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	<title>Il cane di Pavlov &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Una lettura de &#8220;Il cane di Pavlov&#8221; di Frungillo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2014 06:09:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[eros]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Filia]]></category>
		<category><![CDATA[Il cane di Pavlov]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Frungillo]]></category>
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					<description><![CDATA[di Francesco Filia Il cane di Pavlov (resoconto di una perizia), Edizioni D’If , 2013 &#8211; ultima opera di Vincenzo Frungillo &#8211; è un’altra magnifica esplorazione nel rapporto tra bios e storia, questa volta visto nell’ottica del rapporto tra eros e scienza, o, meglio, apparato tecnico-scientifico. La scienza che si trasforma in apparato tecnologico è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Francesco Filia</strong></p>
<p><em>Il cane di Pavlov (resoconto di una perizia)</em>, Edizioni D’If , 2013 &#8211; ultima opera di Vincenzo Frungillo &#8211; è un’altra magnifica esplorazione nel rapporto tra <em>bios</em> e <em>storia</em>, questa volta visto nell’ottica del rapporto tra <em>eros</em> e <em>scienza</em>, o, meglio, apparato tecnico-scientifico. La scienza che si trasforma in apparato tecnologico è parallela all’eros che si trasforma in pornografia, nelle prime c’è una dimensione dell’uomo nella sua totalità, sia nell’eros che nella scienza classica l’uomo è il fine, nella pornografia e nell’apparato tecnico è una funzione, dal tutto alla parte (non più l’uomo nella sua interezza, ma la mano che muove la macchina, l’occhio che osserva la cavia, il sesso che si eccita o è eccitato). Ma questa condizione sembra dirci Frungillo è in aggirabile, non può essere rimossa, deve essere attraversata, perché è la nostra condizione epocale, il nostro destino, anzi va radicalizzata, colta alla sua radice, estremizzata, lì dove c’è un ipocrita dire e non dire deve emergere la cruda realtà.<br />
<span id="more-48367"></span><br />
Tale intento prende forma sin dai primi versi. Versi &#8211; che pur restando sempre brevi, scarni e nervosi &#8211; attraversano varie dimensioni, dal poema scientifico-didascalico all’invettiva anche se raggelata, dal monologo interiore alla descrizione epica. Man mano che le situazioni e i personaggi si delineano, subito si fa chiaro che ci troviamo in pieno “sottosuolo”. La perizia psichiatrica a cui si sottopone la protagonista Martina, asettica e spietata voce narrante del monologo poetico, è una vera e propria testimonianza dagli inferi. Lei, come il protagonista delle<em> Memorie</em> dostoevskjiane, orgogliosamente ritiene di aver portato gli eventi alle estreme conseguenze, infatti, sembra che Martina possa quasi pronunciare le stesse parole della voce narrante delle <em>Memorie</em>: “Quanto a me, io non ho mai fatto altro che spingere all’estremo, nella mia vita, ciò che voi osavate spingere solo a metà, chiamando saggezza la vostra vigliaccheria e consolandovi così con delle menzogne. Perciò io forse sono ancora più vivo di voi.” Naturalmente bisogna stabilire se questa radicalità presunta sia stata raggiunta dalla protagonista.</p>
<p>La storia è ambientata in una Milano contemporanea, abitata da anonimi trentenni giunti nella capitale del nord in cerca di lavoro o per “sfondare”. Che, però, si ritrovano occupati in aziende più o meno grandi, in uffici con lavori avvilenti e inutili, nella loro particolareggiata utilità, precari e malpagati, in cui imperversa una competizione disperata, senza alcun sbocco e, per questo, ancor più sadica. Questo è lo sfondo entro cui si muove la vicenda, che parte da uno dei rituali contemporanei, quello dell’aperitivo serale post-lavoro, funzionale al lavoro stesso, come lo è il fine settimana, per far tornare i funzionari-cavie dell’appartato tecnico post-industriale alle loro mansioni, ricaricati, come cani a cui è stata allentata la catena per scorazzare un po’. E’ in questo contesto che i due protagonisti, Martina e Bruno, si incontrano e iniziano la loro relazione sadomaso. Martina, dominata nella società, nel ruolo della dominante che introduce Bruno, prototipo nerd, ai “piaceri” delle pratiche Bdsm. Frungillo sembra comprendere bene, e lo sviluppo della vicenda cadenzato nelle quattro fasi dell’esperimento pavloviano lo mostra, che le due posizioni, quella del dominato e del dominante, sono interscambiabili, perché inconsciamente i due personaggi si identificano con entrambe, ed è solo per un accidente o per la necessità di un riconoscimento reciproco che un personaggio interpreti uno dei due ruoli. Perché è la magmaticità stessa del desiderio – quando il soggetto desiderante non è più tale ma ridotto a mera funzione sia della specie che della società &#8211; a non trovare un oggetto che possa soddisfarla, un ordine che la possa contenere e quindi non acquisisce Forma, in quanto è lo stesso ordine sociale, trasformatosi in apparato, ad essere diventato amorfo, un sintomo nevrotico della malattia uomo. E allora non resta che ritirarsi nel sottosuolo di un fine settimana domestico, nella tana di un appartamento cittadino e riprodurre, sotto forma di perversione sessuale, la lotta feroce dell’esistenza, ancor più feroce quando essa si mimetizza in forme di consenso sociale. Il vantaggio di questo rito è, invece, che non ha bisogno di dissimulare, ci sono i ruoli, ma sono maschere che, erotizzando il dolore strutturale dell’esistenza e quindi rendendolo pornografico, svelano più che dissimulare, svelano la struttura feroce e pornografica dei rapporti intersoggettivi, una versione grottesca e annichilente della dialettica servo padrone che li connota. </p>
<p>Tra i due protagonisti, colui che porta alle estreme conseguenze l’esperimento e, così, da sottomesso si fa padrone della sua dominante, è Marco, che, a differenza di Martina, non arretra di fronte alla morte, ma vi si immola, trasformando quello che rimaneva pur sempre un gioco in un atto sacrificale. Il ridicolo sacrificio dell’ultimo uomo, ridicolo perché credendo schopenhauerianamente di potersi sottrarre al gioco feroce delle forze le invera un’ultima volta nel momento in cui vuole sottrarvisi, trascina la sua estinzione dal crepuscolo del XIX secolo all’alba del Terzo millennio, inscrivendo sulla sua carne prosciugata il niente della sua epoca, raccogliendo il vuoto agghiacciante dell’esistenza nelle deiezioni del suo corpo per farlo svanire con sé, lasciando Martina nel ruolo di testimone della sua effimera catabasi gnostica, di fronte alla giuria indifferente del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il cane di Frungillo e l&#8217;anitra di Inglese</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/05/05/il-cane-di-frungillo-e-lanitra-di-inglese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2014 12:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro broggi]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Il cane di Pavlov]]></category>
		<category><![CDATA[La grande anitra]]></category>
		<category><![CDATA[libreria Tadino]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Mazziotta]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Frungillo]]></category>
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					<description><![CDATA[ Milano &#8211; Libreria Popolare di via Tadino  Sabato 10 maggio  ¦  ore 19.30 Presentazione e lettura di Vincenzo Frungillo, Il cane di Pavlov &#38; Andrea Inglese, La grande anitra °  Oltre agli autori interverranno Alessando Broggi e Luciano Mazziotta ° Libreria Popolare di via Tadino Soc. Coop.S.r.l.- Via A.Tadino,18 &#8211; 20124 Milano Tel.02 2951 3268 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em> Milano &#8211; Libreria Popolare di via Tadino</em><em> </em></p>
<p align="center">Sabato <strong>10 maggio</strong>  ¦  ore <strong>19.30</strong></p>
<p style="text-align: center;" align="CENTER">Presentazione e lettura di<br />
<strong>Vincenzo Frungillo</strong>, <em>Il cane di Pavlov</em><br />
&amp;<br />
<strong>Andrea Inglese</strong>, <em>La grande anitra</em></p>
<p style="text-align: center;" align="CENTER">°</p>
<p style="text-align: center;" align="CENTER"> Oltre agli autori interverranno<br />
<strong>Alessando Broggi</strong> e <strong>Luciano Mazziotta</strong></p>
<p style="text-align: center;" align="CENTER">°<span id="more-48048"></span></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong>Libreria Popolare di via Tadino Soc. Coop.S.r.l</strong>.- Via A.Tadino,18 &#8211; 20124 Milano Tel.02 2951 3268 <a href="http://webmail1h.orange.fr/webmail/fr_FR/read.html?FOLDER=SF_INBOX&amp;IDMSG=58325&amp;check=&amp;SORTBY=1#" target="_blank">i</a><a href="http://webmail1h.orange.fr/webmail/fr_FR/read.html?FOLDER=SF_INBOX&amp;IDMSG=58325&amp;check=&amp;SORTBY=1#" target="_blank">nfo@libreriapopolare.it</a></p>
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</i>Libreria Associata  <em> </em><strong><i>LIM – Librerie Indipendenti Milano</i></strong></p>
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		<title>Il cane di Pavlov</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2014 07:55:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Il cane di Pavlov]]></category>
		<category><![CDATA[poematicità]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Russo-Mazzacurati]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Frungillo]]></category>
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					<description><![CDATA[di Vincenzo Frungillo [Fase 1.] Il vantaggio di studiare la scienza è vedere tutto nella sua funzione, prepararti all&#8217;amministrazione, lasciare la linea d&#8217;ombra dell&#8217;adolescenza. Una cosa è importante nelle leggi: sabotare le costanti, metterle alla prova, rinvenire le varianti, ciò che resta pur se cambia. Nelle cavie da laboratorio si ripete il sacrificio, l&#8217;innominato destino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right">di <strong>Vincenzo Frungillo</strong></p>
<p style="text-align: justify"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/02/frungillo.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-47643" alt="frungillo" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/02/frungillo.jpg" width="200" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: center">[Fase 1.]</p>
<p>Il vantaggio di studiare la scienza<br />
è vedere tutto nella sua funzione,<br />
prepararti all&#8217;amministrazione,<br />
lasciare la linea d&#8217;ombra dell&#8217;adolescenza.<br />
Una cosa è importante nelle leggi:<br />
sabotare le costanti,<br />
metterle alla prova,<br />
rinvenire le varianti,<br />
ciò che resta pur se cambia.<br />
Nelle cavie da laboratorio<br />
si ripete il sacrificio,<br />
l&#8217;innominato destino<br />
di chi sorseggia il vuoto<br />
come se fosse fonte prima.<br />
Da lì attinge l&#8217;occhio della ragione.<br />
Per millenni l&#8217;hanno fatto i maschi,<br />
io sono stata la prima donna,<br />
questo ha suscitato tanto scalpore,<br />
sono Tatiana che distrugge il suo eroe.</p>
<p>Bruno non era pronto per mettersi a nudo.<br />
Allora sono stata io a fare la prima mossa.<br />
&#8220;Se vuoi, dopo l&#8217;aperitivo,<br />
puoi venire a casa mia,<br />
ti mostro le foto dei cani.&#8221;<br />
Lui ha sorriso, ha guardato gli amici.<br />
Aveva paura, cercava aiuto.<br />
&#8220;Si, sarebbe bello, così capisco&#8221;.<br />
Era proprio quello che volevo,<br />
mostrargli ciò che dicevo.<br />
Nel parco Bruno ha ripreso a parlare,<br />
non si teneva, era eccitato,<br />
e piuttosto ubriaco.<br />
Mi ha sfiorato per due volte la mano,<br />
credo sia stato un caso,<br />
poi ha indicato un fiore:<br />
&#8220;La luce che ci attraversa<br />
illumina tanto la vita che la morte,<br />
la loro bellezza sfiorirà tra poche ore&#8221;.<br />
&#8220;L&#8217;hai scritta tu?&#8221;<br />
&#8220;Non l&#8217;ha scritta nessuno.<br />
Avessi potuto, t&#8217;avrei offerto un fiore,<br />
spero vadano bene anche le parole&#8221;.<br />
Mi ha indicato un altro fiore,<br />
mi ha chiesto se conoscevo il suo nome,<br />
gli ho risposto che erano azalee<br />
e che nel parco poteva trovare varie piante,<br />
oltre ai viburni e alle rose.<br />
&#8220;Io amo la poesia,<br />
a volte invento versi, strofe,<br />
mi diverto, poi mi passa&#8230;&#8221;<br />
Ho ribattuto che era meglio,<br />
&#8220;ché niente e nessuno ne è degno&#8221;.</p>
<p>Gli amanti se non hanno la stessa temperatura,<br />
sono ridicoli come i cani dopo gli amplessi.<br />
Io e Bruno non c&#8217;eravamo ancora capiti.<br />
E non ci saremmo mai intesi,<br />
se io non avessi forzato il gioco.<br />
Per questo bisogna forzare,<br />
fare del sesso, superare le parole,<br />
la romantica evasione,<br />
l&#8217;ideale di una vita insieme.<br />
Ciò che davvero conta è la carne,<br />
e le torture, perché la carne,<br />
come lo spirito e il piacere,<br />
si consuma, allora bisogna affondare,<br />
eccedere, andare oltre, provare dolore.<br />
Io so da sempre come stanno le cose,<br />
perché ho messo tra me e voi<br />
l&#8217;esperienza della morte;<br />
più volte sono morta<br />
tra le braccia di un carnefice&#8230;<br />
l&#8217;umiliazione ultima, prima della polvere..<br />
Chi di voi sa di cosa sto parlando?<br />
Siete solo buoni ad ascoltare.<br />
Fate perizie, sindacate,<br />
siete qui per capire come<br />
una segretaria abbia potuto torturare, mordere!</p>
<p>Siamo arrivati a casa,<br />
gli ho servito un bicchiere di vino,<br />
lui lo sorseggiava guardandosi intorno,<br />
gli ho chiesto di seguirmi,<br />
gli ho preso la mano,<br />
lui ha preso coraggio<br />
e mi ha stretto le dita con desiderio.<br />
L&#8217;ho portato in camera da letto.<br />
&#8220;Ecco questo è il cane di Pavlov&#8221;.<br />
Gi ho detto, mostrandogli la gigantografia<br />
che ho sistemato sul mio letto.<br />
&#8220;Uno dei suoi cani, è stato imbalsamato,<br />
dopo l&#8217;esperimento del 1908,<br />
alla bocca gli hanno applicato una fiala<br />
in cui è contenuta la sua bava&#8221;.<br />
&#8220;Non ti fa impressione,<br />
tenerlo sul letto, come fai a dormire<br />
con quel coso sulla testa!&#8221;<br />
&#8220;Non dirmi che da piccolo,<br />
a casa tua, non c&#8217;era un crocifisso?&#8221;<br />
&#8220;Certo, ma che c&#8217;entra!?&#8221;<br />
&#8220;C&#8217;entra un uomo, o meglio il suo cadavere,<br />
che prima di essere stato ucciso<br />
è stato torturato. Diciamo che il cane<br />
è il corrispettivo di quel corpo.<br />
Ogni epoca ha il suo dio,<br />
e la legge per cui si muore.<br />
Chi era il poeta che diceva<br />
<em>bisogna o che la scienza</em><br />
<em> annienti il cristianesimo</em><br />
<em> o che faccia tutt&#8217;uno con esso?</em>&#8221;<br />
-lui mi ha guardata perplesso-<br />
Ma il motivo per cui amo questa foto,<br />
e che più m&#8217;inquieta, è che nessuno sa<br />
se la bava contenuta nell&#8217;ampolla<br />
sia di prima o di quarta fase,<br />
se esista davvero l&#8217;oggetto del desiderio.<br />
Ecco perché amo questa foto,<br />
la tengo sul mio letto&#8221;.<br />
&#8220;Mi sento poco bene, mi si secca la gola&#8221;.<br />
Lui ha detto con uno strano pallore.<br />
&#8220;Non ti preoccupare&#8221;. L&#8217;ho rassicurato.<br />
&#8220;Tra poco tornerai a salivare&#8221;.</p>
<p>[Da <em>Il cane di Pavlov (Resoconto di una perizia)</em>, Edizioni d&#8217;If, 2013, Premio Russo-Mazzacurati]</p>
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