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	<title>giornata della memoria &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Le bleu du malheur </title>
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		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 10:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[alfred jarry]]></category>
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					<description><![CDATA[<br />di<strong> Augusto Petruzzi</strong><br /><br /><em> Surriscaldato da forze centrifughe, il ‘900 si torce al centro intorno ad una catastrofe, l’unica vera tragedia del nostro tempo. </em>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><em><big>Le bleu du malheur</big></em></strong><br />
&nbsp;<br />
di<strong> Augusto Petruzzi</strong></p>
<p align="right"><small><em>&#8220;Ciò per cui troviamo le parole è spesso già morto nel nostro cuore.<br />
Vi è sempre una sorta di  disprezzo nell&#8217;atto del parlare&#8221;</em><br />
[Friedrich Nietzsche]</small></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/01/a.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/01/a.jpg" alt="a" width="369" height="597" class="alignright" /></a> Rileggi alcune note, sono trascorsi 10 anni, per una collana editoriale mai nata, “scritture del disastro”. Quel che ti separa da loro, lo ritrovi insieme ad alcune foto, è un tempo trascorso che ha già seppellito se stesso. Scegli soltanto di ricordare intorno a qualche frammento.</p>
<p><i>Alcuni uomini hanno scelto la scrittura come pratica d’impossibile, non per assecondare un tentativo o una tentazione ma alla stregua di esseri affetti da particolari disturbi dello spazio che possono attraversare unicamente a condizione di non toccare quei fili invisibili di cui, unici depositari, sono a conoscenza. Tra loro, alcuni hanno scelto, al posto di delimitate porzioni d’aria, il movimento instancabile accanto a quei fili. Percorsi dove il tempo e la materia sono soggetti a perturbazioni. Assistiamo dunque ad accelerazioni e glaciazioni repentine, la scrittura ne è contagiata, brulica, brucia o si arresta fino ai limiti di pura registrazione. Altri, provando talvolta a spezzare l’ordito di quei fili invisibili, scelgono volontariamente di esporsi al disastro…</i></p>
<p>Immagini sbiadite di altri, ascoltati in famiglia. Soldati tedeschi armati della loro lingua, anche… pane nero, fuga in campagna, mio padre piccolino con sua madre.</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/01/b.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/01/b.jpg" alt="a" width="369" height="597" class="alignleft" /></a> <i>Surriscaldato da forze centrifughe, il ‘900 si torce al centro intorno ad una catastrofe, l’unica vera tragedia del nostro tempo. </i></p>
<p>Quel che i documentari ci hanno mostrato dell’orrore dei campi non restituisce la verità perché nessuna macchina potrebbe. Anni fa hai avuto l’occasione di assistere ad alcune sessioni di montaggio di un documentario sui sopravvissuti toscani. Le parole filmate, ascoltate e ripetute tra impassibilità e commozione, continuavano solo a rivelare una verità che nessuno conoscerà mai. Alla presentazione c’erano alcune delle persone intervistate. Il loro sguardo, dopo la proiezione, lo ricordi bene. Ricordi cosa hai visto nei loro occhi, la prova del tuo non sapere…</p>
<p><i>Chi testimonia per il testimone ?  </i></p>
<p>Alcuni studi dicono che molti dei sopravvissuti riuscirono a superare quei giorni grazie al canto, ricordi “Abbiamo lasciato il campo cantando” di Etty Hillesum, che non ritornò. Ricordi il  “<strong><em>Quartetto per la fine del tempo</em></strong>” eseguito per la prima volta nel campo di lavoro di Görlitz.<br />
<center></p>
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<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-47428-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="http://www.suave-est-nus.org/Olivier-Messiaen-Liturgie-de-Cristal-Quartetto-per-la-Fine-dei-Tempi-.mp3?_=1" /><a href="http://www.suave-est-nus.org/Olivier-Messiaen-Liturgie-de-Cristal-Quartetto-per-la-Fine-dei-Tempi-.mp3">http://www.suave-est-nus.org/Olivier-Messiaen-Liturgie-de-Cristal-Quartetto-per-la-Fine-dei-Tempi-.mp3</a></audio></div>
<p></center><br />
Messiaen ha cercato di esprimere qualcosa di umanamente impensabile, la scomparsa del tempo, un tempo che si estingue. Il tempo si estingue nell’esperienza interiore e come tale non può essere trasmessa.</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/01/c.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/01/c.jpg" alt="a" width="369" height="597" class="alignright" /></a> <i>Qualcosa è successo…</i></p>
<p>Nomi… storie… troppi come i libri attraversati dai tuoi 19 anni su ogni aspetto di quel che accadde e poi voler ritrovare tra le pieghe di altre pagine le narrazioni. La coscienza dell’impossibilità di sapere segnò l’arte ed il pensiero nella ricerca della verità e <i>Alcuni uomini</i>&#8230; Pensi ad Ingeborg Bachmann che della catastrofe portò sempre con se un livido sonoro, il suono dei tamburi delle SS che sfilano a Klagenfurt, la sua città natale, per lei bambina fu un evento traumatico. Rievoca l’episodio in un racconto “Giovinezza in una città austriaca”. Pensi a Samuel Beckett che durante la guerra diventò null’altro che un anonimo raccoglitore di patate per aderire al paesaggio campestre nel miglior modo possibile… Ricordi quel che scrisse uno sconvolto Michel Foucault spettatore di “Aspettando Godot”.</p>
<p><i>Le blue du malheur…</i></p>
<p>Tradotto potrebbe divenire <i>L’azzurro della catastrofe</i>, impossibile restituirne le molteplici sfumature. Accostamento simbolico tra il titolo, “L’azzurro del cielo”, di un celebre romanzo di Georges Bataille e <i>malheur</i>, un termine caro a Simone Weil che nel suo pensiero evoca  sconfitta, catastrofe, disastro. Nel romanzo, il personaggio di Lazare è Simone Weil. Rileggo, dopo tanti anni, alcune pagine, la prima parte, le pagine dove appare Lazare e le ultime due; quando a prendere il posto dell’oscena depravazione dei corpi è l’oscenità sonora di una parata di giovani in divisa. L’atmosfera torbida, che pagina dopo pagina ha violentato le vite dei protagonisti, alla fine si dispiega nei segni premonitori dell’imminente disastro…</p>
<p><i>Un tempo dove “le macerie non hanno più tempo di diventare rovine” come afferma Marc Augè, rendendo profetiche le parole che Alfred Jarry fa pronunciare alla sua creatura in Ubu incatenato “non avremo distrutto niente finche non avremo distrutto anche le macerie”.</i></p>
<p align="right">“…attraversare il male senza prendersi per una incarnazione del  bene”</p>
<p align="right">    (Tzvetan Todorov)</p>
<p>&nbsp;<br />
<strong>Credits Immagini</strong><br />
Senza titolo &#8211; Studio su Fallimento I &#8211; V di Samuel Beckett (tecnica mista su carta 2003)</p>
<p>Senza titolo &#8211; Studio su Fallimento I &#8211; V di Samuel Beckett (tecnica mista su carta 2003)</p>
<p>Senza titolo &#8211; Studio su Fallimento I &#8211; V di Samuel Beckett (tecnica mista su carta 2003)<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Srebrenica 2009 appunti su un genocidio 24-25/1 Olginate LC</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 06:26:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[balcani]]></category>
		<category><![CDATA[bosnia erzegovina]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Srebrenica]]></category>
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					<description><![CDATA[Un evento dedicato, in occasione della Giornata della Memoria 2009, al ricordo del genocidio di Srebrenica (luglio 1995) e delle guerre balcaniche degli anni &#8217;90. Sabato 24 gennaio 2009 ore 21.00 e domenica 25 gennaio 2009 dalle ore 11.00 a Olginate (Lecco) Il massacro di Srebrenica fu un genocidio e crimine di guerra, consistito nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/img_7886.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13350" title="img_7886" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/img_7886.jpg" alt="" width="450" height="299" /></a></p>
<p>Un evento dedicato, in occasione della Giornata della Memoria 2009, al ricordo del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Srebrenica">genocidio</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Srebrenica">Srebrenica</a> (luglio 1995) e delle guerre balcaniche degli anni &#8217;90.</p>
<p>Sabato 24 gennaio 2009 ore 21.00 e domenica 25 gennaio 2009 dalle ore 11.00 a <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Olginate+LC,+Italia&amp;sll=45.786741,9.366407&amp;sspn=0.034834,0.061283&amp;ie=UTF8&amp;g=Olginate+LC,+Italia&amp;s=AARTsJqZ2Y6n4sKLcRW1kC_IQB1q6ZDwSg&amp;view=map">Olginate (Lecco)</a><br />
<span id="more-13349"></span></p>
<blockquote cite="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Srebrenica"><p>Il massacro di Srebrenica fu un genocidio e crimine di guerra, consistito nel massacro di migliaia di musulmani bosniaci nel luglio 1995 da parte delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladić nella zona protetta di Srebrenica che si trovava al momento sotto la tutela delle Nazioni Unite.</p>
<p>È considerato uno dei più sanguinosi stermini di massa avvenuti in Europa dai tempi della seconda guerra mondiale: secondo fonti ufficiali le vittime del massacro furono circa 7.800, sebbene alcune associazioni per gli scomparsi e le famiglie delle vittime affermino che furono oltre 10.000. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Srebrenica">Wikipedia</a></p></blockquote>
<p>Programma<br />
Sabato 24 gennaio 2009 &#8211; ANTEPRIMA ore 21.00 &#8211; Cinema Jolly, <a title="carta geografica" href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=via+Don+Gnocchi+13,+Olginate&amp;sll=45.800517,9.415137&amp;sspn=0.009873,0.021629&amp;g=Piazza+Marchesi+d%27Adda,+Olginate&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.800249,9.412086&amp;spn=0.009873,0.021629&amp;z=16&amp;iwloc=addr">via Don Gnocchi 13</a><br />
Proiezione del film-documentario <a href="http://www.cinemaitaliano.info/ratanecebiti">RATA NECE BITI! (Non ci sarà la guerra) di Daniele Gaglianone</a></p>
<p>Domenica 25 gennaio 2009 ore 11.00 &#8211; Villa Sirtori, <a title="carta geografica" href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Piazza+Marchesi+d%27Adda,+Olginate&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=45.688268,88.59375&amp;ie=UTF8&amp;z=16&amp;iwloc=addr">piazza Marchesi d’Adda</a><br />
Inaugurazione mostra fotografica “Srebrenica 1995-2007: 12 anni dopo“.<br />
ore 14.00 &#8211; Cinema Jolly<br />
Visione del film “Inventario Balcanico” ed intervento di Federico Rossin, critico cinematografico.</p>
<p>ore 16.00 &#8211; Sala consiliare, <a title="carta geografica" href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Piazza+Roma,+Olginate&amp;sll=45.800249,9.412086&amp;sspn=0.009873,0.021629&amp;g=via+Don+Gnocchi+13,+Olginate&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.801685,9.411871&amp;spn=0.009873,0.021629&amp;z=16&amp;iwloc=addr">piazza Roma</a><br />
Conferenza storica: “Frammenti del conflitto in Bosnia-Erzegovina” Relatori:<br />
* Michele Nardelli, Responsabile delle Relazioni Internazionali di Osservatorio sui Balcani<br />
* Luca Rosini, regista e giornalista</p>
<p>ore 19.00 &#8211; Villa Sirtori<br />
Aperitivo balcanico.</p>
<p>ore 19.30 &#8211; Villa Sirtori<br />
Concerto dei Circo Abusivo.</p>
<p>ore 21.00 &#8211; Cinema Jolly<br />
“A come Srebrenica”. Spettacolo teatrale di e con Roberta Biagiarelli.</p>
<p>Organizzato da <a href="http://www.srebrenica2009.org/dinamo-culturale/">Associazione Dinamo Culturale</a> con il patrocinio di <a href="http://www.osservatoriobalcani.org/">Osservatorio sui Balcani</a>, Comune di Olginate, Provincia di Lecco e<a href="http://www.lescultures.it/f"> Les cultures</a>.</p>
<p>La fotografia &#8220;Due bambini dentro l&#8217;Hotel Domàvia&#8221; è di Luca Cicchello 2007 ed è tratta dalla <a href="http://www.srebrenica2009.org/2008/12/mostra-fotografica/">mostra fotografica</a> anticipata sul sito degli organizzatori.</p>
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