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	<title>Libreria Marco polo di Venezia &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Il Manifesto di un libraio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 15:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Moretti]]></category>
		<category><![CDATA[Libreria Marco polo di Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[Se io avessi previsto tutto questo di Claudio Moretti vd intervista qui Qualche giorno fa, poco dopo aver aperto la libreria, il postino entra e mi recapita due buste verdine. Multe. Sarà la sosta vietata di qualche mese prima. Apro senza timore. Prendo il bollettino e leggo la cifra. Iniziano a girarmi. Guardo meglio il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/04/manifesto-mortuario.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/04/manifesto-mortuario-300x180.jpg" alt="manifesto-mortuario" width="300" height="180" class="alignleft size-medium wp-image-45412" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/04/manifesto-mortuario-300x180.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/04/manifesto-mortuario.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><strong>Se io avessi previsto tutto questo</strong><br />
di<br />
<strong><a href="http://http://www.libreriamarcopolo.com/">Claudio Moretti</a></strong><br />
vd intervista <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/01/25/indypendentemente-per-una-cartografia-delle-librerie-indipendenti-libreria-marco-polo-venezia/">qui</a></p>
<p>Qualche giorno fa, poco dopo aver aperto la libreria, il postino entra e mi recapita due buste verdine. Multe. Sarà la sosta vietata di qualche mese prima. Apro senza timore. Prendo il bollettino e leggo la cifra. Iniziano a girarmi. Guardo meglio il foglio del verbale: non è un divieto di sosta, è una locandina abusiva. Mille euro. Una locandina. Di multa. Senza timbro. Mille. Attaccata sulla pietra. Con lo scotch. Milleesettevirgolazerosette.</p>
<p>Si fa tanto parlare di questi tempi del ruolo delle librerie del futuro, di come potranno restare a galla, di chi ce la farà. Sembra di stare in un film,quello degli immortali della serie &#8220;solo uno sopravviverà&#8221;. Ma tutti concordano che la libreria non potrà più essere quella a cui siamo abituati. Forse perchè se ci fossimo abituati, se si fosse creata un&#8217;abitudine alla libreria, significeherebbe che qualcuno ha l&#8217;abito o l&#8217;abitudine di andarci e magari comprarci qualcosa e forse non ci sarebbe nessun problema. Comunque si abitueranno alla libreria del futuro dove oltre al libro ci troverai il caffè, il libraio avrà fatto il corso di libreria 1, libreria 2 e complementi di libreria, e soprattutto la libreria sarà un punto di aggregazione delle persone perchè altrimenti che ci vanno a fare se il libro lo possono comprare dal divano di casa?</p>
<p>Tutte queste teorie hanno la loro validità, non sia mai che io osi dubitarne. Ma la mia libreria segue due filosofie: deve arrivare a fine mese tutti i mesi e deve piacermi, la libreria e lavorarci dentro. I libri li scelgo io, quelli che voglio. Mi permetto di ignorare delle novità. Non seguo le campagne promozionali. Adesso gli editori cercano di avere un rapporto diretto con i librai, hanno capito che è una grande opportunità per essere visibili. Bravi. Nella mia libreria, da quando vendo anche libri nuovi, il rapporto diretto con gli editori è stata la regola.</p>
<p>Da tre anni ho iniziato a fare presentazioni di libri, incontri con gli autori. Penso che una libreria possa farne a meno, la mia no. Lavoro in libreria ma i festival della letteratura ho proprio difficoltà a seguirli, vorrei andarci ma non trovo il tempo. Allora lo faccio in libreria: chiamo l&#8217;autore il cui libro mi è piaciuto. Lo sento parlare alla radio e mi piace, provo a vedere se viene in libreria da me. Ci deve essere qualcosa che scatta, un interesse per il libro, per l&#8217;autore che fa diventare l&#8217;incontro prima di tutto un incontro fra autore e libraio e, dopo, fra autore e lettori. </p>
<p>La locandina pubblicizzava una lettura ad alta voce fatta in libreria. L&#8217;autore leggeva brani da dei suoi libri vecchi, pubblicati anni fa. Una sorta di addio a quel genere di libri, il mese dopo sarebbe uscito un suo nuovo libro di tutt&#8217;altro genere. Un omaggio ad un autore che apprezzo e alla sua opera. Copie vendute: zero, non c&#8217;era nulla da vendere. Nella maggior parte dei casi, le vendite delle presentazioni non coprono le spese. </p>
<p>Sono un commerciante di libri o un operatore culturale? In questo dilemma si stanno arrovellando in molti. Quando scelgo un libro da mettere in vetrina posso farlo per motivi non commerciali ma voglio che sia venduto. Quando chiamo un autore non lo faccio per vendere i suoi libri a pacchi però so che ad ogni incontro in più la libreria accresce la sua credibilità. I due aspetti, commerciale e culturale, sono intrecciati e non si possono separare. Nè lo vorrei. Non vorrei una libreria sovvenzionata come non voglio una libreria supermercato.</p>
<p>Vorrei la mia libreria, non sovvenzionata ma almeno sostenuta, riconosciuta nella parte culturale che svolgo. Conosciuta e riconosciuta. </p>
<p>Invece fino ad oggi è mancata proprio la consapevolezza di quello che la libreria ha fatto e fa. Per capirlo c&#8217;è stato bisogno prima di una serie di chiusure annunciate di librerie veneziane che rende ancora più desertificato il panorama libraio in laguna e poi della protesta a causa di questa multa. Per un giorno le vetrine della libreria sono state oscurate: Venezia città delle librerie invisibili, come tante altre città di librerie che non sono conosciute e che non vengono apprezzate per il lavoro che fanno. Solo quando chiudono si sente la loro mancanza.</p>
<p>Adesso a Venezia  sembra che le cose stiano cambiando, grazie anche all&#8217;impegno degli scrittori veneziani che hanno deciso di riunirsi e di avere una voce unica a difesa delle librerie. </p>
<p>Per ora, la multa resta. Ma oltre la multa, resta la certezza che adesso in molti si sono svegliati, quelli che sono venuti a protestare al nostro fianco, quelli che ci dicono di non mollare, quelli che adesso ci seguono con più fervore sapendo che è per loro e grazie a loro che una libreria esiste.</p>
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		<title>Indypendentemente: per una cartografia delle librerie indipendenti (Libreria Marco Polo-Venezia)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 07:59:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[incisioni]]></category>
		<category><![CDATA[ALI]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Lasagni]]></category>
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		<category><![CDATA[Le Talee di Beatrice Meoni]]></category>
		<category><![CDATA[Liberi Librai]]></category>
		<category><![CDATA[Libreria Marco polo di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[librerie indipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Luogo Sarzana]]></category>
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					<description><![CDATA[Questionario Librerie Indipendenti: dopo la splendida incursione di Chiara Lasagni risponde il libraio Claudio Moretti della Marco Polo di Venezia. A cura di effeffe Ci parli della tua libreria? Presentazione, storia, caratteristiche sul territorio, criticità e anche dei momenti belli tosti, se ti va Premetto che mi sento onorato a esser chiamato a rispondere a queste [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/01/unnamed.jpg" alt="" title="unnamed" width="220" height="165" class="alignleft size-full wp-image-41479" /></p>
<p><em>Questionario Librerie Indipendenti</em>: dopo la splendida incursione di <a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/12/05/indypendentemente-per-una-cartografia-delle-librerie-indipendenti-terzo-luogo-sarzana/">Chiara Lasagni</a> risponde il libraio <strong>Claudio Moretti</strong> della <a href="http://www.libreriamarcopolo.com/">Marco Polo </a>di Venezia.<br />
A cura di <strong>effeffe</strong> </p>
<p><em>Ci parli della tua libreria? Presentazione, storia, caratteristiche</em> <em>sul territorio, criticità e anche dei momenti belli tosti, se ti va</em></p>
<p>Premetto che mi sento onorato a esser chiamato a rispondere a queste domande per tracciare una cartografia delle librerie indipendenti in Italia. La mia è una piccola libreria ed è appena nata rispetto a tante altre librerie a soprattutto rispetto a librai che hanno dedicato una vita a questo lavoro. Mi sento molto vicino a Chiara della libreria Il Terzo Luogo, che mi ha preceduto in questo percorso librario: è una bella coincidenza che ci si ritrovi anche qui. Le nostre librerie non hanno rapporti, fra librai non ci conosciamo, eppure siamo stati entrambi &#8220;scelti&#8221; sia per l&#8217;intervista sia come tappe di una mostra dedicata all&#8217;arte e ai libri: le <a href="http://talee-talee.blogspot.com/p/il-progetto.html">Talee di Beatrice Meoni</a> sono partite dal Terzo Luogo di Sarzana per approdare come ultima tappa a Venezia nella mia libreria.</p>
<div>
<img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/01/5762405.jpg" alt="" title="5762405" width="90" height="120" class="alignright size-full wp-image-41480" /></p>
<p><a href="http://www.libreriamarcopolo.com/" target="_blank">Libreria Marco Polo</a> è una libreria che cerca di mantenersi in movimento. E&#8217; l&#8217;unica definizione che riesco a dare della mia libreria perchè penso che sia questa l&#8217;unica nota che ha caratterizzato gli anni trascorsi e che si manterrà costante nei prossimi anni: una costanza di movimento, di trasformazione, di adattamento.<br />
Questa è l&#8217;azione costante a cui è sottoposta la libreria, ma non è un&#8217;azione imposta dal libraio: quello che faccio io è più un indirizzare dolcemente questo movimento, cercare di assecondarlo, deviarlo se mi sembra opportuno ma senza mai fermarlo.</div>
<p>Potrà sembrare strano che questo sia il lavoro di un libraio eppure, nel mio caso, sono stati i libri a fare la libreria e il libraio. Libreria Marco Polo (quella che c&#8217;è ancora, non quella di viaggio che abbiamo dovuto chiudere nel 2011) nasce nel 2006 come libreria di remainder e di usato. Senza nessuna esperienza come libraio e soprattutto senza alcuna idea del magico e immenso mondo del libro usato, sono stato letteralmente sommerso dai libri usati: ci sono giornate che il numero delle persone che vengono a vendere i loro libri è pari al numero dei clienti, peccato che chi viene a vendere libri arrivi con le borse piene e chi viene a comprare esca con uno-due libri. Ecco perchè dico che la libreria è stata fatta dai libri, dai libri che arrivavano, singoli, a borse, in scatoloni, intere biblioteche: quello che io ho imparato a fare abbastanza velocemente è capire cosa c&#8217;era da tenere e come adeguare la libreria (gli scaffali, l&#8217;esposizione, le vetrine) a quello che quotidianamente arriva in libreria. L&#8217;offerta della libreria è diventata ben presto varia ma soprattutto interessante: le vere &#8220;chicche&#8221; che mi arrivavano, non solo prime edizioni o libri costosi, erano e sono libri di cui io non conosco nemmeno l&#8217;esistenza finchè non mi si materializzano davanti. Come avrei potuto avere una stupefacente varietà (lo stupore è una costante del cliente che si avventura per la prima volta nella mia libreria)  se avessi dovuto partorire con la mia mente l&#8217;intero assortimento?</p>
<div>
<p>Nel 2010 libreria Marco Polo da libreria dell&#8217;usato con libri in italiano e inglese diventa una libreria &#8220;completa&#8221;, aggiungendo all&#8217;usato una sezione di libri nuovi: la decisione è motivata dal fatto che la libreria sorella, l&#8217;altra Marco Polo, sta chiudendo; nata come libreria di viaggio e trasformatasi poco alla volta in una libreria di varia, dopo due anni di successi entra in crisi e non riesce più a risollevarsi.</p>
</div>
<p>I libri nuovi nella mia libreria entrano gradualmente: prima di tutto arriva Minimum Fax. Quando compro l&#8217;intera biblioteca di un privato, cinquecento o mille volumi,  questo arrivo cambia il volto della libreria e, almeno per un po&#8217; di tempo, in libreria si sente la personalità del proprietario dei libri. Allo stesso modo volevo che l&#8217;arrivo dei libri nuovi modificasse il volto della libreria e che entrando si notasse subito il cambiamento: per questo ho scelto di avere l&#8217;intero catalogo di un editore e fra i possibili candidati la migliore scelta che potessi fare era Minimum Fax, quella che garantisce, oltre ad un ottimo assortimento, una vera personalità nel catalogo.</p>
<div>
Da Maggio 2011 ho inziato anche a tenere le novità che mi piacciono, cercando di impegnarmi in due cose molto semplici: leggere i libri che compro e tenere i titoli almeno per sei mesi.  E&#8217; appena passato il periodo natalizio e devo dire che la mia scelta, proporre titoli che mi piacciono anche se fuori dalla classifiche, non è stata per nulla azzardata.<br />
E&#8217; bene sapere, comunque, che la vendita dei libri usati mi permette di vendere anche libri nuovi e non viceversa: se dovessi campare solo con la vendita dei libri nuovi, avrei veramente grandi difficoltà.</p>
<p>Con l&#8217;apertura ai libri nuovi ho raccolto il testimone della libreria sorella anche per quanto riguarda le presentazioni: nel 2011 abbiamo organizzato oltre venti incontri fra presentazioni e letture. All&#8217;inizio organizzavamo tutto in libreria ma poco alla volta ci siamo aperti alla città ed è stato molto piacevole portare la libreria e i libri fuori: in questo modo le presentazioni diventano un modo per incontrare e stabilire relazioni non solo con scrittori ma anche con realtà veneziane come il centro sociale Laboratorio Morion, il circolo arci Metricubi e Ca&#8217; Tron Città Aperta.<br />
Fra le ultime presentazioni, sono affezionato a quella di Ivan Polidoro, splendida la sua lettura di <a href="http://www.libreriamarcopolo.com/2011/12/le-coincidenze-di-ivan-polidoro.html" target="_blank">&#8220;Le coincidenze&#8221;</a>, e alla serata con Sergio Garufi e il suo <a href="http://www.libreriamarcopolo.com/2011/10/il-nome-giusto-di-sergio-garufi.html" target="_blank">&#8220;Il nome giusto&#8221;</a>.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/01/foto2-218x300.jpg" alt="" title="foto2" width="218" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-41482" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/01/foto2-218x300.jpg 218w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/01/foto2-746x1024.jpg 746w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/01/foto2.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px" />
</div>
<p>Chi non conosce Venezia e chi non vorrebbe venire a visitare Venezia? Venezia è visitata ogni anno da un numero esagerato di turisti. Questo afflusso enorme sommato al numero esiguo dei residenti, poche decine di migliaia nel centro storico, di fatto impone che tutte le attività commerciali debbano fare i conti con il turismo, trovando un modo per vivere o venendo spazzati via. Sono la maggioranza ormai le botteghe che sono SOLO per turisti, con merce che nessun residente andrebbe a comprare.  Anche le librerie subiscono questo influsso del turismo. Libreria Marco Polo nasce anche rivolta al turismo e continua a farlo ancora adesso, proponendo una vasta scelta di libri in lingua straniera, soprattutto in inglese. Questo però senza mai diventare negozio esclusivamente turistico: la sensazione del turista che entra in libreria è quella di essere entrato, finalmente, in un negozio normale dove può trovare quello che gli serve. Questo aspetto della libreria, fortemente voluto e difeso contro chi a varie riprese proponeva di vendere articoli più &#8220;appetibili&#8221; per i turisti, ha fatto sì che questa libreria sia frequentata in modo paritario da turisti e residenti, da collezionisti di passaggio e da lettori veneziani creando molte volte l&#8217;occasione di piacevoli incontri.</p>
<div>
Cos&#8217;altro dire della mia libreria? Che siamo bravi e veloci nel trovare i libri che i nostri clienti ci chiedono, sia in catalogo che fuori. Che organizziamo corsi in libreria, di fotografia e prossimamente di scrittura. Che ogni mercoledì la libreria si trasforma in un mercato di frutta e verdura perchè siamo punto di consegna di un&#8217;azienda agricola: i veneziani che abitano in zona possono ordinare direttamente a <a href="http://www.libreriamarcopolo.com/p/lorto-in-libreria.html" target="_blank">Donna Gnora</a> e settimanalmente gli ordini vengono recapitati in libreria. E&#8217; una specie di sostegno, non remunerato, ad un&#8217;azienda agricola che sento vicinissima, per idee e azioni, molto più vicina di una libreria di catena, dove l&#8217;unica cosa in comune con la mia libreria è la tipologia merceologica.<br />
Ultimo, ma non meno importante, la libreria è sia fisica che online: la vendita dei libri fuori catalogo avviene tramite vari canali di vendita online, Maremagnum, Abebooks, Biblio, Comprovendolibri, Libribooks e Amazon. La vendita online, limitata ai soli libri usati, è un apporto fondamentale alla vita della libreria, economicamente e funzionalmente: la quantità dei libri esposti in libreria è pari alla quantità dei libri consultabili esclusivamente online e fisicamente giacenti in un magazzino.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/01/447450-photo-225x300.jpg" alt="" title="447450-photo" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-41483" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/01/447450-photo-225x300.jpg 225w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/01/447450-photo.jpg 250w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><br />
<em>Quando entri in una libreria (da lettore, cliente) cosa osservi? Che cosa attira la tua attenzione?</em></p>
</div>
<p>Nelle librerie di catena solitamente non entro e mi interessano anche poco. Nelle altre librerie quello che noto è se si vede una coerenza.<br />
Mi è capitato giusto pochi giorni fa di entrare in una libreria che mi avevano consigliato di visitare. E&#8217; una libreria giustamente famosa, organizza moltissime attività culturali, ha un assortimento di libri che io me lo sogno ma c&#8217;era qualcosa che stonava: avevano praticamente tutto. C&#8217;era troppo, c&#8217;era anche quello che si tiene perchè comunque qualcuno lo chiederà, perchè è in classifica o è di moda. Questo potrà forse favorire le vendite ma fa crollare la coerenza della libreria. Io la chiamo coerenza, possiamo chiamarla identità, personalità: sono i libri e le scelte di posizionamento dei libri, valide per una libreria di 30 o di 300 mq. Io prediligo le librerie a coerenza elevata, dove la proposta del libraio si riconosce dalla vetrina e prosegue all&#8217;interno, dove si rischia sempre di trovare un libro che non ti aspetteresti, dove non vai solo a cercare quel particolare titolo ma dove puoi &#8220;incontrare&#8221; un libro.<br />
Quelle a bassa coerenza hanno poco senso di esistere perchè ci sono già le librerie di catena e i siti di vendita online, dove chiunque può trovare qualsiasi libro.</p>
<p><em>Come definiresti una libreria indipendente?</em><br />
Una libreria è indipendente se non è di catena o non è un franchising, se comunque non ha legami societari od economici con altri soggetti della filiera del libro (grossisti, distributori, editori) che limitino di fatto la sua indipendenza.<br />
Una libreria indipendente non è per definizione una libreria buona o migliore delle altre. Il fatto di essere indipendenti è neutro rispetto alla qualità della libreria. Però, ed è un però enorme, è un confine che segna chi sta da una parte e chi sta dall&#8217;altra: un discrimine fra un tipo di libreria e un altro tipo. E&#8217; bene, a mio giudizio, che i clienti sappiano quale libreria è indipendente e quale non lo è e dopo decidano dove andare a comprare i libri. E&#8217; bene che gli amministratori della cosa pubblica, nel momento che devono favorire delle attività commerciali, sappiano quali sono le librerie indipendenti e quali non lo sono.</p>
<p><em>Ci sono in Italia organizzazioni associazioni, strutture dedicate alle librerie indipendenti?</em><br />
A Venezia abbiamo tentato di creare un&#8217;associazione di librerie indipendenti ma la mia idea di indipendenza non ha trovato molti sostenitori. Mi si obiettava che era meglio muoversi per favorire l&#8217;inclusione invece dell&#8217;esclusione. Io invece continuo a pensare che sia ancora vero &#8220;meglio pochi ma buoni&#8221; e quindi vedo con fiducia a questa iniziativa di cartografia di librerie indipendenti: un modo per conoscere alcune realtà che associno l&#8217;indipendenza alla qualità e alla voglia di restare vivi, <em>alive and kicking</em>: magari fra queste librerie potrà nascere una forma di collaborazione, su scopi chiari e ben definiti come è stato per l&#8217;unione degli editori di Mulini a Vento.</p>
<p><em>Che cosa ti piacerebbe che fosse la tua libreria?</em><br />
In libreria abbiamo già un Tea Corner ma è minuscolo. Quello che mi piacerebbe avere è uno spazio vero per una caffetteria, mi piacerebbe che la libreria fosse un luogo fisicamente più accogliente. Altre cose non le vorrei, magari mi possono piacere quando le vedo in un&#8217;altra libreria ma non sono adatte alla mia. Visto che sono stati i libri a fare la libreria, non poteva che venire così&#8230;.</p>
<p><em>Chi cazzo te l’ha fatto fare di fare il libraio?</em><br />
Ho fatto altri lavori prima di fare il libraio e non c&#8217;è paragone. Sono passato attraverso diverse ristrutturazioni aziendali. Ci sono miei <a href="http://www.libreriamarcopolo.com/2012/01/salviamo-la-ditec-di-quarto-daltino.html" target="_blank">ex colleghi</a> che adesso stanno combattendo con una multinazionale che vuole delocalizzare la produzione e lasciarli a casa. E io dovrei lamentarmi? Se poi penso solo a una delle riunioni che ho fatto nella mia precedente vita lavorativa, mi viene una voglia matta di andare in libreria a lavorare, con i miei ritmi, con i miei libri, con gli amici che passano a trovarmi, con i clienti che sono quasi sempre piacevoli.<br />
Io sono molto fortunato, sto facendo un lavoro che mi piace. E so che se un giorno fare il libraio non sarà più possibile, mi inventerò qualcos&#8217;altro per vivere come ho già fatto in passato.</p>
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