<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Librairie Voyelles &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/librairie-voyelles/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 Dec 2011 08:28:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>Un modo per dirsi addio (2011): Jacopo Galimberti alla Librairie Voyelles di Torino</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/19/un-modo-per-dirsi-addio-2011-jacopo-galimberti-alla-librairie-voyelles-di-torino/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/19/un-modo-per-dirsi-addio-2011-jacopo-galimberti-alla-librairie-voyelles-di-torino/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 08:28:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[incisioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Terni]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[gabriella giordano]]></category>
		<category><![CDATA[Jacopo Galimberti]]></category>
		<category><![CDATA[Librairie Voyelles]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=41070</guid>

					<description><![CDATA[da &#8220;Senso Comune&#8221; edizioni Le voci della luna. di Jacopo Galimberti Perdo biro, accendini, sigarette, ne reperisco, ne riperdo, le ritrovo e di nascosto a me stesso le rimetto nel loro corso materiale. Gravi sottili, ignoti a dono e commercio, circolano docili in peripli minimi. In altre fattezze ritornano e trovo nuove biro, accendini, sigarette, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/invito-1024x801.jpg" alt="" title="invito" width="700" height="547" class="aligncenter size-large wp-image-41072" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/invito-1024x801.jpg 1024w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/invito-300x234.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/invito.jpg 1391w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><br />
da <em>&#8220;Senso Comune&#8221;</em> edizioni Le voci della luna.<br />
di<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/04/07/senso-comune-di-jacopo-galimberti/">Jacopo Galimberti</a></p>
<p>Perdo biro, accendini, sigarette,<br />
ne reperisco, ne riperdo, le ritrovo<br />
e di nascosto a me stesso<br />
le rimetto nel loro corso materiale.<br />
<span id="more-41070"></span><br />
Gravi sottili, ignoti a dono e commercio,<br />
circolano docili<br />
in peripli minimi.<br />
In altre fattezze ritornano<br />
e trovo nuove biro, accendini, sigarette,<br />
a caldo, senza saldi postumi.<br />
Quasi un esercizio spirituale.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/19/un-modo-per-dirsi-addio-2011-jacopo-galimberti-alla-librairie-voyelles-di-torino/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">41070</post-id>	</item>
		<item>
		<title>per sora nostra, morte corporale</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/27/per-sora-nostra-morte-corporale/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/27/per-sora-nostra-morte-corporale/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 11:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
		<category><![CDATA[Et si Dieu n’aimait pas les noirs?]]></category>
		<category><![CDATA[Ignace Audifac]]></category>
		<category><![CDATA[Librairie Voyelles]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo e religione]]></category>
		<category><![CDATA[Serge Bilè]]></category>
		<category><![CDATA[Sessualità e Vaticano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=22826</guid>

					<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito della manifestazione Portici di carta, a Torino, lo scrittore Ignace Audifac, sarà questo pomeriggio allo stand della Librairie Française Voyelles, per l&#8217;iniziativa Librai per un giorno. Ho tradotto per i lettori di Nazione Indiana un estratto del suo libro inchiesta scritto insieme a Serge Bilè , Et si Dieu n’aimait pas les noirs? ( [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/cristonero.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/cristonero-199x300.jpg" alt="cristonero" title="cristonero" width="199" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-22829" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/cristonero-199x300.jpg 199w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/09/cristonero.jpg 398w" sizes="(max-width: 199px) 100vw, 199px" /></a></p>
<p>Nell&#8217;ambito della manifestazione <a href="http://www.porticidicarta.it/">Portici di carta</a>, a Torino, lo scrittore Ignace Audifac, sarà questo pomeriggio allo stand della Librairie Française Voyelles, per l&#8217;iniziativa Librai per un giorno. Ho tradotto per i lettori di Nazione Indiana un estratto del suo libro inchiesta scritto insieme a  <a href="http://livre.fnac.com/a2516383/Serge-Bile-Et-si-Dieu-n-aimait-pas-les-Noirs?PID=1">Serge Bilè , Et si Dieu n’aimait pas les noirs? </a>( Enquête sur le racisme aujourd’hui au Vatican), Pascal Galodé editeurs. Con la speranza che venga pubblicato in Italia. E ringrazio Beppe Sebaste che  ieri mi ha aiutato a vendere nell&#8217;ordine: Mauriac, Cendrars, Giono, Breton&#8230; effeffe </p>
<p><em>Cosa pretende, mi disse allora il monaco con aria ancora più arcigna, è questa l’ora di entrare in una chiesa?&#8230;Lei ha tutta l’aria di essere un’avventuriera.</em><br />
Sade, <strong>Justine ou les malheurs de la vertu</strong></p>
<p><strong>Intervista</strong><br />
a cura di <strong> Ignace Audifac</strong> e Serge Bilè</p>
<p>Grazie all’insistenza di un seminarista africano, una suora congolese è d’accordo, finalmente, per testimoniare, &#8220;affinché &#8211; ci spiega-, il mondo intero sappia dove conduca la miseria religiosa”. Membro di una congregazione romana, in contratto con una casa di cura per anziani, ha trentaquattro anni:</p>
<p><em>Da quanto tempo è a Roma?</em><br />
Sono arrivata cinque anni fa. La congregazione aveva bisogno di religiose. Ha così contattato la mia diocesi e mi hanno fatta venire.</p>
<p><em>Ha un permesso di soggiorno?</em><br />
Si, un permesso di soggiorno per religiosi, che mi è stato confiscato il primo giorno.<br />
<span id="more-22826"></span><br />
<em>Come mai?</em><br />
Quando si è convocati in questura per ritirare la carta, la madre superiore vi accompagna. Una volta firmato il documento, lei lo prende e se lo tiene. Succede nella maggior parte delle congregazioni.</p>
<p><em>Perché?</em><br />
Perché non si fidano. Pensano che una volta ottenuti i documenti, si diano alla macchia lasciando la congregazione.</p>
<p><em>È già successo?</em><br />
Si.</p>
<p><em>Come si svolge il suo lavoro?</em><br />
 È dura. Le religiose bianche fanno i lavori più facili e a noi vengono lasciati i compiti più ingrati.</p>
<p><em>Cioè?</em><br />
Le suore italiane per esempio lavorano all’amministrazione, si occupano di gestione, restano in portineria o alla reception. Mentre noi si passa il tempo a lavare e a stirare. Ci occupiamo degli anziani. Li cambiamo, gli facciamo il bagno, gli diamo da mangiare. Tutte le cose che richiedono grandi sforzi, toccano a noi. Lavoriamo dalle sei del mattino per finire talvolta alle otto di sera. Massacrante!</p>
<p><em>Quanto guadagnate?</em><br />
Quanto guadagniamo? Vuole scherzare? Non siamo pagate. Siamo alloggiate, nutrite, sbiancate ( ride)</p>
<p><em>E le suore europee?</em><br />
Per loro è diverso. Prendono qualcosa. Lo stesso per le suore filippine.</p>
<p><em>Quanto?</em><br />
Non saprei.</p>
<p><em>Come è venuta a sapere allora che loro sono pagate?</em><br />
Ma si capisce! Si comprano creme per il corpo, reggiseno, mutandine, scarpe. Noi, non abbiamo niente.</p>
<p><em>È questo che l’ha spinta a prostituirsi?</em><br />
(silenzio)</p>
<p><em>Chi sono i suoi clienti?</em><br />
(imbarazzata) Ho soltanto due, tre uomini. Di fatto tre. Due bianchi e un nero.</p>
<p><em>Ci sono preti fra di loro?</em><br />
( molto imbarazzata,  non risponde)</p>
<p><em>Le danno soldi?</em><br />
( fa segno di sì con la testa)</p>
<p><em>Come li ha incontrati?</em><br />
Sul luogo di lavoro</p>
<p><em>Alla casa per anziani o alla congregazione?</em><br />
(alza gli occhi al cielo, infastidita)</p>
<p><em>Ci sono dei preti allora?</em><br />
(chiede di spegnere il registratore e sussurra:) sì, un italiano e un congolese .</p>
<p><em>Come fate per vedervi?</em><br />
Per <em>Padre</em> (in italiano nel testo,ndt) sono io a telefonargli quando voglio incontrarlo.</p>
<p><em>E dove vi incontrate?</em><br />
Fuori Roma</p>
<p><em>E le dà dei soldi?</em><br />
Si, a volte trecento , qualche altra volta quattrocento.</p>
<p><em>Tutte le volte?</em><br />
Sì</p>
<p><em>E lo vede spesso?</em><br />
Due, tre volte al mese</p>
<p><em>E per il prete congolese?</em><br />
Tre, quattro volte al mese da uno dei suoi amici. Mi dà due, trecento euro. Dipende.</p>
<p><em>E per l’altro italiano?</em><br />
Lo vedo in una casa. È un uomo ricco. Talvolta mi dà fino a mille euro. Mi fa anche dei regali, dei gioielli che mando alle mie sorelle in Congo. È stata una religiosa mia compatriota a presentarmelo.</p>
<p><em>E lei, chi sono i suoi clienti? </em><br />
Italiani, c’è anche un prete.</p>
<p><em>Come fa a gestire tre uomini alla volta?</em><br />
Mi organizzo, non si conoscono fra di loro .</p>
<p><em>E come fa a liberarsi dal convento?</em><br />
Non è un problema. Li vedo il sabato o durante i miei giorni di riposo.</p>
<p><em>Cosa fa dei soldi che le danno?</em><br />
Mando tutto alla mia famiglia rimasta in Congo, sono poveri.</p>
<p><em>I suoi parenti sanno cosa fa?</em><br />
No. Non glielo posso dire questo.</p>
<p><em>Quante suore nere ci sono nella sua congregazione?</em><br />
Un centinaio.</p>
<p><em>Ce ne sono delle altre che si prostituiscono come lei?</em><br />
Si, molte. Ci conosciamo fra di noi</p>
<p><em>E le altre suore africane ne sono al corrente?</em><br />
Sì</p>
<p><em>Non temete che possano denunciarvi?</em><br />
No, nessuna del gruppo ha mai tradito</p>
<p><em>Nessuna di voi è stata mai scoperta ed espulsa?</em><br />
Si. È successo a una suora originaria dell’Uganda. Ma non so come sia successo. Ad ogni modo, la madre superiora le ha comprato il biglietto  aereo a sua insaputa, e le ha comunicato soltanto alla vigilia che l’indomani sarebbe partita. È capitato anche a una del Congo. Ma lei, è il giorno stesso della partenza che le è stato comunicato che avrebbe lasciato la congregazione. L’hanno portata in aeroporto con la forza.</p>
<p><em>Ha già praticato la prostituzione nel suo paese?</em><br />
No, mai.</p>
<p><em>Come può provarlo?</em><br />
Non ho nessuna ragione di mentire, altrimenti non avrei accettato di rilasciare questa intervista.</p>
<p><em>Ha qualche volta problemi di coscienza?</em><br />
Si. Sempre. So che quello che faccio non è bene. Ma la mia famiglia è povera e qui si soffre.</p>
<p><em>Se, come la religiosa che abbiamo intervistato, talune si prostituiscono certamente non di buon grado ma volontariamente, altre sono invece vittime di vere e proprie reti che le intrappolano, e consegnano a degli uomini  confiscandone perfino i soldi guadagnati.<br />
Uno di questi è diretto da… una religiosa africana, dalla reputazione diabolica, esiliata da una ventina d’anni nel freddo italiano    dalla sua comunità nel Congo, in seguito a malversazioni. La chiameremo Berta.<br />
Dal suo arrivo, fonda una congregazione e riesce , non si sa come, ad affittare un appartamento  di tre vani, subito trasformato in…casa chiusa. Berta fa allora venire delle religiose africane, desiderose di viaggiare e di guadagnarsi qualche soldo, promettendogli “un buon lavoro”. Ma una volta sul posto, comincia il tempo della disillusione e della discesa agli inferi.</em> (&#8230;) <strong>continua</strong></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/M7H6nWDPnyI&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/27/per-sora-nostra-morte-corporale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>12</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22826</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-06-19 19:16:33 by W3 Total Cache
-->