<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>L&#8217;Architettura dei Luoghi &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/larchitettura-dei-luoghi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 24 Dec 2012 13:26:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>Racconti di architettura</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2012/12/26/racconti-di-architettura/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2012/12/26/racconti-di-architettura/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Dec 2012 07:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Vargas]]></category>
		<category><![CDATA[gianni biondillo]]></category>
		<category><![CDATA[L'Architettura dei Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=44463</guid>

					<description><![CDATA[Davide Vargas, Racconti di architettura, tullio pironti editore, 124 pag. di Gianni Biondillo Per Michelucci la forma era il modo che gli uomini avevano per comunicare restando in silenzio. Una sorta di letteratura muta, insomma. Viene da sé pensare che la letteratura sia di conseguenza il modo umano di costruire senso. Le due discipline all’apparenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-44464" title="vargas1" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/vargas1.jpg" alt="" width="198" height="323" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/vargas1.jpg 198w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/vargas1-183x300.jpg 183w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/vargas1-58x96.jpg 58w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/vargas1-23x38.jpg 23w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/vargas1-131x215.jpg 131w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/vargas1-78x128.jpg 78w" sizes="(max-width: 198px) 100vw, 198px" />Davide Vargas</strong>, <em>Racconti di architettura,</em><strong><em> </em></strong>tullio pironti editore, 124 pag.</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong></strong>di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>Per Michelucci la forma era il modo che gli uomini avevano per comunicare restando in silenzio. Una sorta di letteratura muta, insomma. Viene da sé pensare che la letteratura sia di conseguenza il modo umano di <em>costruire</em> senso. Le due discipline all’apparenza così lontane si assomigliano, si cercano, prendono di continuo la misura del loro campo d’intervento, cercano punti di contatto, sovrapposizioni.</p>
<p>Da studente un amico mi invidiava: “scrivete più voi architetti che noi studenti di lettere”. Gli architetti leggono  e scrivono. Di continuo. Dove non arriva la forma interviene la parola, in un continuo desiderio di fissare il significato del nostro agire. Sono molti gli architetti che negli anni hanno attraversato la letteratura, più di quanti ne ricordiamo, sarebbe anzi il caso di farne una ricerca, uno studio approfondito. Perché l’argomento non è solo curioso, è indicatore di come due attività intellettuali spesso rappresentanti di ruoli sociali differenti (l’architettura è la rappresentazione oggettiva del potere. Anche solo del poter fare, del poter agire, la letteratura di contro è la forma del difforme, della critica al potere, dell’escluso) cerchino nella contiguità di sbaragliare i ruoli stessi.</p>
<p>L’architetto è stato da sempre, ed è sempre meno in questi anni, un intellettuale, un critico del reale, non un semplice giullare di corte, un portatore d’acqua. Se in questi anni è sotto gli occhi di tutti una crisi della qualità del costruito, che ha come corollario una crisi del ruolo della critica, è forse meno evidente come molti architetti (non so se più sensibili o meno) abbiano cercato in altre discipline – il cinema indipendente, la narrazione – altre modalità di formalizzazione della realtà.</p>
<p>Insomma, per chi non trova eticamente tollerabile il compromesso al ribasso preteso dalle logiche economiche e inette della nostra società, per chi crede ancora nel ruolo addirittura taumaturgico, immaginifico, “meraviglioso” della progettazione architettonica, per chi la professione la vive più con frustrazione che risentimento, esistono valvole di sfogo per l’abbattimento della pressione: campi da esplorare. Non per fuggire dall’architettura, ma per completarla in altro modo.</p>
<p>Penso, per dire, a questo <em>Racconti di architettura</em>, di Davide Vargas.</p>
<p>Io, voglio dirlo, non sono oggettivo quando parlo di questo libro. Ho conosciuto Davide anni addietro, sono anzi in qualche misura responsabile (credo di non essere smentibile) della sua carriera di scrittore. Non che gli abbia consigliato alcunché o dato chissà quale dritta. La farine del sacco è tutta sua e altrettanto il merito. Semplicemente ci siamo incrociati in quei momenti liminari, quando un architetto (io) aveva deciso di raccontare il mondo con i romanzi e un altro architetto (lui) stava iniziando a farlo, e forse aveva semplicemente bisogno di qualcuno che lo ascoltasse. Così capita che pure io faccia capolino in alcune pagine di questa raccolta. Attore fra i tanti che la voce narrante incrocia nei suoi percorsi.</p>
<p>Se scrivere è un modo differente di fare architettura – Proust ne era convinto e la sua <em>Recherche</em> doveva a tutti gli effetti essere una cattedrale – Vargas, qui, più che tronfi grattacieli, decide di edificare percorsi, cappelle votive, angoli raccolti. È un architettura che gli somiglia, molto etica, con punte di lirismo non cercate ma trovate quasi involontariamente.</p>
<p>Spesso, in questi racconti, si parte da un punto preciso – il campo santo di Pisa, per dire – e poi si lascia che il flusso della coscienza, le analogie degli spazi, ci portino da altre parti. Nessun luogo è insomma fine a se stesso, indipendente dal mondo. E grazie a questo taccuino di viaggio &#8211; incongruo e disordinato come tutti i taccuini autentici devono essere, fatto anche di cancellature o schizzi appena accennati – possiamo ritrovare luoghi e nomi della nostra formazione disciplinare e/o sentimentale: un Paolo Soleri a ritroso dall’America fino a  Vietri sul mare, il Le Corbusier intimo di Maison la Roche e quello pubblico di Marsiglia, la sala della scherma “dimenticata” di Moretti, la Milano colma di affetto da parte di Vargas di Casa Rustici o della chiesa di Baranzate.</p>
<p>Proprio come la sua prima raccolta, anche <em>Racconti di architettura</em> ha una forma ibrida: non sono racconti di finzione, non sono reportage né descrizioni oggettive. La scrittura è veloce, paratattica: annotazioni emotive, levigate senza essere laccate. Ma capita anche che le parole spesso non gli bastino (la dichiarazione di sconfitta di inadeguatezza, è continua nel testo). Vargas cerca così di fissare i suoi turbamenti non solo con le frasi ma anche attraverso segni, graficismi, disegni. Un libro poco furbo, il suo. Ma sono proprio gli oggetti ibridi, meticci, imperfetti, quelli che oggi mi interessano di più.</p>
<p>Vargas dal suo percorso intellettuale, non so quanto consapevolmente, s’è ritrovato nel cuore di una letteratura che in questi anni sta cercando &#8211; attraverso la descrizione delle cose <em>tel quel</em>, nel racconto di itinerari, nella raccolta iconografica, nel fotoreportage – di definire il mutamento fisico e antropologico avvenuto nel nostro paese. Il suo background, il suo sguardo d’architetto, lo aiuta, molto più di quello di tanti letterati col lauro in testa. <em>Racconti di architettura</em> non è, perciò, un libro rivolto agli architetti. È un libro rivolto a tutti quelli che hanno voglia di conoscere il mondo attraverso uno sguardo parziale. È, cioè, una piccola, aggraziata, guida sentimentale del mondo.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2012/12/26/racconti-di-architettura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">44463</post-id>	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Architettura dei Luoghi</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/07/02/larchitettura-dei-luoghi/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2010/07/02/larchitettura-dei-luoghi/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 08:54:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Camerino]]></category>
		<category><![CDATA[giannni biondillo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Marucci]]></category>
		<category><![CDATA[L'Architettura dei Luoghi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=36022</guid>

					<description><![CDATA[XX Seminario Internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana CAMERINO 2010 Tema: L&#8217;Architettura dei Luoghi. Contesto e Modernità Luogo: CAMERINO MC &#8211; I &#8211; Centro Culturale Universitario Data: 1 &#8211; 5 agosto 2010 Temi progettuali: &#8211; Locale/Globale. Il regionalismo critico &#8211; Naturale/Artificiale. Il progetto di paesaggio &#8211; Tradizionale/Innovativo. Materiali e tecniche costruttive ecologiche Scadenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>XX Seminario Internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana CAMERINO 2010</strong><br />
Tema: <strong>L&#8217;Architettura dei Luoghi</strong>. Contesto e Modernità<br />
Luogo: CAMERINO MC &#8211; I &#8211; Centro Culturale Universitario<br />
Data: <em>1 &#8211; 5 agosto 2010</em><br />
Temi progettuali:<br />
&#8211; <strong>Locale/Globale</strong>. Il regionalismo critico<br />
&#8211; <strong>Naturale/Artificiale</strong>. Il progetto di paesaggio<br />
&#8211; <strong>Tradizionale/Innovativo</strong>. Materiali e tecniche costruttive ecologiche</p>
<p>Scadenza iscrizione: 28 luglio<br />
Scadenza iscrizione con partecipazione al premio: 9 luglio<br />
Info: www.unicam.it/culturaurbana</p>
<p>[<em>segue comunicato stampa e programma</em>]<br />
<span id="more-36022"></span><br />
Il Seminario di Camerino ha finalità formative, di aggiornamento e approfondimento nel campo della ricerca e della pratica, nel confronto fra Università, Professione e Società civile, con spirito libero e aperto al reciproco apprendimento. I temi proposti riguardano la trasformazione dei paesaggi costruiti alla ricerca della qualità architettonica e della sostenibilità ambientale.<br />
<em>… Ogni edificio vero ha il suo fulcro, i suoi flussi, e sta armonicamente nel suo luogo, come un cigno nel suo specchio d’acqua … </em>(F L. Wright)</p>
<p>PREMESSA<br />
Gli spazi che una certa cultura architettonica contemporanea propone appaiono sempre più frammentati e astratti, espressioni di luoghi vaghi e immateriali, creati per un mondo di relazioni virtuali.<br />
Il XX seminario di Camerino prospetta una riflessione sulla possibile deriva dell’architettura verso universi immaginari e sostiene la riaffermazione di un mondo fisico in cui poter esercitare tutte le percezioni sensoriali.<br />
Obiettivo del seminario è la ricerca di architetture per luoghi antropici, differenti fra loro in rapporto alle varietà geografiche, storiche e relazionali; in grado di coniugare contestualmente il frutto delle conoscenze globali con i caratteri locali, mantenendo viva ogni opportunità di interazione fra le diverse culture.<br />
Quella esposta è un’idea di luoghi segnati da direttrici, allineamenti, intersezioni e centri gravitazionali, alternanza di spazi chiusi e aperti, densi e rarefatti; figure fisiche di società in cammino, di viaggi e approdi, di incontri personali e collettivi; geometrie di paesaggi costruiti in armonia fra natura e artificio.<br />
È un’idea di luoghi in cui tradizione e innovazione si incontrano con naturalezza per dare corso al divenire della storia; in cui materiali e tecniche costruttive hanno la loro ragione di essere nel rapporto con il contesto.<br />
Gli indirizzi esposti in premessa sono sintetizzati nei seguenti temi di progetto e di conversazione che il seminario propone:<br />
&#8211; Locale/Globale. Il regionalismo critico<br />
&#8211; Naturale/artificiale. Il progetto di paesaggio<br />
&#8211; Tradizionale/Innovativo. Materiali e tecniche costruttive ecologiche.</p>
<p>PROGRAMMA<br />
Le giornate di studio comprenderanno sessioni con brevi relazioni programmate, comunicazioni e conversazioni interdisciplinari alternate a laboratori all’interno dei quali tutti gli iscritti potranno presentare i loro lavori e confrontarsi sui diversi aspetti dei temi progettuali proposti. Sarà allestita la mostra delle opere presentate dai partecipanti al<br />
premio con relativo catalogo a diffusione interna.<br />
Nella giornata conclusiva, saranno assegnati gli attestati di partecipazione e i premi CAMERINO 2010.<br />
Come sempre il seminario comprenderà la Festa camerte dell’Architettura con eventi d’arte, allestimenti e incontri conviviali.<br />
Una monografia del seminario sarà pubblicata su ARCHITETTURA e CITTÀ, Di Baio Editore.<br />
INFO: giovanni.marucci@unicam.it<br />
www.unicam.it/culturaurbana<br />
<strong>Programma dettagliato</strong>:<br />
<a href='https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/07/camerino_2010.pdf'>camerino_2010</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2010/07/02/larchitettura-dei-luoghi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">36022</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-08-25 11:59:16 by W3 Total Cache
-->