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	<title>Kino &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>metti una sera al&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[chiara valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 05:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[audiodocumentari]]></category>
		<category><![CDATA[calendario]]></category>
		<category><![CDATA[Kino]]></category>
		<category><![CDATA[maria angela spitella]]></category>
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					<description><![CDATA[di Maria Angela Spitella La sera andavamo al Kino E se l’ultimo mercoledì del mese ci si vedesse tutti al Kino? Ma tutti chi? Tutti noi di Audiodoc, e tutti quelli che ci vogliono seguire in questa iniziativa un po’ speciale, che è quasi una scommessa. Così il Kino, piccolo cinema in Via Perugia nella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/03/28/metti-una-sera-al-kino/kino/" rel="attachment wp-att-42012"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-42012 alignnone" title="kino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/03/kino-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/03/kino-300x208.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/03/kino-100x70.jpg 100w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/03/kino.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>di <strong>Maria Angela Spitella</strong></p>
<p>La sera andavamo al Kino E se l’ultimo mercoledì del mese ci si vedesse tutti al Kino? Ma tutti chi? Tutti noi di Audiodoc, e tutti quelli che ci vogliono seguire in questa iniziativa un po’ speciale, che è quasi una scommessa. Così il Kino, piccolo cinema in Via Perugia nella zona del Pigneto a Roma, è diventato, ogni ultimo mercoledì da gennaio 2012, un punto di ascolto, non per cuori solitari, o per chi ha problemi di qualsivoglia natura, ma per chi ha voglia di ascoltare una storia orale. Audio documentari, sì state leggendo bene, e non cadete nel tranello di chiedere: “ma dove è il film?”, di film da vedere non ce n’è. La sala del Kino accoglie poco pubblico ma buono, mi viene da dire con una facile battuta.<br />
<span id="more-41996"></span><br />
Era nato tutto dopo il Bellaria Film Festival (2-5 giugno 2011), di cui già scrissi qualche articolo fa, al quale per la prima volta lo scorso anno è stata dedicata una sezione per gli audio documentari; era nato tutto per una scommessa, nessuno ci credeva sino in fondo all’inizio, ma poi, riunione dopo riunione, lavoro dopo lavoro, inteso nel senso di audio documentario dopo audio documentario, abbiamo trasformato quello che sembrava un progetto solo a parole, in una rassegna sonora. Pochi posti dicevo, 36 per l’esattezza, che si riempiono quando il Kino proietta i suoi film “speciali” in lingua originale, fuori dal grande circuito commerciale e che si riempie anche quando gli autori di audio documentari presentano le loro opere. Una breve introduzione dell’autore, e poi in sala si spengono le luci e si è avvolti nel buio totale. Cala il silenzio. Ci si immerge nell’ascolto, il tutto per un’ora, minuto più, minuto meno. Il tempo scorre, a volte veloce e a volte dilatato, dipende dagli argomenti, dalle immagini che evocano dentro ciascun ascoltatore. Ed è una realtà magica. Perché ascoltare le storie raccontate dai protagonisti dei documentari sonori è un po’ come tornare bambini, quando instancabili si ascoltavano le favole, senza bisogno alcuno di immagini. La favola delle vite degli altri, dove non sempre il cattivo fa una brutta fine. E allora la valenza dell’audio documentario salta agli occhi, anzi alle orecchie. Gli audio documentari prodotti e promossi da Audiodoc viaggiano sul binario della denuncia civile, che ha forme diverse. Concentrati su varie parti del mondo, non si fermano alla realtà italiana, cosa peraltro troppo comune per i media accartocciati solo sul nostro paese. Racconti, storie, denunce solitamente senza visibilità, ma che hanno una carica sociale ed emotiva. Come l’ultimo ascolto, quello del 29 febbraio scorso nel quale è stato affrontato il tema delle mutilazioni genitali femminili, in paesi come il Burkina Faso, il Mali e il Kenia; Elise Merlot, Andrea Cocco, Beatrice Rappo e Jonathan Zenti, con AIDOS (Associazione Italiana donne per lo sviluppo), e ragazzi e giornalisti dei tre paesi, hanno curato il progetto. Quando subentra lo sguardo italiano la narrazione diventa assai particolare. Il primo appuntamento ufficiale, perché il 30 novembre c’è stata la prova generale con l’audio documentario di Jonathan Zenti, che raccontava con senso dell’ironia e tragicità il lavoro interinale affrontando il tema sempre attuale, dello sfruttamento dei lavoratori deboli, il primo appuntamento ufficiale come dicevo, si è aperto il 25 gennaio, con l’audio documentario di Roman Hergoz: Il patto, la riapertura del caso Pasolini. Un escamotage dell’autore, tra cronaca e letteratura, per raccontare a partire da un presunto ritrovamento del capitolo 21 di Petrolio di Pier Paolo Pasolini, in mano a Marcello Dell’Utri, e un ricordo dell’ intellettuale italiano, dei suoi scritti, della sua forza intellettuale e della sua visionarietà. E allora metti una sera al Kino per ascoltare, per farti raccontare, per seguire ad occhi chiusi le storie lontane e vicine, le storie dimenticate o mai indagate; perché gli audio documentari sono anche e soprattutto questo, originalità, che nel mondo “folle” dei mass media e della multimedialità, riescono ad aprire una breccia e portare qualcosa in più&#8230; a velocità ridotta. Non posso elencare i nomi di tutti i soci di Audiodoc, per la cronaca se ne stanno aggiungendo ancora altri, che ha il merito di aver ideato l’ascolto, posso ringraziare il Kino che ha scommesso sulla nostra scommessa, posso lasciarvi il programma di sala per i prossimi appuntamenti raccomandandovi di venire ed ascoltare e poi a luci accese di guardare in faccia gli autori ed esprimere le vostre richieste, i vostri dubbi, le vostre osservazioni, ne vale la pena, come ho detto, in un certo senso è come tornare bambini, ne buoni ne cattivi, sarete voi a decidere, sarete voi a riflettere, perché l’ascolto, che avvolge il senso dell’udito, avvolge anche tutti gli altri sensi, scivola attraverso i corpi, li penetra, li stupisce, li rende cinema. Ecco perché poi potremmo dire: l’ultimo mercoledì del mese si andava tutti al Kino.</p>
<p>Appuntamento dunque mercoledì 28 marzo (stasera) ore 21 con due audio documentari: <em>Popolare non violenta </em>di Andrea Cocco: la lotta pacifica portata avanti dai comitati locali in Palestina, sostenuti da attivisti israeliani. E <em>Briseurs de Silence</em> di Simone Bitton e Anna Szmuc, France Culture. Testimonianze di soldati israeliani raccolte dall&#8217;associazione Breaking the silence e messe in voce da cittadini israeliani francofoni. Per chi vuole saperne di più www.audiodoc.it e in allegato il programma per i prossimi ascolti.</p>
<p>Kino, Via Perugia, 34 &#8211; Roma (Pigneto). E’ possible prenotarsi telefonando a: +39 366 4571726 / +39 06 96525810 oppure mandando una mail a info@ilkino.it</p>
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		<title>Non è Esenin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 06:53:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Kino]]></category>
		<category><![CDATA[Onda]]></category>
		<category><![CDATA[rock]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BbHsxrYzdIg&amp;hl=it&amp;fs=1" /></object></p>
<p>La canzone è &#8220;Peremen!&#8221; (Cambiamenti!) dei Kino, gruppo rock sovietico degli anni ottanta. Il video (guardatelo a schermo pieno) è la chiusa, con titoli di coda, di &#8220;Assa&#8221; di Sergei Solovyev, il film simbolo della cinema della glasnost &#8211; un film definito postpunk, tra le altre cose. La potenza espressiva dell&#8217;attore che &#8220;recita&#8221; il testo con il linguaggio russo dei sordomuti mi ha ipnotizzato. La regalo all&#8217;Onda, come auspicio.</p>
<p>Вместо тепла &#8211; зелень стекла,<br />
Вместо огня &#8211; дым,<br />
Из сетки календаря выхвачен день.<span id="more-11371"></span><br />
Красное солнце сгорает дотла,<br />
День догорает с ним,<br />
На пылающий город падает тень.</p>
<p>&#8220;Перемен!&#8221; требуют наши сердца.<br />
&#8220;Перемен!&#8221; требуют наши глаза.<br />
В нашем смехе и в наших слезах,<br />
И в пульсации вен:<br />
&#8220;Перемен! Мы ждем перемен!&#8221;</p>
<p>Электрический свет продолжает наш день,<br />
И коробка от спичек пуста,<br />
Но на кухне синим цветком горит газ.<br />
Сигареты в руках, чай на столе &#8211; эта схема проста,<br />
И больше нет ничего, все находится в нас.</p>
<p>&#8220;Перемен!&#8221; требуют наши сердца.<br />
&#8220;Перемен!&#8221; требуют наши глаза.<br />
В нашем смехе и в наших слезах,<br />
И в пульсации вен:<br />
&#8220;Перемен! Мы ждем перемен!&#8221;</p>
<p>Мы не можем похвастаться мудростью глаз<br />
И умелыми жестами рук,<br />
Нам не нужно все это, чтобы друг друга понять.<br />
Сигареты в руках, чай на столе &#8211; так замыкается круг,<br />
И вдруг нам становится страшно что-то менять.</p>
<p>&#8220;Перемен!&#8221; требуют наши сердца.<br />
&#8220;Перемен!&#8221; требуют наши глаза.<br />
В нашем смехе и в наших слезах,<br />
И в пульсации вен:<br />
&#8220;Перемен! Мы ждем перемен!&#8221;</p>
<p><strong>Traduzione inglese</strong></p>
<p>Instead of fire &#8211; there&#8217;s only smoke.<br />
Instead of warmth &#8211; cold.<br />
Another day is crossed out on the calendar grid.<br />
The red shining sun has completely burned out,<br />
And this day goes out with it,<br />
And over a glowing city, the shadow will fall</p>
<p>We want changes!<br />
It&#8217;s the demand of our hearts.<br />
We want changes!<br />
It&#8217;s the demand of our eyes.<br />
In our laughter, in our tears, and the pulse in our veins.<br />
We want changes!<br />
And changes will begin&#8230;</p>
<p>Bright electric light continues our day,<br />
And the box of matches is empty,<br />
But in the kitchen, like a blue flower, gas burns.<br />
Cigarettes in our hands, tea on the table,<br />
So this scheme is easy,<br />
And there&#8217;s nothing more left, it&#8217;s all up to us.</p>
<p>We want changes!<br />
It&#8217;s the demand of our hearts.<br />
We want changes!<br />
It&#8217;s the demand of our eyes.<br />
In our laughter, in our tears, and the pulse in our veins.<br />
We want changes!<br />
And changes will begin&#8230;</p>
<p>We cannot brag about the wisdom in our eyes,<br />
And our gestures are not very skilled,<br />
But even without all of that &#8211; understanding remains.<br />
Cigarettes in our hands, tea on the table,<br />
That&#8217;s how the circle is filled,<br />
And suddenly we&#8217;ve become scared to change something.</p>
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