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	<title>I costruttori di vulcani &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Su &#8220;I costruttori di vulcani&#8221; di Carlo Bordini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 08:30:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[carlo bordini]]></category>
		<category><![CDATA[I costruttori di vulcani]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Sossella]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Roversi]]></category>
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					<description><![CDATA[La inquieta e affascinante follia della parola di Roberto Roversi Nelle pagine di prefazione (o di introduzione) di Francesco Pontorno è detto tutto ciò che si doveva dire, non c’è quindi bisogno di completare o aggiungere nulla, nello specifico e per l’occasione. Su queste pagine, posso semmai prendermi l’arbitrio, controllato, di stendere una breve riflessione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/07/il-libro-del-giorno-i-costruttori-di-vulcani-L-1.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/07/il-libro-del-giorno-i-costruttori-di-vulcani-L-1-180x300.jpg" alt="" title="il-libro-del-giorno-i-costruttori-di-vulcani--L-1" width="180" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-36211" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/07/il-libro-del-giorno-i-costruttori-di-vulcani-L-1-180x300.jpg 180w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/07/il-libro-del-giorno-i-costruttori-di-vulcani-L-1.jpeg 192w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a></p>
<p><em>La inquieta e affascinante follia della parola</em></p>
<p>di <strong>Roberto Roversi</strong></p>
<p>Nelle pagine di prefazione (o di introduzione) di Francesco Pontorno<br />
è detto tutto ciò che si doveva dire, non c’è quindi bisogno di<br />
completare o aggiungere nulla, nello specifico e per l’occasione.<br />
Su queste pagine, posso semmai prendermi l’arbitrio, controllato, di<br />
stendere una breve riflessione semplicemente da lettore; su questo<br />
volume di Bordini che ha il merito e la forza (come è stato detto) di<br />
srotolare problemi, emozioni, violenze utili e riflessive.<br />
Proprio cosí.<br />
Denso fino all’orlo, induce a questa disposizione problematica e alle<br />
piú specifiche considerazioni, entrando nel merito.<br />
<span id="more-36210"></span><br />
Dunque:<br />
è un breviario? è un libro di viaggio? un Wanderbuch con le relative<br />
implicazioni di sorprese e di risvegli intrisi di faticose consolazioni?<br />
Lo posso riavvicinare (si può dire?) alla dolorosa compulsiva agitazione<br />
letterariamente esaltante di Walser, al suo andare abbastanza<br />
intrepido, nelle sue passeggiate, sotto la sferza di una pioggia calda o<br />
fredda della vita? O è una autobiografia apertamente impietosa, tesa<br />
a scavare in ogni dettaglio delle giornate passate o perdute e a cercare<br />
di ritrovare una qualche unità con il dovuto vigore nelle regole<br />
ferree e sia pure dilacerate della scrittura?<br />
Dico intanto che è un fiume. Un fiume che va e viene e si ripercuote,<br />
scorrendo, fra le rive. Ascolto il frusciare deciso delle parole (dell’acqua)<br />
sull’erba (le righe del testo, le parole che si aprono e si<br />
chiudono, si rinchiudono, scosse dal fiato dell’autore che le alimenta<br />
e non le lascia).<br />
Il fiume, cosí, delle parole non lo posso rallentare con le mani degli<br />
occhi; posso solo inseguirlo.<br />
Lo leggo come un ampio racconto, meglio: resoconto, epico in versi.<br />
Un progressivo testamento steso con una rabbia quasi feroce, però<br />
dentro a una luce forte.<br />
Posso dire: a cuore aperto? I vulcani, il loro misterioso cratere che<br />
sembra freddo e indifferente e che all’improvviso esplode, avvampa.<br />
Fuoriescono ceneri e fuochi, balzano a chilometri, in alto? Un<br />
Empedocle che ci gira intorno e si lascia, per fame di conoscenza,<br />
bruciare?<br />
Il racconto, cioè la poesia, si alza si abbassa, respira forte.<br />
Sfoglio (e leggo) le pagine; alle volte sembra di strisciare le mani sul<br />
tronco di un albero che trasmette il brivido del passare del tempo;<br />
che ha trapassato e ha resistito a cento naufragi di inverni, alle tempeste<br />
(della nostra esistenza turbata).<br />
Altre volte la pagina (le pagine) si apre e si ripiega docile, come un<br />
ramo nella fioritura di primavera, poi torna a distendersi, improvvisa,<br />
in un canto di qualche melodia; come fosse toccata (sfiorata)<br />
dalla memoria che sopravviene e adagio la esalta.<br />
I buoni volumi di poesia hanno sempre, a mio parere, un contenuto<br />
esplosivo; perciò, sempre a mio parere, vanno maneggiati (letti, riletti)<br />
con cura, con lo scrupolo di una attenzione costante per ogni dettaglio.<br />
Per arrivare al fondo, a percepirne il respiro interno, il mormorio<br />
(appunto) delle acque, il fuoco dei tramonti (appunto) il fiume<br />
Pecos e i bisonti che bivaccano vicino e osservano il cielo e non sanno<br />
che stanno aspettando la morte. Eppure sono scossi da un tremito.<br />
Nelle pagine densissime del prefatore è già detto tutto (lo ripeto) e<br />
si è portati a ben intendere, a capire.<br />
Ripeto: il volume è buono nel senso pieno e autentico di portatore di<br />
umori, di valori, di rabbie e furori autentici (introiettati e distesi) .<br />
Aiuta, nella lettura, l’empito (trascinante) quasi eroico nei termini<br />
della pazienza e dell’infinita resistenza e insistenza sugli inestricabili<br />
(e affascinanti) lacci e legami che compongono (confortano o addolorano)<br />
una esistenza umana. Una vita vissuta.<br />
Per richiamarmi all’inizio di queste righe, direi proprio che questo<br />
libro è una autobiografia in frenetico dettaglio. Lo è; come i libri<br />
che contano e che parlano. Facendosi ascoltare.</p>
<p>°</p>
<p>[Carlo Bordini, <em>I costruttori di vulcani &#8211; Tutte le poesie 1975-2010</em>,  &#8211; Luca Sossella Ed., Roma 2010. Con una nota di Roberto Roversi e un&#8217;introduzione di Francesco Pontorno.] </p>
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