<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Leslie Feinberg &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/leslie-feinberg/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 Jul 2011 14:44:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>Maschio e femmina dio li creò!? Il binarismo sessuale visto dai suoi zoccoli (2)</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/maschio-e-femmina-dio-li-creo-il-binarismo-sessuale-visto-dai-suoi-zoccoli-2/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/maschio-e-femmina-dio-li-creo-il-binarismo-sessuale-visto-dai-suoi-zoccoli-2/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[binarismo sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Cheryl Chase]]></category>
		<category><![CDATA[falloplastica]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Hänninen]]></category>
		<category><![CDATA[Herculine Barbin]]></category>
		<category><![CDATA[intersessualismo]]></category>
		<category><![CDATA[intersessualità]]></category>
		<category><![CDATA[isterectomia]]></category>
		<category><![CDATA[Judith Butler]]></category>
		<category><![CDATA[kleine Lösung]]></category>
		<category><![CDATA[Leslie Feinberg]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo bernini]]></category>
		<category><![CDATA[mastectomia]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Noble]]></category>
		<category><![CDATA[Porpora Marcasciano]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[sindrome di Klinefelter]]></category>
		<category><![CDATA[sindrome di Morris]]></category>
		<category><![CDATA[transessualità]]></category>
		<category><![CDATA[transgender]]></category>
		<category><![CDATA[Vaginoplastica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=8140</guid>

					<description><![CDATA[Pubblico la seconda parte (qui la prima parte) della lezione su transgenderismo e intersessualità che Lorenzo Bernini ha tenuto presso il corso di dottorato di ricerca in Studi Culturali dell&#8217;Università degli Studi di Palermo, corredato da fotografie scattate da Giovanni Hänninen agli ultimi gaylesbiantransgender pride. JR di Lorenzo Bernini 6. Violenze giuridiche su corpi trans. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblico la seconda parte </em><em> (qui la <a href="https://www.nazioneindiana.com/2008/09/10/maschio-e-femmina-dio-li-creo-il-binarismo-sessuale-visto-dai-suoi-zoccoli-1/">prima parte</a>) della lezione su transgenderismo e intersessualità che <strong>Lorenzo Bernini</strong> ha tenuto presso il <a title="lezione di Lorenzo Bernini" href="http://www.unipa.it/~articom/html/dottorato/dott_quadro.html">corso di dottorato di ricerca in Studi Culturali</a> dell&#8217;Università degli Studi di Palermo, corredato da fotografie scattate da <strong><a title="le foto di Giovanni Hänninen su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/sanoi/">Giovanni Hänninen</a></strong> agli ultimi gaylesbiantransgender pride. JR </em></p>
<p>di <strong>Lorenzo Bernini</strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8143" title="450_pgh_4017" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/450_pgh_4017.jpg" alt="" width="450" height="301" /></p>
<p><strong>6.</strong><strong> Violenze giuridiche su corpi trans.</strong> Per affrontare la questione del transgenderismo, occorre affrontare preventivamente la questione della transessualità. I primi interventi di riassegnazione chirurgica del sesso sono stati praticati negli anni cinquanta, e infatti, come già ho ricordato, solo dagli anni cinquanta nella letteratura medica è stata operata la distinizone tra transessuale e omosessuale attraverso quelle categorie di sesso, genere e orientamento sessuale che sono oggi utilizzate anche per definire l&#8217;eterosessualità. Si tratta naturalmente di una distinzione che ha le sue ragioni pratiche oltre che teoriche, e che non ho alcuna intenzione di mettere in discussione.<span id="more-8140"></span></p>
<p>Poco ragionevolmente giustificabile e molto discutibile mi sembra invece l&#8217;attuale trattamento giuridico della condizione transessuale in Italia. Un trattamento in cui appare evidente come, ancora nelle nostre società postmoderne, il binarismo sessuale mantenga pesantemente il suo carattere imperativo (il suo punto esclamativo). Come vi dicevo prima, secondo il <em>DSM</em> gay e lesbiche non sono persone malate &#8211; fino al 1990 sì, gay e lesbiche erano malati, ma dal 1990 sono tutti guariti! Le persone trans invece sono malate tuttora, affette da disturbo dell&#8217;identità di genere. E chi è malato deve essere curato. La cura a cui un transessuale FtM <em>deve</em> sottoporsi prevede assunzione di testosterone, mastectomia (asportazione del seno), isterectomia (asportazione di utero ed ovaie) ed eventualmente falloplastica (ricostruzione chirurgica di un simil-pene). La cura a cui una transessuale MtF <em>deve</em> sottoporsi consiste invece nell&#8217;assunzione di estrogeni e di farmaci antagonisti del testosterone, nella rimozione di pene e testicoli ed eventualmente nella mastoplastica additiva (ricostruzione chirurgica del seno) e nella vaginoplastica (ricostruzione chirurgica di una simil-vagina). Vaginoplastica e falloplastica sono interventi molto pesanti, che durano anche 10 ore, e che danno spesso scarsi risultati. La falloplastica nella maggior parte dei casi dà forti reazioni di rigetto: spesso la protesi viene rifiutata dal corpo. La vaginoplastica invece, oltre ad essere un intervento molto invasivo, talvolta va ripetuta perché la vagina artificiale tende a chiudersi (il termine medico è stenosi). Ma soprattutto la vaginoplastica spesso comporta la rinuncia al piacere sessuale.</p>
<p>Fortunatamente nessuno e nessuna è obbligato a sottoporsi a questi trattamenti contro la sua volontà; tuttavia in Italia è necessario sottoporvisi per chi vuole che il proprio desiderio di cambiare genere sia riconosciuto dalle istituzioni. Infatti, secondo la legge 164, del 14 aprile 1982, tuttora in vigore, questi interventi (almeno nella loro forma demolitiva) sono necessari per poter ricevere l&#8217;autorizzazione di cambiare il nome sulla carta di identità. Quindi l&#8217;identità di genere per lo stato italiano dipende non dal senso di sé di un soggetto, ma esclusivamante da ciò che un soggetto ha tra le gambe, si tratti di un organo genitale naturale o di una sua copia artificiale. Il nostro sistema giuridico risponde quindi a una logica binaria molto rigida: o sei maschio e quindi devi essere uomo, o sei femmina e quindi devi essere donna. Se sei maschio ma vuoi essere donna, il nostro sistema giuridico ti concede di diventare legislativamente donna o uomo solo a patto che tu ti faccia demolire ed evenualmente ricostruire i genitali, anche se probabilmente questo potrebbe farti rinunciare al piacere dell&#8217;orgasmo o dare forti reazioni di rigetto, e anche se l&#8217;operazione di ricostruzione genitale potrebbe non riuscire affatto.</p>
<p>Non vorrei che le mie parole venissero fraintese: io difendo fermamente il principio secondo cui le persone trans debbano avere il diritto di autodeterminare i propri corpi, anche intervenendo chirurgicamente su di essi se lo desiderano. Ma credo anche che il diritto di autodeterminazione debba includere un&#8217;informazione completa e dettagliata sui risultati realmente possibili e soprattutto un contesto istituzionale e legislativo che renda la scelta realmente libera. Le mie critiche non sono quindi in alcun modo rivolte alle persone transessuali, ma sono rivolte alla legge secondo cui il riconoscimento giuridico dell&#8217;identità di una persona transessuale <em>deve</em> passare dall&#8217;intervento chirurgico. Non è così in tutta Europa: ad esempio in Spagna nel 2007 è stata approvata una legge che afferma il principio secondo cui &#8220;il riconoscimento giuridico dell&#8217;identità di genere non deve necessariamente dipendere dall&#8217;intervento chirurgico di riattribuzione dei genitali&#8221;<em>. </em>E già dal 1980 in Germania è prevista quella che vien chiamata &#8220;piccola soluzione&#8221; (kleine Lösung), cioè il cambiamento dei dati anagrafici senza alcun intervento né chirurgico, né ormonale. La legge italiana, rendendo obbligatoria l‘operazione genitale per il cambio dei documenti, a mio avviso è una legge violenta, che induce le persone ad operarsi per normalizzarle secondo i criteri del binarismo. Un uomo con ovaie, utero e vagina o una donna con testicoli e pene per la legislazione italiana sono soggetti intrattabili.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8145" title="450_pgh_3973" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/450_pgh_3973.jpg" alt="" width="450" height="672" /></p>
<p><strong>7.</strong><strong> Soggetti intrattabili (1).</strong> Il fatto è che questi soggetti intrattabili in realtà esistono, si autodefiniscono transgender, e a mio avviso possono essere assunti come figure esemplari di possibili pratiche di riappropriazione creativa del binarismo sessuale. &#8220;Transgender&#8221; è un termine polisemico che si è diffuso nel movimento lesbico gay trans in seguito alla pubblicazione, nel 1992, di un libro di Leslie Feinberg intitolato <a title="su Amazon" href="http://www.amazon.com/Transgender-Liberation-Movement-Whose-Time/dp/0895671050/ref=sr_1_10?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1220880626&amp;sr=1-10"><em>Transgender Liberation</em></a>. In senso stretto, si definiscono transgender le persone che si identificano con il genere opposto al sesso di nascita ma che scelgono di non sottoporsi alla riassegnazione chirurgica del sesso: si può essere transgender ad esempio vestendo i panni del genere desiderato, scegliendo per sé un nome proprio del genere desiderato, assumendo eventualmente ormoni e modificando alcuni tratti del proprio corpo, ma senza intervenire chirurgicamente, o intervenendo solo parzialmente, sui propri genitali. In senso lato, la categoria può essere estesa anche alle persone transessuali, che sono invece quelle persone che desiderano modificare anche i propri genitali per diventare il più possibile simili al &#8220;sesso&#8221; di elezione: secondo questa interpretazione &#8220;transgender&#8221; è un termine di ampio significato che contiene al suo interno tanto il concetto di transessuale, quanto quello di transgender in senso stretto. Ma si definiscono transgender anche persone come Leslie Feinberg, l&#8217;autrice/autore di <em>Transgender Liberation</em>, e anche di altri saggi come <em><a title="su Amazon" href="http://www.amazon.com/Transgender-Warriors-Making-History-Dennis/dp/0807079413/ref=pd_bbs_sr_3?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1220880626&amp;sr=1-3">Transgender Warriors</a> </em>(1996); <em><a title="su Amazon" href="http://www.amazon.com/Trans-Liberation-Beyond-Pink-Blue/dp/0807079510/ref=sr_1_6?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1220880626&amp;sr=1-6">Trans Liberation</a> </em>(1998), e dei romanzi <a title="su Amazon" href="http://www.amazon.com/Stone-Butch-Blues-Leslie-Feinberg/dp/1555838537/ref=pd_bbs_sr_1?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1220880626&amp;sr=1-1"><em>Stone Butch Blues</em></a> (1993) e <a title="su Amazon" href="http://www.amazon.com/Drag-King-Dreams-Leslie-Feinberg/dp/0786717637/ref=pd_bbs_sr_2?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1220880626&amp;sr=1-2"><em>Drag King Dreams</em></a> (2006)<em> </em>(<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.transgenderwarrior.org/">http://www.transgenderwarrior.org/</a></span>).<em> </em>Feinberg è nata con corpo femminile e ha avuto in sorte un nome, Leslie, che in inglese è sia maschile sia femminile. Nel tempo ha reso il suo corpo parzialmente somigliante a un corpo maschile, ma non ha voluto completare la transizione verso il sesso maschile, e ha poi scelto per sé un genere intermedio come il suo nome. Oggi lascia ai suoi commentatori la libertà di scegliere il pronome con cui sostituire il suo nome, e al tempo stesso insiste sulla necessità di introdurre nel vocabolario pronomi personali intermedi come &#8220;s/he&#8221; (she/he) e aggettivi possessivi come &#8220;hir&#8221; (her/his). &#8220;Transgender&#8221; indica quindi anche quei soggetti che nel corso della vita hanno sperimentato differenti ruoli di genere, e che collocano la propria identità tra il maschile e il femminile. Un esempio italiano è Porpora Marcasciano, militante del Movimento Identità Transessuale (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.mit-italia.it/">http://www.mit-italia.it/</a></span>) e autrice/autore di libri come <em>Tra le rose e le viole </em>(manifestolibri, 2002), <em><a title="il libro su Internet Bookshop" href="http://www.ibs.it/code/9788886633505/marcasciano-porpora/antologaia-sesso-genere.html">Antologaia</a> </em>(Il dito e la luna, 2007), e <a title="il libro su Internet Bookshop" href="http://www.ibs.it/code/9788872855386/marcasciano-porpora/favolose-narranti-storie.html"><em>Favolose narranti</em></a> (manifestolibri, 2008):<em> </em>Porpora è nata con un corpo maschile che ha in parte modificato per renderlo somigliante a un corpo femminile, e oggi, come Feinberg, usa per sé indifferentemente il genere maschile e femminile.</p>
<p>In un testo del 2004, <a title="il libro su Internet Bookshop" href="http://www.ibs.it/code/9788883535000/butler-judith/disfatta-del-genere.html"><em>La disfatta del genere</em></a>, Butler utilizza il termine <em>transgender </em>per contestare il senso comune (che, come vi ho mostrato,  è anche senso medico e giuridico) secondo cui il genere è una conseguenza del sesso. Assumendo la prospettiva genealogica di Foucault, Butler opera un interessante rovesciamento di prospettiva e sostiene che sono le norme di genere a rendere culturalmente significative le differenze sessuali dei corpi, anche le differenze genitali: è il sesso che deriva dal genere, e non il genere dal sesso. Butler si spinge ancora oltre: fin da <a title="il libro su Internet Bookshop" href="http://www.ibs.it/code/9788838300035/butler-judith/scambi-genere-identita.html"><em>Scambi di genere </em></a>(1989) ha sostenuto infatti che nell&#8217;ordine simbolico tradizionale il genere è un epifenomeno dell&#8217;orientamento sessuale. Al cuore del binarismo sessuale si troverebbe cioè il dogma dell&#8217;eterosessualità obbligatoria: sarebbe il dovere dell&#8217;eterosessualità a rendere culturalmente significativa le differenze tra i generi, e sarebbe poi l&#8217;importanza culturalmente attribuita alle differenze tra i generi a rendere culturalmente significative anche le differenze corporee tra i sessi. Una legge che impone con nettezza il binarismo sessuale, come la legge italiana, rendendo giuridicamente intrattabili i soggetti transgender, secondo Butler sarebbe quindi in ultima istanza riconducibile a una rigida interpretazione del dogma dell&#8217;eterosessualità obbligatoria: poiché la norma eterossessista impone che gli uomini debbano desiderare le donne e viceversa, allora è fondamentale che non esistano ambiguità nello stabilire chi è uomo e chi è donna. E affinché non ci siano ambiguità, la norma stabilisce che a decidere siano i genitali: naturali o chirurgicamente ricostruiti. Il fatto è che, in realtà, non è affatto detto che i genitali siano il modo migliore per disambiguare le identità sessuali, e ora vorrei dirvi perché. Vorrei infatti concludere sulla questione dell&#8217;intersessualismo, l&#8217;altra condizione a cui allude il punto interrogativo del mio titolo, l&#8217;altro zoccolo piantato negli ingranaggi della fabbrica moderna della sessualità.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8148" title="ftm450_pgh_3970" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/ftm450_pgh_3970.jpg" alt="" width="450" height="672" /></p>
<p><strong>8. Soggetti intrattabili (2).</strong> Come ho anticipato, il <em>DSM</em> non comprende l&#8217;intersessualismo tra i disturbi mentali, perché l&#8217;intersessualismo è una condizione fisica prima che psicologica. Intersessuale è infatti un individuo il cui corpo presenta caratteri intermedi tra quelli maschili e quelli femminili. Secondo le stime statistiche dell&#8217;Intersex Society of North America (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.isna.org/">http://www.isna.org/</a></span>),<strong> </strong>nasce intersessuale<strong> </strong>un bambino ogni duemila. Questo significa che, se la popolazione italiana è stimabile attorno ai 60 milioni di abitanti, le persone intersessuali in Italia sono probabilmente attorno alle 30 mila unità. Ma naturalmente anche se fossero meno, quello che vi dirò non sarebbe meno valido, perché abbiamo detto che gli zoccoli di cui abbiamo assunto il punto di vista, vorrebbero essere trattati secondo la massima di Clemenceau e di Arendt: &#8220;l&#8217;affare di uno è affare di tutti&#8221;. Al di là dei dati statistici, mi sembra infatti che l&#8217;intersessualismo, al pari del transgenderismo, possa valere come cartina tornasole per comprendere la violenza insita nel binarismo tradizionale così com&#8217;è stato interpretato nelle società tradizionali, e come ancora è interpretato nel nostro ordinamento giuridico. Come le persone transgender, infatti, anche le persone intersessuali sono considerate intrattabili dal nostro sistema giuridico e simbolico, e per questa ragione vengono &#8220;trattate&#8221; dal nostro sistema sanitario.</p>
<p>Un esempio di intersessualismo, è la sindrome di Klinefelter (cfr. <a href="https://secure.wikimedia.org/wikipedia/it/wiki/Sindrome_di_Klinefelter"><span style="text-decoration: underline;">wikipedia</span></a>), che è l&#8217;esito di una variazione genetica: chi ne è affetto non ha due cromosomi sessuali (i canonici XX delle femmine, e XY dei maschi), ma tre: due cromosomi X e un cromosoma Y. Per la presenza del cromosoma Y, i portatori della sindrome, o meglio le persone XXY &#8211; come loro preferiscono chiamarsi &#8211;  sono classificati dalla medicina come maschi. Alla nascita, in effetti, appaiono maschi, ma quando giunge la pubertà non sviluppano i caratteri secondari maschili: non hanno barba, né pomo d&#8217;adamo, né spalle larghe, né voce profonda, non sviluppano pene e testicoli di dimensioni &#8220;normali&#8221;. Hanno invece voce sottile, fianchi arrotondati, spalle spioventi, e spesso sviluppano il seno. Un altro esempio di intersessualismo è la sindrome di Morris (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sindromedimorris.org/">http://www.sindromedimorris.org/</a></span>): le persone che ne sono affette, geneticamente sono uomini XY, ma, per una incapacità di razione agli ormoni maschili durante la gravidanza, nascono come bambini micropenici con testicoli introflessi. Hanno quindi genitali ambigui: il loro pene assomiglia a una clitoride, ma lo scroto introflesso forma una piccola cavità cieca, che non sfocia in una vagina. Non avendo i testicoli non produrranno mai testosterone, e quindi non potranno in adolescenza acquisire i caratteri secondari maschili. Un altro caso che può essere associato all&#8217;intersessualismo è quella che una volta veniva chiamata sindrome adrenogenitale, e che ora si preferisce chiamare iperplasia surrenale congenita (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.adrenogenitale.it/">http://www.adrenogenitale.it/</a></span>): può colpire sia uomini, sia donne, e consiste in un malfunzionamento delle ghiandole surrenali che producono poco cortisolo e poco aldosterone. La conseguenza è un aumento di testosterone, che nelle donne provoca la comparsa di caratteri secondari maschili: peli, barba, voce profonda. Il testosterone agisce anche sulla conformazione dei genitali: le donne affette da iperplasia surrenale congenita presentano spesso una clitoride ipertrofica, simile a un pene, e in alcuni casi una vagina poco profonda e la fusione delle grandi labbra.</p>
<p>Nella storia dell&#8217;umanità le persone intersessuali sono state celebrate da miti e leggende (pensate a <a title="su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ermafrodito">Ermafrodito</a> e a <a title="su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tiresia">Tiresia</a>), ma sono anche state ampiamente perseguitate. Nel 1978 Foucault ha curato la pubblicazione delle memorie di <a title="il libro su Internet Bookshop" href="http://www.ibs.it/code/9788806187033/barbin-herculine/strana-confessione-memorie.html"><em>Herculine Barbin, detta</em><em> </em><em>Alexina B</em></a><em>.</em><em>,</em> un intersessuale francese vissuto nell&#8217;Ottocento. Nelle memorie si legge che ad Herculine Barbin, soprannominata Alexina, alla nascita fu attribuito il sesso femminile. Fu quindi educata come una bambina, in un convento. Con l&#8217;adolescenza scoprì di essere attratta dalle compagne, si innamorò di una di esse e ne divenne amante. Per questo fu processata, e la sentenza decretò la sua trasformazione legale in uomo, stabilendo che il suo <em>vero sesso</em> fosse quello maschile, e che i medici che l&#8217;avevano visitata da neonata avessero commesso un <em>errore</em>: in una società dominata dal dogma dell&#8217;eterosessualità obbligatoria, se un soggetto si innamora delle donne, allora è un uomo. E se è un uomo, allora deve essere anche biologicamente maschio. Così Alexina fu costretta a indossare abiti maschili &#8211; e si suicidò.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8151" title="450_pgh_4509" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/450_pgh_4509.jpg" alt="" width="450" height="301" /></p>
<p><strong>9. Violenze chirurgiche su corpi intersessuali</strong>. Nel caso ottocentesco preso in esame da Foucault, quindi, le autorità mediche cercarono nel corpo intersessuale di Alexina, e soprattutto nella sua biografia, i segni del suo &#8220;vero sesso&#8221;. Invece a partire dalla metà del Novecento, da quando si è iniziato a praticare interventi di riassegnazione genitale, negli Stati Uniti e in Europa, e in buona parte del mondo, i medici hanno iniziato a intervenire direttamente sul corpo delle persone intersessuali, <em>normalizzando</em> chirurgicamente poco dopo la nascita l&#8217;aspetto dei genitali ambigui, e in seguito modificando i caratteri sessuali secondari con terapie ormonali. Questo avviene abitualmente anche in Italia. Anche in questo caso, la mia intenzione non è di negare, ma al contrario di difendere il diritto delle persone intersessuali a modificare chirurgicamente il proprio corpo e ad assumere ormoni in modo da adeguare il proprio corpo alla propria identità. Ma la mia intenzione è anche quella di contestare la normalizzazione forzata delle persone intersessuali, denunciando il fatto che il sistema giuridico italiano da un lato impedisce a persone transgender maggiorenni di cambiare genere sui documenti a meno che non si sottopongano a un intervento chirurgico, e dall&#8217;altro permette a genitori e medici di intervenire chirurgicamente sul corpo di minorenni o peggio ancora di infanti per &#8220;normalizzarli&#8221; secondo i dettami del binarismo sessuale. Non è così in tutto il mondo: in Colombia è vietato intervenire sui genitali ambigui di persone che non abbiano ancora raggiunto l&#8217;età del consenso. E a me sembra una legge giusta: perché questi interventi chirurgici e queste prescrizioni di ormoni, se sono praticati su neonati incapaci di scegliere sulla propria identità e il proprio corpo, oppure se sono presentati come cure <em>necessarie</em> o come <em>unica</em> scelta possibile a degli adolescenti in situazione di grave disagio emotivo, altro non sono se non<strong> </strong>mutilazioni genitali e corporee dettate dal dogma del binarismo sessuale.<strong> </strong>L&#8217;occidente grida giustamente allo scandalo di fronte all&#8217;infibulazione che viene praticata in alcuni paesi islamici africani; ma farebbe bene a farsi un esame di coscienza e a proibire una volta per tutte le mutilazioni genitali che vengono praticate nei propri ospedali.</p>
<p>Vorrei farvi un esempio: la storia di <a title="su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cheryl_Chase_(activist)">Cheryl Chase</a>, la fondatrice (nel 1993) dell&#8217;Intersex Society of North America. Nata con genitali ambigui, fino a 18 mesi è stata cresciuta come un bambino. Poi i medici hanno detto ai suoi genitori che si trattava in realtà di una bambina, e che bisognava quindi procedere all&#8217;asportazione della pronunciata clitoride. A 8 anni è stata operata di nuovo per rimuovere ciò che in seguito ha saputo essere la porzione testicolare delle sue ovaie-testicoli. Oggi vive come una donna lesbica, ma le operazioni subite l&#8217;hanno privata della sensibilità clitoridea e della risposta orgasmica, proprio come succede alle donne infibulate in Africa. Il caso di Cheryl Chase dimostra quindi che la logica con cui questi interventi vengono praticati spesso non è il rispetto degli interessi soggettivi, come il mantenimento della possibilità di provare piacere, ma l&#8217;obbedienza a un imperativo di normalizzazione.</p>
<p>Secondo questo imperativo, alla nascita un pene non deve misurare meno di 2,5 cm; e una clitoride non deve essere più grande di 0,9 cm. Bambini con membri tra 0,9 e 2,5 cm sono quindi considerati inaccettabili e bisognosi d&#8217;intervento chirurgico. La maggior parte degli intersessuali viene fatta diventare donna semplicemente perchè è più facile costruire una simil-vagina piuttosto che allungare un micropene. Così ad esempio, le donne affette da sindrome adrenogenitale subiscono un intervento di &#8220;apertura&#8221; della vagina e di &#8220;accorciamento&#8221; della clitoride, anche a costo di perdere la sensibilità clitoridea. Ma anche chi ha la sindrome di Morris, pur essendo genotipicamente maschio (XY), a causa della micropenia e dei testicoli introflessi viene ricondotto al genere femminile: si accorcia il pene, si pratica una vaginoplastica, si prescrivono estrogeni. Un uomo diventa così una donna dotata di una similvagina a rischio di stenosi, che spesso va rioperata nel corso degli anni. Sembra che i medici non abbiano dubbi: è meglio essere una femmina imperfetta piuttosto che un maschio imperfetto &#8211; forse perché il regime del binarismo sessuale è un regime maschilista, in cui le donne sono considerate imperfette per natura.</p>
<p>A chi è affetto da sindrome di Klinefelter, invece, una volta giunto all&#8217;età dell&#8217;adolescenza, i medici &#8220;prescrivono&#8221; la mastectomia (l&#8217;asportazione del seno) e la somministrazione di testosterone. L&#8217;assunzione dell&#8217;ormone provoca la comparsa di caratteri secondari maschili (barba, peli, voce profonda) ma  provoca anche cambiamenti caratteriali nella sfera della libido e dell&#8217;aggresività che in alcuni casi possono produrre profondo turbamento e perdita del senso di sé. Non sono poche nel mondo le persone XXY che rifiutano questo trattamento forzato: alcune scelgono la strada della femminilizzazione, altre rivendicano per sé il diritto di essere semplicemente quelle che sono &#8211; di mantenere il proprio corpo intersessuale e la propria personalità ipodesiderante &#8211; (si veda, a questo proposito, la <a href="http://www.ukia.co.uk/voices/mnoble.htm">testimonianza di Michael Noble</a>), ma tale diritto, di solito, viene loro riconosciuto con grande fatica dai medici con cui hanno a che fare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8152" title="450_pgh_4166" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/450_pgh_4166.jpg" alt="" width="450" height="386" /></p>
<p><strong>10. </strong><strong>Il sabotaggio del binarismo: le teorie transgender.</strong> Di fronte a questi fatti, credo che sia facile intuire come le teorie transgender, che mettono in discussione la rigidità del binarismo sessuale dichiarando la possibilità che un&#8217;identità abiti uno spazio intermedio tra il genere maschile e quello femminile, possono diventare uno strumento prezioso per rinnovare il nostro ordinamento giuridico, per rendere più vivibile la vita delle persone intersessuali e trans (transessuali o transgender), e per allargare la gamma delle definizioni identitarie disponibili per tutti.</p>
<p>Transgenderismo e intersessualismo sono condizioni psicologiche e fisiche prodotte dalla logica binaria del dispositivo moderno della sessualità e rese intelligibili dalle sue categorie. Non rappresentano pertanto un &#8220;oltre&#8221; del binarismo, perché non negano il fatto che la sessualità degli umani, così come riusciamo a pensarla oggi, si dia tra gli estremi del maschile e del femminile. Però la presa di parola di soggetti transgender e intersessuali, la loro rivendicazione di una piena umanità, può provocare un dislocamento del binarismo sessuale, un suo <em>sabotaggio</em> che potrebbe portare a un suo migliore funzionamento. Dare ascolto ai soggetti transgender e intersessuali significa infatti disporsi ad accettare che la sessualità non si esaurisce in un&#8217;alternativa <em>rigida</em> e <em>netta</em> tra il maschile e il femminile, ma si configura come una gradazione tra il maschile e il femminile ricca di <em>sfumature</em>. Guardare alla fabbrica moderna della sessualità assumendo il punto di vista di quegli zoccoli difettosi che si trovano piantati e stritolati tra i suoi ingranaggi, induce a concludere che all&#8217;interno di quel <em>continuum </em>tra maschile e femminile che è la sessualità umana, ogni essere umano dovrebbe avere il diritto di scegliere dove collocare il proprio corpo e la propria identità. Senza condizionamenti e pregiudizi, ognuno dovrebbe avere il diritto di sperimentare quale sia la collocazione che più gli risponde &#8211; quella da cui potrà trarre maggior piacere.</p>
<p>Testo di <strong>Lorenzo Bernini</strong> (<a href="mailto: lorenzo.bernini@unimi.it ">lorenzo.bernini@unimi.it</a>)<br />
Foto: © <a href="mailto: sanoi@email.it ">Giovanni Hänninen&lt;</a> 2008 all rights reserved.</p>
<p>leggi anche la <em><a href="https://www.nazioneindiana.com/2008/09/10/maschio-e-femmina-dio-li-creo-il-binarismo-sessuale-visto-dai-suoi-zoccoli-1/">prima parte</a><br />
</em></p>
<p><strong>Link:</strong></p>
<p>1. Istituzioni accademiche e associazioni politiche:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.unipa.it/%7Earticom/html/dottorato/dott_quadro.html">http://www.unipa.it/~articom/html/dottorato/dott_quadro.html</a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.isna.org/">http://www.isna.org/</a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://isole.ecn.org/agaybologna/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=167">http://isole.ecn.org/agaybologna/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=167</a></span></p>
<p>2. Gruppi di supporto</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.mit-italia.it/">http://www.mit-italia.it/</a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sindromedimorris.org/">http://www.sindromedimorris.org/</a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.adrenogenitale.it/">http://www.adrenogenitale.it/</a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.malattie-rare.org/arfsag.htm">http://www.malattie-rare.org/arfsag.htm</a></span></p>
<p>3. Persone e testimonianze:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.transgenderwarrior.org/">http://www.transgenderwarrior.org/</a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cheryl_Chase_%28activist">http://en.wikipedia.org/wiki/Cheryl_Chase_(activist</a></span>)</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ukia.co.uk/voices/mnoble.htm">http://www.ukia.co.uk/voices/mnoble.htm</a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.dellagracevolcano.com/">http://www.dellagracevolcano.com/</a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=14/02/2008</span></p>
<p><a href="http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=15/08/2008">http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=15/08/2008</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/maschio-e-femmina-dio-li-creo-il-binarismo-sessuale-visto-dai-suoi-zoccoli-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">8140</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-29 18:42:01 by W3 Total Cache
-->