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	<title>I Racconti &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Cometa Del Giudice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca fiorletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 12:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Del Giudice]]></category>
		<category><![CDATA[Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[I Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[prosa contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[tiziano scarpa]]></category>
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					<description><![CDATA[di Francesca Fiorletta come cometa non sono niente, se non i nomi e le motivazioni che mi danno al passaggio, non ho volontà, non ho spiegazioni, non ho alcun fine, non ho memoria, ogni volta è una novità, come cometa, mentre mi osservano, me ne sto andando… Sono esattamente come comete I Racconti di Daniele Del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_63788" aria-describedby="caption-attachment-63788" style="width: 182px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-63788 size-medium" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/07/einaudi-del-giudice-racconti-182x300.jpg" alt="einaudi-del-giudice-racconti" width="182" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/07/einaudi-del-giudice-racconti-182x300.jpg 182w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/07/einaudi-del-giudice-racconti-621x1024.jpg 621w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/07/einaudi-del-giudice-racconti.jpg 655w" sizes="(max-width: 182px) 100vw, 182px" /><figcaption id="caption-attachment-63788" class="wp-caption-text">Daniele Del Giudice, I Racconti, Einaudi Editore, marzo 2016</figcaption></figure>
<p>di <strong>Francesca Fiorletta</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">come cometa non sono niente, se non i nomi e le motivazioni che mi danno al passaggio, non ho volontà, non ho spiegazioni, non ho alcun fine, non ho memoria, ogni volta è una novità, come cometa, mentre mi osservano, me ne sto andando…</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Sono esattamente come comete <em>I Racconti</em> di Daniele Del Giudice, raccolti e pubblicati da Einaudi questa primavera, con la prefazione di Tiziano Scarpa.<br />
Come comete conservano e innalzano la forza dirompente dell’immaginazione, trascinano chi sta a guardare in un universo parallelo fatto di gioco e magia, fatto di luci e soprattutto ombre, di apparizioni e soprattutto fughe, di molteplici assenze e, evidentemente, di altrettante presenze umane, ingombranti, corporali.<span id="more-63787"></span><br />
Corpi provati da disagi mentali o fisici, come il protagonista quasi cieco del primo racconto, <em>Nel museo di Reims</em>, il cui occhio insiste e persevera in una personale e spasmodica ricerca, di colore, di soggetto, sostanzialmente di un senso, un senso ultimo alla vita, forse, trasposto per ironia della sorte in un quadro celeberrimo, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_morte_di_Marat">La morte di Marat</a>, che prima di essere un rivoluzionario era un medico molto impegnato proprio nella cura dei disturbi della vista.<br />
Corpi per contrasto invece dotati di abilità particolari, molto sviluppate, come l’uomo che incontriamo nel secondo racconto, <em>L’orecchio assoluto</em>, ma che disgraziatamente, perfetto capro espiatorio (involontario?) di un destino che non rispecchia mai ciò che davvero desideriamo, non farà certo una bella fine.<br />
E ancora, corpo che si prova a far tornare dall’aldilà, &#8220;solo&#8221; per la pruriginosa curiosità di vedere <em>«Com’è adesso!»</em>, ma anche corpo liquido, che si cela dietro un nick name, come in <em>Evil Live</em>, in cui dei misteriosi narratori senza volto paiono comporre a più voci la partitura di un combattimento, probabilmente letale, sicuramente &#8211; ancora una volta! &#8211; molto carnale, materico, più che intimo.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">In qualche altro luogo della Terra un&#8217;altra persona rastrema come ogni giorno il gruppo di discussione della propria ossessione, mediamente a quell&#8217;ora spazza il mare come un incrociatore, spazza e sorveglia lo specchio d&#8217;acqua delle manie condivise, ritaglia dal mare grande dell&#8217;alternativo e dell&#8217;abuso, gorgogliante chissà dove nella Rete, ciò che aspetta e desidera.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">È così che Del Giudice descrive il mondo del web, è così che rimedita la virtualità sulla pelle dei suoi personaggi, evanescenti eppure brutalmente comuni, sostanzialmente in cerca di un proprio spazio nel mondo, e soprattutto nel tempo.<br />
Ecco un altro dei temi fondamentali, un fil rouge che percorre e anima l’intera raccolta. La memoria, la storia, il passato. Mai però, espressamente, il futuro.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Così non esisteva profondità e nemmeno superficie, né prima né dopo, o meglio erano la stessa cosa, coesistendo perfettamente nella loro storia.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questo passaggio del <em>Naufragio con quadro</em> spiega anche bene l’importanza che l’arte figurativa e più in generale le immagini tutte rivestono nella scrittura lucente e meditabonda di Del Giudice, che passa con disinvoltura dall’immedesimarsi in un esploratore perso nell’Antartide (<em>Ritornare al Sud</em>), all’analizzare minuziosamente e quasi con spirito maniacale i tratti somatici che assume il nostro volto nelle diverse occasioni che la vita ci pone davanti (<em>«Fitness» delle emozioni nel ritratto</em>).<br />
Sembrerebbe appunto senza tempo lo sguardo vivido di Del Giudice, che attraversa galassie e continenti, si sofferma come farfalla sulle epoche più antiche e subito ronza come moscone sulla sfacciata ultra modernità.<br />
Sembrerebbe, perché la sua scrittura non è mai veramente assertiva: ogni racconto, del resto, si conclude senza una vera fine, ribaltando senza posa le convinzioni che l’avevano tenuto in piedi &#8211; pure così bene! &#8211; fino a qualche riga più su.<br />
È perciò una ricerca, la sua, inesausta e inesauribile. Di cosa? Ce lo dice bene Tiziano Scarpa:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">la cosa indicibile, imprendibile, ineffabile: la più strana di tutte, la più inspiegabile, quella che illumina tutte le altre senza poter essere mai vista: la cosa gratuita, indisponibile, irreparabile: il tempo.</p>
</blockquote>
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