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		<title>Malati senza saperlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[chiara valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 07:00:11 +0000</pubDate>
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<p>di <strong>Marco Motta</strong></p>
<p>Del dottor Knock vi potete fidare. Non lascia mai nulla al caso. Un vago malessere v’insidia, e lui accende la luce sul versante in ombra della vostra salute. Vi dice nome e cognome del malanno, vi spiega che siete solo uno tra i moltissimi che ne soffrono, e che una terapia efficace e sicura c’è già, basta fare un salto in farmacia. E sul bancone troverete anche la sua pillola di saggezza: <em>le persone sane sono malati senza saperlo</em>. Il dottor Knock, bombetta occhialini tondi e viso arcigno, protagonista di un film francese degli anni cinquanta (ma basato su un’opera teatrale scritta da Jules Romains nel 1923, <em>Knock o il trionfo della medicina</em>), è il cinico Virgilio del documentario <strong>Inventori di malattie</strong>, trasmesso il 5 agosto scorso su Rai3 nella serie <em>C’era una volta </em>(ma ancora visibile <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2d46eae7-7cab-4a04-a354-be9b1e43ef3f.html?p=0">qui</a>), frutto del lavoro di Nicoletta Dentico, Francesca Nava e Luca Cambi, che ne ha anche curato la regia.<br />
<span id="more-20749"></span><br />
Antesignano del marketing delle malattie, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gMqEkyNnjbE">il dottor Knock </a>incarna perfettamente lo spirito odierno di Big Pharma, il complesso delle grandi industrie farmaceutiche mondiali. E il suo motto riassume il principio che orienta da un po’ di anni a questa parte le strategie dei produttori di pillole. <em>Disease mongering </em>l’hanno chiamato negli Stati Uniti, la creazione di malattie, una gigantesca operazione di marketing.</p>
<p>Di marketing e non di ricerca, perché, come racconta Marcia Angell in <strong>Farma&#038;Co</strong> (Il Saggiatore, 2006), le grandi industrie riutilizzano anche principi attivi già noti come quello del più celebre degli antidepressivi Prozac per curare disturbi lievi: un nome nuovo (Sarafem) un colore nuovo (rosa e lavanda invece di verde), ed ecco trovata la cura per il disturbo disforico premestruale, lo stato di irritabilità che accompagna quei giorni.</p>
<p>Sindrome delle gambe stanche, disturbo da ansia sociale (la timidezza d’un tempo), sindrome del colon irritabile sono tra le hit più popolari delle nuove malattie negli Usa. Ma anche dove si tratta di colesterolo o di ADHD (il deficit di attenzione nei bambini iperattivi), che in certi specifici casi possono richiedere l’uso di medicine, il problema è l’allargamento ingiustificato a milioni di persone della terapia farmacologica.</p>
<p>La ricetta del successo: conflitti di interesse, quindi medici ricerche e associazioni di pazienti finanziati dai colossi del farmaco, e soprattutto massicce dosi di pubblicità. Già perché il telespettatore americano, spaparanzato in poltrona a guardare la tv nelle fasce di massimo ascolto, viene bombardato di pubblicità diretta sui farmaci, che gli fa scoprire semplici soluzioni per quei fastidiosi disturbi. A ognuno la sua malattia, milioni di pillole per milioni di nuovi malati. E i farmaci blockbuster ingrossano i bilanci delle aziende con miliardi di dollari. Un deriva tutta americana? In Europa da anni è in corso una battaglia sulla pubblicità diretta dei farmaci, ma il Parlamento europeo ha sempre respinto l’idea. Finora. La bombetta del dottor Knock, però, già s’intravede all’orizzonte.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-20759  aligncenter" title="knock_1" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/08/knock_1-300x221.jpg" alt="knock_1" width="300" height="221" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/08/knock_1-300x221.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/08/knock_1.jpg 479w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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