category>
		<category><![CDATA[claudia crocco]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Benigni]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Costa]]></category>
		<category><![CDATA[critica letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[Damiano Abeni]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Bellomi]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Vecchiato]]></category>
		<category><![CDATA[Dieter Roth]]></category>
		<category><![CDATA[Don DeLillo]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Zinato]]></category>
		<category><![CDATA[Eva Christine Zeller]]></category>
		<category><![CDATA[fabiano alborghetti]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Orecchini]]></category>
		<category><![CDATA[federico francucci]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Grendene]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Milani]]></category>
		<category><![CDATA[Florinda Fusco]]></category>
		<category><![CDATA[franca mancinelli]]></category>
		<category><![CDATA[francesca fiorletta]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Genti]]></category>
		<category><![CDATA[franco fortini]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriel Del Sarto]]></category>
		<category><![CDATA[Gherardo Bortolotti]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Morbiato]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Luca Picconi]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Maria Annovi]]></category>
		<category><![CDATA[gilda policastro]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Frene]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Turra]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Rusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Marzaioli]]></category>
		<category><![CDATA[Guido Mazzoni]]></category>
		<category><![CDATA[italo testa]]></category>
		<category><![CDATA[Jacopo Grosser]]></category>
		<category><![CDATA[Jean-Marie Gleize]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ulisse]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Pugno]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Mazziotta]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Ballerini]]></category>
		<category><![CDATA[luigi socci]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Micaletto]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Giovenal]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Borio]]></category>
		<category><![CDATA[maria grazia calandrone]]></category>
		<category><![CDATA[Mariangela Guàtteri]]></category>
		<category><![CDATA[mariasole ariot]]></category>
		<category><![CDATA[marilena renda]]></category>
		<category><![CDATA[Mary Barbara Tolusso]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Gezzi]]></category>
		<category><![CDATA[Mattia Coppo]]></category>
		<category><![CDATA[michele zaffarano]]></category>
		<category><![CDATA[monografie]]></category>
		<category><![CDATA[Morena Marsilio]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narrazione]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi autori]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[poetica]]></category>
		<category><![CDATA[poetiche]]></category>
		<category><![CDATA[Raoul Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[renata morresi]]></category>
		<category><![CDATA[riccardo donati]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Cosimini]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Raimondi]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Salvi]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas James]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Sleigh]]></category>
		<category><![CDATA[Ulisse Dogà]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Bagnoli]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Frungillo]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Ostuni]]></category>
		<category><![CDATA[vito bonito]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Sereni]]></category>
		<category><![CDATA[walter siti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=53599</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;ULISSE n. 18. Poetiche per il XXI secolo. &#160; INDICE &#160; Editoriale, di Stefano Salvi &#160; IL DIBATTITO IDEE DI POETICA Fabiano Alborghetti Gian Maria Annovi Vincenzo Bagnoli Corrado Benigni Vito Bonito e  Marilena Renda Gherardo Bortolotti Alessandro Broggi Maria Grazia Calandrone Gabriel Del Sarto Giovanna Frene Vincenzo Frungillo Florinda Fusco Francesca Genti Massimo Gezzi Marco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/05/Doug-Aitken-New-opposition-II-2001.jpg"><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-53613" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/05/Doug-Aitken-New-opposition-II-2001.jpg" alt="Doug Aitken New opposition  II - 2001" width="384" height="333" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/05/Doug-Aitken-New-opposition-II-2001.jpg 400w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/05/Doug-Aitken-New-opposition-II-2001-300x260.jpg 300w" sizes="(max-width: 384px) 100vw, 384px" /></a></p>
<p><a href="http://www.lietocolle.com/cms/wp-content/uploads/2014/03/ULISSE-182.pdf" target="_blank">L&#8217;ULISSE n. 18. Poetiche per il XXI secolo.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>INDICE</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Editoriale</strong>, di Stefano Salvi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>IL DIBATTITO</strong></h3>
<h3></h3>
<p><em>IDEE DI POETICA</em></p>
<p>Fabiano Alborghetti</p>
<p>Gian Maria Annovi</p>
<p>Vincenzo Bagnoli<span id="more-53599"></span></p>
<p>Corrado Benigni</p>
<p>Vito Bonito e  Marilena Renda</p>
<p>Gherardo Bortolotti</p>
<p>Alessandro Broggi</p>
<p>Maria Grazia Calandrone</p>
<p>Gabriel Del Sarto</p>
<p>Giovanna Frene</p>
<p>Vincenzo Frungillo</p>
<p>Florinda Fusco</p>
<p>Francesca Genti</p>
<p>Massimo Gezzi</p>
<p>Marco Giovenale</p>
<p>Mariangela Guatteri</p>
<p>Andrea Inglese</p>
<p>Giulio Marzaioli</p>
<p>Guido Mazzoni</p>
<p>Renata Morresi</p>
<p>Vincenzo Ostuni</p>
<p>Gilda Policastro</p>
<p>Laura Pugno</p>
<p>Stefano Raimondi</p>
<p>Andrea Raos</p>
<p>Stefano Salvi</p>
<p>Luigi Socci</p>
<p>Italo Testa</p>
<p>Mary Barbara Tolusso</p>
<p>Giovanni Turra</p>
<p>Michele Zaffarano</p>
<h2><em> </em></h2>
<p><em>NUOVI CRITICI SUL NOVECENTO</em></p>
<p>Vittorio Sereni</p>
<p>di Mattia Coppo</p>
<p>Attilio Bertolucci</p>
<p>di Giacomo Morbiato</p>
<p>Franco Fortini</p>
<p>di Filippo Grendene</p>
<p>Corrado Costa</p>
<p>di Riccardo Donati</p>
<p>Anni Novanta. Individui e fluidità</p>
<p>di Maria Borio</p>
<p>Poesia e ispirazione</p>
<p>di Raoul Bruni</p>
<p>Poetiche dell’informale</p>
<p>di Filippo Milani</p>
<p>Poetiche della relazione</p>
<p>di Jacopo Grosser</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>FUOCHI TEORICI</em></p>
<p>Domande ingenue</p>
<p>di Jean-Marie Gleize</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>POETICHE DEL ROMANZO</em></p>
<p>Le idee letterarie degli anni Zero</p>
<p>di Morena Marsilio e Emanuele Zinato</p>
<p>Walter Siti</p>
<p>di Gian Luca Picconi</p>
<p>Don DeLillo</p>
<p>di Federico Francucci</p>
<p><em> </em><em> </em></p>
<p><strong>LETTURE</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Mariasole Ariot</p>
<p>Daniele Bellomi</p>
<p>Alessandra Cava</p>
<p>Claudia Crocco</p>
<p>Francesca Fiorletta</p>
<p>Franca Mancinelli</p>
<p>Luciano Mazziotta</p>
<p>Manuel Micaletto</p>
<p>Fabio Orecchini</p>
<p>Giulia Rusconi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>I TRADOTTI </em></p>
<p>Thomas James</p>
<p>tradotto da Damiano Abeni</p>
<p>Óskar Árni Óskarsson</p>
<p>tradotto da Silvia Cosimini</p>
<p>Dieter Roth</p>
<p>tradotto da Ulisse Dogà</p>
<p>Thomas Sleigh</p>
<p>tradotto da Luigi Ballerini</p>
<p>Eva Christine Zeller</p>
<p>tradotta da Daniele Vecchiato</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Una prima presentazione della monografia, che vedrà presenti Vincenzo Bagnoli, Vito Bonito, Alessandro Broggi, Mariangela Guatteri, Morena Marsilio, Luciano Mazziotta, Italo Testa ed Emanuele Zinato, si terrà venerdì 8 maggio alle 19.00 presso l&#8217;Atelier Sì, in via San Vitale 69, a Bologna)</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2015/05/05/esce-lulisse-n-18-poetiche-per-il-xxi-secolo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">53599</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Poesia 13 (e oltre) &#8211; Tre nuove collane di poesia e letture</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/11/26/poesia-14-e-oltre-tre-nuove-collane-di-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2013 10:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[annotazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[andrea cortellessa]]></category>
		<category><![CDATA[aragno]]></category>
		<category><![CDATA[benway series]]></category>
		<category><![CDATA[Damiano Abeni]]></category>
		<category><![CDATA[elisa davoglio]]></category>
		<category><![CDATA[francesca fiorletta]]></category>
		<category><![CDATA[gilda policastro]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Marzaioli]]></category>
		<category><![CDATA[giulio mozzi]]></category>
		<category><![CDATA[john ashbery]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Pugno]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Riviello]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Caporali]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Giovenale]]></category>
		<category><![CDATA[maria grazia calandrone]]></category>
		<category><![CDATA[Mariangela Guàtteri]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Manganelli]]></category>
		<category><![CDATA[michele zaffarano]]></category>
		<category><![CDATA[Moira Egan]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Febbraro]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Durante]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[SYN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=47009</guid>

					<description><![CDATA[ESCargot – Scrivere con lentezza e Più libri più liberi  presentano                                                         POESIA 13 (E OLTRE)   Giovedì 28 novembre, presso la Biblioteca di Villa Mercede (Via Tiburtina 113, San Lorenzo)   [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2008" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2007" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: large"><b id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2360"><a id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2359" href="https://www.facebook.com/escargot.scrivereconlentezza" target="_blank" rel="nofollow">ESCargot – Scrivere con lentezza</a></b> e <b id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2006"><a id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2004" href="http://www.piulibripiuliberi.it/" target="_blank" rel="nofollow">Più libri più liberi</a></b> </span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2010" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2358" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">presentano</span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2011" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2357" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">                                                       </span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2012" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2356" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><b id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2355"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2354" style="font-size: large">POESIA 13 (E OLTRE)</span></b></span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2216" style="text-align: center" align="right"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2217" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2352" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">Giovedì <b id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2351">28 novembre</b>, presso la <b>Biblioteca di Villa Mercede</b></span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2277" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2329" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">(Via Tiburtina 113, San Lorenzo)</span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2327" style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2326" style="text-align: center"><i id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2325"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2323" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">Dopo POESIA 13, lo scorso maggio a Rieti, il gruppo ESCargot ripropone la sua formula di lettura-ascolto, mettendo a fuoco nuovi autori e nuovi progetti editoriali </span></i></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2350" style="text-align: center"><b><i><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></i></b></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2322" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2321" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><span style="color: #ff0000"><b>17.30</b> <b><span style="text-decoration: underline">Nuove collane di poesia</span></b></span><span style="color: #000000">:</span> Nino Aragno «i domani», IkonaLíber «Syn», Tielleci «Benway Series»</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><b>         </b><b> </b><b>Intervengono</b>: Andrea Cortellessa, Marco Giovenale e Giulio Marzaioli</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><b>         </b><b> </b><b>Leggono</b>: Damiano Abeni e Moira Egan (testi di John Ashbery), Maria Grazia Calandrone (testi di Alfonso Guida e propri), Mariangela Guatteri, Giulio Marzaioli, Gilda Policastro, Laura Pugno (testi di Giulio Mozzi e propri) e Michele Zaffarano</span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2319" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2318" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><b>         </b><b> </b><b>Coordinano</b>: Francesca Fiorletta e Massimiliano Manganelli</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><span style="color: #ff0000"><b>20.30</b> <b><span style="text-decoration: underline">Letture</span></b></span><span style="color: #000000"> di </span>Marco Caporali, Elisa Davoglio, Roberta Durante, Paolo Febbraro e Lidia Riviello</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">L&#8217;evento su facebook:</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><a href="https://www.facebook.com/events/418589124936087/" target="_blank" rel="nofollow">https://www.facebook.com/events/418589124936087/</a><span style="color: #000000"><br />
</span></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">ESCargot:</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><a href="https://www.facebook.com/escargot.scrivereconlentezza" target="_blank" rel="nofollow">https://www.facebook.com/escargot.scrivereconlentezza</a><span style="color: #000000"><br />
</span></span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2309" style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2308" style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">Più libri più liberi:</span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2301" style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><a href="https://www.facebook.com/piulibri.piuliberi" target="_blank" rel="nofollow">https://www.facebook.com/piulibri.piuliberi</a><br />
</span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2302" style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2303" style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">Il flyer in rete: </span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2304" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2315" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2314" style="color: #000000"><a id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2313" href="http://esc-argot.blogspot.it/2013/11/escargot-villa-mercede-28-novembre-2013.html" target="_blank" rel="nofollow">http://esc-argot.blogspot.it/2013/11/escargot-villa-mercede-28-novembre-2013.html</a></span></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">47009</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sei poesie</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/10/07/sei-poesie/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2013/10/07/sei-poesie/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2013 07:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[andrea cortellessa]]></category>
		<category><![CDATA[gilda policastro]]></category>
		<category><![CDATA[i domani]]></category>
		<category><![CDATA[nino aragno]]></category>
		<category><![CDATA[non come vita]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46508</guid>

					<description><![CDATA[&#160; di Gilda Policastro Da Non come vita, Nino Aragno/I domani, 2013.  Autunno Nemmeno per l’inverno restavi E le lapidi invetriate nel deposito deluttuoso della memoria Come un film, risusciti in fermo immagine gialla al fotoshop riproducibile di Santi Alessia compagna Vent’anni e bionda, e tu solo gialla per i prodigi multipli dell’erbitux Non durerà, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">di <strong>Gilda Policastro</strong></p>
<p style="text-align: left">Da <em>Non come vita</em>, Nino Aragno/I domani, 2013.</p>
<p style="text-align: left"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/10/gilpol.jpg"><img decoding="async" alt="gilpol" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/10/gilpol-148x300.jpg" width="148" height="300" /></a></p>
<p><em> <span style="font-family: Georgia;font-size: 15px">Autunno</span></em></p>
<pre><span style="font-family: Georgia;font-size: 15px">Nemmeno per l’inverno
restavi 
E le lapidi invetriate
nel deposito 
deluttuoso 
della memoria

Come un film, risusciti in fermo immagine 
gialla al fotoshop riproducibile 
di Santi Alessia compagna
Vent’anni e bionda, e tu solo gialla
per i prodigi multipli
dell’erbitux
Non durerà, godetevi
la forza dei gravi duttili
Il peso dell’<em>unheilbar</em> 
Krebs non ci sta 
nella foto che parla
Di gialle foto in cerca su bianchi lenzuoli
obitori in feste di fiori come a macabri party
Dimettiamoci, se possiamo visitare
le intercessioni di vita nella cura della morte
Mi cerchi compagna 
mi trovi nemica 
nel gelo che dilava gli occhi 
a mai più guardare
Chissà se ci arriva a Natale, 
di malattia incurabile si muore 
(forse il cuore, sì, è stato il cuore che non ha retto)
ma solo dopo,
dopo l’estate 

-

<em>Estate</em>

Bambina ti levavo
dai seni gli occhi 
Nella riproduzione delle macchie 
a seguire
l’impietà di guardare
le masse colliquate intatte 
dall’erbitux

Inerti   
nel dolore inconvertibile
ti poso addosso le dita
per la misurazione delle masse
(coi tronchi meno grossi 
                                       si fanno i coperchi delle casse)

Filamenti d’ovatta mentre ti lavo 
i capelli e ben bene sotto le braccia
(le masse denutrite non proliferano in meno 
            di sei /dodici mesi 
                                             nel quaranta per cento dei casi)
Godere in analettico conforto 
anche di cose qui per noi indifferentissime 
(sfilaccia, l’acqua, l’ovatta, prendimi per favore dell’altra acqua)

E poi mai più,
che lavorare 
stanca le masse
e il contenimento è il vero successo, 
in oncologia

Questa 
non sei tu:
- Non il bene vecchio ma  il cattivo nuovo,
una massima di B., diceva B.*: 

-

<em>Tre visioni
</em>
<em>1. Hermann Nitsch</em>

Dove si macella e si squarta, lì si cura 
mette le bende, il bisturi 
come incensi
sull’altare che immola 
l’organo in cancrena

Prima che la festa si rovesci in lutto
bianco, al chirurgo o al macello,
togli da sotto la carcassa
il lenzuolo         Nel camice
residuale rivive,
quando è macchia, la speranza 
al congiunto che vede,
da sotto la benda verde, altro bianco, 
di scampato a -

Nell’atrio che aspetta, si fissa  
l’infermità tra la vita e la - 
làvati, làvati bene quelle tue mani
mentre bevi, che fa bene 
al cuore, che squarti  
quando entri, con lame, e dove risali
lì sono gli altari  

Se il pane si spezza,
il  rosso lo versi a grumi: 
sul sacrificio bianco,
vive, fluidifica oppure coagula
ma si saprà dopo, 
dopo che sarà l’offerta 
senza intenzione, senza dono 

-

<em>2. Louise Bourgeois
</em>
Chiami mamma e ti preda   
l’artiglio che accoglie
nella cella che dici ‘casa’ ed è  
culla crepata come ampolla 
di sotto alla fiamma

La stanza di sopra tiene appesi 
con i ganci gli arnesi,
al rimpasto che appare
nel banchetto di padre
Figlio lo espelli ruminato 
come bava, come scolo
emesso dallo scarico 
- uguale -

S’entra nello spazio 
in cui svuota la forza
combatti e godi, che non sei tu
che ghermisci, non è lei: ma siamo, 
siamo così, 
ancora
siamo
così 

-

<em>3. Bill Viola</em>

Avvicinati, più lento
e dimmi cosa vedi    La madre, vedo lui, 
non vedo nessuno, 
l’acqua, il fuoco, vedo chi li riceve
e i morti e i vivi 
capovolti 
nel riflesso che appare

Andiamo, andiamo piano
passiamo attraverso
e guardiamo com’è
il corpo ch’è mosso,
per finta, a far fine

quando muore, 
lo guardano altri
e da lontano tutti
più lenti di così,
molto di meno 
ci vanno 
accanto,  
dondolandosi piano

Prendi quei due, sembrano vivi       e sono
nell’acqua ch’è mossa non dai fiati
ma da come li vedi, 
piano, andando 
altrove 
che è fine, e ricomincia, per tutti, 
piano

-

<em>I cari altri</em>

Gli altri sono: 
mangiare il panino a morsi, 
gridare al telefono e 
sputare
             mentre lo fanno

I gesti che non durano, 
la bambina dire ciao dalla porta, 
e lui che ci hai dormito, una notte,
la mattina non ne sai il nome più
                      - ma non è come pensi

Gli altri sono: 
il ventre che spinge
sotto le calze, e sopra i seni 
le mani,
ma pensare che non resiste, 
e ochéi, ci sentiamo domani

Un’unica forma, o misura, ha il fare, 
il resto è represso 
dal vestito di madre, 
dal divieto, 
e più chiedono, gli altri, più ingombrano, 
meno ci stai 

con gli altri sono: 
i figli, morire, tu-figlia-loro-morti, 
e le coperte, e il velo 
e i pigiami e le giacche, 
gli altri le porteranno, li butteremo, 
e quel giorno non verrai
nel sogno a rimproverare

<em>non come vita</em>, ma più di dormire o meno, 
adesso non ricordare, non dire il nome, che non sai
degli altri, che a te chiedono, loro, 
di non andartene

e che hanno paura, 
non vanno a letto, non si sdraiano come d’amore,
eppure non passa, non va-e-non-viene,  e sono a metà

-

</span></pre>
<pre>* Brecht; Benjamin.

--</pre>
<p>[Dalla quarta di copertina]</p>
<p style="text-align: justify">È questo il libro della prima stagione poetica di Gilda Policastro. E proprio <em>Stagioni</em> è la metonimia che intitola la sua prima sezione. Prima in ordine di composizione ma, ciò che più importa, in termini “narrativi”: col mettere in scena il primo di una sequenza di lutti, inconsutile manto funebre che, alla pelle mentale di chi dice «io», a lungo è calzato come una guaina perfetta. Si dice «stagioni» e si vuol dire dei tempi vissuti, o che piuttosto tali non sono stati: e tuttavia riposti in quello che, con immagine beckettiana e <em>pun</em> rosselliano, viene definito il «deposito / deluttuoso / della memoria». Nei versi più celebri di quello che resta l’ispiratore primo e indiscusso («Sono un tronco, diceva qualcuno»), si cantavano «le morte stagioni, e la presente / e viva, e il suon di lei». Ecco: mentre le <em>morte stagioni</em> si prendono tutto lo spazio – in quest’intirizzito catasto degli estinti – della <em>viva</em>, coi suoi <em>suoni</em>, davvero non c’è traccia. E forse una radice, di questa coazione luttuosa che intride ogni fibra del libro, andrà cercata – oltre che nell’enciclopedia dei <em>palinsesti</em> lirici omaggiati, da Leopardi a Montale – nell’origine remota (ma a tratti rinvenibile), di chi scrive, nelle terre in cui a suo tempo Ernesto de Martino trovò la sostanza antropologica di <em>Morte e pianto rituale</em>. Come in quel repertorio la materia fonda del dolore, sorda e opaca, rilutta alla realtà storica e dunque a qualsiasi elaborazione, a ogni minimo movimento (così nella sequenza più lancinante: «E chi si muove da terra», con quel che segue). Proprio come i morti, per definizione «statici» nel flash che li imprigiona in immaginette votive, chi scrive si rappresenta recluso in una cellula di fiele: rintanato, diceva quell’altro, in un «letargo di talpe, abiezione / che funghisce su sé&#8230;». Ed è allora un bene – se non altro per la vita di chi afferma, qui, d’esserne priva – che questa stagione, col suo annichilito splendore catatonico, possa dirsi conclusa.</p>
<p style="text-align: right"><em>Andrea Cortellessa</em></p>
<h6 style="text-align: justify">Gilda Policastro è nata a Salerno e cresciuta in Basilicata; vive a Roma. Italianista e critica letteraria, collabora con riviste, quotidiani e lit-blog. La sua prima raccolta, Stagioni e altre, è uscita nel <em>Decimo quaderno di poesia contemporanea</em> (Marcos y Marcos, 2010). Nel 2010 ha pubblicato per i tipi della d’if il prosimetro <em>La famiglia felice</em> (vincitore del Premio Mazzacurati-Russo nel 2009) e nel 2011, per Transeuropa, <em>Antiprodigi e passi falsi</em> (vincitore del premio Antonio Delfini nel 2009), con un cd di interazioni poetiche e musicali. Nel 2010 Fandango ha pubblicato il suo primo romanzo,<em> Il farmaco</em>; cui fa ora seguito, per lo stesso editore, <em>Sotto</em>.</h6>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2013/10/07/sei-poesie/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">46508</post-id>	</item>
		<item>
		<title>LA LUNA E I CALANCHI</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/08/28/la-luna-e-i-calanchi-2/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2013/08/28/la-luna-e-i-calanchi-2/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Aug 2013 10:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Battaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro D’Alessandro]]></category>
		<category><![CDATA[alfonso guida]]></category>
		<category><![CDATA[andrea di consoli]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Semplici]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mastrandrea]]></category>
		<category><![CDATA[Anton Giulio Scardaccione]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Sassone]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Screti]]></category>
		<category><![CDATA[Antonello Caporale]]></category>
		<category><![CDATA[Antonello Faretta]]></category>
		<category><![CDATA[Antonello Matarazzo]]></category>
		<category><![CDATA[Antonello Morea]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bruno]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Colaiacovo]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio De Rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Infantino]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Petrocelli]]></category>
		<category><![CDATA[Arturoom]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Crusco]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Lottero]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetta Ricci]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Accardi]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Guerrera]]></category>
		<category><![CDATA[Brunella Cappiello]]></category>
		<category><![CDATA[Camillo Ciorciarlo]]></category>
		<category><![CDATA[Camillo Mastrocinque]]></category>
		<category><![CDATA[canio loguercio]]></category>
		<category><![CDATA[Carlotta Napolitano e Rossella Della Corte]]></category>
		<category><![CDATA[Carmine Ioanna]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Pontrandolfo]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Idrusa Scrimieri]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Fabris]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Fofi]]></category>
		<category><![CDATA[Consuelo Nava]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiana Liguori]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano Re]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Balestracci]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Cundari]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Riviello]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Sepe]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Ardito]]></category>
		<category><![CDATA[Deni Bianco]]></category>
		<category><![CDATA[Diana Senese]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Brancale]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Cersosimo]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Porfido]]></category>
		<category><![CDATA[Donato Aurelio Giordano]]></category>
		<category><![CDATA[Donato Imprenda]]></category>
		<category><![CDATA[Dora Albanese]]></category>
		<category><![CDATA[Doriana Laraia]]></category>
		<category><![CDATA[Egidia Bruno]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[eliana petrizzi]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Gioffrè]]></category>
		<category><![CDATA[Ettore Botte]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Nigro]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Barca]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Carucci]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Iadarola]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Pommier]]></category>
		<category><![CDATA[Filomena Sessa]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Catarci]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Di Ciaula]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Erbani]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Ventura]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Arminio]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Cassano]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Lancio]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Taviani]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[Giampiero Perri]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Pannone]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Coviello]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Mulone]]></category>
		<category><![CDATA[gilda policastro]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Simiele]]></category>
		<category><![CDATA[Gloria Pomardi]]></category>
		<category><![CDATA[Grazia Coppola]]></category>
		<category><![CDATA[Graziano Accinni]]></category>
		<category><![CDATA[Ilde Catapane]]></category>
		<category><![CDATA[Ilenia Fulco]]></category>
		<category><![CDATA[Imma Tessitore]]></category>
		<category><![CDATA[Irene Balducci]]></category>
		<category><![CDATA[Isaia Sales]]></category>
		<category><![CDATA[Joe Capalbo]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Angelino]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Marchetti]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Riviello]]></category>
		<category><![CDATA[Lina Wertmuller]]></category>
		<category><![CDATA[Livio Arminio]]></category>
		<category><![CDATA[Loretta Amadori]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Citterio]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Cazzato]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi De Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Di Gianni]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Marra]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Scelzi]]></category>
		<category><![CDATA[Luisa Cavaliere]]></category>
		<category><![CDATA[Mandatari]]></category>
		<category><![CDATA[Manfredi Arminio]]></category>
		<category><![CDATA[Marcella Zeppa]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Montanaro]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Petroni]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Delorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Grazia Tata]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Liguori]]></category>
		<category><![CDATA[Mariangela Contursi]]></category>
		<category><![CDATA[Marianna Borriello]]></category>
		<category><![CDATA[Marinella Murgolo e Francesco Sivilli]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Fellet]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Lusi]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Salzarulo]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Vallone]]></category>
		<category><![CDATA[Mariolina Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Marta Ragozzino]]></category>
		<category><![CDATA[Marzouk Mejri]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Guerrieri]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Ammendola]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvatore]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro De Cillis]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Minervino]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Orlando]]></category>
		<category><![CDATA[Micaela Fanelli]]></category>
		<category><![CDATA[Michela Pozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Mimmo Parrella]]></category>
		<category><![CDATA[Musici lucani di Sergio Santalucia]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Baccellieri]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola D’Imperio]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Di Croce]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Ragone]]></category>
		<category><![CDATA[Palma Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Livia Di Chiara]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Bruschi]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo De Falco]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Muran]]></category>
		<category><![CDATA[Paride Leporace]]></category>
		<category><![CDATA[Pasquale Innarella]]></category>
		<category><![CDATA[pasquale vitagliano]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Flecchia]]></category>
		<category><![CDATA[Peppe Lanzetta]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Bevilacqua]]></category>
		<category><![CDATA[Pietrantonio Arminio]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Colaiacovo]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Quartullo]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Nigro]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Niro]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Benetti]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo De Gennaro]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Langone]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Sama]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Campoli]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Leoni]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Linzalone]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Brancati]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Calandriello]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco De Rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Papaleo]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Scotellaro]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Di Vilio]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Ritrovato]]></category>
		<category><![CDATA[Samanta Balzani]]></category>
		<category><![CDATA[Silvana Arbia]]></category>
		<category><![CDATA[Silvana Kuhtz]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia La Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[SuonidiLuna]]></category>
		<category><![CDATA[Susanna Piccin]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro della Ginestra]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Lardino]]></category>
		<category><![CDATA[Ulderico Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Del Pizzo]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Russo]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Apice]]></category>
		<category><![CDATA[Vassilis Nikolapoulos]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Mastropirro]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></category>
		<category><![CDATA[Vito De Filippo]]></category>
		<category><![CDATA[Vito Teti]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorino Curci]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Nicoletti Altimari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46294</guid>

					<description><![CDATA[Un anno di azioni paesologiche ad Aliano &#8211; Festival ideato e curato da Franco Arminio &#8211;  &#160; &#8220;Una cerimonia dei sensi contro l&#8217;autismo corale. La paesologia festeggia un paese e i suoi abitanti, festeggia i cardi, i lampioni, i muri nuovi e quelli antichi. [&#8230;] Abbiamo bisogno di partire da un posto preciso. Fare comunità, anche se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un anno di azioni paesologiche ad Aliano &#8211;</p>
<p>Festival ideato e curato da <strong>Franco Arminio &#8211; </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left">&#8220;Una cerimonia dei sensi contro l&#8217;autismo corale. La paesologia festeggia un paese e i suoi abitanti, festeggia i cardi, i lampioni, i muri nuovi e quelli antichi. [&#8230;] Abbiamo bisogno di partire da un posto preciso. Fare comunità, anche se comunità provvisorie.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il programma</em></p>
<p><strong>Giovedì 29 agosto</strong></p>
<p>Ore 13.00: Cerimonia dei sensi</p>
<p>Ore 15.00: Auditorium dei Calanchi<br />
Aspettando la Luna e i calanchi<br />
Un video di <strong>Francesca Catarci</strong></p>
<p>Ore 15,30: Auditorium dei Calanchi<br />
I bambini e i calanchi<br />
a cura di <strong>Maria Delorenzo</strong></p>
<p>Ore 16.00: calanchi<br />
Movimenti, Canti, suoni, letture e narrazioni nel paesaggio inoperoso<br />
<strong>Valerio Apice, Samanta Balzani, Egidia Bruno, Joe Capalbo, Lucia Citterio, Camillo Ciorciarlo, Pietro Colaiacovo, Nicola D’Imperio, Claudia Fofi, Teresa Lardino, Cristiana Liguori, Luigi Marra, Antonio Petrocelli, Gloria Pomardi, Caterina Pontrandolfo, Pino Quartullo, Mariolina Venezia e altri</strong></p>
<p><span id="more-46294"></span><br />
Ore 19.00: Cortile Palazzo Colonna<br />
Io sono uno degli altri<br />
omaggio a <strong>Rocco Scotellaro</strong> (Altroteatro)<br />
Lettura per Rocco<br />
<strong>Joe Capalbo</strong></p>
<p>Ora 20.00 Cerimonia dei sensi</p>
<p>Ore 21.00: Piazzetta Panevino<br />
Duo lucano<br />
<strong>Caterina Pontrandolfo</strong> &amp; <strong>Graziano Accinni</strong></p>
<p>Ore 22.00: Piazzetta Panevino<br />
da solo o in buona compagnia<br />
<strong>Antonio Infantino</strong></p>
<p>Ore 23.00: Piazzetta Panevino<br />
La lingua dei poeti meridiani<br />
<strong>Gaetano Calabrese, Daniel Cundari, Biagio Guerrera, Silvana Kuhtz, Peppe Lanzetta, Vincenzo Mastropirro, Raffaele Niro, Salvatore Ritrovato, Pasquale Vitagliano e altri</strong></p>
<p>ore 2.00:   Auditorium dei calanchi<br />
Visioni notturne<br />
<strong>Rocco Brancati, Paolo De Falco, Luigi Di Gianni, Antonello Faretta, Camillo Mastrocinque, Antonello Matarazzo, Paolo Muran, Gianfranco Pannone, Chiara Idrusa Scrimieri, Franco Taviani, Nicola Ragone</strong></p>
<p>Venerdì 30 agosto<br />
dalle ore 10.00 alle ore 20.00: Auditorium dei Calanchi<br />
Parlamenti sull’Italia interna<br />
Intervengono, tra gli altri, <strong>Pino Aprile, Silvana Arbia, Franco Arminio, Fabrizio Barca, Piero Bevilacqua, Rocco Brancati, Joe Capalbo, Antonello Caporale, Franco Cassano, Luisa Cavaliere, Domenico Cersosimo, Vito De Filippo, Riccardo De Gennaro, Luigi De Lorenzo, Francesco Erbani, Micaela Fanelli, Doriana Laraia, Roberto Leoni, Paride Leporace, Maria Liguori, Laura Marchetti, Angelo Mastrandrea, Mauro Minervino, Raffaele Nigro, Mimmo Parrella, Giampiero Perri, Francesco Pesce, Ulderico Pesce, Marta Ragozzino, Cristiano Re, Isaia Sales, Vincenzo Santoro, Mario Salzarulo, Vito Teti</strong></p>
<p>Ore 21.30: Cortile Palazzo Colonna<br />
Cartoline dai morti<br />
di <strong>Franco Arminio</strong>, spedite da <strong>Rocco Papaleo</strong></p>
<p>Ore 22.30: Piazza San Luigi Gonzaga<br />
Canzoniere dell’ebbrezza:<br />
<strong>Daniele Sepe e il suo gruppo</strong></p>
<p>Ore 24.00: Piazzetta Panevino<br />
La lingua dei poeti lucani<br />
<strong>Dora Albanese, Domenico Brancale, Antonio Bruno, Antonio De Rosa, Andrea Di Consoli, Elena Di Napoli, Donato Aurelio Giordano, Alfonso Guida, Donato Imprenda, Roberto Linzalone, Antonello Morea, Raffaele Nigro, Eliana Petrizzi, Gilda Policastro, Daniela Riviello, Lidia Riviello e altri</strong></p>
<p>Ore 23.30: Auditorium dei Calanchi<br />
Visioni notturne:<br />
<strong>Rocco Brancati, Francesca Catarci, Paolo De Falco, Luigi di Gianni, Antonello Faretta, Camillo Mastrocinque, Antonello Matarazzo, Paolo Muran, Gianfranco Pannone, Chiara Idrusa Scrimieri, Franco Taviani, Nicola Ragone</strong></p>
<p>Ore 5.00: Piazzetta Panevino<br />
Musiche albeggianti<br />
<strong>Nazim Comunale</strong></p>
<p>Ore 5.30, davanti alla tomba di Carlo Levi<br />
Quaderno di legno<br />
<strong>Andrea Di Consoli</strong></p>
<p>Ore 6.00: Piazzetta Panevino<br />
Canti delle sei del mattino:<br />
<strong>Samanta Balzani, Claudia Fofi, Silvia La Ferrara, Roberta Langone, Marzouk Mejri, Caterina Pontrandolfo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sabato 31 agosto</p>
<p>Ore 10.00: in giro per il paese<br />
Esercizi di paesologia</p>
<p>Ore 13.00 Cerimonia dei sensi</p>
<p>Ore 15.00: Auditorium dei Calanchi<br />
Laboratori illustrati<br />
gli artisti invitati raccontano il loro lavoro</p>
<p>Ore 18.00 Cortile Palazzo Colonna<br />
Il barbiere di anime<br />
presentazione del libro di <strong>Anton Giulio Scardaccione</strong></p>
<p>0re 19.00: Cortile Palazzo Colonna<br />
Jennu brigannu, <strong>Teatro della Ginestra</strong></p>
<p>Ore 20.00 Cerimonia dei sensi</p>
<p>Ore 21.30:  Auditorium dei Calanchi<br />
La farfalla della voce, poesie e canzoni d’amore<br />
Con<br />
<strong>Franco Arminio, Alessandro D’Alessandro, Rocco De Rosa, Canio Loguercio,</strong><br />
<strong> Gloria Pomardi</strong></p>
<p>0re 23.30: Auditorium dei Calanchi<br />
Omaggio a <strong>Matteo Salvatore</strong><br />
Video prodotto da <strong>FestambienteSud</strong><br />
<strong>Livio e Manfredi Arminio</strong></p>
<p>Ore 24.00: Piazzetta Panevino<br />
Musiche facoltative, canti notturni, deliri e parlamenti finali<br />
<strong>Biagio Accardi, Alessandro D’Alessandro, Vittorio Nicoletti Altimari, Vittorino Curci, Carmine Ioanna, Mandatari, Marzouk Mejri, Pasquale Innarella, Musici lucani di Sergio Santalucia, SuonidiLuna e tanti altri</strong></p>
<p>Ore 5,00: Auditorium dei Calanchi<br />
Visioni notturne:<br />
I Basilischi di <strong>Lina Wertmuller</strong> a cinquant’anni dall’uscita<br />
**<br />
LABORATORI<br />
Arte ambientale a cura di <strong>Pietrantonio Arminio</strong><br />
Poesia in azione a cura di <strong>Silvana Kuhtz</strong><br />
Corpo paesaggio a cura di <strong>Lucia Citterio</strong><br />
Maschere provvisorie a cura di <strong>Deni Bianco</strong><br />
Calancart a cura di<strong> Arturoom</strong></p>
<p>AZIONI VISIONARIE<br />
<strong>Roberto Campoli, Paola Livia Di Chiara, Salvatore Di Vilio, Federico Iadarola, Claudia Fabris, Marco Petroni, Michela Pozzi, Maria Grazia Tata, Cristina Balestracci</strong></p>
<p>RIPRESE VIDEO<br />
<strong>Paolo Muran</strong></p>
<p>GRAFICA<br />
<strong>Franco Lancio</strong><br />
WEB<br />
<strong>Davide Ardito</strong></p>
<p>COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO<br />
<strong>Antonio Colaiacovo, Luigi Scelzi e Ilenia Fulco</strong></p>
<p>Saranno presenti anche<br />
<strong>Gianluca Mulone, Patrizia Flecchia, Barbara Lottero, Benedetta Ricci, Roberta Sama, Mario Lusi, Grazia Coppola, Fabrizio Carucci, Nicola Baccellieri, Massimiliano Guerrieri, Marcella Zeppa, Andrea Semplici, Valentina Russo, Francesca Di Ciaula, Domenico Porfido, Marco Montanaro, Federico Pommier, Nicola Di Croce, Massimo Ammendola, Marianna Borriello, Diana Senese, Irene Balducci, Barbara Crusco, Mauro Orlando, Fabio Nigro, Paolo Bruschi, Antonella Screti, Alessandra Battaglia, Francesco Ventura, Rocco Calandriello, Filomena Sessa, Mauro De Cillis, Luigi Cazzato, Vassilis Nikolapoulos, Imma Tessitore, Mario Fellet, Riccardo Benetti, Susanna Piccin, Enzo Gioffrè, Mario Vallone, Mariangela Contursi, Brunella Cappiello, Laura Angelino, Ilde Catapane, Francesco Forlani, Carlotta Napolitano e Rossella Della Corte, Palma Bianca, Antonella Sassone, Giovanni Simiele, Ettore Botte, Gianluca Coviello, Marinella Murgolo e Francesco Sivilli, Consuelo Nava, Valentina Del Pizzo, Loretta Amadori</strong></p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2013/08/28/la-luna-e-i-calanchi-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">46294</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Poesia13</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/11/poesia13/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/11/poesia13/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 22:01:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Cava]]></category>
		<category><![CDATA[andrea cortellessa]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Loreto]]></category>
		<category><![CDATA[Cecilia Bello Minciacchi]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Ignani]]></category>
		<category><![CDATA[elisa davoglio]]></category>
		<category><![CDATA[escargot]]></category>
		<category><![CDATA[fabio zinelli]]></category>
		<category><![CDATA[federico francucci]]></category>
		<category><![CDATA[Fiammetta Cirlli]]></category>
		<category><![CDATA[Florinda Fusco]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Varrone]]></category>
		<category><![CDATA[francesca fiorletta]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Maria Annovi]]></category>
		<category><![CDATA[gilda policastro]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Patrizi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Marmo]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Ferroni]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Marzaioli]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Pugno]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Riviello]]></category>
		<category><![CDATA[luigi socci]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Giovenale]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Concetta Petrollo]]></category>
		<category><![CDATA[maria grazia calandrone]]></category>
		<category><![CDATA[Mariangela Guàtteri]]></category>
		<category><![CDATA[marilena renda]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Manganelli]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Fianco]]></category>
		<category><![CDATA[michele zaffarano]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Febbraro]]></category>
		<category><![CDATA[paolo giovannetti]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Zublena]]></category>
		<category><![CDATA[poesia13]]></category>
		<category><![CDATA[renata morresi]]></category>
		<category><![CDATA[Rieti]]></category>
		<category><![CDATA[roberto galaverni]]></category>
		<category><![CDATA[Sara Ventroni]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Ottonieri]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Bagnoli]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Ostuni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=45600</guid>

					<description><![CDATA[&#160; dal 17 al 19 maggio a Rieti &#160; &#62; presso la ex chiesa di San Giorgio e la Sala San Giorgio della Biblioteca &#60; tre giorni di letture e discussioni aperte al pubblico, con poeti e critici. &#160; Incontro &#160; (https://www.facebook.com/events/191832644300119/) a cura di ESCargot (https://www.facebook.com/pages/ESCargot-Scrivere-con-lentezza/379992238774953) Intervengono: Gian Maria Annovi Vincenzo Bagnoli Cecilia Bello Minciacchi Maria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 align="center"><b><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/poesia13.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-45601" alt="poesia13" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/poesia13.jpg" width="850" height="340" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/poesia13.jpg 850w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/poesia13-300x120.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/poesia13-700x280.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /><br />
</a><br />
</b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><b>dal 17 al 19 maggio a Rieti</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">&gt; presso la ex chiesa di San Giorgio e la Sala San Giorgio della Biblioteca &lt;</p>
<p align="center">tre giorni di letture e discussioni aperte al pubblico, con <b>poeti e critici</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><b>Incontro</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">(<a href="https://www.facebook.com/events/191832644300119/" target="_blank">https://www.facebook.com/events/191832644300119/</a>)</p>
<p align="center">a cura di <b>ESCargot</b></p>
<p align="center">(<a href="https://www.facebook.com/pages/ESCargot-Scrivere-con-lentezza/379992238774953" target="_blank">https://www.facebook.com/pages/ESCargot-Scrivere-con-lentezza/379992238774953</a>)</p>
<p align="center">Intervengono:</p>
<p style="text-align: center" align="center">Gian Maria <strong>Annovi</strong><br />
Vincenzo <strong>Bagnoli</strong><br />
Cecilia Bello <strong>Minciacchi</strong><br />
Maria Grazia <strong>Calandrone</strong><br />
Alessandra <strong>Cava</strong><br />
Fiammetta <strong>Cirilli</strong><br />
Andrea <strong>Cortellessa</strong><br />
Elisa <strong>Davoglio</strong><br />
Paolo <strong>Febbraro</strong><br />
Giulio <strong>Ferroni</strong><br />
Michele <strong>Fianco</strong><br />
Francesca <strong>Fiorletta</strong><br />
Federico <strong>Francucci</strong><br />
Florinda <strong>Fusco</strong><br />
Roberto <strong>Galaverni</strong><br />
Paolo <strong>Giovannetti</strong><br />
Marco <strong>Giovenale</strong><br />
Mariangela <strong>Guatteri</strong><br />
Antonio <strong>Loreto</strong><br />
Massimiliano <strong>Manganelli</strong><br />
Giovanna <strong>Marmo</strong><br />
Giulio <strong>Marzaioli</strong><br />
Renata <strong>Morresi</strong><br />
Vincenzo <strong>Ostuni</strong><br />
Tommaso <strong>Ottonieri</strong><br />
Giorgio <strong>Patrizi</strong><br />
Maria Concetta <strong>Petrollo</strong><br />
Gilda <strong>Policastro</strong><br />
Laura <strong>Pugno</strong><br />
Marilena <strong>Renda</strong><br />
Lidia <strong>Riviello</strong><br />
Luigi <strong>Socci</strong><br />
Sara <strong>Ventroni</strong><br />
Michele <strong>Zaffarano</strong><br />
Fabio <strong>Zinelli</strong><br />
Paolo <strong>Zublena</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center" align="center">Con il sostegno della <strong>Fondazione Varrone</strong><br />
In collaborazione con la <strong>Libreria Moderna</strong> di <strong>Rieti</strong><br />
Sarà presente il fotografo <strong>Dino Ignani</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center" align="center">*</p>
<p>ESCargot è un gruppo di poeti e critici unito da un&#8217;esigenza di confronto sulle forme e i modi della scrittura contemporanea. A partire dal 2009, ESCargot ha dato vita a una lunga serie di incontri letterari soprattutto presso l&#8217;atelier occupato ESC di San Lorenzo a Roma.</p>
<p>Tra gli eventi più significativi organizzati negli anni si segnalano le serate dedicate a Edoardo Sanguineti, a cinema e poesia, al cinquantenario dei Novissimi, alla prosa contemporanea, a Elio Pagliarani, oltre a presentazioni collettive di libri di poesia. Critici e autori esterni al gruppo sono stati regolarmente coinvolti nelle attività di ESCargot.</p>
<p>Nel tempo, tra i suoi componenti, si è consolidata l&#8217;idea di sviluppare un vero e proprio laboratorio di confronto fra poetiche: &#8220;Poesia13&#8221; è la prima risposta a questa comune esigenza. L&#8217;appuntamento riunirà a Rieti diciannove poeti e quattordici critici, che saranno impegnati per tre giorni in letture e commenti ai testi ascoltati e, più in generale, in interventi relativi allo stato della poesia contemporanea.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/11/poesia13/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">45600</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-10-25 14:47:24 by W3 Total Cache
-->