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	<title>la pelle che abito &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>la pelle che abito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[chiara valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[la pelle che abito]]></category>
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					<description><![CDATA[di Nicola Ingenito Sto per recensire l’ultimo film di Almodovar, quindi scordatevi ogni accenno alla trama, vi farei un grande torto. Insomma, si tratta di una pellicola a metà strada fra un melò e un noir: due generi che non meritano d’essere svelati. Ci sono però dentro: un chirurgo con progetti vendicativi che cade vittima [&#8230;]]]></description>
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<p>di <strong>Nicola Ingenito</strong></p>
<p>Sto per recensire l’ultimo film di Almodovar, quindi scordatevi ogni accenno alla trama, vi farei un grande torto. Insomma, si tratta di una pellicola a metà strada fra un melò e un noir: due generi che non meritano d’essere svelati. Ci sono però dentro: un chirurgo con progetti vendicativi che cade vittima del desiderio, una serva, uscita fuori da un feuilleton ottocentesco, madre di due fratelli pazzi e nemici, un corpo femminile bellissimo e flessuoso, un uomo tigre e i fantasmi delle donne amate dal chirurgo, tutte morte suicide, e un ragazzo scomparso.</p>
<p>Da <em>Tutto su mia madre</em> in poi, messo da parte <em>Parla con lei</em>, che è un film perfetto, Almodovar è riuscito a proporre personaggi e storie trasgressive, filtrate da una forte maturità personale e espressiva, che è riuscita a far arrivare le sue storie al grande pubblico così che i suoi film, per quanto non abbiano rinunciato a tematiche forti e spiazzanti, sono diventati sempre più accoglienti e un po’ buonisti.<br />
<span id="more-40282"></span><br />
Sembrava proprio un compromesso che il regista aveva istaurato fra sé e il suo nuovo e vecchio pubblico, sebbene gli irriducibili hanno bofonchiato sin da <em>Tutto su mia madre</em>, avendo malinconia per la carica scandalosa e adrenalinica dei primi film e antipatia per questa maturità che, forse, segna anche la fine di un certo percorso artistico. E, non necessariamente l’inizio di uno nuovo di uguale intensità.</p>
<p>Insomma, anch’io da tempo mi chiedevo, ma perché Almodovar deve piacere anche ai bacchettoni e alle famiglie del genere family day con qualche ideale liberal? Ero quasi infastidito dal fatto che nessuno di noi sarebbe stato più costretto a vedere i suoi film di nascosto, ma assieme ai genitori per apprendere, magari, una preziosa lezione di tolleranza e altre cose di questo genere.</p>
<p>Per <em>La pelle che abito</em>, invece, si sconsiglia la visione familiare, non vi aspettate nessuna consolazione, nessuna riappacificazione. E’ una partita che lo spettatore si gioca da solo di fronte alle ossessioni più cupe del regista: i lati oscuri del desiderio, dell’amore filiale, dell’amore genitoriale, delle pulsioni sessuali sono tutti elencati in una sceneggiatura che incastra la barocca varietà dei temi in una maniera fin troppo armoniosa, senza lasciare spazio a neanche un filo d’aria. Il corpo filmico di Almodovar è claustrofobico. Ritorna la carica trasgressiva e torbida dei primi film, laccata con i potenti mezzi autoriali e produttivi che il regista ad oggi può permettersi: la maturità di Almodovar, in questo caso, è solo privilegio di esperienza e produzione per raccontare le proprie ossessioni, il melò, il corpo, il noir, il cinema.</p>
<p>Infine, l’opera, seppure appassiona il fan di Almodovar, non può appassionare totalmente né lo spettatore, né il critico, o almeno me, né come spettatore, né come critico, perché il cotè di citazioni un po’naif, che vanno da Alice Munro, della quale la Paredes poggia una copia su un vassoio, ai cataloghi di Louise Borgeois sparsi per casa, alle scene, in cui la bellissima protagonista,Elena Anaya, fa yoga con una serie di movimenti, che ricordano le protagoniste di Pina Bausch e l’insistenza su certi particolari d’ambiente sono solo lungaggini e autocompiacimenti, dei quali il film avrebbe potuto fare a meno, magari a favore di un finale, che si propone come spiazzante e, invece, è solo frettoloso. Fosse che Pedro, a conti fatti, abbia preso il peggio del ragazzaccio e il peggio del saggio?</p>
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