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	<title>jan skacel &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Il colore del silenzio</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/01/26/il-colore-del-silenzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2005 13:13:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[jan skacel]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[Serata dedicata alla poesia di Jan Skácel Giovedi 27 gennaio ore 20 Teatro studio Eleonora Duse Via Vittoria 6, Roma Intervengono: S.E. Libor Sečka (Ambasciatore della Rep. ceca) Jiri Pelán (Università &#8220;Carlo&#8221; di Praga) Corrado Donati (Metauro edizioni) Annalisa Cosentino (Università di Udine) * * * * Searata teatrale con programma ideato e diretto dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Serata dedicata alla poesia di <strong>Jan Skácel</strong></p>
<p>Giovedi <strong>27 gennaio ore 20</strong></p>
<p>Teatro studio Eleonora Duse<br />
Via Vittoria 6, <strong>Roma</strong><br />
<span id="more-883"></span><br />
Intervengono:</p>
<p><strong>S.E. Libor Sečka</strong> (Ambasciatore della Rep. ceca)<br />
<strong>Jiri Pelán</strong> (Università &#8220;Carlo&#8221; di Praga)<br />
<strong>Corrado Donati</strong> (Metauro edizioni)<br />
<strong>Annalisa Cosentino</strong> (Università di Udine)</p>
<p>*	*	*	*</p>
<p>Searata teatrale con programma ideato e diretto dal regista Ivo Krobot che leggerà le poesie in ceco</p>
<p>Francesco Manetti leggerà con Ivana Oviszach le poesie in italiano</p>
<p>Arrangiamenti musicali, fisarmonica percussioni e balafon di Zdeněk Kluka</p>
<p>Jembe e percussioni Jan Kluka</p>
<p>improvvisazioni al cimbalon Jiri Slavík</p>
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		<title>4 Poesie di Jan Skácel</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/01/08/4-poesie-di-jan-skacel/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jan 2005 17:14:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
		<category><![CDATA[Annalisa Cosentino]]></category>
		<category><![CDATA[jan skacel]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[traduzione di Annalisa Cosentino Il vento di nome Jaromír Un giorno Andremo insieme, lo promettemmo un tempo Sul tarassaco negli occhi gialli di un merlo. Lasceremo a casa le buone mogli e ce ne andremo a pescare il verso, quello che il fiume impreca sulle pietre quando inciampa nella notte scura. E forse in tutta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/archives/jan_skacel_03.jpg" border="0" alt="jan_skacel_03.jpg" hspace="4" vspace="2" width="130" height="155" align="left" />traduzione di <strong>Annalisa Cosentino</strong></p>
<p><strong>Il vento di nome Jaromír</strong></p>
<p>Un giorno<br />
Andremo insieme, lo promettemmo un tempo<br />
Sul tarassaco negli occhi gialli di un merlo.<br />
Lasceremo a casa le buone mogli<br />
e ce ne andremo a pescare il verso,<br />
quello che il fiume impreca sulle pietre<br />
quando inciampa nella notte scura.<br />
<span id="more-826"></span><br />
E forse in tutta notte non prenderemo nulla.<br />
Ma gocce d’acqua cadranno nell’erba<br />
Come lacrime di principesse<br />
Dal bosco uscite scalze.</p>
<p>E forse in strada ti domanderanno<br />
Maestro, a quando un libro nuovo?<br />
E tu gli dirai dopo il diluvio<br />
Se ci sarà un bel fango.</p>
<p>E forse i cieli si impietosiranno<br />
e ci scroscerà nella poesia e nelle scarpe,<br />
nubi fredde come trote maculate<br />
ci sorvoleranno le teste.<br />
E daremo al vento il nome di Jaromír<br />
E torneremo sull’acqua allegra.</p>
<p>*<br />
<strong>Fragile sempre più fragile</strong></p>
<p>Per vecchie credenze e orecchie astute,<br />
per il radar di notti estive sotto i tigli,<br />
per la propria bruttezza s’inchiodava<br />
anticamente un pipistrello alla porta.</p>
<p>Col chiodo nella membrana delle ali,<br />
il cadavere appeso avvolto nel silenzio<br />
e un orrore pudico, liscio come la seta,<br />
frusciava a lungo sugli ombrellini a campana.</p>
<p>Perché ho in me quell’immagine martoriata<br />
e perché prima di chiedere alloggio<br />
in una casa nuova, con cura e a lungo<br />
osservo le assi della porta d’ingresso,</p>
<p>nel legno cerco i buchi dei chiodi?</p>
<p>Sono solo un poeta, un radar sotto i tigli.<br />
Non sta a me rispondere. Io domando.</p>
<p>*<br />
<strong>Tristezze</strong></p>
<p>Tre grandi tristezze ci sono al mondo<br />
Tre tristezze grandi e nessuno sa<br />
Come evitare queste tristezze</p>
<p>Prima tristezza		Non so dove morrò<br />
Seconda tristezza	Non so quando accadrà<br />
E l’ultima		Non so dove sarò all’altro mondo</p>
<p>Così ho sentito cantare		Lasciamo così<br />
Lasciamo così come si canta		Per riuscire<br />
A prendere l’angoscia come una maniglia ed entrare</p>
<p>*<br />
<strong>Notturno</strong></p>
<p>Sorvegliamo i lupi fino a tarda notte<br />
Poi mangeremo la luna<br />
Resteranno fosse piene di stelle<br />
Il buio profuma dolce come segale</p>
<p>Abbiamo voglia soprattutto di dormire<br />
e meditiamo come rivolgerci alla morte<br />
Senza di lei non ci sarebbe l’infanzia<br />
la regione della cava libertà dei fili d’erba</p>
<p>*<br />
<strong>Nota su Jan Skácel</strong></p>
<p>Jan Skácel, nato il 7 febbraio 1922 a Vnorovy, in Moravia, e morto nel 1989, è uno dei poeti cechi più prestigiosi e una delle voci europee più intense della seconda metà del XX secolo. Trascorse gran parte della sua vita a Brno, dove negli anni Sessanta diresse la rivista di cultura e letteratura “Host do domu”. Bandito dal regime cecoslovacco durante gli anni Settanta, gli anni cosiddetti della “normalizzazione”, Skácel, invece che partire all’estero (rinunciò ad andare in Germania, dove lo aspettava un incarico in un importante settimanale) optò per l’esilio interno, continuando a scrivere poesie per il circuito clandestino del samizdat o per alcune riviste pubblicate da intellettuali cechi emigrati. Nel 1989, pochi mesi prima di morire, fu insignito del premio tedesco “Petrarca”.</p>
<p><em>Il colore del silenzio</em>, l’opera di Skácel in uscita da <strong>Metauro</strong> (primo numero della collana “Biblioteca di poesia” diretta da Massimo Rizzante) a cura di Annalisa Cosentino e con una postfazione del poeta polacco Jaroslaw Mikolajewski, è la prima antologia in lingua italiana del poeta ceco. In essa sono presenti poesie tratte dalle sue dodici raccolte scritte dal 1957 al 1989.</p>
<p>*<br />
La collana <strong>“Biblioteca di poesia”</strong>.</p>
<p>La casa editrice <strong>Metauro</strong>, con la collana “Biblioteca di poesia”, intende presentare al lettore importanti poeti del XX secolo di cui non esiste in Italia un’antologia significativa e di alto profilo qualitativo.<br />
La strategia che si vuole adottare è <strong>sovranazionale</strong> e si propone di pubblicare, grazie alla collaborazione di traduttori e curatori di grande livello, autori che, pur essendo molto noti in patria e spesso già riconosciuti in ambito internazionale, non sono ancora entrati a far parte del dibattito letterario italiano.<br />
L’intenzione non è tanto quella di cartografare ciò che è stato, quanto di scoprire opere e valori estetici del XX secolo che potrebbero rimodellare i canoni acquisiti e aprire nuove prospettive per la creazione poetica contemporanea.<br />
Per il 2005 è prevista l’uscita della prima antologia in lingua italiana dell’opera poetica di <strong>Haroldo de Campos</strong>, a cura di <strong>Lello Voce</strong> con traduzione di <strong>Daniela Ferioli</strong>.</p>
<p>*<br />
<strong>METAURO edizioni</strong><br />
Direttore editoriale Corrado Donati<br />
Via Gavardini 5<br />
61100 Pesaro<br />
tel/fax 0721-31552<br />
<strong>www.metauroedizioni.it</strong></p>
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